AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1997.225
Data decisione, Autorità: 02.07.1998, CDT
Incarto n. 80.97.00225
Lugano 2 luglio 1998
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 24 dicembre 1997
in materia di: IC/IFD 93/94
presentato da:
__________ e __________ __________, __________ __________, rappr. da: __________ __________ __________ __________ __________ __________, __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
Nella notifica di tassazione IC/IFD 1993-94 l' Ufficio di tassazione ha aggiunto ai redditi dichiarati dai coniugi __________ e __________ __________ un reddito d'altra fonte di fr. 50'000.-- di media annua, poiché nel periodo di computo determinante la liquidità di cui disponeva non era sufficiente per coprire il normale fabbisogno famigliare. In particolare la situazione debitoria al 1° gennaio 1993 avrebbe denunciato una diminuzione rispetto a quella del 1° gennaio 1991 di fr. 152'066.--. L'UT ha inoltre portato il valore locativo dell'abitazione dei contribuenti da fr. 13'350.-- a fr. 24'000.-- (cfr. decisione su reclamo del 24 novembre 1997).
Con il presente, tempestivo ricorso i coniugi __________, assistiti da __________ __________, chiedono lo stralcio del reddito d'altra fonte di fr. 50'000.-- e la riduzione del valore locativo come a dichiarazione. Contestano in particolare che la diminuzione dei debiti sia stata dovuta al rimborso di prestiti o al pagamento di debiti. Il debito ipotecario verso la __________ Assicurazioni non è stato rimborsato; gli altri debiti sono sfociati in precetti esecutivi, nessuno dei quali è stato pagato. Rilevano poi che il valore locativo esposto dall'UT non è un valore di mercato reperibile.
3.1.
All'udienza del 27 febbraio 1998 il giudice ha assegnato al rappresentante dei ricorrenti un termine per presentare le distinte delle esecuzioni al 1° gennaio 1991 e al 1° gennaio 1993, per accertarne le variazioni, le dichiarazioni bancarie relative ai debiti esistenti alle due date suddette e degli interessi passivi pagati, come pure una distinta dei debiti pagati negli anni 1991 e 1992.
Il rappresentante del ricorrente ha poi dichiarato di recedere dalla contestazione del valore locativo, in quanto quello esposto dall'UT risulta essere identico a quello esposto nei precedenti periodi fiscali.
3.2.
A seguito della richiesta formulata all’udienza, il rappresentante dei ricorrenti ha prodotto le attestazioni relative agli interessi scaduti nel 1992 sul debito nei confronti della __________ assicurazioni, come pure la copia di un precetto esecutivo spiccato nei confronti della signora __________, da cui risulta l’ammontare degli interessi ipotecari del 1990. Ha inoltre prodotto “le distinte rilasciate dall’UEF in relazione alle procedure esecutive iniziate negli anni 1991-92 e 1993 nonché quelle dei pagamenti intervenuti in quegli anni”.
Ad un più attento esame le suddette distinte si sono rivelate essere delle ricostruzioni effettuate dal ricorrente medesimo, subdolamente presentate come distinte rilasciate dall’UEF. Della rilevanza della documentazione prodotta verrà detto in seguito, per quanto necessario.
L'art. 173 cpv. 1 LT consente la tassazione d'ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non ha soddisfatto ai suoi obblighi procedurali o se i suoi elementi imponibili non possono essere esattamente accertati in assenza di documenti attendibili. In tale sede si può tener conto dei coefficienti sperimentali, dell'evoluzione della sostanza e del tenore di vita del contribuente. L'art. 92 cpv. 1 DIFD, a sua volta, consente la tassazione d' ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non presenta o non completa in tempo utile la sua dichiarazione, se non comparisce a dare informazioni, non ottempera a una domanda di ragguagli, se, benché obbligato a tenere i libri contabili, non li presenta o ne presenta di quelli tanto difettosi da rendere impossibile il calcolo dei fattori imponibili o non produce i documenti giustificativi richiesti. Fin qui la lettera della norma cantonale e di quella federale relativa alla tassazione d'ufficio, che pongono principi identici (Rep. 1984 p. 93, cons. 4 b). La giurisprudenza del Tribunale federale ha però chiarito che l'elencazione contenuta nell'art. 92 cpv. 1 DIFD, e quindi di riflesso, data l'identità dei principi, anche quella dell'art. 173 cpv. 1 LT, non è esauriente. La tassazione d'ufficio deve poter essere eseguita anche nei casi in cui l'autorità fiscale, alla luce dell'insieme delle circostanze, scopre che i ragguagli forniti dal contribuente non sono sufficienti o che la prova della loro veridicità non è stata fornita (DTF 106 I b 314; STF del 5 settembre 1984 in re D. Me, consid. 3a, inedita). Ciò può avvenire anche al termine della procedura d' accertamento, quando non sono chiariti o rimangono incerti i fatti essenziali per la determinazione degli elementi imponibili e quando i dati forniti dal contribuente sono insufficienti, oppure non suffragati o suffragati in modo non convincente da validi documenti probatori (Rep. 1984 p. 92, consid. 4 a).
L'autorità fiscale non può però limitarsi a constatare l'inattendibilità delle dichiarazioni e registrazioni prodotte, per poi stabilire il reddito imponibile a sua discrezione. Deve invece determinarlo tenendo conto di tutti gli elementi disponibili e, in mancanza di dati concludenti, dedurlo dai coefficienti fondati sull'esperienza (art. 173 cpv. 1 2.a frase LT; Rep. 1984 loc. cit.; STF 5 settembre 1984, loc. cit.; Bottoli, Lineamenti di diritto tributario ticinese, I.a ed., p. 132).
