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Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1998.145
Data decisione, Autorità: 29.09.1998, CDT
Incarto n. 80.98.00145
Lugano 29 settembre 1998
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Andrea Pedroli
statuendo sul ricorso del 25 giugno 1998
in materia di: IC/IFD 95/96
presentato da:
e __________ __________, __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
Notificando loro la tassazione IC/IFD 1995/96, con decisione del 26 maggio 1997, l'Ufficio di tassazione di Lugano-Città negava la deduzione richiesta, non ritenendone adempiuti i presupposti.
I contribuenti impugnavano allora la decisione, con reclamo del 17 giugno 1997. L’autorità fiscale accoglieva il gravame, con decisione del 25 maggio 1998, ammettendo la deduzione di spese mediche per complessivi fr. 5’538 per l’IC e 5’373 per l’IFD.
Con scritto del 7 luglio 1998, il Presidente della Camera di diritto tributario ha avvertito i ricorrenti della facoltà di ritirare il ricorso, in considerazione della mancanza di ogni documentazione delle spese fatte valere. Il successivo 15 luglio i contribuenti hanno quindi prodotto un ulteriore certificato medico, che attesta la malattia del dott. __________ __________ già per gli anni 1993 e 1994.
La Camera li ha poi convocati ad un’audizione fissata per il 15 settembre 1998, ma i ricorrenti hanno comunicato in data 2 setembre 1998 che non sarebbero comparsi.
Per l'art. 32 cpv. 1 lett. i LT sono deducibili le spese per malattia, infortunio o invalidità del contribuente o delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo e superano il 5 per cento del reddito imponibile.
La deduzione in questione, che rappresenta una delle novità dell'imposta sul reddito disciplinata dalla legge tributaria del 1994, non rientra nella categoria delle c.d. «deduzioni organiche», cioè di quelle detrazioni dei costi connessi con il conseguimento del reddito, che sono dettate dal principio di capacità contributiva. Si tratta per contro di una deduzione fondata su considerazioni di carattere extrafiscale: vi sono cioè spese che, pur rientrando nel novero dei costi per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia – la cui deduzione pertanto sarebbe esclusa dall'art. 33 lett. a LT – sono invece ugualmente dedotte dal reddito, in particolare per esigenze di politica sociale (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212; Höhn, Steuerrecht, 7a ediz., Berna/Stoccarda/Vienna 1993, p. 192).
3.1.1.
La legge tributaria non definisce la nozione di «spese per malattia, infortunio o invalidità», ragione per cui si deve procedere ad un'interpretazione alla luce dei materiali legislativi. La creazione di nuove norme fiscali e la modifica di disposizioni esistenti sono, infatti, sovente oggetto di estese consultazioni in commissioni e parlamenti. Perciò i materiali offrono informazioni circa il senso delle norme, permettendo di stabilire che cosa il legislatore abbia voluto o non abbia voluto disporre. Intenzioni del legislatore che non hanno trovato espressione nella legge non sono tuttavia vincolanti (Höhn, op. cit., p. 94 e giurisprudenza citata).
3.1.2.
Dai verbali della Commissione speciale in materia tributaria, si evince che, nell'ambito dell'esame del disegno di nuova legge tributaria, vi è stata effettivamente una discussione circa i casi in cui ammettere la deduzione in esame. Un commissario ha pertanto affermato espressamente quanto segue:
«La legislazione fiscale non crea nuove categorie di malattia, infortunio o invalidità ma si riferisce a quelle dichiarate tali dalla specifica LF.
Possono quindi essere dedotti in ambito fiscale i costi non coperti dalla cassa malati riferiti a interventi di tipo medico, farmaceutico e ospedaliero.
Gli interventi sui denti non rientrano, ad esempio, nelle casistiche ammesse in deduzione poiché non configurano una malattia ai sensi della LF e della relativa giurisprudenza» (Verbale del 10 novembre 1993, p. 11).
