progetti
80.1998.319 ΓÇó Liquidation gain on withdrawal from partnership is taxable
80.1998.319Altro tribunale26 feb 1999Dismissed
The taxpayer appealed against a cantonal tax assessment that treated his withdrawal from a general partnership as generating a liquidation gain. The court held that, at the time of exit, the partnership showed carried-forward losses and that the appellant had received not only CHF 20,000 but also been released from his share of those losses. The appeal was dismissed. However, the court noted a calculation error in the tax office's figures and sent the file back for correction. The appellant was ordered to pay CHF 480 in procedural costs. For cantonal tax, the judgment is final; for federal tax, an appeal to the Federal Tribunal remained available.
Art. 17 Abs. 2 LT 1994; Art. 18 Abs. 2 LIFD; taxable liquidation gain on withdrawal from a partnership; the transfer of a partnership interest is economically equivalent to an alienation when the outgoing partner receives a payout and is released from his proportional share of accumulated losses. The existence of book losses at the time of exit is decisive; a later fiscal correction of the partnership accounts for omitted receipts does not retroactively eliminate the loss position relevant to the partner's liquidation gain (consid. 4.2–4.3). Where the merits of the assessment are upheld but a numerical error is detected, the appeal is dismissed while the file is returned solely for arithmetical correction.
AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1998.319
Data decisione, Autorità: 26.02.1999, CDT
Incarto n. 80.98.00319
Lugano 26 febbraio 1999
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 23 dicembre 1998
in materia di: IC/IFD 95/96
presentato da:
__________, __________ __________ __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
__________, __________ __________ e __________ __________ costituivano il 3 settembre 1990 la società in nome collettivo __________, che gestiva un piccolo negozio di generi alimentari, apportando ciascuno un capitale di fr. 20'000.-. Il 1° ottobre 1994 __________ __________ lasciava la collettiva e gli subentrava __________ __________, che apportava alla società un capitale di fr. 30’000.- e versava al socio uscente un importo di fr. 20'000.-. In concomitanza con questo avvicendamento, pure i due soci rimasti aumentavano il loro apporto in capitale di fr. 10'000.- ciascuno, __________ immettendo fr. 10'000.- e __________ __________ compensando un suo credito di pari entità.
Il 26 marzo 1998 l’Ispettorato fiscale della Divisione cantonale delle contribuzioni esperiva una verifica dei conti della __________ __________, in occasione della quale poteva constatare:
che al momento dell’uscita dalla società in nome collettivo di __________ __________ e dell’entrata di __________ __________ non è stato allestito alcun bilancio intermedio;
che al 31 dicembre 1994 la società denotava una perdita riportata dagli esercizi precedenti di fr. 141'511.- e una perdita dell’esercizio corrente (1994) di fr. 2'129.-, per complessivi fr. 143'640.-;
che si poteva quindi ritenere che al momento della sua uscita dalla società __________ __________ ha conseguito un utile di liquidazione comprensivo anche della quotaparte di perdita contabile assunta da __________ __________;
Il contribuente, assistito dall’avv. __________, presentava reclamo in tempo utile, chiedendo che l’utile di liquidazione venisse fissato in fr. 20'000.- (fr. 10'000.- in media annua), stralciando dall’utile calcolato dall’UT la perdita assunta dal socio subentrante, azzerata a seguito della verifica fiscale condotta sulla società.
Con decisione del 23 novembre 1998 l’UT respingeva il reclamo, confermando non solo il principio dell’imposizione dell’utile di liquidazione in media annua, ma anche il calcolo, e meglio:
“Anche la quantificazione dello stesso deve essere confermata. Al momento dell'uscita dalla collettiva avvenuta in data 1.10.1994, non è stato allestito un bilancio intermedio; dai dati in possesso dell'autorità fiscale risulta comunque che il signor __________ aveva un capitale di fr. 20'000.- e la sua quotaparte di perdita riportata ammontava a fr. 47'880.-, capitale netto: ./. fr. 27'880.-. Siccome il subentrante, signor __________, ha versato al signor __________ la somma di fr. 20'000.-, risulta che l'utile di liquidazione conseguito da quest'ultimo ammonta a fr. 47'170.-.”
