AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 13.2021.125
Data decisione, Autorità: 15.03.2022, IIICC
Titolo: Reclamo in materia di prove. Pregiudizio difficilmente riparabile
Incarto n. 13.2021.125
Lugano 15 marzo 2022
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La terza Camera civile del Tribunale d'appello
composta del giudice:
Walser, presidente,
vicecancelliera:
Locatelli
sedente nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nelle cause inc. n. SE.2018.56 e SE 2019.16 della Pretura del Distretto di Bellinzona promosse da
TERZ 1 patrocinata dall’ RA 1
contro
TERZ 2 TERZ 3 entrambi patrocinati dall’ RA 2
denunciato in lite RE 1 patrocinato dall’ PA 1
e ora sul reclamo 14 ottobre 2021 di RE 1 contro l’ordinanza sulle prove 7 ottobre 2021;
ritenuto
in fatto: A. Con istanza 15 maggio 2018 TERZ 1 ha chiesto in via superprovvisionale che sia fatto ordine all’Ufficio dei registri del distretto di __________ di iscrivere in via provvisoria un’ipoteca legale degli artigiani ed imprenditori per l’importo di CHF 23'249.20 oltre accessori a favore di TERZ 1 ed a carico del fondo n. __________ RFD di __________ di proprietà di TERZ 2 e TERZ 3.
L’istanza è stata accolta con decisione 15 maggio 2018 con cui il Pretore ha ordinato l’annotazione come richiesto. Con decisione 5 luglio 2018 il Pretore ha poi confermato la decisione in via provvisionale.
B. Con petizione 7 dicembre 2018 TERZ 1 ha chiesto che sia fatto ordine all’Ufficio dei registri del distretto di __________ di iscrivere in via definitiva l’ipoteca legale degli artigiani ed imprenditori per l’importo di CHF 23'249.20 oltre accessori a favore di TERZ 1 ed a carico del fondo n. __________ RFD di __________ di proprietà di TERZ 2 e TERZ 3 già annotata in via provvisoria (inc. SE.2018.56).
Con osservazioni 18 febbraio 2019 i convenuti hanno postulato la reiezione della petizione. Con gli ulteriori allegati le parti hanno confermato le rispettive domande.
C. Con petizione 22 febbraio 2018 (recte: 2019) TERZ 1 ha chiesto la condanna di TERZ 2 e TERZ 3 al pagamento di CHF 23'249.20 oltre accessori quale mercede del contratto d’appalto (inc. SE.2019.16).
Con osservazioni 20 maggio 2019 i convenuti si sono opposti alla petizione e, in via riconvenzionale, hanno chiesto la condanna dell’attrice al pagamento di CHF 20'790.15.
Con replica 11 luglio 2019 l’attrice, ribadite le proprie domande, ha postulato la reiezione della domanda riconvenzionale. Ha poi denunciato la lite a RE 1, architetto che si era occupato della direzione lavori. Con gli ulteriori allegati le parti hanno confermato le rispettive domande.
D. Le parti hanno convenuto di aggiornare in parallelo le udienze istruttorie per le prove comuni alle due cause.
E. Al dibattimento le parti hanno indicato le prove, tra cui la perizia, che è stata ammessa. Con ordinanza 7 ottobre 2021 il Pretore si è pronunciato sui quesiti peritali, ammettendo tutti quelli di parte attrice (dispositivo punto 1). Ha pure ammesso i quesiti peritali n. 1 e 2 di parte convenuta, procedendo tuttavia alla riformulazione dei medesimi (dispositivo punto 2).
F. Con reclamo 14 ottobre 2021 il denunciato in lite RE 1 insorge contro la citata decisione, chiedendo l’annullamento del punto 2 del dispositivo e la sua riforma nel senso di non ammettere il controquesito n. 2.
Il gravame non è stato notificato alle parti.
Considerato
in diritto: 1. La decisione con cui il Pretore ha statuito sui quesiti peritali è una disposizione ordinatoria processuale (art. 124 e 154 CPC). In applicazione dell’art. 319 lett. b cifra 2 e 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG, essa è impugnabile con reclamo alla terza Camera civile del Tribunale d’appello nel termine di dieci giorni.
La decisione impugnata è pervenuta al reclamante l’11 ottobre 2021. Rimesso alla posta il 14 ottobre 2021 il gravame risulta tempestivo e, da questo punto di vista, ammissibile.
