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Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1998.304
Data decisione, Autorità: 27.01.1999, CDT
Incarto n. 80.98.00304
Lugano 27 gennaio 1999
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il presidente della Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
giudice Alessandro Soldini
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 16 dicembre 1998
in materia di: IC/IFD 97/98
presentato da:
e __________ __________, __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
A seguito del reclamo presentato dai contribuenti l'UT elevava la deduzione per spese di trasferta a fr. 5'000.-, confermando per contro il rifiuto di quella per persone bisognose a carico, argomentando che la madre della contribuente si occuperebbe della conduzione dell'economia domestica della figlia, (cfr. decisione su reclamo del 23 novembre 1998).
Con il presente, tempestivo ricorso i coniugi __________ propongono nuovamente la deduzione integrale delle spese di trasferta da loro fatte valere nella dichiarazione d'imposta come pure la deduzione per persone bisognose a carico.
Conformemente all’art. 26c cpv. 2 della legge organica giudiziaria civile e penale del 24 novembre 1910, modificata il 14 maggio 1998, la Camera di diritto tributario decide nella composizione di un Giudice unico la presente causa, che non pone questioni di principio e non è di rilevante importanza.
Spese di trasporto
4.1.
Sia secondo l'art. 25 cpv. 1 LT-1994 sia secondo l'art. 26 cpv. 1 LIFD le spese professionali deducibili sono:
a) le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;
b) le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni;
c) le altre spese necessarie per l'esercizio della professione;
d) le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l'esercizio dell'attività professionale.
Tra gli altri costi e spese che non possono essere dedotti, rientrano in particolare le spese di formazione professionale (art. 33 lett. b LT-1994; art. 34 lett. b LIFD).
4.2.
Sono considerate spese di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello in cui lavora.
Per l'uso di mezzi pubblici la deduzione corrisponde alla spesa effettiva (art. 3 cpv. 1 lett. a DE del 10 dicembre 1996). Per l'uso della bicicletta, di un ciclomotore o di una motoleggera la spesa deducibile è al massimo di fr. 600.– l'anno (art. 3 cpv. 1 lett. b DE dell' 8 novembre 1994). Infine, per l'uso di una motocicletta o di un'automobile privata, la spesa deducibile corrisponde a quella del mezzo pubblico disponibile (art. 3 cpv. 1 lett. c DE del 10 dicembre 1996). Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (p. es. per infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa la deduzione fino a 35 cts. il km per le motociclette di cilindrata superiore ai 50 cmc e fino a 60 cts. per le automobili (art. 3 cpv. DE del 10 dicembre 1996). La deduzione per il tragitto di andata e ritorno a mezzogiorno non può in ogni caso superare quella massima ammessa per i pasti consumati fuori casa di fr. 12.- al giorno o di fr. 2’600.- all’anno (art. 3 cpv. 3 DE del 10 dicembre 1996).
Anche per l’IFD è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato (art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente aggiornata (per il periodo 1997-98: fr. 600.– all’anno per la bicicletta e il motorino, fr. 0,35 al km per la motocicletta e fr. 0,60 il km per l’automobile). La deduzione chilometrica per il viaggio di andata e ritorno a mezzogiorno è limitata alla deduzione massima accordata per i pasti fuori casa (art. 5 cpv. 3 2.a frase Ordinanza del 10 febbraio 1993).
4.3.
Nel precedente periodo fiscale, a seguito del ricorso presentato dai coniugi __________, si era convenuto, su proposta del giudice delegato, di fissare la deduzione per spese di trasferta di fr. 4'000.- in considerazione dei lavori di portineria assunti a partire dal luglio 1994 in un palazzo di __________.
Questo giudice non ha motivo di scostarsi dalla soluzione concordata nel precedente periodo fiscale se non nella misura in cui sussistano delle variazioni.
Ora, rispetto al precedente periodo, come se ne dà atto nel ricorso, nulla è mutato, se non il fatto che la trasferta a __________ incide sull'ammontare delle spese di trasferta per l'intero biennio di computo e non come nel precedente periodo fiscale per un solo semestre. Tenuto conto che la spesa di trasferta annua a __________ ammonta a fr. 2'000.- arrotondati e che essa era già considerata in ragione di un quarto nella precedente valutazione di fr. 4'000.-, si giustificherebbe, per ragioni di coerenza, di elevare la precedente deduzione di ca. fr. 1'500.-. Dando prova di estrema prudenza, il giudice ritiene di poter fissare la deduzione per spese di trasferta del periodo qui in discussione in fr. 6'000.-.
Persona bisognosa a carico
5.1.
Gli articoli 35 cpv. 1 LIFD e 34 cpv. 1 LT prevedono la deducibilità dal reddito netto di un importo di 5'100 franchi per l'IFD e di 6'000 franchi per l'imposta cantonale, per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un'attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l'aiuto uguagli almeno l'importo della deduzione. La deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
5.2.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un'attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all'ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l'entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo, 1995, p. 149; Circolare n. 1 dell' Amministrazione federale delle contribuzioni del 14 luglio 1988, p. 3; Circolare n. 18 della Divisione cantonale delle contribuzioni del 16 gennaio 1995, p. 2; inoltre CDT n. 80.95.00122 del 15 settembre 1995 in re P. B.).
