AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.2001.349
Data decisione, Autorità: 04.04.2002, TRAM
Incarto n. 52.2001.00349-375
Lugano 4 aprile 2002
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Michele Patuzzo, vicecancelliere
statuendo sui ricorsi (a) 1 ottobre 2001 e (b) 16 ottobre 2001 di
__________ patr. da: avv. __________
contro
(a) la decisione 11 settembre 2001 del Consiglio di Stato, no. 4309, che ha respinto l'impugnativa presentata da __________ avverso la decisione 29 gennaio 2001 con cui la Sezione della circolazione gli ha revocato la licenza di condurre per la durata di sei mesi;
(b) la decisione 25 settembre 2001 del Consiglio di Stato, no. 4533, che ha respinto l'impugnativa presentata da __________ avverso la decisione 12 giugno/22 agosto 2001 con cui la Sezione della circolazione ha subordinato il rilascio della licenza di allievo conducente per la cat. B ad un preavviso dello psicologo del traffico;
viste le risposte:
16 ottobre 2001 del Consiglio di Stato al ricorso sub a);
24 ottobre 2001 del Consiglio di Stato al ricorso sub b);
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Il 10 maggio 2000 __________, nato il 13 ottobre 1982, ha circolato in territorio di __________ con la motoleggera targata TI __________ a 78 Km/h ove vigeva il limite di velocità di 50 km/h. Il veicolo, intestato a suo padre, superava la velocità massima potenziale legalmente ammessa siccome era stato manomesso. Per questi fatti il 27 luglio 2000 la Sezione della circolazione in applicazione dell'art. 16 cpv. 2 LCStr gli ha revocato la licenza di condurre per un mese e mezzo, da scontare a partire dal 12 settembre 2000. Tutta la corrispondenza relativa ai procedimenti contravvenzionale ed amministrativo è stata trasmessa direttamente all'interessato allora ancora minorenne, che aveva contestualmente disposto il fermo posta della propria corrispondenza, senza informare i suoi genitori, detentori dell'autorità parentale.
B. Il 27 settembre 2000 __________, circolando nel periodo di revoca suddetto con il medesimo veicolo, è incorso in un incidente della circolazione in territorio di __________, andando a collidere con un furgone che stava svoltando a sinistra mentre alla guida di una motoleggera con il cavo dell'acceleratore rotto stava sorpassando una colonna di veicoli fermi in via __________.
C. Il 9 ottobre 2000 il padre del ricorrente ha scritto alla Divisione degli interni lamentando di non essere stato informato della prima infrazione e del provvedimento di revoca pronunciato a carico del figlio minorenne; a suo dire se ne avesse avuto conoscenza non gli avrebbe consentito di utilizzare la sua motoleggera ed il secondo incidente non si sarebbe verificato. Il 13 novembre l'autorità ha riconosciuto l'errore procedurale che inficiava il provvedimento ed ha informato i genitori del ricorrente, ormai maggiorenne, che avrebbe riaperto un unico procedimento amministrativo contro il figlio tenendo conto dell'insieme dai fatti.
D. Il 27 novembre 2000 la Sezione della circolazione ha confermato a __________ l'annullamento della precedente revoca, riaprendo il procedimento con un esame complessivo dei fatti del 10 maggio e del 27 settembre 2000. In tale ambito l'interessato ha ribadito l'esistenza di un errore nelle notifiche e contestato ogni sua colpa in occasione dell'incidente stradale. Quel mese egli ha inoltre chiesto il rilascio della licenza di allievo conducente (LAC) per la cat. B.
E. (a) Con decisione 29 gennaio 2001 la Sezione della circolazione in applicazione degli art. 16 cpv. 2 e 3 lett. d e 17 cpv. 1 lett. a LCStr ha revocato a __________ la licenza di condurre veicoli a motore per la durata di sei mesi, da cui dedurre il periodo di revoca di un mese e mezzo già scontato.
