AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.1996.279
Data decisione, Autorità: 04.04.1997, TRAM
Incarto n. 52.96.00279 52.96.00280 52.97.00001
Lugano 4 aprile 1997
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi
a)
b)
c)
17 dicembre 1996 di
e __________ patrocinati da avv. __________
19 dicembre 1996 della
rappr. da __________
2 gennaio 1997 della
patrocinato da avv. __________
contro
la decisione 4 dicembre 1996, no. 6357, del Consiglio di Stato che respinge le impugnative presentate dagli insorgenti avverso la licenza edilizia 8 maggio 1996 rilasciata dal municipio di __________ alla __________ per la costruzione di un complesso residenziale di 24 appartamenti in località __________ (part. n. __________ RFD);
viste le risposte:
13 gennaio 1997 della __________ e __________;
14 gennaio 1997 del municipio di __________;
14 gennaio 1997 del Consiglio di Stato;
30 gennaio 1997 del Dipartimento del territorio;
al ricorso di cui sub a)
13 gennaio 1997 della __________ e __________;
14 gennaio 1997 del municipio di __________;
14 gennaio 1997 del Consiglio di Stato;
30 gennaio 1997 del Dipartimento del territorio;
al ricorso di cui sub b)
13 gennaio 1997 della __________ e __________;
14 gennaio 1997 del municipio di __________;
14 gennaio 1997 del Consiglio di Stato;
30 gennaio 1997 del Dipartimento del territorio;
al ricorso di cui sub c)
preso atto:
della dichiarazione 19 febbraio 1997 della __________;
del preavviso complementare 5 marzo 1997 della SPAA;
constatato che le parti hanno rinunciato a presentare osservazioni in merito;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Il 28 febbraio 1996 la __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire un complesso residenziale di 24 appartamenti in località "__________" sulla part. no. __________ RFD di mq 11'158, situata nella zona residenziale R del PR e di proprietà della __________. Il progetto allegato alla domanda di costruzione prevede la realizzazione di tre blocchi di edifici collegati fra loro e disposti a terrazze sul pendio, seguendo l'orografia del terreno. L'espressione architettonica degli edifici si riallaccia a quella delle costruzioni del vicino complesso turistico-alberghiero costituito dagli alberghi __________ e __________.
Stando ai piani, la superficie edificata ammonta a mq 3'449.09. Per rientrare nei limiti dell'indice di occupazione ammesso dall'art. 4.7.3.2 NAPR (30%), la superficie edificata eccedente (mq 101,66) verrebbe trasferita sui fondi vicini di proprietà della __________ (part. n. __________, __________, __________ RFD) e della __________ (part. n. __________, __________, __________ e __________ RFD; già della __________), che disporrebbero ancora di sufficiente superficie edificabile, anche dopo l'ampliamento dell'albergo __________ autorizzato dal municipio di __________ con licenza 5 febbraio 1996.
Alla domanda di costruzione si sono opposti diversi vicini, fra cui i ricorrenti, che hanno contestato l'intervento dal profilo dell'estetica e della sua compatibilità ambientale, rispettivamente dal profilo degli indici (in particolare dell'i.o).
B. Il 25 aprile 1996 il Dipartimento del Territorio ha preavvisato favorevolmente la domanda (avviso n. 11___). Ha tuttavia imposto che prima dell'inizio dei lavori venisse prodotta la documentazione mancante relativa all'impianto di riscaldamento.
L'8 maggio 1996 il municipio di __________ ha pertanto rilasciato la licenza richiesta, respingendo le opposizioni dei vicini.
C. Con giudizio 4 dicembre 1996 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza, rigettando a sua volta le impugnative contro di essa inoltrate da alcuni opponenti.
Respinte le censure sollevate con riferimento alla mancanza di indicazioni sull'impianto di riscaldamento, il Governo ha anzitutto escluso che nel complesso avversato potessero essere ravvisati gli estremi di un intervento deturpante a' sensi del DLBN o lesivo delle prescrizioni estetiche delle NAPR.
