AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.2002.420
Data decisione, Autorità: 11.12.2002, TRAM
Incarto n. 52.2002.420
Lugano 11 dicembre 2002
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Werner Walser
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 21 ottobre 2002 di
__________, patr. da: avv. __________,
Contro
la decisione 1. ottobre 2002 del Consiglio di Stato (n. 4673) che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 16 luglio 2002 con cui la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha rilasciato alla __________ l'assicurazione di massima per l'apertura di un nuovo locale notturno (cat. B1);
viste le risposte:
4 novembre 2002 della __________;
5 novembre 2002 del Consiglio di Stato;
6 novembre 2002 dell'Ufficio dei permessi;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Il 18 giugno 2002, la __________ (__________) ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione (SPI) di rilasciarle un'assicurazione di massima per aprire un locale notturno (cat. B1) nei vani che erano occupati dalla sala giochi del __________, nell'immobile di sua proprietà, situato sul lato S del __________. L'istanza indicava che il locale avrebbe avuto una capienza di 170 posti e sarebbe stato aperto dalle 2130 alle 0200 nei giorni feriali, rispettivamente sino alle 0400 nei giorni festivi.
Alla domanda era allegata una planimetria in scala 1:200, denominata "progetto sala giochi bingo", che raffigura la struttura dei locali posti al piano terreno dell'immobile.
Raccolto il preavviso favorevole del municipio, il 16 luglio 2002 la SPI ha rilasciato l'assicurazione richiesta.
B. Contro la predetta decisione, pubblicata sul FU (n. __________), __________, proprietario di un albergo garni situato nelle immediate vicinanze, è insorto davanti al Consiglio di Stato, contestando l'insediamento del locale notturno soprattutto dal profilo delle immissioni foniche che ne sarebbero derivate.
C. Con giudizio 1. ottobre 2002 il Consiglio di Stato ha respinto l'impugnativa.
Con sommaria motivazione, il Governo ha in sostanza ritenuto che la procedura di rilascio dell'assicurazione di massima della patente d'esercizio pubblico non si estendesse all'esame della conformità dello stabilimento con le disposizioni del diritto pianificatorio ed ambientale.
D. Contro il predetto giudizio governativo, il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa assicurazione di massima.
L'insorgente ripropone in questa sede le censure sollevate senza successo in prima istanza, sostenendo, in particolare, che le ripercussioni ambientali derivanti dall'esercizio pubblico devono essere esaminate già in nell'ambito della procedura di rilascio dell'assicurazione di massima.
Il locale notturno, prosegue il ricorrente, non sarebbe nemmeno conforme all'art. 12 LEsPub, poiché non sarebbe separato dai locali dell'immobile destinati ad altro uso. I servizi igienici, conclude, sarebbero infine insufficienti. Al riguardo produce la planimetria allegata dalla __________ alla domanda di costruzione, dalla quale risulta che il locale notturno avrebbe a disposizione due soli WC, situati nel sottosuolo sul retro della sala teatro.
E. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e la SPI senza formulare particolari osservazioni.
Ad identica conclusione perviene la __________, contestando in dettaglio le tesi dell'insorgente con argomenti che saranno discussi qui appresso.
Considerato, in diritto
Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). La situazione dell'oggetto della contestazione è sufficientemente nota a questo tribunale. Le generiche prove chieste dalla resistente non appaiono d'altro canto atte a procurare la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.
I requisiti strutturali degli esercizi pubblici non sono fissati in dettaglio dalla legge. L'art. 11 LEsPub si limita in effetti ad indicare genericamente che ”i locali e le attrezzature dell'esercizio pubblico devono soddisfare" non meglio precisati "requisiti costruttivi, igienici, ambientali e di sicurezza previsti da" non meglio precisate "norme federali e cantonali”. Indicazioni più precise e concrete sono date dagli art. 41 - 47t RLEsPub, che stabiliscono le condizioni infrastrutturali minime degli esercizi pubblici in fatto di illuminazione, ventilazione, capacità ricettiva, servizi igienici e dimensioni della cucina, rispettivamente delle camere.