F. Il 13 febbraio 2001 la Sezione della circolazione ha precisato di subordinare il rilascio della LAC alla conclusione della procedura di revoca, ed il 27 febbraio ha precisato che la gravità delle infrazioni commesse avrebbe potuto comportare, previo esame specialistico ex art. 9 OAC, il rifiuto della LAC.
G. (a) Contro la decisione di revoca il 14 febbraio 2001 __________ è insorto davanti al Consiglio di Stato, facendo valere che l'iniziale periodo di revoca era stato annullato a seguito dell'errore di notifica del provvedimento, senza il quale egli il 27 settembre non avrebbe potuto circolare con il veicolo ed incorrere nell'incidente stradale, la cui responsabilità incomberebbe comunque sull'automobilista che aveva svoltato a sinistra.
H. Mentre la procedura ricorsuale seguiva il suo corso, in relazione all'incidente della circolazione il 20 febbraio 2001 la Magistratura dei minorenni ha condannato __________ per circolazione con veicolo a motore nonostante la revoca, circolazione con stato difettoso del veicolo e furto d'uso. A fronte dell'opposizione interposta dell'accusato contro tale proposta di giudizio, il 21 maggio 2001 il Presidente del Consiglio dei minorenni lo ha prosciolto dalle accuse di circolazione nonostante la revoca e furto d'uso, ritenendo che tali reati "non sussistono, la decisione di annullamento della revoca 27 luglio 2001 avendo effetto ex tunc", condannandolo solo per circolazione con stato difettoso del veicolo.
I. (b) Il 6 maggio del 2001 __________ ha chiesto di conoscere la base legale del rifiuto di rilasciargli la LAC. Il 12 giugno 2001 la Sezione della circolazione ha precisato che tale rilascio era subordinato ad un esame di idoneità da parte di uno psicologo del traffico "visti gli aspetti caratteriali della sua personalità … e i successivi toni assunti nei confronti dell'autorità". La decisione non indicava rimedi di diritto, comunicati solo il 22 agosto 2001, dopo che il 7 luglio il padre del ricorrente aveva trasmesso alla Sezione della circolazione copia della sentenza penale, a fronte della quale l'autorità amministrativa ha comunque ribadito che l'interessato non aveva la capacità di assumersi le proprie responsabilità "costantemente ributtate su terzi".
L. (b) Contro la decisione 12 giugno/22 agosto 2001 __________ il 2 settembre 2001 è insorto davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento.
M. (a) L'11 settembre 2001 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame contro la decisione di revoca. L'esecutivo, richiamata la sentenza penale, ha ritenuto che la nullità del primo provvedimento amministrativo non inficiasse l'accertamento dell'infrazione del 10 maggio, dopo la quale __________ aveva disposto il fermo posta della propria corrispondenza per tenere i suoi genitori all'oscuro dell'accaduto. Inoltre costui aveva ripetutamente circolato durante la revoca di un mese e mezzo della licenza di condurre benché ne ignorasse il vizio di forma. Per i fatti del 27 settembre infine, sarebbe risultata una responsabilità del ricorrente "già per il fatto di avere iniziato con una motoleggera in imperfette condizioni di marcia una manovra di sorpasso di due veicoli (motoveicolo ed autofurgone) incolonnati in vicinanza di un passaggio pedonale", ove "l'autofurgone aveva segnalato con largo anticipo la sua intenzione di svoltare a sinistra". Pertanto l'esecutivo ha giudicato la misura impugnata legittima ed adeguata alle circostanze ed ha respinto il gravame.
(b) Il 25 settembre 2001 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro il rifiuto di rilascio della LAC, ritenendo dati alla luce del comportamento del ricorrente quale conducente di veicoli a motore della cat. F i presupposti per imporgli un esame attitudinale nell'ottica della sicurezza del traffico ai sensi dell'art. 9 OAC.
