AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
72.2003.130
Data decisione, Autorità:
18.03.2004, PENAL
Incarto n.
72.2003.130
Lugano,
18 marzo 2004/nh
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dei
giudici:
Agnese
Balestra-Bianchi (Presidente)
e dagli assessori
giurati:
con il
segretario:
Enzo Barenco
Conviene oggi
nell’aula penale di questo Palazzo di giustizia
per giudicare
-
e domiciliato a
detenuto dall'8 gennaio 2003;
-
e domiciliato a
detenuto dal 1° ottobre 2003;
-
e domiciliato a
detenuto dal 31 gennaio 2003;
prevenuto colpevole
di:
A) __________,
__________ e __________, congiuntamente
- incendio
intenzionale
per
avere,
tra il
31.12.2002 ed il 1. gennaio 2003,
a __________,
agendo in correità tra loro,
cagionato
intenzionalmente un incendio,
ritenuto che dal fatto è derivato danno a cose altrui
e pericolo per l’incolumità pubblica,
e meglio
per avere,
ognuno
fornendo il proprio contributo secondo le modalità descritte più sotto,
nottetempo sparso circa 100 litri di benzina all’interno dell’edificio al mapp.
n. __________RFD, di proprietà di __________, immobile situato nel nucleo
abitato del comune di __________ e sede dell’Osteria __________ gestita da
__________, provocato con il proprio agire l’incendio dell’edificio e, di
conseguenza, la sua distruzione; messo inoltre a repentaglio la sicurezza
collettiva per le conseguenze dell’incendio e per il rischio di propagazione
delle fiamme nel nucleo abitato;
osservato in particolare che:
a) __________,
__________ e __________ hanno ripetutamente discusso insieme del progetto e che
__________ ha promesso ai correi una ricompensa complessiva di fr. 10'000.-
per l’esecuzione materiale dell’incendio;
b) __________
e __________ si sono recati insieme il 21.12.2002
presso una stazione di servizio di __________
ad acquistare i 100 litri di benzina poi
utilizzata per appiccare il fuoco; che il combustibile è stato pagato da
__________ e che insieme hanno poi provveduto a depositarlo nella cantina
dell’Osteria __________ in vista del suo ulteriore utilizzo;
c) __________
ha lasciato le chiavi d’accesso all’esercizio pubblico a __________, partendo
poi all’estero;
d) nella
notte tra il 31.12.2002 ed il 1.1.2003 __________ e __________, in assenza di
__________, hanno provveduto a spargere la benzina all’interno dei diversi
locali dell’edificio per appiccare il fuoco, incendio poi prodottosi in seguito
all’accensione anticipata dei vapori di benzina formatisi all’interno dei
locali con conseguente esplosione;
e,
inoltre,
che il loro agire ha provocato danni a beni
mobili ed immobili di terzi per, in totale, almeno fr. 1'150'000.- (cfr. elenco
notifiche di parte civile);
- esplosione
per avere,
nelle circostanze di cui sopra sub. 1,
in correità tra loro,
2.1. intenzionalmente cagionato
esplosione di benzina e con ciò messo scientemente in pericolo l’altrui
proprietà,
e meglio per avere
ritenuta
la ripartizione dei compiti di cui sopra sub. 1,
versando circa 100 litri di benzina all’interno
dell’edificio mapp. __________di proprietà di __________ allo scopo di
incendiarlo, sapendo che il combustibile avrebbe sviluppato vapori la cui
accensione avrebbe a sua volta dato luogo ad un’esplosione e con essa provocato
il danneggiamento dello stabile in questione, inoltre messo a repentaglio beni
mobili ed immobili di numerosi altri proprietari e aventi diritto;
2.2. nelle
medesime circostanze di cui sopra sub. 2.1.,
avendo intenzionalmente cagionato l’esplosione,
ma non avendo per imprevidenza scorto e tenuto
conto delle conseguenze dalla loro azione, messo per negligenza in pericolo la
vita o l’incolumità di persone, segnatamente quella di C.I. __________;
- tentata
truffa, in parte per complicità
per avere,
nel corso del mese di dicembre 2002,
a __________,
in collegamento con il reato di cui sopra sub. 1
per
procacciare a sé od ad altri un indebito profitto,
tentato di ingannare con astuzia una persona
affermando cose false o dissimulando cose vere per indurla in tal modo ad atti
pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui
e meglio
per avere,
__________, agendo quale autore principale
in quanto gestore dell’Osteria __________
organizzato con __________ e __________ l’incendio/esplosione dell’Osteria
__________ e, quindi la distruzione della sede, dell’arredamento e inventario
dell’esercizio pubblico di cui era titolare, provocando nel contempo
l’interruzione dell’attività, volendolo fare apparire come sinistro provocato
da terzi per notificare il danno (mobilio ed interruzione dell’attività
commerciale) alla propria compagnia d’assicurazione __________ nell’intento di
indurla a versargli un risarcimento in realtà non dovuto, segnatamente avendo
egli a questo fine:
nel corso
del mese di dicembre 2002 discusso del suo progetto a più riprese con
__________ e __________, promettendo loro un compenso complessivo di fr. 10'000.-
per l’incendio/esplosione dell’esercizio pubblico;
il
21.12.2002 accompagnato con la propria vettura __________ presso la stazione di
servizio __________ di __________
dove ha acquistato e pagato personalmente 100
litri di benzina, ritornando in seguito con __________ presso l’Osteria
__________ dove sono stati depositati i fusti di benzina in vista del suo
ulteriore utilizzo;
lasciato
le chiavi dell’esercizio pubblico a __________,
avendo egli previsto di partire in vacanza e di
essere assente quando sarebbe stato dato fuoco, rispettivamente fatto esplodere
l’Osteria (intento poi effettivamente realizzato la notte di Capodanno);
__________ e __________ agendo quali complici
sapendo
dell’intento di __________ di ottenere un indebito risarcimento dalla propria
compagnia d’assicurazione in seguito alla distruzione dell’Osteria __________a,
incendiato, rispettivamente fatto esplodere nella notte tra il 31.12.2002 ed il
1.1.2003 l’esercizio pubblico in questione e, quindi, aiutato intenzionalmente
altri a tentare di commettere un crimine o un delitto;
B) __________
singolarmente
- falsità
in documenti
per
avere,
il 30 novembre 2000, a __________,
al fine di procacciarsi un indebito profitto,
attestato in un documento, contrariamente alla
verità,
un fatto di importanza giuridica,
e meglio
per avere
allestito
un contratto di lavoro con __________,
titolare del certificato di capacità per la
gestione di esercizi pubblici, da cui risultava che questa era stata assunta in
qualità di gerente dell’Osteria __________ dietro versamento di un salario di
fr. 3'100.- lordi mensili mentre in realtà avrebbe percepito fr. 1'000.-
mensili netti, ingenerando in tal modo l’impressione errata che avrebbe svolto
l’attività di gerente a tempo pieno ciò che, a sua volta, avrebbe consentito a
__________ di ottenere l’autorizzazione cantonale alla gestione dell’esercizio
pubblico;
- conseguimento
fraudolento di una falsa attestazione
per
avere,
il 30 novembre 2000, a __________,
presentando all’Ufficio cantonale dei permessi un
contratto di lavoro falsificato in ordine alla remunerazione e, quindi,
alla presenza e ruolo presso l’Osteria __________
della gerente __________ (cfr. sopra sub. 4),
ovvero usando inganno e così determinando il
responsabile del predetto Ufficio a rilasciare l’attestato di autorizzazione
alla gestione d’esercizio pubblico, indicante diversamente dalla realtà quale
gerente __________,
indotto un funzionario ad attestare in un
pubblico documento, contrariamente alla verità, un fatto d’importanza
giuridica;
fatti avvenuti:
nelle indicate circostanze di tempo e luogo;
reati previsti:
dagli art. 221 cifra. 1, 223 cifra. 1, 223 cifra 2, 146 in rel. con art. 21 e
in parte 25, 251 e 253 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa ___
del 26 novembre 2003, emanato
dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ __________.
§ L'accusato
Espleti i pubblici dibattimenti
giovedì 11 marzo 2004 dalle ore 9:20 alle ore 18:15
venerdì 12 marzo 2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:10
lunedì 15 marzo 2004 dalle ore 9:00 alle ore 17:30
martedì 16 marzo 2004 dalle ore 9:00 alle ore 15:40
mercoledì 17 marzo 2004 dalle
ore 9:00 alle ore 16:05
giovedì 18 marzo 2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:55
D'accordo le
parti l'atto d'accusa al punto n. 5 relativo all'imputazione per __________ di
"conseguimento fraudolento di una falsa attestazione" è corretto
nell'elemento temporale che deve essere inteso "tra il 30 novembre 2000 e
il 6 dicembre 2000".
Subordinate (250 CPP)
Cautelativamente il Presidente,
d'accordo le parti, prospetta a tutti gli accusati
F per il reato di incendio
intenzionale (ad 1 AA), in subordine il reato di tentato incendio
intenzionale, per avere intenzionalmente versato benzina nei locali
dell'Osteria __________ alfine di appiccarvi il fuoco
F per il reato di esplosione (ad 2
AA), in subordine il reato di esplosione colposa e incendio colposo
(o se per le parti è meglio, esplosione per negligenza e incendio per
negligenza) per avere nelle circostanze di cui sub. 1 cagionato per negligenza
l'esplosione e l'incendio dello stabile Osteria __________ che venne distrutto,
danneggiando il proprietario, terzi e mettendo in pericolo l'incolumità altrui
segnatamente anche __________.
Sono
pervenute alla Corte:
·
lettera 8.1.2003 dell'avv. __________, per
__________ con la quale si costituisce Parte civile (doc. TPC _)
·
lettera 11.12.2003 e 1.2.2004 di __________ con
le quali si costituisce Parte civile per Euro 2'115.-- (doc. TPC _ e _)
·
lettera 9.2.2004 della __________, per
__________, __________ e __________, con la quale si costituisce Parte civile
(doc. TPC _)
·
lettera 13.02.2004 della __________, per
__________, con la quale si costituisce Parte civile per fr. 11'000.-- (doc.
TPC _)
·
lettera 19.2.2004 della __________ per il
proprio dipendente __________, con la quale si costituisce Parte civile per fr.
2'800.-- (doc. TPC _)
·
lettera 27.2.2004 dell'Ufficio della difesa
contro gli incendi, Bellinzona, con la quale si costituisce Parte civile per
fr. 12'302.90 (intervento dei pompieri di __________ - doc. TPC _)
Sentiti § Il
Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale premette come solo
la fortuna abbia evitato che il "botto di __________ " si sia trasformato
in una vera e propria tragedia e come l'inchiesta e l'assunzione delle
informazioni si sia rivelata alquanto difficoltosa, vuoi per l'indisponibilità
degli accusati (__________e __________ ricoverati all'ospedale, __________
assente all'estero), vuoi per le sensazioni di timore e paura per ripercussioni
dovute a dichiarazioni rilasciate alle Autorità inquirenti esternate dall'una o
dall'altra persona interrogata. Rievoca brevemente i fatti immediatamente
successivi all'esplosione, illustra la situazione generale dell'Osteria
__________ prima dell'incendio, i rapporti d'amicizia e di parentela tra i
protagonisti e diversi individui coinvolti, la cronologia e la tempistica degli
avvenimenti, gli elementi oggettivi certi, incontestabili ed incontrovertibili
e le versioni non del tutto corrispondenti rese dagli imputati
(__________ammette di essere l'autore materiale dell'incendio, indica in
__________ il mandante, la truffa all'assicurazione il movente di tutta
l'operazione; __________ ammette di essere con __________ l'autore materiale
dell'incendio dell'Osteria __________, riferisce che gli è stato detto che
questo è avvenuto per compiere una vendetta, ammette di non aver mai creduto a
ciò e di aver pensato che in realtà il mandante era __________ senza del resto
saperlo positivamente; __________ nega ogni suo coinvolgimento). Esamina la
plausibilità dei moventi - infondati quelli alternativi dell'estorsione risp.
della vendetta e della ritorsione, concreto quello di truffare l'assicurazione
-
e i diversi indizi che dimostrano la colpevolezza quale mandante di
__________. Dal profilo del diritto, conferma le qualifiche giuridiche dei
fatti in esame, così come formulate con l'atto d'accusa, di incendio
intenzionale (oggettivamente a loro imputabile, avendo creato le condizioni
affinchè l'immobile si incendiasse ed essendo il risultato corrispondente alla
loro volontà e ai loro intendimenti) in concorso con il reato di esplosione
(intenzionale per la messa in pericolo dell'altrui proprietà, per negligenza della
vita e dell'incolumità di persone), subordinatamente di esplosione colposa, di
tentata truffa (quali complici per __________ e __________), ed inoltre per
__________ di falsità in documenti e conseguimento fraudolento di una falsa
attestazione. Riconosce per __________ l'applicazione dell'art. 66bis CP, viste
le gravi conseguenze patite dal suo illecito agire, nelle forme della riduzione
della pena ma non in quella dell'esenzione e ciò per i motivi e le modalità di
commissione del reato. Conferma pertanto integralmente l'atto d'accusa in esame
e conclude chiedendo che:
__________ venga condannato a:
5 anni di
reclusione
10 anni di
espulsione
- __________ venga condannato a:
4 anni di
reclusione
10 anni di
espulsione
- __________, recidivo specifico, venga condannato a:
2 anni e 3 mesi di
reclusione
10 anni di
espulsione
Chiede inoltre la confisca di tutto quanto in sequestro e il rinvio di tutte le
parti civili al competente foro civile per le richieste di risarcimento.
§ Il
Difensore di __________, il quale evita di soffermarsi e di dilungarsi
sulla ricostruzione dei fatti, preoccupandosi invece di analizzare l'aspetto
tecnico centrato sul concetto dell'impunità ai sensi dell'art. 66bis CP
(introdotto dal legislatore con effetto 1.1.1990); normativa questa, che il
difensore ritiene possa oggi trovare spazio, perché in presenza di tutti i
requisiti necessari (l'autore è stato colpito direttamente dall'azione, i danni
fisici e psichici sono manifestamente dati e i danni economici sono ingenti) e
che il TF ha già avuto modo di stabilire non riguardare solo reati commessi per
negligenza, bensì anche reati gravi intenzionali. Ripercorre pertanto
brevemente la cartella clinica del suo patrocinato e passa in rassegna il
contenuto dei diversi certificati medici agli atti, che stanno a dimostrare ed
a certificare i gravissimi e irreversibili danni subiti da __________, talune
lesioni guaribili sull'arco di alcuni anni, altre invece che rimarranno
permanenti. Per quel che concerne l'imputazione del punto 2 AA, ritiene che gli
autori materiali non possano essere condannati nè per esplosione intenzionale
(non hanno mai voluto fare esplodere l'Osteria __________ e nemmeno l'hanno mai
immaginato, risp. il dolo eventuale non è sufficiente per realizzare la cifra 1
dell'art. 223 CP), né per esplosione colposa (gli esecutori non potevano
prevedere l'esplosione e neppure evitarla e poi anche perché questo reato è da
intendere consumato da quello di incendio) per cui devono essere prosciolti.
Contesta pure il reato di incendio intenzionale, poiché __________ e __________
non hanno avuto il tempo per appiccare il fuoco, quest'ultimo conseguenza di
una esplosione non desiderata e non voluta, e ne chiede la derubrica in tentato
incendio intenzionale. Per il reato di complicità in tentata truffa chiede pure
il proscioglimento di __________ qualora __________ dovesse essere a sua volta
prosciolto, rimettendosi al giudizio della Corte per quel che riguarda
l'accertamento dell'inganno astuto e la valutazione della valenza giuridica
della mancata notifica del sinistro alla compagnia assicurativa. In
considerazione di quanto esposto e per tutte le sofferenze fisiche e psichiche
patite e che verosimilmente patirà anche in futuro, chiede alla Corte che
__________ indipendentemente dalla sua colpevolezza abbia ad essere mandato
esente da ogni pena e che questa sua impunità trovi applicazione anche per la
pena accessoria d'espulsione. Chiede il rinvio delle Parti civili al foro
civile competente per tutte le pretese di risarcimento.
§ Il
Difensore di __________ (avv. __________), il quale nella sua premessa
ritiene la proposta di pena "terrificante e fuori da ogni misura", se
paragonata ad altri casi analoghi e cita al riguardo la sentenza 27.1.1988 di
una nostra Corte d'Assise Criminali. Esprime meraviglia per la richiesta di
espulsione formulata dalla Pubblica accusa, che intende colpire un cittadino
straniero da trent'anni in Svizzera, dove ha il centro dei suoi interessi e
dove pure risiedono tutti i suoi famigliari. Sostiene che __________ ha tutto
contro sin dall'inizio dell'inchiesta, salvo una cosa: la prova provata del
suo coinvolgimento nei fatti di __________. Pone quindi in risalto la
personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato; rievoca i
precedenti penali di __________, tutti piccoli espedienti se confrontati con la
gravità di quelli a carico degli autori materiali. Richiamato per la Corte il
principio "in dubio pro reo", procede all'esame dei fatti e sostiene
che la situazione finanziaria del suo cliente era a quell'epoca soddisfacente e
non disperata, che la storia della truffa all'assicurazione alla base del
teorema della pubblica accusa difetta nelle cifre, che è perlomeno strano che
__________ prima cerchi l'alibi (prenotazione viaggio a __________) e poi gli
esecutori materiali, che alla fine di gennaio 2003 egli, pur sapendo di essere
considerato da tutti il vero "colpevole", rientra in Ticino e si
costituisce malgrado sappia ciò che lo aspetta. Sulle versioni rese dai coaccusati,
ritiene quella di __________ (che non coinvolge __________) coerente e sempre
identica sui fatti fondamentali, al contrario di quella di __________
contrastante e incongruente (sul compenso, sulla benzina, sulle taniche, sulle
chiavi, sul natel della parrucchiera), cambiata in continuazione con il solo
motivo di scaricare su __________ le responsabilità principali dell'evento
criminoso, divenendo così semplice "gregario" e trasformando una
odiosa vendetta in una truffa assicurativa. Tutto ciò detto il difensore chiede
per __________ il proscioglimento.
§ Il
Difensore di __________, il quale si associa al difensore di __________
quando considera le pene proposte dalla pubblica accusa
"terrificanti"; evidenzia che, se per __________ la Corte potrà forse
ammettere l'applicazione dell'art. 66bis CP, non dovrà però dimenticare che
sotto le macerie c'è finito anche il suo patrocinato, con le sofferenze fisiche
e le conseguenze note, di cui bisognerà giustamente tener conto. In diritto,
contesta il reato di esplosione intenzionale - in concorso con l'incendio
intenzionale - poiché mai gli autori materiali hanno voluto e nemmeno
immaginato di far esplodere l'Osteria __________ e poi anche perché il solo
dolo eventuale non è sufficiente per realizzare il reato ("scientemente"
cita l'art. 223 cfr. 1 CP); contesta pure il reato di esplosione colposa poiché
da intendersi consumato da quello di incendio intenzionale. Contesta inoltre il
reato di complicità in tentata truffa e, in caso di proscioglimento di
__________, chiede anche per il suo cliente lo stralcio dell'imputazione.
Conclude chiedendo che __________ abbia ad essere riconosciuto colpevole solo
di tentato incendio intenzionale oppure di incendio intenzionale consumato
[deciderà in tal senso la Corte], e di conseguenza che abbia ad essere
condannato ad una pena detentiva che gli permetta di riguadagnare, se
possibile, da subito la libertà, avendo egli già pagato il proprio debito con
la giustizia con i quindici mesi di carcere preventivo espiato. Chiede il rinvio
delle Parti civili al competente foro per le pretese di risarcimento, ritenuto
che quelle formulate dalle assicurazioni hanno da essere respinte perché non ne
hanno diritto.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i
seguenti
quesiti: A. __________
- è autore
colpevole di:
1.1. incendio
intenzionale
commesso, concorrendo
con __________ e __________,
nel cagionare
intenzionalmente l'incendio dello stabile in cui era sita l'Osteria __________,
a __________, la notte
tra il 31.12.2002 e il 1.1.2003
e meglio come
descritto nell'atto d'accusa?
1.1.1. trattasi
invece di tentato incendio intenzionale?
1.1.1.1 in
concorso con incendio colposo?
1.2. esplosione
commessa, concorrendo
con __________ e __________,
1.2.1. nell'aver
intenzionalmente cagionato l'esplosione di benzina, con ciò mettendo
scientemente in pericolo l'altrui proprietà?
1.2.2. nell'aver
intenzionalmente cagionato l'esplosione di benzina con ciò mettendo per
negligenza in pericolo la vita o l'incolumità di persone, segnatamente di C.I.,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.2.3. ha
egli invece cagionato l'esplosione per negligenza?
1.3. tentata
truffa
per avere, cagionando
l'incendio suddetto,
tentato di ingannare
con astuzia i responsabili della __________ per ottenere un indebito
risarcimento,
a __________, nel
corso del dicembre 2002,
e meglio come
descritto nell'atto d'accusa?
1.4. falsità
in documenti
in relazione al
contratto di lavoro stipulato con __________, falso in punto alla remunerazione
realmente pattuita,
a __________, il
30.11.2000?
1.5. conseguimento
fraudolento di una falsa attestazione
commesso ingannando il
responsabile dell'ufficio cantonale dei permessi a mano del falso contratto
stipulato con __________ in punto al salario e quindi alla presenza della donna
come gerente nell'esercizio pubblico, ottenendo così l'autorizzazione alla
gestione dello stesso,
a __________, tra il
30.11.2000 e il 6.12.2000?
- Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:
2.1. privativa
della libertà?
2.2. accessoria
dell'espulsione?
- Deve
un risarcimento alle seguenti Parti civili:
3.1.
__________ (avv. __________)?
3.2. _PC2
3.3._PC3
3.4.
_PC4
3.5. _PC5 (TPC 24)
3.6.
_PC6
3.7.
_PC7
3.8.
_PC8
3.9.
3.11.
_PC10
3.12.
_PC11
3.13.
__________,
3.14.
_PC13
3.15.
_PC14
3.16.
_PC15
3.17.
_PC16
3.18.
_PC17
3.19.
_PC18
3.20. _PC19 __________
3.21. _PC20 __________
3.22.
_PC21
3.23. __________,
3.24. _PC23
rne
3.25.
_PC24
3.26. __________
3.27. __________
3.28. Ufficio
della difesa contro incendi per lo Stato del Canton Ticino, 6500 Bellinzona
(TPC 32)
B. __________
- è
autore colpevole di:
1.1. incendio
intenzionale
commesso, concorrendo
con __________ e __________,
nel cagionare
intenzionalmente l'incendio dello stabile in cui era sita l'Osteria __________,
a __________, la notte
tra il 31.12.2002 e il 1.1.2003,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.1.1. trattasi
invece di tentato incendio intenzionale?
1.1.1.1 in
concorso con incendio colposo?
1.2. esplosione
commessa, concorrendo
con __________ e __________,
1.2.1. nell'aver
intenzionalmente cagionato l'esplosione di benzina, con ciò mettendo
scientemente in pericolo l'altrui proprietà?
1.2.2. nell'aver
intenzionalmente cagionato l'esplosione di benzina con ciò mettendo per
negligenza in pericolo la vita o l'incolumità di persone, segnatamente di C.I.,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.2.3. ha
egli invece cagionato l'esplosione per negligenza?
1.3. complicità
in tentata truffa
per avere, cagionando
l'incendio suddetto,
aiutato __________ nel
tentativo di ingannare con astuzia i responsabili della __________ per ottenere
un indebito risarcimento,
a __________, nel
corso del dicembre 2002,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
-
È
egli recidivo?
-
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:
3.1. privativa
della libertà?
3.2. accessoria
dell'espulsione?
- Deve ex art. 66 bis CP:
4.1. andare esente dalla pena:
4.1.1. privativa
della libertà?
4.1.2. accessoria
dell'espulsione?
4.2. beneficiare
di un'attenuazione della pena:
4.2.1. privativa
della libertà?
4.2.2. accessoria
dell'espulsione?
- Deve
un risarcimento alle seguenti Parti civili:
5.1.
__________)?
5.2. Comune
di __________?
5.3.
__________?
5.4.
__________?
5.5.
__________?
5.6.
__________?
5.7.
__________?
5.8.
__________?
5.9.
__________?
5.10.
__________?
5.11.
__________?
5.12.
__________?
5.13.
__________,?
5.14.
__________?
5.15.
__________?
5.16.
__________?
5.17.
__________?
5.18.
__________?
5.19.
__________?
5.20.
__________?
5.21.
__________?
5.22.
__________?
5.23.
__________?
5.24.
__________?
5.25.
__________?
5.26. __________?
5.27. __________?
5.28. Ufficio
della difesa contro incendi per lo Stato del Canton Ticino, 6500 Bellinzona?
C. __________
- è
autore colpevole di:
1.1. incendio
intenzionale
commesso, concorrendo
con __________ e __________,
nel cagionare
intenzionalmente l'incendio dello stabile in cui era sita l'Osteria __________,
a __________, la notte
tra il 31.12.2002 e il 1.1.2003,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.1.1. trattasi
invece di tentato incendio intenzionale?
1.1.1.1 in
concorso con incendio colposo?
1.2. esplosione
commessa, concorrendo
con __________ e __________,
1.2.1. nell'aver
intenzionalmente cagionato l'esplosione di benzina, con ciò mettendo
scientemente in pericolo l'altrui proprietà?
1.2.2. nell'aver
intenzionalmente cagionato l'esplosione di benzina con ciò mettendo per
negligenza in pericolo la vita o l'incolumità di persone, segnatamente di C.I.,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.2.3. ha
egli invece cagionato l'esplosione per negligenza?
1.3. complicità
in tentata truffa
per avere, cagionando
l'incendio suddetto,
aiutato __________ nel
tentativo di ingannare con astuzia i responsabili della __________ per ottenere
un indebito risarcimento,
a __________, nel
corso del dicembre 2002,
e meglio come
descritto nell'atto d'accusa?
- Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:
2.1. privativa
della libertà?
2.2. accessoria
dell'espulsione?
- Deve
un risarcimento alle seguenti Parti civili:
3.1.
__________)?
3.2. Comune
di __________?
3.3.
__________?
3.4.
__________?
3.5.
__________?
3.6.
__________?
3.7.
__________?
3.8.
__________?
3.9.__________?
3.10. __________?
3.11.
__________?
3.12.
__________?
3.13.
__________?
3.14.
__________?
3.15.
__________?
3.16.
__________?
3.17.
__________?
3.18.
__________?
3.19.
__________?
3.20.
__________?
3.21.
__________?
3.22.
__________?
3.23.
__________?
3.24.
__________?
3.25.
__________?
3.26. __________?
3.27. __________?
3.28. Ufficio
della difesa contro incendi per lo Stato del Canton Ticino, 6500 Bellinzona?
D. Deve
essere confiscato quanto in sequestro?
Considerato in
fatto
- Vita
e precedenti di __________
1.1. __________,
oggi quarantaquattrenne, è nato e cresciuto in Calabria, a Mesoraca, in seno
alla famiglia, composta dai genitori, da due fratelli e da una sorella.
A Mesoraca egli ha frequentato le scuole che ha
abbandonato dopo la seconda media.
All'età di 15 anni, dopo un soggiorno di quattro
mesi a Torino, presso uno zio, ha raggiunto il Ticino, dove già lavorava, il
padre che era al beneficio di un permesso di dimora.
Era il 1975/76 circa e __________, insieme al
padre, ha iniziato a lavorare presso la ditta dei fratelli __________a. Ivi fu
attivo, come operaio, per un paio di anni. Passò poi al servizio della ditta di
giardinaggio __________.