La patente ha durata illimitata (art. 4 cpv. 2 LEsPubb). Trattandosi di un'autorizzazione ad rem, vincolata ad un determinato immobile, non è ovviamente trasferibile. Essa è accordata soltanto se il richiedente dimostra che il municipio ha rilasciato una licenza edilizia, ovvero un atto mediante il quale l'autorità di polizia delle costruzioni accerta che l'esercizio pubblico è conforme alle disposizioni del diritto pianificatorio, ambientale ed edilizio (art. 2 lett. d RLEsPub).
2.2. Sentito il municipio, il Dipartimento rilascia, su richiesta, un'assicurazione di massima per la costruzione, la sistemazione e la ristrutturazione di esercizi pubblici (art. 16 cpv. 1 LEsPub). L'assicurazione, precisa la norma, annovera tutte le condizioni che dovranno essere rispettate per ottenere la patente definitiva per l'apertura di un certo tipo d'esercizio pubblico in un determinato immobile.
L'assicurazione di massima, già prevista dalla LEsPub 1967, è una decisione d'accertamento (art. 41 PAmm), volta a stabilire, in modo vincolante per l'autorità, le condizioni specifiche, che devono essere soddisfatte ai fini del conseguimento della patente definitiva (RDAT 1999 I n. 52, pag. 182; M. Borghi, Giurisprudenza amministrativa ticinese, N. 898; RDAT 1983 N 95).
A differenza della patente d'esercizio pubblico, l'assicurazione di massima non presuppone che il richiedente sia in possesso di una licenza edilizia attestante la conformità dello stabilimento con le disposizioni del diritto pianificatorio, ambientale ed edilizio.
Essa presuppone soltanto che l'istante documenti, mediante "piani di costruzione, con relativa planimetria (scala 1:50), accompagnati da una relazione tecnica, le caratteristiche e la capienza (numero della camere, dei letti, dei tavoli, dei posti a sedere, dei servizi igienici, ecc.) dei locali", che intende destinare ad esercizio pubblico (art. 7 lett. d RLEsPub). Considerata la sua natura, l'assicurazione di massima è rilasciata esclusivamente in applicazione dalla legislazione sugli esercizi pubblici. Essa vincola soltanto l'autorità di polizia degli esercizi pubblici, che deve successivamente attenervisi, fatte salve le risultanze dell'eventuale coordinamento della procedura di rilascio della patente d'esercizio pubblico con quella, preminente, di rilascio della licenza edilizia.
Fintanto che la patente d'esercizio pubblico era subordinata alla cosiddetta clausola del bisogno, l'assicurazione di massima permetteva in pratica a chi intendeva aprire un esercizio pubblico di evitare inutili spese di progettazione. Con l'abbandono di tale clausola, l'istituto ha perso gran parte del suo scopo e della sua utilità. Essa si limita, in effetti, ad accertare, con le riserve di cui si è appena detto, che i locali da destinare ad esercizio pubblico sono sostanzialmente conformi ai requisiti d'esercizio (art. 41 - 44 RLEsPub), strutturali ed igienici (art. 47a - 47t RLEsPub), posti dalla legislazione sugli esercizi pubblici.
Nell'ambito del rilascio dell'assicurazione di massima l'autorità cantonale si limita essenzialmente ad accertare che l'esercizio pubblico formi "un complesso distinto e separato dalle eventuali superfici del medesimo stabile adibite ad altro uso" (art. 42 RLEsPub), che "la struttura del locale permetta un controllo costante a chi vi accede" (art. 43 RLEsPub) e soprattutto che i servizi igienici siano sufficienti (art. 47f e 47g RLEsPub).
Raccolto il preavviso favorevole del municipio di Locarno, il 16 luglio 2002 la SPI ha rilasciato l'assicurazione di massima richiesta, riservando "le competenze comunali secondo la legge edilizia" (lett. a), "l'istanza definitiva di patente" (lett. b) ed "il collaudo del nuovo ritrovo" (lett. c).
