AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.1997.64
Data decisione, Autorità: 09.05.1997, TRAM
Incarto n. 52.97.00064
Lugano 9 maggio 1997
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 18 marzo 1997 di
e __________
contro
la decisione 26 febbraio 1997, no. 947, del Consiglio di Stato che respinge l'impugnativa inoltrata dagli insorgenti avverso la risoluzione 4 ottobre 1996 con cui il municipio di __________ ha negato loro la licenza per ristrutturare ed ampliare una casa d'abitazione (part. no. __________ RFD);
viste le risposte:
22 marzo 1997 di __________;
26 marzo 1997 del Consiglio di Stato;
4 aprile 1997 di __________;
24 aprile 1997 del municipio di __________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. I ricorrenti __________ ed __________ sono comproprietari di una villetta ad un piano, situata a __________ all'intersezione tra via dei __________ e via __________ (part. no. __________ RFD; zona R 2). La resistente __________ è invece proprietaria di due fondi situati a monte del fondo dei ricorrenti (part. no. __________ e __________ RFD). __________, dal canto suo, compare in lite soltanto in veste di cittadino attivo.
L'11 aprile 1996 i ricorrenti hanno chiesto al municipio di __________ il permesso di ristrutturare la loro casa, sopraelevandola di un piano ed aggiungendovi un'autorimessa sul lato rivolto verso valle. Secondo i calcoli annessi alla domanda, l'indice di sfruttamento, calcolato sulla superficie dell’intero fondo (mq 441), ammontava a 0,41.
Alla domanda si sono opposti __________ e la vicina __________. Il primo obiettando che l’opera era incompatibile con le previsioni elaborate dal municipio di allargare via __________ espropriando una trentina di mq del fondo dei ricorrenti; la seconda contestando invece la sopraelevazione dell'immobile per rapporto alle distanze dal suo confine.
B. Raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, il 4 ottobre 1996 il municipio di __________ ha respinto la domanda di costruzione. Preso atto del rifiuto dei ricorrenti di cedere gratuitamente il terreno necessario all’allargamento di via __________ giusta l’art. 38a LE, l'autorità comunale ha in sostanza ritenuto che la sopraelevazione determinasse un sorpasso dell’ indice di sfruttamento ammesso dalle norme di zona. L'esecutivo comunale ha quindi accolto l'opposizione di __________. Ha per contro respinto quella della vicina __________, ritenendo infondate le censure da questa sollevate.
Contro questa decisione sono insorti davanti al Consiglio di Stato tanto i coniugi __________, quanto l’opponente __________.
C. Con giudizio 26 febbraio 1997 il Consiglio di Stato ha confermato la decisione di diniego della licenza, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata dai richiedenti, rispettivamente dichiarando per contro irricevibile quella interposta dalla vicina opponente.
Escluso l'opponente __________ dal procedimento in quanto privo di legittimazione attiva, il Consiglio di Stato ha anzitutto constatato che il piano viario non prevede alcun allargamento di via __________ a scapito del fondo dei ricorrenti. Ne ha quindi dedotto che tutta la superficie del fondo era da considerare edificabile ed ha giudicato inammissibili le pretese del municipio volte ad ottenere la cessione gratuita del terreno.
Il Governo ha tuttavia ritenuto che l'ampliamento determinasse comunque un sorpasso dell'indice di sfruttamento prescritto dall'art. 36 NAPR (0,4). A suo avviso, alla SUL indicata dalla domanda di costruzione, già di per sé superiore a quella consentita (181,7 invece di 176,4 mq), andrebbe infatti aggiunta la superficie del locale hobby previsto nel seminterrato (mq 15,96): un locale dotato di aperture e quindi utilizzabile per l'abitazione.
Abbondanzialmente, il Consiglio di Stato ha inoltre ritenuto che la trasformazione non potesse essere autorizzata nemmeno dal profilo dell'altezza della facciata rivolta verso valle, poiché questa sarebbe stata ridotta artificiosamente nei limiti ammessi dalle NAPR (m 7.50) mediante la formazione di un terrapieno alto 30 cm.
D. Contro il predetto giudizio governativo i soccombenti insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga annullato assieme alla decisione di diniego della licenza.
Puntualizzati i dettagli del calcolo degli indici e posto in evidenza che anche il Consiglio di Stato ha considerato edificabile l’intera superficie del fondo, i ricorrenti contestano recisamente l'inclusione del locale hobby nel calcolo della SUL. Questo vano, alto soltanto m 2.23, non riscaldato e dotato di una finestrella di soli m 1 x 1.30, non sarebbe affatto abitabile. Del resto, soggiungono, anche ammettendo che sia computabile come SUL, si tratterebbe comunque di un difetto facilmente emendabile mediante l'imposizione di clausole accessorie, volte ad impedirne l’uso abitativo.
