AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.2019.519
Data decisione, Autorità: 20.09.2021, TRAM
Titolo: Docente cantonale. Licenziamento ingiustificato
Incarto n. 52.2019.519
Lugano 20 settembre 2021
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Flavia Verzasconi, presidente, Matteo Cassina, Matea Pessina
vicecancelliera:
Giorgia Ponti
statuendo sul ricorso del 21 ottobre 2019 di
RI 1 patrocinato da: PA 1
contro
la decisione del 17 settembre 2019 (n. 4480) del Consiglio di Stato che ha disdetto il suo rapporto di impiego con effetto al 30 marzo 2020;
ritenuto, in fatto
A. RI 1 è stato nominato nel 1986 quale docente di scienze naturali nelle scuole medie del Cantone, presso la sede di __________. A contare dall'anno scolastico 2009/2010, il docente è stato trasferito, dietro sua richiesta, alla scuola media __________ di __________.
B. a. Il 23 novembre 2012 RI 1 è stato richiamato formalmente dal direttore dell'Ufficio dell'insegnamento medio (UIM) del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) a seguito di comportamenti inadeguati assunti nei confronti di un allievo, in particolare per aver reagito con troppa veemenza alle provocazioni del ragazzo, prendendolo per un braccio e pronunciando frasi inappropriate. In quell'occasione, l'allora direttore dell'UIM ha pure manifestato la sua preoccupazione per la rottura delle relazioni tra il docente, il Consiglio di direzione e diversi docenti dell'istituto, preannunciando un incontro per ristabilire le relazioni professionali.
b. Il 18 dicembre 2012 si è quindi tenuta una riunione a cui hanno preso parte RI 1, i membri del consiglio di direzione dell'istituto scolastico, il direttore dell'UIM e la giurista del DECS. Durante l'incontro, il direttore dell'UIM ha esposto una situazione insostenibile all'interno dell'istituto, auspicando maggior disponibilità dal docente per ristabilire i minimi rapporti essenziali e ottenere collaborazione tra colleghi. In quell'occasione, RI 1 si è rifiutato di rispondere, lamentando di non essere assistito da un legale. Il 24 dicembre 2012 ha quindi preso posizione per scritto all'attenzione del direttore dell'UIM. Ha innanzitutto rilevato di aver pagato un prezzo molto alto per aver reagito a una provocazione di un allievo, peraltro uno dei più problematici a livello cantonale, annotando di non aver più avuto problemi con lo stesso. Ha sostenuto di essersi trovato in difficoltà all'incontro, trovandosi solo contro sei persone, e ha chiesto di indire una nuova riunione.
C. a. Il 27 novembre 2017 N__________, consulente didattico (esperto) della Divisione della scuola per le scienze naturali, ha steso un rapporto sulla condotta di RI 1 osservata nei precedenti 7 anni di insegnamento. Premesso che il docente aveva richiesto esplicitamente un rendiconto scritto delle visite dell'esperto, il medesimo ha precisato che ciò si rendeva necessario per riportare problematiche emerse negli ultimi anni, che si erano acuite. N__________ ha quindi suggerito al docente di adeguare la propria didattica, ormai datata, e di essere più costante nell'applicazione delle misure di sicurezza durante le sperimentazioni in laboratorio. Ha inoltre segnalato problematiche relazionali all'interno del gruppo di materia d'istituto e con allievi e famiglie. Nel dettaglio, si sarebbe riscontrato un utilizzo improprio del congelatore dell'istituto scolastico per immagazzinare prede macellate e non, derivanti dall'attività venatoria del docente, uno sfruttamento improprio dei locali di preparazione tra le aule disciplinari per attività di recupero di verifiche (pratica che era comune anche ad altri docenti e che è stata segnalata più volte), l'attacco personale verbale a sfondo discriminatorio nei confronti di vari colleghi; i rapporti con le famiglie non propriamente orientati all'ascolto e alla riflessione. Episodi di incomprensione che avrebbero provocato reclami da parte di alcuni genitori direttamente alla direzione scolastica. N__________ ha pertanto invitato il docente a dare seguito alle indicazioni fornite durante l'anno scolastico, al termine del quale avrebbe steso un altro rapporto.
