Commuting deduction for private car denied; public transport required

80.1996.84Altro tribunale11 lug 1996Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The taxpayer challenged the tax office's limitation of his commuting deduction to CHF 3,000 for IC/IFD 1995-96 and asked for recognition of car expenses and parking, or at least a higher public-transport deduction. The court held that public transport to the workplace in Lugano was reasonably usable and that the claimed time advantage of the private car was overstated. Because private-car commuting costs are deductible only exceptionally, the appeal was dismissed. Costs of CHF 150 were charged to the appellant. For cantonal tax, the judgment is final; for federal tax, an appeal to the Federal Supreme Court was indicated.

Massima Omnilex

Art. 25 cpv. 1 LT-1994; art. 26 cpv. 1 LIFD: deduction of commuting expenses by private vehicle is exceptional and presupposes that public transport cannot reasonably be required. The decisive criterion is the objective suitability of public transport in the concrete circumstances; mere convenience or a subjective preference for the car is insufficient. The court must examine whether the use of public transport entails special impediments or an unreasonable loss of time. Where the alleged time saving of the private vehicle remains below about one hour per day, and the public connection is otherwise adequate, the deduction for private-car use is to be denied (consid. 4-5).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 80.1996.84

Data decisione, Autorità: 11.07.1996, CDT

Incarto n. 80.96.00084

Lugano

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

segretario:

Andrea Pedroli vicecancelliere

statuendo sul ricorso del 24 aprile 1996

in materia di: IC/IFD 95/96

presentato da:

__________, __________,

ritenuto

in fatto ed in diritto

  1. __________, domiciliato a __________, lavora a __________ quale funzionario dello Stato.

Nella dichiarazione fiscale IC/IFD 1995-96, chiedeva una deduzione per spese di trasporto di fr. 8'640.– all'anno, per l'uso dell'automobile privata per recarsi dal luogo di domicilio a quello di lavoro. L' Ufficio di tassazione di __________, per contro, ammetteva unicamente una deduzione di fr. 3'000.– all'anno, argomentando che il contribuente può disporre dell'orario flessibile di lavoro.

  1. Con il presente, tempestivo ricorso __________ ripropone la richiesta di poter dedurre le spese per l'uso del mezzo privato, cui vanno aggiunti ulteriori fr. 360.– per spese di parcheggio. Rileva che usando i mezzi pubblici di trasporto il tempo di trasferta giornaliero sarebbe di circa due ore e mezza a fronte di poco meno di un'ora necessaria per andare e tornare con la propria automobile.

  2. 3.1.

Sia secondo l'art. 25 cpv. 1 LT-1994 sia secondo l'art. 26 cpv. 1 LIFD le spese professionali deducibili sono:

a) le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

b) le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni;

c) le altre spese necessarie per l'esercizio della professione;

d) le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l'esercizio dell'attività professionale.

Tra gli altri costi e spese che non possono essere dedotti rientrano in particolare le spese di formazione professionale (art. 33 lett. b LT-1994; art. 34 lett. b LIFD).

3.2.

Per le spese professionali secondo il cpv. 1 lettere a - c dell'art. 25 LT-1994 sono stabilite deduzioni complessive entro i limiti fissati dal Consiglio di Stato.

  1. 4.1.

Sono considerate spese di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello in cui lavora.

4.1.1.

Per l'uso di mezzi pubblici la deduzione corrisponde alla spesa effettiva (art. 3 cpv. 1 lett. a DE dell'8 novembre 1994). Per l'uso della bicicletta, di un ciclomotore o di una motoleggera la spesa deducibile è al massimo di fr. 600.– l'anno (art. 3 cpv. 1 lett. b DE dell' 8 novembre 1994). Infine, per l'uso di una motocicletta o di un'automobile privata, la spesa deducibile corrisponde a quella del mezzo pubblico disponibile (art. 3 cpv. 1 lett. c DE dell' 8 novembre 1994). Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (p. es. per infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa la deduzione fino a 35 cts. il km per le motociclette di cilindrata superiore ai 50 cmc e fino a 60 cts per le automobili (art. 3 cpv. DE dell' 8 novembre 1994). La deduzione per il tragitto di andata e ritorno a mezzogiorno non può in ogni caso superare quella massima ammessa per i pasti consumati fuori casa di fr. 11.– al giorno o di fr. 2’400 all’anno (art. 3 cpv. 3 DE dell' 8 novembre 1994).

4.1.2.

Anche per l’IFD è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato (art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente aggiornata (per il periodo 1995-96: fr. 600.– all’anno per la bicicletta e il motorino, fr. 0,35 al km per la motocicletta e fr. 0,60 il km per l’automobile). La deduzione chilometrica per il viaggio di andata e ritorno a mezzogiorno è limitata alla deduzione massima accordata per i pasti fuori casa (art. 5 cpv. 3 2.a frase Ordinanza del 10 febbraio 1993).

