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Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1997.192
Data decisione, Autorità: 18.12.1997, CDT
Incarto n. 80.97.00192
Lugano 18 dicembre 1997
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
vicecancelliere:
Andrea Pedroli
statuendo sul ricorso del 25 novembre 1997
in materia di: IC/IFD 93/94
presentato da:
e __________ __________, __________ __________, rappr. da: __________ __________, __________ __________ __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
Notificando ai coniugi __________ e __________ __________ la tassazione IC/IFD 1993/94, con decisione del 13 gennaio 1997, l'Ufficio di tassazione di __________ __________ aggiungeva ai redditi da loro dichiarati un ulteriore reddito d’altra fonte di fr. 100’000.– in media annua. La motivazione allegata spiegava che quest’ultimo era stato determinato alla luce del calcolo del rapporto esistente fra le disponibilità finanziarie e gli impegni finanziari assunti dai contribuenti nel periodo di computo ed era comprensivo pure «di eventuali vantaggi economici goduti nell’ambito della SA».
I contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 24 gennaio 1997 all'Ufficio di tassazione, chiedendo di essere convocati per meglio spiegare la loro situazione finanziaria.
Nel corso di un’audizione, tenutasi in data 27 ottobre 1997 presso l'Ufficio di tassazione, le parti sottoscrivevano un verbale, del seguente tenore:
«Preso atto della documentazione presentata e delle precisazioni fornite in questa sede il reddito d’altra fonte del biennio 1993/94 viene fissato in fr. 25’000.– annui e quello per il biennio 1995/96 viene stralciato. In particolare si prende atto che il capitale totale ricavato dalla vendita di __________ (fr. 345’000.–) è andato a favore del contribuente. La madre ha rinunciato all’usufrutto di __________ e il figlio ha accordato alla madre un diritto di abitazione sull’appartamento occupato dall’ottobre 1992 a __________. L’autorità fiscale verificherà se il passaggio del ricavato della vendita di __________ è stato esaminato e imposto dall’UCISD.
Considerato che il contribuente, oltre alla propria professione di gerente del grotto __________, ha svolto pure una attività accessoria come cambio gomme si decide l’imposizione di un reddito aziendale accessorio di fr. 5’000.– annui netti per il biennio 1995/96.
Tutti gli altri elementi delle tassazioni in esame restano invariati. Il presente verbale vale quale motivazione per le rispettive decisioni dei reclami».
Con decisione del 24 novembre 1997, pertanto, l’autorità fiscale notificava ai contribuenti una tassazione in cui il reddito d’altra fonte era ridotto a fr. 25’000.–; quale motivazione della decisione, figurava l’indicazione «reclamo definito in sede di audizione».
Con ricorso del 25 novembre 1997 all’Ufficio di tassazione e da quest’ultimo trasmesso alla Camera di diritto tributario per ragioni di competenza, i coniugi __________ chiedono di ridurre il reddito d’altra fonte all’importo di fr. 5’000.–, che si riferisce all’attività di cambio gomme. Quanto in particolare al calcolo del dispendio su cui si fonda l’imposizione del rimanente reddito d’altra fonte, spiegano che la casa di __________ venduta nel 1992 per fr. 350’000.– apparteneva non solo al contribuente ma anche, per metà, alla di lui madre, la quale beneficiava pure di un usufrutto sulla metà appartente al figlio. Per poter finanziare l’acquisto e l’edificazione della casa di __________, il signor __________ aveva quindi ipotecato la casa di __________ per ben fr. 345’000.–; per poterla poi vendere aveva dovuto ottenere dalla madre la rinuncia all’usufrutto. Effettuata la vendita, aveva diviso il ricavo con la madre, che gli avrebbe però concesso in prestito l’importo di fr. 66’000.–.
4.1.