b. Con scritto del 10 gennaio 2018, L__________, direttrice della scuola media __________ subentrata nel 2016 a G__________, si è rivolta a RI 1 esprimendo alcune considerazioni sul predetto rapporto del 27 novembre 2017. La medesima ha condiviso le osservazioni dell'esperto in merito alle problematiche relazionali in seno all'istituto. In particolare ha confermato il verificarsi di attacchi personali nei confronti di diversi docenti e il fallimento dei tentativi di mediazione messi in atto dalla direzione. Episodi tali da impedire una vita di istituto serena. Oltre a ciò, ha segnalato il mancato rispetto dei termini di consegna in diverse occasioni e la mancanza di disponibilità a fornire le informazioni richieste e a partecipare alle attività di istituto. Il medesimo sarebbe inoltre restio a differenziare il materiale e le verifiche per i ragazzi che seguono un progetto scolastico particolare. La direttrice ha inoltre riscontrato un atteggiamento di totale chiusura e ostilità verso le docenti di sostegno pedagogico, che indirettamente metterebbe a disagio anche gli allievi, che non oserebbero più recarsi al sostegno durante le ore di scienze. Infine, la direttrice ha invitato il docente a seguire le indicazioni di cui al rapporto dell'esperto e a correggere i predetti atteggiamenti sconvenienti.
c. Durante il 2018 si sono verificati episodi di incomprensione con due allievi in particolare che hanno condotto a discussioni, a tratti accese, con i genitori.
d. Il 10 dicembre 2018 si è tenuta una riunione tra i collaboratori di direzione e tredici docenti. Nel verbale, non firmato, che ne è scaturito, è stato riportato che la discussione si è concentrata su RI 1 e sulla sua abitudine di adottare comportamenti scorretti, prendendo di mira di volta in volta persone diverse, con vere e proprie aggressioni verbali e critiche sull'operato dei colleghi espresse in contesti inappropriati e con modalità denigratorie. Dopo aver citato alcuni degli episodi più recenti, gli insegnanti hanno concluso auspicando l'adozione di provvedimenti concreti per favorire il benessere di colleghi e allievi. Lo scritto, consegnato alla direttrice D__________ , nel frattempo subentrata a L__________, è stato da questa trasmesso il 17 dicembre 2018 all'Ufficio dell'insegnamento medio a cui ha chiesto di intervenire. Ha inoltre ricordato di essersi impegnata dalla sua entrata in servizio per cercare di stemperare l'annosa tensione tra RI 1 e il resto del corpo docenti, segnalando la mancanza di disponibilità del medesimo al dialogo con i colleghi.
D. a. Con scritto del 15 marzo 2019 la Sezione amministrativa del DECS ha informato RI 1 dell'intenzione del Dipartimento di proporre al Consiglio di Stato l'avvio della procedura di disdetta del suo rapporto d'impiego. A sostegno di questa scelta sono stati citati il comportamento verso i colleghi, la direttrice, allievi e genitori, che avrebbe compromesso in modo irrimediabile il rapporto di fiducia necessario per la continuazione della relazione di lavoro.
b. Consultata la documentazione su cui la Sezione amministrativa ha fondato i rimproveri nei suoi confronti, il docente ha preso posizione in modo dettagliato, contestando categoricamente ogni addebito.
E. Con decisione del 12 giugno 2019 il Consiglio di Stato ha prospettato a RI 1 la disdetta del rapporto di impiego per giustificati motivi ai sensi degli art. 58 lett. c e 60 cpv. 3 lett. g della legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995 (LORD; RL 173.100).
F. Fallito il tentativo di conciliazione dinanzi alla Commissione conciliativa per il personale dello Stato, con decisione del 17 settembre 2019 l'autorità di nomina ha sciolto il rapporto di impiego di RI 1 con effetto al 30 marzo 2020. Richiamati il rapporto del consulente didattico, la segnalazione della direttrice dell'istituto scolastico e quella dei colleghi docenti, nonché i verbali di colloqui con i genitori di due allievi, il Governo ha ritenuto il comportamento del docente contrario agli obiettivi educativi stabiliti dalla legge e tale da compromettere in modo irreversibile il rapporto di fiducia tra il medesimo e l'autorità di nomina. L'atteggiamento del docente verso allievi e genitori sarebbe scorretto, così come quello verso i colleghi e i superiori. Le incomprensioni venutesi a creare sarebbero profonde e pregiudicherebbero la continuazione del rapporto di lavoro nella funzione di docente. Il Governo ha infine evocato il principio secondo cui lo scioglimento del rapporto d'impiego per giustificati motivi può essere pronunciato anche se il dipendente ha commesso una colpa che dovrebbe essere sanzionata in linea di principio con un provvedimento disciplinare, e che l'autorità di nomina è sostanzialmente libera di rinunciare a misure di questo tipo in base a criteri di opportunità e di far comunque fronte alle esigenze di servizio attraverso provvedimenti di natura amministrativa, optando in particolare per il licenziamento, allorché quest'ultimo appare giustificato da sufficienti motivi che coesistono con gli addebiti disciplinarmente rilevanti che vengono mossi al dipendente.