2.1 L’impugnabilità delle decisioni in materia di prove, come quella qui in oggetto, non è espressamente prevista dal CPC. È pertanto da rendere verosimile il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile e da produrre in tal senso un certo sforzo allegatorio, ritenuto che l’enunciazione di proclami o principi generali non è sufficiente (Verda Chiocchetti, in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, IIa ed., 2017, n. 73 ad art. 319). Il pregiudizio dev’essere concreto, di essenziale rilievo per l’andamento del processo e non deve poter - interamente o parzialmente - essere riparato neppure mediante una successiva sentenza finale favorevole.
2.2 Va qui ricordato che, di regola, le decisioni in materia di prove non provocano un danno difficilmente riparabile e l’errata o mancata amministrazione di una prova va contestata tramite l’impugnazione principale contro la decisione finale (sentenza del Tribunale federale 4A_425/2014 dell’11 settembre 2014 consid. 1.3.2; Messaggio n. 06.062 del Consiglio federale concernente il codice di diritto processuale civile svizzero del 28 giugno 2006, pag. 6748 i. f.), non quindi con reclamo ai sensi dell’art. 319 lett. b CPC. In effetti, fino al momento dell’emanazione della decisione di merito non è dato di sapere se l’ammissione e la conseguente assunzione di una specifica prova, rispettivamente la sua non ammissione, abbia recato pregiudizio alla posizione complessiva di una parte in relazione al processo (III CCA 13.2012.106 del 22 marzo 2013, in: RtiD II-2013 pag. 901 segg. n. 47c).
3.1 Nella procedura ordinaria, le parti sono tenute a esporre i fatti sui quali fondano le loro richieste negli allegati, la parte attrice con la petizione (art. 221 cpv. 1 lett. d CPC), la parte convenuta con la risposta (art. 222 CPC), rispettivamente con gli ulteriori allegati scritti. Al dibattimento nuovi fatti e mezzi di prova possono essere addotti solo entro determinati limiti (art. 229 cpv. 1 CPC). Se però non v’è stato un secondo scambio di allegati scritti, nuovi fatti e nuovi mezzi di prova possono essere addotti senza restrizioni (art. 229 cpv. 2 CPC). L’art. 150 CPC dispone che oggetto di prova sono fatti controversi, se giuridicamente rilevanti, che devono quindi essere stati debitamente allegati dalle parti. La prova su fatti non addotti, o non addotti correttamente, non sarebbe quindi ammissibile.
Tuttavia, a prescindere dalla questione se la domanda contestata sia proceduralmente inammissibile, non risulta che l’assunzione della prova peritale rechi pregiudizio alla posizione complessiva del reclamante in relazione al processo concreto. Certo, il reclamante sostiene che nel caso in cui egli venisse convenuto in un’altra procedura, non potrà più contestare le risultanze istruttorie della presente procedura. A prescindere dal fatto che egli avrebbe avuto la possibilità di sottoporre a sua volta dei quesiti al perito, ciò che non ha però ritenuto di dover fare, in un’eventuale successiva procedura nei suoi confronti egli potrà comunque far valere le sue ragioni.
In mancanza di una premessa fondamentale del reclamo, il gravame deve quindi essere dichiarato inammissibile.
3.2 Comunque sia, per quanto riguarda il rimprovero rivolto al primo giudice di aver ordinato l’accertamento di fatti non allegati, e meglio l’esistenza di difetti dell’opera e delle relative responsabilità, diversamente da quanto sostenuto nel gravame, l’esistenza dei difetti è però stata tematizzata da entrambe le parti e così anche la questione della relativa responsabilità, tema questo sul quale si è pronunciato anche il reclamante nell’ambito della propria presa di posizione sulla denuncia di lite. Se, come proposte, le allegazioni siano sufficienti sarà semmai questione da esaminare nel merito. La censura sarebbe quindi comunque infondata.
Le spese processuali del presente giudizio, fissate in fr. 300.– in applicazione degli art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia che si situa tra fr. 100.– e fr. 10'000.– per le decisioni su reclamo), sono poste a carico della reclamante, soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone la questione delle ripetibili, il reclamo non essendo stato notificato alle parti.
Il gravame, manifestamente inammissibile, non è stato notificato alla controparte per osservazioni (art. 322 CPC) e può essere evaso dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cifra 2 LOG).
Per i quali motivi,
pronuncia: 1. Il reclamo 14 ottobre 2021 di RE 1 è inammissibile.
Le spese processuali del presente giudizio, fissate in fr. 300.–, sono poste a carico del reclamante.
Notificazione (unitamente al reclamo 14 ottobre 2021 alle altre parti):
Comunicazione alla Pretura del Distretto di Bellinzona.
Per la terza Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente La vicecancelliera
Rimedi giuridici
Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione con i limiti dell’art. 93 LTF, solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale. Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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