Planning appeal against public parking on private land

90.1995.75Altro tribunale14 feb 1996Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

Two co-owners of a parcel in Suino appealed against a cantonal approval of a revised zoning plan that placed a public parking area (P11) on their land. They argued lack of public interest, disproportionality, unequal treatment, and a violation of the right to be heard because no site inspection was held before the government. The TPT held the appeal admissible but rejected all substantive complaints: the parking served village parking needs, the chosen site was suitable and necessary, and the differentiated zoning was objectively defensible. The appeal was dismissed and the owners were ordered to pay CHF 300 in joint and several court costs.

Massima Omnilex

Art. 38 LALPT; control of municipal planning decisions by the TPT; public parking as zoning restriction: standing of prior objectors, no hearing violation where an omitted site inspection is superfluous under anticipatory assessment of evidence and the defect is cured on appeal; a public parking reservation satisfies the public-interest requirement if it serves to relieve village traffic and prevent disorderly parking; proportionality is met where the site is particularly suitable and no reasonable alternative land is available; in planning matters, equal treatment is examined with restraint and only arbitrary, objectively indefensible differentiation is impermissible.

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 90.1995.75

Data decisione, Autorità: 14.02.1996, TPT

Incarto n. 90.95.00075

Lugano 15 ottobre 1996

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale della pianificazione del territorio

composto dai giudici:

Efrem Beretta, presidente, Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

vicecancelliere

Tito Ponti

visto il ricorso del 5 maggio 1995 di

  1. __________ __________, __________,
  2. Comunione Ereditaria __________ __________, ,

1.,2. avv. __________. __________, __________ __________,

contro

la risoluzione __________marzo 1995, n. __________, del Consiglio di Stato che approva il PR (revisione 1994) di __________ e evade i ricorsi di prima istanza;

vista la risposta 17 luglio 1995 del Consiglio di Stato,

letti ed esaminati gli atti,

esperiti i necessari accertamenti;

r i t e n u t o

in fatto

a. __________ __________ e la CE fu __________ __________ sono comproprietarie, in ragione di ½ ciascuno, del fondo n. __________di __________, situato in località __________. La proprietà, di 333 mq, é attualmente occupata da un orto.

b. Nelle sue sedute 10/11 ottobre 1994 il Consiglio comunale di __________ ha adottato il nuovo PR.

Tale piano prevede, in particolare, la realizzazione sul fondo delle ricorrenti del posteggio pubblico “P11”, destinato agli abitanti del nucleo di __________.

c. Le ricorrenti hanno contestato questa scelta pianificatoria innanzi al Consiglio di Stato, chiedendo lo stralcio del parcheggio “P11” e l’inclusione della loro particella nel piano di quartiere “PQ1” di __________. A sostegno della loro richiesta hanno invocato l’assenza di interesse pubblico, la disparità di trattamento nonché la violazione del principio della proporzionalità.

d. Con decisione 15 marzo 1995 il Consiglio di Stato ha approvato il PR di __________ e respinto il ricorso di prima istanza.

L’autorità governativa osserva infatti che il contestato posteggio non sia riferito alla zona soggetta al PQ1, ma é essenzialmente adibito alla necessità dei residenti del nucleo, i quali al momento non dispongono di spazi dove lasciare le proprie autovetture.

e. Dissentendo da tale decisione __________ __________ e la CE fu __________ __________ insorgono dinanzi a questo Tribunale riproponendo, in sostanza, le censure del ricorso di primo grado, e, segnatamente, la richiesta di stralciare dal piano viario il posteggio “P11” e l’inserimento del loro fondo nel perimetro del piano di quartiere PQ1.

f. Nelle rispettive osservazioni al gravame Consiglio di Stato e Municipio di __________ ne chiedono l’integrale reiezione.

g. In data 7 settembre 1995 é stato esperito il sopralluogo in contraddittorio nell’ambito del quale le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande.

c o n s i d e r a t o

in diritto

  1. A norma dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla notificazione.

L’art. 38 LALPT legittima a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b), e ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno di protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio di Stato (nuovo cpv. 4 lett. c, in vigore dal 15.3.1995).

