AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 17.2013.173
Data decisione, Autorità: 03.09.2014, CARP
Titolo: Accoglimento di un appello volto ad ottenere che la sanzione inflitta per un reato perseguito giusta il DPA venga indicata nel dispositivo di condanna in modo distinto
Incarto n. 17.2013.173
Locarno 3 settembre 2014/cv
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte di appello e di revisione penale
composta dai giudici:
Giovanna Roggero-Will, presidente, Damiano Stefani e Giovanni Celio
segretario:
Orio Filippini, vicecancelliere
nell’ambito del procedimento penale condotto dal Ministero pubblico
ed ora sedente per statuire nella procedura d’appello avviata con annuncio del 19 luglio 2013 da
AP 1, 3003 Berna
contro la sentenza emanata il 10 luglio 2013 dalla Corte delle assise correzionali nei confronti di
IM 1 rappr. dall'avv. DI 1, 6907 Lugano 7 Loreto Caselle IM 2 rappr. dall'avv. DI 2, 6903 Lugano IM 3 rappr. dall'avv. DI 3, 6512 Giubiasco
richiamata la dichiarazione di appello 3 settembre 2013;
esaminati gli atti;
ritenuto che con sentenza 10 luglio 2013 (motivazione scritta intimata il 14 agosto 2013) la Corte delle assise correzionali ha pronunciato:
“1. IM 1 è autore colpevole di:
1.1. truffa fiscale
per avere,
a __________, nella sua qualità di azionista al 50% e amministratore di fatto delle società __________ e __________ in correità con IM 2 e IM 3, ingannato con astuzia l’AP 1, e meglio per aver prelevato gli utili delle società prima che questi venissero regolarmente contabilizzati, per aver allestito e fornito all'autorità fiscale rendiconti falsi e difficilmente verificabili e sottratto in questo modo l'imposta preventiva per un totale complessivo di CHF 724'850.-, considerati i periodi fiscali dal 2005 al 2008;
e meglio come descritto nel rinvio a giudizio del 23 agosto 2012 dell'AP 1 e precisato nei considerandi.
1.2. È prosciolto da ogni altra accusa.
2.1. truffa fiscale
per avere,
a __________, nella sua qualità di azionista al 50% e amministratrice di fatto delle società __________ e __________, in correità con IM 1 e IM 3, ingannato con astuzia l'AP 1, e meglio per aver prelevato gli utili delle società prima che questi venissero regolarmente contabilizzati, per aver allestito e fornito all'autorità fiscale rendiconti falsi e difficilmente verificabili e sottratto in questo modo l'imposta preventiva per un totale complessivo di CHF 724'850.-, considerati i periodi fiscali dal 2005 al 2008;
e meglio come descritto nel rinvio a giudizio del 23 agosto 2012 dell'AP 1 e precisato nei considerandi;
2.2. ripetuta incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegali
per avere,
a __________, nel periodo 1. gennaio 2008/4 aprile 2012, in qualità di gerente del , rispettivamente di amministratrice (organo) de facto e azionista dapprima al 50% e poi al 100% delle società __________ e , in correità almeno con IM 3, ripetutamente facilitato il soggiorno illegale in Svizzera di un indeterminato numero di cittadine straniere e procurato loro il luogo dove esercitare l'attività lucrativa di prostitute, precisamente presso gli affittacamere __________ / /, ben sapendo, o dovendo presumere, che tali cittadine non erano in possesso dei necessari permessi per esercitare l'attività del meretricio in Svizzera, contravvenendo inoltre agli obblighi di diligenza e sorveglianza che le incombevano quale amministratrice di fatto e gerente di tali esercizi pubblici;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa aggiuntivo del 3 ottobre 2012 e precisato nei considerandi.
2.3. È prosciolta da ogni altra accusa.
3.1. truffa fiscale
per avere,
a __________, nella sua qualità di amministratore unico delle società __________ e __________, ingannato con astuzia l’AP 1 approvando rendiconti falsi appositamente allestiti, e meglio per aver agito quale "uomo di paglia" allo scopo di occultare l'identità dei reali amministratori delle società IM 1 e IM 2, permettendo a quest'ultimi di sottrarre gli utili prima che gli importi venissero regolarmente contabilizzati, causando il mancato versamento dell'imposta preventiva per i periodi fiscali dal 2005 al 2008, per un totale di CHF 724'850.-;
e meglio come descritto nel rinvio a giudizio del 23 agosto 2012 dell'AP 1 e precisato nei considerandi;
3.2. ripetuta incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegali
per avere,
a , nel periodo 01.01.2008/04.04.2012, in qualità di amministratore tabulare delle società __________ e , in correità almeno con IM 2, ripetutamente facilitato il soggiorno illegale in Svizzera di un indeterminato numero di cittadine straniere e procurato loro il luogo dove esercitare l'attività lucrativa della prostituzione su territorio elvetico, precisamente presso gli affittacamere __________ / /, ben sapendo che tali cittadine non erano in possesso dei necessari permessi per esercitare l'attività del meretricio in Svizzera, contravvenendo inoltre agli obblighi di diligenza e sorveglianza che gli incombevano quale amministratore e gerente di fatto in sostituzione di IM 2, di tali esercizi pubblici;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa aggiuntivo del 3 ottobre 2012 e precisato nei considerandi.
