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Numero d'incarto:
80.2001.38
Data decisione, Autorità:
08.05.2001, CDT
Incarto n.
80.2001.00038
Lugano
8 maggio 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
presidente della Camera di diritto tributario
del Tribunale d'appello
giudice Alessandro Soldini
segretario:
Andrea Pedroli
statuendo sul ricorso del 14 marzo 2001
in materia di: IC/IFD 97/98
presentato da:
__________ __________, __________. __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
- Notificando al __________. __________ __________ la tassazione
IC/IFD 1997/98 (valida fino al 31 dicembre 1997), con decisione del 26 giugno
2000, l'Ufficio di tassazione di __________ commisurava il reddito imponibile
in fr. 63'454 in media annua per l'IC ed in fr. 65'654 per l'IFD. Fra le
deduzioni negate dall'autorità fiscale vi era quella per figli a carico.
Il
contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo del 2 luglio 2000, chiedendo
in particolare la deduzione per figli a carico, in considerazione del
contributo per il mantenimento della figlia, studentessa a __________.
L'autorità
fiscale respingeva il gravame su questo punto, con decisione del 19 febbraio
2001, argomentando che, nonostante la richiesta dell'11 dicembre 2000, non era
stata presentata alcuna prova dei pagamenti effettuati per la formazione della
figlia.
- Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario,
__________ __________ chiede nuovamente di poter beneficiare della deduzione
sociale per figli a carico, in considerazione del fatto che la figlia ha
studiato a Lucerna fino al 1996, quando si è iscritta all'Università di
__________.
In sede
di istruzione del ricorso, il presidente della Camera di diritto tributario si
è rivolto al ricorrente, invitandolo a documentare le spese di mantenimento per
la figlia ed in particolare ad inviare la sentenza di divorzio da sua moglie ed
il certificato di iscrizione all'università di sua figlia.
-
Conformemente
all’art. 26c cpv. 2 della legge organica giudiziaria civile e penale del 24
novembre 1910, modificata il 14 maggio 1998, la Camera di diritto tributario decide
nella composizione di un Giudice unico la presente causa, che non pone questioni
di principio e non è di rilevante importanza.
-
4.1.
Ai sensi
dell'art. 34 cpv. 1 lett. c LT, "sono dedotti dal reddito netto...
per ogni figlio fino al venticinquesimo anno di età, al cui sostentamento il
contribuente provvede e che, senza beneficiare di assegni o borse di studio,
frequenta una scuola o corsi di formazione, oltre al periodo dell'obbligo, un
massimo di 5'400.- franchi secondo le modalità e nei limiti fissati dal
Consiglio di Stato tenuto conto dei costi supplementari sopportati". Il
decreto esecutivo del Consiglio di Stato concernente l'imposizione delle
persone fisiche (art. 10) stabilisce, a tale proposito, che le deduzioni ammontano
a:
-
fr.
800.- se il figlio può rientrare giornalmente al proprio domicilio;
-
fr.
3'000.- se il figlio non può rientrare giornalmente al proprio domicilio e
frequenta scuole o corsi di formazione nel Cantone;
-
fr.
5'400.- se il figlio non può rientrare giornalmente al proprio domicilio e
frequenta scuole o corsi di formazione fuori Cantone.
Il
Consiglio di Stato precisa ulteriormente che deve trattarsi di scuole, studi o
corsi a tempo pieno, estesi per la durata di almeno due semestri, senza retribuzione
né indennità agli studenti e che rilasciano un titolo o preparano ad un esame
riconosciuto.
4.2.
Per
l'art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio
minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 25.mo anno di età, al cui
sostentamento il contribuente provvede, 6.000.-franchi. Un'analoga deduzione è
prevista pure in materia di IFD, per la quale però l'ammontare è limitato a fr.
5'100.- (cfr. art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).
4.3.