Dopo qualche anno, fu assunto come operaio,
presso una ditta attiva nella fabbricazione di penne a sfera, sita in zona di
__________.
Nel 1985 circa, iniziò a lavorare presso la
__________ dove rimase per circa dieci anni. Quando lasciò il posto guadagnava,
a suo dire, attorno ai fr. 3'000.- al mese.
È del 1995, infatti, la sua decisione di mettersi
in proprio come esercente, anche se non ha mai frequentato i corsi per
acquisire il certificato di capacità. Ritirò da terzi il Bar __________, ove
lavorò per un anno, un anno e mezzo circa. In aula, __________ ha dichiarato di
aver avuto ad un certo momento una buona occasione per vendere il bar per cui,
di fatto, lo vendette. Per finire, però, ne uscì alla pari, senza cioè
conseguire un utile. __________ ha infatti sostenuto al dibattimento di aver
acquistato il bar pagando fr. 80'000.- (in parte finanziatigli da terzi) e di
averlo ceduto per una cifra equivalente.
Sta di fatto che dopo la vendita del bar, egli
rimase disoccupato. Potè iscriversi alla disoccupazione, col che percepì per
due anni la relativa indennità di circa fr. 3'500.- al mese.
Scaduto il periodo della disoccupazione, tramite
la __________, trovò dei lavori temporanei, per cui, per brevi periodi, fu
impiegato come giardiniere, risp. operaio presso diverse ditte.
Era il 1999. I suddetti periodi di lavoro gli
consentirono di controllare, per ulteriori sette mesi, ovvero dal 1.3.2000 al
30.9.2000, la disoccupazione. Le relative indennità se le fece versare sul
conto che all'epoca aveva presso il __________ e le ha utilizzate per vivere.
Dall'estratto conto in atti, risulta che per il
suddetto periodo egli ha percepito indennità dell'ordine di circa fr.
2'600.-/2'800.- mensili.
Durante l'estate del 2000, __________ trattò con
__________ (risp. con la figlia __________) l'acquisto dell'Osteria __________
di __________, acquisto che si perfezionò a partire dall'ottobre 2000. Ma di
ciò si dirà meglio in seguito.
1.2. __________
è celibe, non si è mai sposato. Il 18.2.1983 ha avuto un figlio dall'allora
convivente __________ i, cittadina svizzera. Il giovane porta il cognome del
padre. La relazione tra l'accusato e __________ è durata a lungo, all'incirca
venti anni. Del loro rapporto la donna ha parlato nel verbale PS _, dal quale
risulta, in estrema sintesi, che i due, pur dividendo l'appartamento di
__________, conducevano per il resto vita privata indipendente. Infatti,
__________, da qualche tempo, aveva instaurato una "affettuosa"
amicizia con la cameriera (da lui assunta nel marzo 2001) di nome __________,
detta in seguito __________.
La donna, già madre a __________ di due figli
avuti da __________, era anni fa', venuta in Svizzera ove aveva sposato tale
__________, acquisendo la cittadinanza elvetica. Essa aveva poi divorziato
dallo __________ e aveva sposato il padre dei propri figli, col quale è tornata
in Ticino.
__________ lavora come operaio presso la
__________ e la moglie, dal marzo 2001, è stata - come cennato - assunta come
cameriera-donna tuttofare da __________.
Fino al 31.12.2002, __________ abitava col marito
a __________, in via __________, presso il distributore __________ di
__________.
I coniugi __________ possiedono a __________, una
piccola casa unifamiliare, ove solgono recarsi (anche poichè ivi vivono i loro
più stretti parenti) per le vacanze.
Nell'ultimo viaggio del 22.12.2002, essi si sono
fatti accompagnare nella loro isola da __________, avendo già nel settembre
2002 ordinato presso l'agenzia __________ di __________ tre biglietti d'aereo.
Essi ivi rimasero fino al 28.1.2003, con __________ che fu da loro ospitato
nella loro abitazione.
__________, in aula, ha confermato che intraprese
il viaggio per fare un po' di vacanza (a suo dire non ne aveva più fatte da circa
due anni) nonché per sottoporsi a cure dentarie, assai meno costose a
__________ rispetto che a __________.
Per le spese dentarie sostenute egli ha prodotto
delle fatture che sono state allegate al suo verbale del 30.1.2003 (cfr. PS _).
1.3. __________
sostiene di avere sempre intrattenuto ottimi rapporti coi genitori che vivono a
__________ e anche col fratello __________ che abita a __________, a pochi
passi dall'Osteria __________.
Con l'altro fratello e con la sorella, pure
residenti con le loro famiglie nel __________, __________ dichiara di avere
minori contatti.
A Mesoraca, egli ha diversi parenti, zii e
cugini, coi quali pure, lui e i suoi familiari, hanno negli anni mantenuto
buoni e durevoli rapporti.
Come testè cennato, il fratello __________ abita
a __________, a pochi metri dal sedime su cui sorgeva l'Osteria __________.
Segnatamente __________ viveva e vive al 5° piano
dello stabile in cui è sito il bar "Albergo __________e", insieme
alla compagna __________ e al loro figlioletto __________.
Data la vicinanza con l'Osteria __________,
__________ aveva autorizzato il fratello __________ a parcheggiare la sua auto
su detto sedime, col che tutte le volte che voleva/doveva spostarsi con l'auto,
__________ passava necessariamente per detto fondo e ciò fino al 31.12.2002,
tant'è che la sua auto, quella notte, patì dei danni a causa
dell'incendio-esplosione per cui qui si procede. In aula è stato pacificamente
accertato che il transito di __________ sul fondo di cui è questione era
costante e usuale. __________ ha altresì dato atto che il fratello utilizzava
anche una piccola porzione di terreno del __________ per farvi l'orto e
usufruiva di un ripostiglio in cui teneva gli attrezzi da giardino.
1.4. Come
risulta dal contratto di data 22.9.2000 (cfr. cl. 15, all. _), __________ ha
comprato l'Osteria __________ (non già i muri che - come si dirà in seguito -
appartengono a __________ di __________, bensì l'arredamento, le attrezzature,
l'inventario-merce nonchè le licenze per alcolici, ecc.) per fr. 72'000.- (fr.
73'000.- a suo dire, il che nulla cambia nella sostanza) che ha soluto alla
venditrice nel modo seguente (cfr. suo verbale PS _ p. 2, confermato al
dibattimento):
" D: da chi
ha comperato il __________ e quanto ha pagato?
R: l'ho acquistato da __________ ed ho pagato
fr. 73'000.-. fr. 22'000.- erano miei della mia cassa
pensioni, fr. 30'000.- mi erano stati dati in prestito dalla birra __________,
fr. 5'000.- mi sono stati dati in prestito da __________, fr. 10'000.- me li ha
dati mio padre che a sua volta aveva preso fr. 7'000.- in prestito dal
__________, fr. 10'000.- me li ha infine dati mia madre attingendo a suoi
risparmi…"
La liberazione del suo avere pensionistico è
documentato dagli estratti bancari acquisiti presso la Banca __________
(infatti a partire dall'estate-autunno 2000, __________ non ha più utilizzato
il conto co. __________, bensì un conto aperto presso la __________ di
__________; cfr. classeur _, all. _).
Con la __________ (per la birra __________),
__________ ha stipulato un contratto che prevedeva il rimborso del prestito
ottenuto con pagamenti rateali mensili, per i quali egli ha passato alla
__________ un ordine permanente di addebito di fr. 580.- mensili che risultano
essere stati pagati regolarmente (salvo per il novembre 2002) per cui, al
31.12.2002, il debito restante ammontava a fr. 15'000.- circa. A dire di
__________ il debito con la __________ (per il caffè), a fine 2002, l'aveva
quasi integralmente rimborsato.
Si è testè accennato al fatto che il proprietario
dei muri e del fondo su cui sorgeva l'Osteria __________ è __________. Al
riguardo è qui d'uopo riprodurre le dichiarazioni da lui rese in Polizia il
giorno 1.1.2003, lette al dibattimento:
" Sono
__________, 1927, domiciliato a . Voglio subito precisare che al
momento il mio stato di salute è alquanto precario, infatti nell'estate 2001
(luglio ed agosto) ho subito un ictus cerebrale seguito da un infarto. Sono
stato ricoverato all' per due mesi ed ho pure subito una operazione
chirurgica al cuore. Inoltre al momento sono pure influenzato. Questa mattina,
01 gennaio 2003 verso le ore 0100 mia moglie __________ rispondeva ad una
telefonata giunta al collegamento del nostro domicilio. All'apparecchio era
l'agente Polcom __________ il quale la informava che a __________ presso lo
stabile di mia proprietà era avvenuta poco prima un'esplosione e che lo stabile
era andato praticamente distrutto. Mia moglie mi riferiva immediatamente Il
contenuto della comunicazione telefonica. Siccome ammalato, mia moglie riferiva
che non potevo recarmi in luogo e ciò non era possibile neppure per mio figlio
__________, pure domiciliato a __________ il quale è assente unitamente alla
moglie ed alla figlioletta essendosi recato ad __________ in visita ai suoceri ed
il suo rientro è previsto unicamente il 20 gennaio 2003.
Essendo pure mia moglie ammalata non abbiamo
potuto recarci in luogo per un controllo. In fine mattinata abbiamo poi
ricevuto una ulteriore telefonata da parte dell'agente interrogante e ci siamo
accordati di vederci oggi presso questi uffici onde essere verbalizzato.
Come detto io sono il solo proprietario dello
stabile di Via __________ a __________ ove ha sede il Ristorante __________ e
chiaramente oltre al citato stabile sono pure proprietario di tutto il terreno
adiacente. Se non erro si tratta della particella unica nr. __________del RFD
del Comune di __________.
Tutta questa proprietà io l'avevo ereditata circa
50 anni orsono dopo il decesso di mio padre che ne era il precedente
proprietario e come detto ne ero divenuto l'unico proprietario. L'abitazione
ove ha sede il Ristorante __________ l'avevo completamente fatta ristrutturare
nell'anno 1961 da parte dell'Impresa Costruzioni __________. La citata
abitazione è sempre stata affittata allo scopo di esercizio pubblico a parte un
locale nella parte sud dello stabile, al pianterreno che veniva affittato come
locale parrucchiere, prima da uomo ed in seguito da donna o unisex.
Per quanto riguarda i diversi contratti di
affitto per il citato stabile, sino al 1987 si trovano presso lo studio
dell'avv. __________, legale che si occupava dei nostri interessi.
Dal 1987 sino alla fine di giugno 1994, gerente
del locale era il sig. __________. Preciso però che se non erro dal febbraio
1994 al luglio 1994 la conduzione del citato EP era stata affidata al sig.
__________ che era assistito dal collega __________. I due personaggi citati
erano rappresentanti della ditta __________ con sede a __________ presso lo
studio fiduciario del sig. __________.
Nell'ottobre 1994 lo stabile veniva affittato
alla ditta __________ rappresentato dall'amministratore unico sig. __________.
AI momento non rammento il nome della gerente ma mi pare abitasse a __________
o __________. lo ho subito una perdita di oltre 20'000.- fr. causa mancato
pagamento di diversi mesi di affitto e nel giugno 1996 il mio legale chiedeva
la restituzione delle chiavi dello stabile che appunto era stato abbandonato
dalla __________. Dall'inizio luglio 1996 subentrava il sig. __________, domiciliato
a __________ e la gerente era una signora di __________ di cui mi sfugge il
nome.
Anche in questo caso ho subito una perdita
finanziaria non indifferente infatti lo stesso non mi ha pagato diversi mesi di
pigione e si è poi reso irreperibile con la fine di febbraio 1997. La pigione
annua ammontava a frs. 48'000.- da pagare anticipatamente in rate trimestrali
ammontanti a frs. 12'000.-.
Da inizio marzo 1997 lo stabile in questione
veniva affittato al sig. __________ domiciliato ad __________ in Via __________
(mi manca il contratto di affitto che dovrebbe essere dall'avvocato
__________). Non rammento chi fosse la gerente per il citato __________.
L'esercizio pubblico era frequentato in massima parte da cittadini calabresi.
Nel mese di luglio 1998 il __________ ci scriveva comunicandoci che dal 01
marzo 1998 l'EP __________ era stato da lui ceduto al sig. __________ e quale
gerente vi era la figlia di quest'ultimo, __________. Praticamente io sono
stato messo al corrente dei fatti quando tutto era già cambiato e senza che
potessi fare nulla.
Ho pertanto eseguito un nuovo contratto di
affitto in data 01.07.1998 con la ditta Osteria __________ rappresentata
dall'amministratrice unica sig.ra __________. Anche in questo caso gli
avventori erano unicamente gente del sud Italia e meglio i calabresi. Nel
febbraio 1999 la Osteria __________ mi scriveva dicendomi che avrebbe abbassato
l'affitto mensile a frs. 3000.- siccome il ricavo non era sufficiente a coprire
le spese. Da parte mia sono praticamente stato costretto ad accettare siccome
altrimenti anche in questo caso avrei perso del denaro. In data 12.09.2000
l'amministratrice unica della Osteria __________ sig.ra __________ mi scriveva
informandomi che rinunciava al contratto di affitto e questo unicamente se in
favore del sig. __________ di Via __________. Da parte mia ho quindi stipulato
un nuovo contratto di affitto con il citato __________ e questo in data
01.10.2000 (contratto di 5 anni rinnovabile alla scadenza). L'affitto mensile
era stato nuovamente pattuito in frs. 4'000.- che venivano versati sul mio
conto presso la Banca __________. A diverse riprese il __________ accampava
delle scuse e mi diminuiva l'affitto mensile pagandomi solamente frs. 2'000.-
per diversi mesi. A seguito di reclamazioni, dello stesso __________ che
asseriva di consumare troppa nafta per il riscaldamento, ho deciso nella
primavera 2002 di effettuare il cambiamento dell'impianto di riscaldamento
completo (caldaia, bruciatore e canna fumaria). In luogo esisteva 1 serbatoio
interrato che veniva annullato e ne venivano posati 2 nuovi esterni
all'abitazione, a norma di legge e regolarmente coperti con una tettoia. Si
trattava di 2 serbatoi da 2000 litri ognuno. lo ho sostenuto una spesa di oltre
50'000.- frs in totale ed i lavori di idraulico sono stati eseguiti dalla ditta
__________ mentre per quanto riguarda la muratura a protezione dei tank è stata
eseguita dalla ditta __________. Era il __________ che si occupava del
riempimento della nafta e pertanto non posso precisare quando ha fatto il
riempimento e quanti litri vi erano nei due serbatoi. Nei locali dello stabile
non vi erano condutture di gas ed anche la cucina funzionava elettricamente.
Non posso precisare se nei diversi locali erano state piazzate eventuali
stufette a gas.
AI momento non sono in possesso di una
planimetria dello stabile con i diversi locali ma mi impegno a consegnarne una
all'agente interrogante. A Iato era stato costruito un bocciodromo che però al
momento non era più funzionante e veniva usato quale deposito. AI piano terra
dello stabile vi era come detto un locale parrucchiera che il __________ aveva
subaffittato ad una sua conoscente di __________ e di cui lo stesso __________
presumo incassasse la pigione mensile.
L'esercizio pubblico al piano terra era formato
da una grande sala, un locale ove era posto il banco del bar, una cucina ed una
terza saletta oltre ai servizi igienici. L'entrata principale era posta ad est
dello stabile a metà del fabbricato e meglio sul giardino. Sulla parte
posteriore ove esiste il posteggio era ubicata l'entrata secondaria da cui si
poteva entrare nell'EP come pure salire al piano superiore ove si trovavano una
decina di camere tutte servite da acqua calda e fredda con lavabo. Sempre al
primo piano si trovavano due servizi con bagno e doccia. Vi era pure una
cantina ubicata sotto il bar ed il cui accesso avveniva da una scala a due
rampe accessibile solo dall'interno. lo non mi occupavo di nulla circa l'EP
dello stabile che era sotto la supervisione del citato __________.
Per quanto mi riguarda e sino alla primavera 2001
ero a conoscenza che una camera era occupata da un cameriere che lavorava in un
EP di __________ e di cui - non conosco il nome. A seguito della mia malattia,
dalla primavera 2001 io non mi sono più recato presso lo stabile __________.
Voglio precisare che io sono l'unico della mia famiglia che si occupa dei
contatti per quanto riguarda lo stabile dell'EP __________.
Come detto precedentemente io ho avuto diversi
problemi con i precedenti affittuari ed ho perso diverso denaro (mancato
pagamento di affitti) ma sino al momento con il __________ non ho avuto
particolari problemi ad eccezione di quanto detto precedentemente ovvero il
fatto che si è dimezzato l'affitto da pagare accampando scuse diverse.
I lavori di cambiamento del bruciatore, della
caldaia, della canna fumaria e dei 2 serbatoi sono stati eseguiti a regola
d'arte e non ho mai avuto alcuna reclamazione di sorta da parte del __________.
Dopo il rifacimento dell'impianto tutto è stato verificato e provato senza
riscontrare anomalie.
Resto a disposizione nel caso necessitassero
ulteriori accertamenti o dichiarazioni da parte mia.
Letto, non avendo altro da dichiarare, confermo e
firmo."
Lettegli le surriportate dichiarazioni di
__________, __________ in aula ha dato atto di avere, per il canone d'affitto
pattuito in fr. 4'000.- mensili, dato alla banca __________ un ordine di
bonifico permanente.
Passati in rassegna gli addebiti effettuati per
tale voce di spesa, a fronte del suo citato conto __________n, __________,
preso atto che non vi figurano i pagamenti dei primi due mesi d'affitto
(ottobre e novembre 2000), ha sostenuto di aver pagato __________ in contanti.
Per il 2001 i pagamenti del 5.5.2001 e del
5.11.2001 mancano e, se poi vennero pagati, ciò avvenne con ritardo a motivo
dell'esiguità dell'avere in conto alle date convenute. Pagamenti parziali sono
da __________ stati fatti a partire dal 4.1.2002 (fr. 3'000.- invece di fr.
4'000.-) e nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2002 (fr. 2'000.- invece dei
pattuiti fr. 4'000.-).
A partire dal 3.5.2002 e fino al 5.12.2002
__________ ha ripristinato l'ordine di bonifico per fr. 4'000.- mensili.
Al dibattimento __________ ha ricondotto le
riduzioni da lui operate, sul canone tra il gennaio 2002 e l'aprile 2002 alla
maggior spesa da lui sopportata per il consumo di nafta precedente il
rifacimento da parte di __________ del vecchio impianto di riscaldamento,
negando invece che le riduzioni siano state da lui operate per motivi legati ad
una sua situazione di carente liquidità.
L'estratto-conto __________ fa comunque stato di
saldi costantemente esigui che di rado hanno superato gli importi di
7'000-8'000 franchi.
1.5. Tutto
ciò premesso, è ancora qui d'uopo illustrare che non disponendo __________ -
come già cennato - del necessario certificato di capacità per esercenti, ha
dovuto cercare qualcuno che assumesse la funzione di "gerente".
Tramite __________, rifornitore di prodotti
alimentari per ristoranti e alberghi, __________ è nell'autunno 2000 entrato in
contatto con la moglie di costui, di nome __________, titolare di un regolare
certificato professionale (cfr. PS _). Il 30.11.2000 __________, in qualità di
gestore, e __________ hanno stipulato un contratto di lavoro a tempo
indeterminato, in virtù del quale, a decorrere dal 1.12.2000, la donna avrebbe
assunto la gerenza dell'Osteria __________ per un salario di fr. 3'100.-
mensili lordi.
L'importo è falso - e ciò è ammesso - stante che,
aldilà della lettera del contratto, __________ e la __________ hanno in realtà
concordato che la donna avrebbe messo a disposizione il certificato per fr.
1'000.- mensili, senza però svolgere una qualsiasi attività all'interno
dell'Osteria.
Per __________ si è trattato di fissare nel
contratto un salario "fittizio", di guisa da poterlo produrre alla
competente Autorità, facendo credere che la __________ era la gerente reale,
impiegata a tempo pieno al __________, e non già solo una che metteva a
disposizione il certificato.
Sulla base del contratto in questione e ad istanza
firmata e inoltrata da __________ il 30.11.2000, l'Ufficio dei permessi ha
rilasciato al "gestore" __________ e alla "gerente"
__________, in data 6.12.2000, la cosiddetta "Autorizzazione alla gestione
d'esercizio pubblico" (i documenti testè menzionati sono classati quale
allegati _ nel rapporto Polizia di complemento del 30.6.2003, e anche sub doc.
_ in class. 4 sep. 3).
Nel seguito, le cose sono andate come era negli
accordi realmente stipulati il 30.11.2000 tra __________ e la __________, col
che è pacifico che costei non si è mai occupata della gestione del __________
che veniva svolta invece dal __________. La __________ ha funto in buona
sostanza da prestanome. Durante i primi tempi essa si è limitata a recarsi
presso l'EP ogni 15 giorni circa, per un paio d'ore, senza occuparsi di nulla.
Poi, dal luglio 2002 circa, essa ha cessato del tutto di recarvicisi.
Interrogata il 1° e il 2.1.2003 (cfr. verbali PS
_ e 015) la donna ha testualmente dichiarato:
" … D: Come
ha conosciuto il Sig. __________?
R: Mio marito lavora presso una ditta che rifornisce di generi
alimentare i ristoranti ed altri esercizi pubblici.
Nell’anno 2000, frequentando per motivi di lavoro l’Osteria
__________ ed entrando in confidenza con il __________, veniva a conoscenza che
questi era alla ricerca di una gerente.
Mio marito gli riferiva che io avevo il certificato di
esercente, che mi sarei messa a disposizione, però senza esercitare l’attività
lavorativa.
D: Vi è un contratto scritto?
R: Si, il Signor __________ ha stilato un regolare contratto
collettivo di lavoro, da presentare a Bellinzona, alle competenti autorità;
sullo stesso era menzionato anche uno stipendio minimo di fr. 3'100 circa,
anche se in realtà percepivo mensilmente fr. 1000.
D: Quali erano i suoi orari lavorativi?
R: Inizialmente, come consiglio del __________, mi recavo a questo
grotto, quasi sempre in compagnia di mio marito o qualche amica.
In realtà non ho mai lavorato presso quest’esercizio; ho solo
messo a disposizione il certificato.
D: Lei non aveva la chiave dell’esercizio pubblico, come accedeva
allo stesso?
R: Non ho mai avuto la chiave perché come già detto non lavoravo,
entravo nello stesso dall’accesso riservato ai clienti.
D: Oltre al Sig. __________, chi aveva le chiavi del locale?
R: Non ho idea.
D: Oltre al Sig. __________, chi lavora presso quest’Osteria.
R: In qualità di cameriera lavora tale __________, non conosco il
cognome, ragazza giovane, scura di pelle, probabilmente proveniente dalla
Repubblica del __________.
D: __________ ha mai avuto problemi di qualsiasi genere con il
personale impiegato?
R: Non lo so.
D: A giugno di quest’anno lei ha trasmesso le sue dimissioni al
Sig. __________. Per quale motivo lo stesso continuava a stipendiarla con un
compenso mensile di fr. 1000.--?
R: Nel periodo tra maggio e giugno di quest’anno, per motivi di
salute (depressione e problemi di circolazione), ho inviato una lettera
raccomandata di licenziamento al __________.
Questi m’interpellava telefonicamente, riferendomi che non le
accettava perché l’avrei messo nei casini (non trovava una sostituta).
Nel frattempo mi proponeva di continuare come sempre, nel
senso che se arrivava un controllo di Polizia, lui riferiva che ero in ferie
oppure lavoravo nel pomeriggio o di mattino, questo a dipendenza del controllo.
La sottoscritta accettava tale proposta, riferendogli nel
frattempo di continuare la ricerca di una nuova gerente.
Per tale ragione il __________ ha continuato a versarmi il
salario pattuito sino alla fine di dicembre di quest’anno.
… omissis … omissis …
D: Per quale motivo, suo marito, sei mesi or sono ha voluto
verificare la contabilità dell’esercizio pubblico, e dove è avvenuta
quest’operazione?
R: Dal momento in cui, ho spedito la raccomandata, che annunciava
il mio licenziamento, mio marito, con il mio accordo ha voluto visionare la
contabilità.
Era nostra intenzione, verificare se il mio datore di lavoro
avesse regolarmente pagato i contributi di legge, AVS, disoccupazione, ecc..,
anche per non avere “sorprese” in seguito.
Ove mio marito abbia visionato gli incarti non lo so poiché
non ero presente.
D: Era tutto in ordine?
R: Si.
D: Può descrivermi l’Osteria __________, sopra la stessa cosa
troviamo, chi ci vive?
R: Premetto che l’ultima volta che ho messo piede all’Osteria
__________ era luglio dell’anno scorso, in occasione dei mondiali di calcio.
Al piano terra vi era il bar, con dei tavolini, separata con
una fioriera una seconda saletta, dove i clienti mangiavano e giocavano a
carte, locale cucina e servizi igienici, non so quanti ve ne fossero.
Al primo piano, non sono mai salita, per sentito dire vi erano
delle camere, non ho idea di quante fossero, che il gestore probabilmente
affittava. …"
In merito alla verifica contabile effettuata da
__________, lo stesso nel suo verbale PS _ ha dichiarato:
" …D.05 Lei si é recato da __________ per un controllo contabile degli
oneri sociali versati da sua moglie? Quando ? Perché?
R.05 Sì,
circa sei mesi fa, sono andato all’Osteria __________ a __________ per incontrare
__________ e chiedergli se effettivamente versava dallo stipendio di mia moglie
gli oneri sociali.
Siamo
saliti al piano di sopra dove ha un ufficio e mi faceva vedere delle ricevute
postali che aveva pagato questi oneri.
La
mia preoccupazione era quella che lui non pagasse quanto dovuto alle autorità
ed in futuro ne avrebbe fatto le spese mia moglie. ..."
In aula, __________ non ha negato di aver assunto
la __________ come prestanome, solo perchè essa (e non lui) era in possesso del
necessario certificato di capacità. Nondimeno, a suo dire, la responsabilità di
ciò non sarebbe sua bensì del contabile __________, il che contrasta di tutta
evidenza col fatto che il contratto (falso per l'ammontare del salario) l'ha
sottoscritto lui personalmente, così pure come l'istanza inoltrata all'Ufficio
dei permessi.
D'altro canto, in sede predibattimentale, nel
verbale 5.6.2003, all. 34 p. 8, al rapporto di complemento del 30.6.2003, egli
aveva significativamente dichiarato:
" … Da parte
mia dichiaro che a tutti gli effetti, come ho già detto al Procuratore, io ho
inoltrato all'autorità la copia del contratto con la __________, contratto
fittizio, dal momento che lei percepiva lo stipendio di Frs. 1'000.-. Ho fatto
questo allo scopo di ottenere l'autorizzazione alla gestione dell'EP. La
__________ non era praticamente quasi mai presente presso il __________. …
"
1.6. In
aula __________ ha ribadito che, a suo modo di vedere, l'attività dell'Osteria
andava bene, nel senso che gli dava da vivere. Pagate tutte le spese (per il
personale: la __________ dal marzo 2001, suo fratello __________ per alcuni
mesi nel 2002, altro personale avventizio per qualche breve periodo, la
parrucchiera __________ a partire dal 1.9.2002, i costi fissi per l'affitto, i
rimborsi dei prestiti, alcuni noleggi, i rifornimenti di vettovaglie e bevande,
gli oneri sociali e ogni altro), __________, che in contabilità non figurava
in nessun modo, nè come beneficiario di uno stipendio nè di altro onorario per
l'attività che di fatto al __________ svolgeva, ha dichiarato che in realtà
egli prelevava per sè dalla cassa risp. dal conto __________ in media fr.