Ferme queste premesse, il Consiglio di Stato ha poi disatteso anche le obiezioni sollevate dai ricorrenti in relazione all'indice di occupazione. Il trasferimento dell'eccedenza di superficie edificata sui fondi del vicino albergo __________ è stato ritenuto conforme al diritto e rispettoso dei parametri fissati dalle NAPR.
Rigettate con succinta motivazione anche le ulteriori contestazioni relative alle immissioni ed alle distanze tra edifici, il Consiglio di Stato ha quindi confermato la licenza in oggetto.
D. Contro il predetto giudizio governativo, i soccombenti /, __________ e __________ si aggravano ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga annullato assieme alla controversa licenza.
Seppur con accenti diversi, tutti i ricorrenti riprendono e sviluppano in questa sede le censure sollevate senza successo in prima istanza.
a) I ricorrenti / insistono anzitutto sulle carenze della domanda di costruzione denunciate davanti al Consiglio di Stato. A loro avviso mancherebbero in particolare dati concreti riguardanti l'impianto di riscaldamento.
Il complesso, ribadiscono, sarebbe inoltre deturpante. Le forme bizzarre e le pesanti linee architettoniche non si concilierebbero né con le disposizioni del DLBN, né con i canoni estetici fissati dall'art. 11 cpv. 2 NAPR. Disattese sarebbero infine anche le norme sulle distanze tra edifici.
b) La __________ ripropone invece le obiezioni sollevate in prima istanza in merito al previsto trasferimento di indici. L'operazione, argomenta, non terrebbe debitamente conto della diversa destinazione degli insediamenti realizzati o previsti sui fondi coinvolti. Il trasferimento di indici sui fondi della __________ sarebbe peraltro irregolare, poiché questa società è stata cancellata dal RC il 18 gennaio 1996.
Anche questa ricorrente ribadisce in questa sede le censure d'ordine estetico ed ambientale sollevate invano davanti al Consiglio di Stato. Disattese, conclude, sarebbero a suo avviso anche le distanze tra edifici, inferiori a quelle prescritte dalla LE.
c) Sostanzialmente analoghe a quelle degli altri ricorrenti sono le contestazioni che solleva dal canto suo la __________. Il trasferimento di indici, obietta, violerebbe il diritto, poiché si prevale indebitamente dell'abbuono concesso per il vicino insediamento alberghiero. I locali tecnici, soggiunge, si presterebbero inoltre ad altre utilizzazioni, con conseguente superamento dei parametri edificatori ammissibili. L'intero complesso sarebbe oltretutto deturpante. Le distanze tra il secondo ed il terzo blocco di edifici, conclude, sarebbero infine inferiori a quelle prescritte dalle NAPR.
E. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio di __________, senza formulare particolari osservazioni.
Ad identica conclusione perviene la resistente __________, contestando partitamente le tesi dei ricorrenti.
F. Analogamente sollecitata da questo tribunale la __________, diventata proprietaria delle part. n. __________ - __________ - __________ e __________ RFD per aver assorbito la __________, ha confermato il proprio consenso al trasferimento di indici dal fondo dedotto in edificazione.
La __________, che aveva contestato l’operazione, ha rinunciato a prendere posizione al riguardo.
Su richiesta del tribunale la __________ ha inoltre prodotto la documentazione relativa all’impianto di riscaldamento, che in base all’avviso del Dipartimento del Territorio avrebbe dovuto produrre prima dell’inizio dei lavori.
Con preavviso complementare del 5 marzo 1997 la SPAA ha ritenuto che l’impianto fosse conforme alle norme vigenti in materia di protezione dell’aria.
Invitati a prendere posizione su questo ulteriore accertamento, i ricorrenti / hanno rinunciato a presentare osservazioni.
Considerato, in diritto
I ricorsi sono dunque ricevibili in ordine.
Essendo fondati sul medesimo complesso di fatti, possono essere decisi con un unico giudizio (art. 51 PAmm), sulla base degli atti integrati dagli accertamenti esperiti da questo tribunale (art. 18 PAmm).
Un sopralluogo non è indispensabile, poiché la situazione del fondo dedotto in edificazione è perfettamente nota a questo Tribunale, che ha già dovuto occuparsi dell'edificazione prevista sui fondi contermini, facenti parte del vicino complesso alberghiero (STA 25.9.1995 in re G. SA).