Tale interpretazione restrittiva trova riscontro nel Rapporto della stessa Commissione, in cui si precisa espressamente che «le spese che entrano in linea di conto sono quelle di tipo medico, farmaceutico e ospedaliero riferite a malattia, infortunio o invalidità secondo le disposizioni della relativa legislazione federale, per la parte assunta direttamente dal contribuente per se stesso o per le persone al cui sostentamento egli provvede». La Commissione conclude pertanto che «le casistiche non coperte dalla legislazione federale come ad esempio le cure dei denti non possono quindi beneficiare di questa deduzione» (Rapporto di maggioranza della Commissione speciale in materia tributaria sul messaggio 13 ottobre 1993 concernente il progetto di nuova legge tributaria, n. 4169 R1, del 26 aprile 1994, p. 39).
Il Gran Consiglio ha accolto l'art. 32 cpv. 1 lett. i del disegno di legge annesso al citato Rapporto di maggioranza, senza discussione né modifiche (cfr. Verbali del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone del Ticino, vol. II, Sessione ordinaria primaverile 1994, pp. 606-615).
3.1.3.
La disposizione legale in questione deve dunque essere interpretata nel senso che entrano in considerazione unicamente le categorie di spese assicurabili riferite a casistiche considerate di malattia, infortunio o invalidità dalle relative legislazioni federali (cure mediche e ospedaliere, prestazioni farmaceutiche, per occhiali, ecc.) (Bernardoni, Le principali modifiche della nuova legge tributaria, in: La riforma della legge tributaria, Lugano 1995, p. 38).
3.1.4.
La cura medica prevista dalla legge federale sull'assicurazione contro le malattie serve a riconoscere una malattia (diagnosi), a sottoporla ad un trattamento specialistico (terapia) ed a curarla o migliorarla o almeno a rendere il suo decorso più sopportabile, nella misura in cui non è più possibile una cura con mezzi ragionevoli. I capoversi da 2 a 6 dell'art. 12 LAMI (art. 25 LAMal dal 1° gennaio 1996) disciplinano le prestazioni minime o obbligatorie (Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Basilea 1993, p. 278; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 178).
3.2.
Con una disposizione analoga a quella della legge cantonale, anche la legge federale sull'imposta federale diretta prevede all'art. 33 cpv. 1 lett. h LIFD che sono deducibili le spese per malattia, infortunio o invalidità del contribuente o delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo e superano il 5 per cento dei proventi imponibili, dopo le deduzioni di cui agli articoli 26 a 33.
3.2.1.
Diversamente da quanto si è detto valere in materia di imposta cantonale, ai fini dell'imposta federale diretta il legislatore ha voluto invece creare delle nozioni di malattia, infortunio ed invalidità meno vincolate a quelle delle corrispondenti leggi federali sulle assicurazioni sociali.
Per quanto dal Messaggio del Consiglio federale, che accompagna il progetto di legge federale sull'imposta diretta, non sia possibile evincere quali siano i criteri che permettono di delimitare i costi deducibili (cfr. Messaggio del Consiglio federale a sostegno delle leggi federali sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni e sull'imposta federale diretta, in FF 1983, vol. III, p. 110), tuttavia l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha emanato delle direttive che permettono di concludere che il concetto di «malattia», in particolare, è più esteso di quello contenuto nella LAMI.
3.2.2.
Ebbene, secondo l'AFC «sono considerate spese per malattia le spese per le cure sanitarie volte al mantenimento e al ristabilimento della salute fisica e psichica, in particolare le spese per le cure mediche, le spese d'ospedale, le spese per farmaci e rimedi, apparecchi medici, occhiali ecc. Le spese supplementari che superano il limite delle norme usuali e necessarie (ad es. occhiali di lusso ecc.), non rientrano nella nozione di spese per malattia...» (Circolare n. __________ del 14 dicembre 1994 dell'Amministrazione federale diretta, par. 2.1).
3.2.3.
