AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1998.245
Data decisione, Autorità: 27.10.1998, CDT
Incarto n. 80.98.00245
Lugano 27 ottobre 1998
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 5 ottobre 1998
in materia di: IC/IFD 97/98
presentato da:
__________, __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
Il contribuente presentava reclamo in tempo utile, chiedendo la deduzione delle spese di malattia in ragione di fr. 2'100.- al mese. Con decisione del 14 settembre 1998 l’UT respingeva il reclamo, argomentando che le spese documentate erano inferiori alla franchigia imposta dalla legge e, meglio il 5% del reddito imponibile (5% di fr. 37'849.- = fr. 1'892.-).
Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________ chiede nuovamente la deduzione delle spese di malattia in ragione di fr. 23'308.- di media annua. Argomenta che nella sentenza di divorzio pronunciata il 26 aprile 1996 il Pretore della giurisdizione di __________ -__________ non lo ha obbligato a versare alla moglie gli alimenti proprio per le forti spese extra di circa fr. 2'100.- mensili che deve sopportare per spese di cura non coperte dalla cassa malati. Fa presente di essere affetto da una nevrosi ossessiva sin dal 1969 e di essere costantemente sotto osservazione del Servizio psico-sociale di __________ e di recarsi per alleviare la sofferenza da uno specialista in Italia.
3.1.
La procedura tributaria è retta dal principio indagatorio (detto anche massima dell’ufficialità). Tale principio non dispensa tuttavia il contribuente dal confortare e documentare le proprie allegazioni nel limite del possibile. Se infatti l’autorità fiscale deve provare i fatti che aumentano o fondano l' imposizione, il contribuente, dal canto suo, deve provare quelli che la negano o la diminuiscono. L’onere della prova di fatti che diminuiscono l'imposta è quindi a carico del contribuente (cfr. StE 1996 B 93.3 n. 5; Zweifel, Die Verfahrenspflichten des Steuerpflichtigen im Steuereinschätzungsverfahren, in ASA 49. 520; Zuppinger/Schärrer/Fessler/Reich, Compendio, 2.a ed., commento all'art. 72 StG ZH, p. 340).
La mancata collaborazione, nei casi in cui il contribuente è tenuto all’onere della prova, conduce pertanto alla non considerazione della deduzione. Egli rinuncia infatti a prevalersi di un proprio diritto processuale; in altre parole egli rinuncia a far uso di una facoltà conferitagli dalla legge (cfr. p. es. Soldini/Pedroli, L’imposizione degli utili immobiliari, Lugano 1996, p. 250).
3.2.
Va inoltre ricordato che, secondo l'art. 32 cpv. 1 lett. i LT 1994, sono deducibili le spese per malattia, infortunio o invalidità del contribuente o delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo e superano il 5 per cento del reddito imponibile.
La deduzione in questione è fondata su considerazioni di carattere extrafiscale: sono cioè spese che, pur rientrando nel novero dei costi per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia – la cui deduzione pertanto sarebbe esclusa dall'art. 33 lett. a LT – sono ugualmente dedotte dal reddito, in particolare per esigenze di politica sociale (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212; Höhn, Steuerrecht, 7a ediz., Berna/Stoccarda/Vienna 1993, p. 192).
Con una disposizione analoga a quella della legge cantonale, anche la legge federale sull'imposta federale diretta prevede all'art. 33 cpv. 1 lett. h LIFD che sono deducibili le spese per malattia, infortunio o invalidità del contribuente o delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo e superano il 5 per cento dei proventi imponibili, dopo le deduzioni di cui agli articoli 26 a 33.
Non basta infatti asserire l'esistenza di ingenti spese mensili, dell'ordine di circa duemila franchi, senza ulteriori prove a sostagno. L'assenza di ogni e qualsiasi prova preclude infatti a questa Camera la possibilità di esaminare i costi di cui è chiesta la deduzione, segnatamente la loro natura e il loro ammontare.
Non basta comunque, a tale riguardo, far riferimento alla sentenza pretorile di divorzio, poiché essa non contiene alcuna informazione utile che possa consentire a questa Camera di pronunciarsi nel merito della deduzione.
A questo proposito giova ricordare che l'art. 246 cpv. 1 LT consente al contribuente caduto nel bisogno, per il quale il pagamento dell'imposta, dell'interesse o della multa per contravvenzioni tornerebbe oltremodo gravoso, di chiedere il condono integrale o parziale degli importi dovuti. Secondo l'art. 246 cpv. 2 LT, la domanda di condono, motivata per iscritto e corredata dei mezzi di prova necessari, deve essere presentata all'autorità competente, vale a dire alla Divisione delle contribuzioni, che decide, sentito il parere del Municipio del Comune di domicilio o sede del contribuente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 200.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 280.–
sono a carico del ricorrente.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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