N. (a) Il 1. ottobre 2001 __________ è insorto davanti a questo tribunale, postulando l'annullamento delle decisioni 1 settembre 2001 del Consiglio di Stato e 29 gennaio 2001 della Sezione della circolazione. Per il ricorrente la prima infrazione sarebbe da considerare non avvenuta, la decisione amministrativa essendo nulla siccome non intimata ai suoi rappresentanti legali. La riapertura della procedura dopo il raggiungimento della maggiore età sarebbe arbitrario, tanto più che l'autorità non avrebbe precisato in quale conto avrebbe tenuto l'età dell'interessato. L'autorità non avrebbe inoltre preso puntualmente posizione sugli argomenti addotti in corso di procedura, in dispregio del diritto di essere sentito, ed avrebbe erroneamente considerato che il ricorrente il 10 maggio aveva circolato a 78 km/h mentre questa sarebbe stata unicamente la velocità potenziale approssimativa del veicolo mancando la prova della velocità effettiva. Anche l'incidente del 27 settembre sarebbe da considerare come mai avvenuto, subordinatamente il ricorrente ne sarebbe la vittima e non il responsabile, dato che la collisione sarebbe imputabile all'automobilista che avrebbe illecitamente invertito il senso di marcia violando l'art. 34 LCStr, mentre l'autorità non avrebbe tenuto conto delle contestazioni sollevate quo all'imprecisione del rapporto di polizia (posizione dei veicoli, inesistenza all'epoca dei fatti della fermata del bus e del passaggio pedonale), alla lunghezza delle tracce di frenata ed alla velocità del ricorrente (in realtà limitate, come risulterebbe dai danni seguiti alla collisione), alla mancanza di causalità tra la circolazione con il cavo dell'acceleratore rotto ed il sinistro (visto che l'insorgente ha potuto frenare immediatamente con il freno posteriore e che per frenare con quello anteriore avrebbe comunque dovuto lasciare la manopola dell'acceleratore). Comunque l'intera problematica avrebbe origine nell'iniziale errore di notifica senza il quale non vi sarebbe stata collisione. Il ricorrente ha chiesto quindi di annullare la decisione impugnata e di decidere nel merito tenendo conto dei suoi argomenti e del fatto che l'unica infrazione commessa sarebbe la circolazione con un veicolo difettoso. Egli ha richiamato l'inc. 52.01.349 di questo Tribunale.
(b) Il 16 ottobre 2001 __________ si è aggravato davanti a questo tribunale anche contro la decisione 25 settembre 2001 del Consiglio di Stato, osservando che sta ancora subendo le conseguenze degli errori iniziali dell'autorità amministrativa "alla base di tutti gli accaduti che sono seguiti". L'agire della Sezione della circolazione, che ribadisce l'inidoneità caratteriale del ricorrente richiedendogli un esame dallo psicologo del traffico, sarebbe sproporzionato, tanto più che l'insorgente sarebbe maturato dal momento dei fatti. Egli ha chiesto inoltre come mai l'autorità ha atteso tre mesi per comunicargli di non potergli rilasciare la LAC senza conoscere l'esito della procedura amministrativa, quando il ricorso contro la revoca aveva effetto sospensivo, e come mai solo dopo ulteriori tre mesi è stata addotta la necessità di un esame preliminare da parte dello psicologo del traffico. La decisione del Consiglio di Stato secondo cui __________ non darebbe sufficienti garanzie per condurre veicoli a motore e la sua attitudine caratteriale susciterebbe dubbi, sarebbe smentita dalle risultanze del procedimento penale, in quanto l'unica infrazione commessa dal ricorrente (circolazione con un veicolo difettoso) non sarebbe sufficiente a giustificare l'obbligo di sottoporsi ad un esame psicologico. Egli sarebbe solo la vittima e non il responsabile dell'incidente stradale. Il ricorrente ha quindi chiesto l'annullamento della decisione impugnata ed il rilascio della LAC per la cat. B.
