Tax appeal timeliness depends on proof of notification

80.1996.175Altro tribunale11 ott 1996Granted

Sintesi

The taxpayer appealed against the Lugano tax office's refusal to enter into his complaint against an estimated 1995/96 tax assessment. He argued that he had only learned of the assessment upon a later payment reminder, after he had moved out of Ticino. The court held that, for a notification sent by ordinary mail, the authority bears the burden of proving actual service and its date. Since the tax office could not prove when the assessment had been notified or that the taxpayer had otherwise learned of it in time, the complaint could not be treated as late. The refusal to enter into the complaint was annulled and the file remanded for a merits decision, with no court costs.

Regest

Art. 206 cpv. 1 LT 1994; art. 132 cpv. 1 LIFD; notification of tax assessments and burden of proof: when an assessment is served by ordinary mail, the tax authority bears the burden of proving actual notification and its date. If proof is lacking, the complaint period cannot be held to have elapsed. A taxpayer who has not been duly notified may invoke the defect, but must act once aware of the decision; however, mere assumptions as to ordinary postal delivery do not suffice. A refusal to enter into a complaint is unlawful where timely notification is not established (consid. 5-6).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 80.1996.175

Data decisione, Autorità: 11.10.1996, CDT

Incarto n. 80.96.00175

Lugano

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

segretario:

Andrea Pedroli vicecancelliere

statuendo sul ricorso del 24 agosto 1996

in materia di: IC/IFD 95/96

presentato da:


__________, __________ __________,

ritenuto

in fatto ed in diritto


__________ era domiciliato a __________ fino al __________ __________ 1995.

Non avendo il contribuente inoltrato la dichiarazione fiscale 1995/96, con decisione del 22 giugno 1995, l'Ufficio di tassazione di Lugano-Città infliggeva al contribuente una multa disciplinare di fr. 300.– e lo diffidava a presentare la dichiarazione entro 10 giorni, avvertendolo che, decorso infruttuoso tale termine, sarebbe stata emessa una tassazione per apprezzamento.

Con decisione del 20 novembre 1995, l'autorità fiscale gli notificava quindi la tassazione IC/IFD 1995-96, nella quale il reddito era stato commisurato, per apprezzamento, in fr. 61'830.– in media annua.

  1. Il contribuente indirizzava all' Ufficio di tassazione una lettera dal suo nuovo domicilio di __________, in data __________ __________ 1996. Allegava un certificato di salario e chiedeva di essere imposto solo per quanto effettivamente guadagnato.

In data 17 giugno 1996, l'Ufficio di tassazione indirizzava al contribuente una lettera, con cui gli chiedeva di giustificare il ritardo nell'inoltro del reclamo e gli attribuiva a tal fine un termine di due settimane. Il 27 giugno 1996, __________ __________ spiegava all'autorità di tassazione che il ritardo era stato determinato dalla circostanza che egli aveva lasciato il Canton Ticino verso metà ottobre 1995.

L'Ufficio di tassazione si rifiutava di entrare nel merito del gravame, con decisione del 29 luglio 1996, in cui rilevava la tardività dello stesso.

  1. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ __________ contesta la decisione dell'Ufficio di tassazione ed argomenta di avere avuto notizia della tassazione contestata solo ricevendo, il 30 aprile 1996, un richiamo di pagamento dell'imposta federale diretta. Nel merito, chiede di essere tassato conformemente a quanto documentato dal certificato di salario per il 1995, che allega al gravame.

  2. La Camera di diritto tributario deve esaminare preliminarmente non solo se un ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell'Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se l'irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti devono essere retrocessi all'autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre in caso contrario la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

  3. 5.1.