I
presupposti per il riconoscimento delle deduzioni citate sono enunciati, oltre
che nella legge, in apposite circolari dell'Amministrazione federale delle
contribuzioni (AFC) e della Divisione delle contribuzioni (ACC). Si veda, in
particolare, la circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 della DdC, da cui emerge
che il requisito fondamentale, per la concessione delle deduzioni sociali in questione,
è che i genitori che fanno valere il loro diritto alle detrazioni
contribuiscano effettivamente alle spese di sostentamento e di studio del
figlio.
D'altronde,
la funzione delle deduzioni sociali è proprio di tener conto della situazione
economica personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più possibile
alla capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, 5a ediz., Zurigo
1995, p. 235). La dottrina parla anche, con riferimento alle deduzioni sociali,
di "progressione indiretta". In altri termini, il fine di una
imposizione proporzionale può essere perseguito, oltre che applicando
un'aliquota sempre crescente con l'accrescersi del valore dell'oggetto
("progressione diretta"), anche con questo ulteriore strumento che
consente di ridimensionare le basi di computo (Blumenstein/Locher, op. cit., p. 215).
Per
queste ragioni, le deduzioni in questione possono essere concesse solo nella
misura in cui la capacità economica del contribuente che le fa valere sia
effettivamente diminuita dalle spese sostenute per i figli.
4.4.
Per la
circolare n. 18/1995 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni,
nel caso di genitori divorziati, separati legalmente o di fatto, celibi o
nubili, che mantengono però figli maggiorenni a tirocinio o agli studi fino al
25.mo anno di età, una sola persona ha diritto alla deduzione per figli a
carico: quella che provvede al sostentamento. Se però entrambi i genitori provvedono
in modo importante al mantenimento dei figli, la deduzione può essere ripartita
fra i genitori.
La stessa
regola è prevista sia per l'imposta cantonale sia per l'imposta federale
diretta.
4.5.
La
Circolare n. 14 del 29 luglio 1994 dell'Amministrazione federale delle contribuzioni
prevede che, quando il figlio raggiunge la maggiore età, gli alimenti pervengono
direttamente allo stesso figlio maggiorenne per cui il debitore degli alimenti
non li può più dedurre. In questo caso, la dottrina ritiene peraltro che
quest'ultimo possa far valere la deduzione per figli prevista dall'art. 35 cpv.
1 lett. a LIFD (Agner/Jung/Steinmann, n. 2 all'art. 35 LIFD, p. 149 e n. 9 all'art. 33 LIFD, p. 130; Zigerlig/Jud,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum
Schweizerischen Steuerrecht, Basilea/Francoforte 2000,
vol. I, tomo 2a, n. 21 all'art. 33 LIFD, p. 406).
Recentemente,
la prassi dell'AFC si è peraltro modificata: se il genitore perde il diritto
alla deduzione degli alimenti, perché il figlio è diventato maggiorenne, può
tuttavia rivendicare la deduzione per persona bisognosa a carico, prevista
dall'art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Se, poi, il figlio divenuto
maggiorenne, ma tuttora bisognoso di mantenimento, vive presso l'altro
genitore, quest'ultimo continua ad avere diritto alla deduzione per figli a
carico (Agner/Digeronimo/Neuhaus/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer -
Ergänzungsband, Zurigo 2000, n. 9a all'art. 33 LIFD, p.
122).
4.6.
La
poc'anzi menzionata prassi dell'AFC è sottoposta a critiche severe della
dottrina.
Anzitutto,
ci si domanda come si possa giustificare il fatto che per i figli maggiorenni
di genitori separati si concedano due deduzioni, mentre per i figli maggiorenni
di una vedova o per i figli di due coniugi conviventi se ne ammette sempre una
sola (Hauser, Zu den
steuerlichen Folgen des neuen Scheidungsrechts, insbesondere zur gemeinsamen
elterlichen Sorge, in ASA 68, p. 364).
Inoltre,
si fa osservare come il genitore che convive con il figlio divenuto maggiorenne
sia già avvantaggiato dal fatto che gli alimenti non sono più assoggettati
all'imposta a suo carico, tanto più che, con il venir meno dell'obbligo della
cura e dell'educazione, il solo dovere che rimane a carico dei genitori è
quello di fornire ai figli delle prestazioni finanziarie, cosa cui provvede
però l'altro coniuge (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht unter
Berücksichtigung der steuer- und zivilrechtlichen Auswirkungen des neuen
Scheidungsrechts, Zurigo 2000, p. 165).