G. Contro la predetta decisione RI 1 è insorto dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento previa concessione dell'effetto sospensivo al ricorso. Sostiene che il licenziamento sarebbe ingiustificato e fondato su accuse del tutto generiche, espresse sulla base di dicerie senza che sia stato esperito alcun accertamento. Questo sarebbe in ogni caso sproporzionato; gli addebiti mossigli avrebbero tuttalpiù potuto comportare una sanzione disciplinare. Ciò a maggior ragione considerato che il docente si trova a due anni dal pensionamento.
H. All'accoglimento del ricorso si è opposto il Consiglio di Stato, ribadendo che il comportamento dell'insorgente ha creato una situazione nella quale non era più possibile collaborare. Il provvedimento sarebbe proporzionato data l'impossibilità di continuare il rapporto di impiego nella stessa funzione o in altra funzione adeguata e disponibile nell'ambito dei posti vacanti.
I. Con la replica e la duplica le parti hanno ribadito le proprie posizioni, con precisazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in appresso.
J. Con decisione del 26 marzo 2020 il giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo ha dichiarato inammissibile la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso, tendente al versamento del salario pendente causa, siccome l'ammissione della stessa avrebbe comportato la reintegra (provvisoria) del dipendente nel ruolo precedentemente ricoperto. Esito che il ricorrente non avrebbe potuto sperare di ottenere nemmeno con l'accoglimento del gravame nel merito, visto che il Tribunale, per legge, non può ordinare la riassunzione del dipendente licenziato.
K. Con decisione del 27 maggio 2020 il Consiglio di Stato ha modificato il termine di disdetta al 1° aprile 2020.
L. Il 26 novembre 2020 si è tenuta un'udienza alla presenza delle parti, a valere quale pubblico dibattimento ai sensi dell'art. 6 CEDU così come richiesto dall'insorgente.
M. Dell'istruttoria e delle conclusioni delle parti sarà riferito, ove occorra, nei seguenti considerandi.
Considerato, in diritto
1.2. Il ricorrente domanda l'annullamento della disdetta del rapporto di impiego. Tale richiesta è inammissibile. Infatti, secondo l'art. 91 cpv. 1 LPAmm, dichiarato applicabile dall'art. 66 cpv. 5 LORD, se il Tribunale cantonale amministrativo giudica il licenziamento ingiustificato, esso deve limitarsi ad accertarlo nella propria sentenza. Non può invece annullare il provvedimento, ordinando la riassunzione o la reintegrazione del dipendente licenziato nella funzione precedentemente occupata o in altra funzione. Il legislatore ha deliberatamente escluso la possibilità di obbligare lo Stato a riprendere alle sue dipendenze un impiegato nel quale non ha più fiducia (cfr. RDAT I-1994 n. 19, consid. 4; STA 52.2012.317 del 24 luglio 2013, consid. 1.3.; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1a ad art. 69).
1.3. Il giudizio può essere emanato sulla base della documentazione prodotta dalle parti, integrata dalle risultanze dell'istruttoria, ossia le audizioni testimoniali di M__________, sollecitata dall'insorgente, e di D__________, citata a testimoniare d'ufficio dal giudice delegato. Le prove raccolte forniscono al Tribunale sufficienti elementi per esprimersi con cognizione di causa (art. 25 cpv. 1 LPAmm). Non occorre quindi sentire gli altri testi proposti dal ricorrente (i docenti __________, __________, , __________ e ), né richiamare ulteriore documentazione (rapporti intermedi delle valutazioni di T e P). L'autorità di nomina non ha per contro richiesto l'assunzione di prove.