2.1. Giusta l'art. 38a LE, quantità edificatorie appartamenti ad un fondo possono essere trasferite su fondi vicini appartenenti alla stessa zona di utilizzazione del PR e connessi funzionalmente se non risulta intralciata la pianificazione e, in particolare, se non sono compromessi l'uso razionale del territorio ed un edificazione armoniosa.
2.2. Alcuni dei ricorrenti contestano in concreto la possibilità di trasferire sui fondi di pertinenza del vicino complesso alberghiero l'eccedenza di superficie edificata che verrebbe realizzata sul fondo dedotto in edificazione. Il complesso residenziale, argomentano, non potrebbe beneficiare dell'abbuono accordato sull'i.o. all'insediamento alberghiero. Mancherebbe inoltre il consenso della __________ proprietaria di alcuni di questi fondi.
Le eccezioni sono infondate.
2.2.1. La superficie occupata dalle costruzioni del complesso alberghiero (part. no. __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________ RFD) ammonta a mq 2'950. L'ampliamento di tale insediamento, autorizzato con licenza 5 febbraio 1996 rilasciata dal municipio di __________, comporterà un aumento della superficie edificata pari a mq 2'771.46. Ad opera ultimata, la superficie edificata del complesso alberghiero sarà quindi di mq 5'721.46.
Considerato l'abbuono del 20 % sull'i.o. di zona (30 %), che l'art. 2.8. NAPR concede per gli insediamenti alberghieri, il complesso costituito dall'albergo __________ utilizzerà 15'892.94 mq della superficie edificabile complessiva dei fondi interessati al trasferimento di indici (36 % di mq 27'694).
A disposizione per l'insediamento residenziale in esame, che non beneficia dell'abbuono suddetto, resta quindi una superficie edificabile di mq 11'801.06 : superficie, questa, che rapportata alla superficie occupata dalle costruzioni ad uso residenziale previste sulla part. n. __________ RFD, corrisponde ad un i.o. di 29,227 %, ovvero ad un indice inferiore al limite (30 %) fissato dalle norme di zona.
Invano contesta al __________ la legittimità dell'utilizzazione mista degli indici. Tale possibilità è espressamente ammessa dall'art. 2.8.2. NAPR, che limita "il supplemento concesso per l'albergo" alla superficie edificata adibita a questo scopo.
2.2.2. Infondate sono pure le censure che quest'ultima ricorrente solleva con riferimento al consenso della __________, proprietaria delle part. n. __________, __________, __________ e __________ RFD, all'operazione di trasferimento degli indici.
La società __________, diventata proprietaria dei fondi in seguito all'assorbimento della __________, ha in effetti espressamente avallato l'operazione di trasferimento dell'indice di occupazione.
Inaccoglibili sono le censure sollevate dalla __________ con riferimento all’indice di sfruttamento.
Giusta l’art. 38 cpv. 2 LE, le superfici non utilizzate o non utilizzabili per l’abitazione o i lavoro sono escluse dal computo della SUL.
Ora, i locali che la ricorrente pretende di computare nella SUL sono completamente interrati. Le loro caratteristiche oggettive escludono a priori qualsiasi possibilità di utilizzarli per scopi abitativi o di lavoro.
Ben si giustifica pertanto di non computarli nell’i.s.
4.1. Il contenuto della domanda di costruzione e dei progetti è prescritto dagli art. 9-15 RLE. In base all'art. 9 lett. i) RLE, a seconda della natura dell'opera, la domanda di costruzione deve includere gli atti richiesti da leggi speciali, in particolare l'esame dell'impatto sull'ambiente, secondo la relativa ordinanza federale (OEIA), le dichiarazioni inerenti le emissioni atmosferiche, le sostanze eventualmente impiegate ed i provvedimenti per il risparmio energetico.
Giusta l'art. 12 OLA (RS 814.318.142.1), chi gestisce o intende costruire un impianto che causa inquinamenti atmosferici, deve fornire all'autorità informazioni sul genere e la quantità delle emissioni (a), sul luogo d'espulsione, l'altezza rispetto al suolo e le variazioni nel tempo (b), nonché ulteriori condizioni d'espulsione se sono necessarie ai fini della valutazione delle emissioni (c).
