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Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1996.131
Data decisione, Autorità: 12.12.1996, CDT
Incarto n. 80.96.00131
Lugano 12 dicembre 1996
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 1 luglio 1996
in materia di: IC/IFD 93/94
presentato da:
, __________ __________ -,
ritenuto
in fatto ed in diritto
Nella tassazione IC/IFD 1993-94 l’ UT ha esposto al contribuente, in aggiunta ai redditi dichiarati (reddito aziendale di fr. 33’320.--; valore locativo della propria abitazione di fr. 9’000.--, valore locativo dei locali commerciali di fr. 3’000.--, reddito da titoli e capitali di fr. 372.--, indennità per perdita di guadagno di fr. 249.--), un reddito d’altra fonte valutato in fr. 36’000.-- di media annua. Secondo l’UT, come si evince chiaramente dalla motivazione annessa alla decisione su reclamo, la liquidità disponibile nel biennio sarebbe stata nettamente insufficiente per far fronte al sostentamento del contribuente e della sua famiglia (cfr. decisione su reclamo del 24 giugno 1996).
Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________ chiede sostanzialmente lo stralcio del reddito d’altra fonte. Fa presente che nel corso del 1991 ha avuto seri problemi di salute alla schiena e che anche nell’anno successivo ha avuto problemi di salute. Il reddito aziendale dichiarato corrisponderebbe quindi, secondo il ricorrente, alla realtà dei fatti.
All'udienza del 25 novembre 1996 le parti si sono confermate nelle rispettive posizione. Il ricorrente ha in particolare attirato l'attenzione sul fatto che la figlia maggiore negli anni di computo stava concludendo il tirocinio.
L'art. 173 cpv. 1 LT consente la tassazione d'ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non ha soddisfatto ai suoi obblighi procedurali o se i suoi elementi imponibili non possono essere esattamente accertati in assenza di documenti attendibili. In tale sede si può tener conto dei coefficienti sperimentali, dell'evoluzione della sostanza e del tenore di vita del contribuente. L'art. 92 cpv. 1 DIFD, a sua volta, consente la tassazione d' ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non presenta o non completa in tempo utile la sua dichiarazione, se non comparisce a dare informazioni, non ottempera a una domanda di ragguagli, se, benché obbligato a tenere i libri contabili, non li presenta o ne presenta di quelli tanto difettosi da rendere impossibile il calcolo dei fattori imponibili o non produce i documenti giustificativi richiesti. Fin qui la lettera della norma cantonale e di quella federale relativa alla tassazione d'ufficio, che pongono principi identici (Rep. 1984 p. 93, cons. 4 b). La giurisprudenza del Tribunale federale ha però chiarito che l'elencazione contenuta nell'art. 92 cpv. 1 DIFD, e quindi di riflesso, data l'identità dei principi, anche quella dell'art. 173 cpv. 1 LT, non è esauriente. La tassazione d'ufficio deve poter essere eseguita anche nei casi in cui l'autorità fiscale, alla luce dell'insieme delle circostanze, scopre che i ragguagli forniti dal contribuente non sono sufficienti o che la prova della loro veridicità non è stata fornita (DTF 106 I b 314; STF, II Corte di diritto pubblico del 5 settembre 1984 in re D. Me, cons. 3 a, non pubblicata). Ciò può avvenire anche al termine della procedura d' accertamento, quando non sono chiariti o rimangono incerti i fatti essenziali per la determinazione degli elementi imponibili e quando i dati forniti dal contribuente sono insufficienti, oppure non suffragati o suffragati in modo non convincente da validi documenti probatori (Rep. 1984 p. 92, cons. 4 a).
L'autorità fiscale non può però limitarsi a constatare l'inattendibilità delle dichiarazioni e registrazioni prodotte, per poi stabilire il reddito imponibile a sua discrezione. Deve invece determinarlo tenendo conto di tutti gli elementi disponibili e, in mancanza di dati concludenti, dedurlo dai coefficienti fondati sull'esperienza (cfr. art. 173 cpv. 1 2.a frase LT; Rep. 1984 loc. cit.; STF 5 settembre 1984, loc. cit.; Bottoli, Lineamenti di diritto tributario ticinese, I.a ed., p. 132).
L'autorità fiscale deve, in altre parole, agire secondo la sua coscienza professionale, indicando nella propria decisione gli elementi su cui fonda la propria decisione (Bottoli, op. cit., p. 133).
3.2.
Va inoltre ricordato che, secondo l'art. 33 LT, il reddito di un contribuente deve corrispondere almeno al tenore di vita suo e delle persone al cui sostentamento provvede. Tocca al contribuente provare come egli abbia sopperito alle spese determinate dal suo tenore di vita facendo capo al consumo di redditi non imponibili o di sostanza (art. 33 cpv. 2 LT).
