AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 12.1996.166
Data decisione, Autorità: 25.10.1996, IICCA
Incarto n. 12.96.00166
Lugano 25 ottobre 1996/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La seconda Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cocchi, presidente, Chiesa e Zali
segretario:
Petrini
sedente per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.95.282 (inc. n. 1407) della Pretura del distretto di Lugano, sezione 2, promossa con petizione 29 maggio 1993 da
e per essa ora
patr. dall'avv. __________
Contro
patr. dall'avv. __________
con cui l’attrice ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 66’228.05 oltre interessi a titolo di mercede dell’appaltatore, domanda ridotta a fr. 47’014.50 oltre interessi in corso di causa;
Domanda avversata dal convenuto, che ha postulato la reiezione della petizione e che il Pretore con sentenza 17 luglio 1996 ha accolto per fr. 46’615.65 oltre interessi;
Appellante il convenuto, che con atto di appello del 19 settembre 1996 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione;
Mentre l’attrice con osservazioni del 21 ottobre 1996 postula la reiezione del gravame con protesta di spese e ripetibili.
Letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti,
posti a giudizio i seguenti punti di questione
tassa di giustizia e ripetibili
Ritenuto
in fatto
A. Il convenuto con contratto 5 dicembre 1990 ha appaltato all’attrice le opere da capomastro necessarie alla ristrutturazione del __________ ad _________ contro una mercede approssimativa di complessivi fr. 270’102.50 (doc. A).
Il consuntivo è invece stato di fr. 498’690.15, di cui fr. 308’248.70 per opere a regia, fr. 25’696.05 per aumenti salariali, fr. 7’020.15 per aumenti del costo dei materiali e fr. 157’725.25 per opere a misura (cfr. plico doc. C, ultima pagina).
B. Solo quest’ultima voce di spesa è oggetto della causa che ci occupa.
Essa si compone di fr. 88’337.95 per opere a misura vere e proprie , di supplementi per fr. 62’924.95 e di opere di sottofondo per fr. 6’462.35.
Avendo l’attrice ricevuto acconti a tal titolo per fr. 91’895.95, con i quali essa ritiene saldate le opere a misura vere e proprie e parte dei sottofondi, essa procede per il saldo di fr. 66’228.05 oltre interessi, già comprensivo di interessi di mora per fr. 398.85, relativo in massima parte alla posizione per supplementi sulle opera a misura.
C. Nella risposta del 24 luglio 1992 il convenuto si è opposto alla petizione, ritenendo tardive ai sensi del contratto le richieste per supplementi formulate solo con la liquidazione finale, mentre quelle tempestivamente avanzate con le richieste di acconto non dovrebbero per questo essere considerate accolte, ma dovrebbero ancora essere discusse.
D. L’attrice in corso di causa ha ridotto la propria pretesa a fr. 47’014.50 oltre interessi.
Le parti hanno per il resto confermato le rispettive tesi ed eccezioni, contestando nel contempo le richieste ed argomentazioni della parte avversaria.
E. Nel giudizio qui impugnato il Pretore, posta l’esistenza tra le parti di un contratto di appalto e l’applicabilità della norma SIA 118, ha ritenuto giustificata la pretesa dell’attrice per opere a misura fino a concorrenza di complessivi fr. 138’511.60.
Dedotti gli acconti, rimarrebbe un saldo in favore dell’appaltatrice di fr. 46’615.65 oltre interessi, somma per la quale ha accolto la petizione.
F. Con l’appello il convenuto ha chiesto la riforma della sentenza pretorile nel senso di respingere la petizione.
Il Pretore avrebbe ammesso a torto la tempestività della notifica relativa all’esecuzione di opere supplementari. Tornerebbe così applicabile la clausola n. 16 delle condizioni contrattuali, con la conseguenza che nulla sarebbe dovuto all’appaltatrice.
Il Pretore avrebbe inoltre negato a torto la possibilità di chiedere la delucidazione della perizia, la quale sarebbe insoddisfacente e per certi versi contraddittoria e quindi inattendibile nel suo complesso.