In concreto la legittimazione attiva delle ricorrenti è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett. b) LALPT.

Presentato nei termini di legge, e quindi tempestivo, il ricorso é ricevibile in ordine.

  1. Il comune gode di autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).

L’autonomia non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv. 3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Il Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con l’ordinamento giuridico, il comune invocherà invano la lesione della sua autonomia (DTF 116 Ia 226 e seg. consid. 2a; Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 e segg., in part. 55).

Il TPT non dispone, contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una modifica d’ufficio del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo contro la violazione del diritto (in particolare contro l'errata o mancata applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di una norma essenziale di procedura) e contro l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT).

  1. Le insorgenti lamentano innanzitutto una violazione del loro diritto di essere sentite in relazione alla mancata esecuzione di un sopralluogo da parte del Consiglio di Stato.

A questo proposito va rilevato che il diritto di essere sentiti, sancito dall’art 4 Cost., impone all’autorità giudicante di offrire alle parti la possibilità di partecipare all’assunzione delle prove, rispettivamente di proporne e di discutere le risultanze dell’istruttoria (cfr. DTF 118 Ia 19 consid. 1c e rinvii, DTF 116 Ia 99 c. 3b, 115 Ia 11 c. 2b e rinvii). Un mezzo di prova, sebbene invocato, può nondimeno essere considerato superfluo dall’autorità giudicante con un giudizio anticipato sulle prove. In effetti giusta l’art 18 cpv. 1 LPamm (in concreto applicabile grazie al rinvio previsto all’art 38 cpv. 6 LALPT), l’autorità amministrativa accerta d’ufficio i fatti, non è vincolata alle domande di prova delle parti e valuta le prove secondo il suo libero convincimento. A mente di questo Tribunale, nel caso di specie, il Consiglio di Stato era senz’altro autorizzato in forza di un anticipato giudizio sulle prove, a rinunciare al sopralluogo richiesto, ritenuto che la documentazione a sua disposizione bastava ai fini di un corretto giudizio (cfr. DTF 112 Ia 202 consid. 2b; DTF 101 Ia 104 e rinvii). Inoltre vertendo in concreto l’esame del litigio su mere questioni di diritto, materia in cui il TPT ha piena cognizione, un eventuale vizio in tal senso sarebbe comunque stato sanato in questa sede con l’assunzione del sopralluogo da parte di questo Tribunale (cfr. DTF 119 Ia 150 consid. 5 bb; RDAT 1980 190 e riferimenti; RDAT 1986 190 no. 170; Rep. 1986 142s, 1980 3 e riferimenti). La censura sollevata dalle ricorrenti su questo punto non merita pertanto accoglimento.

  1. Giusta l'art. 22quater cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.) i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento per assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e una razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di pianificare è codificato all'art. 2 LPT.

Secondo quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice, pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto PR

  • viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore (art. 6 e segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art. 1 cpv. 1 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 e seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il PR disciplina l'uso ammissibile del suolo (art. 14 e segg. LPT): rende vincolante verso i privati detto ordinamento oltre che il contenuto del Piano direttore (art. 21 cpv. 1 LPT).
  1. Per prassi costante del Tribunale federale una restrizione di diritto pubblico della proprietà è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 22ter Cost. solo se si fonda su di una base legale (che deve essere chiara ed esplicita quando la limitazione è particolarmente grave, cfr. DTF 114 Ia 117, consid. 3), è giustificata da un interesse pubblico preponderante, rispetta il principio della proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale istituto e dà luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (DTF 115 Ia 29 consid. 4; 114 Ia 249 consid. 5a; 114 Ia 337 consid. 2; 113 Ia 364 consid. 2).

Nella fattispecie il problema della violazione della garanzia della proprietà quale istituto non si pone. I problemi espropriativi esulano invece da questa procedura.

