AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1998.101
Data decisione, Autorità: 15.06.1998, CDT
Incarto n. 80.98.00101
Lugano 15 giugno 1998
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 13 maggio 1998
in materia di: IC/IFD 97/98
presentato da:
__________ __________. __________, __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
Nella dichiarazione d’imposta IC/IFD 1997-98 __________ __________ ha dichiarato d’aver conseguito unicamente redditi del lavoro in ragione di fr. 37'273.- nel 1995 e di fr. 9'371.- nel 1996. L’Ufficio di tassazione, nella tassazione notificata il 24 novembre 1997, aggiungeva ai redditi dichiarati dal contribuente un reddito d’altra fonte di fr. 20'000.- di media annua, poiché dal calcolo del dispendio, vale a dire dal raffronto delle entrate e delle uscite, emergeva una disponibilità annua negativa di oltre fr. 26'000.-.
Con il reclamo presentato il 17 dicembre 1997 il contribuente contestava recisamente d’aver conseguito un reddito proveniente da altre fonti e considerava il calcolo del dispendio effettuato dall’UT non basato sulla realtà. Negava in particolare che potessero essere presi in considerazioni gli aiuti ricevuti dalla famiglia o il canone di locazione per l’appartamento messogli a disposizione dal datore di lavoro.
Con decisione del 14 aprile 1998 l’UT respingeva il reclamo del contribuente. Dei motivi addotti dall’autorità fiscale verrà detto in seguito, per quanto necessario.
Con il presente, tempestivo ricorso il ricorrente chiede nuovamente lo stralcio del reddito d’altra fonte di fr. 20'000.- espostogli dall’UT, ribadendo di non averlo mai conseguito e, anzi, di essere stato oggetto di numerose esecuzioni nel corso del 1997.
L’autorità di tassazione controlla la dichiarazione d’imposta e procede alle indagini necessarie (art. 130 cpv. 1 LIFD; art. 204 cpv. 1 LT).
Esegue la tassazione d’ufficio se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente (art. 130 cpv. 2 LIFD; art. 204 cpv. 2 LT).
5.1.
Da quanto dichiarato dal contribuente medesimo emerge innanzi tutto che al 1° gennaio 1997 la sua situazione debitoria privata è considerevolmente migliorata rispetto al 1° gennaio del 1995: i debiti privati erano scesi da fr. 116'000.- a fr. 69'201.-, con una diminuzione di fr. 47'799.-.
Sempre nella dichiarazione IC/IFD 1997-98 il ricorrente dichiara d’aver pagato negli anni di computo 1995-96 pigioni per complessivi fr. 22'440.-. Se poi si considerano le altre spese, così come emergono dalla dichiarazione del contribuente medesimo, si hanno ulteriori spese per interessi passivi di fr. 12'339.-, contributi AVS/AI per fr. 3'054.-- e oneri assicurativi per fr. 5'797.-, cui devono aggiungersi i costi del leasing di due anni per fr. 8'400.-.
Risulta quindi in modo del tutto incontrovertibile che negli anni di computo 1995-96 il contribuente ha denunciato uscite per fr. 98'825.-, mentre che le entrate ammontano a soli fr. 46'644.-, con un ammanco di liquidità in media annua di fr. 26'091.-. Tutto ciò senza tener conto di quanto gli è occorso per il sostentamento quotidiano (vitto, spese minute, ecc.).
Ne viene che il reddito d’altra fonte esposto dall’UT nemmeno basta per spiegare le uscite effettive denunciate dal ricorrente medesimo nella propria dichiarazione d’imposta, senza tener conto del fabbisogno quotidiano.
In simili condizioni, la decisione dell’UT non solo merita conferma, ma andrebbe riformata a svantaggio del contribuente in misura non indifferente. Si rinuncia però a procedere a una reformatio in pejus in considerazione della situazione debitoria, costellata di numerose esecuzioni e pignoramenti.
5.2
È infine appena il caso di notare che nel calcolo del dispendio l’UT ha tenuto conto sia dell’aiuto da parte della madre (i debiti di fr. 69'201.- al 1° gennaio 1997 includono il debito di fr. 17'500.- verso la madre e un prestito verso la signora __________ di fr. 8'500.-), non per aggiungerlo ai redditi del contribuente, bensì per diminuire lo sbilancio tra uscite e entrate e contenere così il reddito d'altra fonte. Altri aiuti (ev. donazioni, ecc.), che potrebbero ridurre lo sbilancio, non sono stati comprovati. Comunque la generosità dell’UT nell’esporre un reddito d’altra fonte di soli fr. 20'000.- (e non di almeno fr. 26'000.- più il fabbisogno quotidiano) ne tiene implicitamente conto.
A nulla vale infine - sia detto a titolo abbondanziale - invocare l’attuale situazione debitoria. Essa non influisce sul calcolo del dispendio dell’UT, che si fonda su entrate e uscite effettive, tali e quali emergono dai dati forniti dal contribuente medesimo.
La sua censura all’UT di agire ai confini della legalità, infine, appare, alla luce di quanto precede, addirittura temeraria.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 200.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 280.–
sono a carico del ricorrente.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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