Questa Camera, per costante giurisprudenza, ha quindi sempre considerato legittimo integrare i redditi dichiarati dal contribuente con un reddito d'altra fonte fino a un valore che corrisponda al suo tenore di vita, nel caso in cui i redditi dichiarati apparissero manifestamente insufficienti al mantenimento del contribuente e della sua famiglia (cfr. CDT n. 67 del 22 febbraio 1983 in re R.; CDT n. 105 del 19 aprile 1983 in re Z.).
4.1
Né nel ricorso né in occasione dell'udienza del 25 novembre 1996 egli ha saputo spiegare né tanto meno rendere verosimile con quali mezzi egli e la sua famiglia abbiano potuto far fronte al costo della vita del biennio di computo 1991-92.
A nulla serve la produzione di un certificato medico che attesta la prestazione di cure mediche in quel periodo. L'esistenza di una malattia e la relativa necessità di cure non spiegano infatti da dove il ricorrente abbia comunque potuto ricavare i proventi per far fronte alle uscite del periodo di computo, che sono pacifiche, eccezion fatta di quella, di cui si dirà in seguito, relativa al costo della vita di una famiglia di quattro persone, stabilito dall' Ufficio di tassazione per apprezzamento.
La carenza di liquidità, nel caso del ricorrente, non è d'altronde un fatto inusuale, se si considera che già nel periodo fiscale 1985-86 questa Camera era stata chiamata a pronunciarsi su un reddito d'altra fonte esposto dall' Ufficio di tassazione al qui ricorrente per compensare l'eccesso delle uscite (cfr. CDT n. 255 del 7 settembre 1987).
4.2.
Né è di rilievo per il calcolo del dispendio degli anni di computo 1991-92 sapere che il contribuente nel corso del 1993 ha rinunciato al contratto di leasing per l'automobile aziendale, con cui egli svolge l'attività di maestro conducente, perché troppo caro. Tale circostanza può semmai unicamente gettare luce retrospettivamente sulla situazione economica del contribuente, anche se altre circostanze depongono piuttosto in senso opposto.
Risulta invero dagli accertamenti eseguiti dall'autorità fiscale che la moglie del contribuente ha immatricolato, anche se soltanto per un breve periodo nel corso del 1994, un'automobile marca __________ __________ __________ __________, che risulta essere entrata in circolazione per la prima volta in __________ nel __________ del 1969 e che non corrisponde all'altra __________ __________ __________ __________, che il contribuente aveva targato dal __________ __________ 1980 al __________ __________ 1983 e che era entrata in circolazione per la prima volta in Inghilterra nel __________ del 1956.
4.3.
L'unico argomento che merita attenzione è quello, sfuggito all' Ufficio di tassazione nell' allestimento del calcolo del dispendio, che la figlia maggiore, __________, aveva conseguito quale apprendista negli anni 1991-92 un reddito di fr. 7'520.-- nel 1991 e di fr. 11'400.-- nel 1992.
Si può quindi prudentemente ammettere che circa i due terzi del reddito lordo della figlia abbiano contribuito a fronteggiare il dispendio della famiglia, accertato dall' Ufficio di tassazione. Ciò consente di ridurre il reddito d'altra fonte di fr. 6'000.-- di media annua.
4.4.
Vero è che con scritto del 26 novembre 1996, posteriormente all'udienza quindi, il ricorrente lamenta che l'UT avrebbe comunque ecceduto nel valutare il dispendio di una famiglia di tre persone. In realtà, nel periodo di computo (1991-92), la famiglia risultava composta di quattro persone e non soltanto di tre, come asserito dal ricorrente nello scritto del 26 novembre 1996.
Aggiungendo al ricorrente un reddito d'altra fonte di fr. 30'000.-- egli viene a disporre per il proprio dispendio di circa fr. 40'000.-all'anno, vale a dire di una cifra pari a poco più di una volta e mezzo il minimo vitale calcolato secondo i parametri della Legge esecuzione e fallimenti (ca. fr. 25'000.-- annui). Il che non appare certo insostenibile, a maggior ragione se si considera che vi sono circostanze che depongono per un tenore di vita non certo ai limiti dell' indigenza.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
§ Di conseguenza, la decisione su reclamo del 24 giugno 1996 è riformata nel senso che il reddito d'altra fonte è ridotto a fr. 30'000.-- di media annua.
§§ Gli atti del procedimento sono pertanto retrocessi all Ufficio di tassazione per l'emissione di nuovi conteggi.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 300.--
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 60.--
per un totale di fr. 360.--
sono a carico del ricorrente in ragione di due terzi.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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