Gli articoli 206 cpv. 1 LT 1994 e 132 cpv. 1 LIFD stabiliscono che contro la tassazione è consentito interporre reclamo scritto all'autorità che ha emesso la tassazione nel termine di 30 giorni dall'intimazione della stessa; tale termine, stabilito dalla legge, è perentorio (art. 192 cpv. 1 LT 1994 e 119 cpv. 1 LIFD). È prevista una deroga solo quando esiste un motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l'inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia, assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante (art. 192 cpv. 5 LT 1994 e 133 cpv. 3 LIFD).

5.2.

Per intimazione o notificazione di un atto si intende la consegna materiale del documento o di un suo esemplare al destinatario (cfr. ASA 45 p. 471; Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht, Zurigo 1979, p. 250 s.; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese annotato, Lugano 1993, p. 180 s.; Knapp, Grundlagen des Verwaltungsrecht, 4a ediz., vol. I, Basilea 1992, p. 157; CDT n. 144 del 15 maggio 1986 in re D.R.; CDT n. 494 del 12 dicembre 1986 in re K.B.). La tassazione si considera notificata il giorno in cui viene debitamente intimata, e non al momento in cui il contribuente ne prende atto. Determinante è che la tassazione entri nella sfera di potere (“Herrschaftsbereich”) del destinatario (Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 3 ad art. 74 DIFD, p. 33).

5.3.

L'autorità può notificare un atto con lettera semplice oppure mediante invio postale raccomandato. Dal profilo giuridico, la differenza fondamentale concerne l'onere della prova circa l'effettiva comunicazione di un atto e la data in cui la stessa ha avuto luogo. Infatti, nel caso della notifica di una decisione con lettera semplice, l'amministrazione deve assumere l'onere della prova in base alla regola dell'art. 8 CCS: questa norma, che ha una portata generale e che si applica sia in diritto privato, sia in diritto pubblico, stabilisce che ove la legge non stabilisca altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve fornirne la prova (DTF 114 III 54, 99 Ib 359). Ora, in caso di invio di una decisione per lettera semplice, l'accertamento del giorno della notifica – determinante per la decorrenza del termine d'impugnazione (DTF 115 Ia 17, 113 Ib 297) – può risultare difficile, specie se il destinatario si è spogliato della busta che la conteneva: in questa evenienza incombe però all'autorità l'onere di provare la data in cui è effettivamente avvenuta la notificazione, non potendosi imporre all'interessato l'obbligo di conservare tutte le buste contenenti una comunicazione proveniente da un'autorità, in previsione di eventuali controversie circa l'osservanza di un termine (DTF 99 Ib 359; Catenazzi, Le insidie dell'invio non raccomandato di atti giudiziali ed amministrativi, RTT 1974, p. 65 ss.). Più volte, il Tribunale federale ha quindi attirato l'attenzione delle autorità sui pericoli che sono insiti negli invii con lettera semplice, adducendo esplicitamente che le controversie relative all'effettiva comunicazione degli atti possono essere evitate soltanto ricorrendo ad una notifica mediante lettera raccomandata o contro avviso di ricevimento: in altre parole, se un'autorità vuole essere sicura che un suo invio giunga al destinatario, deve allora notificarlo con lettera raccomandata (DTF 101 Ia 8, 99 Ib 362, 61 I 8; ASA 27 p. 358; Catenazzi, op. cit., p. 66; Corti, L'intimazione delle decisioni secondo l'art. 14 LPamm, in RDAT II-1995 p. 284 s.; Messaggio del Consiglio di Stato n. __________ del 3 aprile 1996: Modifica, volta ad abolire l'obbligo di intimare gli atti e le decisioni mediante invio postale raccomandato, dell'art. 14 della Legge di procedura per le cause amministrative).

5.4.