a) la soppressione del posto o della funzione senza possibilità di trasferimento o di pensionamento per limiti di età;
b) l'assenza per malattia o infortunio che si protrae per almeno 18 mesi senza interruzione o le assenze ripetute di equivalente rilevanza per la loro frequenza;
c) le ripetute o continue inadempienze nel comportamento o nelle prestazioni, riferite in particolare al mancato raggiungimento degli obiettivi previsti;
d) l'incapacità, l'inattitudine o la mancanza di disponibilità nello svolgimento del proprio servizio;
e) la mancanza di disponibilità ad eseguire un altro lavoro ragionevolmente esigibile;
f) il rifiuto ingiustificato di un trasferimento con assegnazione ad altra funzione ai sensi dell'art. 18a;
g) qualsiasi circostanza oggettiva o soggettiva, data la quale non si può pretendere in buona fede che l'autorità di nomina possa continuare il rapporto d'impiego nella stessa funzione o in altra funzione adeguata e disponibile nell'ambito dei posti vacanti;
h) il venir meno del rapporto di fiducia da parte del Consiglio di Stato nei confronti dei funzionari che dipendono direttamente dal collegio governativo o da parte di un direttore di Dipartimento nei confronti di un direttore di Divisione.
Accanto a motivi specifici riconducibili al datore di lavoro (lett. a, h) o al dipendente (lett. b-f), la norma in esame prevede un altro motivo, di carattere generale (lett. g), rimesso in larga misura all'apprezzamento dell'autorità di nomina, che permette a quest'ultima di rescindere il rapporto d'impiego quando si verifichino circostanze tali da rendere ragionevolmente inesigibile, secondo le regole della buona fede, la continuazione del rapporto d'impiego da parte sua. Una norma come quella dell'art. 60 cpv. 3 lett. g LORD lascia evidentemente all'autorità di nomina un margine di apprezzamento particolarmente esteso. Nelle procedure di ricorso, il potere d'esame del Tribunale è ampio; esso esamina liberamente tutte le questioni di fatto, di diritto e di adeguatezza della decisione impugnata (art. 90 LPAmm). La disdetta amministrativa non ha alcuna valenza afflittiva. Non è una sanzione disciplinare. È un semplice provvedimento di natura amministrativa, che pone termine al rapporto d'impiego (cfr. STA 52.2006.150 del 12 giugno 2006, consid. 2).
2.2. Come detto, in caso di provvedimento disciplinare, di disdetta del rapporto d'impiego o di mancata conferma alla scadenza del periodo di nomina, il Tribunale cantonale amministrativo esamina liberamente tutte le questioni di fatto, di diritto e di adeguatezza della decisione impugnata (art. 90 LPAmm). L'opportunità di una decisione è connessa all'esercizio del potere di apprezzamento di cui l'autorità dispone. Se un'autorità - senza eccedere il suo potere e rispettando pertanto il diritto (art. 69 cpv. 1 lett. a LPAmm) - adotta una decisione sostanzialmente inappropriata e che non è la migliore che si poteva prendere, l'autorità di ricorso, sostituendo le proprie valutazioni a quelle dell'istanza inferiore, può optare per un'altra soluzione che giudica preferibile e che meglio risponde, a suo modo di vedere, alle concrete circostanze del caso. Il controllo dell'adeguatezza implica che l'autorità di ricorso si sostituisca, nella gestione di un compito pubblico, all'autorità alla quale la legge attribuisce questo compito: per tal motivo, le autorità giudiziarie di ricorso esercitano questo controllo con grande riserbo, specialmente se nella fattispecie sono determinanti conoscenze tecniche o specialistiche (messaggio del Consiglio di Stato n. 6645 del 23 maggio 2012 concernente la revisione totale della legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966, p. 45).
Il Governo ha risolto il rapporto di impiego con l'insorgente richiamando l'art. 60 cpv. 3 lett. g LORD e rimproverandogli un comportamento scorretto verso allievi e genitori, nonché nei confronti di colleghi e superiori. La disdetta si basa sul rapporto del 27 novembre 2017 dell'esperto di materia, sul successivo scritto del 10 gennaio 2018 dell'allora direttrice L__________, sul verbale della riunione dei docenti del 10 dicembre 2018, sulla lettera con cui la direttrice D__________ ha trasmesso tale scritto all'UIM, nonché sui verbali dei colloqui con i genitori degli allievi T__________ e P__________ e infine sul richiamo formale del 23 novembre 2012.