O. Il Consiglio di Stato ha chiesto la reiezione dei due gravami senza formulare particolari osservazioni.
Considerato, in diritto
In ordine
a) Ricorso 1 ottobre 2001 contro la revoca della licenza
2.2. L'insorgente lamenta una violazione del diritto di essere sentito per il fatto che l'autorità non avrebbe preso partitamente posizione sulle censure quo alla responsabilità della collisione, alla considerazione da dare alla sentenza penale, alla nullità della prima decisione amministrativa, al fatto che è divenuto maggiorenne ed alle incongruenze del rapporto di polizia. Dal momento che tali argomenti hanno potuto essere riproposti in questa sede e questo tribunale gode di pieno potere cognitivo, l'eventuale vizio può considerarsi sanato con l'emanazione del presente giudizio.
3.2. Giusta l'art. 14 lett. b OETV, sono motoveicoli le «motoleggere», vale a dire i veicoli a motore a due ruote aventi una velocità massima per la loro costruzione di 45 km/h e una cilindrata di 50 cm3 massima con motore a combustione interna. Se la circolazione è fermata, i conducenti di motoveicoli devono rimanere al loro posto nella colonna dei veicoli (art. 47 cpv. 2 LCStr).
4.2. In diritto amministrativo di regola il principio della sicurezza del diritto quando vi sia una parte minorenne non rappresentata porta a riconoscere l'annullabilità e non necessariamente la nullità dell'atto (Bovay, Procédure administrative, pag. 145 seg. e citazioni; Schärer, Juridiction administrative Neuchâteloise, pag. 61 e citazioni). L'art. 14 cpv. 2 PAmm rinvia però per quanto attiene alle modalità di intimazione degli atti alle norme del CPC, che prevedono che l'intimazione ai minori vada fatta al rappresentante legale (art. 121 e CPC) e che l'inosservanza delle disposizioni sulla notificazione ne produce la nullità (art. 124 CPC). In concreto la notifica della decisione sarebbe quindi nulla per vizio di forma, per cui la risoluzione stessa sarebbe da considerare non solo notificata irregolarmente ma persino non notificata del tutto e pertanto inefficace (cfr. DTF 122 I 97). Non è però necessario approfondire ulteriormente la questione, dato che in ogni caso il vizio di notifica non consente al ricorrente di confutare i fatti (sostanzialmente incontestati e già confermati giudizialmente) alla base delle decisioni della sezione della circolazione, né consente di considerarli come mai avvenuti, tanto più che comunque a seguito di annullamento o di nullità di una precedente decisione l'autorità amministrativa ha la facoltà di riassumere il procedimento, come in concreto è avvenuto.
5.2. Le tesi ricorsuali tese a sostenere che la frenata è stata comunque tempestiva come se il veicolo fosse stato in perfetto stato di marcia paiono strumentali e non sono credibili: è infatti evidente che il ricorrente - che afferma di avere rallentato iniziando il sorpasso - aveva la mano destra in una posizione anomala e più lontana dal freno di quanto avrebbe dovuto essere, impegnata a rilasciare il cavo dell'acceleratore rotto che teneva tra il pollice e l'indice: è palese che dovendo effettuare una frenata d'emergenza partendo da tale posizione inusuale il tempo fisicamente necessario è superiore a quello occorrente in un condizioni normali, così come più complesso è l'insolito movimento che si deve compiere, per il quale non vi può essere automatismo. La circolazione con il veicolo in tali condizioni ha quindi sicuramente contribuito al verificarsi del sinistro. Le ulteriori censure relative ad imprecisioni del rapporto di polizia, che comunque non influiscono sugli elementi presi in considerazione dall'autorità dipartimentale, sono del tutto irrilevanti per l'esito del presente gravame e non meritano approfondimento.
5.3. Per i motivi sopra esposti risulta come la responsabilità del sinistro possa sicuramente essere addossata all'insorgente, senza che il comportamento del coprotagonista possa avere una qualsivoglia rilevanza nel senso auspicato dal ricorrente.
