Refusal to zone land as building land upheld

90.2001.85Altro tribunale7 nov 2002Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

A landowner appealed against the cantonal government's refusal to approve a residential zoning expansion for her parcel, which lay in a largely unbuilt green belt near the floodplain. She sought inclusion in a building zone, removal of a mandatory quarter-plan, and alternatively expropriation compensation. The tribunal held that the new plan was over-dimensioned, that the parcel was not already largely built-up land, and that preserving the area for agricultural and landscape reasons was justified. It therefore dismissed the appeal insofar as admissible and declared the compensation claims inadmissible. Costs of CHF 2,500 were charged to the appellant.

Massima Omnilex

Art. 15 LPT; zones à bâtir et dimensionnement: l'affectation d'un terrain à la zone à bâtir n'est pas commandée par les seuls critères de l'art. 15 LPT, ceux-ci n'ayant qu'une portée relative et devant céder devant une pesée globale des intérêts conforme aux art. 1 et 3 LPT. L'autorité de recours doit vérifier si le plan respecte les objectifs fondamentaux de l'aménagement, en particulier l'interdiction de zones à bâtir surdimensionnées et la prise en compte des besoins prévisibles à 15 ans. Ne constitue pas un terrain « déjà largement bâti » au sens de l'art. 15 let. a LPT un vaste secteur ouvert, en marge du tissu urbain compact, même s'il est partiellement urbanisé. Les demandes d'indemnisation pour expropriation matérielle ou formelle ne relèvent pas de la procédure d'approbation du plan. Consid. 2-8.

Testo completo

AIUTO RICERCA

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Numero d'incarto: 90.2001.85

Data decisione, Autorità: 07.11.2002, TPT

Incarto n. 90.2001.00085

Lugano 7 novembre 2002

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale della pianificazione del territorio

composto dai giudici:

Raffaello Balerna, presidente, Lorenzo Anastasi, Werner Walser

vicecancelliere

Stefano Furger

statuendo sul ricorso del 16 novembre 2001 di

__________ __________, __________, rappr. da: avv. __________ __________, __________ __________,

contro

la risoluzione __________ottobre 2001 (n. __________) del Consiglio di Stato di approvazione del piano regolatore di __________;

viste le risposte:

  • 27 marzo 2002 del municipio di __________;

  • 15 aprile 2002 della divisione della pianificazione territoriale del dipartimento del

territorio;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,

in fatto:

A. Nella seduta del 6 luglio 1999 il consiglio comunale di __________ ha adottato la revisione generale del piano regolatore. In quella sede il mapp. __________, di proprietà di __________ __________, è stato assegnato alla zona residenziale estensiva speciale (zona E). Il mapp. __________presenta una superficie di 6'722 mq ed è ubicato in località __________, che fa parte di un'ampia fascia territoriale a ridosso della golena del fiume __________.

B. La proprietaria è insorta contro quella deliberazione dinanzi al Consiglio di Stato, chiedendo l'inclusione del mapp. __________ nella zona residenziale semi-estensiva (zona D) e lo stralcio del vincolo di piano quartiere obbligatorio, che lo gravava.

C. Con risoluzione __________ ottobre 2001 (n. __________) il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore. Esso ha tuttavia negato l'approvazione dell'estensione della zona residenziale nel comprensorio golenale, nella quale era incluso il mapp. __________, per motivi inerenti essenzialmente alla contenibilità del piano, alla salvaguardia di un'area verde quale importante elemento paesaggistico a cornice della zona urbana e di svago per la popolazione. Contestualmente, l'Autorità governativa ha respinto l'impugnativa di __________ __________.