3.3. È prosciolto da ogni altra accusa.”
La Corte di prime cure ha di conseguenza condannato:
· IM 1 alla pena pecuniaria di fr. 360'000.- corrispondente a 120 aliquote giornaliere da fr. 3'000.- cadauna. L’esecuzione della pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni (dispositivo 4.1);
· IM 2 alla pena pecuniaria di fr. 141'600.- corrispondente a 240 aliquote giornaliere da fr. 590.- cadauna, oltre al pagamento di una multa di fr. 5'000.-. L’esecuzione della pena pecuniaria è stata sospesa per un periodo di prova di tre anni (dispositivo 5.1);
· IM 3 alla pena pecuniaria di fr. 7'800.- corrispondente a 130 aliquote giornaliere da fr. 60.- cadauna, a valersi quale pena unica ai sensi degli art. 46 e 49 CP. L’esecuzione della pena è stata sospesa per un periodo di prova di due anni (dispositivo 6.1).
I primi giudici hanno, infine, posto la tassa di giustizia di fr. 1'000.- e i disborsi a carico dei condannati in solido, con una ripartizione interna in misura di ¼ a carico di IM 1 e 3/8 a testa a carico di IM 3 e IM 2;
preso atto che - in data 19 luglio 2013 l’AP 1, AP 1, ha tempestivamente annunciato di voler interporre appello contro la sentenza.
Dopo aver ricevuto la motivazione scritta della pronuncia, con dichiarazione di appello 3 settembre 2013, l’AP 1 ha precisato che l’impugnazione verte unicamente alla riforma dei dispositivi n. 5.1. e 6.1. concernenti la pena a carico degli imputati IM 2 e IM 3;
-l’11 novembre 2013 l’AP 1 ha così trasmesso il proprio allegato che, intimato alle altre parti, ha consentito loro di formulare le rispettive osservazioni datate 14 novembre 2013 (PP), 19 novembre (IM 1 e TPC), 4 dicembre 2013 (IM 2) e 19 dicembre 2013 (IM 3), con le quali IM 2 ed il magistrato inquirente hanno chiesto di respingere l’appello, IM 3 ha dichiarato di rimettersi al giudizio della Corte, il TPC di non avere osservazioni e IM 1 di prendere atto che l’impugnazione non lo concerne per cui la sentenza di primo grado è per lui passata in giudicato;
ritenuto in fatto ed in diritto
In modo particolare ha istato affinché IM 2 sia così condannata:
per la truffa fiscale, alla pena pecuniaria di fr. 106'200.-, corrispondente a 180 aliquote giornaliere di fr. 590.- e al pagamento di una multa di fr. 5'000.- con l’avvertimento che in caso di mancato pagamento essa sarà sostituita con una pena detentiva di 45 giorni;
per ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegali, alla pena pecuniaria di fr. 35'400.-, corrispondente a 60 aliquote giornaliere da fr. 590.-;
l’esecuzione delle pene pecuniarie è sospesa ed alla condannata è impartito un periodo di prova di tre anni;
le spese sono a carico della condannata.
Mentre la pena a carico di IM 3 deve essere così riformata:
per la truffa fiscale, alla pena pecuniaria di fr. 5’400.-, corrispondente a 90 aliquote giornaliere da fr. 60.-;
per ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegali, alla pena pecuniaria di fr. 2'400.-, corrispondente a 40 aliquote giornaliere da fr. 60.-;
l’esecuzione delle pene pecuniarie è sospesa ed alla condannata è impartito un periodo di prova di tre anni;
le spese sono a carico della condannata.
Di conseguenza, non è messa in discussione la condanna dei tre accusati per i reati indicati nel dispositivo della sentenza, che su questo punto è dunque passato in giudicato.
Nemmeno contestata, in quanto tale, è la commisurazione delle pene effettuata dal primo giudice, che, nei considerandi, aveva già spiegato dettagliatamente in quale misura i vari reati hanno contribuito alla loro fissazione.
Oggetto della procedura è, pertanto, unicamente la modalità di indicazione delle pene nel dispositivo.
L’art. 9 DPA è così una lex specialis rispetto all’art. 49 CP.