3'000.-/3'500.- mensili. Trattavasi di danaro che egli incassava al
"nero", non "tippando" questa o quella consumazione, risp.
non registrando questa o quella entrata.
A suo giudizio egli incassava in "nero"
tra i 40'000.- e i 50'000.- fr. all'anno ed era questo danaro quello che egli
tratteneva come suo "stipendio". Mangiando al __________, __________
ha affermato che egli aveva a suo carico poche spese, per cui la suddetta cifra
di fr. 3'000.-/3'500.- al mese, gli era sufficiente.
Rammentatogli che tale guadagno egli lo
conseguiva dovendo lavorare dalla mattina (quand'anche non abbia iniziato prima
delle 10:00 circa) fino a oltre mezzanotte (dopo la chiusura dell'Osteria, ci
voleva sempre quasi un'ora per sistemare il tutto), __________ ha dichiarato
che, ciononostante, per lui trattavasi di un guadagno confacente, non avendo
egli grandi pretese. Salvo il viaggio a __________, egli non aveva più fatto
vacanza da tempo e anche per quella di __________ non ha speso più di fr.
8'000.-/10'000.- in totale (comprendendo in ciò anche le spese per le cure
dentarie).
__________, contabile di __________i, interrogato
il 5.2.2003 (cfr. verbale _ del rapporto di Polizia) ha dichiarato:
" …D1: L'agente interrogante mi chiede di spiegare come __________
reputava l'andamento finanziario dell'Osteria __________.
R1: Rispondo che __________ mi faceva capire che l'Osteria
__________ andava benino. Qualche volta si lamentava che c'erano sempre fatture
da pagare ma non si è mai lamentato in maniera spropositata.
D2: Mentre per lei, professionista del ramo, con i dati
oggettivi in possesso, (contabilità), come reputava questo andamento?
R2: Posso precisare che nel periodo ottobre 2000-giugno 2002
(periodo di gestione __________), a mio parere, l'Osteria __________ se la
cavasse; mentre dal giugno 2002, anche in seguito all'incendio del Ristorante
__________, l'Osteria __________ aveva aumentato il proprio volume di clienti e
di conseguenza anche quello degli incassi. Che io ricordi, dopo il fatto del
__________, l'aumento di clientela e di fatturazione poteva aggirarsi attorno
al 20%-30%.
… omissis … omissis …
D4: __________ le ha mai ventilato l'ipotesi di vendere il
locale? Se sì, con chi avrebbe avuto dei contatti e a quale prezzo avrebbe
voluto vendere?
R4: Certamente. Ne abbiamo parlato 1 volta o 2 circa a settembre
o ottobre del 2002, occasione in cui __________ mi diceva che se avesse trovato
l'acquirente giusto e che avrebbe pagato la cifra di CHF 120'000.- da lui
richiesta (trattabili), l'avrebbe ceduto. Preciso però che non mi sembrava che
__________ avesse un'ansia da vendita.
D5: Ci risulta che lei si è presentato, nel novembre 2002,
presso l'Osteria __________, in compagnia di una terza persona, la quale era
interessata all'acquisto del ristorante. Cosa dichiara in merito? Chi era
questa persona?
R5: E' vero. Mi sono recato presso l'Osteria __________ in
compagnia del signor __________ che se non ricordo male abita a __________ o
__________, il quale desiderava trovare un locale simile per la propria figlia.
lo presentai __________ a __________, il quale fece la
sua offerta di vendita pari a CHF 120'000.-. Dopo che il signor __________
aveva girato un po' per il locale onde poterlo visionare meglio, i due,
restavano d'accordo che si sarebbero sentiti nei primi mesi dell'anno 2003 per
comunicare il loro interesse al locale e di conseguenza accordarsi per
l'operazione di compra-vendita.
D6: In quest'occasione, __________, avrebbe concordato un prezzo
indicativo di vendita di CHF 100'000.- e avrebbe espresso l'intenzione di
discuterne con la terza persona da lei presentata dopo le festività di fine
anno. Cosa dichiara in merito?
R6: Come già risposto alla precedente domanda è vero che i due
si sono accordati nel senso di risentirsi i primi mesi di quest'anno. Preciso
che il prezzo inizialmente richiesto da __________ era di CHF 120'000.- e non
CHF 100'000.- anche se penso che a quest'ultima cifra avrebbe comunque ceduto
il locale. …"
__________ è stato interrogato il 12.2.2003 e al
riguardo ha dichiarato (cfr. verbale _ allegato al rapporto di Polizia):
" …D2: Quando
e dove ha conosciuto il signor __________?
In quale circostanza?
R2: Ho conosciuto __________, presso I'Osteria __________,
all'inizio del mese di ottobre dell'anno 2002. __________ mi è stato presentato
dal signor __________, che era assieme a me, una sera, attorno alle ore 1700.
Era mia intenzione discutere con __________, sul possibile acquisto
dell'esercizio pubblico menzionato. Il titolare, visto il mio interessamento,
mi mostrava in generale la strutturazione del locale.
D3: Ci può spiegare il meccanismo con il quale lei è stato messo
in contatto con __________?
R3: Come già detto, è stato il Signor __________ ad
accompagnarmi presso di lui.
D4: Per quale motivo si è recato presso l’Osteria __________ in
compagnia del signor __________?
R4: __________ mi doveva presentare __________, per discutere
sul possibile acquisto del locale.
D5: Quale prezzo le è stato chiesto da __________ per la vendita
del locale Osteria __________?
R5: __________, mi chiedeva circa fr. 100'000 trattabile.
D6: Quali accordi avete raggiunto in merito all’operazione di
compra-vendita del locale?
R6: E’ stato stabilito il prezzo di vendita, e se fosse andata
in porto l’operazione, dovevo versare un acconto di circa 30/40'000 fr. ed il
resto dilazionato. Altre precisazioni non sono state fatte ed è stata la prima
e l’ultima volta che ho visto __________ e mi sono recato presso il suo locale.
D7: Se n’avete parlato, quali vincoli contrattuali sono stati
posti all’intera operazione?
R7: Nessun vincolo contrattuale.
D8: Quante volte vi siete sentiti, lei e il signor __________?
R8: Ribadisco che io non ho più sentito __________, neanche
__________ siccome non m’interessava più l’affare.
D9: In sua presenza, __________, ha mai ventilato l’ipotesi di
voler bruciare il locale (anche proferendo tale frase in modo ironico. Per
esempio: “... piuttosto di
venderlo sotto prezzo lo brucio...”)?
R9: Assolutamente no, __________ in mia presenza non ha fatto
tale affermazione.
D10: E’ a conoscenza se c’erano altre persone interessate
all’acquisto del locale Osteria __________ di __________?
R10: Non ne sono a conoscenza.
D 11: Lei sa dirmi perché __________ era
intenzionato a vendere l’Osteria __________?
R 11: Non lo so, __________ non me l’ha nemmeno detto.
D 12: Come mai il Sig. __________ le ha proposto l’acquisto
dell’Osteria __________?
R 12: Sono stato io a chiedere al Signor __________ se aveva un
locale o se conosceva qualche locale da acquistare. Io ero intenzionato a
mettermi in proprio. …"
Tornando alle dichiarazioni rese da __________
nel già citato verbale allegato 108, si ha che lo stesso contabile aveva dato
atto agli interroganti che in contabilità non figuravano poste riconducibili a
uno "stipendio" percepito da __________ per l'attività che svolgeva
al __________, col che anche __________ ha dovuto dare atto - bontà sua - che
potesse esserci "il sospetto che lui facesse del nero" (sic!).
Ha inoltre ridimensionato precedenti sue
dichiarazioni circa la redditività dell'Osteria.
Si legge infatti nel citato verbale, a p. 4 e
seguenti:
" …R9: Concordo con l'agente interrogante circa gli importi appena
citati. Effettivamente può nascere il dubbio che __________ non facesse
figurare tutte le entrate, Quindi, anche se non posso esserne sicuro, nasce il
sospetto che lui facesse del "nero".
D10: Sempre dalle dichiarazione di __________ risulta che dai
prelevamenti che effettuava presso la Banca __________, oltre al suo stipendio,
riusciva anche coprire le diverse spese che l'Osteria era obbligata a sostenere
(fornitori, affitto, ecc...). Come spiega tutto questo considerando il fatto
che, per il calcolo dello stipendio, abbiamo preso in considerazione l'intero
ammontare dei prelevamenti e quindi senza tener conto degli altri costi
(affitto, ecc...) per i quali __________ dice di aver attinto il necessario
denaro dai medesimi prelievi?
R10: Secondo me i soldi che prelevava dal conto presso la Banca
__________ venivano utilizzati quasi esclusivamente per far fronte ai pagamenti
di fornitori, ecc .Questo conferma quindi l'ipotesi che incassasse qualche
soldo in "nero".
D11: Non ha mai chiesto a __________ delucidazioni in merito?
R11: Posso precisare che non ho mai chiesto spiegazioni particolari
circa l'andamento dell'Osteria __________ a __________. In sporadiche occasioni
chiedevo come affrontava le proprie spese. Mi rispondeva che lui riusciva ad
andare avanti, anche se con fatica, mangiando nel locale e facendo qualche
sacrificio. Inoltre penso che l'affitto di casa sua lo pagasse la convivente.
… omissis … omissis …
D13: Secondo lei come si può considerare il tenore di vita che
__________ conduceva?
R13: Posso considerare il suo tenore di vita modesto. Non mi
risulta che avesse oggetti di lusso e non credo che potesse permettersi grandi
spese.
D14: Nel locale adiacente l'Osteria __________ è ubicato un salone
da parrucchiera, dove la sig.ra __________ lavora in qualità di parrucchiera.
E' in grado di dire chi gestiva la contabilità di questo
salone?
R14: La contabilità del salone da parrucchiera non era ancora stata
impostata ma dovevo essere io a gestirla. Ne avevamo parlato con __________ al
momento dell'apertura del salone. Penso che tenessero dei giustificativi in una
busta o in un classeur all'interno del locale adibito ad ufficio dell'Osteria
__________. Comunque io non sono mai entrato possesso di questi giustificativi;
cosa che avrei fatto nelle prime settimane del 2003.
D15: Fino a quando lei ha ricevuto o è entrato in possesso della
documentazione dell'Osteria __________ necessaria alfine di poter effettuare le
registrazioni contabili?
R15: La documentazione contabile è stata registrata fino al giugno
2002. Sono però ancora in possesso, se non sbaglio, di documentazione relativa
ai mesi di luglio e agosto 2002. Documenti che si trovano tuttora presso il mio
ufficio di __________.
D16: Oltre alla documentazione relativa alla contabilità
dell'Osteria __________, presso il suo ufficio, ha anche altri documenti
(corrispondenza varia)?
R16: In mio possesso non ho altro che la documentazione contabile.
Preciso che nella giornata di domani, 06.02.2003, dovrei incontrarmi con
l'assicuratore, sig. __________ della __________, per discutere l'eventualità
di avere copia dei contratti assicurativi dell'Osteria __________. Qualora ne
entrassi in possesso sarà sicuramente mia premura darne debito avviso
all'interrogante.
D17: Le risulta che __________ avesse dei debiti?
R17: Ricordo che gli era arrivato un precetto che penso sia stato
parzialmente pagato. Penso che trattavasi dell'IVA non pagata. … "
__________, inquilino fisso di __________
(installato al __________ sin dalla gestione __________, occupava stabilmente
la camera 3 sita al 1° piano, per la quale pagava un affitto di fr. 400.-
mensili), in amichevoli rapporti con lui, al quale, in certe occasioni, dava
anche una mano per piccole commissioni o per andare a prendere, risp. riportare
al domicilio la __________, interrogato sulla situazione finanziaria (per
quanto a lui nota) del __________, ha dichiarato (cfr. all. _ al rapporto di
Polizia p. 10):
" … Domanda:
Per quanto lei ne sa, come era la situazione
finanziaria del __________?
Risposta:
Dire che andava bene io lo intendo in un’altra
maniera. Ogni tanto __________ mi diceva che quel giorno non aveva incassato
nulla, un altro giorno poco. A parte queste cose non mi ha mai detto come
andava il __________.
Domanda:
__________ le ha mai detto di aver l’intenzione
di vendere il __________?
Risposta:
Una volta __________ mi aveva detto che se
trovava qualcuno che comprava, quasi quasi avrebbe venduto. Non mi ha mai detto
che c’era qualcuno interessato ad acquistare il __________.
Questo era stato una sorta di sfogo personale,
non saprei come definirlo esattamente. Era un periodo che andava poco.
__________ non è un paese facile. Non c’è molta vita, c’è poca gente che gira.
Inoltre a __________ ci sono diversi bar e ristoranti. … "
Secondo accertamenti fatti dagli inquirenti
presso l'UEF, al nome di __________ sono stati emessi quattro attestati di
carenza beni risalenti agli anni 1985/86 per complessivi fr. 3'200.- circa. In
data 18.3.2002 contro __________ l'UEF ha rilasciato altri cinque atti di
carenza di beni per un totale di fr. 11'000.- circa, verosimilmente concernenti
il mancato pagamento di pubblici tributi.
Altre sei procedure esecutive sono state avviate
contro __________, tra il dicembre 2001 e il novembre 2002 per complessivi fr.
9'700.- circa per il mancato pagamento di debiti risp. di premi di cassa malati
(che __________ in aula ha addebitato ad una dimenticanza di __________, il che
appare poco verosimile stante che le esecuzioni avviate dalla Cassa sono ben
quattro sull'arco di quasi un anno), nonchè di pubblici tributi (cfr. classeur
4/16, all. _ ed anche il rapporto di segnalazione della PS del 10.2.2003, all.
_ al rapporto di Polizia).
Nel rogo del __________ sono andati distrutti
tutti i classeurs che __________ teneva in un suo ufficio sito al primo piano
dello stabile e che contenevano la documentazione da consegnare al contabile
__________ per il periodo 1.7.2002-31.12.2002, col che presso __________ è
stata reperita solo la documentazione contabile relativa ai tre mesi di
esercizio del 2000, quella relativa al 2001 e, per il 2002, solo quella
relativa al primo semestre.
L'analisi di tale documentazione ha permesso di
accertare quanto segue (cfr. rapporto di segnalazione, all. _ al rapporto di
Polizia, firmato congiuntamente da un funzionario di Polizia e da un
funzionario dell'Efin):
" - Anno 2000
La
cifra d'affari risultante dalla contabilità ammonta a CHF 60'675.35 (di cui CHF
53'225.05 ricavata dall'attività di ristorazione) per un periodo di circa 3
mesi (ottobre-dicembre 2000). A fronte di questi ricavi rileviamo che i costi
per lo stesso periodo ammontano a CHF 54'482.15; ne deriva perciò un utile di
CHF 6'193.20.
…
omissis … omissis …
Anno 2001
Rileviamo
una cifra d'affari di CHF 182'906.70 (di cui CHF 157'380.- derivati dalla ristorazione).
A fronte di questi ricavi rileviamo costi per CHF 188'186.30 che danno perciò
una perdita d'esercizio per l'anno 2001 di CHF 5'279.60.
…
omissis … omissis …
Facciamo notare che la contabilità in nostro possesso è stata
registrata fino al 30 giugno 2002.
La
cifra d'affari ammonta a CHF 89'182.50 (di cui CHF 69'507.55 mediante la
ristorazione). A fronte di questi ricavi abbiamo costi per un ammontare di CHF
73'399.65. Ne deriva quindi un utile provvisorio d'esercizio al 30 giugno 2002
di CHF 15'782.85.
…
omissis … omissis …"
(cfr. per la documentazione di dettaglio il
classeur 15, allegati 4, 7, 8 e 9).
1.7. Per
quanto riguarda l'Osteria __________ è pacifico che __________ ha stipulato
un'assicurazione - cose (mobili, merci, installazioni trovantisi nell'immobile)
contro i rischi incendio, furto con scasso, danni acque, rottura vetri con la
__________ e ciò già a partire dal 31.10.2000.
La somma assicurata per eventuali danni alle cose
era di fr. 200'000.-. Inoltre la polizza prevedeva anche l'assicurazione per
fr. 200'000.- per l'interruzione d'esercizio e ciò per la durata massima di 24
mesi.
La polizza prevedeva il pagamento di un premio
annuo di fr. 1'243.- da versare in quattro rate trimestrali da fr. 336.10
l'una. __________, ispettore sinistri dell'assicurazione __________, sentito
anche al dibattimento, ha dichiarato che __________ ha pagato il 13.12.2002 il
premio per il trimestre 1.1.-31.3.2003, mentre che in precedenza era accaduto
che il premio fosse pagato in ritardo (cfr. all. 077 al rapporto di Polizia).
In quel verbale (che è del 17.1.2003), __________
ha altresì dichiarato che __________ a tale data non aveva inoltrato
all'assicurazione nessuna notifica di sinistro.
In aula __________ ha confermato che __________
neppure nel seguito ha fatto valere pretese di risarcimento, anche se, in caso
d'assoluzione, egli sarebbe ancora legittimato ad inoltrarne.
Al dibattimento __________ ha altresì prodotto
uno scritto di data 12.3.2004 in cui ha elencato tutte le assicurazioni
stipulate tra __________ e la __________ ed anche i sinistri che __________ ha
prima del 31.12.2002 notificato (in genere per infortuni suoi, risp. dei
dipendenti) e come sono stati liquidati (cfr. doc. dib. 2). Tali liquidazioni
spiegano talune entrate che hanno alimentato il conto di __________ presso la
__________, altrimenti in sofferenza.
Tramite __________ è stato altresì accertato che
la polizza-cose stipulata da __________ con la __________ è identica a quella
stipulata tra la __________ e __________ detto __________ (ed anche
__________), gerente del ristorante __________, sito all'interno dell'ex Centro
__________ e risultato molto danneggiato in seguito ad un incendio doloso (i
cui autori non sono stati sin qui identificati) scoppiato la notte del
7.8.2002, quando la famiglia __________ era in vacanza in Italia.
Il fatto che le polizze siano praticamente
identiche è stato da __________ ricondotto alla circostanza che all'epoca
fungeva da sotto-agente di un loro ispettore di acquisizione, tale __________,
titolare della __________, ditta che, per un periodo, aveva avuto gli uffici
nello stabile dell'Osteria __________.
La donna, interrogata il 10.9.2003 (cfr. classeur
4, sub. 3.38), ha spiegato di aver conosciuto __________ nel 2000 e di aver
fatto a lui e ai familiari tutte le assicurazioni, ivi comprese quelle delle
macchine.
L'assicurazione cose relativa all'Osteria
__________ __________ l'aveva stipulata con la __________. Subentrato
__________, la __________, confrontando le offerte, aveva scelto per __________
la __________ perchè il premio era risultato più conveniente.
D'altro canto, essendo la __________ all'epoca
sottoagente di un acquisitore della __________, agenzia di __________, è
evidente che essa tendesse ad appoggiare i suoi clienti a questa assicurazione
piuttosto che ad una concorrente.
La __________a, con la sua __________, fu
inquilina di __________ dal luglio 2001 all'aprile 2002, pagando per il
subaffitto fr. 1'300.- al mese e poi, occupato un secondo locale, ulteriori fr.
300.- al mese. Nell'aprile 2002 lasciò i vani dopo aver dato regolare disdetta,
per trasferirsi a __________.
__________ in aula ha confermato che, tra fine
ottobre e metà dicembre 2002, ha pagato ai __________, in due tranches,
complessivi fr. 80'000.- per l'incendio del __________, più una fattura di fr.
40'000.- circa per i lavori di sgombero.
La liquidazione avrebbe dovuto avvenire con il
versamento di ulteriori fr. 45'000.- circa più fr. 30'000.- circa per
l'interruzione di esercizio nel gennaio/febbraio 2003. Sennonchè, bruciato il
__________, e avviata l'inchiesta sfociata nel presente procedimento, la
__________ ha deciso di sospendere le trattative con __________ in attesa di
vederci un po' più chiaro.
Tornando a __________, si ha incontestatamente
che egli, a partire dal 1.9.2002 ha aperto nello stabile del __________ un
salone da parrucchiera che all'uopo ha appositamente attrezzato con
poltrone-lavacapelli, gli strumenti del mestiere e i prodotti ad una tale
attività connessi.
Come parrucchiera ha assunto __________ l, detta
__________, residente a __________ con il marito ed i figli e cugina di
__________.
__________ ha assicurato l'arredamento e i ferri
del mestiere della parruccheria presso la __________, stipulando una polizza
contro il rischio d'incendio, furto, danno acque, ecc. per la somma assicurata
di fr. 50'000.-, nonchè per fr. 100'000.- per un eventuale interruzione
d'esercizio a decorrere dal 1.9.2002.
In più ha stipulato sempre con la __________
anche delle polizze di assicurazione dell'indennità giornaliera in caso di
malattia e di infortunio della __________ nonchè una RC professionale.
Al riguardo ha riferito in sede predibattimentale
e poi in aula __________, ispettore sinistri della __________ (cfr. il suo
verbale 082 allegato al rapporto di Polizia nonchè le polizze in atti).
In aula __________ ha precisato che __________
sino alla data del dibattimento non ha inoltrato il cosiddetto avviso di
sinistro nè in altro modo ha sin qui presentato pretese.
A suo tempo __________ già il 1.1.2003 s'era
recato sul luogo dell'incendio e aveva avviato le relative pratiche d'ufficio
(anche quella - ora in sospeso - riguardante la polizza di __________), perchè
la __________ è risultata esser l'assicurazione di __________ per la struttura
del bocciodromo nonchè di alcuni terzi che hanno subito danni di rottura vetri,
risp. alle vetture posteggiate negli immediati dintorni dell'Osteria.
1.8. Venendo
ai precedenti penali, si ha che __________ il 3.4.1997 è stato condannato a
trenta giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per anni tre, per
ripetuta truffa, tentata e consumata e per falsità in documenti.
Il decreto d'accusa è in atti e ad esso per i
dettagli si rinvia (cfr. classeur __________, sub 6.1).
Dal casellario italiano (ibidem, sub 6.2) risulta
una sua condanna di data 5.2.1999 pronunciata dalla Corte d'appello di
__________ per falsificazione di monete e associazione per delinquere (reati
commessi tra il 1997 e il 5.3.1998) ad anni uno e mesi undici di reclusione,
sospesi, nonchè ad una multa.
In aula, __________ ha sostenuto di essere stato
ingiustamente condannato, essendosi egli trovato casualmente in macchina con
due persone che la Polizia gli riferì essere state in possesso di un miliardo
di lire false. Poichè gli fu prospettato di non andare in carcere, egli
accettò, quantunque innocente, in via di patteggiamento la suddetta pena.
- Vita
e precedenti di __________
2.1. __________,
oggi trentaseienne, è nato e cresciuto a Mesoraca, in seno alla famiglia,
composta dai genitori e da altri tre figli. __________ è il terzogenito. La
madre è casalinga e il padre, manovale, ha lavorato per lunghi anni in
Svizzera, in Germania ed in Corsica.
Attualmente i genitori di __________, insieme al
fratello __________, sono tornati a vivere a Mesoraca. La sorella __________,
coniugata con __________, vive a __________, provincia di __________, mentre
che il fratello __________ è in carcere.
Al paese d'origine, __________ ha frequentato le
scuole fino alla seconda media. Poi ha svolto lavori vari, di manovale, senza
imparare una specifica professione.
A seconda degli anni ha vissuto nel __________,
in __________, in zona di __________ e, per un periodo, anche a __________.
Trattasi dei primi anni novanta quando ha sposato
una donna svizzera da cui ha divorziato dopo breve periodo. Dal matrimonio non
sono nati figli. Nel 1993 si è risposato in Liguria, ad __________, con una
donna che ivi ancora risiede e dalla quale ha avuto un figlio che ha
attualmente quasi undici anni. Del bambino si occupa la madre, dalla quale
__________ ha divorziato nel 1995.
Sin dall'età giovanile, __________ ha abusato di
sostanze stupefacenti, in particolare di eroina che sniffava e che, per
procurarsela, a partire dagli anni novanta, ha pure cominciato a spacciare.
Di ciò fa fede anche il casellario italiano in
atti (cfr. classeur 3 sub 6.2) dal quale risultano le seguenti condanne:
" - 30/9/1991 SENTENZA G.I.P. TRIBUNALE __________ IRREV. IL
21/10/1991
- DETENZIONE
ILLECITA DI SOSTANZE STUPEFACENTI IN CONCORSO ART. 73 COMMA 2 N. 4 D.P.R.
9/10/1990 N. 309 (REATO COMMESSO IL 13/8/1991) MESI 10 GG 20 DI RECLUSIONE E
LIRE 4.500.000 DI MULTA
CONFISCA
DI QUANTO IN SEQUESTRO
PENA SOSPESA (ART. 163 C.P.);
15/1/1992 SENTENZA CORTE APPELLO __________ IRREV. IL 4/2/1992
- FURTO
(REATO COMMESSO IL 20/7/1987) MESI 4 DI RECLUSIONE E LIRE 100.000 DI MULTA
PENA SOSPESA - NON MENZIONE;
26/1/1999 SENTENZA TRIBUNALE __________ IRREV. IL 13/3/1999
- DETENZIONE
E CESSIONE ILLECITE DI SOSTANZE STUPEFACENTI (REATO COMMESSO IL 9/1/1997 IN
__________) MESI 5 GG 10 DI RECLUSIONE E LIRE 2.300.000 DI MULTA
SOSTITUITA
LA RECLUSIONE CON LIBERTÀ CONTROLLATA PER IL DOPPIO DELLA DURATA;
4/10/1999 SENTENZA CORTE APPELLO __________ IRREV. IL 30/6/2000 LA
CASSAZIONE DICHIARA INAMM. IL RICORSO IN DATA 30/6/2000
- PRODUZIONE
ILLECITA DI SOSTANZE STUPEFACENTI (REATO COMMESSO IL 11/5/1998 IN CUTRO) ANNI 3
MESI 8 DI RECLUSIONE E LIRE 25.000.000 DI MULTA
INTERDIZIONE
DAI PUBBLICI UFFICI PER
ANNI
5
CONFISCA
DI QUANTO IN SEQUESTRO;
17/8/2000 SENTENZA CORTE APPELLO __________ IRREV. IL 17/10/2000
- VIOLAZIONE
DEL T.U. SULLA DISCIPLINA DEGLI STUPEFACENTI E SOSTANZE PSICOTROPE,
PREVENZIONE, CURA E RIABILITAZIONE DEGLI STATI DI TOSSICODIPENDENZA __________.
IN CONCORSO ART. 73 D.P.R. 9/10/1990 N. 309, 62 BIS C.P. (REATO COMMESSO IL
1/1/1998 IN __________) ANNI 2 E MESI 8 DI RECLUSIONE E LIRE 20.000.000 DI
MULTA."
In aula __________ ha precisato che tra il 1998
ed il 2000 ha espiato alcune delle suddette condanne.
Essendo stato rilasciato nel marzo 2000, egli è
non solo pregiudicato bensì anche recidivo ex art. 67 CP.
Dal casellario svizzero risulta una condanna di
__________ per decreto di accusa, emanato il 12.11.1997, per infrazione alla
LDDS, sanzionata con 30 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per anni
tre e con l'espulsione per anni tre.
In aula __________ ha dichiarato che dopo il suo
rilascio dal carcere ha soggiornato fino all'ottobre 2000 nel __________,
appoggiandosi alla famiglia della sorella.
A suo dire avrebbe per qualche periodo ripreso
anche a lavorare nell'edilizia come manovale guadagnando intorno ai 2,5 milioni
di lire al mese.