D. Con ricorso 16 novembre 2001 __________ __________ insorge innanzi a questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, postulandone l'annullamento e chiedendo, in via principale, l'attribuzione alla zona edificabile del comparto comprendente il suo fondo, così come prevedeva il piano regolatore in approvazione, e, in via subordinata, un'indennità per espropriazione materiale e formale, nonché il risarcimento di tutte le spese sostenute inerenti a tale terreno. A sostegno della sua impugnativa, afferma che il fondo in parola, già attribuito alla zona edificabile dal vecchio piano regolatore, è idoneo alla costruzione, urbanizzato ed inserito in un contesto già edificato a connotazione residenziale distante dalla golena, come per altro indica, contrariamente a quanto affermato dal Governo, il piano direttore nella sua rappresentazione grafica n. __________.

E. Il municipio postula l'accoglimento del gravame, mentre la divisione della pianificazione territoriale ne chiede la reiezione integrale.

F. In data 4 settembre 2002 il Tribunale ha esperito una visita dei luoghi, in occasione della quale sono state scattate alcune fotografie del mappale della ricorrente, in seguito acquisite agli atti. Il 5 settembre 2002 è stato esperito il sopralluogo in contraddittorio, mentre che il 25 settembre successivo si è tenuta l'udienza, durante la quale la ricorrente ha prodotto una documentazione relativa alla stima preventiva del suo fondo finalizzata al prelievo dei contributi di miglioria e un progetto di edificazione secondo le modalità di piano quartiere. Le parti hanno poi confermato le rispettive allegazioni e domande.

considerato, in diritto:

  1. La competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione della ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT). Il ricorso è dunque ricevibile.

  2. In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).

Il potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

  1. I piani regolatori hanno lo scopo di garantire un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75 cpv. 1 Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono, secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati edificati in larga misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari ed urbanizzati entro 15 anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie queste esigenze va attributo alla zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione e globale degli interessi che la legislazione sulla pianificazione del territorio tende a salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT), debba venir incluso, parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per l'assegnazione di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un valore assoluto, ma una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi generali della pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che - ancorché soddisfatti - non conducono necessariamente all'attribuzione del terreno interessato alla zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena citata; inoltre Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 314).

  2. Il Consiglio di Stato non ha approvato - in generale - l'estensione delle zone edificabili rispetto al precedente piano avuto riguardo, in primo luogo, alla contenibilità del nuovo piano regolatore (art. 15 lett. b LPT; cfr. risoluzione impugnata cifra 4.2.3., in particolare pag. 21 segg.). Dal rapporto di pianificazione (pag. 59) esso ha desunto che la contenibilità teorica del nuovo piano regolatore corrispondeva a di 45'000 unità insediative, di cui 28'000 abitanti e 17'000 posti di lavoro. Questo risultato veniva conseguito applicando un grado di attuazione del piano estremamente basso (del 50%) e, inversamente, un alto rapporto superficie utile lorda/unità insediative (di 50 mq): adottando i parametri usuali (grado di attuazione del 70-80% rispettivamente rapporto superficie utile lorda/unità insediative di 40-45 mq), la contenibilità teorica del nuovo piano si attestava, in realtà, a 70'000-80'000 unità insediative. Il Governo ha indi accertato che la popolazione residente nel comune, nel 1999, era di 16'906 persone, i posti di lavoro 12'369 (dati del 1998) e i posti per il turismo 500: in totale 29'775 unità insediative. Ne ha concluso che la contenibilità teorica del piano regolatore superava largamente le prevedibili necessità di sviluppo demografico ed edilizio nell'arco dei 15 anni, rendendo possibile oltre il raddoppio delle unità insediative. Questa valutazione merita di essere condivisa, per quanto concerne particolarmente l'evoluzione del numero di abitanti, che qui interessa. In effetti, anche volendo adottare le (quantomai parziali) proiezioni formulate dal comune, il nuovo piano regolatore permetterebbe comunque sia di insediare, nei prossimi 15 anni, almeno ulteriori 11'094 abitanti sul territorio comunale, pari ad un aumento della popolazione del 66%, ovvero di 2/3, di quella attuale. Per contro, la popolazione residente nel comune non è in sostanza aumentata negli ultimi trent'anni. Secondo i dati riportati nell'Annuario statistico ticinese (Comuni, anno 2000, pag. 46 seg.), ripresi dai censimenti federali, la popolazione economica residente a __________ assommava nel 1970 a 16'979 unità, nel 1980 a 16'743 unità e nel 1990 a 16'849 unità (cfr. inoltre il grafico alla pagina 7 del rapporto di pianificazione): queste cifre corrispondono alla popolazione legale permanente al 31 dicembre 1999 accertata dal Consiglio di Stato nel giudizio impugnato. Avuto pertanto riguardo all'aumento oggettivamente pronosticabile della popolazione, la contenibilità teorica del nuovo piano regolatore appare eccessiva. A giusta ragione il Consiglio di Stato ha, pertanto, negato l'estensione delle zone fabbricabili a scopi residenziali rispetto al perimetro del piano regolatore precedente, approvato dallo stesso il 18 maggio 1977. Questa soluzione appare, in concreto, ulteriormente giustificata dai dati forniti nel rapporto di pianificazione (pag. 59), dai quali risulta che il piano regolatore precedente avrebbe già permesso di conseguire una popolazione di 27'000 abitanti, ossia di soli 1'000 abitanti inferiore a quella del piano in esame ed inoltre che quest'ultimo prevede, rispetto al precedente, un incremento dell'indice di sfruttamento all'interno della zona edificabile. Sussiste difatti un interesse generale ad impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3c). Queste considerazioni devono, di conseguenza, essere applicate anche al fondo della ricorrente.