3.1. Il ricorrente contesta la decisione rimproverando anzitutto all'autorità cantonale di non aver esaminato la compatibilità ambientale dell'esercizio pubblico. L'eccezione va respinta.
La conformità di un esercizio pubblico per rapporto alle disposizioni della legislazione ambientale, in particolare alle norme dell'OIF, va esaminata nell'ambito della procedura di rilascio della licenza edilizia. Se, ed eventualmente in che misura, questa procedura debba essere coordinata con quella di rilascio della patente d'esercizio pubblico è questione che non deve essere qui esaminata. Ai fini del rilascio di un'assicurazione di massima non sussistono particolari esigenze di coordinamento. Lo escludono le stesse finalità di quest'atto, che, come detto, mirano a definire unicamente i presupposti d’ordine infrastrutturale che l’esercizio pubblico deve soddisfare ai fini del successivo conseguimento della patente definitiva (cfr. RDAT 1999 I n. 52 consid. 3.2.1.). Esigere che l'istanza di rilascio dell'assicurazione di massima sia corredata dalla documentazione necessaria ai fini del conseguimento della licenza edilizia significherebbe vanificare la già di per sé scarsa utilità di quest'istituto.
Per quanto attiene agli aspetti ambientali dell'intervento in contestazione, va comunque sottolineato che la decisione impugnata non assicura, né potrebbe assicurare alla resistente che la patente sarà rilasciata in base agli orari d'apertura previsti dall'istanza inoltrata alla SPI. Gli orari d'apertura di un esercizio pubblico devono, in effetti, essere definiti dalla licenza edilizia in base alle disposizioni della LPAmb e dell'OIF; norme, che per la forza derogatoria del diritto federale prevalgono sulle norme della LEsPubb.
3.2. Resta da verificare se l'assicurazione di massima possa essere confermata dal profilo della conformità del locale notturno per rapporto ai requisiti d'esercizio, strutturali ed igienici sanciti dal RLEsPub.
3.2.1. L'art. 12 LEsPubb dispone che "i locali dell'esercizio pubblico devono essere separati dai locali adibiti ad altro uso". L'art. 42 RLEsPub precisa a sua volta che "gli spazi dell'esercizio pubblico (...) devono formare un complesso distinto e separato dalle eventuali superfici del medesimo stabile adibite ad altro uso".
In concreto, la __________ ha allegato all'istanza una planimetria in scala 1:200, intestata "progetto sala giochi bingo", che raffigura la struttura del pianterreno dell'immobile in cui verrebbe ad insediarsi il controverso locale notturno. Da questa planimetria è possibile dedurre che nel vasto locale adiacente alla sala teatro, oltre ad un bar dotato di un bancone e 6 sgabelli, sarebbero sistemati 28 tavoli rotondi con 6 sedie l'uno. Altri 6 tavoli con 4 sedie l'uno, oltre ad un divano angolare con 5 tavolini ed una decina di posti a sedere, sarebbero collocati nel vano antistante denominato "bar foyer". Accanto al "foyer teatro" vi sarebbe infine un ulteriore piccolo locale destinato a "bar".
La planimetria non permette di stabilire con la dovuta precisione quali locali sarebbero effettivamente destinati al locale notturno. Da questo profilo, l'istanza di rilascio dell'assicurazione di massima inoltrata dalla __________ all'UP è sicuramente carente.
A torto afferma il Consiglio di Stato che "dalla documentazione presentata a suo tempo dall'istante è possibile evincere la separazione netta che sussiste tra ristorante (salle a manger) e locale notturno". L'affermazione è del tutto gratuita. La planimetria non permette di dedurre alcunché circa i locali che verrebbero riservati al locale notturno.
Già tale difetto, che l'UP ha omesso di rilevare, giustifica l'annullamento dell'assicurazione di massima. Non si può invero tollerare che un'assicurazione di massima per un locale notturno venga rilasciata sulla base di una planimetria in scala 1.200, anziché 1.50, come prescritto dall'art. 48 lett. d RLEsPub, che, oltre ad essere denominata "progetto sala giochi bingo", non fornisce alcuna indicazione concreta sull'effettiva estensione dei locali destinati all'esercizio pubblico.
