AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 12.2001.131
Data decisione, Autorità: 22.02.2002, IICCA
Incarto n. 12.2001.00131
Lugano 22 febbraio 2002/rgc
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La seconda Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cocchi, presidente Chiesa e Rusca
segretario:
Bettelini, vicecancelliere
sedente per statuire nella causa inc. no. OA.1999.00866 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 promossa con petizione 10 dicembre 1999, da
patr. dallo studio legale __________
contro
patr. dall'avv. __________
con cui l'attrice ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di Fr. 309'038.- oltre interessi nonché il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta al PE n. __________dell'UE di Lugano;
domande avversate dal convenuto che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore, con sentenza 27 luglio 2001, ha accolto.
Appellante il convenuto il quale, con atto d'appello 5 settembre 2001, chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambE le sedi;
mentre l'attrice, con osservazioni 23 ottobre 2001, postula la reiezione del gravame avversario con protesta di spese e ripetibili;
Letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti
Considerato
in fatto e in diritto:
In data 20 agosto 1986 la __________ ha concesso a __________ un credito in conto corrente (rubr. __________) di Fr. 300'000.- garantito dalla costituzione in pegno di una cartella ipotecaria al portatore di Fr. 330'000.- gravante in IV rango la part. 201 di Porza di proprietà dell'attrice.
L'attrice afferma d'aver riscattato, per il tramite del suo legale avv. __________, il pegno, costituito dalla cartella ipotecaria, versando, il 31 maggio 1999, alla __________ l'importo di Fr. 309'038.- ad estinzione del credito in conto corrente a suo tempo concesso al convenuto e di aver così acquisito la qualità di creditrice in virtù di surrogazione legale ai sensi dell'art. 110 cifra 1 CO. Essa ha allora notificato al convenuto la disdetta del contratto di mutuo per il 27 luglio seguente. In seguito, non essendo intervenuto alcun pagamento, l'attrice, con PE n. __________del 02.08.1999, cui __________ ha fatto opposizione, ha avviato l'esecuzione nei suoi confronti e, con petizione del 10 dicembre 1999, ha poi postulato la condanna di controparte al pagamento del citato importo oltre interessi al 6 % dal 1° giugno 1999.
Il convenuto si è opposto alla petizione di cui sopra, sollevando per prima cosa l'eccezione di carenza di legittimazione attiva dell'attrice perché, dalla documentazione versata agli atti, non risulterebbe che essa abbia corrisposto alla __________ l'importo in disamina.
Al convenuto difetterebbe inoltre la legittimazione passiva poiché, in realtà, egli avrebbe messo a disposizione del marito dell'attrice, __________ a, gli importi di cui al credito in conto corrente, sulla base di un rapporto fiduciario esistente tra i due. L'unico debitore della relazione con la BdG sarebbe pertanto __________.
Il Pretore, con la sentenza qui impugnata, ha accolto la petizione ritenendo che in virtù della surrogazione ex art. 110 cifra 1 al creditore __________ si è sostituita l'attrice, divenuta pertanto titolare del credito, mentre il convenuto, a prescindere dai presunti rapporti fiduciari con il __________, continua a mantenere la sua posizione iniziale di debitore.
In appello il convenuto ripropone la propria tesi, avversata dall'attrice con le osservazioni all'appello, e chiede anche che sia assunto un teste, la cui audizione è stata respinta dal primo giudice, che dovrebbe confermare il preteso e, inoltre, sia ammessa l'edizione dall'avv. __________ della documentazione riguardante il pagamento alla __________ ad estinzione del noto credito in conto corrente, prova che il Pretore, nell'ambito di una procedura di assunzione suppletoria di prove, ha pure respinto.
L'appellante critica la decisione del Segretario Assessore di non ammettere l'eccezione della mancanza di legittimazione attiva della signora __________, siccome non sarebbe comprovato che l'appellata abbia corrisposto l'importo di Fr. 309'038.- alla BdG e quindi sia validamente surrogata nei diritti della banca.
Tale argomentazione è infondata.
Il teste __________, nella propria deposizione, afferma di aver curato per conto della signora __________ la nota pratica di surrogazione ed ha altresì confermato che la sua patrocinata ha versato per il tramite di un conto del suo studio legale l'importo di Fr. 309'038.- alla banca di cui sopra. Tale circostanza è ampiamente comprovata dalla corrispondenza intercorsa tra la __________ e l'avvocato __________ ritenuto che la restituzione della cartella ipotecaria all'appellata significa che essa, proprietaria incontestata di quel pegno, ha disinteressato l'istituto di credito ed è pertanto validamente surrogata nei diritti della __________. Quando la banca restituisce la cartella ipotecaria all'avv. __________ (doc. E) lo fa a seguito del pagamento dello scoperto in conto corrente di __________ indicato quale "notifica di surrogazione ai sensi dell'art. 110 cifra 1 CO" (doc. D). È pacifico allora che l'avv. __________ agiva quale rappresentante della signora __________a, nel pagamento e nella ricevuta della cartella ipotecaria, e che alla __________ tale situazione era nota, altrimenti mal si comprende come avrebbe potuto restituire la cartella ipotecaria ad un terzo non proprietario di quel pegno.
In sede di interrogatorio formale la signora __________ ha del resto confermato di aver consegnato la predetta somma all'avvocato __________, il quale ha poi riscattato la cartella ipotecaria. Il fatto che suo marito o un terzo qualsiasi le abbiano messo a disposizione l'importo, e le modalità con cui detta somma è stata versata sul conto del predetto studio legale, nulla modifica alla sostanza delle cose.