Del tutto infondate, concludono i ricorrenti, sarebbero infine le censure sollevate dal Consiglio di Stato in relazione all'altezza dell'immobile. Il piccolo terrapieno a valle non sarebbe affatto dettato dalla necessità di ridurre artificiosamente l'altezza della costruzione.
E. All’accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato senza formulare particolari osservazioni.
A favore della conferma del giudizio censurato si pronuncia anche il municipio di __________, che contesta partitamente le tesi sollevate dai ricorrenti con riferimento al calcolo dell'indice di sfruttamento. Il locale hobby, inizialmente non conteggiato come SUL, sarebbe tutto sommato abitabile. Di conseguenza andrebbe computato ai fini del calcolo dell’indice di sfruttamento.
Dissentendo da quanto assume il Consiglio di Stato, l'autorità comunale considera invece conforme al diritto il terrapieno previsto a valle dell'edificio.
Analogamente, anche la vicina qui resistente postula il rigetto dell'impugnativa, sottolineando in particolare come il previsto innalzamento disattenda le prescrizioni sull'altezza.
Considerato, in diritto
La legittimazione attiva dei ricorrenti, dirittamente toccati dalla decisione censurata, è pacifica.
Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Date le circostanze, il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
Quale SUL si considera la superficie dei piani sopra e sotto terra degli edifici, escluse le superfici non utilizzate od utilizzabili per l'abitazione o il lavoro (art. 38 cpv. 1 LE). Determinante ai fini dell'inclusione della superficie di un locale nel computo della SUL sono le sue caratteristiche oggettive e non l'utilizzazione prospettata dal proprietario.
La superficie edificabile è invece la superficie non ancora sfruttata dei fondi o di parti di fondi nella zona edificabile.
2.2. Controverso, nel caso concreto, è il rispetto dell'indice di sfruttamento prescritto dalle norme di zona (0,4; cfr. art. 36 NAPR). Dato per acquisito, oltre che incontestabile, che la superficie edificabile è pari alla superficie dell'intero fondo (mq 441), la contestazione verte essenzialmente sulla SUL. In particolare si tratta di stabilire se la superficie del locale hobby previsto nel seminterrato debba essere conteggiata o meno, rispettivamente se debba essere tollerato un modico sorpasso dell'indice di sfruttamento ammesso.
2.2.1. Locale hobby e SUL
I cosiddetti "locali hobby" possono prestarsi ad un'utilizzazione abitativa o essere inabitabili. Dipende dalla loro situazione oggettiva e dalle loro caratteristiche intrinseche.
Se non si prestano ad essere utilizzati per l’abitazione, non sono computati nella SUL.
Se sono invece abitabili, la loro superficie è conteggiabile ai fini del calcolo dell’indice di sfruttamento. E’ esclusa dal computo della SUL soltanto nel caso in cui si tratti di locali comuni per lo svago di abitazioni plurifamiliari (cfr. art. 38 cpv. 1 secondo comma LE). Per principio, contrariamente a quanto assumono numerosi operatori del ramo con l’avallo più o meno consapevole delle autorità, locali "hobby" o "disponibili" di case d'abitazione monofamiliari, che si prestano oggettivamente ad essere utilizzati per scopi abitativi, sono quindi computabili nel calcolo della SUL.
In concreto, il municipio ha ritenuto che il locale hobby previsto al piano seminterrato non fosse abitabile. Il Consiglio di Stato è invece approdato ad opposta conclusione. A torto, perché il locale non si presta oggettivamente ad essere utilizzato a fini abitativi: oltre all'altezza, inferiore a quella minima prescritta (2.23 invece di 2.30), esso è infatti privo di riscaldamento, ha un'illuminazione naturale scarsa e non è nemmeno isolato dal terreno sottostante. Si tratta tutto sommato di uno scantinato che non si presta quindi affatto al soggiorno prolungato di persone.
Su questo punto il giudizio impugnato non può quindi essere confermato.
Abbondanzialmente, si può comunque rilevare che quand'anche la tesi del Consiglio di Stato fosse fondata, il difetto avrebbe potuto essere facilmente corretto, subordinando la licenza ad opportune clausole accessorie (riduzione dell'unica finestrella, obbligo di mantenerlo allo stato grezzo, divieto di allacciarlo al riscaldamento ecc.).
2.2.2. Indice di sfruttamento e tolleranza
Per principio, le nuove costruzioni devono rispettare la SUL massima prescritta dalle NAPR.
Richiamandosi al principio di proporzionalità, la giurisprudenza ha tuttavia ammesso modici sorpassi, qualora questi rientrino nei limiti di una ragionevole tolleranza, oggettivamente ininfluente sulla densità degli insediamenti (Scolari, Commentario LALPT-LE-LAC, ad art. 38 LE, N 1147 e rimandi). Non sono comunque ammesse scelte progettuali di comodo, volte esclusivamente ad approfittare di tale agevolazione.