Il ricorrente contesta la decisione governativa sostenendo che il licenziamento sarebbe ingiustificato e fondato su accuse del tutto generiche, espresse sulla base di dicerie senza che sia stato esperito alcun accertamento. Questo sarebbe in ogni caso sproporzionato; gli addebiti mossigli avrebbero tuttalpiù potuto comportare una sanzione disciplinare. Ciò a maggior ragione considerato che il docente si trova a due anni dal pensionamento.
Ai fini di valutare la legittimità del provvedimento, occorre esaminare da un lato se le circostanze poste alla base della disdetta sono fondate e dall'altro se queste sono atte a giustificare il suo licenziamento.
4.1. L'autorità di nomina sostiene innanzitutto che il ricorrente avrebbe un atteggiamento scorretto verso allievi e genitori. Dagli atti risulta che nel 2012 il ricorrente è stato richiamato per aver reagito in maniera inadeguata alle provocazioni di un allievo, prendendolo per un braccio e pronunciando frasi inappropriate. In epoca più recente vi sono state divergenze con due scolari. Quelle con l'allievo T__________ hanno dato luogo, il 2 febbraio 2018, a un colloquio tra il docente e i genitori in cui il primo ha espresso la necessità di trovare una soluzione per migliorare il comportamento del ragazzo durante le sue lezioni, mentre il padre dell'alunno ha invitato il ricorrente a impartire consegne chiare al figlio e a dargli fiducia (cfr. verbale dell'incontro prodotto agli atti sub doc. 6). Con la madre dell'allieva P__________ vi è invece stata un'accesa discussione, il 1° ottobre 2018, nell'ambito della quale la medesima ha accusato il docente di aver assegnato un compito inappropriato, consistente nel descrivere le proprie parti del corpo, tra cui il seno. Il ricorrente si è difeso, sostenendo che il compito si inseriva nel contesto delle lezioni di genetica e che l'allieva avrebbe travisato la consegna (cfr. verbale dell'incontro prodotto agli atti sub doc. 7). In quell'occasione era presente anche la direttrice D__________, che chiamata a testimoniare ha riferito che durante il colloquio, che non ha permesso di risolvere il dissidio, la mamma di P__________ era estremamente aggressiva, mentre inizialmente il docente era pacato e sereno, arrivando poi a perdere la calma e a controbattere a tutte le osservazioni, peggiorando così la reazione della madre dell'allieva. La direttrice ha in ogni caso escluso l'esistenza di molestie sessuali nei confronti della ragazza da parte del docente (cfr. verbale di udienza del 30 marzo 2021, pag. 5).
4.2. Altri episodi che hanno coinvolto gli allievi o i genitori non sono documentati né sufficientemente circostanziati. Non vi è infatti traccia delle lamentele a cui si riferiscono l'esperto e la direttrice L__________ nei loro scritti rispettivamente di novembre 2017 e gennaio 2018 e di cui la direttrice D__________ ha genericamente riferito in sede di audizione testimoniale. Quest'ultima ha in particolare dichiarato di aver ricevuto reclami da famiglie di allievi che dicevano di essere stati maltrattati dal ricorrente e in particolare, oltre che dalla famiglia P__________, da parte della famiglia C__________. Tutto ciò, senza riportare avvenimenti concreti. Nemmeno gli appunti che la medesima ha prodotto in sede di udienza, annotazioni prese in occasione di un incontro del 12 dicembre 2018 con alcuni allievi della classe 4A, tra cui C__________, danno atto di fatti che possano essere seriamente interpretati quali maltrattamenti (verbali) nei confronti degli allievi. In relazione al rapporto del ricorrente con gli alunni, la direttrice ha poi dichiarato (cfr. verbale di udienza del 30 marzo 2021, pag. 5 segg.):
Il signor RI 1 ha manifestato spesso difficoltà relazionali con gli allievi della classe della ragazza (P__________) di cui era docente di classe. Numerosi allievi si sono lamentati del suo modo di parlare con loro, irrispettoso della loro personalità; di una sua eccessiva severità, dicevano di essere umiliati davanti ai compagni, metteva note negative nel registro di classe già prima che iniziasse la lezione. Io non ho mai visto né sentito personalmente queste cose.