Avrebbe parimenti ripreso a drogarsi e anche a
bere in modo eccessivo. Trovandosi senza danaro, nell'ottobre 2002, insieme a __________,
è passato a commettere delle rapine in Piemonte. A suo dire egli avrebbe col
correo commesso tre rapine in banca minacciando i cassieri con un coltello.
Vi è in atti la domanda di estradizione di data
15.1.2003 presentata alle Autorità svizzere dalla Procura della Repubblica di
__________ (classeur 3, sub 7.14). Dagli atti italiani risulta che __________ è
ricercato in arresto dal 26.11.2002 per due rapine commesse il 18.10.2002,
risp. il 22.11.2002 a __________, risp. a __________ che hanno fruttato un
bottino di ca. 12'000 euro, risp. di 8'000 euro. Saputo di essere ricercato,
__________ si è dato, verosimilmente verso la fine di novembre del 2002, alla
latitanza riparando in Ticino, e meglio - come si vedrà nel seguito - a
__________ dove trovò ospitalità e alloggio presso l'Osteria __________.
__________ al dibattimento ha sostenuto che nel
dicembre 2002 non ha più consumato eroina, limitandosi a sniffare
occasionalmente cocaina che acquistava in bolas da non meglio noti africani,
spacciatori attivi sulla piazza __________.
Dopo il suo ricovero in ospedale la notte sul
1.1.2003, egli è stato sottoposto all'analisi del sangue per la determinazione
dell'alcolemia, risultata essere di grado ricompreso tra lo 0,19 per mille e lo
0,29 per mille. Data l'esiguità del campione di sangue a disposizione le
analisi tossicologiche non hanno potuto essere effettuate (cfr. all. 232 al
rapporto di Polizia).
2.2. Nell'esplosione/incendio
per cui qui si procede, __________ ha riportato lesioni gravissime, non ancora
risolte, per cui egli è stato dai medici dichiarato carcerabile solo per la
durata del processo, dopo il quale ancora dovrà essere sottoposto a cure di
riabilitazione, essendo egli tuttora paralizzato alle gambe e quindi incapace
di camminare e permanendo dei disturbi del linguaggio.
In atti vi sono numerosi certificati medici che
illustrano lo stato di lui alle relative date. Che detto stato sia stato
all'inizio assai grave fu constatato dai primi sanitari che si occuparono di
lui tosto che fu estratto dalle macerie, tant'è che, a mezzo elicottero, egli
fu subito trasferito al Centro grandi ustionati dell'Ospedale universitario di
__________, ove giunse già intubato e sedato quello stesso 1.1.2003.
Rimase intubato dal 1.1.2003 al 15.1.2003 e poi
ancora dal 30.1.2003 al 4.2.2003. Subì in quel periodo diverse operazioni e
circa il pericolo di morte, nel certificato del 14.10.2003 (cfr. classeur 3 sub
5.63), i medici di __________ si sono così espressi:
" … Herr
__________ erlitt 43% Verbrennung der Körperoberfläche tief zweitgradig (tief
zweitgradige Verbrennungen heilen schlecht spontan und mit ausgedehnten Narben
(in 3-6 Wochen) und einem gesicherten Inhalationstrauma. Zusätzlich stand eine
CO-Intoxikation zur Diskussion. Gemäss der Überlebens- prognose Brandverletzter
nach der American Burn Association von 1995 bestand ein Mortalitätsrisiko von
40%, dies allerdings bei vor dem Unfall gesunden Patienten. Bei Herrn
__________ lagen aber gemäss unseren Akten auch Drogen- und Alkoholprobleme
vor, die Prognose bei Verbrennungen noch einmal deutlich verschlechtern, so
dass mit einem Mortalitätsrisiko von 50% gerechnet werden musste. … "
__________ è stato trasferito da __________ alla
Überwachungsstation dell'__________ (in pratica la struttura carceraria all'interno
dell'ospedale) l'11.2.2003 e ivi rimase fino al 21.5.2003, quando fu trasferito
ad un'altra struttura (aperta) dell'__________, denominata __________
Medizinische Abteilung.
Prima del trasferimento da __________ a
__________, il Procuratore pubblico aveva dato le seguenti disposizioni (cfr.
lettere del PP nel classeur 3 sub 5.1):
" … Gegen
__________ habe ich einen Haftbefehl ausgesprochen der aber dem Angeschuldigten
wegen seines Gesundheitszustandes noch nicht zugestellt werden konnte. Der Haftbefehl
gilt also als suspendiert. An seiner Stelle wurden Ersatzmassnahmen angeordnet
gemäss Artt. 96 ff TI StPO: demzufolge ist __________ untersagt das Spital zu
verlassen und Zugang zu den Medien zu haben. Kontakte zu anderen Personen
(nicht Spitalangestellte) oder Besuche Verwandter sind nur mit unserer
Bewilligung gestattet…."
Delle condizioni di __________ nel periodo
successivo al trasferimento a __________ riferisce il certificato medico del
4.4.2003 (in classeur 3, sub 5.13) cui per i dettagli si rinvia, non senza qui
precisare che inizialmente complicarono il decorso della malattia ripetuti casi
di gravi infezioni su un paziente totalmente paralizzato agli arti inferiori e
superiori che doveva essere nutrito per via parentale, ovvero tramite sonda,
portatore di altre patologie, in particolare di importanti disturbi delle
parole. Avuto riguardo alla "capacità di essere interrogato" nel
citato certificato del 4.4.2003 si legge:
" … Herr
__________ ist aus medizinischer Sicht in eingeschränktem Masse vernehmungsfähig.
Eine formale Prüfung der kognitiven Funktionen ist derzeit nicht durchführbar,
so dass diesbezüglich nicht alle Zweifel ausgeräumt werden können. Herr
__________ ist aber im Stande, im Spitalalltag einfache Fragen zu beantworten
und seine Bedürfnisse zu kommunizieren. Allerdings ist dies bei vermindertem
Sprachfluss mit einiger Anstrengung verbunden. Ein halbstündige Befragung ist
in unseren Augen jedoch möglich. …"
Nondimeno risulta dagli atti che, col consenso
dei medici curanti, già a partire dal 25.2.2003, __________ cominciò ad essere
interrogato dagli inquirenti.
Per la prima e la seconda audizione si è
proceduto a registrazioni dell'audio, con successiva trascrizione riassuntiva
risp. integrale, con domande e risposte.
Per le successive si è fatto luogo a
registrazione su videocassetta. Le audizioni di __________ durante il periodo
di ospedalizzazione presso la Überwachungsstation sono state nove. La prima è
quella eseguita dall'ispettore __________ il 25.2.2003. Il riassunto si trova
all'allegato 142 del rapporto di Polizia. L'audizione risulta essere durata 44
minuti, intercalati da due brevi pause.
Il 5.3.2003 __________ è stato interrogato ancora
dall'ispettore __________ per la durata di quattro minuti. La trascrizione
figura all'allegato 155.
Il 6.3.2003 il Procuratore pubblico (in presenza
di tre agenti di PS) ha interrogato __________ per la durata di 20 minuti.
L'audizione è stata - come detto - videoregistrata ed in atti vi è la relativa
trascrizione, all'all. 156 del rapporto di Polizia.
All'audizione del 12.3.2003 ha partecipato anche
il difensore di __________. L'audizione è durata 48 minuti. La videocassetta è
stata parzialmente visionata dalla Corte nel corso del dibattimento (cfr. per
la trascrizione l'allegato 166 al rapporto di Polizia).
Dopo di allora e prima del suo trasferimento alla
__________, __________ è stato sentito altre cinque volte, ovvero il 20.3.2003
dal PP, presente il Difensore (cfr. all. 172), da agenti di PS il 27.3.2003 per
26 minuti (all. 176), il 28.3.2003 dal PP, presente il Difensore, per 22 minuti
(allegato 177), l'8.4.2003 dagli agenti di PS (il riassunto costituisce
l'allegato 181 al rapporto di Polizia), l'11.4.2003 dal PP, presente il
Difensore, per 20 minuti (cfr. allegato 186).
Come già cennato, __________ è stato trasferito
presso la __________ il 21.5.2003. Prima del trasferimento il medico curante ha
scritto al Procuratore pubblico nei seguenti termini (cfr. classeur 3, sub
5.25):
" … Sehr
geehrter Herr __________
von Herrn __________ habe ich die Mitteilung
erhalten, dass Sie die Versetzung von Herrn __________ unter Einhaltung
gewisser Bedingungen in unsere Abteilung bewilligen. Ich muss sie informieren,
dass es sich bei der Medizinischen Abteilung __________ um eine offene
Rehabilitationsabteilung handelt, bei der die von Ihnen geforderten
Einschränkungen bezüglich Kontakte nur bedingt aufrecht erhalten werden können,
und nicht überprüft werden können. Der Patient wird kein Spitaltelefon erhalten
und wir werden der Tür einen Hinweis anbringen, dass Besuche für Herrn
__________ sich bei uns melden müssen. Zusätzlich werden wir Herrn __________
nicht erlauben, das Spitalareal zu verlassen. Andere Einschränkungen und
insbesondere Kontrollen unsererseits sind aber nicht möglich. Darf ich Sie bitten
mir schriftlich zu bestätigen, dass Sie auch unter diesen Bedingungen der
Versetzung von Herrn __________ weiterhin zustimmen. … "
Il Procuratore pubblico ha autorizzato il
trasferimento alle condizioni di cui alla surriprodotta lettera con risposta del
13.5.2003 (cfr. classeur 3, sub 5.27).
Dopo il trasferimento alla __________, __________
è stato ancora interrogato il 4.6.2003, il 20.6.2003 e il 13.8.2003 (cfr.
l'allegato 032 al rapporto di complemento e nel classeur 2, le trascrizioni
delle videocassette di cui agli annessi 4.6, 4.7, 4.8).
Delle condizioni di salute di __________ nel
periodo in cui è stato ricoverato all'__________l presso la __________
riferiscono i certificati medici del 6.8. e del 22.8.2003 (sub 5.34 e 5.40) e,
più compiutamente, quello del 26.9.2003 (classato sub 3.9).
Ad essi, letti al dibattimento, per i dettagli si
rinvia, non senza qui suntivamente illustrare che, a fine settembre 2003
__________ era - secondo i medici curanti - in grado di mangiare da solo, non
era più incontinente, era capace di muoversi da solo con la sedia a rotelle. Le
difficoltà di comunicazione e di ragionamento erano piccole. Residuava uno
stato di dipendenza nel lavarsi, nel vestirsi, nello spostarsi dalla sedie a
rotelle al letto, alla toilette ed era incapace di camminare.
Alla luce del predetto certificato, __________ è
stato il 1.10.2003 tratto formalmente in arresto, tradotto in Ticino ed
ospedalizzato in una delle camere-celle chiuse, site al nono piano
dell'Ospedale __________.
All'avv. __________, difensore di __________, che
gli aveva chiesto ragguagli in sede di complemento, il Procuratore pubblico, in
data 2.10.2003, comunicava l'avvenuto arresto del 1.10.2003 ed illustrava le
misure adottate nei vari periodi per limitare i contatti di __________ con il
mondo esterno nei seguenti termini (cfr. il plico di doc. classati nel classeur
2, sub 3.9):
" … - alla luce dell'evoluzione del suo stato di salute, __________ è
stato formalmente tratto in arresto ieri 1. ottobre 2003;
- precedentemente
egli è stato ricoverato presso diversi istituti ospedalieri (__________e
__________) in conseguenza delle ferite riportate nella notte di Capodanno. Nei
suoi confronti sono evidentemente state adottate misure sostitutive
dell'arresto ai sensi degli art. 96 segg. CPPT. Nello specifico la situazione
si presentava come segue:
¨
dall'1.1 al 11.2.2003 __________ è stato degente
presso il reparto cure intense dell'Ospedale universitario di __________o: egli
ha trascorso parte di questo tempo in stato di incoscienza, in ogni caso
intubato ed alimentato artificialmente. Non essendo stato possibile
notificargli l'ordine di arresto, sono state adottate misure sostitutive (cfr.
doc. 7.1 -7.4 classatore __________). In particolare, e a prescindere dalle sue
effettive possibilità motorie, a __________ è stato fatto divieto di
allontanarsi dalla stanza di ospedale assegnatagli, di ricevere visite senza il
consenso della magistratura inquirente, di avere accesso ai media. La Polizia
ticinese, direttamente o tramite i colleghi di __________, era in contatto con
la direzione del reparto ed i suoi collaboratori per ogni evenienza. Come si
evince dagli atti (classatore __________, separazione 8), durante questo
periodo __________ (padre di __________) e __________ (sorella) sono stati
autorizzati ad una visita individuale (uno dopo l'altro) sorvegliata da agente della
Polizia giudiziaria ticinese, al proprio parente;
¨
in data 11.2.2003 __________ è stato trasferito
alla Überwachungsstation dell'__________. Trattasi di un reparto chiuso,
vigilato. Costretto e immobilizzato a letto, egli ha continuato ancora per
diverso tempo ad essere alimentato artificialmente, la sua autonomia risultando
peraltro nulla. Come risulta dal doc. 7.6 (classatore __________), gli è
comunque stato fatto divieto di lasciare l'Ospedale, di avere accesso ai media,
di avere contatti con persone non impiegate dell'Ospedale e quindi anche di
ricevere visite senza il consenso del magistrato, rispettivamente di ricevere o
fare telefonate, ricevere o inoltrare corrispondenza. In data 16 aprile 2003
(cfr. classatore __________, sezione 8) lo scrivente ha autorizzato una visita sorvegliata da agente della Polizia ticinese per __________ (sorella),
__________ (zia) e __________ (cognato). E' vero che, fatta astrazione per il
diritto alle visite e accesso ai media, sul piano della libertà di movimento la
sua situazione, date le condizioni di salute, non era fondamentalmente diversa
da quella in cui si sarebbe trovato un altro paziente con medesime lesioni;
¨
il 21.5.2003 ho autorizzato il trasferimento di
__________ alla __________ dell'__________ affinché potesse iniziare una cura
di riabilitazione. Pur trattandosi di un reparto "aperto", tenuto
conto delle ancora precarie condizioni di salute di __________, non sono stati
previsti piantonamenti. Rimanevano tuttavia in vigore i divieti e le
limitazioni ordinate in precedenza (autorizzato però a guardare la
televisione): sul piano pratico e d'intesa con la Direzione della __________ è
stato fatto in modo che __________ non potesse comunque allontanarsi
dall'ospedale e non gli è stato dato accesso a collegamenti telefonici (cfr.
doc. 5.25 classatore __________). Visite di parenti e amici continuavano ad
essere sottoposte alla mia autorizzazione. La Polizia Giudiziaria del canton Ticino
d'intesa con il Comando della Polizia del canton __________ ha inoltre previsto
un dispositivo di "allarme" e di "intercettazione" di eventuali
visite non autorizzate (cfr. doc. sezione 8 classatore __________). In data 7
luglio 2003 ho autorizzato una
visita sorvegliata per __________ (cognato), __________
(nipote), __________ (sorella). Il 21 agosto 2003 ho autorizzato colloqui
telefonici liberi con __________, __________ e __________ (genitori) e
avv. __________ (patrocinatore). Prima di questa data __________ aveva
ricevuto, per errore di un'operatrice dell'ospedale, una telefonata da parte di
sua madre. Ne sono stato immediatamente informato ed il disguido non si è
ripetuto;
- non
mi risulta che in questi nove mesi __________ abbia ricevuto visite o abbia
avuto contatti non autorizzati. …"
Il 5.10.2003 __________ è stato trasferito al
__________ siccome dichiarato carcerabile, sennonchè nei giorni seguenti il suo
stato di salute è peggiorato ed egli è stato ricondotto all'__________, alla
__________, dove è rimasto fino a pochi giorni prima dell'apertura del
dibattimento.
Periodicamente i medici curanti hanno inviato al
Procuratore pubblico rapporti sull'evoluzione del caso, e ciò il 7.11.2003
(doc. 5.63), l'8.12.2003 (doc. TPC 7), il 6.2.2004 (doc. TPC 21), il 18.2.20024
(doc. TPC 26), fino al 28.2.2004 (doc. TPC 29) quando hanno dichiarato
__________ carcerabile per la durata del processo.
Nel certificato del 18.2.2004, per quanto attiene
la prognosi, i medici hanno dichiarato quanto segue:
" …1.1. Die Prognose bezüglich Wiedererlangung der Gehfähigkeit ist
grundsätzlich schwierig zu stellen, aufgrund unserer Einschätzung und der
Erfahrung mit dem bisherigen Verlauf ist kaum davon auszugehen, dass Herr
__________ bis am 11.03.2004, dem Datum des Prozessbeginnes, fähig sein wird,
selbstständig zu Gehen.
1.2.
Der Verlauf bezüglich Gehfähigkeit ist grundsätzlich als eher günstig
einzustufen, wobei wir noch mit mehreren Monaten rechnen. Es wird sich
voraussichtlich eher um eine teilweise Erholung als um eine vollständige
Erholung handeln. Hierzu kann aber nicht abschliessend Stellung genommen
werden.
…
omissis … omissis …
1.4.
Limitierend bleibt die Polyneuropathie und damit verbundene schwere Ataxie:
der Begriff Ataxie bezieht sich auf die Steuerung der Bewegungen und drückt
aus, dass feine Bewegungen noch ungenügend gesteuert werden können und auch
grobmotorische Bewegungen mit ausfahrenden und ungezielten Bewegungen der
Extremitäten verbunden sind. Dies führt zu einer erheblichen Unsicherheit und sobald
das Gehen versucht werden kann, zu einem erhöhten Sturzrisiko, was eine
verlängerte Rehabilitation unter erschwerten Bedingungen bedeutet. Inwiefern
sich der Patient bezüglich dieser Ataxie erholen kann bleibt offen. Das muss im
Verlauf neu beurteilt werden.
Herr __________ hat in allen Bereichen weitere kleine Fortschritte erzielt,
er ist aber nach wie vor nicht imstande, die Selbstversorgung autonom
durchzuführen. Er benötigt weiterhin Hilfe bei der Vorbereitung des Essens (z.
B. schneiden von Fleisch etc.) und auch Hilfe resp. Vorbereitung bei den
Vorgängen wie Baden, Duschen oder Waschen. Aufgrund der bisher gemachten
Fortschritte ist aber mit einem weiterhin günstigen Verlauf und einer weiteren
Erholung zu rechnen, sodass davon auszugehen ist, dass die Selbstversorgung
durch den Patienten in einigen Monaten wieder selbstständig funktionieren kann.
Wir können allerdings hier auch keine genaue Prognose machen.
bezüglich Sprache hat der Patient weitere Fortschritte erzielt, wenn auch
noch nicht von einer normalen Sprache ausgegangen werden kann.
…
omissis … omissis …
und 7. Herr __________ benötigt zzt. noch geringe Hilfe in den meisten
Bereichen der alltäglichen Aktivitäten. Entsprechend ist eine stationäre
Rehabilitation weiterhin indiziert, grundsätzlich ist aber aus medizinisch-
rehabilitativer Sicht ein Aufenthalt in einer Klinik wie z. B. der
Rehabilitationsklinik in __________ gut möglich. Herr __________ benötigt in
erster Linie ein motorisches Training für die Ausdauer und ein Gehtraining, um
die Funktion der Beine und Arme weiter zu verbessern. Solche Therapien können
typischerweise in einer klassischen Rehabilitationsklinik wie __________ gut
durchgeführt werden. …"
- Vita
e precedenti di __________
__________, quarantenne, è nato e cresciuto in
provincia di Caserta, in seno alla famiglia, composta dai genitori, da altri
sette fratelli e da due sorelle.
Al paese d'origine ha frequentato le scuole fino
alla terza media, dopodichè ha seguito la famiglia che è emigrata al Nord,
stabilendosi in provincia di __________ e meglio a __________, dove i genitori
hanno acquistato una casa di tre piani, nella quale ancora abitano alcuni suoi
fratelli.
__________ si è sposato molto presto, all'età di
diciannove anni. Dal matrimonio è nato un figlio, oggi ventenne, che vive con
la madre, essendosi __________ e la moglie separati nella seconda metà degli
anni ottanta.
__________, da giovane, ha lavorato per sei anni
come operaio in una fabbrica di scarpe del __________. In seguito, ha lavorato
come manovale nell'edilizia, dapprima a __________, e, poi, presso la
__________, come frontaliero.
Con sentenza del 1.12.1994 della Corte d'appello
di __________, __________ è stato condannato a anni cinque e mesi sei di
reclusione per detenzione e cessione illecite di sostanze stupefacenti, pena
che ha espiato in ragione di anni quattro e mesi sei.
A suo dire egli è stato scarcerato nel 1995, per
il che egli è pregiudicato ma non recidivo ex art. 67 CP.
Uscito dal carcere, egli dichiara di aver avviato
una relazione con __________ i, a sua volta madre di due figli nati da un
precedente matrimonio, uno dei quali portatore di handicap ad un braccio.
Con la __________ ed i figli di lei ha preso in
affitto un appartamento a locazione moderata nel comune di __________, nel
quale sostiene di aver vissuto sino all'arresto, lui lavorando all'occasione,
quando cioè c'era lavoro, presso la ditta di costruzioni di tale __________. La
__________ lavora come assistente in una casa per anziani della zona.
Verso la fine del 2002 la situazione economica di
__________ era precaria dal profilo professionale ed economico ed è per questo
motivo, ovvero per guadagnare un po' di soldi (fr. 10'000.- a suo dire) che
egli si è prestato ad incendiare il __________ la notte di San Silvestro.
__________ è proprietario di una vettura Fiat
Tempra.
Avuto riguardo alle sue conoscenze mesorachesi,
__________ in aula ha ribadito quanto già dichiarato nel suo verbale del
26.8.2003 al PP, verbale nel quale a pagina 3, si legge:
" Le mie attuali
conoscenze calabresi ho iniziato a frequentarle nei bar della zona di
__________, dove vive una folta comunità di mesorachesi. Vivendo nella zona è
stato facile entrare in contatto e stringere conoscenze o amicizie. Tra queste
vi è anche __________ con il quale ho lavorato tante volte assieme. Mi
riferisco evidentemente all’attività nel settore edilizio. Evidentemente ho
conosciuto anche i parenti di __________, la sorella, il cognato, ecc. Si può
dire che avessi instaurato un rapporto di amicizia anche con queste persone.
Conoscevo anche __________ i, sorella di __________.
Tengo a ribadire ancora una volta che io con
__________ prima di questa volta, non ho mai commesso reati."
Al dibattimento è stato altresì accertato che
come __________ conosceva i familiari di __________ (non solo la sorella ma
anche i fratelli), così __________ conosceva alcuni parenti di __________, in
particolare il di lui fratello __________, ovvero la persona a cui __________
ha dichiarato di aver telefonato la sera del 21.12.2002, chiedendogli di
accompagnare in auto dal __________ alla Malpensa __________, __________ e
__________ a, in vista della loro partenza per __________.
Per il resto si ha che __________ non ha
precedenti penali in Svizzera, mentre che nel casellario italiano (cfr. doc.
6.2), oltre la menzionata condanna del 1.12.1994, sono registrate le seguenti,
ulteriori condanne:
" - 30.5.1984 Tribunale militare di __________, diserzione, mesi 2
gg. 5 di reclusione, pena sospesa;
-
25.11.1988 Pretore di __________, emissione assegni a vuoto,
multa lire 100'000;
-
25.10.1993 Pretore di __________, violazione degli obblighi di
assistenza familiare, mesi 3 di reclusione e multa lire 500'000;
-
14.3.1995 Pretore di __________, possesso ingiustificato di
chiavi alterate, mesi 4 di arresto;
-
13.6.2000 GIP di __________, guida in stato di ebbrezza, gg 10
arresto e lire 800'000 ammenda, sostituito l'arresto con lire 750'000 di
ammenda."
Anche __________ ha subito delle lesioni
nell'incendio dell'Osteria . Estratto dalle macerie egli è stato
prontamente evacuato al reparto cure intense dell' dove è rimasto
ricoverato fino al 13.1.2003. Dichiarato carcerabile a partire da tale data,
egli è stato trasferito alle carceri pretoriali di __________ dove è rimasto
fino al 17.2.2003, quando è stato trasferito al __________.
Per quanto riguarda le lesioni da lui subite, i
medici dell'__________, nei loro certificati del 2.1.2003, risp. del 13.1.2003
(cfr. doc. 3.4 e 3.11) hanno scritto quanto segue:
" … 1. Natura, importanza ed ubicazione delle lesioni riscontrate:
-
Ustioni di II° sul torace anteriormente e
al viso
-
Frattura della mandibola bilateralmente
-
Ferite lacero contuse al viso
-
Contusione spalla dx ed addome
- Causa e genere delle lesioni, terapia e decorso fino ad oggi:
a) Il paziente non è stato in pericolo di vita.
b) Lo stato attuale non è aggravato da malattie o lesioni
preesistenti.
- Terapia e postumi prevedibili:
a) La durata della degenza ospedaliera non è ancora valutabile,
sarà comunque nell'ordine delle settimane. Cure ambulatoriale, dopo la degenza,
saranno necessarie per un tempo ancora indeterminabile.
b) Non vi sono danni gravi al corpo o per la salute fisica o
mentale.
c) È da prevedere un'incapacità lavorativa completa transitoria,
per lo meno per un lasso di tempo ancora indeterminabile. … "
" … rispondiamo
alla sua lettera del 3.1.2003 relativa alla richiesta di ulteriori informazioni
sul paziente __________, 21.4.1964.
Si precisa preliminarmente che:
-
alcune lesioni del viso riportate dal paziente sono state
trattate con punti di sutura;
-
il paziente riporta una ustione di I° grado (recte: II°) su
grande parte del viso e ferite lacero-contuse sul lato destro del viso e fronte
mediana;
-
per quanto valutabile al momento appare probabile la
permanenza di cicatrici superficiali sul volto, all'emiaddome sinistro e
destro. … "
In realtà, al momento del processo, sul viso di
__________ non comparivano cicatrici di particolare rilievo.
- Le
circostanze relative all'avvio del presente procedimento
Così viene descritto dagli agenti di Polizia
giudiziaria che hanno condotto l'inchiesta il primo intervento della Polizia
sul luogo dell'avvenimento (cfr. rapporto di Polizia del 2.5.2003 p. 9 e ss.,
letto al dibattimento):
" … In data 01 gennaio 2003, alle ore 0018, vari utenti hanno
segnalato presso la nostra centrale operativa del Cdo a __________
un'esplosione a __________, presso l'Osteria __________. Immediatamente sul
posto si sono recate diverse pattuglie della Gendarmeria e di varie polizie
comunali, nonché ambulanze e pompieri (con 29 uomini del Corpo Civici Pompieri
di __________ e 7 del Corpo pompieri __________ - agli ordini del cap
__________,
All. 204 e 9
automezzi).
Subito si è potuto constatare come a tutti gli
effetti, lo stabile dove trovava sede l'EP Osteria __________ era andato
completamente distrutto a seguito di un'esplosione. Quest'ultima aveva pure
causato ingenti danni alle cose mobili ed immobili site nelle vicinanze, e
meglio come risulta dai rapporti separati per danneggiamento. Vengono allegate
le
AlI.
205 copie dei rapporti, in quanto gli originali sono già stati inoltrati
all.
221 per la normale via di servizio.
Per la PG, il primo intervento sul posto è stato
garantito dal comm __________, del Commissariato di __________, agente di
picchetto.
Sul posto anche la Scientifica, per quanto di
loro competenza. Vista la situazione, nei giorni successivi, è intervenuto
anche il WD di Zurigo. Per quanto riguarda il loro interessamento, facciamo
riferimento al rapporto che verrà trasmesso direttamente alla S.V..
All'arrivo dei soccorritori si sentivano lamenti
da parte di persone che erano rimaste sepolte tra le macerie.