Per l’AP 1 il dispositivo della sentenza contestata rende impossibile l’esecuzione da parte sua delle pene inflitte ai prevenuti IM 3 e IM 2 per i reati fiscali da loro commessi.
Si ricorda solo che sono qui in discussione delle condanne per i reati di ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza ed al soggiorno illegali, art. 116 LStr, e di truffa fiscale, art. 14 DPA (e 61 LIP, sussidiario a quest’ultimo).
La procedura giudiziaria così avviata vede quali parti l’imputato, il pubblico ministero del Cantone interessato o della Confederazione e l’AP 1 in causa, art. 74 cpv. 2 DPA.
Davanti alla Corte penale si applicano per analogia le disposizioni penali della DPA, art. 81 DPA e, se gli artt. 73-81 DPA non dispongono altrimenti, le norme del CPP, art. 82 DPA.
Invero il testo della norma precisa che l’art. 49 CP sul concorso di reati non può essere preso in considerazione per le multe e le pene da commutazione. Tuttavia, ricordato che la norma era entrata in vigore prima della revisione della parte generale del CP, la stessa, in virtù dell’art. 333 cpv. 5 CP, si estende anche alle pene pecuniarie (Andreas Eicker/Friedrich Frank/Jonas Ackermann, Verwaltungsstrafrecht und Verwaltungsstrafverfahrensrecht, Bern 2012, pag. 74; Michael Burri, Swissmedic als Verwaltungsstrafbehörde im “Sandwich” zwischen Verwaltungsverfahren und kantonaler Strafverfolgung: Herausforderungen, Schnittstellen, Zielkonflikte, 2013, pag. 96).
L’art. 49 CP è inapplicabile nel campo del diritto penale amministrativo alle multe ed alle pene pecuniarie anche quando c’è concorso fra reato di diritto comune ed infrazione alla legge amministrativa (Rep. 1985, pag. 382 seg.).
Essendo chiamata tuttavia a decidere, questa Corte non può fare altro che accogliere l’appello e - essendo pienamente condiviso il lavoro di ponderazione dell’influenza dei singoli reati sulle pene inflitte ai prevenuti effettuato dai primi giudici (consid. 9 pag. 24 seg. della sentenza impugnata) - riformare la sentenza impugnata evitando di cassarla e rinviarla alla Corte delle assise correzionali per una nuova decisione.
Sulla tassa di giustizia e sulle spese
Le spese dell’appello sono attribuite, in applicazione dell'art. 428 cpv. 1 CPP, secondo il grado di soccombenza.
Per questi motivi,
visti gli art. 80, 81 segg., 379 e segg., 398 e segg. CPP,
49 CP,
61 LIP, 116 LStr,
9, 14, 73 segg. DPA,
nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG,
dichiara e pronuncia:
Di conseguenza, ricordato che, in assenza d’impugnazione, i punti n. 1, 2, 3, 4.1, 7 e 8 del dispositivo della sentenza impugnata sono passati in giudicato;
1.1. IM 2
ritenuto, in parte, il lungo tempo trascorso è condannata:
per il reato di truffa fiscale
1.1.1. alla pena pecuniaria di fr. 106'200.-, corrispondente a 180 aliquote giornaliere da fr. 590.- cadauna;
1.1.2. al pagamento di una multa di fr. 5'000.- con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento essa sarà sostituita da una pena detentiva di 45 giorni;
per il reato di ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegali
1.1.3. alla pena pecuniaria di fr. 35'400.-, corrispondente a 60 aliquote giornaliere da fr. 590.- cadauna;
1.1.4. l’esecuzione delle pene pecuniarie è sospesa e alla condannata è impartito un periodo di prova di tre anni.
1.2. IM 3
ritenuto, in parte, il lungo tempo trascorso è condannato:
per il reato di truffa fiscale
1.2.1. alla pena pecuniaria di fr. 5'400.-, corrispondente a 90 aliquote giornaliere da fr. 60.- cadauna;
per il reato di ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegali
1.2.2. alla pena pecuniaria di fr. 2’400.-, corrispondente a 40 aliquote giornaliere da fr. 60.- cadauna;
1.2.3. l’esecuzione delle pene pecuniarie è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di due anni.
1.3. Gli oneri processuali di primo grado, consistenti nella tassa di giustizia di fr. 1'000.- e nei disborsi sono posti a carico dei condannati, in solido, con ripartizione interna in misura di ¼ a carico di IM 1, e di 3/8 a testa a carico di IM 3 e IM 2.
tassa di giustizia fr. 1'000.-
altri disborsi fr. 100.-
fr. 1'100.-
sono posti a carico dello Stato. Non si riconoscono indennità alle parti.
Intimazione a:
Comunicazione a:
P_GLOSS_TERZI
Per la Corte di appello e di revisione penale
La presidente Il segretario
Rimedi giuridici
Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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