E ancora che:
Lui mi chiese di presenziare anche ad una lezione con quelle classi di terza e quarta perché non riusciva a fare lezione. Per quello ho potuto vedere RI 1 è molto competente dal punto di vista scientifico ma il suo problema è relazionale e la sua didattica non è in linea con il piano di studio attuale. Questo lo faceva spiccare nei confronti degli altri docenti e i ragazzi notavano questa differenza. Lui aveva un atteggiamento più frontale rispetto a quello che si chiede di fare oggi. Si chiede al ragazzo di essere protagonista del suo apprendimento mentre il signor RI 1 insegnava in modo più cattedratico e quindi i ragazzi, che non erano abituati, non stavano attenti. Da qui nascevano i conflitti con il docente RI 1. Sfociavano poi in polemiche personali di cui mi è stato riferito dagli allievi.
4.3. L'assunzione di atteggiamenti discutibili nei confronti di allievi e genitori da parte del docente, a cui ha accennato la direttrice nella sua deposizione, avrebbe meritato di essere approfondita dall'autorità di nomina, che non ha invece esperito alcun accertamento. Né essa ha rimediato a tale lacuna nel corso della procedura di ricorso, rinunciando a richiedere l'assunzione di prove a sostegno delle sue tesi.
Emerge pertanto che le uniche problematiche documentate o percepite personalmente dalla teste che hanno coinvolto allievi e genitori riguardano il caso del 2012, per cui il ricorrente è stato formalmente richiamato, e gli episodi con le famiglie T__________ (durante l'anno scolastico 2017/2018) e P__________ (nell'anno scolastico successivo). Dai verbali delle riunioni con i genitori di questi due allievi emerge un atteggiamento del docente poco conciliante, ma non è possibile dedurre che si siano verificati comportamenti inadeguati nei confronti dei ragazzi. Considerata la lunga carriera dell'insorgente, gli episodi (isolati) di cui si è detto lasciano trasparire il profilo di un docente severo con gli allievi e poco diplomatico con i genitori, ma non una situazione intollerabile o particolarmente preoccupante. D'altro canto non sono mancate dimostrazioni di stima da parte degli allievi, come ha attestato la direttrice nella sua deposizione, in cui, dopo aver riferito di aver accompagnato il docente in gita con la quarta media, si è espressa in questi termini (cfr. verbale di udienza del 30 marzo 2021, pag. 7):
La gita è stata organizzata bene; con me è sempre stato corretto e gentile, con i ragazzi è stato professionale e infatti i ragazzi al termine della gita l'hanno ringraziato e applaudito. Lui si commosse perché i ragazzi avevano mostrato affetto nei suoi confronti. Io personalmente non posso rimproverare nulla in tema gita.
Pure M__________, docente di inglese e di educazione fisica presso la scuola media di __________, nella sua deposizione ha espresso un buon giudizio dell'attività di insegnante dell'insorgente (cfr. verbale di udienza del 30 marzo 2021, pag. 3:
Abbiamo fatto un corso di sci insieme (febbraio 2018) ed è andata molto bene. Io ho sempre visto il signor RI 1 trattare bene gli allievi, non ha mai alzato la voce. Posso dire che durante un'attività serale ho visto il signor RI 1 comportarsi bene con gli allievi, da insegnante.