4.2. In concreto, i ricorrenti / lamentano una carenza d'informazioni concrete sulle emissioni prodotte dall'impianto di riscaldamento.
L'obiezione non è priva di fondamento.
Gli atti annessi alla domanda di costruzione non fornivano in effetti ragguagli precisi in merito alle connotazioni dell'impianto di riscaldamento. Dagli stessi emergeva soltanto che l'impianto sarebbe stato ad olio combustibile con produzione del calore centralizzata (cfr. relazione tecnica) e con un serbatoio di 90'000 l.
Le eccezioni sollevate dai ricorrenti sono tuttavia diventate prive d’oggetto, poiché la riserva di ulteriori verifiche apposta dall’autorità cantonale nel preavviso del 25 aprile 1996 è stata sciolta in questa sede con la produzione dei dati mancanti da parte della beneficiaria della licenza edilizia e con il preavviso integrativo del 5 marzo 1997 della SPAA, di cui si è detto in narrativa.
La tacita rinuncia dei ricorrenti a contestare l’impianto dal profilo della sua conformità materiale con la legislazione vigente in materia di protezione dell’ambiente dispensa questo tribunale da ulteriori indagini su questo tema.
Le generiche censure che taluni ricorrenti sollevano con riferimento alle immissioni foniche ad atmosferiche derivanti dal traffico indotto dalla nuova costruzione sono palesemente infondate.
Lo studio prodotto dalla resistente con la domanda di costruzione dimostra infatti chiaramente l'irrilevanza delle ripercussioni prodotte dall'opera sull'ambiente circostante.
In mancanza di contestazioni più precise e motivate, anche su questi punti le impugnative vanno quindi disattese.
6.1. Giusta l'art. 3 cpv. 2 LPT, il paesaggio deve essere rispettato. In particolare, occorre integrarvi gli insediamenti, gli edifici e gli impianti (lett. b).
Un edificio, ricorda giustamente il Consiglio di Stato, si integra nel paesaggio se la sua ubicazione e le sue dimensioni non ne modificano in modo pregiudizievole le caratteristiche e l'equilibrio e se ne rispettano, quanto a forma e materiali, l'originalità.
L'art. 3 lett. d RBN stabilisce a sua volta che i paesaggi ed i siti pittoreschi non devono essere deturpati.
In particolare, soggiunge, sono vietate le modificazioni dello stato dei fondi tali da compromettere la bellezza e gli altri valori del paesaggio. Sono vietate le costruzioni, le ricostruzioni o ogni altro intervento stravagante, indecoroso, di mole sproporzionata o in contrasto con il carattere, l'armonia e i lavori dell'ambiente circostante.
Particolari disposizioni a tutela della natura e del paesaggio sono infine previste dal PR di __________ con riferimento a specifici comprensori ai quali i fondi in oggetto risultano comunque estranei.
6.2. Nel caso in esame, i ricorrenti contestano le valutazioni d'ordine estetico espresse dagli organi di preavviso (CBN) e dall'autorità decidente in merito all'inserimento della costruzione avversata nel quadro del paesaggio e nel contesto delle costruzioni circostanti.
Le censure vanno disattese.
Il terreno dedotto in edificazione, una conca poco esposta alla vista, non presenta particolari pregi paesaggistici. Analoghe considerazioni valgono per le costruzioni circostanti, tutto sommato poco significative dal profilo architettonico. La villa "__________", alla cui presenza allude la ricorrente __________, non osta a questa conclusione, poiché risulta situata a ragguardevole distanza, in un altro comparto territoriale.
La costruzione avversata, dal canto suo, non è tale da compromettere i valori del paesaggio circostante o da porsi in contrasto stridente con le costruzioni circostanti. Anche se di notevoli dimensioni si colloca ancora in un rapporto ragionevole ed equilibrato con queste ultime. La sua foggia, ancorché insolita, non è né stravagante, né bizzarra. Pur scostandosi dalle soluzioni architettoniche degli edifici circostanti, rientra in effetti ancora negli schemi dell'architettura tradizionale. Anche volendo seguire la valutazione espressa dalla CBN, che ha considerato il progetto scarsamente pregevole dal profilo della qualità architettonica, il complesso in esame non integra certamente gli estremi del concetto di deturpazione. La mancanza di particolari pregi non permette ancora di affermare che l'insediamento svaluti in modo intollerabile il contesto ambientale in cui viene ad inserirsi.