In concreto, la domanda di costruzione indica una SUL di mq 181.70. In realtà, la SUL effettiva è leggermente inferiore (mq 178.40), poiché le scale tra il PT ed il primo piano (mq 3.30) sono state conteggiate due volte, mentre va computata soltanto la superficie del bagno che sovrasta la prima rampa.
Data la superficie edificabile (mq 441), per un indice di sfruttamento di 0,4, la SUL massima ammissibile per il fondo è di mq 176.40 (0,4 x 441). L'eccedenza ammonta quindi a 2 mq.
Ora, un simile sorpasso, nelle specifiche circostanze del caso concreto, non può essere considerato inammissibile.
Esso è invero minimo (2 mq, pari allo 0,45 %). E’ oggettivamente ininfluente sulla densità degli insediamenti e non è dettato da scelte progettuali di comodo, volte unicamente ad approfittare dell’agevolazione introdotta dalla giurisprudenza.
Di conseguenza può essere tollerato.
Non senza rilevare che il difetto non sarebbe comunque tale da giustificare un annullamento della licenza, poiché potrebbe essere corretto senza particolari difficoltà, imponendo ai ricorrenti di ridurre la superficie della balconata con un muro di tamponamento o con altri accorgimenti di facile attuazione, ma di discutibile effetto estetico.
Secondo l'art. 9.2.3. NAPR la costruzione esistente può essere sopraelevata sino ad un'altezza di m 7.50. Le parti non sollevano contestazioni al riguardo.
Aderendo alle obiezioni sollevate dalla vicina qui resistente, il Consiglio di Stato ha tuttavia ritenuto che per rimanere nel limite suddetto il progetto in esame riduca artificiosamente l'altezza dell'edificio mediante la formazione di un terrapieno alto circa 30 cm sul lato a valle.
Anche questa tesi non può essere avallata.
Contrariamente a quanto assume la precedente istanza, il terrapieno è in effetti dettato dall'esigenza di realizzare l'autorimessa aggiunta sul lato a valle dell’edificio allo stesso livello di quella esistente nel corpo principale della costruzione, coordinando le quote del terreno con quelle delle facciate contigue. Non si tratta quindi di un interramento inammissibile in quanto volto a ridurre artificiosamente l'altezza della costruzione.
Anche da questo profilo, il giudizio censurato non può pertanto essere confermato.
4.1. Secondo l'art. 9.4.1. lett c NAPR le costruzioni devono rispettare una distanza di almeno m 6.25 dall'asse delle strade di servizio tipo 3 (SS 3). Le autorimesse aventi l'ingresso principale prospiciente all'area pubblica devono inoltre rispettare una distanza di m 5.50 dal ciglio stradale (art. 9.4.1. lett. f NAPR).
Deroghe possono essere concesse dal municipio in casi eccezionali (art. 9.4.1.1. NAPR).
4.2. In concreto, la resistente eccepisce genericamente l'insufficiente distanza dalla via __________, strada di servizio che il piano del traffico assegna alla categoria 3.
Nella misura in cui è riferita all'autorimessa aggiunta sul lato verso valle l'eccezione è fondata, poiché tale manufatto dista soltanto m 4.20 dal ciglio stradale e m 6.15 dall’asse.
Nemmeno questa difformità, peraltro non ritenuta tale dal municipio, giustifica tuttavia un diniego della licenza.
Non perché siano date le condizioni per il rilascio di una deroga (la situazione dei luoghi e dell'oggetto della lite non presenta invero alcunché di eccezionale), bensì perché si tratta di un difetto che può essere facilmente emendato, subordinando la licenza alla condizione di arretrare l’autorimessa aggiunta sul lato a valle della costruzione sino alle distanze prescritte dalle norme succitate.
In esito alle considerazioni sin qui esposte, il ricorso va quindi parzialmente accolto, annullando la decisione municipale e quella governativa che la conferma siccome lesive del diritto e rinviando gli atti all'autorità comunale affinché rilasci la licenza richiesta, subordinadola alla condizione di cui al considerando precedente (4.2).
La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la reciproca soccombenza.
Per questi motivi,
visti gli art. 21, 37, 38 LE; 9.2.3, 9.4.1., 36 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 43, 60, 61, 65 PAmm
dichiara e pronuncia:
§. di conseguenza:
1.1. sono annullate:
1.1.1. la decisione 26 febbraio 1997, no. 947, del Consiglio di Stato;
1.1.2. la decisione 4 ottobre 1996 del municipio di __________;
1.2. gli atti sono rinviati al municipio di __________ affinché rilasci ai ricorrenti la licenza richiesta subordinandola alla condizione di cui al punto 4.2.
La tassa di giustizia fr. 900.-- è a carico della resistente __________ nella misura di fr. 600.-- e dei ricorrenti __________ in solido per il resto (fr. 300.-).
I ricorrenti __________ rifonderanno alla resistente __________ fr. 600.-- a titolo di ripetibili.
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
| Informazioni legali | Requisiti minimi | Contatta il webmaster