Altra
critica concerne il riconoscimento della deduzione per persone bisognose, che
presupporrebbe l'incapacità di esercitare un'attività lucrativa da parte del
beneficiario, condizione che non si verifica nel caso dello studente (Bosshard/Bosshard/Lüdin, p. 166).
Tale
prassi è messa in discussione anche per la sua difficile applicabilità a
livello cantonale: per il fatto che i cantoni prevedono spesso una deduzione
per persone bisognose a carico inferiore a quella per figli, il coniuge che
versa gli alimenti si ritroverebbe ad essere ingiustamente svantaggiato
rispetto all'altro coniuge (Bosshard/Bosshard/Lüdin, p. 167).
4.7.
La
commissione d'esperti, incaricata dal Dipartimento federale delle finanze di
verificare il sistema d'imposizione delle famiglie, ha invece difeso il sistema
vigente, respingendo la proposta di dedurre gli alimenti versati al figlio
maggiorenne, per il fatto che una simile modifica non sarebbe idonea a
migliorare la Zahlungsmoral del debitore dei contributi. Piuttosto, la Commissione si è posta
il problema della parità di trattamento con i figli maggiorenni in matrimoni
intatti: coniugi con figli maggiorenni in formazione hanno infatti diritto ad
una deduzione per figli e non a una per figli e ad una per persona bisognosa a
carico; di conseguenza, sarebbe giusto suddividere la deduzione fra entrambi i
genitori, se tutti e due contribuiscono al mantenimento e alla formazione del
figlio con prestazioni in denaro o in natura. Anche la commissione ha poi
contestato che un figlio in formazione possa considerarsi incapace di esercitare
un'attività lucrativa (Bericht der Expertenkommission zur Überprüfung des schweizerischen Systems
der Familienbesteuerung [Kommission Familienbesteuerung], erstattet dem
Eidgenössischen Finanzdepartement Bern 1998, p. 47).
4.8.
In
dottrina, non mancano poi voci che chiedono semplicemente l'estensione della
deduzione degli alimenti anche al caso dei figli maggiorenni. Negarla potrebbe,
secondo questa opinione, produrre effetti assai gravosi sul genitore che
dovesse trovarsi a mantenere più figli che diventano maggiorenni nel lasso di
un tempo breve. D'altronde, l'eventuale imposizione dei contributi presso i
figli stessi non avrebbe particolari effetti, non disponendo i figli di altri
redditi elevati cui gli alimenti si troverebbero cumulati (Schwenzer, Scheidungsrecht - Praxiskommentar, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, Anhang Steuern, n. 59, p. 729).
4.9.
In una
recente sentenza, questa Camera ha avuto modo di applicare la discussa prassi
dell'AFC in materia di IFD, secondo cui, se il genitore perde il diritto alla deduzione
degli alimenti, perché il figlio è diventato maggiorenne, può tuttavia rivendicare
la deduzione per persona bisognosa a carico.
La Camera
di diritto tributario ha espresso delle riserve in merito alla concessione
della deduzione per persona bisognosa, osservando come uno studente, che rinuncia
a esercitare un'attività lucrativa perché è in formazione, non rientri
chiaramente nella nozione di persona incapace di esercitare un'attività.
Infatti, secondo l'art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD, per giustificare il diritto
alla deduzione di cui si tratta, non basta che la persona assistita sia bisognosa,
ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività
lucrativa ("erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person"). L'assenza di lavoro in quanto tale
non giustifica da sola la necessità di aiuto. L'assenza di lavoro deve essere
dovuta all'età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per impedimenti
fisici o psichici.