In queste condizioni la richiesta di edizione - indipendentemente da tutte le questioni procedurali che la relativa istanza di assunzione suppletoria di prove del convenuto comporta e che comporterebbero il suo rifiuto - dall'avv. __________ della documentazione riguardante gli accrediti sul suo conto degli importi necessari al successivo versamento alla __________ non ha alcuna utilità. Altrettanto per quanto riguarda la documentazione riguardante l'accredito alla __________, anche perché tale prova il convenuto poteva ottenerla chiedendo alla banca stessa i relativi documenti come, del resto, si era riservato, in petizione, senza più darvi seguito all'udienza preliminare.
A tal proposito deve valere che, se anche __________ fosse stato il fiduciante del convenuto (come del resto appare essere dalla documentazione prodotta agli atti di causa, senza maggior approfondimento poiché la questione è irrilevante), questa circostanza risulta essere del tutto ininfluente ai fini del presente giudizio. Infatti, alla luce della documentazione di causa, non si possono ragionevolmente avere dubbi sul fatto che il debitore nei confronti della __________ rispettivamente dell'appellata, in virtù della surrogazione, é il __________.
In questi termini, dalla documentazione intercorsa tra la __________ ed il __________i, risulta che l'unico e diretto beneficiario dell'agevolazione in conto corrente bancario è l'appellante stesso, avendo quest'ultimo chiesto il finanziamento in suo nome e per proprio esclusivo conto, e non a favore dell'eventuale interesse di un terzo, nella specie il __________ ( Doc. A).
Anche ammesso che __________ abbia agito quale prestanome per __________, la sua posizione è quella di un mandatario, fiduciario che può agire quale rappresentante diretto o indiretto del fiduciante. Con la prima gli effetti giuridici degli atti compiuti dal fiduciario vincolano direttamente il fiduciante, a condizione però che quest'ultimo abbia conferito al rappresentante una procura in tal senso e che lo stesso abbia espressamente agito, facendosi riconoscere come tale, per conto del mandante. Nel caso della rappresentanza indiretta, invece, il fiduciario agisce in proprio nome e tutti i diritti e gli obblighi che stipula con i terzi producono effetti nella sua persona; il fiduciante diventa pertanto creditore o debitore di un contratto stipulato dal fiduciario soltanto in virtù di una successiva cessione del credito o assunzione del debito (art. 32 cpv. 3 CO; Guhl, Das Schweizerische Obligationenrecht, pag. 154 e 155).
Nel caso di specie l'appellante, come già appurato attraverso i documenti di causa, ha richiesto il mutuo alla __________ in proprio nome, e non per conto di un mandante terzo.
Come correttamente rilevato dal giudice di prime cure, le pretese dell'appellante derivanti da un'eventuale rapporto fiduciario con il __________ non possono così costituire oggetto della presente causa e dovranno pertanto essere, se del caso, esaminate in altra procedura tra le parti all'accordo fiduciario.
Alla luce delle considerazioni che precedono deve pure essere respinta la richiesta dell'appellante di sentire il teste __________, chiamato a riferire sui rapporti fiduciari tra __________ ed il __________a, siccome l'esistenza o meno degli stessi non ha alcuna concreta rilevanza.
A mente dell'art. 110 CO il debitore è liberato verso il creditore sino a concorrenza della prestazione effettuata dal terzo, il quale a sua volta diventa il cessionario legale del credito; tra il debitore e il terzo che ha pagato si crea il medesimo legame giuridico che esisteva fino ad allora tra il debitore e il creditore originario; il terzo diventa allora il titolare del credito con tutte le modalità connesse in particolare per quanto riguarda l'esigibilità, il luogo di esecuzione e la prescrizione, acquistando anche tutti i diritti accessori del credito.
Ne discende che per quanto riguarda il tasso di interesse occorre considerare quale era il saggio chiesto dalla banca, e convenuto fra le parti, al momento della surrogazione, ossia il 7% (doc. B). Tuttavia, questa Camera non può venire meno al principio sancito dall'art. 86 CPC, secondo il quale il giudice deve limitare il proprio giudizio a quanto esplicitamente richiesto dall'attore. In questi termini, non può trovare accoglimento la tesi dell'appellante a mente del quale non si dovrebbe ritenere alcun tasso di interesse giacché le parti nulla avrebbero convenuto in merito ma si giustifica di fissare il tasso di interesse, così come postulato dall'appellata, al 6 %. Questo interesse convenzionale corre dal 1 giugno 1999, giorno successivo alla valuta del rimborso per surrogazione, e si applica anche, quale interesse moratorio, per il periodo di inadempimento dopo la scadenza del mutuo (OR-Schärer, ad art. 313 CO n. 7).
La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la soccombenza.
Per i quali motivi
visti, per le spese, gli art. 147 e seg. CPC e la vigente TG
dichiara e pronuncia:
L'appello 5 settembre 2001 di __________ è respinto.
Le spese della procedura d'appello, consistenti in:
a) tassa di giustizia Fr. 2'400.-
b) spese Fr. 100.-
totale Fr. 2'500.-
già anticipati dall'appellante restano a suo carico con l'obbligo di rifondere alla controparte Fr. 5'000.- per ripetibili d'appello.
Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 3.
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
| Informazioni legali | Requisiti minimi | Contatta il webmaster