Questa Camera ha così avuto modo di stabilire che non ha diritto alla deduzione per persona bisognosa a carico il contribuente che ha in casa un figlio che beneficia di una rendita AI, nella misura in cui non dimostri che l'onere finanziario da lui sopportato sorpassa la rendita stessa (CDT n. ..__________ del 13 gennaio 1997 in re G. P.). Parimenti un figlio invalido, che beneficia della rendita dell' assicurazione invalidità nonché della prestazione complementare, non è "bisognoso", neppure qualora frequenti corsi universitari; infatti, le spese di formazione non rientrano nel minimo di esistenza e, d'altronde, l' invalido potrebbe farsi rifondere tali costi dalla stessa assicurazione invalidità. Pertanto, i suoi genitori non hanno diritto alla deduzione per persone bisognose a carico (CDT n. ..__________ dell' 8 ottobre 1997 in re F. e S. M.).
Il diritto alla deduzione per persone bisognose a carico è inoltre stato negato a un contribuente che asserisce di dover provvedere al sostentamento dei propri genitori, sebbene questi ultimi siano beneficiari di una rendita AVS ed abitino in casa propria. La loro situazione finanziaria non si situa infatti al di sotto del minimo vitale (CDT n. __________. del 14 novembre 1997 in re M.G.; CDT n. .. del 2 luglio 1998 in re S. B.).
5.3.
La madre della ricorrente dispone, da quanto asserito dai ricorrenti medesimi nel reclamo contro la notifica di tassazione, di una pensione italiana quantificabile in fr. 11'600.-.Questo importo supera di ca. fr. 500.- l'importo del minimo vitale per persona convivente stabilito dall'Autorità giudiziaria cantonale in materia di esecuzione e fallimenti.
Il contributo dei ricorrenti consiste sostanzialmente nel mettere a disposizione della madre __________ __________ una camera nel loro appartamento. Quand'anche si volesse determinare il loro contributo a favore di __________ __________, facendo comunque astrazione dal contributo che quest'ultima presta nell'assistere i figli dei ricorrenti e nel collaborare alla conduzione dell'economia domestica, in un quinto del canone di locazione, esso non attingerebbe l'ammontare deduzione, limite richiesto perché possa essere concessa.
La chiesta deduzione non può quindi essere accordata.
5.4.
Certo appare assai problematica la decisione dell'UT di esporre a __________ __________ un reddito d'altra fonte di fr. 6'000.-, non da ultimo in considerazione delle ragioni invocate dai ricorrenti che potrebbero inquadrare l'eventuale contributo della madre a favore dell'economia domestica di ricorrenti tra gli obblighi d'assistenza tra parenti. La questione esula però dal potere d'esame di questo Tribunale, poiché riguarda una tassazione non litigiosa.
È comunque il caso di ricordare che detta decisione non ha portato pregiudizio alcuno a __________ __________ in materia di IC, poiché malgrado l'aggiunta del reddito d'altra fonte non raggiunge la soglia minima inopponibile.
6.1.
Va infine rilevato che l'importo di fr. 6'000.- esposto a __________ __________ nella sua tassazione personale non può nemmeno essere dedotto, per costante giurisprudenza, dai redditi dei ricorrenti quale spesa per la custodia dei figli necessaria per conseguire il reddito (CDT n. ..__________ del 2 maggio 1995 in re A.R.).
6.2.
Sono infatti considerate spese per il conseguimento del reddito unicamente quelle che denotano un nesso particolarmente intenso e diretto con l’obiettivo (cfr. Funk, Der Begriff der Gewinnungskosten nach schweizerischem Einkommenssteuerrecht, 2. ediz., Zurigo 1991, p. 64 ss.; Känzig, Wehrsteuer, 1982, ad art. 22 n. 2 e giurisprudenza ivi; ASA 41 pag. 26; DTF 81 I pag. 72 in SA 24 pag. 35; RDAF 1962 pag. 45,146, 215).
Non costituiscono invece spese per il conseguimento del reddito quelle sostenute per il mantenimento del contribuente o della sua famiglia (art. 34 lett. a LIFD, 33 lett. a LT), segnatamente tutti i costi dell'economia domestica, le altre spese di vitto e mantenimento, inclusa la pigione, come pure i salari a collaboratrici domestiche, bambinaie o governanti (cfr. Känzig, op. cit., ad art. 22bis DIFD n. 9, art. 23 n. 3 pag. 701). Lo stesso dicasi per la spesa supplementare derivante dalla circostanza che entrambi i coniugi svolgono un'attività lucrativa a tempo pieno: essa é considerata una destinazione di reddito e non può essere dedotta come spesa per conseguire lo stesso (cfr. Rivier, op. cit., pag. 116 n. 2 e giurisprudenza ivi; DTF 81 I 71; ASA 23 pag. 426; ASA 39 pag. 513 e segg.; inoltre pure CDT 229-230 del 21 settembre 1992 in re C.M.; CDT n. ..__________ del 2 maggio 1995 in re A.R.).
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
§ Di conseguenza, la decisione su reclamo del 23 novembre 1998 è riformata nel senso che la deduzione per spese di trasferta è elevata a fr. 6'000.-. Per il resto è confermata.
§§ Gli atti del procedimento sono pertanto retrocessi all’UT per l’emissione di nuovi conteggi.
a. nella tassa di giustizia di fr. 250.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 330.–
sono a carico dei ricorrenti in ragione di due terzi.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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