In realtà, anche le direttive dell'autorità fiscale federale paiono ispirate alle stesse considerazioni che ispirano la legislazione sull'assicurazione contro le malattie: la Circolare esclude in particolare la deducibilità delle spese per cure di ringiovanimento e di bellezza, per cure dimagranti, per il fitness (Circolare cit., par. .); quanto alle «particolari misure terapeutiche prescritte dal medico come massaggi, raggi, bagni termali sono deducibili sempre che tali prestazioni siano riconosciute dalla cassa malati», mentre le spese per «soggiorni di cura o di convalescenza in uno stabilimento appropriato prescritti dal medico sono considerate spese per malattia qualora superino le indennità della cassa malati o di altre assicurazioni ed i risparmi conseguiti nell'economia domestica» (Circolare cit., parr. . e .). Come si vede, la prassi in materia di imposta federale diretta tende così ad allinearsi a quella in materia di assicurazione contro le malattie. Al punto che, in dottrina, si può affermare che, in generale, per trattamenti che non sono stati assunti dalla cassa malati, si può escludere che siano stati necessari dal punto di vista medico. La sola eccezione sarebbe rappresentata dai costi per cure dentarie, che non sono riconosciuti dalle casse malati (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 140).
3.3.
Sulla base dell'interpretazione descritta dell'art. 32 cpv. 1 lett. i LT 1994 e 33 cpv. 1 lett. h LIFD, l'autorità di tassazione ha ammesso la deduzione delle seguenti spese:
1993 1994
per il marito:
Ÿ medicinali in base a certificato __________ de __________ fr. 5’003 fr. 5’003
per la moglie:
Ÿ partecipazione cassa malati e spese ospedaliere fr. 4’893 fr. 500
totale fr. 9’896 fr. 5’503
– franchigia IC fr. 2’161 fr. 2’161
spese deducibili IC fr. 7’735 fr. 3’342
– franchigia IFD fr. 2’326 fr. 2’326
spese deducibili IFD fr. 7’570 fr. 3’177
L’esame delle fatture considerate dall’autorità fiscale desta peraltro qualche dubbio. P. es. l'Ufficio di tassazione ha ammesso le spese per il ricovero della signora __________ all’Ospedale __________ di __________ dal 16.6. al 25.6.1993 per fr. 3’300, poi ha pure dedotto fr. 100 di partecipazione alle spese per il ricovero all’Ospedale __________ dal 16.6. al 25.6.1993 per il quale la cassa malati ha concesso un rimborso di fr. 2’800. È immediatamente evidente che si tratta dello stesso ricovero, per il quale dunque la contribuente ha beneficiato del rimborso delle spese da parte dell’assicurazione malattia. La deduzione delle spese in questione è pertanto ingiustificata. Quanto al dott. , l'Ufficio di tassazione ha ammesso una deduzione di fr. 5’003 per ognuno dei due anni del periodo di computo, sulla base di un ”certificato” rilasciato dall’ de __________ e firmato dal dott. __________. __________, in cui si elencano medicinali di cui il contribuente avrebbe bisogno ogni anno e che non sarebbero assunti dalla cassa malati. Senza voler mettere minimamente in dubbio la veridicità delle affermazioni contenute nel documento in questione, non si può non constatare la disponibilità di cui ha dato prova, anche in questo caso, l’autorità fiscale, ammettendo in deduzione l’intero importo, senza ulteriori verifiche.
In una simile situazione, questa Camera non intravede alcuno spazio per un ulteriore aumento della deduzione per spese di malattia rispetto a quanto già ammesso dall’Ufficio di tassazione. Caduta, per le ragioni menzionate, la deduzione delle spese di ricovero della signora __________, si può considerare concessa, nella stessa misura, la deduzione delle spese per l’incontinenza.
Nella situazione di difficoltà probatoria in cui ci si trova, caratterizzata dall’assenza di ogni documentazione delle spese di cui si tratta, ragioni di economia di giudizio suggeriscono questa unica soluzione, che non può certo essere ritenuta ingenerosa.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 300.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 380.–
sono a carico dei ricorrenti.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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