G. Nelle osservazioni del 21 ottobre 1996 l’attrice ha chiesto la reiezione del gravame sulla base di argomentazioni che, per quanto necessario, verranno riprese nei successivi considerandi.
Considerato
in diritto
L’attore con petizione e replica, e il convenuto con risposta e duplica, devono pertanto sottoporre al giudice in forma compiuta le proprie tesi di fatto, le domande e le eccezioni e contestazioni (art. 78 CPC).
Dopo tale stadio di procedura non è per principio più possibile alle parti addurre fatti od eccezioni non sostenuti in precedenza, o sollevare contestazioni in precedenza non formulate (Cocchi/Trezzini, CPC, n. 1, 2, 4, 13 ad art. 78 CPC), ritenuto in particolare che la contestazione delle tesi di fatto avversarie per essere ritenuta tale deve essere sufficientemente esplicita e circostanziata (art. 170 cpv. 2 CPC), non valendo a tal fine generiche o implicite contestazioni, quali ad esempio la locuzione “contestato” all’inizio di un paragrafo dell’allegato avversario (Cocchi/Trezzini, opera citata, n. 2, 3, 6 ad art. 170 CPC).
Oggetto principale del contendere risultavano perciò essere, dagli allegati introduttivi dell’attrice, i supplementi sulle opere a misura, ovvero quelle opere descritte alle pag. 9-12 della liquidazione finale doc. C.
A fronte di queste precise richieste, il convenuto in risposta e duplica:
non ha contestato l’avvenuta, corretta esecuzione dei lavori supplementari nella misura indicata;
non ha affermato di non di averli richiesti;
non ha contestato i prezzi unitari esposti;
ma si è invece limitato ad affermare:
di non aver esplicitamente ammesso in precedenza le pretese dell’attrice;
che l’attrice non potrebbe ottenere il pagamento per il motivo, previsto all’art. 16 delle condizioni contrattuali, che essa avrebbe notificato parte delle sue pretese solo con la liquidazione finale, e perciò tardivamente.
Su questo aspetto della causa il convenuto soccombe per non aver sollevato delle precise critiche sul merito del credito vantato dall’attrice già negli allegati introduttivi, quando ciò gli sarebbe senz’altro stato possibile, contenendo la liquidazione finale dell’attrice tutte le indicazioni necessarie alla formulazione di quelle precise obiezioni addotte solo nella seconda fase della causa, e perciò tardivamente.
Rimane da esaminare se, come sostenuto dal convenuto in risposta, si debba in base all’art. 16 delle condizioni contrattuali di cui al doc. A ritenere non dovuta la pretesa dell’attrice per il fatto che parte dei lavori supplementari sarebbe stata notificata solo con la liquidazione finale.
Il Pretore nel giudizio impugnato (consid. 4, pag. 5) ha ritenuto che i disposti di tale norma siano stati ossequiati dall’attrice, per il fatto che essa avrebbe tempestivamente segnalato le richieste di supplementi con le richieste di acconto di cui alle descrizioni delle situazioni parziali 1a 4 (doc. H, I, L, M, con i rispettivi allegati manoscritti doc. S, T, U, V).
L’esame degli atti dimostra che da una parte le 4 richieste di acconto contengono voci riguardanti supplementi (doc. H2) o “nuovi prezzi” (doc. I2, L2 e M2) per soli fr. 17’717.10 a fronte di una richiesta globale per supplementi di fr. 62’924.95.
Il documento manoscritto plico doc. T (peraltro identico al plico doc. R) riporta invece tutte le voci di aumento di cui alla pag. 9 della liquidazione finale doc. C, ad eccezione di quella di fr. 2’250.-- per la formazione di una scaletta interna (voce comunque ammessa dalla direzione lavori: cfr. doc. E).
Il plico doc. U riporta tutte le voci di supplemento di cui alla pag. 10 della liquidazione finale, il plico doc. V quelle di cui alla pag. 11 e il doc. Z quella di cui alla pag. 12.