Subito è iniziata l'opera di spegnimento delle
fiamme da parte dei pompieri, nonché l'opera di ricerca.
Durante le ore successive, dalle macerie ancora
infuocate, sono stati estratti i corpi ancora in vita di due individui di sesso
maschile, identificati in __________ (trasportato presso il reparto cure
intense dell'Ospedale __________), e in __________ (ferito gravemente,
elitrasportato dalla REGA presso il Reparto Grandi Ustionati dell'Ospedale
Universitario di __________).
1.4 Primi accertamenti
I primi accertamenti eseguiti, atti a stabilire
le cause dell'evento, hanno permesso di escludere che all'interno
dell'esercizio pubblico vi fosse la presenza di gas, e che l'Osteria era chiusa
All. 222 dal 22
dicembre 2002 al 15 gennaio 2003, con regolare notifica
e 223 all'Autorità
comunale.
All. 224 __________, gestore
dell'Osteria __________ e proprietario dell'inventario dell'EP, è stato
contattato telefonicamente sul suo cellulare dai nostri servizi, poiché si
trovava a __________ in vacanza, ed è stato informato telefonicamente sull'accaduto.
Ha confermato l'assenza di un allacciamento alla condotta del gas naturale e/o
della presenza di bombole.
Il numero telefonico di __________ è stato messo
a disposizione dal fratello __________.
Ritenuto che al primo piano dello stabile del __________
vi erano delle camere, in un primo momento si è pensato che i due feriti
fossero due inquilini.
Tra gli effetti personali del __________ è stato
ritrovato il telefono cellulare marca NOKIA 6150 IMEI no. __________, ancora
funzionante. Sul display vi erano alcune chiamate senza risposta.
Dalla centrale operativa di __________ si è
proceduto a contattare il numero di chiamata rimasto registrato
nell'apparecchio; risultava il numero dell'apparecchio pubblico del Ristorante
__________. Alla chiamata ha risposto una donna, poi identificata nella
__________, convivente di __________, la quale è stata informata dell'accaduto,
ed è stata invitata a raggiungere il Pronto Soccorso dell'Ospedale __________.
Una volta raggiunto l'Ospedale, in compagnia
della sua amica __________ e del figlio __________, la __________ è stata
accompagnata presso gli uffici della Gendarmeria di __________.
1.5 Accertamenti tecnico/scientifici
Si precisa subito che, dopo i dovuti rilievi
tecnici, e quindi già il 02 gennaio 2003, la Scientifica con il WD hanno potuto
stabilire che la causa dell'evento era dovuta alla presenza di benzina
all'interno dell'immobile, per cui [n.d.r. l'evento è] da ricondurre ad origine
dolosa. …"
Il rapporto del Wissenschaftlicher
Forschungsdienst è in atti (cfr. classeur 16) sia nella sua prima versione di
"Kurzbericht" del 10.1.2003, sia nella sua versione definitiva del
28.7.2003.
Come esso indica e come ha confermato in aula il
dr. __________, sin dai primissimi accertamenti è stato chiaro che alla base
della "heftige Explosion mit anschliessendem Brand" vi è stata la
benzina e non già l'utilizzo di materie esplosive.
Mentre queste ultime provocano esplosioni che si
caratterizzano per la particolare frammentazione del materiale, le
"Raumexplosionen" si distinguono per la particolare posizione a
raggiera dei detriti, anche di grosse dimensioni. Nel concreto caso è
pacificamente accaduto (cfr. anche il rapporto 9.9.2003 della Polizia
scientifica del Canton Ticino in cl. 16, spiegato in aula dal capo scientifica
dr. __________) che la benzina versata nei diversi locali (ne sono state
trovate tracce ovunque), evaporando e miscelandosi con l'aria ha creato un
miscuglio estremamente esplosivo che si è subitamente infiammato al contatto
con una (anche solo debole) fonte energetica, una qualsiasi
"Zündquelle" per dirla con le parole del dr. __________.
È cioè bastata una scintilla o una (anche
piccola) fiamma per infiammare il citato miscuglio.
Secondo il dr. __________ qualcosa si è (o è
stato) acceso nella zona in cui è stato ritrovato, sotto le macerie,
__________, zona che dovrebbe - a giudizio del perito - costituire il centro da
cui è partita l'esplosione, quantomeno quella principale.
__________o, in aula, ha negato di essere stato
lui ad accendersi una sigaretta azionando un accendino, risp. di aver preparato
e acceso quella specie di torcia che gli inquirenti hanno ritrovato ben
protetta sotto i detriti (cfr. foto nr. 58).
Anche __________ ha negato di aver fumato o
acceso alcunchè. Sta di fatto che qualcosa ha infiammato l'esplosivo miscuglio
creatosi per il saturarsi dei vapori di benzina, forse anche solo una scintilla
prodottasi per l'entrata in funzione del compressore di un frigorifero (ve
n'era uno nel bancone del bar e altri in altri vani).
Certo è che __________ non aveva staccato la
corrente quando ha chiuso l'Osteria. Ha staccato singoli apparecchi, ma non i
frigoriferi, i congelatori, il riscaldamento che erano tutti in funzione fino
alla notte in questione.
La pressione conseguita alla deflagrazione dei
vapori di benzina è stata tale da spostare di parecchi metri i muri perimetrali
dello stabile, facendo arrivare fino in strada grossi e piccoli frammenti.
La Polizia scientifica (non quella ticinese e
neppure il WFD) non è stata in grado di dire se l'esplosione-incendio del
__________ è riconducibile al riversamento di 17 litri di benzina (secondo la
versione di __________) o di 100 litri di benzina (secondo la versione di
__________).
Nel rapporto della Polizia scientifica ticinese
del 9.9.2003, si legge che:
" … In
effetti, 17 litri di benzina liquida, dopo un quarto d'ora, producono una
quantità sufficiente di vapori che, mescolati all'aria, formano una miscela
esplosiva facilmente infiammabile da una debole fonte energetica che ne entri
in contatto, quale per esempio, una scintilla elettrica. Nel caso specifico,
l'entrata in funzione del compressore di un frigorifero, l'accensione o lo
spegnimento di una luce nonché I'entrata in funzione dell'impianto del
riscaldamento a gasolio, sarebbero stati sufficienti ad Infiammare la miscela
esplosiva sopraccitata, scatenando l'esplosione.
D'altro canto, se effettivamente fossero stati
sparsi cento litri di benzina all'interno dell'edificio è verosimile credere
che la maggior parte dell'accelerante si trovasse ancora allo stato liquido al
momento dell'esplosione. La benzina in eccesso sarebbe di conseguenza bruciata
durante incendio che si è sviluppato a seguito della deflagrazione,
contribuendo in questo modo ad aumentare considerevolmente la carica termica
all'interno del fabbricato. … "
Il dr. __________, in aula, ha dichiarato che
bastano a spiegare ciò che è successo a __________ "einige Liter nach
oben" e che con cento litri di benzina un tale effetto "è
sicuro".
Per quanto riguarda gli accertamenti
dibattimentali, è qui il caso di ricordare che il dr. __________ ha proiettato,
commentandole sottoforma di diapositive, gran parte delle foto che vi sono agli
atti nel classeur 16, da 1 a 94 e che il dr. __________ ha pure mostrato e
spiegato altre diapositive più di dettaglio, in particolare talune di quelle di
cui alle foto da 116 a 152, nonchè le planimetrie del pianterreno e del primo
piano dello stabile, planimetrie che, allegate all'atto d'accusa, sono pure
state messe a disposizione di tutti i membri della Corte.
Degli ulteriori accertamenti tecnici eseguiti al
dibattimento si dirà, nella misura del necessario, nei considerandi che
seguono.
Nell'incendio, lo stabile in cui era sita
l'Osteria __________ è andato completamente distrutto. __________ è al
beneficio di due polizze, una stipulata con la __________ per un valore a nuovo
di fr. 800'000.- per lo stabile e l'altra stipulata con la __________ per un
valore a nuovo di fr. 60'000.- relativa al bocciodromo. A prescindere dai danni
subiti per l'arredo e le suppellettili da __________, ulteriori danni hanno
subito alcune automobili posteggiate in via __________, i muri del vicino asilo
comunale e parecchie abitazioni circostanti che hanno subito la rottura di
alcuni vetri delle finestre, risp. danni alle facciate.
La Corte ha preso visione di due filmati girati
da persone abitanti in zona che stavano festeggiando San Silvestro proprio
mentre scoppiava l'incendio. Il filmato girato da __________ (cfr. PS 30)
mostra bene il danno arrecato alla vetrata del suo salotto, crollata
completamente e in talune parti financo sbriciolata.
Inoltre il filmato di __________ (così come
quello girato da __________ - PS 21) mostrano bene l'ampiezza e l'imponenza del
rogo con fiamme che hanno raggiunto l'altezza di metri 8 circa.
Per finire danni hanno anche subito talune auto
che erano posteggiate sul sedime dell'Osteria __________, tra queste tre
vetture in uso ad __________, alla sua convivente e al di lei fratello (laddove
- come già si è detto - __________ era stato autorizzato dal fratello
__________ ad usufruire in permanenza del sedime in questione come area di
parcheggio), la vettura in uso quella sera a __________ a __________, ovvero
l'auto da loro presa in prestito da __________ per recarsi a __________ a
incendiare il __________, una Fiat Punto con targhe italiane (cfr.
documentazione fotografica già citata nel classeur 16).
L'importo complessivo dei danni (esclusi
evidentemente quelli subiti da __________ e dalla __________) dovrebbe essere
un po' inferiore alla cifra di fr. 1'150'000.- indicata nell'atto d'accusa
(verosimilmente comprensiva di un danno all'asilo comunale stimato in fr.
200'000.- circa, in realtà secondo la notifica del Municipio - cfr. classeur 9,
separazione 20 - risultato ammontare a fr. 20'237.-). Il danno finale dovrebbe
in realtà aggirarsi intorno al milione di franchi.
Oltre al suddetto danno materiale, l'incendio ha
messo in pericolo l'incolumità pubblica, stante che il __________ si trova in
pieno abitato di __________ e che la notte in questione a causa del Capodanno,
diverse persone erano scese in strada per festeggiare.
Lo stesso __________ ha dato atto che "…
all'esterno vi erano persone che sparavano petardi e fuochi d'artificio sulla
strada …" (cfr. PS 059 del 10.1.2003 p. 12) e che "… il piazzale era
libero, non vi erano né auto né persone. Nel giardino di una villetta in faccia
al __________, oltre al piazzale, vi erano delle persone che facevano scoppiare
dei petardi. … " (cfr. PS 083,
p. 5).
Oltre alle gravissime conseguenze subite da
__________ e a quelle assai più lievi occorse a __________, fortunatamente
nessun terzo ha riportato danni fisici, non gli abitanti delle case i cui vetri
sono crollati, non coloro che erano, nell'ora fatale, scesi in strada a
festeggiare e nemmeno il quindicenne __________ che, intorno alla mezzanotte,
era pure uscito in strada per far scoppiare alcuni petardi. Così ha riferito i
fatti il giovane in questione nel suo verbale 1.1.2003 (in PS 001 p. 2):
" … Davanti
alla mia casa, lato strada, ho quindi fatto scoppiare un paio di petardi, due o
tre amici sono venuti, attraversando la strada, a scambiare gli auguri e quindi
subito sono ripartiti. In quel frangente ho sentito un tremendo boato e nel
contempo ho sentito uno spostamento d'aria che mi ha fatto retrocedere di lato
e per poco non cadevo a terra tanto che ho posato la mano destra a terra per
sostenermi. Ho pure ricevuto un corpo estraneo in testa sulla parte occipitale
sinistra. Di corsa mi sono quindi allontanato dalla casa verso la posta. Poi
sono tornato sui miei passi ed ho sentito mia madre che gridava. Avvicinatomi a
casa ho visto che l'Osteria __________ era crollata, che c'era un fumo e quindi
poco dopo sono apparse le fiamme. Nel contempo è scattato l'allarme di una
vettura vicino all'Osteria. … "
- La
ricostruzione dei fatti in ordine cronologico
Chiarita sin dai primissimi giorni del gennaio
2003 la natura dolosa dell'incendio causato dalla deflagrazione dei vapori di
benzina, benzina peraltro ritrovata, attraverso le analisi effettuate dal WFD,
in tutti i numerosi reperti esaminati, ivi compresi i vestiti e le calzature
dei due uomini estratti dalle macerie, identificati - come detto - in
__________ e __________, assai più difficile e laborioso è stato il lavoro che
gli inquirenti hanno dovuto affrontare per ricostruire fatti e circostanze che
hanno portato al criminoso evento, risp. ai responsabili di esso.
Già si è detto che __________ è rientrato da
__________ solo il 29.1.2003 e che __________ non è stato interrogabile fino al
25.2.2003.
__________a, benchè gli fosse stato contestato
sin dai primi interrogatori che sui suoi abiti e sulle sue scarpe era stata
trovata benzina, ha negato ogni addebito fino al 13.1.2003. Il giorno seguente
ha chiesto di essere interrogato per poter "confessare". Di quanto
reticente, parziale, inaffidabile si avverò alla fine essere gran parte di
detta sua "confessione", aldilà dell'ammissione di colpa per sè e per
__________, si dirà nel dettaglio al considerando 7.
È un dato di fatto che anche molte altre persone
interrogate in quei primi giorni del 2003 o nei mesi che seguirono tennero
atteggiamenti reticenti, quando non apertamente omertosi.
Ne è venuta per finire un'inchiesta
"monumentale" in cui sono state raccolte all'incirca trecento deposizioni,
con verbali spesso molto lunghi e densi di informazioni, che talora hanno
trovato riscontro in altre risultanze, e talvolta invece sono state smentite e
corrette nel seguito.
Qui di seguito si andrà a riassumere
cronologicamente i fatti, così come li si è potuti accertare dopo la laboriosa
inchiesta predibattimentale e dibattimentale, segnalando quando essi sono
pacifici, rispettivamente dando conto delle inevitabili discordanze. Al
riguardo, va qui subito segnalato che su talune questioni, in particolare sul
coinvolgimento di __________ la Corte si è trovata confrontata con tre versioni
diverse. __________ si è sempre dichiarato innocente rispetto alle accuse
mossegli. __________, pur tra continue rettifiche e precisazioni, a partire dal
14.1.2003 ha ammesso di aver voluto incendiare insieme a __________ l'Osteria
__________. __________ dal canto suo (fatta salva una prima dichiarazione resa
il 25.2.2003, nella quale ha mentito dichiarando di aver alloggiato al
__________ solo dal 28.12.2002 e che tutto saltò in aria all'improvviso mentre
lui e __________ erano saliti nella sua camera per recuperare una sua borsa), a
partire dalla seconda audizione del 5.3.2003 ha ammesso di aver incendiato
l'Osteria insieme a __________ e ciò a precisa richiesta di __________, dietro
la promessa di una ricompensa di fr. 10'000.- (da dividere a metà tra
__________ e __________).
Tutto ciò premesso, si ha, ricostruendo i fatti
secondo la cronologia in cui sono avvenuti che il 1.9.2002, __________ ha
attivato all'interno dell'Osteria - come già cennato - un negozio di
parrucchiera che gestiva lui amministrativamente, mentre che, per il lavoro di
parrucchiera, ha assunto una cugina della __________ e cioè __________.
Nel negozio (accessibile solo da una porta che dà
sul giardino, quella interna essendo da tempo chiusa a chiave e
"bloccata"), non v'era un telefono fisso, bensì un cellulare Nokia
che rispondeva al numero __________, numero che è risultato essere stato dato,
come recapito, anche al Municipio di __________e. Il negozio era stato
attrezzato da __________ con gli strumenti e apparecchi tipici di tale
attività, in particolare con due poltrone lavacapelli con relativi caschi,
asciugacapelli, prodotti per i capelli in genere, ecc.
Nel corso del mese di settembre del 2002,
__________ e __________ si sono recati presso l'agenzia di viaggio __________
di __________ dove hanno fatto riservare tre biglietti aerei (per __________,
per il marito e per __________) con destinazione __________ e ciò per il
periodo natalizio. __________, nell'isola caraibica, contava di fare un po' di
vacanza e nel contempo di farsi curare i denti, essendo i dentisti di là molto
meno cari dei nostri.
Il 15.11.2002, __________ ha scritto al Municipio
di __________ notificando la chiusura dell'Osteria per il periodo
22.12.2002-15.1.2003.
Verso la fine del mese di novembre del 2002 ha
cercato e trovato ospitalità presso l'Osteria __________, __________, ricercato
in arresto in Italia per i già descritti motivi. __________ l'ha alloggiato
nella camera nr. 6, dandogli la chiave della camera stessa e quella che apriva
la porta sul retro. __________ non gli ha fatto riempire la notifica di
Polizia, a suo dire perchè __________ si rifiutava di esibirgli la carta
d'identità e gli prometteva di farlo giorno per giorno senza però darvi
seguito, cosa che __________ in aula ha negato asserendo che __________ sapeva
che egli era un latitante.
È certo e sicuro che __________ e __________ si
sono incontrati più volte in Ticino e meglio a __________ durante il periodo
del soggiorno di __________ al __________. Essi erano peraltro già venuti in
Ticino, fermandosi a bere presso l'Osteria __________, il 5.11.2002 insieme al
correo di __________ nella prima rapina commessa in Piemonte, di nome
__________, suo correo poi anche nella successiva rapina del 22.11.2002 a
__________.
È certo che il 13.12.2003, alle ore 11:59, il
numero di natel in uso a __________ è stato in collegamento col numero di natel
in uso a __________a, anche se __________ e __________ hanno inizialmente
negato di conoscersi e per finire hanno ammesso di conoscersi solo di vista,
stante che __________ in alcune occasioni ha frequentato, come cliente,
l'Osteria __________.
__________, dal canto suo, ha sostenuto che i due
invece si conoscevano e che, a più riprese, sia al __________, sia
nell'abitacolo dell'Alfa 164 di proprietà di __________, hanno discusso e
pianificato con lui l'incendio del 31.12.2002.
I primi giorni del dicembre 2002 (il 3 o il
4.12.) __________ e __________, cognato, risp. sorella di __________, sono
venuti all'Osteria __________ a trovare il loro congiunto, che in
quell'occasione li ha presentati a __________ i.
D'altro canto, __________ conosceva già da tempo
__________, fratello di __________, al quale aveva in passato prestato fr.
200.- che nell'ottobre 2002 gli erano stati restituiti.
A partire dal suo verbale del 20.2.2003 (PS 134),
__________ ha dichiarato di essersi recato in Belgio con l'amico __________ di
__________ e ciò, più o meno, dal 16-17.12.2002 al 23.12.2002, per motivi di
lavoro. Sarebbe rientrato al domicilio per le feste natalizie e si sarebbe
incontrato a __________ con __________ quasi certamente quello stesso
23.12.2002. In quell'occasione __________ ha mostrato a __________ il natel
Nokia che aveva il giorno prima preso dal negozio della parrucchiera.
In aula __________ ha dichiarato che __________
gli aveva lasciato non solo la chiave della camera e quella della porta sul
retro, ma anche la chiave che apriva la porta principale e la porta divisoria
dell'EP, col che egli poteva andare e venire a suo piacimento dai locali
adibiti a bar.
A dire di __________, egli era entrato nella
parruccheria dalla porta interna, quella "bloccata" che egli aveva
forzato dall'interno, dal basso utilizzando un piede di porco. Aveva preso il
natel "perchè tanto tutto doveva bruciare". A __________ il Nokia
piacque e allora i due si scambiarono gli apparecchi, tenendo - ovviamente -
ognuno la propria carta telefonica con il proprio numero. È per questo motivo
che poi, la Polizia, estratto che fu __________ dalle macerie, ritrovò su di
lui il Nokia già in uso al negozio di parruccheria con inserita la carta
telefonica italiana di __________, mentre che nel mantello di __________
ritrovò il cellulare marca Telit che era già stato di __________, con inserita
la carta telefonica svizzera col numero __________, corrispondente al negozio
di coiffure. __________ ha altresì dichiarato al dibattimento di essersi
nuovamente recato in Belgio con il __________ dal 26.12. al 30.12.2002 e che
quindi reincontrò __________ solo il giorno di San Silvestro. Certo è che tra
il 22.12. ed il 31.12.2002 __________ e __________ si sono tenuti in costante
contatto telefonico.
Occorre ora fare un passo indietro e tornare al
21.12.2002.
Quel giorno - era un sabato - __________ non
lavorò. Era infatti imminente, prevista per il mattino del 22.12.2002, la
partenza per __________. __________, che nei giorni precedenti aveva già
invitato taluni suoi inquilini del piano-camere (tali __________, __________ e __________)
a liberare i loro alloggi e a restituirgli le chiavi, sostiene di aver fatto la
stessa cosa con __________, che __________ non fece recriminazioni particolari
e che nel pomeriggio del 21.12.2002 gli restituì le chiavi. __________ nega
tutto questo. A suo dire l'accordo con __________ era che egli __________
avrebbe continuato ad alloggiare al __________ fino alla sera di San Silvestro
quando con __________ gli avrebbe dato fuoco. Di conseguenza __________ nega di
aver dovuto restituire le chiavi, essendo pacifico che dovevano restare in sue
mani per poter entrare e uscire dall'Osteria nei giorni a venire.
Secondo __________, invece, l'unico inquilino che
avrebbe, nonostante la chiusura dell'EP, continuato ad alloggiare presso
l'Osteria con la sua autorizzazione era __________. __________ ha dichiarato e
dichiara che verso le 17:00 , dopo aver ben chiuso a chiave porte e finestre
(quella divisoria era altresì munita di chiavistello che egli pure avrebbe
azionato), lasciò l'Osteria per tornare a __________, al suo domicilio, per
preparare le valigie.
Spense la macchina del caffè ma lasciò in
funzione sia i frigoriferi sia il congelatore, non staccò nè la corrente nè
l'impianto di riscaldamento. Sostiene altresì __________ di aver lasciato
nell'Osteria, appeso nel posto consueto dietro il bancone del bar, un mazzo di
chiavi, mentre che un secondo mazzo lo prese con sè e altre chiavi restarono
alla __________ (poi recuperate dalla Polizia dopo che __________ e la
__________ rientrarono da __________). __________ provvide altresì ad appendere
fuori dall'Osteria un cartello che ne segnalava la chiusura per il periodo
22.12.2002-15.1.2003.
È certo e sicuro che __________ e __________ si
rividero quella sera del 21.12.2002 e che passarono insieme la serata fin verso
mezzanotte, d'amore e d'accordo.
Sulle modalità del loro reincontrarsi e su quel
che fecero tra le 20:00 e le 21:00 circa, le loro versioni divergono
totalmente. Qui si andrà solo ad esporle suntivamente, mentre che l'esame e
l'analisi di dettaglio verrà fatta più avanti in uno specifico considerando.
A dire di __________, fatte le valigie e presa
una doccia, egli si recò con la sua Alfa 164 a prendere un aperitivo a
__________, al Bar __________ che si trova nella zona industriale. Lì avrebbe
casualmente reincontrato __________ che pure vi si trovava, essendo quello uno
dei vari bar abitualmente frequentati da meridionali. __________ invece ha
sostenuto e sostiene di non essersi recato quella sera al Bar __________. A suo
dire, egli si era infatti già in precedenza accordato con __________ che
venisse a prenderlo con l'Alfa al __________ perchè era previsto che andassero
insieme a comprare la benzina per incendiare l'Osteria. A dire di __________,
__________ arrivò a prenderlo verso le 20:30-21:00 (ma dell'orario si dirà
meglio in seguito), dopodichè entrambi caricarono nel baule dell'auto dieci
taniche di plastica bianche recuperate nella cantina del __________ e, con
quelle, si recarono prima a __________ presso una stazione di benzina. Poichè la
stessa era ancora aperta e i rifornimenti dovevano essere pagati alla cassa e
__________ "non voleva che lo vedessero", avrebbero ripreso la strada
verso __________, alla ricerca di un distributore chiuso. Arrivarono a quello
che __________ nei suoi verbali ha sempre indicato come "la Shell di
__________ " o "vicino a __________ ". Ivi, a dire di
__________, poichè funzionava l'automatico, __________ introducendo banconote
da fr. 50.-, riempì le taniche per circa 100 litri, fece pure benzina per la
sua auto, spendendo in totale fr. 200.-. Indi, tornati al __________, avrebbero
riportato in cantina le taniche piene di benzina. Avrebbero quindi raggiunto
__________, dove erano attesi, in via __________, dalla __________ e da due sue
amiche che li avevano invitati a cena. Verso le 22:30/23:00 circa __________,
la __________ e __________ si congedarono e, poichè __________ aveva ancora
fame, __________ (con la __________ a bordo) lo accompagnò con l'auto al
__________ di __________ dove __________ mangiò un hamburger. Secondo
__________ ripresero poi, tutti e tre, a bordo della vettura di __________, la
strada per __________. Giunti al __________, __________ si sarebbe ritirato
nella sua camera e __________ e la __________ nella loro. In aula __________ ha
affermato di ritenere che non passarono la notte al __________, ma che, ad una
certa ora, rientrarono ai loro domicili.
Sul fatto di aver raggiunto verso le 21:00
l'appartamento di via __________ e di aver cenato con __________ e le di lei
amiche, anche __________ è concorde, così come sull'ulteriore fatto di aver
accompagnato al __________ il __________ che ancora aveva fame. Sul seguito,
invece, le due versioni di nuovo divergono. Secondo __________ egli si diresse
con l'auto verso __________e. Avrebbe lasciato __________ davanti al Bar
__________, avrebbe accompagnato __________ al di lei domicilio (sito a
__________, vicino alla stazione di benzina AGIP), indi sarebbe tornato a casa
sua a __________. È pacifico che __________ si era accordato col proprio figlio
di lasciargli usare la propria Alfa 164 durante la sua assenza. Inizialmente
era previsto che sarebbe stato il figlio ad accompagnare i partenti alla
Malpensa. Insorse poi, per il figlio di __________, un impedimento, per il che
è pacifico che fu __________ ad essersi occupato durante la sera del
21.12.2002, di trovare qualcuno che fosse disposto a condurre dal __________
alla Malpensa, di prima mattina, il __________ e i coniugi __________.
__________o, in aula, ha sostenuto di avere dapprima pensato di interpellare
il cognato __________, cosa che fece la sera del 21.12.2002, mentre era con
__________ in auto. Utilizzando il natel di __________, __________ ha
telefonato ai __________ parlando con la loro figlia, in assenza del padre. Vi
furono nel seguito altri collegamenti tra lui e casa __________ e per finire ne
venne che __________ non poteva condurre __________ e i __________ alla
Malpensa. __________ pensò allora di chiedere il favore al fratello di
__________ __________, di nome __________, cosa che in aula __________ ha
dichiarato di aver fatto tosto che arrivarono nell'appartamento di via
__________, utilizzando il natel di __________. Poichè __________ si dichiarò
d'accordo, fu concordato che si sarebbe presentato a __________ al __________ alle
ore 6:00 del mattino dopo, cosa che di fatto avvenne. Di ciò ha dato atti, al
dibattimento, __________, il quale ha comunque negato di aver saputo che
l'autista era il fratello di __________. Già in PS 52 (rapporto di complemento)
a p. 8 __________ aveva dichiarato che era stato __________ a organizzargli il
viaggio per Malpensa dopo che suo figlio __________ non aveva potuto assumersi
tale incombenza. Così si era espresso __________ in quel verbale:
" … Dopo
aver riaccompagnato il __________ e la __________ a __________e, sono andato a
casa mia, a __________. Sono andato a letto a dormire. dovevo partire alle ore
0630, mi sembra che l'aereo partiva attorno alle ore 0900. Mi sarò svegliato
attorno alle ore 0530. Che ci ha accompagnato alla Malpensa è un amico del
__________, che io non conosco, non so come si chiama. Lui abita in Italia, è
salito apposta per accompagnarci. Il tutto è stato organizzato da __________.
