AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.1995.535
Data decisione, Autorità: 28.08.1996, TRAM
Incarto n. 52.95.00535 DP 270/95 cm
Lugano 28 agosto 1996
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 16 ottobre 1995 di
rappr. da: avv. __________
contro
la decisione 28 settembre 1995 (no. 5324) del Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 18 gennaio 1995 con la quale il Municipio di __________ gli ha negato il rilascio di una licenza edilizia per modificare alcune aperture e formare una pergola all'albergo "__________" (mapp. no. __________, __________ e __________ RFD di __________);
viste le risposte:
20 ottobre 1995 del Consiglio di Stato;
27 ottobre 1995 del Municipio di __________;
21 novembre 1995 del Dipartimento del territorio;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Sui mapp. no. , __________ e __________ RFD di __________ (zona NT) sorge l'albergo "" di __________, un fabbricato prospiciente la piazza i cui soffitti a volte sono iscritti nell'elenco dei monumenti storici ed artistici del Canton Ticino.
In data 30 novembre 1994 il proprietario ha chiesto al Municipio di __________ il permesso di ristrutturare parzialmente l'immobile. Sul lato rivolto verso il lago, i progetti prevedevano in particolare di sostituire tre classiche finestre rettangolari poste a PT con nuove aperture ad arco dotate di chiusure scorrevoli a ghigliottina in alluminio termolaccato bianco.
Alla domanda si è opposto il Dipartimento del territorio, rilevando che in base alla legge per la protezione dei monumenti storici ed artistici (LMS) lo stabile non poteva essere oggetto di modifiche che ne alterassero la struttura e la fisionomia originaria.
Preso atto dell'opposizione dipartimentale, con risoluzione 18 gennaio 1995 il Municipio di __________ ha negato all'istante la chiesta licenza edilizia.
B. Con giudizio 28 settembre 1995 il Consiglio di Stato ha confermato il diniego del permesso, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________.
Evocato il principio della conservazione integrale dei soffitti a volte di __________ sancito dalla LMS e dall'art. 3 lett. c __________ di __________, l'autorità di ricorso di prime cure ha ritenuto in sostanza che l'intervento prospettato avrebbe sconvolto il sistema costruttivo dell'oggetto protetto intaccando in maniera inammissibile la sostanza storica dell'edificio.
C. Avverso la predetta pronunzia governativa il soccombente insorge ora innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga annullata unitamente alla decisione di diniego della licenza edilizia resa dal Municipio di __________.
Il ricorrente sostiene innanzi tutto che la modifica della struttura delle finestre al PT dello stabile era stata discussa preliminarmente sia con i responsabili del Municipio sia con i rappresentanti della Commissione nucleo, i quali gli avevano assicurato che l'intervento era attuabile siccome conforme alle vigenti disposizioni di legge.
Quanto alla portata dei vincoli di protezione sanciti dalla LMS e dalle NAPR di __________, l'insorgente sottolinea che solo i soffitti a volta di __________ sono annoverati tra gli oggetti degni di conservazione integrale; se Cantone e Comune avessero voluto tutelare anche i muri perimetrali e le finestre dei locali dotati di simili soffitti, avrebbero imposto un vincolo come quello che grava sulle quattro sale di __________ (mapp. __________), esplicitamente protette nel loro insieme.
Nulla osterebbe quindi alla sostituzione delle attuali finestre rettangolari poste al PT dell'edificio. D'altra parte, le previste finestre ad arco si inserirebbero in modo armonioso non solo nell'architettura esterna dell'albergo e del tessuto edilizio circostante, ma anche nella struttura dolce ed arrotondata del locale da ristrutturare, accrescendone la luminosità e l'aerazione.
D. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che postula la conferma della decisione impugnata senza formulare particolari osservazioni.
Ad identica conclusione pervengono il Municipio di __________ ed il Dipartimento del territorio, i quali contestano partitamente le tesi dell'insorgente annotando in sostanza come le particolari caratteristiche costruttive del soffitto (la volta si imposta su una massa muraria continua nella quale si sono create delle aperture con il sistema classico dell'architrave) impongano di considerare siccome protette tutte le peculiarità architettoniche del locale dedotto in ristrutturazione, ivi compresa la sagomatura delle finestre.
Considerato, in diritto
Il gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).
La materia del presente contendere si concentra dunque sul quesito a sapere se l'intervento divisato dal ricorrente sia compatibile con i vincoli di protezione monumentale imposti sulla sua proprietà, segnatamente se l'obbligo di conservazione che grava sui soffitti a volte di __________ si estenda anche alle finestre dei locali provvisti di tali soffitti.