3.2.2. A norma dell'art. 47f RLEsPub, "i gabinetti devono essere raggiungibili direttamente dall'esercizio pubblico, senza passare attraverso locali adibiti ad altro scopo". Deroghe, soggiunge la norma, possono essere concesse dall'UP "in casi particolari e giustificati".
In concreto, la planimetria allegata all'istanza di rilascio dell'assicurazione di massima si limita ad indicare che a pianterreno dell'immobile della __________ vi sono 6 gabinetti per uomini con 4 orinatoi e 6 gabinetti per donne, accessibili passando dal foyer del teatro. L'istanza non fornisce alcuna indicazione circa i servizi igienici a disposizione del locale notturno.
L'UP non sembra aver esaminato la questione. In particolare, non risulta che abbia accordato una deroga all'obbligo, sancito dall'art. 47f RLEsPub, di disporre di gabinetti raggiungibili direttamente dall'esercizio pubblico, senza passare attraverso locali adibiti ad altro scopo. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che i servizi igienici fossero "per numero, ubicazione e dimensioni rispettosi" della norma succitata, soggiungendo che "il fatto che appaiano comuni a teatro, ristorante e locale notturno non risulta decisivo (cfr. altresì art. 124 cpv. 2 RLEsPub)".
La superficialità con cui è stata esaminata la questione non può andare esente da censure.
Di fronte alle incertezze suscitate dalla planimetria prodotta dalla __________ in merito ai servizi igienici, l'UP non poteva dare per scontato che la domanda rispondesse ai requisiti posti dall'art. 47f RLEsPub. Se i servizi igienici a disposizione del locale notturno sono effettivamente quelli raffigurati dalla planimetria in questione, l'UP non poteva esimersi dall'indicare quali particolari circostanze giustificassero una simile ubicazione discosta dall'esercizio pubblico. Né il Consiglio di Stato poteva limitarsi ad affermare apoditticamente che tale ubicazione era conforme alle disposizioni di legge. Il rinvio all'art. 124 cpv. 2 RLEsPub, con cui il Governo ritiene di suffragare questa conclusione, è del tutto inconferente, poiché questa norma si limita a stabilire che in caso di lavori di ristrutturazione le strutture dell'esercizio pubblico devono essere adeguate alle norme del RLEsPub.
Il Tribunale cantonale amministrativo non può escludere a priori che il locale notturno possa, in via d'eccezione, far capo ai servizi igienici del teatro. Spetta comunque all'UP, al quale questo tribunale non può sostituirsi, stabilire con decisione adeguatamente motivata se siano date le premesse per la concessione di una deroga secondo l'art. 47f cpv. 2 RLEsPub.
Anche dal profilo dei servizi igienici, le censure sollevate dall'insorgente appaiono quindi fondate. A maggior ragione si giustifica questa conclusione se si considera che, stando alla planimetria allegata dalla __________ alla domanda di costruzione e qui prodotta dal ricorrente, il locale notturno avrebbe a disposizione due soli WC, situati nel sottosuolo sul retro della sala teatro, che sarebbero direttamente raggiungibili dall'esercizio pubblico, ma non risponderebbero alle esigenze poste dall'art. 47g per rapporto alla capienza del locale.
La tassa di giustizia e le ripetibili sono poste a carico della resistente secondo soccombenza.
Per questi motivi,
visti gli art. 2, 4, 16, 71 LEsPubb; 42 seg. RLEsPub; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm;
dichiara e pronuncia:
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 1. ottobre 2002 del Consiglio di Stato è annullata;
1.2. l'assicurazione di massima 16 luglio 2002 rilasciata dalla SPI alla __________ per l'apertura di un locale notturno è annullata.
La tassa di giustizia. di fr. 1'000.- è a carico della resistente, che rifonderà al ricorrente fr. 1'200.- a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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