Con il presente, tempestivo ricorso, il contribuente contesta nuovamente il calcolo dell’utile di liquidazione dell’UT, segnatamente lo stralcio del presunto reddito aziendale di fr. 23'885.-, ribadendo che la perdita contabile non è stata riconosciuta dall’autorità fiscale in occasione delle verifica contabile presso la __________.
Nel caso in esame chiede lo stralcio dell’utile di liquidazione espostogli dall’UT come reddito aziendale, contestando fermamente d’aver conseguito un qualsiasi guadagno al momento della sua uscita dalla società in nome collettivo __________.
4.1.
Fanno parte dei proventi da attività lucrativa indipendente anche tutti gli utili in capitale conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di elementi della sostanza commerciale. Il trasferimento di questi elementi nella sostanza privata o in imprese o stabilimenti d’impresa fuori cantone, risp. siti all’estero, è equiparato all’alienazione. La sostanza commerciale comprende tutti gli elementi patrimoniali che servono interamente o in modo preponderante all’attività lucrativa indipendente (cfr. art. 17 cpv. 2 LT 1994; art. 18 cpv. 2 LIFD).
4.2.
È del tutto pacifico che l’eventuale utile conseguito alienando una quota di partecipazione a una società in nome collettivo costituisce un reddito aziendale imponibile (cfr. p. es.: ASA 1988 267).
In discussione, nel presente caso, è in effetti unicamente se il ricorrente abbia o meno conseguito un utile cedendo la propria quota nella __________ a __________ __________.
La risposta, alla luce delle emergenze contabili messe in rilevo dall’Ispettorato fiscale, non può che essere affermativa.
In effetti, al momento della cessione della propria quota a __________ (1° ottobre 1994) la Cibarius denunciava una perdita riportata dagli esercizi precedenti, e comunque già esistente al 31 dicembre 1993, di ben fr. 141'511.-.
Uscendo dalla società, il ricorrente, oltre ad aver incassato un importo di fr. 20'000.-, si è anche liberato della sua quotaparte di perdita contabile. Se si considera che al momento della cessione della quota, a fronte di una perdita vi era un capitale di fr. 60'000.-, aumentato poi a fr. 90'000.- proprio in quell’occasione ma senza il concorso di __________ __________, si ha una perdita netta di complessivi fr. 83'640.-, a carico del ricorrente in ragione di un terzo e, meglio, di fr. 27'170.-.
L’utile di liquidazione conseguito ammonta pertanto a fr. 47'170.-, pari a fr. 23'585.- di media annua (e non, come ritenuto nella decisione su reclamo per un errore di calcolo, di fr. 23'855.-).
4.3.
Di nessun rilievo è la circostanza addotta dal ricorrente, che l’autorità fiscale, in occasione della verifica della __________, avrebbe azzerato la perdita riportata.
Infatti, ciò che per comodità viene definito impropriamente azzeramento della perdita, altro non è che una ripresa di utili a causa delle gravi lacune contabili riscontrate, in particolare in relazione all’incompleta contabilizzazione giornaliera degli incassi, al punto che in alcuni periodi si evidenziava addirittura un saldo passivo della cassa. In altre parole, la ripresa effettuata dall’UT altro non significa che la ripresa di redditi direttamente conseguiti dai soci senza transitare dalla contabilità della società.
Ciò non toglie tuttavia che, quando il ricorrente ha ceduto la quota a __________, la contabilità evidenziava le perdite riportate di cui si è detto e che le stesse sono state assunte proporzionalmente alla sua quota, dal nuovo socio che continua a risponderne con gli altri due soci.
Cedendo la propria quota per fr. 20'000.-, il ricorrente si è nel contempo sgravato, consapevolmente o inconsapevolmente non importa, della sua quota di debiti della __________, che è passata al nuovo socio.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
§ Gli atti del procedimento sono retrocessi all' Ufficio di tassazione per la rettifica dell'errore di calcolo (cfr. consid. 4.2. in fine).
a. nella tassa di giustizia di fr. 400.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 480.–
sono a carico del ricorrente.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
| Informazioni legali | Requisiti minimi | Contatta il webmaster