Stante una simile discrepanza tra gli importi per supplementi di cui ai doc. H-M e quelli di cui ai doc. T-Z, non risulta verosimile la tesi, fatta propria dal Pretore, secondo cui i doc. T-Z sarebbero stati annessi ai doc. H-M.
Del resto, il teste __________, alla cui deposizione il Pretore rinvia, ha esplicitamente affermato di aver inviato alla direzione lavori i doc. H2-M2, ma non anche di avere trasmesso i doc.
T-Z, che non risultano essergli stati ostensi in sede di udienza.
Se ne deve concludere, contrariamente a quanto ritenuto dal Pretore, che non vi è la prova certa del fatto che al convenuto siano tempestivamente state notificate tutte le pretese supplementari dell’attrice, ma solo quelle per complessivi fr. 17’717.10 di cui ai doc. H-M.
“Domande di indennizzo, di aumento dei prezzi o altro, ritenuti giustificati dall’__________ (cioè dall’assuntore), dovranno essere presentate tempestivamente per iscritto alla __________. La tardiva o mancata notifica comporta la perdita del diritto ad ogni rivendicazione in sede di liquidazione finale. La notifica non comporta l’accettazione da parte della __________, ma solo l’introduzione alla discussione sulla sua attendibilità”
La clausola è assolutamente univoca e non si presta a particolari interpretazioni: l’omessa tempestiva notifica dei supplementi comporta ai sensi della stessa la decadenza della pretesa contrattuale dell’appaltatore.
6.1 L’istruttoria ha accertato che da una parte che la direzione lavori ritiene fondate le richieste per supplementi limitatamente a fr. 13’486.70 (doc. G), e che d’altra parte esse, secondo gli accertamenti peritali, giustificherebbero una mercede di fr. 43’711.30.
Dovendosi ritenere che le ammissioni della direzione dei lavori sull’ammontare della mercede sono vincolanti per il committente (II CCA 26 settembre 1996 in re M. SA/C., 26 aprile 1996 in re P./H.), la petizione merita senz’altro accoglienza almeno limitatamente al suddetto importo.
6.2 Quo alla differenza di fr. 30’224.60, dalla pattuizione della succitata clausola n. 16 delle condizioni dell’appalto discende che l’attrice non ha diritto all’attribuzione di tale importo nell’ambito del contratto di appalto.
Ciò non significa tuttavia ancora che l’attrice abbia perso ogni diritto in relazione agli altri supplementi da lei richiesti: se così fosse, il convenuto si troverebbe indebitamente arricchito nei confronti dell’attrice di un determinato importo, equivalente non già alla piena mercede dell’appaltatrice, ma bensì al solo costo della propria prestazione, per il quale l’esecutore d’opera si è impoverito, pari alla mercede ridotta della parte costituente il margine di guadagno dell’appaltatrice (analogo: II CCA 21 agosto 1992 in re T. SA/M.; Gauch, opera citata, n. 948).
A mente di questa Camera, che dispone in tema di un vasto potere di apprezzamento, la pretesa residua dell’attrice può essere ammessa in via equitativa in misura di fr. 24’000.--, con una riduzione di circa il 20%.
Ne segue il parziale accoglimento del gravame ai sensi dei considerandi.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la preponderante soccombenza del convenuto (art. 148 CPC).
Per i quali motivi, richiamati gli art. 148 CPC e la TG
dichiara e pronuncia
I. L’appello 19 settembre 1996 del __________ è parzialmente accolto.
Di conseguenza la sentenza 17 luglio 1996 della Pretura del distretto di Lugano, sezione 2, è riformata nel modo seguente:
Il __________ è condannato a pagare alla __________ fr. 40’391.05 oltre interessi al 5% dall’11 dicembre 1991.
II. Le spese della procedura d’appello consistenti in:
a) tassa di giustizia fr. 1’250.--
b) spese fr. 50.--
T o t a l e fr. 1’300.--
già anticipati dall’appellante, restano a suo carico per 17/20 e per 3/20 sono a carico dell’attrice, alla quale il convenuto rifonderà fr. 2’000.-- per ripetibili di appello.
III. Intimazione: - __________
Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 2.
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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