2.1. L'inclusione di un bene immobile nell'elenco dei monumenti storici ed artistici del Canton Ticino comporta per il suo proprietario obblighi di conservazione (art. 8 LMS; 30 RALMS) e di astensione da qualsiasi forma non autorizzata di alterazione (art. 7 LMS; 29 RALMS). Trattasi di limitazioni non trascurabili del diritto di proprietà, tant'è vero che se per la loro gravità hanno conseguenze equivalenti a quelle di un'espropriazione danno luogo a indennità (art. 27 RALMS). Gli oneri ed i vincoli che la LMS mette a carico del proprietario di un'opera inventariata impongono quindi che la scelta del bene da salvaguardare venga effettuata con criteri restrittivi (cfr. rapporto 14 marzo 1946 della Commissione della Legislazione sul disegno di legge per la protezione dei monumenti storici ed artistici in RVGC, sessione ordinaria autunnale 1946, p. 19/20) e che l'oggetto degno di tutela venga indicato con precisione. La catalogazione, stante gli effetti che implica, deve insomma rispettare il principio della proporzionalità e non eccedere pertanto quanto necessario per raggiungere lo scopo di interesse pubblico desiderato. Di riflesso, se l'autorità competente ritiene di dover circoscrivere la qualifica di monumento al singolo elemento architettonico di un edificio perché solo quello specifico particolare ha pregio di antichità od arte, è escluso che il vincolo protettivo possa estendersi ad altre parti dell'immobile. Sotto questo profilo, la descrizione del dettaglio consegnata nel catalogo dei monumenti è determinante.
2.2. Nel 1967 i soffitti a volte di __________ ad __________ sono stati dichiarati monumenti immobili ai sensi della LMS ed iscritti nel relativo elenco degli oggetti protetti.
I medesimi soffitti sono tutelati anche dal diritto autonomo comunale: l'art. 3 lett. c delle NAPRNT di __________ li annovera infatti tra i singoli elementi architettonici di pregio soggetti a conservazione integrale.
2.3. Nell'evenienza concreta, il ricorrente intende ristrutturare la sala da pranzo sita al PT dell'albergo __________ inserendo in tre fenditure ogivali delle finestre ad arco che andrebbero a sostituirsi alle classiche aperture rettangolari esistenti attualmente; il locale è dotato di soffitto a volta e quindi la sua parte superiore si avvera difesa dalla LMS.
L'intervento divisato non concerne però il monumento, ma le sottostanti finestre scevre di vincoli protettivi. I singoli elementi architettonici che compongono la sala si inseriscono invero in un unico contesto stilistico, ma questa circostanza non basta per reputare tutto il locale siccome oggetto di tutela monumentale. A dispetto delle sue peculiarità costruttive, il soffitto appare infatti nettamente distaccato dalla massa muraria sulla quale poggia. Non si può negare che tra le due strutture vi sia soluzione di continuità. Quand'anche si volesse accreditare la tesi secondo cui tra la volta protetta e le pareti sussiste uniformità architettonico-costruttiva, un'estensione del vincolo alle mura perimetrali ed alle finestre in esse aperte risulterebbe comunque inammissibile a fronte della chiara e minuta catalogazione operata dall'autorità competente; se il Cantone riteneva degna di salvaguardia tutta la stanza, avrebbe dovuto iscriverla integralmente nell'elenco dei suoi monumenti storici ed artistici, alla stessa stregua di altri ambienti considerati nel loro complesso di particolare pregio (sala con soffitto ligneo nella casa del prevosto di __________, sala affrescata nel __________ di __________, saletta decorata a stucco nella casa __________ a __________, ecc.).
Gli atti sono pertanto rinviati all'autorità comunale affinché rilasci la licenza richiesta in base al preavviso favorevole della propria "Commissione nucleo".
Dato l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia. Le ripetibili vanno invece poste a carico dello Stato che con il suo preavviso negativo ha costretto il municipio di __________ a negare la licenza.
Per questi motivi,
visti gli art. 7, 21 LE; 1 ss. LMS; 3 NAPRNT di __________; 18, 28, 31, 43, 46 e 65 PAmm,
dichiara e pronuncia:
§. Di conseguenza sono annullate:
1.1. la risoluzione 18 gennaio 1995 del Municipio di __________;
1.2. la decisione 28 settembre 1995 del Consiglio di Stato.
Non si prelevano né spese, né tassa di giustizia.
Lo Stato rifonderà al ricorrente la somma di fr. 900.-- a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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