4.2.

La questione di sapere se accordare la deduzione per l'uso dell'automobile o quella per l'uso dei mezzi pubblici va risolta secondo il criterio dell'idoneità: l'uso del veicolo non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare la soluzione più adatta e ragionevole, quella basata sul buon senso. Così se si può pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici anche se non c'è diretta comunicazione fra i medesimi (ASA 41 p. 586) non si può tuttavia obbligarlo a eccessivi cambiamenti di mezzo di trasporto (ASA 33 p. 276; cfr. Känzig, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., vol. I, Basilea 1982, pp. 682-683).

Il limite entro il quale è possibile pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici si determina in pratica in base a diversi fattori, laddove tuttavia non è possibile stabilire delle regole rigide (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 109). Fra i diversi criteri adottati dai cantoni, il più ricorrente è quello che considera potersi concedere la deduzione delle spese per il mezzo privato quando ciò consente di risparmiare quotidianamente almeno un'ora per lo spostamento da casa al posto di lavoro e ritorno (cfr. Istruzioni di servizio alla legge fiscale del Canton Zurigo, cifra 144bis, lett. a; Baur/Klöti-Weber/Koch/Meier/Ursprung, Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p. 315; Weidmann/Grossmann/Zigerlig, Wegweiser durch das st. gallische Steuerrecht, IV ediz., Berna 1987, p. 38; StE 1988 B 22.3 n. 21 [Canton Soletta]). Un altro criterio consiste nell'ammettere la deduzione per l'automobile privata se lo spostamento con il mezzo pubblico richiede più di un'ora e con l'automobile basta meno della metà del tempo (in tal senso una sentenza del Tribunale amministrativo bernese, cfr. Gruber, Handkommentar zum bernischen Gesetz über die direkten Staats- und Gemeindesteuern, 5a ediz., Berna 1987, p. 109). Più rigida la giurisprudenza dei Cantoni di Basilea-Campagna e Basilea-Città, che non ammettono deduzioni aldilà di quelle per i mezzi pubblici ogniqualvolta il tragitto da casa al luogo di lavoro richieda meno di due ore e mezzo per l'andata al mattino ed il ritorno alla sera (sentenze citate in: Funk, Der Begriff der Gewinnungskosten nach schweizerischem Einkommenssteuerrecht, 2a ediz., Coira/Zurigo 1991, p. 84, nota 17).

4.3.

Aldilà delle differenze rilevabili nella prassi e nella giurisprudenza dei diversi Cantoni, il riconoscimento della deduzione delle spese per il mezzo privato rappresenta dunque l'eccezione. Sebbene l'autorità fiscale cantonale non abbia emanato direttive in materia, varrà comunque il principio che si ammette la deduzione delle spese per il mezzo pubblico, a meno che non vi siano particolari impedimenti o difficoltà tali da indurre a concludere che non si possa pretendere dal contribuente l'uso dei mezzi pubblici. Circa la definizione di criteri che permettano di rendere praticabile la suddetta distinzione, si ritiene che non sia compito della Camera di diritto tributario ma piuttosto dell'autorità amministrativa di provvedervi.

  1. 5.1.

Il ricorrente, domiciliato nel centro di __________, può sicuramente raggiungere il posto di lavoro nel centro di Lugano, usando i mezzi pubblici di trasporto. __________ è infatti collegata a __________ da numerosi treni regionali o diretti, che senza eccezione fermano in entrambe le stazioni. Il collegamento con il mezzo pubblico non può quindi essere certo definito disagevole. Dalla stazione di __________ poi lo stabile dell'amministrazione cantonale, ove lavora il ricorrente, è raggiungibile a piedi in una decina di minuti oppure mediante la funicolare che conduce dalla stazione ferroviaria a __________.

5.2.

Il ricorrente vorrebbe dimostrare che il tempo impiegato con l'automobile privata è pari alla metà di quello necessario mediante mezzi pubblici.

Il calcolo proposto non può però essere condiviso.

In primo luogo, dilata i tempi necessari per spostarsi da casa alla stazione di __________ e dalla stazione di __________ al luogo di lavoro. Appare infatti sproporzionata la stima di sedici minuti per raggiungere la stazione di __________ da __________, tanto più che il ricorrente aggiunge un tempo di attesa ulteriore, fra l'arrivo alla stazione e la partenza del treno, che varia da 7 a 35 (!) minuti, a seconda delle coincidenze fra i due mezzi pubblici. Molto più ragionevole apparirebbe evidentemente raggiungere la stazione ferroviaria a piedi, data la breve distanza fra quest'ultima e l'abitazione del contribuente.