6.2. Il ricorrente lamenta che non sia stato tenuto debito conto della decisione penale, emanata dopo la presentazione del ricorso al Consiglio di Stato. Anche tale argomento è palesemente fuori luogo, in quanto la decisione impugnata dà ampio spazio alle risultanze di tale procedimento (cfr. consid. 5), tenute in debita considerazione. Dai considerandi della decisione del Consiglio di Stato si evince infatti perché la decisione dipartimentale sia stata confermata malgrado cadendo il reato di furto d'uso avesse escluso l'applicazione dell'art. 16 cpv. 3 lett. d LCStr.
Stante quanto precede, il ricorso 1. ottobre 2001 deve essere respinto e la decisione impugnata confermata.
b) Ricorso 16 ottobre 2001 contro il rifiuto di rilascio della LAC
Trattandosi del ricorso contro un rifiuto di rilascio della licenza a scopo di sicurezza, il potere cognitivo di questo tribunale si limita alla verifica di un'eventuale violazione del diritto, segnatamente con riferimento ad un apprezzamento erroneo di un fatto o ad eccesso o abuso di potere (art. 61 cpv. 1 e 2 PAmm) ed alla verifica se l'accertamento dei fatti ad opera delle istanze inferiori è stato esatto e completo (art. 62 PAmm).
9.1. La revoca della licenza di condurre di una determinata categoria comporta la revoca della licenza di tutte le categorie di veicoli a motore (art. 34 cpv. 1 prima frase OAC). Un nuovo esame è imposto al conducente sulla cui idoneità alla guida esistono dubbi (art. 14 cpv. 3 LCStr). Se l’attitudine caratteriale o psichica del candidato o conducente suscita dubbi, bisogna ordinare un esame psicologico o psichiatrico da parte di un istituto designato dall’autorità (art. 9 cpv. 1 OAC).
9.2. Giusta l'art. 14 cpv. 2 lett. d LCStr, la licenza per allievo conducente non può essere rilasciata se il richiedente non dà, quale conducente, garanzia, per il suo comportamento precedente, di osservare le prescrizioni e di avere riguardo per i terzi (cfr. Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, 1996, Comm. ad art. 14 LCR, nota 3.4.3, pag. 181 segg.). Considerato che non è facile dedurre dal precedente comportamento di un automobilista una prognosi concernente la sua futura condotta, le autorità sono tenute ad analizzare la relativa fattispecie con particolare circospezione. Esse devono negare, rispettivamente, revocare la licenza di condurre solo qualora esistano elementi sufficienti per ritenere che l'interessato si comporterà in modo sconsiderato (cfr. FF, ed. francese, 1955 II 23 segg.). Nel giudizio va valutato il precedente comportamento del conducente, così come la sua situazione al momento dei fatti. In caso di dubbio dev'essere ordinato un esame psicologico o psichiatrico a norma dell'art. 9 OAC (RDAT I-1997, n. 62; I-1994, n. 64 consid. 4a).
Giusta il chiaro tenore dell'art. 34 cpv. 1 OAC, la revoca della licenza di condurre per veicoli a motore si estende a tutte le categorie di veicoli. È quindi pacifico che qualora il ricorrente dovesse avere già ottenuto la LAC per la cat. B al momento in cui dovesse scontare una revoca di ammonimento a suo carico per infrazioni commesse ad esempio con una motoleggera (cat. F), il provvedimento amministrativo colpirebbe automaticamente anche la LAC. L'insorgente eccepisce però a ragione che la decisione di revoca non è ancora cresciuta in giudicato e che il ricorso contro essa interposto ha effetto sospensivo. Tuttavia egli omette di considerare che a prescindere da qualsivoglia revoca l'autorità competente a rilasciare una LAC deve preventivamente verificare se chi la postula riempie le condizioni poste dall'art. 14 LCStr, tra le quali vi è che l'istante alla luce del suo comportamento precedente dia la garanzia quale conducente di osservare le prescrizioni e di avere riguardo per i terzi. Tale norma, che obbliga l'autorità a fare un pronostico, rivela la chiara intenzione del legislatore di tutelare anzitutto la sicurezza della circolazione stradale. In quest'ottica, l'art. 9 OAC prevede in caso di dubbi a questo proposito l'obbligo di sottoporre il candidato o conducente ad un esame psicotecnico. Tale obbligo non ha quindi carattere sanzionatorio ma mira unicamente a tutelare la sicurezza della circolazione. Determinante per l'esito del gravame 16 ottobre 2001 diventa quindi stabilire, nei limiti di cui al considerando 8 che precede, se il ricorrente possa dare adito o meno a dubbi in merito alla sua capacità di osservare le prescrizioni ed avere riguardo per terzi. In caso di risposta positiva il ricorso deve essere respinto.
