AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1997.92
Data decisione, Autorità: 23.07.1997, CDT
Incarto n. 80.97.00092
Lugano 28 luglio 1997
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 5 giugno 1997
in materia di: IC/IFD 95/96
presentato da:
__________, __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
presentava reclamo in tempo utile, contestando tra l’altro l’esposizione di un reddito d’altra fonte di fr. 18'000.-- di media annua. L’UT convocava il contribuente per l’ 8 aprile 1997 allo scopo di discutere il reclamo. Il contribuente, non essendosi presentato, veniva riconvocato per il 22 aprile. In quell’occasione l’UT gli presentava il calcolo del dispendio, senza che tuttavia il contribuente prendesse posizione.
Con decisione del 26 maggio 1997 l’UT respingeva pertanto il reclamo, confermando l'esposizione di un reddito d’altra fonte di fr. 18'000.-- di media annua.
Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________ chiede nuovamente lo stralcio del reddito d'altra fonte, affermando di vivere della rendita AVS, degli interessi dei valori e del ricavo dei titoli sciolti.
3.1
Sia l'art. 130 cpv. 2 LIFD sia l' art. 204 cpv. 2 LT consentono all'autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d'ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti sperimentali, dell'evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. La legge precisa ancora che l'autorità deve effettuare una «valutazione coscienziosa».
La tassazione d'ufficio sostituisce quella ordinaria, che si fonda su di un esauriente accertamento dei fatti. La valutazione cui procede l'autorità fiscale si basa invece su considerazioni di verosimiglianza, il più possibile vicine alla verità (Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung im Steuerveranlagungsverfahren, Zurigo 1989, p. 120 ss.; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, ll ediz., vol. l11, Basilea 1992, n. 3 ad art. 92 DIFD, p. 163).
I presupposti, in presenza dei quali si procede ad una tassazione per apprezzamento, sono stati definiti, sia dal legislatore federale sia da quello cantonale, in conformità alla giurisprudenza del Tribunale federale relativa all'abrogato Decreto concernente l'imposta federale diretta (DIFD) del 1940 (cfr. DTF 106 l b 314; STF II Corte di diritto pubblico del 5 settembre 1984 in re D. Me. cons. 3 a, non pubblicata).
La tassazione d'ufficio può quindi intervenire anche al termine della procedura d'accertamento, quando non sono chiariti o rimangono incerti i fatti essenziali per la determinazione degli elementi imponibili e quando i dati forniti dal contribuente sono insufficienti, oppure non suffragati o suffragati in modo non convincente da validi documenti probatori (cfr. Rep. 1984 p. 92, cons. 4 a). Condizione imprescindibile per intraprendere una tassazione per apprezzamento è dunque l'incertezza delle circostanze di fatto, sia che essa sia determinata da una insoddisfacente collaborazione del contribuente sia che abbia un'altra causa, come per esempio l'inosservanza degli obblighi di collaborazione di un terzo obbligato (Zweifel, op. cit., p. 129; Känzig/Behnisch, op. cit., n. 9 ad art. 92 DIFD, p. 166).
3.2
Il contribuente può impugnare la tassazione operata d'ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta; il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (cfr. art.132 cpv. 3 LIFD; art. 204 cpv.1 LT). La nuova legge esige quindi che il contribuente provi la "manifesta inesattezza" della tassazione e che motivi il reclamo. Con ciò il legislatore ha introdotto nella legge un'inversione dell'onere della prova (Weidmann/Grossmann/Zigerlig, Wegweiser durch das sanktgallische Steuerrecht, 4a ediz., Berna 1987, pp.130 e 254; Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung, cit., p.139; Richner/Frei/Weber/Brütsch, Zürcher Steuergesetz - Kurzkommentar, Zurigo 1994, n.10 ad § 90 LT - ZH, p. 510). Per contestare con successo una tassazione d'ufficio, occorre, in altri termini, che siano rimosse le condizioni che l'avevano determinata, cioè le difficoltà nell'indagine per l'autorità di tassazione o l'incertezza circa i fatti. È necessario, in particolare, che il contribuente ponga in essere gli atti di collaborazione trascurati in precedenza. Se tale esigenza è adempiuta, rinasce anche l'obbligo per l'autorità fiscale di effettuare indagini d'ufficio, nell'intento di ricostruire il vero.