4.4. Il Consiglio di Stato sostiene inoltre che il ricorrente aveva un comportamento scorretto verso colleghi e superiori. Dagli atti emerge in effetti che il ricorrente aveva problemi nelle relazioni con i colleghi. Tali conflitti risultano già dall'accenno, contenuto nel richiamo formale del 23 novembre 2012, alla rottura delle relazioni tra il medesimo, il Consiglio di direzione e diversi docenti dell'istituto. Anche l'esperto, nel suo rapporto del 27 novembre 2017, ha segnalato problematiche relazionali all'interno della scuola esistenti già dal 2010. Frizioni con colleghi che si sarebbero amplificate nell'ultimo periodo e che sarebbero state oggetto di discussione tramite colloqui con gli interessati e con tentativi di mediazione portati avanti da esperto e direzione. Tali difficoltà relazionali sono state confermate dalla direttrice L_______ che con lettera del 10 gennaio 2018 ha invitato il docente, tra le altre cose, ad assumere un atteggiamento collegiale e rispettoso. Pure la lettera elaborata da alcuni docenti in esito alla riunione del 10 dicembre 2018 è un ulteriore chiaro segnale del cattivo ambiente venutosi a creare. I dissidi sono stati confermati dalla direttrice D__________, non solo nello scritto che ha indirizzato all'UIM il 17 dicembre 2018, a cui ha allegato la predetta lettera, ma pure in sede di audizione testimoniale in cui, tra le altre cose, ha affermato (cfr. verbale di udienza del 30 marzo 2021, pag. 5 segg.):
Era venuto lui [il ricorrente] personalmente da me per pregarmi di dire alla signora __________ di non più salutarlo. […]
Il signor __________ mi ha detto personalmente di aver paura del signor RI 1 e quindi non voleva che si inviasse la lettera. […]
Quando ho visto la lettera non sono rimasta sorpresa perché avevo parlato più volte con il signor RI 1 della situazione che si era creata. Posso dire che il signor RI 1 con me è stato sempre gentile e non ho mai avuto problemi con lui. A seguito della lettera ne ho parlato con lui della tensione che c'era con i colleghi, anche perché alcuni erano venuti da me a piangere dicendomi che non potevano più resistere. Avevo esortato il signor RI 1 di migliorare l'atteggiamento nei confronti delle sue colleghe (__________, __________, __________ e __________). Ho parlato con tutte e quattro le colleghe. Il signor RI 1 diceva di non poter cambiare atteggiamento perché vittima di una persecuzione. […]
A tutte le esternazioni del signor RI 1 io non ero presente ma quando gli ho chiesto di cambiare atteggiamento lui ha sempre rifiutato. Riconosceva che c'erano dei conflitti ma che ormai divenuti insanabili. […]
La signora __________ stava andando in pensione e verso la fine dell'anno scolastico c'è stato un battibecco pesante tra lei e il signor RI 1. Lei mi disse in lacrime che non ce la faceva più e che non era normale avere un problema con un collega. Francamente non ho mai capito di cosa si trattasse. […]
Ormai si era radicalizzata una situazione del tutto ingestibile con il signor RI 1, così come risulta dal testo e dalle frasi finali del mio email. Non conosco le ragioni esatte per cui si è venuta a creare questa situazione di tensione tra RI 1 e altri docenti, nata prima che io arrivassi alla SME di __________. Quando sono arrivata le posizioni erano già talmente radicalizzate che non era più possibile trovare una mediazione. […]
Il ricorrente stesso ammette che non andava d'accordo con la collega __________ e di averla invitata a non salutarlo al di fuori delle lezioni. Riconosce inoltre che vi siano state incomprensioni con __________ e con __________, precisando che quest'ultima gli dava un certo fastidio, siccome cercava in ogni situazione di ostentare la sua identità sessuale nel contesto scolastico, arrivando perfino a proporre un film sull'omosessualità femminile nel corso di 3 media sulla riproduzione umana. Ha inoltre soggiunto di aver avuto vivaci discussioni con la medesima in tema di fumo in sede scolastica, occasioni in cui il ricorrente avrebbe manifestato il malessere causatogli dagli odori corporali e dal puzzo nauseante del fumo nelle aule e negli spazi comuni. La collega __________ serberebbe invece rancore nei suoi confronti perché il ricorrente sarebbe intervenuto dinanzi alla direttrice per segnalare le maniere incivili con cui la collega trattava gli allievi (conclusioni scritte, pag. 5 e seg.).
4.5. Se i rapporti tra il ricorrente e la direttrice in carica al momento del licenziamento erano cordiali, lo stesso non si può dire di quelli con la precedente superiore, L__________, che il 10 settembre 2018 il docente ha addirittura denunciato per appropriazione indebita, furto e abuso di autorità per aver aperto il suo armadietto di scuola durante l'estate mentre lui era assente, al fine di prendere e consegnare la pagella scolastica all'allievo C__________, che era stata modificata a seguito di un errore tecnico che aveva comportato la trascrizione di una nota sbagliata. Ciò, pur prescindendo dal fatto che la vertenza si sia conclusa con un decreto di non luogo a procedere, dimostra senz'altro la qualità dei rapporti personali tra il docente e la precedente direttrice e l'atteggiamento intransigente e poco comprensivo del primo anche nei confronti dei superiori. Lo stesso ricorrente riporta di aver avuto diverse discussioni con la direttrice L__________, ritenendosi tuttavia oggetto di vere e proprie vessazioni (cfr. allegato di ricorso, pag. 7 seg.).