Nondimeno,
in considerazione del fatto che si tratta di una prassi dell'AFC che, come
tale, trova applicazione in tutta la Svizzera, ai fini del calcolo dell'imposta
federale diretta, questa Camera ha ritenuto di concedere la deduzione per
persona bisognosa a carico ad un genitore che manteneva il figlio maggiorenne (CDT
n. ..__________ del 7 novembre 2000 in re D.B.).
- 5.1.
Nella
fattispecie in esame, il ricorrente sostiene di contribuire in misura
importante al mantenimento della figlia __________, che studia all'Università
di __________. Non essendo allegata al ricorso alcuna documentazione
dell'effettività dei costi sostenuti dal ricorrente, la Camera di diritto
tributario si è rivolta al ricorrente, invitandolo a produrre una copia della
sentenza di divorzio, un certificato di iscrizione all'università e ricevute
postali o bancarie dei versamenti a favore della figlia.
Il 13
aprile 2001, è pervenuta dal ricorrente copia della sentenza con cui, il
__________ 1984, il tribunale di Lucerna ha pronunciato il divorzio dalla ex
moglie __________. Dalla sentenza risulta che il ricorrente si è impegnato, con
la convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio, a versare alla figlia
un contributo mensile di fr. 1'000, indicizzato, ed a coprire i costi eccedenti
la semplice formazione.
Il 17
aprile 2001, la figlia del ricorrente ha poi trasmesso alla Camera copia del certificato
di iscrizione all'Università di __________. Dallo stesso risulta che ella è iscritta
all'ateneo zurighese dal mese di settembre del 1996. Quanto alla prova dei
versamenti, dichiara di avere ricevuto dal padre l'importo necessario a pagare
la pigione del suo appartamento di __________, negli anni 1995/96, per fr.
1'000 all'anno.
5.2.
Si
possono così considerare adempiuti i presupposti per la concessione delle deduzioni
richieste.
Quanto
all'IFD, come detto, la prassi dell'AFC permette di concedere la detrazione per
persona bisognosa a carico.
Per
quanto concerne invece l'imposta cantonale, deve essere tenuto conto dell'effettivo
onere di mantenimento dei figli. Infatti, la prassi è che ha diritto alla
deduzione per figli a carico solo quella persona che provvede al sostentamento;
se entrambi i genitori provvedono in modo importante al mantenimento dei figli,
la deduzione può essere ripartita fra i genitori. Nella fattispecie, non è noto
se la madre contribuisca a sua volta, ed eventualmente in quale misura, al
mantenimento della figlia del ricorrente, oppure se ella si mantenga con un
lavoro o con altri redditi. D'altronde, neppure è noto a questa Camera in quale
cantone sia assoggettata all'imposta la madre.
Si
consideri tuttavia che il ricorrente è assoggettato all'imposta nel Canton
Ticino unicamente per un anno, il 1997. Per evidenti considerazioni ispirate
all'economia di giudizio, non mette conto intraprendere ulteriori accertamenti,
per stabilire se siano dati i presupposti per il riconoscimento dell'intera
deduzione oppure solo per la metà. La somma delle deduzioni che entrano in considerazione
non è comunque superiore all'ammontare delle pigioni pagate dal ricorrente alla
figlia (fr. 12'000 all'anno).
5.3.
Di
conseguenza, il ricorso può essere accolto, nel senso che al ricorrente sono concesse:
-
la
deduzione per figli nella misura di fr. 6'000 per l'IC;
-
la
deduzione per figli agli studi nella misura di fr. 5'400 per l'IC;
-
la
deduzione per persona bisognosa a carico nella misura di fr. 5'100 per l'IFD.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e
pronuncia
- Il ricorso
è accolto.
§ Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 19 febbraio 2001 è riformata nel senso
che sono ammesse le seguenti deduzioni:
-
la
deduzione per figli nella misura di fr. 6'000 per l'IC;
-
la
deduzione per figli agli studi nella misura di fr. 5'400 per l'IC;
-
la
deduzione per persona bisognosa a carico nella misura di fr. 5'100 per l'IFD.
-
Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.
-
Intimazione
alle parti.
-
Per l'IC
il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).
Per l'IFD
è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146
LIFD).
per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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