3.3
Se il contribuente apporta la prova inesattezza apprezzamento effettuato, la tassazione d'ufficio è annullata e deve esserne intrapresa una "ordinaria" (Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung, cit., p.143). La tassazione d'ufficio apparirà infatti in ogni caso "manifestamente inesatta», se è stato possibile accertare la vera situazione di fatto, nell'ambito della procedura di reclamo (Zweifel, Verfahrensgrundsätze, op. cit., p. 437; Meister, Rechtsmittelsystem der Steuerharmonisierung - Der Rechtsschutz nach StHG und DBG, Berna/Stoccarda/Vienna 1995, p.144 s.).
Se invece la prova inesattezza della tassazione non è stata portata, la tassazione d'ufficio rimane in linea di principio in vigore, mentre l'obbligo per l'autorità di tassazione di procedere ad indagini d'ufficio non rinasce. Ciò non toglie, tuttavia, che l'autorità di tassazione, facendo uso del proprio potere di apprezzamento, possa sottoporre ad una verifica la tassazione d'ufficio. Alla luce di una simile verifica, condotta sulla base degli atti, una tassazione per apprezzamento apparirà "manifestamente inesatta", quando la stima effettuata si sarà rivelata in contrasto coi fatti ed in particolare quando è evidente che essa si fonda su basi, su metodi o su strumenti di valutazione errati o comunque inconciliabili con Ia situazione del singolo caso (Zweifel, Verfahrensgrundsätze, op. cit. p. 437 s.; Meister, op. cit., p.145).
Con il presente ricorso il contribuente si limita a censurare l'esposizione di un reddito d'altra fonte di fr.18'000. —senza portare la benché minima prova dell’inesattezza manifesta della valutazione dell'UT. In effetti, il contribuente, citato dall'UT perché gli fosse spiegato il calcolo del dispendio e gli fosse data la possibilità di esprimersi al riguardo, non ha fornito la benché minima spiegazione atta a giustificare gli esborsi in esubero rispetto alle entrate dichiarate o accertate. Anzi, egli si è addirittura rifiutato di entrare nel merito del calcolo sottopostogli dall'UT. In simili condizioni, egli è dunque malvenuto a contestare nuovamente in questa sede la valutazione dell'UT senza fornire la minima motivazione e produrre la minima prova.
A titolo meramente abbondanziale si rileva che il calcolo del dispendio allestito dall'UT appare senz'altro corretto e sostenibile. A fronte di entrate, sull'arco del biennio di computo 1993‑94, per complessivi fr. 357’012.--(ricavo vendita immobile: fr. 110'000.-- ; aumento debiti privati: fr. 195’000.--; reddito dei titoli: fr. 2'573.--; rendita AVS: fr. 45’120.--; altre entrate: fr. 4'319.--) vi sono uscite per fr. 340'114.-- acquisto immobile: fr. 240'000.--; variazione risparmi: fr. 44'072.--; affitto pagato nel canton Argovia: fr. 5'432.--; spese manutenzione immobili come a dichiarazione: fr. 6'486.--; interessi passivi: fr. 38'092.--; oneri assicurativi come a dichiarazione: fr. 4'805.--; imposte: fr. 247.--, altre uscite dichiarate: fr. 980.--): la disponibilità, sull'arco di due anni per far fronte al normale fabbisogno quotidiano di una persona è di soli fr. 16'898.--, pari a fr. 704.-- al mese. Si tratta di una cifra che si situa manifestamente al di sotto del minimo vitale secondo i parametri in vigore in materia di esecuzione e fallimenti e che mal si concilia con il tenore di vita di una persona, che affronta una spesa non indifferente per acquistare un nuovo immobile, più caro di quello alienato e che riceve un congruo finanziamento di terzi per acquistarlo. In simili condizioni non può certo essere criticato l'UT nella misura in cui ha esposto al ricorrente un reddito d'altra fonte. Lo stesso non appare certo, per quanto sin qui esposto, manifestamente insostenibile.
Non vi è quindi la prova, nel caso in esame, dalla manifesta inesattezza della valutazione d'ufficio dell'autorità fiscale, né vi sono motivi che in qualche modo possano indurre questa Camera a correggerla.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 300.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 380.–
sono a carico del ricorrente.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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