Io sono salito al ristorante, è arrivato quell'uomo, poi siamo passati a
prendere la __________ e siamo partiti. Ricordo che quel tizio aveva un auto
famigliare, mi sembra scura. Non ricordo altri particolari. … "
In aula, confrontato con le dichiarazioni di
__________, __________ ha dato atto che un uomo, amico di __________, venne con
un'auto di tipo familiare a prendere lui e i __________ a __________, presso
l'Osteria __________. Nondimeno ha ribadito di non aver saputo chi fosse
quell'uomo. __________ - non si capisce perchè - non si sarebbe presentato a
quello nè quello a lui. Durante il viaggio __________ avrebbe parlato sempre e
solo con i __________ senza mai rivolgere la parola allo sconosciuto autista,
col che quando si sarebbero lasciati all'aeroporto, __________ non avrebbe
avuto la più pallida idea di chi gli avesse fatto il non irrilevante favore di
alzarsi alle cinque del mattino per scarrozzare lui e i __________a, gratis, da
__________ alla Malpensa. Che su questo specifico fatto __________ menta è
lapalissiano. Ma ciò gli serve per poter altresì negare di essere stato sulla
sua Alfa con __________ tra le 19:35 e le 20:00 in viaggio verso __________
dove erano diretti per comprare la benzina. __________ infatti sostiene che in
quegli orari egli non si mosse dal Bar __________. A parte ciò, è certo che la
giornata di sabato 21.12. terminò senza che tra __________ e __________ si sia
manifestata, ovvero appalesata una qualsiasi tensione o un qualsiasi attrito o
conflitto che dir si voglia, e ciò neppure __________ lo pretende.
Per praticità vengono inseriti qui di seguito i
tabulati relativi ad alcune telefonate partite, risp. arrivate dal, risp. al
natel in uso a __________ tra le 19:35:07 e le 20:49:45 di quel 21.12.2002:
19:35:07 il
natel di __________
(collegato con l'antenna di __________)
comunica
per la durata di min. 1:35
col
natel in uso a __________ i
19:50:12 il
natel in uso a __________
comunica
per la durata di min. 1:32
col
natel in uso a __________
(collegato con l'antenna di __________)
19:55:22 il
natel in uso a __________
comunica
per la durata di 26 secondi
col
natel in uso a __________
(collegato
con l'antenna di __________)
20:17:00 il
natel in uso a __________
(collegato
con l'antenna di __________)
comunica per la durata di min. 1:14
col natel in uso a __________
(collegato
con l'antenna di __________)
20:32:11 il natel in uso a __________
(collegato con l'antenna
di __________)
comunica per la durata di min. 1:08
col natel in uso a __________
20:39:04 il telefono di __________
comunica per la durata di min. 1:17
col natel in uso a __________
(collegato
con l'antenna di __________)
20:44:27 il natel in uso a __________
(collegato con l'antenna
di __________)
comunica per la durata di sec. 26
con il natel in uso a __________
(collegato con l'antenna
di __________)
20:49:45 il natel in uso a __________
(collegato con l'antenna
di __________)
comunica per la durata di sec. 19
con il natel in uso a __________
(collegato con l'antenna
di __________)
In aula è stato altresì accertato che alle ore
20:57:51 il natel in uso a __________ si è collegato per la durata di min. 2:14
con il numero __________, un'utenza italiana che nei tabulati di cui al
classeur 3/3 separazione 16 viene indicata come sconosciuta.
Nel suo verbale del 7.1.2003 (PS 45 p. 5) di cui
si dirà più in esteso nel seguito, __________ aveva dichiarato di non ricordare
esattamente il numero di telefono di suo fratello __________ per cui di esso ha
riferito solo le prime tre cifre: __________ e le ultime tre: __________. Ciò
prova in modo sufficientemente solido che __________ ha detto il vero quando ha
dichiarato di avere, subito dopo essere arrivato in via __________, utilizzando
il natel della __________, chiamato __________, fratello di __________, per
chiedergli il favore di portare __________ e i __________ alla Malpensa, cosa -
come detto - realmente avvenuta.
La mattina del 22.12.2002 vi sono pure stati dei
collegamenti telefonici tra il natel in uso a __________ e quello in uso a
__________ alle ore 5:26 laddove il natel di __________ era collegato
all'antenna di __________, via __________ e alle ore 5:55, laddove entrambi i
natel erano collegati all'antenna di __________, a conferma del fatto che
entrambi si stavano recando all'appuntamento con "l'amico di __________
", ovvero col fratello di __________, che li portò poi alla Malpensa.
Questo negare ad oltranza da parte di __________ di aver conosciuto __________,
che pure gli fece da autista da __________ alla Malpensa, così come il negare
di conoscere, se non di vista, __________ che pure incendiò il __________, è
invero bizzarro e nel contempo significativo. Negando, __________ mira a
ridurre a casuali coincidenze fatti che, se collegati tra loro, sarebbero per
lui fortemente indizianti di suoi rapporti con i fratelli __________ ben più
importanti di quelli che egli non vuole o non può ammettere se vuole continuare
a sostenere la tesi della sua totale estraneità all'incendio del __________.
Dopo che __________ ebbe a riferire nei suoi
verbali a partire dal 6.3.2003 che la benzina per appiccare l'incendio l'avevano
acquistata __________ e lui il giorno 21.12.2002, gli inquirenti hanno cercato
un riscontro alle dichiarazioni di __________ (che - come già cennato - aveva
inizialmente riferito di 100 litri acquistati, verso le 20:30-21:00, alla Shell
"di __________ " o "vicino a __________ "), evidentemente
senza trovarlo visto che il Procuratore pubblico, nel verbale del 12.3.2003 (PS
66) al quale presenziavano agenti di Polizia e il difensore di __________, ha
informato il __________ della circostanza che la Polizia aveva fatto un
controllo presso la stazione di servizio Shell "che dice lei e non risulta
un acquisto di circa 100 litri di benzina a quell'orario lì", al che
__________ ha, nella buona sostanza, risposto che non si sbagliava di data ma,
possibilmente, di stazione di servizio, non essendo pratico della zona.
Nel successivo verbale del 20.3.2003 (PS 172),
__________ ha nuovamente ribadito che l'acquisto era stato fatto alla Shell di
__________, dopodiché il 27.3.2003 (PS 176) a interrogare __________ a __________
si sono recati i due agenti __________ e __________ i quali hanno subito posto
a __________ domande sulla questione dell'asserito acquisto di benzina.
Per quanto attiene alla stazione di servizio,
__________ ha di nuovo indicato __________ e subito dopo "prima"
(n.d.r. di __________) e "sulla destra". Alla domanda "lei si
ricorda di che colore erano i cartelli indicanti la stazione di benzina",
__________ ha risposto "verdi".
Nel successivo verbale del 28.3.2003 (PS 177),
__________ alle domande del PP ha di nuovo risposto indicando la Shell di
__________ (__________è evidentemente un lapsus).
Il verbale nel quale è stato di nuovo affrontato
il discorso della benzina è quello dell'11.4.2003 (PS 186). È qui d'uopo
riprodurre lo stralcio nel quale il Procuratore pubblico di nuovo affronta con
__________ detta questione:
" …D: dove ha acquistato la benzina, si ricorda presso quale stazione
di servizio?
R: alla Shell.
Il PP ripete: dice la Shell.
D: noi abbiamo trovato presso un'altra stazione di servizio uno
scontrino da cui risulta che é stato acquistato un certo quantitativo di
benzina. Lei mi può dire quanta benzina é stata acquistata?
R: cento, circa cento litri.
D: circa cento litri ha detto?
R: si.
D: la stazione di servizio si trovava sulla destra o sulla sinistra
andando verso __________?
R: sulla destra.
D: sulla?
R: destra.
D: si trattava della prima, della seconda o della terza stazione di
servizio partendo da __________, si ricorda?
R: la terza.
Il PP ripete: la terza dice.
D: si ricorda di che colore era l'insegna?
R: verde.
D: verde?
R: fa segno di si con la testa.
D: si ricorda a che ora ha acquistato la benzina?
R: otto, otto e mezza.
Il PP ripete: otto, otto e trenta.
D: noi in effetti abbiamo trovato uno scontrino dove risulta che
sono stati acquistati un certo quantitativo di benzina alle otto di sera.
L'abbiamo trovato presso la stazione di servizio della Tamoil. E' possibile che
la benzina sia stata acquistata presso la Tamoil?
R: si.
D: é possibile?
R: si.
D: avete fatto benzina solo per portarla al __________ o é stata
fatta benzina anche all'automobile?
R: anche all'automobile.
D: non é stata fatta all'automobile?
R: si.
D: ah, anche all'automobile?
R: si.
D: si ricorda quanta benzina all'automobile?
R: no.
D: si ricorda se avete pagato alla cassa o all'automatico?
R: all'automatico.
D: e quanto avete pagato?
R: duecento franchi.
D: duecento franchi?
R: si.
D: chi ha pagato?
R: __________.
D: c'erano presenti altri clienti?
R: no.
D: eravate gli unici?
R: si.
D: non c'erano altre macchine quando voi avete fatto benzina?
R: no.
D: __________ dice che la benzina l'avete comperata il 31 dicembre,
cioè l'ultimo giorno dell'anno, per un totale di 15-20 litri. Chi ha ragione?
R: si sbaglia.
D: __________ si sbaglia?
R: fa segno di si con la testa.
D: il 31 dicembre lei non é andato a far benzina con __________?
R: no. … "
Il riferimento alla Tamoil il Procuratore
pubblico l'ha fatto poichè il giorno prima ovvero il 10 aprile 2003, gli agenti
di Polizia (che, come hanno scritto nel rapporto del 2.5.2003 a p. 78, hanno
effettuato ricerche presso distributori nelle zone di __________ e di
__________) hanno sentito __________, gerente della stazione Tamoil di
__________ il quale ha prodotto il rollino delle vendite di benzina del
21.12.2002, spiegando in particolare che quella sera (come sempre il sabato e
la domenica) la stazione chiuse alle 18:00, dopodiché entrò in funzione
l'automatico che è utilizzabile con banconote da fr. 10.-, 20.- e 50.-. Come risulta
dalla fotocopia degli scontrini (o ricevute) allegata al suo verbale (PS 182),
quella sera, presso la stessa pompa (la numero 1 della seconda canna) vennero
fatti consecutivamente due rifornimenti identici, ovvero
-
un
rifornimento di 75,76 litri di benzina senza piombo 95 ottani, per un totale di
frs. 100.-, rifornimento eseguito il 21 dicembre 2002, tra le ore 19:57 e le
ore 20:00, alla pompa numero 1 della seconda canna (che è la pompa verso la
casa, la più nascosta, perchè non si vede dalla strada);
-
un
rifornimento di 75,76 litri di benzina senza piombo 95 ottani, per un totale di
frs. 100.-, rifornimento eseguito il 21 dicembre 2002, tra le ore 20:01 e le
ore 20:04, alla pompa numero 1 della seconda canna (pompa verso la casa, la più
nascosta, perchè non si vede dalla strada).
Utilizzando le lettere maiuscole dell'alfabeto,
dalla A alla H, __________ ha pure fornito una leggenda degli scontrini, che si
dà qui come riprodotta. Se si esaminano le forniture eseguite quello stesso
sabato sera presso la Tamoil, si constata che la pompa in questione è stata
utilizzata alle 19:57 e di nuovo alle 20:01. Presso le altre pompe, vi fu un
rifornimento alle 19:14 e uno alle 20:45, il che consente di accertare che
quando tra le 19:57 e le 20:04 vennero fatti i due rifornimenti per litri 75,76
cadauno, non v'era nessun altro utente presso la stazione, il che conferma le
dichiarazioni di __________ di cui al testè riprodotto stralcio di verbale. In
tali condizioni, si ha con una probabilità che rasenta la certezza che l'utente
che ha eseguito i due rifornimenti delle 19:57 e delle 20:01 è il medesimo.
Oltre alla consecutio temporis, si ha che è
altamente improbabile per non dire escluso che due diversi utenti si siano
incolonnati ad una stessa canna, quando tutte le altre erano libere, che
abbiano fatto lo stesso tipo di benzina senza piombo 95 ottani (classico cioè
per autovetture e non per veicoli pesanti) per lo stesso quantitativo (che
supera la capacità della stragrande maggioranza dei serbatoi delle autovetture
in circolazione; il Procuratore pubblico ha prodotto all'uopo, quale doc. dib.
4, uno scritto della Sezione della circolazione di Camorino che attesta che le
marche delle macchine in circolazione con siffatta capacità di serbatoio sono
solo undici e di grossa cilindrata) spendendo ciascuno fr. 100.- in contanti,
laddove è ancora da segnalare che i tempi così ristretti tra un rifornimento e
l'altro (un solo minuto) consentono di ritenere assai improbabile, per non dire
escluso, il normale avvicendamento di due vetture, stante che, in tale
evenienza, ci vuole di sicuro qualche minuto in più per dar tempo alla prima
macchina di terminare tutte le usuali operazioni connesse con il rifornimento,
di spostarsi e alla seconda macchina, di prendere il posto della prima e di
avviare a sua volta le operazioni per far partire il secondo rifornimento.
Esaminate da tutti i punti di vista, le due
ricevute prodotte da __________ consentono un'unica conclusione ovvero che uno
stesso utente la sera del 21.12.2002, tra le 19:57 e le 20:04 ha acquistato
151,52 litri di benzina, pagando fr. 200.- e tutto ciò in un'ora in cui era già
buio, in una stazione illuminata certo, ma chiusa e deserta, utilizzando la
pompa che era la più nascosta rispetto alla strada e quindi la meno visibile da
parte di chi si trovasse a transitare. Poichè è praticamente escluso che tutta
quella benzina sia stata immessa nel serbatoio di un'unica vettura di un unico
utente, altro non può essere che la maggior parte della benzina acquistata si
stata portata via in taniche o in contenitori idonei alla bisogna, idonei cioè,
quale che sia stata la loro capienza, a portarne via all'incirca 100 litri.
Che ciò si attanagli alla situazione descritta da
__________ è di meridiana evidenza. Ma di ciò si dirà ulteriormente nel
considerando che segue.
Venendo ad altri accertamenti, si ha che il
3.1.2003 una svolta importante alle indagini iniziate da appena tre giorni,
l'ha data una persona le cui generalità gli inquirenti hanno deciso di
proteggere, per il che è sempre e solo stata indicata con la sigla
"XXY". Detta persona, i cui verbali sono stati letti in aula, ha
nella buona sostanza riferito di aver visto strani movimenti di persone dentro
il sedime dell'Osteria __________, e ciò nei giorni antecedenti l'esplosione-incendio.
In una posizione che le consentiva
un'osservazione di agevole momento, la persona in questione attorno alle
11:00/11:30 di un giorno (che poi gli inquirenti hanno stabilito essere il
sabato 28.12.2002) ha notato (cfr. PS 26):
" …
sopraggiungere un’autovettura marca Lancia Y 10 di colore grigio scuro, targata
VA non conosco il numero di targa, comunque sulla stessa vi erano i numeri 7 –
5 – 4, e non rammento in quale sequenza.
La targa di controllo aveva lo sfondo bianco ed i
numeri e sigle di colore nero; la forma della stessa era rettangolare,
allungata.
Sull’automobile vi erano tre persone, un uomo che
guidava, e due donne, persone che non avevo mai visto.
Il conducente parcheggiava l’autovettura, dietro
l’Osteria __________, con il baule aperto e rivolto verso l’entrata secondaria,
che conduce alle camere o al ristorante.
Le tre persone menzionate, uscivano
dall’abitacolo ed in seguito rivolgevano lo sguardo in alto, verso le camere,
come se stessero cercando qualche d’uno.
Visto ciò e pensando che stessero cercando
qualche d’uno, nonostante il locale fosse chiuso, da parte mia non mi
interessavo più di queste persona,
(… omissis…)
Notavo che oltre alle persone menzionate,
dall’interno dell’esercizio pubblico, usciva una quarta persona, usufruendo
della porta secondaria menzionata.
Trattasi di una persona di sesso maschile, circa
di anni 30 personaggio che ho già visto e che non conosco come nominativo.
Detta persona l’ho già vista lavorare
saltuariamente, presso il ristorante, alle dipendenza del Sig. __________.
Quello che mi ha impressionato, è il fatto che
questa persona indossava pantaloni a quadretti bianco e neri, tipo quelli che
indossano i cuochi, e sopra una maglietta di colore chiaro, nonostante il
ristorante fosse chiuso.
Ciò che ha attirato ulteriormente la mia
attenzione è che il comportamento di quest’uomo era guardingo, si spostava
leggermente in direzione della strada principale, per osservare se qualche
d’uno li vedesse a mo' di “palo”.
Nel frattempo, le altre tre persone, dall’Osteria
portavano nella loro macchina sacchi di plastica bianca, senza scritta (sacchi
della spesa), di grosse dimensioni.
Da parte mia non ho capito cosa contenessero,
comunque il loro peso non era indifferente poichè chi caricava faceva fatica.
Per quel che ho potuto vedere, le donne hanno
trasportato un sacco a testa mentre l’uomo (il conducente) è entrato due volte.
Dopo questi fatti, hanno chiuso il baule e queste
tre persone sono rientrate in macchina, ripartendo; preciso che
quest’operazione di “trasloco” è durato circa un cinque minuti.
Dopo la loro partenza il “palo” è rientrato nel
edificio; non escludo che questo personaggio sia un parente o un conoscente
molto vicino del __________. …"
"XXY" si trovava negli uffici del posto
di Polizia di __________ quando ha reso la deposizione di cui una parte è
quella testè riprodotta. Mentre stava descrivendo all'interrogante l'aspetto
fisico delle persone testè menzionate, vide passare davanti all'ufficio in cui
si trovava "un uomo con capelli neri e ciuffetto biondo" che
immediatamente riconobbe come la persona che aveva testè indicato nel proprio
verbale come "già vista lavorare saltuariamente presso il ristorante"
di __________. L'uomo dai capelli neri con ciuffetto biondo è pacificamente __________,
fratello di __________ che - come già cennato - ha effettivamente lavorato per
il fratello presso l'Osteria tra l'aprile e il luglio 2002 (cfr. anche le foto
di __________ che reca il numero 4 nella doc. in atti - scatola annesso 2 -
confronto all'americana).
Successive indagini fatte dagli inquirenti a
partire dalla Y10 con targhe di Varese di cui XXY ha in parte ricordato le
cifre, hanno portato a stabilire che poteva trattarsi della vettura in uso a
__________, nipote di __________, siccome figlio della sorella __________.
Costoro, ovvero madre e figlio, sono stati
interrogati il 24.2.2003, data in cui __________ è stato arrestato.
Con estrema fatica a causa della palese reticenza
(soprattutto di __________) per finire è stato possibile accertare che il
giorno di sabato 28.12.2002, __________, insieme alla madre e alla convivente
__________ (figlia di quel __________ già correo di __________ nelle rapine in
Piemonte, nel frattempo già in arresto in Italia) è venuto con la vettura
Lancia Y10 a __________, all'Osteria __________, dove - come potè osservare XXY
- ha posteggiato. A loro dire, scopo della loro trasferta era quello di
visitare il congiunto e portargli panni puliti, nondimeno per finire hanno
anche ammesso che portarono via sacchetti contenenti prodotti provenienti dal
negozio di coiffure, consegnati loro da __________ ("perchè tanto dovevano
bruciare" come ha dichiarato lo stesso al dibattimento).
È pure certo che __________ quel giorno informò
la sorella __________ di quanto segue (PS 164):
" … mio fratello
mi ha detto che doveva fare un lavoretto, precisando che si trattava
dell'incendio del __________. Era presente anche mio figlio mentre diceva
questa cosa, anche se non so se lui l'ha recepita o meno. Dopo un po',
__________ è uscito dalla camera, non so a fare che cosa, e in questa occasione
ho detto appunto a mio fratello che forse era il caso che andava a lavorare
piuttosto che fare queste cose. __________ non ha reagito alla mia
osservazione. Dopo alcuni minuti ho lasciato la camera, e sono scesa in auto.
Non ricordo se __________ ci aspettava già in auto oppure se era rientrato
prima nella camera di __________ e siamo poi scesi assieme. Sta di fatto che
dopo aver salutato mio fratello, siamo rientrati direttamente in Italia.
Domanda:
Suo fratello __________ le ha detto su
disposizione di chi doveva incendiare il __________?
Risposta:
No. O meglio è possibile che lui me lo abbia
detto, ma non ricordo. …"
__________, sentito inizialmente come teste, è
stato molto reticente ed evasivo col che è stato arrestato. Con riferimento
alla sua visita al __________ del 28.12.2002 ha, per diversi verbali, parlato
di una sola visita durante la quale lo zio gli avrebbe dato da portare via due
sacchetti (e non uno come dichiarato in precedenza) contenenti prodotti per
capelli, un asciugacapelli e una piastra per tirare i capelli (PS 140).
In detta visita egli si è detto accompagnato
dalla convivente __________ e da sua sorella __________. Ha precisato (PS 144)
che essi entrarono nell'edificio dalla porta secondaria, raggiungendo la camera
dello zio dopo averlo chiamato a voce dall'esterno. Lo zio era in possesso
delle chiavi. Ha fornito diversi particolari relativi alla camera e ha indicato
i loro spostamenti su una planimetria (pagina 3 e 4).
Ha confermato l'avvenuta consegna da parte dello
zio di sacchetti, precisando che erano tre e non solo due. Durante la
conversazione avuta con lo zio, questi gli disse di essere ospite del
__________. Ha poi ammesso di aver notato la presenza di __________ sul sedime
del __________.
Solo in un successivo verbale (PS 146) __________
ha dichiarato che Ant__________ upi arrivò sul piazzale mentre lo zio gli
passava i sacchetti che lui caricò in macchina e ancora solo più tardi (PS
147), __________ si è corretto, narrando che era appena arrivato e stava
chiamando a voce lo zio quando vide giungere sul piazzale una VW Golf color blu
scuro, dalla quale scesero __________ detto __________ e __________. A suo
dire, egli salì con le due donne e con lo zio nella camera di quest'ultimo, nella
quale c'era anche __________, mentre che il __________ si sarebbe allontanato
verso il bocciodromo. Solo nel verbale 153 (dopo cioè ulteriori interrogatori)
__________ ha finalmente ammesso che il 28.12.2002, egli venne due volte dal
suo paese al __________, di mattina, con la madre e la convivente e di
pomeriggio con la convivente e la sorella.
Avuto riguardo all'incontro con __________ e
__________, in quel verbale, alle p. 2 e 3, al PP ha dichiarato:
" ... ci
siamo di nuovo recati a __________ all'Osteria __________ dove siamo arrivati
verso le 14.00-14.30. Ho parcheggiato la macchina nel piazzale nella posizione
1 di cui al disegno allegato al presente verbale. Sono quindi sceso e ho
chiamato a voce alta lo zio, stavo per chiamarlo una seconda volta e lui si
affaccia ad una finestra situata sulla facciata anteriore dell'immobile, dove
io mi ero spostato nel frattempo. Egli mi fece segno di aspettare un attimo,
quando dopo un istante vidi arrivare una Golf di colore scuro tra il blu ed il
marroncino con targhe ticinesi quadrate. Veicolo che a velocità sostenuta
imbocca il piazzale, fermandosi nella posizione 2 di cui al disegno allegato al
presente verbale. Dall'automobile scendono due persone delle quali una da me
conosciuta, trattandosi di tale __________. Questi mi saluta con un ciao che io
contraccambio. Questo scambio di saluti è avvenuto davanti all'Osteria
__________ più o meno all'altezza del punto 4 di cui al disegno allegato al
presente verbale. __________ poi, rivolgendosi alla persona che lo accompagnava
gli chiede facendo riferimento a me "sai chi è lui?" e quest'altra
persona risponde di no. __________ allora gli spiega che si tratta del nipote
di __________, intendendo evidentemente con questo __________. L'altra persona,
parlando in calabrese, mi dice qualcosa tipo "piacere, __________ ".
Ed io a mia volta mi presento come __________. Preciso che io questo __________
non lo avevo mai visto prima. Mi stavo indirizzando verso l'entrata posteriore
dell'edificio, ma avendo ancora la visuale sulla parte anteriore dell'edificio
e ho sentito una sorta di tintinnio. Mi sono voltato ed ho visto __________ che
girava attorno all'angolo dell'Osteria nella posizione indicata con il numero 5
nel disegno allegato al presente verbale. Allo stesso momento ho visto
__________ camminare verso l'edificio nella posizione indicata con il numero 6
del disegno allegato al presente verbale. Tra l'altro, dalla situazione, avevo
dedotto che
__________ aveva gettato dei sassolini contro una
finestra. Ritornando verso la macchina, ho visto scendere dalla stessa mia
moglie e mia sorella che si apprestavano a venirmi incontro. In quell'attimo si
affaccia sulla porta di accesso posteriore mio zio __________. Udii nettamente
un rumore come quello prodotto dalla chiave nella serratura e subito dopo
comparve mio zio. Egli ci invitò a salire ed a raggiungerlo nella sua stanza.
Lo abbiamo seguito e arrivando nella sua stanza abbiamo visto che era già
presente __________. mio zio lo guarda con fare stupito e questi gli dice "io
ho la mia scala privata per salire". Mio zio allora si mette a ridere.
D: poi cosa vi siete detti?
R: mio zio chiede a __________ se c'era anche __________ e
__________ gli risponde che si trova di sotto. E mio zio qualcosa del tipo
"ah è giù?". __________ chiede poi a mio zio di andare di sotto a
prendere qualche cosa da bere e questi gli risponde che non aveva voglia e di
andarci lui. __________ disse di non averne voglia neppure lui e per finire è
sceso mio zio. Dopo un attimo __________ torna nella stanza con in mano una
bottiglia di spumante o champagne e alcuni bicchieri. Appoggia bicchieri e
bottiglia sul televisore. Poi mio zio prende la bottiglia e la apre mentre mia
sorella si offre di versare il vino. Rovesciandone una parte sul pavimento, per
finire è ancora mio zio a fare il servizio. Dopo qualche minuto che stavamo
bevendo e conversando, qualcuno da in fondo alle scale chiama __________.
__________ allora si alza e va a vedere in corridoio. Ho poi sentito delle voci
di due uomini che parlottavano. Questo mentre mio zio mi raccontava a sua volta
delle cose.
D: lei ha chiesto chi altri era in casa?
R: no. …"
Sempre a pezzi e a bocconi, nei successivi
verbali (PS 157, 158, 161), __________ ha ammesso che in occasione
dell'incontro del mattino, lo zio __________ gli disse che aveva ricevuto
l'incarico di incendiare l'Osteria __________ (a suo dire, lo zio utilizzò il
termine "vampa" che in calabrese significa "fiamma",
"fuoco") da parte del proprietario, __________ detto __________ e da
__________ e che il "lavoro" l'avrebbe eseguito unitamente a
__________.
Così si è espresso __________ nel verbale (PS
161) reso al PP:
" … ADR
confermo innanzitutto di essere stato il 28 dicembre 2002 in due diverse
occasioni, una prima volta la mattina ed una seconda il pomeriggio, presso
l'Osteria __________ di __________ a trovare mio zio __________.
ADR il pomeriggio,
ribadisco, vi sono andato con mia sorella __________ e con la mia compagna
__________. AI nostro arrivo notai sopraggiungere una Golf vecchio modello di
colore blu scuro, marroncino, da cui scesero poi due persone. Una di queste due
persone era tale __________, lontano parente di mia madre, ovvero un cugino di
mia madre, tale __________, ha sposato la sorella di __________ detto
__________. L'altra persona scesa con lui dall'automobile mi è poi stata
presentata come __________ e che successivamente ho saputo essere __________.
