AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1997.154
Data decisione, Autorità: 14.11.1997, CDT
Incarto n. 80.97.00154
Lugano 14 novembre 1997
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 10 settembre 1997
in materia di: IC/IFD 95/96
presentato da:
__________ __________, __________ __________ __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
L’UT di __________ ha negato al contribuente tali deduzioni (cfr. decisione su reclamo dell’11 agosto 1997), argomentando testualmente:
“I costi per le spese mediche sostenute per conto dei genitori non possono essere considerate quale deduzione ai sensi dell’art. 32 cpv. 1 lett. l della LT e per analogia dell’art. 33 cpv. 1 lett. h della LIFD poiché nel caso specifico non sono adempiuti i requisiti degli art. 34 cpv. 1 lett. b LT e art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Al 01.01.1995 i genitori beneficiavano sia di una rendita AVS annua superiore ai fr. 24'000.-- nonché dei proventi della sostanza immobiliare a Locarno in comunione con i figli superiore a fr. 6'000.-- annui. Sono stati pure dedotti quali oneri per assicurazione C.M. gli importi massimi previsti dalla legge ossia fr. 7’200.-- per IC e fr. 3'900.-- per IFD. In questo contesto e come già menzionato non possono essere considerate persone bisognose; non è quindi possibile concedere la relativa deduzione richiesta”
(cfr. decisione su reclamo del’11 agosto 1997).
Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________ ripropone la richiesta di poter dedurre dal proprio reddito le spese di malattia pagate ai genitori, come pure l’importo di fr. 6'000.-- per persone bisognose a carico.
3.1.
Secondo gli art. 34 cpv.1 lett. b LT 1994 e 35 cpv. 1 lett. b LIFD sono dedotti dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l'aiuto uguagli almeno l'importo della deduzione, fr. 6'000.-- per l'imposta cantonale e fr. 4'700.-- per l'imposta federale diretta; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione della lettera a.
3.1.1
Secondo la lettera della norma cantonale e di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAInf, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d'aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti d'ordine fisico o psichico.
La condizione che si tratti di “erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person” è stata verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede appunto la deduzione per persone bisognose “für erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Personen”, che vengono mantenute dal contribuente (cfr. § 31 cpv. 4). Tale norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione della capacità economica (“wirtschaftliche Leistungsfähigkeit”). L'assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. L'assenza di lavoro deve essere dovuta all'età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per impedimenti fisici o psichici (Richner/Frei/Weber/Brütsch, Zürcher Steuergesetz - Kurzkommentar, pp. 220 e 224; inoltre CDT n. 80.97.008 del 20 febbraio 1997 in re M.C.).
3.1.2
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un'attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all'ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l'entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; Circolare n. 1 dell'Amministrazione federale delle contribuzioni del 14 luglio 1988, p. 3; Circolare n. 18 della Divisione cantonale delle contribuzioni del 16 gennaio 1995, p. 2; inoltre CDT n. ..__________ del 15 settembre 1995 in re P.B.; CDT n. ..__________ del 13 gennaio 1997 in re G.P.).
Per stabilire se uno si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi occorre, a giudizio di questa Camera, riferirsi alla tabella del minimo d'esistenza stabilita dalla Camera esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello (CDT n. 80.95.00122 del 15 settembre 1995 in re P.B.; CDT n. 363 dell'8 ottobre 1986 in re P.S.; inoltre RF 1983, p. 491).
3.1.3.
La deduzione per persone bisognose a carico può inoltre essere concessa solo nella misura in cui la capacità economica del contribuente che fa valere sia effettivamente diminuita dalle spese sostenute (CDT n. 125 del 21 giugno 1993 in re O.M).
La funzione delle deduzioni sociali è in effetti proprio di tener conto della situazione economica personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più possibile alla capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212; inoltre: CDT n. ..__________ del 15 settembre 1995 in re P.B.).
Perché la deduzione possa essere ammessa, occorre quindi che la prestazione assistenziale sia effettiva. Essa lo è comunque soltanto nella misura in cui serve a colmare la differenza tra reddito effettivo e minimo vitale, se inferiore all'importo legale della deduzione (CDT n. 80.95.00122 del 15 settembre 1995 in re P.B.; CDT n. 469 del 28 novembre 1984 in re F.F.; Känzig, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 712 ss.).
3.2.
Nel suo ricorso __________ __________ chiede la deduzione per persone bisognose a carico in ragione di fr. 6'000.-- per l’IC e di fr. 4'700.-- per l’IFD, facendo valere di dover provvedere al sostentamento dei propri genitori, poiché i redditi a loro disposizione non sarebbero sufficienti per far fronte al costo della vita. Contesta in particolare che i suoi genitori dispongano di una rendita AVS di oltre fr. 24'000.-- annui.
Questa Camera, per meglio valutare le condizioni economiche dei genitori del ricorrente, ha richiamato il loro incarto fiscale. Orbene, il reddito imponibile dei genitori dei ricorrenti risultava essere, senza tener conto della quota esente per i beneficiari di rendite AVS, di fr. 15'732.--. Se si considera, da un lato, che tale reddito include il valore locativo del proprio appartamento di fr. 6'000.--, ma che, dall’altro, considera la deduzione per premi all’assicurazione contro le malattie di fr. 7’200.-- e una deduzione forfetaria per spese di manutenzione di fr. 1'500.--, si ha una disponibilità che non si situa ancora nei limiti del minimo vitale.
Non va poi disatteso che i beneficiari di rendite AVS, qualora cadessero nel bisogno, possono postulare l’erogazione di una prestazione complementare alla rendita AVS. Il fatto che i genitori del ricorrente non beneficiassero di tale prestazione, è ulteriore indizio a conferma di una situazione economica non tale da giustificare la decisione dell’ UT di non concedere la deduzione per persone bisognose a carico.
Per l'art. 32 cpv. 1 lett. i LT 1994 sono deducibili le spese per malattia, infortunio o invalidità del contribuente o delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo e superano il 5 per cento del reddito imponibile.
Con una disposizione analoga a quella della legge cantonale, anche la legge federale sull'imposta federale diretta prevede all'art. 33 cpv. 1 lett. h LIFD che sono deducibili le spese per malattia, infortunio o invalidità del contribuente o delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo e superano il 5 per cento dei proventi imponibili, dopo le deduzioni di cui agli articoli 26 a 33.
4.2.
Il ricorrente chiede una deduzione per spese di malattia in ragione di complessivi fr. 3'378,30 per le spese di cura da lui pagate ai genitori.
Orbene, dal momento che al ricorrente non può essere riconosciuta, per i motivi precedentemente esposti, la deduzione per persone bisognose a carico in relazione, non può essere concessa nemmeno la deduzione per le spese di malattia dei genitori, che egli asserisce d’avere assunto.
A titolo abbondanziale, occorre comunque ricordare al ricorrente che la deduzione delle spese potrebbe al massimo essere ammessa nella misura in cui le spese superassero la soglia del 5% del suo reddito imponibile, vale a dire la soglia di fr. 1'457.--per l’IC e di fr. 1'536.-- per l’IFD. Anche ammettendo senza ulteriore controllo tutte le spese fatte valere, fr. 1'690.-- di media annua, la deduzione non sarebbe quella calcolata dal ricorrente, ma di soli fr. 233.-- per l’IC e di fr. 154.—per l’IFD.
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 100.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 180.–
sono a carico del ricorrente.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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