L'insorgente insiste sul fatto che il giudice penale lo avrebbe considerato maturo e responsabile, sottolinea il lungo tempo trascorso e ribadisce che le colpe dell'incidente stradale sono imputabili (esclusivamente) al coprotagonista e all'autorità amministrativa, che sbagliando ad intimare il primo provvedimento di revoca avrebbe reso possibile il verificarsi di quanto ne è seguito.
11.1. A questo proposito in primo luogo va rilevato che la prognosi del giudice penale e la prognosi dell'autorità amministrativa si riferiscono a due ambiti ben distinti e separati. La tutela della sicurezza della circolazione riguarda un ambito ben più vasto di quello considerato dal giudice penale per la valutazione della colpa e la commisurazione della pena. Pertanto la valutazione dell'uno non è vincolante per l'altra e viceversa.
11.2. Inoltre, malgrado il trascorrere del tempo, risulta dagli atti che il ricorrente insiste pervicacemente a sostenere che la responsabilità dell'incidente stradale sarebbe del coprotagonista e dell'autorità amministrativa, quando appare evidente la mancanza di un legame di causalità adeguata tra la nullità (emersa solo a posteriori) del primo provvedimento di revoca della licenza ed il verificarsi dell'incidente stradale, dipeso al contrario ed in primis dal comportamento contrario alle norme della circolazione del ricorrente, che all'epoca credeva di circolare durante la revoca. Non si può inoltre non rilevare come l'insorgente stesso abbia contribuito attivamente a tenere i genitori all'oscuro dell'infrazione commessa il 10 maggio 2000 disponendo il fermo posta della propria corrispondenza, e che continuando a dipingersi come vittima delle circostanze e degli errori e dell'ostilità dell'autorità, che si accanirebbe ingiustamente contro di lui, può dare adito a dubbi su quanto egli possa avere fatto tesoro di quanto gli è accaduto e su quanto sia maturato e si sia reso conto delle proprie responsabilità. Dubbi questi che malgrado il trascorrere del tempo ha regolarmente contribuito a rinnovare con i suoi scritti, ove ha sempre ripetuto di essere solo una vittima, senza rendere verosimile di avere preso coscienza delle proprie innegabili responsabilità e del ruolo tutorio e non sanzionatorio che riveste in questo ambito l'autorità amministrativa, ma al contrario dimostrando di essere rimasto fissato sulle sue concezioni ed opinioni iniziali. Non si può quindi rimproverare all'autorità amministrativa di avere deciso di imporgli cautelativamente di sottostare ad un esame psicotecnico, strumento atto e preposto a fugare le perplessità che si possono avere in questo ambito.
Nei limiti del potere cognitivo di questo tribunale la decisione impugnata resiste quindi alle censure sollevate dal ricorrente con ricorso 16 ottobre 2001.
Conclusione
Per questi motivi,
visti gli art. 29 Cost, 6 cpv. 1 CEDU, 14 cpv. 2 e 3, 16 cpv. 2 e 3, 17 cpv. 1, 34, 47 cpv. 2 LCStr, 9, 30 cpv. 2, 33 cpv. 2, 34 cpv. 1 OAC, 14 OETV, 121 e, 124 CPC, 10 cpv. 2 LALCStr, 1 segg. PAmm;
dichiara e pronuncia:
Il ricorso 1 ottobre 2001 è respinto.
Il ricorso 16 ottobre 2001 è respinto.
La tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 1'200.-- sono poste a carico del ricorrente.
Contro la presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel termine di 30 giorni dalla notifica.
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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