  1. Ai sensi dell’art. 26 LALPT il PR si compone di un rapporto di pianificazione, di rappresentazioni grafiche, di norme di attuazione e di un programma di realizzazione.

Le rappresentazioni grafiche comprendono (art. 28 LALPT) i piani del paesaggio, delle zone, del traffico, delle attrezzature e costruzioni di interesse pubblico e il piano indicativo dei servizi pubblici. In particolare esse fissano la rete delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto pubblici e privati con la precisazione delle linee di arretramento, le vie ciclabili e pedonali, i sentieri e i posteggi pubblici (art. 28 cpv. 2 lett. p LALPT).

Il vincolo in contestazione dispone pertanto di una base legale chiara ed esplicita.

  1. Le ricorrenti negano l’esistenza del requisito dell’interesse pubblico al posteggio P11; esse ribadiscono che le previsioni di contenibilità del PR per il nucleo di Suino non giustificano la realizzazione di un secondo posteggio oltre a quello previsto nella parte bassa del nucleo (denominato “P10”; cfr. piano viario), della capienza di 15 posti-auto.

Ora, da quanto riportato all’allegato 9 del Rapporto di pianificazione si evince che la frazione di Suino dispone invece di una contenibilità teorica ben maggiore di quella postulata nel ricorso, quantificabile in almeno 36 unità abitative (UI) per la sola zona soggetta a piano di quartiere PQ1, alle quali vanno aggiunte le 54 previste nella zona nucleo (20 abitanti e 34 posti-turismo) e altre ancora per la zona residenziale semi-estensiva che costeggia il lato ovest della strada d’accesso alla frazione. Negli intenti dei pianificatori, il posteggio “P10” dovrà servire la zona del piano di quartiere, della piazza e della chiesa, nonché la parte bassa del nucleo. Il posteggio P11 , qui contestato, simile per dimensioni al primo, é invece concepito a servizio della parte principale del nucleo di __________.

In entrambi i casi lo scopo perseguito é quello di liberare le strette stradine e le corti del nucleo dall’ingombrante presenza di veicoli posteggiati e di prevenire la disordinata realizzazione di posteggi privati in zone sensibili come quelle del nucleo.

Alla luce di queste considerazioni, ben si può affermare che la misura pianificatoria proposta risponde ad un giustificato e riconosciuto interesse pubblico.

  1. Resta da esaminare la questione a sapere se il vincolo rispetti il principio della proporzionalità e segnatamente se il mezzo adottato è il meno incisivo fra quelli possibili, è idoneo a conseguire lo scopo di interesse pubblico prefisso e se sussiste un rapporto ragionevole tra il risultato da raggiungere e la restrizione della proprietà necessaria al suo conseguimento (DTF 111 Ia 98, 113 Ia 137).

Le ricorrenti negano l’idoneità e l’adeguatezza della scelta pianificatoria all’esame. Questa censura non può però essere seguita.

L’area scelta per l’infrastruttura, a ridosso del nucleo di Suino e praticamente circondata dalla futura strada di quartiere n. 28 (cfr. piano viario) si presta in modo particolare alla realizzazione di un posteggio per gli abitanti del nucleo; questa ubicazione ha il vantaggio di essere facilmente accessibile e molto vicina alle abitazioni (é infatti noto che un’infrastruttura troppo discosta non sarebbe utilizzata dai potenziali fruitori).

Né può essere negata la proporzionalità in senso stretto, ossia la sussistenza di un rapporto ragionevole tra l’interesse pubblico a conseguire lo scopo e il sacrificio che ne deriva al privato.

Si osserva infatti che l’area gravata dal vincolo é circondata da aree edificate (nucleo di __________) o destinate all’edificazione (zona del PQ1; zona residenziale semi-estensiva); sul lato est, oltre la nuova strada n. 28 (che praticamente contorna il previsto posteggio), inizia la zona agricola; nelle vicinanze non vi sono pertanto altri fondi a disposizione per il contestato posteggio.