  3. In concreto, nemmeno è adempiuto il presupposto dell'art. 15 lett. a LPT. Con terreni già edificati in larga misura si intende essenzialmente il territorio costruito in maniera compatta, oltre eventualmente singole particelle inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona edificabile, in genere già edificate e di superficie relativamente ridotta (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 319). Il fondo della ricorrente, di notevoli dimensioni, fa invece parte di un ampio comprensorio completamente inedificato, situato oltre la cintura urbana, i cui margini sono definiti da via , dall'impianto dell' e dal campo sportivo __________ __________. Questo territorio si spinge sino all'area golenale, con la quale condivide ancora la natura essenzialmente non antropizzata. Di conseguenza, esso non può essere considerato come ampiamente edificato nel senso restrittivo inteso dalla giurisprudenza.

  4. Nell'ambito di una ponderazione globale degli interessi (cfr. consid. 3), oltre al già ricordato obiettivo di impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste (cfr. consid. 4), va poi ricordato che il territorio di cui fa parte il fondo in rassegna è caratterizzato dalla diffusa presenza di coltivazioni, constatate anche sul fondo della ricorrente, che, intercalate da estensioni prative contornate da strisce di bosco, concorrono altresì a formare un paesaggio di pregio. Una fascia questa che funge da cornice e da polmone verde della città, a diretto contatto con la golena del fiume __________, importante area di svago per la popolazione locale. Si giustifica pertanto appieno di preservare questo territorio dall'edificazione anche per motivi di ordine agricolo e paesaggistico; va, da ultimo, sottolineata l'imprescindibile necessità di salvaguardare sufficienti spazi liberi per le future generazioni.