Anche dal profilo estetico, i ricorsi vanno quindi respinti.
7.1. L'art. 4.4.3.6 NAPR di __________ prescrive una distanza minima fra edifici pari a 2/3 della somma delle loro altezze, comunque non inferiore a 6 m.
La distanza minima tra edifici dev'essere rispettata anche tra costruzioni poste sullo stesso fondo. Lo scopo precipuo di questo parametro edilizio è infatti quello di assicurare l'insolazione, l'illuminazione naturale e l'aerazione degli edifici (cfr. Scolari, Commentario della LE, ad art. 12 N 5).
7.2. In concreto, i ricorrenti ritengono che gli edifici formanti il controverso insediamento non rispettino compiutamente le distanze minime prescritte dalla norma succitata. Questo parametro risulterebbe in particolare disatteso fra gli edifici che compongono il blocco mediano e la retrostante autorimessa.
Il Consiglio di Stato ha respinto la censura rilevando che gli edifici in esame non sarebbero tenuti al rispetto delle distanze prescritte dall'art. 4.4.3.6, poiché situati a quote diverse.
La tesi governativa non regge già perché gli edifici che compongono il blocco mediano e la retrostante autorimessa sono situati allo stesso livello e non a quote diverse. Le eccezioni dei ricorrenti non possono tuttavia essere accolte, poiché il blocco residenziale in questione è collegato alla retrostante autorimessa da una tettoia (porticato) che fa apparire le costruzioni come un unico complesso edilizio, non soggetto in quanto tale alle norme relative alle distanze fra edifici. Vero è che su ampi tratti la tettoia è staccata di circa 1 m dalla parete W degli edifici che compongono il blocco mediano. Tale accorgimento architettonico, destinato a dare luce naturale al porticato, non permette tuttavia di considerare il porticato di accesso alle singole unità condominiali del blocco centrale come una costruzione a sé stante, tenuta al rispetto delle distanze fra edifici prescritte dall'art. 4.4.3.6 NAPR. Tutto sommato, questo manufatto può in effetti essere assimilato ad una costruzione accessoria, addossata tanto al muro perimetrale dell'autorimessa, quanto alla facciata W degli stabili del blocco mediano; una costruzione, quindi, che stando all'art. 2.4.2.2. NAPR, è tenuta unicamente al rispetto delle distanze da confine.
Ma anche volendo accreditare le tesi dei ricorrenti, la licenza non sarebbe comunque da annullare, poiché il difetto potrebbe in ogni caso essere facilmente corretto, subordinando la stessa alla condizione di ridurre i tratti in cui la tettoia è staccata dalla costruzione antistante: la superficie edificabile ancora disponibile (ca 90 mq) in effetti lo consente. Addirittura si potrebbe ipotizzare di coprire interamente il camminamento, rendendolo sotterraneo (come le altimetrie del terreno naturale consentono), in modo da escluderlo completamente dal computo dell'i.o: soluzioni, queste, che contrasterebbero tuttavia in modo stridente con le finalità perseguite dalle norme sulle istanze fra edifici.
Ne discende, che nemmeno le eccezioni relative alle distanze tra le costruzioni possono essere accolte.
La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza.
Per questi motivi,
visti gli art. 21, 38 LE; 2.8 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61 PAmm,
dichiara e pronuncia:
I ricorsi sono respinti.
La tassa di giustizia di fr. 1'500.-- è a carico:
dei ricorrenti __________ /__________ in solido nella misura di fr. 500.--
della __________ nella misura di fr. 500.--
della __________ nella misura di fr. 500.--.
dei ricorrenti / in solido nella misura di fr. 500.--
della __________ nella misura di fr. 500.--
della __________ nella misura di fr. 500.--.
4 Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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