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, la mancata o anomala notificazione di una decisione amministrativa, come pure l'omessa o difettosa indicazione del rimedio giuridico, non devono cagionare alcun pregiudizio alle parti (art. 107 cpv. 3 OG e art. 38 PA; DTF 115 Ia 19 consid. 4a, 112 Ia 310 consid. 3). La facoltà del destinatario di invocare vizi formali trova tuttavia il suo limite nel principio della buona fede (DTF 107 Ia 72 consid. 4a p. 76; RDAT 1989 n. 28 p. 87 consid. 5). Il destinatario di un'omessa o irregolare notificazione di una decisione ha sì il diritto di impugnarla anche dopo la scadenza del termine di ricorso ordinario, ma non può differire la sua azione a piacimento. Al contrario, deve agire a salvaguardia dei propri diritti, non appena a conoscenza dell'esistenza di una decisione che lo riguarda (ZBl 95/1994 p. 529 consid. 2b; DTF 112 Ib 417 consid. 2d p. 422, 107 Ia 72 consid. 4a p. 76, 102 Ib 93 consid. 3; STF del 13 giugno 1996 in re E.M., inedita, consid. 5a; inoltre Knapp, Grundlagen des Verwaltungsrechts, 4a ediz., vol. II, Basilea 1993, n. 1920).

  1. 6.1.

Nel caso in esame, l'autorità di tassazione si è rifiutata di entrare nel merito del reclamo del ricorrente, argomentando che quest'ultimo ha presentato il reclamo contro la tassazione intimatagli il 20 novembre 1995 solo il 26 maggio 1996.

Il ricorrente afferma per contro di avere appreso che la tassazione era stata notificata solo ricevendo il richiamo di pagamento del 30 aprile 1996; il reclamo sarebbe perciò tempestivo.

6.2.

Non vi è effettivamente la prova che, come sostiene l'autorità fiscale, la decisione sia stata spedita il 20 novembre 1995 e che sia stata ricevuta di conseguenza nei giorni successivi. È vero, infatti, che l'autorità fiscale procede all'invio delle sue decisioni mediante la Posta B (cfr. Circolare interna del 26 febbraio 1991 dell'ACC ai capi degli Uffici), che comporta la distribuzione «due o tre giorni feriali dopo quello dell'impostazione» (cfr. art. 24 cpv. 1 Ordinanza della legge sul servizio delle poste, RU 783.01), e che pertanto l'intimazione avrebbe dovuto avvenire entro il 23 novembre 1995; non è tuttavia possibile escludere un errore di data nella decisione fiscale, una spedizione irregolare o un disguido nella distribuzione della corrispondenza (cfr. la già citata DTF 99 Ib 362 consid. 3).

Si aggiunga che, effettivamente, all' Ufficio di tassazione è stata comunicata dal Comune di __________ -__________, proprio il 20 novembre 1995, l'avvenuta partenza del contribuente per __________ in data 31 ottobre 1995. Per quanto la decisione in questione non sia stata ritornata al mittente dall'Ufficio postale di __________ e si deve perciò ritenere che sia stata trasmessa al nuovo comune di domicilio, sarebbe comunque stato prudente inviare nuovamente la decisione all'indirizzo __________ del contribuente.

6.3.

L'autorità di tassazione non dimostra, d'altronde, che il contribuente abbia avuto conoscenza dell'esistenza della decisione, per esempio, ricevendo le polizze di versamento del conguaglio di imposta, con l'indicazione della data di intimazione della tassazione, oppure il richiamo e la diffida di pagamento.

6.4.

Poiché dunque l'onere della prova dell'avvenuta intimazione della decisione compete all'autorità di tassazione e, nella fattispecie, tale prova non è stata data, si deve concludere che l'Ufficio di tassazione si è rifiutato a torto di entrare nel merito del gravame.

La decisione impugnata deve pertanto essere annullata e gli atti devono essere rinviati all'Ufficio di tassazione, perché si pronunci nel merito delle censure del ricorrente.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

dichiara e pronuncia

  1. La decisione su reclamo del 29 luglio 1996 è annullata.

§ Gli atti sono rinviati all'Ufficio di tassazione perché entri nel merito del reclamo del contribuente.

  1. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese.

  2. Intimazione alle parti.

  3. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

per la Camera di diritto tributario

del Tribunale d’appello

Il Presidente: Il Segretario:

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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