Benché la legge tributaria ticinese e il decreto sull'imposta federale diretta non prevedano l'istituto processuale dell'accordo transattivo (“Verständigung”), dottrina e giurisprudenza sono concordi nell'ammetterlo a determinate condizioni (cfr. Blumenstein, in ASA 17, p. 1 ss.; Reimann/Zuppinger/Schärrer, Kommentar zum ZH StG, vol. III, p. 336 s.; Masshardt, Wehrsteuerkommentar, 1985, p. 21 s.; Känzig/Behnisch, Die direkte Bundessteuer, 2a ediz., Basilea 1992, III parte, p. 108; Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, 5a ediz., Zurigo 1995, p. 286).
L’accordo può tuttavia portare unicamente su circostanze di fatto difficili da accertare, che richiederebbero indagini complesse e dispendiose (cfr. Blumenstein, op. cit., p. 5; Reimann/Zuppinger/Schärrer, op. cit., p. 337; ASA 63 p. 670 consid. 5a). In particolare l'accordo è ammesso nei numerosi casi in cui, data la natura stessa della circostanza di fatto da accertare, non è possibile un accertamento esatto.
4.2.
Mentre, secondo la dottrina risalente, esso dipende sempre dall'iniziativa dell'autorità fiscale e come tale è da considerare un provvedimento dell'autorità (“behördliche Massnahme”; cfr. Blumenstein, op. cit., p. 7), che serve semplicemente a preparare la successiva decisione di tassazione, la dottrina più recente, invece, contesta la mera natura “procedurale” che si attribuisce in tal modo all'intesa.
Partendo dall'elemento dell'unilateralità, che caratterizza le decisioni, si osserva che nel caso dell'accordo si ha invece bilateralità, sicché non può trattarsi di una decisione. L'accordo è invece più di una comunicazione, poiché contiene una manifestazione di volontà riferita ad un caso concreto: «Der Abschluss der Einigung trägt offensichtlich vertragliche Züge. Behörde und Steuerpflichtiger erklären aus freiem Entschluss, sich an diese oder jene Regelung halten zu wollen oder von einem bestimmten Sachverhalt ausgehen zu wollen. Diese Erklärungen, bei denen es sich um Willenserklärungen handelt, bilden durch ihre Übereinstimmung bzw. durch ihre sich je entsprechende Gegenseitigkeit einen Rechtsakt, der nunmehr für beide Seiten grundsätzlich verbindlich ist» (Rickli, Die Einigung zwischen Behörden und Privaten im Steuerrecht, Basilea 1987, p. 103; Duss, Zwischen Norm und Sachverhalt, in ASA 59, p. 69).
Si tratta pertanto di un vero e proprio contratto di diritto pubblico fra fisco e contribuente, che la dottrina (Känzig/Behnisch, op. cit., p. 108 s.) assimila alla figura civilistica della transazione extragiudiziale, con cui due parti eliminano una controversia od una incertezza circa una relazione giuridica. Gli stessi autori propongono di chiamare l'intesa fra autorità fiscale e contribuente accordo quando avviene prima o nel quadro della procedura di tassazione, ed invece transazione se segue la decisione e si produce nel corso del procedimento di reclamo.
4.3.
Come si vede, alla luce della più recente dottrina in materia, l'efficacia di un'intesa fra autorità fiscale e contribuente poggia su di un vincolo contrattuale. In tale contesto, il principio della buona fede assume rilevanza unicamente in ambito interpretativo, qualora i termini dell'accordo non fossero sufficientemente univoci e necessitassero di essere chiariti. Non può più esservi alcun dubbio, allora, sul fatto che il contribuente, che si è impegnato, sottoscrivendo una transazione con l'autorità fiscale, non potrà poi semplicemente recedere unilateralmente da tale accordo.
Resta fermo, peraltro, il principio, già enunciato nella giurisprudenza risalente, secondo cui può ritenersi non vincolata dall'accordo la parte che provi di essere incorsa in un errore essenziale sul suo contenuto o di averlo firmato senza poter tenere conto di circostanze emerse solo in seguito (cfr., p. es., CDT n. 296-297 del 18 settembre 1989 in re Ba., p. 3). Tale conclusione appare considerevolmente rafforzata alla luce dell'asserita natura contrattuale della transazione in discorso.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
Il ricorso è stralciato dai ruoli.
Non si prelevano né tassa di giustizia né spese.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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