5.1. Da tutti gli elementi sopra ricordati emerge che all'interno dell'istituto scolastico vi era effettivamente una situazione di conflitto. Come asserito dalla direttrice D__________, il ricorrente non ha fatto alcuno sforzo per migliorare i rapporti personali con i colleghi e nemmeno in questa sede mostra il minimo segno di autocritica. La situazione era senz'altro seria e giustificava un intervento da parte dell'autorità di nomina. Posta la necessità di adottare provvedimenti, resta quindi da esaminare se la scelta di procedere al licenziamento dell'insorgente possa essere tutelata.
5.2. Ora, quando gli è stata prospettata la disdetta, il rapporto di lavoro dell'insorgente perdurava da 35 anni. Dopo un richiamo formale nel 2012 per un fatto isolato, in cui già si era accennato alle difficoltà relazionali tra il docente e i colleghi, nessun intervento concreto è stato intrapreso fino alla fine del 2017, quando l'esperto ha stilato un dettagliato rapporto sul quale la direttrice ha poi preso posizione direttamente nei confronti dell'insorgente. In buona sostanza, dopo il 2012 l'autorità di nomina non ha preso alcun serio e adeguato provvedimento, come avrebbe potuto e dovuto, nei confronti delle parti coinvolte, e in particolare nei confronti del ricorrente, che essa ritiene essere il responsabile della situazione venutasi a creare, per tentare di appianare le divergenze, risolvere in modo possibilmente pacifico i conflitti e ristabilire un clima sereno all'istituto scolastico. Va inoltre rilevato che la competenza professionale del ricorrente non è stata messa in discussione: il suggerimento dell'esperto di adeguare la didattica non è infatti stato posto a fondamento della disdetta. Anche D__________ ha dichiarato di ritenere il ricorrente un docente competente, pur rimproverandogli un metodo di insegnamento vecchio stampo. Inoltre, come detto, l'autorità di nomina, a cui spettava l'obbligo di dimostrare in modo dettagliato e inequivocabile quali fossero i motivi a giustificazione di un provvedimento tanto gravoso, non ha affatto provveduto a fornire le prove dell'esistenza dei rimproveri rivolti al ricorrente, in particolare le asserite importanti difficoltà relazionali con gli allievi.
5.3. Tenendo conto del lungo rapporto di lavoro dell'insorgente, delle sue riconosciute competenze professionali e dell'assenza di comprovate problematiche di rilievo concernenti direttamente gli allievi, il licenziamento, deciso dopo un semplice richiamo a tenere un comportamento adeguato, appare decisamente sproporzionato. L'autorità di nomina avrebbe potuto optare per l'adozione di una misura disciplinare, preceduta da un'inchiesta, oppure per una misura amministrativa quale il trasferimento. Quest'ultimo provvedimento in particolare avrebbe permesso di allontanare il docente dalla sede in cui si era venuta a creare una situazione conflittuale dandogli la possibilità di lavorare in un ambiente nuovo, per gli ultimi due anni della sua carriera. Non si può infatti dare per scontato che il medesimo non si sarebbe inserito serenamente in una nuova sede scolastica. D'altro canto, pure nella scuola di __________ è stato in grado di intrattenere buoni rapporti con alcuni colleghi, quantomeno con la direttrice D__________ e con il docente M__________.
Visto quanto precede, il ricorso va accolto nella misura in cui è ricevibile. La tassa di giustizia è posta a carico dello Stato secondo soccombenza (art. 47 cpv. 1 e 6 LPAmm). Esso rifonderà al ricorrente, assistito da un legale, congrue ripetibili (art. 49 cpv. 1 LPAmm).
Per questi motivi,
decide:
Di conseguenza, è accertato che la disdetta del rapporto di impiego del ricorrente pronunciata dal Consiglio di Stato il 17 settembre 2019 e rettificata il 27 maggio 2020, è ingiustificata.
La tassa di giustizia di fr. 1'800.- è posta a carico dello Stato. Al ricorrente sarà restituito l'anticipo versato. Lo Stato rifonderà inoltre al ricorrente fr. 2'500.- a titolo di ripetibili.
Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Lucerna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110) nei limiti di cui all'art. 93 LTF. Il valore di causa è superiore a fr. 15'000.- (art. 51 cpv. 1 lett. a e art. 85 cpv. 1 lett. b LTF)
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente La vicecancelliera
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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