ADR confermo pure
che salvo errore, in occasione della nostra prima visita avvenuta la mattina
mio zio __________ mi disse di aver ricevuto l'incarico di incendiare l'Osteria
__________ dal proprietario del locale tale __________ e da __________ detto
__________. Aggiunse che il lavoro avrebbe dovuto essere eseguito di lì a
qualche giorno e che in seguito, lui, cioè mio zio, sarebbe andato a dormire
dal __________ presso il __________.
ADR non mi ricordo
se mio zio __________ mi abbia detto che doveva ricevere una ricompensa, salvo
errore però mi disse che il lavoro lo avrebbe eseguito unitamente al
__________.
ADR rammento che
la visita effettuata la mattina del 28.12.2002, avvenne in compagnia di mia
madre e di mia moglie. Fu mia madre a dire quella mattina che dovevamo andare a
trovare lo zio __________. Non so se lei era al corrente dei progetti di mio
zio in relazione all'incendio del __________. E' in ogni caso ben possibile che
quella mattina abbia sentito
quello che mio zio __________ mi diceva.
ADR suppongo che
mio zio __________ conoscesse molto bene il __________, dal momento che li
vedevo anche sempre insieme quando ero giù al paese in Calabria. Li avevo visti
anche insieme qui tra la zona di confine tra
l'Italia e la Svizzera.
Aggiungo ancora che mi capitava anche di vedere
insieme mio zio __________, il __________ ed il __________ oltre ad altre due
persone, miei due zii di nome __________ e __________. lo
generalmente giravo alla larga da questo gruppo,
non avendo nulla a che fare con loro.
D: in occasione di uno dei suoi primi interrogatori lei affermò che
quando si presentò presso l'Osteria __________ la mattina del 28.12.2002 era
presente suo zio __________ il quale venne poi raggiunto da un'altra persona
poi identificata in tale __________. Conferma o smentisce questa sua prima
versione?
R: devo rettificare questa dichiarazione. __________ l'ho visto il
pomeriggio, ma non la mattina. Il pomeriggio, ripeto, lo vidi arrivare con il
__________.
D: lei i fratelli __________ li conosceva già da tempo?
R: no.
D: chi le ha parlato per la prima volta dei fratelli __________?
R: con il nome completo __________ mi è stato presentato la prima
volta dalla Polizia. __________ me lo aveva solo presentato con il suo nome,
cioè __________.
D: la mattina del 28 quanti sacchi sono stati asportati
dall'Osteria?
R: due sacchi in totale contenenti uno dei bigodini e degli shampoo
e l'altro due paia di pantaloni sporchi da lavare.
D: in base agli atti d'inchiesta o meglio, ad una deposizione
testimoniale, risulta che in quel frangente le donne avrebbero trasportato un
sacco a testa mentre l'uomo (cioè lei) sarebbe entrato due volte nell'EP? Cosa
ha da dire al riguardo?
R: non corrisponde alla realtà, noi abbiamo portato via quella
mattina solo due sacchi.
D: in occasione di un suo precedente verbale lei ha dichiarato che,
il pomeriggio, mentre si trovava presso l'Osteria __________ nella stanza di
suo zio __________ unitamente a sua sorella, alla sua compagna e a __________,
ad un certo momento qualcuno chiamò quest'ultimo. Possibile che lei non abbia
visto chi era questa persona e non abbia chiesto a qualcuno chi fosse che
chiamava __________?
R: in effetti è proprio andata così, Pensai che si trattava di
__________ ma non verificai. … "
__________, sentito come teste il 3.1.2003
(classeur 6 sub C) e come accusato dopo che fu arrestato il 31.1.2003, non ha
mai ammesso di essere giunto in compagnia del __________ sul piazzale del
__________ il 28.12.2002 e di avervi incontrato il __________. Per la verità
__________, per parecchio tempo, ha pure negato di conoscere il __________,
fatto questo che ha ammesso solo il 7.4.2003 in un verbale reso al PP (PS 179).
Invece __________ (in arresto nel periodo
20.5.2003-13.6.2003), pur contestando ogni e qualsiasi ruolo nell'incendio del
__________ come pure in quello del __________, ha nondimeno confermato le
surriprodotte dichiarazioni di __________, ammettendo, dopo una serie di
negazioni, di esser salito nella camera di __________ al __________ il
28.12.2002. Si legge infatti nel verbale da lui reso il 5.6.2003 al PP (cfr. PS
033 del rapporto di complemento):
" … D:
conosce __________?
R: lo conosco di vista, non ho alcuna confidenza con lui. Nel senso
che tra noi non c’è un particolare rapporto d’amicizia. Penso di averlo
conosciuto a __________ che è un posto che lui frequenta regolarmente.
D: conosce __________ e __________?
R: si conosco bene entrambi. Di __________ ho anche battezzato un
figlio, sono cioè il suo padrino. Sono miei compaesani e quindi li conoscevo
già da Mesoraca. Trovandoci poi qui in Ticino era anche facile che ci
trovassimo e frequentassimo. Mi considero un loro buon amico.
D: conosce __________ e __________?
R: si li conosco entrambi. In particolare una mia sorella,
__________, ha sposato il cugino dei __________. Trattasi di __________ il
quale quindi è mio cognato. E’ evidente quindi che conosco bene sia __________
che __________. E’ chiaro anche che ci vedevamo e incontravamo a Mesoraca
quando mi trovavo al paese.
… omissis …
ADR è vero che
parecchi anni fa ero anche comproprietario con alcune altre persone
dell’Osteria __________a. EP che era poi stato venduto a tale __________. Non
saprei più indicare con precisione da quale anno a quale anno ho lavorato
presso il __________. Mi risulta e anzi sono informato che a partire da un
certo momento il __________ è passato in mano a __________. Per quanto mi
consta l’ha sempre gestito da solo. Se poi dietro c’era qualcun altro non
saprei dirlo.
ADR ero un cliente
abbastanza regolare dell’Osteria __________ ci andavo più volte la settimana.
Ci andavo sia per trovare __________, sia per giocare a carte o per incontrare
amici. Ci sono andato evidentemente anche nel corso del mese di dicembre 2002.
So che ad un certo momento __________ ha chiuso l’EP perché è partito in
vacanza, salvo errore prima di Natale. Evidentemente conoscevo anche la
cameriera dell’Osteria __________ che si chiama __________. So che __________ è
partito in vacanza a __________ con questa cameriera e il marito della stessa.
D: __________ le aveva detto che andava in vacanza a __________?
R: in effetti me lo raccontò e la cosa mi venne poi confermata
dalla cameriera.
… omissis …
D: lei si ricorda di aver visto __________ all’interno dell’Osteria
__________ nel corso del mese di dicembre 2002?
R: no. Mi ricordo di averlo visto una volta sul piazzale dell’EP,
ma all’interno mai.
D: lei sa che __________ è il presunto autore materiale
dell’incendio-esplosione che ha raso al suolo l’Osteria __________?
R: si, l’ho saputo dai media.
ADR prima che l’EP
chiudesse è vero che ho visto alcune volte __________ all’interno dell’Osteria.
D: dopo che l’EP ha chiuso, lei è ancora stato presso o meglio
all’interno dell’Osteria __________?
R: no.
D: dopo che l’EP ha chiuso, lei ha ancora visto __________ a
__________?
R: si, l’ho visto sul piazzale retrostante il ristorante. Avevo
visto che era li con altre persone. Stavo viaggiando in macchina in provenienza
da __________ e ho visto il gruppetto di persone sul piazzale, conoscendole mi
sono fermato, sono sceso e le ho salutate. Avendo fretta me ne sono andato
subito. Ero solo in macchina. Per quanto mi ricordo non l’ho poi più visto.
D: a noi risulta, che lei dopo la chiusura dell’EP __________ si è
recato a più riprese all’interno dell’Osteria: cosa risponde?
R: non è assolutamente vero.
D: a noi risulta, perché così è stato dichiarato da più persone,
che lei si è recato nelle stanze di __________ il 28.12.2002, quando era
presente lo stesso __________ e alcuni suoi parenti: cosa risponde?
R: lo contesto. Io ho visto __________ e parenti solo sul piazzale.
D: __________ sostiene che __________ gli aveva lasciato le chiavi
per continuare a dormire presso l’Osteria __________ anche dopo che lui era
partito per le vacanze; afferma inoltre che lei lo andava a trovare
regolarmente presso l’Osteria __________ dove sapeva che lui dormiva: cosa
risponde?
R: non è assolutamente vero.
D: vi sono testimonianze secondo le quali qualche giorno prima che
l’Osteria __________ esplodesse e venisse distrutta erano state viste persone
asportare merce dalla porta d’entrata posteriore dell’EP. Una delle persone
riconosciute è __________. Lei cosa ne sa?
R: assolutamente nulla.
D: un testimone sostiene di aver visto qualche giorno prima
dell’esplosione del __________ la presenza di persone a bordo di una Y10 con
targhe varesine: lei ha un idea di chi potrebbero essere quelle persone?
R: non ne ho idea.
D: persone, lo stesso giorno il 28.12.2002, hanno visto l’arrivo
della sua Golf scura con a bordo lei e __________: cosa risponde?
R: non mi ricordo se __________ era con me. Voglio cioè dire che
magari poteva esserci, tuttavia non me lo ricordo.
ADR nego tuttavia
che quel giorno io ero salito in camera da __________.
D: __________ dice però che lei c’era: cosa dice?
R: non mi ricordo di essere salito in camera.
D: __________ dice che lei era presente nella camera?
R: non me lo ricordo.
D: __________ dice che lei era presente?
R: ripeto ancora una volta che non mi ricordo di essere salito su
in camera.
D: le persone presenti sostengono che ad un certo punto avete pure
bevuto qualche cosa insieme: cosa risponde?
R: io di questa cosa proprio non ho ricordo.
D: lei sapeva cosa doveva succedere al __________?
R: no, proprio no.
D: __________ sostiene che lei era al corrente?
R: no, non è vero.
D: lei avrebbe saputo anche che era un lavoro che veniva fatto per
via dell’assicurazione?
R: no, non è vero.
… omissis …
ADR sono al
corrente del fatto che __________ è considerato il secondo autore materiale
dell’esplosione-incendio dell’Osteria __________.
D: lei il 31.12.2002 ha incontrato __________?
R: no, non l’ho visto.
D: __________ sostiene che vi siete trovati o meglio che vi siete
incontrati presso il ristorante Stazione a __________: cosa risponde.
R: sono sicuro di non averli visti.
D: c’è qualcuno che può confermare con una testimonianza che lei la
sera del 31.12.2002 quando se ne è andato dalla casa di sua sorella, si è
recato a casa sua a prendere qualche cosa per poi rientrare da sua sorella?
R: no. Non ci sono testimoni.
Ad un certo punto ricevo una telefonata da parte di __________a,
la gerente del bar ristorante __________, la quale mi informa che é successo un
casino all'Osteria __________a. Ricevetti questa telefonata proprio quando
stavo uscendo con mio nipote. Subito dopo siamo andati a __________ a vedere
cosa esattamente era successo. Siamo rimasti sul posto una ventina di minuti.
Dopo di che ci siamo recati presso il bar __________ a bere qualche cosa.
Successivamente volevamo andare a __________ a farci un giro ma transitando
davanti al __________ abbiamo visto che era aperto e ci siamo fermati a bere
qualche cosa. Stavamo entrando quando ci si è fatta incontro una signora con un
bambino che ha detto che era successo un incidente e chiedeva un passaggio fino
all’ospedale __________. Io e mio nipote ci siamo messi a disposizione per
portarle al __________. La donna con il bambino non l’avevo mai vista né sapevo
come si chiamava.
D: lei sapeva che era la compagna del __________?
R: no, non lo sapevo.
D: sapeva chi era l’altra donna presente?
R: al primo momento non l’avevo riconosciuta ma dopo un attimo ho
capito che era la compagna del fratello di __________ o. Dopo aver accompagnato
le due donne e il bambino al __________ mio nipote mi ha accompagnato a
riprendere la mia auto che avevo lasciato a __________ da mia sorella. Sono
quindi tornato all’ospedale e una delle due donne, la bionda, mi ha chiesto di
aspettare perché non sapeva cosa fare e dove andare con il bambino. Oltretutto
non si sapeva neppure dov’era la madre del bambino che era andata via con la
Polizia. La donna bionda ha poi chiamato la stazione di Polizia di __________
chiedendo dell’amica e l’agente che ha risposto ha detto di passare a
__________ che li si trovava l’altra donna. Io allora l’ho accompagnata, lei e
il bambino, fino a __________. Dopo questo me ne sono andato a casa.
D: __________ sostiene che lei sapeva chi erano le due donne e che
le stesse si trovavano presso il __________: cosa risponde?
R: non è assolutamente vero.
D: un testimone
riferisce che __________ gli ha detto che il lavoro veniva effettuato su
commissione di __________ e __________?
R: non è assolutamente vero.
D: __________
asserisce che comunque lei da giorni sapeva quello che doveva accadere
all’Osteria __________: cosa dice?
R: ancora una volta, non è vero. Sono disposto ad
effettuare dei confronti con le persone che affermano queste cose.
D: cosa ha fatto la sera del 31 dicembre 2002?
R: ero a casa di mia sorella a mangiare. Ero
arrivato a casa sua verso le 18.30-19.00 e sono rimasto da lei fino a
mezzanotte e mezza circa. Ho comunque passato il Capodanno da lei.
D: non ha mai lasciato l’appartamento di sua
sorella durante la serata?
R: in effetti l’ho lasciato per un breve momento
per recarmi a casa mia a __________ a prendere qualche cosa (vino o spumante).
Tra andata e ritorno non avrò impiegato più di una mezzora.
D: nel suo
verbale del 21.5.2003 p. 1 lei aveva dichiarato di essere sicuro di essere
rimasto sempre nell’appartamento di sua sorella. E’ solo quando le sono state
contestate le risultanze dei tabulati telefonici che dimostravano che lei
doveva essere uscito, che ha dato una versione diversa: come mai?
R: perché solo allora mi sono ricordato che ero
uscito.
D: è sicuro che
quella sera non è stato da nessun altra parte, magari a rendere visita a
qualcun altro?
R: non mi ricordo assolutamente di essere stato a
casa di nessun altro. In ogni caso non prima di mezzanotte.
D: dopo mezzanotte si ricorda di essere stato a
trovare qualcuno?
R: dopo mezzanotte sono stato a __________. Non mi
ricordo assolutamente di essere stato da qualche altra parte, rispettivamente a
trovare qualcuno.
D: nella notte
tra il 31.12.2002 e il 1.1.2003, ha visto o ha incontrato __________?
R: l’ho visto brevemente dopo l’esplosione sulla
strada antistante dove c’era tutta la gente.
D: prima non l’ha visto?
R: sono sicuro di no.
D: in base ai tabulati telefonici risulta che __________ il
31.12.2002 alle 10.26 ha contattato __________ sul cellulare in suo uso; pochi
minuti dopo __________ ha contattato lei sul suo cellulare, conversazione che è
durata una trentina di secondi: come prende posizione?
R: io non ho mai ricevuto una telefonata simile. Può darsi che io
ero momentaneamente sceso dall’auto e avevo lasciato il cellulare all’interno
del veicolo e che magari abbia risposto mia figlia __________.
D: __________ le ha detto qualche cosa della telefonata?
R: no, non mi ha detto niente.
ADR non ricordo
cosa ho fatto la mattina del 31.12.2002. Può darsi effettivamente che ero a
spasso con mia figlia o magari ero in giro a fare compere.
D: ha ancora qualche cosa da aggiungere?
R: non posso escludere che il 28.12.2002 io sia effettivamente
salito nella stanza di __________ a bere qualche cosa dal momento che mi
avevano invitato a bere qualche cosa. Comunque non posso affermarlo con
certezza, non me lo ricordo.
Dopo aver riletto il verbale e aver ripensato alle mie
precedenti dichiarazioni desidero fare ancora un aggiunta. In particolare
voglio confermare che effettivamente il 28.12.2002 sono salito in camera da
__________ perché così ero stato invitato dalle persone presenti.
D: quanto tempo si è intrattenuto nella stanza di __________o?
R: venti minuti, mezzora circa.
D: chi era presente?
R: erano presenti __________ stesso ed i suoi nipoti quindi altre
tre persone. Si trattava di due ragazze e un ragazzo, tutti relativamente
giovani. Nella stanza di __________ abbiamo bevuto una bottiglia di spumante.
Non so se la bottiglia era già in camera o se qualcuno ha dovuto andare a
prenderla.
D: poi cosa ha fatto?
R: io dopo circa 20 minuti sono andato via, dovendo andare a casa.
D: con chi è arrivato al __________?
R: avevo incontrato il __________ presso il bar __________ e gli ho
dato un passaggio fino a __________, passando da __________. __________ è sceso
dall’auto appena arrivati sul piazzale del __________, ci siamo salutati e lui
ha salutato le persone che erano già presenti, poi se ne è andato. Non so dove
è andato, ma presumo a casa.
D: non l’ha sorpreso il fatto che __________ ancora abitasse presso
l’Osteria __________?
R: per la verità no dal momento che poteva benissimo darsi che
__________ gli aveva dato una chiave dopo la sua partenza per le vacanze.
ADR non so se
__________ abitava fisso al __________, comunque l’ho visto li.
D: lei però è andato altre volte a trovare il __________ presso
l’Osteria __________ rispettivamente in camera sua?
R: no in camera sua l’ho visto solo quella volta li.
D: lei sapeva che __________ aveva dei problemi con la giustizia?
R: no, non lo sapevo.
D: quando lei è salito in camera di __________ il 28.12.2002, lo ha
fatto insieme agli altri?
R: si, sono salito con tutti gli altri dal medesimo accesso.
…"
In conclusione si ha che la presenza di
__________ presso l'Osteria __________ il giorno 28.12.2002 è stata constatata
de visu oltre che dai suoi parenti __________ anche da __________, buon amico
di __________ e __________ (a quest'ultimo legato financo da un rapporto di
padrinato; avuto riguardo al particolare legame d'amicizia tra __________ e
__________ basti ricordare le parole che ha usato per descriverlo la moglie di
__________, ovvero __________ in PS 020 del rapporto di complemento: "Sono
amici di lunga data. Si sono sempre aiutati se avevano bisogno"). Lungi
dall'essere stupito di una tale presenza in quel luogo a Osteria chiusa e con
__________ assente ai Caraibi, __________ dopo aver lungamente mentito (a
dimostrazione del fatto che ben comprendeva la portata del suo dire), quando
per finire l'ha dovuto ammettere, ha dichiarato "poteva benissimo che
__________ gli avesse dato una chiave prima della sua partenza", risposta
logica certo, ma forse oltre che logica, anche corrispondente - per una volta
tanto - alla realtà.
__________, invece (e significativamente) ha
sempre negato l'incontro con i __________ sul piazzale del __________ quel
28.12.2002 e ciò benchè di esso abbiano riferito, oltre ai __________, anche
l'amico e padrino del figlioletto __________, __________. Invero __________ un
tale incontro non lo può in nessun caso ammettere, nemmeno a costo di negare -
come ha fatto nel concreto caso - l'evidenza. In caso contrario
pregiudicherebbe assai la posizione del fratello perchè dovrebbe spiegare come
mai non chiese a questi __________ che ci facessero sul sedime del __________
in quel luogo e in quel momento, a Osteria chiusa e con __________ lontano.
Delle due l'una: o __________ non sapeva che __________ soggiornava
nell'Osteria chiusa e allora la presenza dei __________ avrebbe perlomeno
dovuto suscitare in lui più di un sospetto, o la presenza di __________ gli era
nota, la sapeva autorizzata dal fratello __________ e allora la presenza dei
__________ in visita al loro congiunto era la cosa più normale del mondo (e
così deve essere stato vista la sua totale non reazione, nel senso che è provato
che vide i __________ ma non telefonò al fratello nè fece una piega). Negare
contro ogni evidenza l'incontro con i __________ fa prova della sua malafede.
Senza dimenticare che __________ posteggiava
regolarmente la sua vettura sul piazzale del __________, per cui ogni volta che
usciva di casa o vi rientrava doveva per forza di cose passarvi davanti. Ma se
davvero __________ vi era entrato - come ha ipotizzato il Difensore di
__________ - furtivamente scassinando qualche porta-finestra del pianterreno, è
mai possibile che tra il 22.12. e il 31.12.2002 nessuno se n'è mai accorto?
Nemmeno __________ (o la sua convivente) che il sedime del __________
attraversava ogni volta che usciva o rincasava? E quand'anche __________ e
__________ (cosa già inverosimile di per sè) non hanno trovata bizzarra e
strana la presenza in situ dei __________, come mai non vi posero mente subito
dopo il clamoroso e rovinoso incendio? Come mai non ritennero - come invece ha
fatto XXY - di dover informare la Polizia di quei (quantomeno a posteriori)
sospetti movimenti di persone, sul sedime del __________, del 28.12.2002,
appena tre giorni prima del criminoso evento?
Certo è che, da qualsiasi punto le si esamini, le
visite fatte dai __________ al __________ il 28.12.2002 consentono un'unica
conclusione, ovvero che __________ soggiornava al __________ in modo
autorizzato e non furtivo e clandestino. Vi fosse penetrato operando uno scasso
(che in ben otto giorni nessuno vide), e vi soggiornasse in attesa di prendersi
la sua vendetta su __________ incendiandogli il locale, mal si comprende perchè
abbia fatto/lasciato venire tre parenti a visitarlo in pieno giorno, di sabato,
non una ma due volte in un sol dì, permettendo che venissero a posteggiare
l'auto con targhe italiane proprio dentro il sedime dell'Osteria chiusa,
lasciando che lo chiamassero a voce dal basso e che qualcuno pure tirasse
sassolini alla sua finestra per richiamare la sua attenzione. Non è invero
questo il comportamento usuale di un clandestino! Nè più coerente appare essere
quello dei suoi congiunti che, a loro volta, lungi dal fare al clandestino una
visita discreta, tenendosi lontani dal __________ qualche centinaio di metri,
si sono comportati in modo da farsi notare a tutti i costi, venendo a
__________ in pieno giorno in tre ogni volta, posteggiando proprio davanti alla
porta sul retro un'auto dalle targhe italiane, dentro cioè il sedime chiuso di
un'Osteria chiusa, chiamando a voce lo zio e intrattenendosi financo a parlare
con i sopraggiungenti __________ e __________, ben sapendo che il primo era un
caro amico dei __________ e il secondo il fratello di quel __________ che,
secondo quanto la mattina lo zio __________ aveva riferito al nipote __________
e alla sorella __________, era la persona che l'aveva incaricato di incendiare
il __________!
Il fatto è che tutti tennero tali comportamenti e
nessuno si stupì di niente perchè ai loro occhi tutto era normale: a partire
dalla presenza (autorizzata) di __________ al __________, al fatto che
__________ fece venire i __________ con l'auto proprio sotto casa per
facilitare loro il "trasloco" di alcuni sacchi pesanti contenenti
roba che era peccato "bruciare" e che era invece utile portare per
tempo in Italia, al fatto (per tutti normalissimo) che, giunti che furono sul
piazzale __________ e __________, __________ presentò a quest'ultimo il
__________ come il nipote di __________, e infine il primo salì senza remore di
sorta in camera del __________ a brindare e il secondo se n'andò in direzione
del bocciodromo come "se niente fosse", come se l'Osteria fosse
aperta e tre paesani qualunque vi si fossero fermati per bersi una birra o una
gazzosa.
Tutto ciò premesso, meritano di essere qui
segnalate - perchè sono entrambe due modelli di comportamenti omertosi della
"miglior" (si fa per dire) specie - le due prime deposizioni che,
sentiti in qualità di testi, hanno reso in Polizia il sunnominato __________
l'11.1.2003 (cfr. classeur 6 sub lettera F) e __________ (classeur 6 sub
lettera C), quando le ceneri del rogo erano ancora "calde":
- dal
verbale del teste __________, p. 3
"… D: le mostriamo la fotografia qui inserita (n.d.r. segue la
foto) e le chiediamo se conosce l'uomo raffiguratovi:
R.: Conosco quest’uomo. Si tratta di
__________. E’ di Mesoraca. So che abita in Italia, ma non so dove. Siamo buoni
conoscenti, ma non ci frequentiamo. Se capita beviamo qualche cosa assieme, ma
nulla di più. __________ ha la sua vita e io la mia. Non abbiamo alcun
interesse o attività in comune. Non saprei dire quando e dove ho visto per
l’ultima volta __________, non mi sembra tanto tempo fa, ma non so essere più
preciso perché non mi ricordo. So che avevamo bevuto qualche cosa assieme, da
qualche parte, ma non so più dove.
D.: Lei frequentava l’Osteria
__________ di __________?
R.: La frequentavo di sovente. Io e
__________ siamo molto amici.
D.: Lei sa se __________ frequentava
l’Osteria __________? Lei ha visto __________ all’Osteria __________. Lei sa se
__________ e __________ si conoscono?
R.: Non so se __________ frequentava
l’Osteria __________. Non mi ricordo se ho visto __________ all’Osteria
__________. Non sono in grado di dire, perché non lo so, se __________ e
__________ si conoscono. … "
E dire che tredici giorni prima avevano brindato
insieme (speriamo non alla "vampa") in una camera dell'Osteria
__________!
- dal
verbale del teste __________ del 3.1.2003 (anche in PS 27) che, guarda caso, ha
assistito in diretta, dal vivo, allo scoppio del __________ e che nel disastro
ha avute danneggiate ben tre macchine che sul sedime teneva parcheggiate:
"… Tutto si é
svolto nella più totale tranquillità fino a
mezzanotte quando
abbiamo stappato lo spumante. Dopo il brindisi io __________ e __________ siamo
usciti in balcone. lo tenevo in braccio __________.
Alle domande
dell'interrogante rispondo che il palazzo nel quale abito si trova proprio di
fronte a quello che era l'immobile dove si trovava l'Osteria __________a. I due
stabili distavano una ventina di metri. Il balcone sul quale ci trovavamo, al
4° piano, guarda proprio verso l'Osteria __________. Pochi minuti dopo
mezzanotte, potevano essere le 00:05/00:10, c'é stato un calo di corrente e la
luce é andata via per un attimo, forse nemmeno un secondo e poi ha ripreso
d'intensità. In quel momento ho notato una fiammata prodursi su un filo di un
palo della luce di fronte a me. In quel luogo ci sono diversi pali della luce e
non saprei ora indicare da quale ho visto la fiammata. Dopo la fiammata vi é
stato un forte botto, anche se non eccezionalmente violento. Subito dopo il botto
lo stabile dove c'era l'Osteria __________ é caduto e poi é scoppiato un
violento incendio.
Tutto quanto ho
appena spiegato circa l'esplosione é successo in brevissimo tempo; forse
questione di un secondo o due.
… omissis …
Dopo la fiammata e
il crollo, le luci si sono spente definitivamente in tutto il quartiere.
Istintivamente sono
sceso in strada dove si stava riversando tanta gente. C'erano macerie
dappertutto. lo ho spostato la mia macchina che era posteggiata non lontano
dall'Osteria __________. La macchina era tutta impolverata e anche danneggiata.
A questo riguardo ho già sporto denuncia alla gendarmeria di __________.
Posso ancora dire di
essere rimasto in strada, con un mucchio d'altre persone, fin verso le ore
03:00. Prima di rientrare a casa a dormire, mi sono fermato a bere un caffè al
bar dell'albergo __________. Il bar era pieno di gente.