L'autorità fiscale deve, in altre parole, agire secondo la sua coscienza professionale, indicando nella propria decisione gli elementi su cui fonda la propria decisione (Bottoli, op. cit., p. 133).
Va inoltre ricordato che secondo l'art. 33 LT il reddito di un contribuente deve corrispondere almeno al tenore di vita suo e delle persone al cui sostentamento provvede. Tocca al contribuente provare come egli abbia sopperito alle spese determinate dal suo tenore di vita facendo capo al consumo di redditi non imponibili o di sostanza (art. 33 cpv. 2 LT). Questa Camera, per costante giurisprudenza, ha quindi sempre considerato legittimo integrare i redditi dichiarati dal contribuente con un reddito d'altra fonte fino a un valore che corrisponda al suo tenore di vita, nel caso in cui i redditi dichiarati apparissero manifestamente insufficienti al mantenimento del contribuente e della sua famiglia (CDT n. 67 del 22 febbraio 1983 in re R.; CDT n. 105 del 19 aprile 1983 in re Z.).
4.2.
A titolo abbondanziale si ricorda che anche il nuovo diritto prevede una normativa analoga. L’art. 130 cpv. 2 LIFD consente infatti all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. L'autorità fiscale potrà tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. La legge precisa ancora che l’autorità deve effettuare una “valutazione coscienziosa”.
La tassazione d’ufficio sostituisce quella ordinaria, che si fonda su di un esauriente accertamento dei fatti. La valutazione cui procede l’autorità fiscale si basa invece su considerazioni di verosimiglianza, il più possibile vicine alla verità (Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung im Steuerveranlagungsverfahren, Zurigo 1989, p. 120 ss.; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 3 ad art. 92 DIFD, p. 163).
Analogamente a quanto previsto dalla LIFD, l’art. 204 cpv. 2 LT prevede che l’autorità di tassazione esegua la tassazione in base a una valutazione coscienziosa, se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. L’autorità fiscale potrà tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
Dalla documentazione contenuta nell'incarto fiscale risulta, raffrontando i debiti dichiarati dal contribuente al 1° gennaio 1991 con quelli al 1° gennaio 1993 di fr. 68'588.-. Se, d'altro canto, si considera che il patrocinatore del contribuente nello scritto del 3 maggio 1998 ha dato atto che __________ __________ ha effettuato pagamenti nel 1992 per fr. 51'146,50, comprensivi di un importo di fr. 17'412.85 di interessi passivi, si hanno uscite, senza considerare gli interessi, di cui si dirà più avanti, per fr. 33'733,65. Facendo mostra di estrema prudenza, questa Camera considera di poter limitare le uscite del biennio per estinzione di debiti a quast'ultimo importo, vale a dire a fr. 33'733,65.
Per quanto attiene gli oneri del periodo di computo, vanno innanzi tutto rettificati anche gli oneri a carico del ricorrente, rettificando le uscite per interessi passivi in fr. 117'125.- (invece di fr. 83'026.- considerati nel calcolo delle entrate e delle uscite della decisione su reclamo e di fr. 116'334.- considerati nel calcolo della notifica di tassazione). Dalla documentazione della __________ -Assicurazioni gli importi menzionati vengono esplicitamente qualificati come pagamenti. Mal si comprende come si possa sostenere che tale qualifica non corrisponda alla realtà, non appena si consideri che, da un lato, all'onere ipotecaria è abbinata una polizza assicurativa sulla vita e, dall'altro, che l'importo dell'ipoteca non ha subito adeguamenti verso l'alto, come invece si sarebbe dovuto verificare in caso di cumulo, ripetuto su più anni, degli interessi con il debito di base.
Si giustifica poi di includere nel calcolo un’ulteriore uscita annua di fr. 5'000.- per l’uso dell’automobile.
La disponibilità negativa annua di ca. fr. 40'000.- determinata dall’UT al momento della decisione su reclamo, può così essere ridotta a soli fr. 2'000.- circa.
A tale importo di deve poi aggiungere il fabbisogno per vivere, che deve tener conto dell'apparente tenore di vita del contribuente. Se si considera che il minimo vitale di una famiglia di due persone secondo le tabelle della Camera esecuzioni e fallimenti ammontava negli anni di computo a fr. 15'000.-, nel caso dei ricorrente si giustifica perlomeno un aggiunta di un importo per far fronte al fabbisogno di almeno fr. 30'000.-, non appena si consideri il tipo d'abitazione in cui vivono, che non fa certo pensare a un tenore di vita ai limiti del minimo esistenziale. Tale valutazione appare ulteriormente confermata retrospettivamente dall'acquisto nel corso del 1994 di una dimora secondaria a __________ __________ per un prezzo di fr. 145'000.-.
Non si può fare a meno di confermare il principio dell’esposizione al ricorrente di un reddito d’altra fonte e di ridurlo, dando prova di grande prudenza, da fr. 50'000.- a fr. 31'000.- di media annua, cui vanno aggiunti gli altri due redditi d’altra fonte incontestati da enti assicurativi per fr. 32'265.- di media annua.
Il reddito d’altra fonte complessivo di fr. 82'265.- esposto nella decisione su reclamo va così ridotto di fr. 19'000.-.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
§ Di conseguenza, la decisione su reclamo del 24 novembre 1997 è riformata a’sensi del considerando 5. Per il resto la decisione su reclamo è confermata.
a. nella tassa di giustizia di fr. 1’500.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 1’580.–
sono a carico del ricorrente.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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