Anche la stima di 20 minuti (15 di cammino e 5 di attesa) per il trasferimento dall'ufficio ove lavora alla stazione di Lugano, al momento del rientro, è senz'altro eccessiva.

In secondo luogo, pare eccedere nel senso opposto la valutazione del tempo occorrente per gli stessi spostamenti mediante mezzo privato. Se 25 minuti possono essere sufficienti per raggiungere il centro di __________ dal centro di __________ alle sei e mezza del mattino, a condizione di non imbattersi in incidenti o in condizioni stradali difficili (neve, pioggia...), certo lo stesso non si può dire in relazione al rientro al domicilio. Intorno alle diciassette, infatti, il traffico al centro di __________ è tale da rendere inevitabile una certa perdita di tempo solo per raggiungere l'autostrada. Non molto più agevole è, a quell'ora, l'entrata a __________.

La stima di 50 minuti al giorno per il trasferimento da casa al luogo di lavoro e viceversa mediante il mezzo privato è dunque inaccettabile tanto quella di 150 minuti per il trasferimento con i mezzi pubblici.

Il risparmio di tempo effettivo ammonta certamente a meno di un'ora al giorno.

5.3.

Ne consegue che si può senz'altro pretendere dal ricorrente l'impiego dei mezzi pubblici per recarsi a lavorare e che non vi è quindi ragione di ammettere la deduzione per il mezzo privato.

5.4.

Nelle sue osservazioni del 13 giugno 1996, il ricorrente chiede che, se non gli fosse riconosciuta la deduzione delle spese per l'automobile, gli sia almeno concessa una detrazione di fr. 5'000.– per i mezzi pubblici. Rileva infatti di avere appreso all'udienza che in un caso recentemente deciso da questa Camera è stata confermata una decisione dello stesso Ufficio di tassazione di __________, in cui però alla contribuente, che, come lui, lavorava a , la deduzione per le spese di trasporto era stata concessa nella misura di fr. 5'000.–. A tale proposito, la Camera di diritto tributario non aveva mancato di rilevare, nella sentenza in questione, che la deduzione concessa dall’Ufficio di tassazione appariva «oltremodo generosa», tanto da apparire giustificabile solo nella misura in cui essa tenesse conto non soltanto di tutte le spese di trasferta con il mezzo pubblico, usufruendo delle agevolazioni concesse dagli abbonamenti periodici o addirittura annuali, ma prudenzialmente anche in misura non trascurabile di altre spese di trasporto con il mezzo privato, che si fossero eccezionalmente rese necessarie (CDT n. .. del 10 maggio 1996 in re C.C.). Affermato, anche in quell'occasione, che la situazione concreta della ricorrente giustificava solo la deduzione delle spese per il trasporto con mezzi pubblici, la Camera aveva cioè rinunciato ad effettuare una «reformatio in peius», come avrebbe probabilmente potuto fare, calcolando esattamente i costi effettivamente sostenuti dalla ricorrente.

Allo stesso modo, nel caso qui in esame, la Camera ha rinunciato ad una modifica della decisione impugnata a svantaggio del ricorrente, sebbene il costo annuale dell'abbonamento delle FFS per la tratta __________ -__________ ammonti a fr. 1'503.– all'anno e la deduzione di fr. 3'000.– annui risulti conseguentemente anche in questo caso «oltremodo generosa». La Camera di diritto tributario non può che invitare l'Ufficio di tassazione ad una prassi uniforme.

  1. Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. Le spese processuali consistenti:

a. nella tassa di giustizia di fr. 100.-

b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 50.-

per un totale di fr. 150.-

sono a carico del ricorrente.

  1. Intimazione alle parti.

  2. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

per la Camera di diritto tributario

del Tribunale d’appello

Il Presidente: Il Segretario:

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

commuting deductionpublic transportprivate cartax expensesreasonablenesstime savingcourt costs

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the taxpayer could deduct private-car commuting expenses instead of public-transport costs for IC/IFD 1995-96.

Decisione estratta

Public transport was reasonably available and the time saving by car was less than one hour per day; the private-car deduction was therefore not allowed.

Motivazione estratta

Private-car deduction is exceptional and depends on whether public transport can reasonably be required. The court found the public connection adequate and the taxpayer's time comparison unconvincing.

Questione giuridica chiave

Whether the taxpayer was entitled to a higher deduction for commuting expenses, including parking and public-transport costs.

Decisione estratta

No higher deduction was granted; the challenged deduction was not increased.

Motivazione estratta

The court accepted the tax office's approach and also noted that the existing deduction was already generous.

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