  5. La risoluzione impugnata è inoltre conforme alle indicazioni sugli insediamenti contenute nel piano direttore. Nella fattispecie, il piano regolatore di Bellinzona, approvato dal Consiglio di Stato il 18 maggio 1977, assegnava il fondo della ricorrente a vaste zone per edifici pubblici e privati d'interesse pubblico, che sono state successivamente riprese nel piano direttore come zone insediative (cfr. rappresentazione grafica n. 12; inoltre la legenda, punto 10: "gli insediamenti"). Trattasi tuttavia, per quanto qui interessa, di un semplice rilevamento nel piano direttore, al momento del suo allestimento, degli insediamenti indicati a livello di piano regolatore, che è sprovvisto di portata propria e che, pertanto, entro questi limiti, è sfornito di effetti obbligatori; la definizione esatta della zona edificabile di ogni singolo comune non dev'essere peraltro effettuata, in ogni caso, in sede di piano direttore. Quest'ultimo strumento prevede piuttosto, come obiettivo vincolante, che le zone insediative dei comuni devono essere definite in base ai bisogni della popolazione residente, alle prognosi di evoluzione demografica dei prossimi 15 anni e agli obiettivi di sviluppo economico, ritenuto che le zone edificabili manifestamente sovradimensionate devono essere ridotte (cfr. gli obiettivi pianificatori cantonali del piano direttore, adottati con decreto legislativo 12 dicembre 1990, A.10 lett. d; inoltre il rapporto esplicativo, II.87, A.10.2.2). Attraverso il piano regolatore in esame, il primo a dover essere conforme alla LPT (cfr. su questo aspetto la risoluzione impugnata, pag. 19 segg.), il comune ha esteso la zona residenziale sostituendola alla precedente zona per attrezzature ed edifici pubblici, di modo che la contenibilità teorica del piano relativa alla residenza è risultata eccessiva (cfr. consid. 4). Per questo motivo, la non approvazione della nuova zona residenziale, con la conseguente riduzione della zona edificabile, è indubbiamente congruente con il piano direttore.

  6. La risoluzione impugnata pone pertanto il piano regolatore in consonanza con l'ordinamento giuridico. Essa non è, di conseguenza, nemmeno lesiva dell'autonomia comunale. La domanda d'assegnazione del fondo in parola alla zona edificabile deve dunque essere respinta. Le richieste di natura espropriativa e di risarcimento, formulate in via subordinata, devono invece essere dichiarate irricevibili, poiché esulano dalla presente procedura.

  7. La tassa di giudizio e le spese devono essere poste carico dell'insorgente (art. 28 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

dichiara e pronuncia

  1. In quanto ricevibile, il ricorso è respinto.

  2. La ricorrente è condannata al pagamento delle tasse di giudizio e spese per complessivi fr. 2'500.- (duemilacinquecento).

  3. Intimazione: - __________ __________, ____________________,

rappr. da avv. __________ __________, __________ __________ __________, __________


Municipio di __________ , __________ __________, __________ __________

Consiglio di Stato, Residenza Governativa, 6501 Bellinzona

Divisione della pianificazione

territoriale, Viale S. Franscini 16,

6501 Bellinzona

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

zoningbuilding landplanning autonomybuilt-up landlandscape protectiongreen beltexpropriation compensationcosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the refusal to approve the parcel's inclusion in the building zone was lawful under planning law.

Decisione estratta

Yes. The cantonal government rightly refused approval because the new residential zone would be excessively large, contrary to planning objectives and the cantonal plan.

Motivazione estratta

The plan's housing capacity far exceeded foreseeable 15-year needs; the parcel lay in an unbuilt green/agricultural landscape near the floodplain; and preserving the area was consistent with territorial planning principles and the cantonal plan.

Questione giuridica chiave

Whether the parcel qualified as already largely built-up land under Art. 15 LPT.

Decisione estratta

No. The land formed part of a large unbuilt area beyond the urban edge and could not be treated as largely built-up in the restrictive sense required by case law.

Motivazione estratta

Only compact built fabric and small infill parcels directly adjoining the building zone count as largely built-up land; this parcel was part of a substantial open sector.

Questione giuridica chiave

Whether the subsidiary claims for material/formal expropriation compensation and reimbursement of expenses could be heard in this proceeding.

Decisione estratta

No. Those claims fall outside the scope of the present zoning-approval appeal and were therefore inadmissible.

Motivazione estratta

The proceeding concerned review of the planning approval only, not compensation claims.

Questione giuridica chiave

Who bears court costs and fees.

Decisione estratta

The appellant must pay the judicial fee and costs.

Motivazione estratta

As the appeal was dismissed, costs were charged to the appellant under the applicable procedural rules.

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