Il pur comprensibile sacrificio che ne deriva alle proprietarie deve, nella presente fattispecie, pertanto cedere il passo al preminente interesse pubblico soggiacente alla realizzazione del posteggio pubblico sul loro fondo.

  1. Priva di fondamento é infine l’invocata disparità di trattamento, per il fatto che il fondo delle insorgenti non sia stato incluso nel perimetro del confinate piano di quartiere (“PQ1”).

A questo proposito si rammenta, preliminarmente, che in ambito pianificatorio il principio di uguaglianza svolge un ruolo attenuato e deve essere valutato con prudenza. E' quindi possibile che fondi dalle caratteristiche affini e in posizioni analoghe siano trattati in modo diverso in quanto a destinazione e facoltà edificatorie. Occorre tuttavia che la pianificazione sia oggettivamente difendibile, vale a dire che non sia arbitraria. La massima costituzionale di uguaglianza coincide in materia con il divieto dell'arbitrio: una misura pianificatoria è così insostenibile quando la discriminazione che tocca il singolo immobile contraddice ogni ragionevole intento o allorché l'operato dell'autorità obbedisce a riflessioni inaccettabili, manifestamente estranee al problema (DTF 111 Ia 100 consid. 3, 107 Ib 339 consid. 4a, 103 Ia 257 consid. 4 e citazioni).

Simili circostanze non si verificano però nel caso all'esame.

A questo Tribunale non risulta infatti che la scelta della autorità comunali di realizzare sul fondo delle ricorrenti il posteggio pubblico P11 sia stata determinata da criteri discriminatori, manifestamente insostenibili o, peggio ancora, arbitrari; al contrario, le motivazioni addotte a suffragio delle scelta, esaminate nei paragrafi precedenti, sono più che valide e convincenti.

La censura delle ricorrenti su questo punto, al pari delle precedenti, non merita quindi accoglimento.

  1. Stando così le cose, il ricorso deve essere respinto.

Tassa di giudizio e spese seguono la soccombenza.

Per questi motivi,

viste le normative alla fattispecie applicabile,

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso é respinto.

  2. Le ricorrenti sono condannate al pagamento in solido di tassa di giudizio e spese per complessivi fr. 300.-- (trecento).

  3. Intimazione: - Avv. __________ ____________________, __________, per le ricorrenti,

  • Municipio di _________
  • Consiglio di Stato, Bellinzona
  • Sezione pianificazione urbanistica, Bellinzona

Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

planningpublic parkingproportionalitypublic interestright to be heardequal treatmentmunicipal autonomysite inspectionzoning

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the appeal was admissible under Art. 38 LALPT

Decisione estratta

The appellants had standing as prior objectors and filed the appeal in time.

Motivazione estratta

Art. 38 LALPT grants standing to prior appellants on the same grounds; the filing was timely.

Questione giuridica chiave

Whether the government violated the right to be heard by not ordering a site inspection

Decisione estratta

No violation occurred.

Motivazione estratta

The government could refuse the requested inspection on anticipatory assessment of the evidence, and any defect was cured before the TPT, which held a site visit.

Questione giuridica chiave

Whether the public parking P11 lacked public interest

Decisione estratta

The parking served a recognized public interest.

Motivazione estratta

The plan aimed to relieve narrow village streets, prevent disorderly private parking, and serve residents of the nucleus; the location was suitable for that purpose.

Questione giuridica chiave

Whether the parking designation was disproportionate

Decisione estratta

The restriction was proportionate.

Motivazione estratta

The site was particularly suitable, close to the village, and no other nearby land was available; the owners' burden had to yield to the prevailing public interest.

Questione giuridica chiave

Whether excluding the parcel from PQ1 was discriminatory or arbitrary

Decisione estratta

No unequal treatment or arbitrariness was shown.

Motivazione estratta

In planning matters equality has a reduced scope; the different treatment was objectively defensible and based on valid planning reasons.

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