… omissis …
Così richiesto
dichiaro che mentre mi trovavo in balcone non ho notato nulla di sospetto. Non
sono arrivate nei pressi dell'Osteria __________ delle vetture o delle persone
né ne sono partite. Devo anzi dire che in quei momenti non c'era praticamente
circolazione né di persone né di veicoli.
Alle domande
dell'interrogante rispondo che, per quanto ne so, mio fratello __________ non
ha problemi con nessuno. Non mi ha mai parlato di sue eventuali preoccupazioni.
… omissis …
Non ho altro da
dichiarare. Sono a disposizione per eventuali altri particolari che dovessero
necessitare."
Col che ben si vede quale contributo intendeva
dare __________ all'indagine che aveva per fine di scoprire gli autori
dell'incendio che aveva distrutto i beni di suo fratello e danneggiato tre
vetture di sua pertinenza!
La mattina del martedì 31.12.2002, alle ore
10:26:53 __________ ha telefonato a __________. Alle 10:38:45 __________ ha
chiamato __________. Nel pomeriggio è pacifico che __________, a bordo della
sua Fiat Tempra, è venuto a __________, secondo accordi presi al telefono alla
mattina. Dovevano esser circa le 14:00, perchè alle 13:58:38 __________ e
__________ hanno comunicato a mezzo natel ed entrambi erano collegati
all'antenna di __________.
A loro dire, si sono incontrati al Bar __________
dove hanno bevuto qualcosa. A dire di __________ sarebbe stato in quel
frangente che __________ gli avrebbe parlato del suo risentimento verso
__________ per lo sgarro fattogli nel mandarlo via dal __________ il 21.12.2002
e della sua determinazione a vendicarsi bruciandogli il locale, cosa per la
quale gli avrebbe lì per lì chiesto il suo aiuto. Delle continue modifiche e
correzioni di __________ in relazione a quel colloquio, così come anche di una
precedente proposta fattagli da __________ già nel novembre 2002 di
"bruciare un locale", senza dirgli quale, si dirà al considerando 7.
Qui basti annotare che, per finire, __________ accettò, col che, a suo dire
(altro fatto che __________ ha negato e nega), dopo aver __________ reperito
tre taniche nella cantina del __________, con l'auto di __________ si sarebbero
insieme recati all'AGIP di __________, dove __________ avrebbe acquistato la
benzina per l'incendio che avrebbero commesso quella stessa notte. Ma anche di
ciò si dirà più nel dettaglio nel seguito.
Alle 15:10:29 risulta che il cellulare di
__________ ha comunicato col cellulare in uso alla __________, convivente del
__________.
Nel verbale del 14.1.2003 reso alla Polizia (PS
065 p. 6), __________ ha dichiarato che:
" … Siamo
rimasti al __________ una decina di minuti, il tempo di bere una birra. Uscendo
dal locale, __________ mi ha chiesto di accompagnarlo a prendere la benzina. Io
ho spostato la macchina dal parcheggio del __________, al piazzale del
__________, sulla parte posteriore. Io sono rimasto in auto, mentre __________
è entrato nell’immobile. Mi aveva detto che in cantina c’erano delle latte
vuote. Infatti dopo un attimo è uscito dalla porta sul retro, con tre latte
bianche in plastica, tipo quelle che si utilizzano per metterci il detersivo.
Io ho aperto il baule della macchina, e __________ vi ha messo le latte. Siamo
saliti in macchina, io alla guida, e __________ sedeva accanto a me. Siamo
partiti in direzione di __________. Preciso che non sapevamo esattamente dove
andare a prendere la benzina. Io sono partito in direzione __________, e siamo
arrivati casualmente sull’AGIP, vicino all’uscita autostradale. Quindi siamo
scesi dalla macchina entrambi. Ho aperto il baule, abbiamo aperto le taniche,
senza toglierle, e io ho introdotto la benzina nei tre contenitori. In totale
mi sembra di aver fatto Frs. 23.- di benzina verde, senza piombo, non mi
ricordo a quanti ottani. Abbiamo chiuso i contenitori, e il baule. __________ è
salito in auto, mentre io sono andato a pagare la benzina. Ho pagato in
contanti, in Euro. Potevano essere circa le ore 14:45 circa.
Dopo aver pagato, sono salito in auto, e siamo
ritornati a __________, passando ancora da __________. Ho parcheggiato la
macchina sul piazzale posteriore, vicino alla porta, e abbiamo scaricato la
benzina. Io ho preso un contenitore, mentre __________ ne ha presi due. Siamo
entrati nell’Osteria, siamo scesi in cantina, e abbiamo quindi depositato la
benzina sotto uno scaffale, dove c’erano delle bottiglie. Preciso che due
contenitori erano da cinque litri, e uno era più grande, mi sembra sui dieci
litri. Sono stati riempiti tutti, per un totale quindi di circa una ventina di
litri di benzina. Poi siamo usciti tutti e due dal __________. Ho accompagnato
il __________ davanti al Bar __________, abbiamo fissato l’appuntamento per le
ore 20:30 circa lì al __________, e poi io sono rientrato a casa in Italia. Erano
circa le ore 15:15/15:20. …"
Il giorno 16.1.2003 (cfr. PS 075) __________
insieme al comm. __________ e all'isp. __________, tra le 10:45 e le 11:25, ha
ripercorso le tappe e le strade da lui già percorse il 31.12.2002. Ha così
riconosciuto (PS 075) la stazione AGIP di __________, presso la quale gli
interroganti hanno sequestrato il rollino delle forniture di benzina effettuate
il 31.12.2002. Sfogliando il rollino (cfr. scatola, annesso 3; che fa stato di
un discreto movimento di veicoli a questa o a quella pompa tra le 15:00 e le
16:00 circa di quel pomeriggio), __________ ha riconosciuto il suo acquisto di
benzina, in quello delle 15:36, effettuato alla pompa nr. 3 per un quantitativo
di litri 16,99 di benzina senza piombo 95 ottani, da lui pagato in ragione di
fr. 22.60, in contanti e in euro, alla cassa della stazione di servizio
medesima. Dopo di ciò, __________ ha ribadito di aver riaccompagnato al
__________ il __________ e di essere rincasato, arrivando verso le 16:30 al suo
domicilio.
__________ invece ha dichiarato e dichiara che
non è vero che lui e __________ effettuarono quel pomeriggio l'acquisto della
benzina, acquisto che aveva già fatto - come testè descritto - la sera del
21.12.2002 insieme a __________. __________ ha pure negato e nega di aver
chiesto a __________ di aiutarlo nel commettere l'incendio quello stesso
pomeriggio, così come di aver addotto, quale movente, la sua personale vendetta
contro __________ per uno sgarro subito.
__________ ha ribadito di essersi lasciato il
21.12.2002 con __________ in ottima amicizia e con l'accordo, già preso e
pianificato in precedenza, in incontri cui, in parte, partecipò anche
__________, che la notte di San Silvestro essi gli avrebbero bruciato
l'Osteria, dietro un compenso in denaro (fr. 10'000.- da dividere a metà; fr.
10'000.- solo per lui, secondo __________), per consentirgli di riscuotere i
soldi dell'assicurazione.
A dire di __________, poichè non c'era più nulla
da organizzare, quel pomeriggio del 31.12.2002, dopo aver bevuto qualcosa al bar
__________ (dove parlarono anche dell'imminente incendio), essi si sarebbero
recati al bar Stazione di __________ (dove __________ dice di aver incontrato
__________ che ha invece negato tale incontro). Indi __________ l'avrebbe
riaccompagnato a __________, rientrando in Italia. __________ rimasto solo,
avrebbe provveduto a operare, a mo' di messinscena, gli scassi alle porte del
__________, così da far credere alla Polizia che l'incendio era stato appiccato
da sconosciuti che vi si erano introdotti a mezzo scasso.
Per il seguito si ha pacificamente - come
riferisce il rapporto di complemento della PS del 30.6.2003 a p. 8 che:
" … Alle ore
18:27:26, __________ ha contattato nuovamente __________ sul telefono mobile,
cosa che è successa nuovamente pochi minuti dopo, alle ore 18:41:26.
__________, __________, __________ e il figlio di quest'ultima,
sono giunti in Svizzera transitando dal valico di __________, sulla vettura
della __________I, la FIAT Punto, (I) __________. Alla guida vi era __________.
Lo stesso si è diretto con l'auto verso __________. __________ ha contattato
__________ alle ore 19:51:40, e __________ ha contattato __________ alle ore
20:00:08, orario circa di arrivo a __________ di __________ e accompagnatori.
Presso l'Albergo __________, __________ ha
rintracciato __________, che è salito in auto con il terzetto. __________ si è
quindi diretto verso __________, per andare a cena presso l'EP Ristorante
__________, dove sono giunti
attorno alle ore 2100. Attorno alle ore
2300/2330, con una scusa, __________ e __________ si sono allontanati dal
Ristorante, lasciando le loro accompagnatrici e il bambino, __________ ha
chiesto in prestito la vettura alla __________.
I due si sono portati a __________, presso l'EP
Albergo __________, dove __________ ha preso una camera. ...",
ritirando la chiave e depositando la carta
d'identità (poi recuperata dagli inquirenti).
Indi entrambi hanno raggiunto l'Osteria
__________a. Videro delle persone in strada che stavano sparando dei petardi.
Entrarono nel sedime del __________ e __________ parcheggiò la vettura vicino
alla porta sul retro, a retromarcia di guisa da avere il frontale rivolto verso
la strada. L'idea loro era di spargere benzina dappertutto e poi di appiccare
il fuoco accendendo un pezzo di carta con l'accendino o con un cerino (verb.
__________ PS 80, p. 12 e entrambi nel verbale a confronto del 21.8.2003 a p.
16) o buttando una cicca di sigaretta (verb. __________ PS 184, ove ha
significativamente aggiunto: "Ma la benzina si accende anche con una
scintilla.").
Sono entrati nello stabile dalla porta secondaria
e sono scesi in cantina dove hanno acceso la luce, ai piani superiori hanno
lasciato le luci spente, facendosi bastare quella che filtrava nei locali
dall'esterno.
A dire di __________ buttarono la benzina (circa
100 litri) dappertutto, in tutti i locali, stavano ancora svuotando le taniche
quando furono sorpresi dall'esplosione.
A dire di __________ (PS 80) una volta entrati,
scesero in cantina, dove presero una tanica a testa, lasciando la più grande in
cantina, poichè doveva servire per il bar e il piano terra in generale.
__________, trovato per caso, in cantina, un innaffiatoio, avrebbe versato in
esso la benzina della tanica che avrebbe lasciato lì, per terra, con ancora un
poco di litri dentro, indi sarebbe salito con __________ al primo piano.
__________, usando l'innaffiatoio avrebbe versato benzina nelle camere 1, 2 e
3, le cui porte erano aperte. __________ con l'altra tanica, si sarebbe
occupato delle camere a sinistra. __________ avrebbe atteso __________ nelle
scale, indi raggiunto il PT, egli avrebbe versato la benzina che era rimasta
nella tanica nell'innaffiatoio e ne avrebbe gettato sul banco di mescita mentre
che __________ si sarebbe occupato della Pizzeria. Ritrovatosi senza benzina,
__________ sarebbe ridisceso in cantina dove sarebbe rimasta una tanica ancora
piena.
Risalito al PT avrebbe sparso benzina con
l'innaffiatoio sui tavoli della pizzeria. Con __________ sarebbe entrato nella
sala giochi, spargendo benzina anche sulle macchinette e lo stesso avrebbero
fatto nel locale dove si giocava a carte. Rimastagli un po' di benzina,
__________ avrebbe raggiunto la cucina, ivi spargendo quel che gli rimaneva.
Non avrebbe guardato __________ giacchè avrebbe avuto "fretta e
paura". Comunque __________ era sempre lì. Così ha concluso il suo
racconto __________ (PS 80 p. 3):
" … Finito
di spargere la benzina, tutti e due siamo tornati in cantina. L’innaffiatoio,
se non ricordo male, è rimasto nel bar. Mentre parlavamo, ci siamo accorti che
di sopra aveva preso fuoco la benzina. Stavamo per scappare, ma poi l’edificio
ci è crollato addosso.
Preciso che abbiamo acceso la luce in cantina, la
prima volta che siamo scesi, e poi l’abbiamo lasciata accesa.
Domanda:
La tanica che era rimasta in cantina conteneva
quindi ancora benzina?
Risposta:
Sì, però non so dire quanta benzina vi era ancora
nella tanica. Con quella tanica, la più grande, mi sembra, avevo riempito a
metà l’innaffiatoio.
Domanda:
Ci sa indicare le dimensioni delle tre taniche?
Risposta:
Quelle più piccole erano di cinque litri circa,
alte circa trenta centimetri. Quella più grande poteva contenere un dieci
litri, ed era alta circa cinquanta centimetri.
Domanda:
Può precisare se le tre taniche erano piene?
Risposta:
Erano piene fino a circa due centimetri sotto
l’apertura. Ho fatto così per non far cadere la benzina.
Preciso comunque che la pompa non si era
bloccata. Sono stato io a fare così…."
Nel seguito di quel verbale, __________ ha
segnato su delle planimetrie i percorsi fatti, ha riconosciuto l'innaffiatoio
da lui usato in uno del tipo di quello di cui alla foto 148 della doc.
fotografica di cui al classeur 16, ha precisato che al momento dell'esplosione
una tanica piccola sarebbe rimasta al primo piano, una seconda tanica piccola e
l'innaffiatoio sarebbero rimasti nel locale bar e che la terza tanica quella
più grande, sarebbe rimasta in cantina. Si segnala qui che la Scientifica ha
ritrovato vicino al corpo di __________, ovvero nell'atrio dell'entrata posteriore,
una tanica simile a quella che __________ chiama la tanica grande (cfr. reperto
F7 nella planimetria di cui al classeur 16, cfr. anche foto da 127 a 131),
mentre che un innaffiatoio verde intatto della capacità di litri 12 (cfr. foto
120) è stato ritrovato nella sala giochi sotto il flipper (cfr. reperto F3
nella planimetria).
Un pezzo di un secondo innaffiatoio della
capacità di litri 10 (cfr. foto 148) venne ritrovato al capo opposto dello
stabile, ovvero tra le macerie del locale pizzeria.
Una seconda tanica identica a quella di cui al
reperto F7 ma diventata di color verdognolo a causa dell'effetto termico (pure
per essa il WFD ha confermato la presenza di benzina) è stata ritrovata tra le
macerie del locale pizzeria e del locale tank (cfr. per le foto, le nr. 145 e
146, nonchè della distinta "Reperti e tracce" la p. 11).
Avuto riguardo alle taniche ritrovate dagli
inquirenti va ancora qui segnalato che esse sono - come detto - in numero di
due. Il dr. __________ ha spiegato che esse, pur schiacciate, sono rimaste
sostanzialmente integre perchè le macerie cadute loro sopra le hanno protette
dal fuoco. Trattasi di taniche da litri 12 l'una. Entrambe portano impresso il
marchio della ditta che le fabbrica, la __________ che, in Ticino, le fornisce
solo alla __________ e alla __________ (cfr.doc. TPC 33).
__________ in aula ha dichiarato di aver comprato
diversi prodotti dalla __________, ma a suo dire egli nella sua cantina, non ha
mai avuto 10-12 taniche (del tipo di quelle della __________) tutte insieme. Al
più egli può averne avute tre o quattro di quel tipo (cfr. anche suo verbale PS
086, p. 26 e 27). Ne aveva anche altre, più piccole contenenti altre merci e
prodotti quali, funghi, sughi, vino e quant'altro. Mai però le avrebbe usate
per riempirle di benzina.
Con riferimento alle taniche da 12 litri, va qui
segnalato che gli inquirenti, nel rapporto di Polizia del 2.5.2003, fondandosi
su una fattura della __________ a __________ di data 14.2.2001 (PS 230), in
cui, in relazione al prodotto __________ ", figurano nelle rispettive
finche, alla voce "conf" la cifra 12 e alla voce "Q.tà"
pure la cifra 12, quale prezzo l'importo di fr. 8.50 e quale totale quello di
fr. 102.-, sono pervenuti a scrivere a p. 76:
" … All. 230 Presso la __________, abbiamo proceduto agli
accertamenti relativi a contenitori in plastica rinvenuti tra le macerie. In
allegato viene trasmessa copia della fattura del 14 febbraio 2001, relativa
alla consegna presso l'EP __________ di 12 fusti di sapone. … "
Al dibattimento, la sottoscritta Presidente ha
chiesto al Procuratore Pubblico di far eseguire al riguardo ulteriori
accertamenti, il cui esito è compendiato nel plico di cui al doc. dib. 3.
In buona sostanza la surriprodotta affermazione
secondo cui a __________ sarebbero stati consegnati "12 fusti di
sapone" è risultata essere erronea. In realtà la fattura 14.2.2001 fa
stato della fornitura di un'unica tanica o bidone o fusto che dir si voglia,
della capacità di litri 12, oltre che di altri prodotti non confezionati in
taniche.
Ciò è stato acclarato dalla Polizia attraverso
l'interrogatorio di __________, titolare della __________ che ha altresì
documentato che la sua ditta ha fornito a __________ tre taniche (o fusti o
bidoni) da litri 12 l'una, identiche siccome tutte fabbricate dalla __________,
contenenti prodotti per le pulizie, che sono state fatturate la prima il
15.11.2000, la seconda il 16.11.2000, la terza il 14.2.2001.
Durante l'audizione del dr. __________, dopo che
egli ebbe a mostrare fisicamente alla Corte le due taniche ritrovate sotto le
macerie (e debitamente risagomate), è stato chiesto sia a __________, sia a
__________ se quelle (che essi pretendono di aver utilizzato per riporvi la
benzina comprata, secondo __________, il 31.12.2002, e secondo __________ il 21.12.2002)
erano uguali alle taniche recuperate dalla Scientifica. __________ ha risposto
che una delle tre taniche da lui utilizzate, e meglio quella che egli ha sempre
indicato come quella "grande" era del tutto simile a quella bianca
recuperata dalla Scientifica mentre che le altre due erano più piccole, di
circa 5 litri cadauna (cfr. registrazione file __________ dal min. 32:00).
__________, a domanda della sottoscritta Presidente, ha risposto
affermativamente, ovvero che le dieci taniche da lui menzionate nei suoi
verbali in relazione all'acquisto del 21.12.2002, erano tutte uguali e simili a
quella bianca recuperata dalla Scientifica (cfr. registrazione file __________
dal min. 33:00). Il giorno successivo, dopo che il Procuratore Pubblico ha
prodotto il citato doc. dib. 3 (che fa stato - come testè illustrato - di
forniture della __________ a __________ di tre taniche bianche da 12 litri
cadauna), __________, reinterrogato a sapere se le taniche da lui menzionate
erano davvero dieci tutte uguali, ha risposto che erano diverse, che erano
comunque dieci, anche se di grandezza differente, da 10 litri, da 5 litri,
forse da 7 litri. Contestatogli dall'avv. __________, Difensore di __________,
che in tal caso il risultato totale non poteva mai essere 100, __________ ha
risposto che ce n'era anche una da 20 litri (cfr. verbale del dibattimento, p.
12).
Più di così, in aula, sulla grandezza delle
taniche usate per mettervi la benzina con cui fare l'incendio, non si è potuto
acclarare, anche se, per finire, la cosa è risultata essere secondaria di peso
relativo, stante che - come si vedrà nel seguito - la questione a sapere se la
benzina fu acquistata il 21.12.2002 oppure il 31.12.2002 è stata risolta dalla
Corte in base ad altri più convincenti elementi probatori.
- L'acquisto
della benzina utilizzata per commettere l'incendio
6.1. La questione nodale che si è posta alla Corte dopo aver ricostruito
i fatti come al considerando che precede è, a non averne dubbio, quella a
sapere se l'incendio dell'Osteria __________ è stato commesso utilizzando i
circa litri cento di benzina che, a dire di __________, furono acquistati da
__________, unitamente a lui, il 21.12.2002, oppure utilizzando i circa 17
litri che __________ ha dichiarato di aver comprato insieme a __________ il
pomeriggio del giorno di San Silvestro.
Non v'è infatti chi non veda come se è vera la
versione di __________, allora __________ è necessariamente stato il mandante
dell'incendio, di cui __________ e __________ sono stati gli esecutori
materiali e il movente di __________ può essere stato solo quello di truffare
l'assicurazione.
L'atto d'accusa si fonda sulla versione di
__________ laddove, alla lettera b dell'imputazione 1., indica testualmente
che:
" … b)
__________ e __________ si sono recati insieme il 21.12.2002 presso una
stazione di servizio di __________ ad acquistare i 100 litri di benzina poi
utilizzata per appiccare il fuoco; che il combustibile è stato pagato da
__________ e che insieme hanno poi provveduto a depositarlo nella cantina dell’Osteria
__________ in vista del suo ulteriore utilizzo; …"
La Difesa di __________, invece, ha sostenuto che
__________ non è credibile. Egli avrebbe avuto un movente per mentire e
coinvolgere __________ come mandante (in buona sostanza avrebbe migliorato la
propria posizione processuale poichè sarebbe invero meno grave per lui l'esser
condannato come esecutore materiale di un incendio commissionatogli da
__________ per truffare l'assicurazione che non come l'autore di un incendio a
scopo di sua vendetta), col che, avendo egli capito che gli inquirenti
cercavano prove contro __________, __________ li avrebbe assecondati
rispondendo alle loro domande (a dire della Difesa spesso suggestive) in modo
bugiardo pur di compiacerli e ciò specialmente con riferimento alla questione
della benzina. In altri termini, secondo la Difesa di __________, __________
che, a motivo delle lesioni riportate aveva avuto molto tempo per pensare, si
sarebbe poi approfittato delle anomale modalità con cui è stato interrogato (con
domande e risposte invece che sottoforma di sua narrazione) per intuire gli
obiettivi che perseguivano gli inquirenti e assecondarli nel raggiungerli, e
ciò per migliorare la propria posizione processuale a scapito di quella di
__________.
La Corte si è chinata con estremo rigore e con
puntigliosità sui verbali di __________ e sulle sue dichiarazioni
dibattimentali, arrivando alla conclusione che, specialmente sulle circostanze
dell'acquisto della benzina, egli ha reso dichiarazioni spontanee, sostanzialmente
univoche e costanti, non dettate da malanimo e perdipiù "vestite",
ovvero supportate in modo solido da cosiddetti riscontri esterni.
Della situazione (di salute, logistica, risp. di
contatto col mondo esterno) in cui si trovava __________ al momento in cui
presero avvio e poi continuarono le sue audizioni si è già riferito nel
dettaglio al considerando 2.2.
Entrando nel merito di dette audizioni, si ha che
nella prima, quella del 25.2.2003 di cui v'è in atti, sub PS 142, un riassunto,
se - come ha preteso la Difesa di __________ - tutto il tempo che __________ ha
avuto "per pensare" (ovvero per elaborare una strategia difensiva)
gli è servito per "partorire" la tesi che si ritrova nelle prime tre
righe del riassunto di cui al PS 142 (ovvero che la sera del 31.12.2002
__________ si recò con __________ al __________ per prendere la propria borsa,
sentì puzza di benzina e poi tutto saltò in aria), allora v'è da dire che o
__________, date le gravi condizioni di salute in cui aveva passato quei due
mesi, aveva avuto ben poco tempo per "riflettere" oppure che
nonostante il lungo tempo avuto, le sue capacità di elaborare una versione a
lui favorevole ma nel contempo qualche po' plausibile erano veramente ridotte!
Quel che è certo è che in quella prima audizione __________
mentì (come peraltro avevano fatto prima di lui __________ per ben sette volte
nella prima metà di gennaio 2003 e __________i, quando, per diversi verbali tra
il 30.1.2003 e fino al 3.3.2003, sostenne di non aver mai alloggiato __________
presso il __________).
Nella seconda audizione, che è quella che è
durata quattro minuti, __________ ha fatto lui il nome di __________, sia
quando ha risposto alla domanda volta a sapere chi gli aveva dato le chiavi
della camera al __________, sia a quella volta a sapere chi gli aveva detto di
incendiare il __________a. Come e perchè da quelle poche domande fattegli
dall'isp. __________, __________ abbia potuto/dovuto capire che l'agente di
Polizia voleva sentirsi rispondere il nome di __________ è un mistero (a meno
di pensare a illecite manovre messe in atto dall'interrogante fuori
registrazione, ipotesi gravissima, da nessuno neppure lontanamente adombrata).
Senza dire che, alla stessa stregua (fosse cioè stato, in quell'inizio di marzo
2003 - il che sarebbe poco coerente con gli accertamenti medici dell'epoca -
__________ in grado di percepire dalle domande che gli venivano poste le
risposte che ci si attendeva da lui), __________ avrebbe ben potuto, se
mentiva, continuare a mentire, coinvolgendo anche il fratello di __________,
ovvero __________, rispondendo di sì anche alla domanda ulteriore se cioè
__________ sapeva e invece ha risposto "non sa".
6.2. Il
primo accenno alla questione dell'acquisto della benzina lo si ritrova
nell'audizione videoregistrata condotta dal Procuratore Pubblico e meglio nella
trascrizione PS 156, a partire da p. 6.
Per comodità di chi legge conviene qui riprodurre
lo stralcio di trascrizione in questione:
" … D: mi
può dire allora come avete fatto per incendiare il __________, siete andati a
comperare la benzina?
R: fa segno di si con la testa.
D: dove l'avete comperata?
R: al distributore a __________.
D: al distributore di?
R: a __________.
Il PP ripete: a __________.
D: ma era vicino all'autostrada?
R: no.
D: non era vicino all'autostrada?
R: fa segno di no con la testa.
D: chi é andato a comperare la benzina?
R: io e __________.
D: lei e __________?
R: fa segno di si con la testa.
D: __________ non c'era?
R: fa segno di non con la testa.
D: e chi l'ha pagata la benzina?
R: lui.
D: lui, lui __________?
R: fa segno di si con la testa e dice __________.
D: come?
R: ...__________.
D: __________ l'ha pagata la benzina?
R: fa segno di si con la testa.
D: però __________ era in vacanza non poteva
essere venuto con lei a comperare la benzina?
R: gli ultimi giorni... l'ha comprata all'ultimo
giorno.
D: gli ultimi giorni prima di partire?
R: si.
D: e dopo dove l'ha messa?
R: in cantina.
Il PP ripete: a in cantina.
D: aveva messo la benzina in cantina?
R: fa segno di si con la testa.
D: ma dove in cantina, l'aveva nelle taniche o
...?
R: si.
D: si ricorda di che colore erano queste
taniche?
R: bianche.
il PP ripete: in taniche bianche.
D: e dopo lei con __________ non é andato
comperare ancora dell'altra benzina?
R: no.
Il PP ripete: no. … "
Come ha avuto modo di spiegare il Procuratore
Pubblico in sede di requisitoria, dopo che tra il 14 ed il 16.1.2003,
__________ aveva riferito che la benzina per incendiare il __________ era stata
da lui e __________ acquistata nel pomeriggio del 31.12.2002 presso l'AGIP di
__________ in ragione di circa 17 litri riposti in tre taniche poi depositate
in cantina e dopo che __________ aveva indicato sul rollino sequestrato presso
l'AGIP la ricevuta dell'acquisto, per gli inquirenti la questione della benzina
era praticamente risolta.
Non fu dunque senza sorpresa che il Procuratore
Pubblico (che, a suo dire, si attendeva da __________ risposte alle sue
domande simili a quelle già date da __________) udì __________ parlare di un
distributore di __________, non vicino all'autostrada, in cui __________ si era
recato con __________ gli ultimi giorni, risp. l'ultimo giorno prima che
__________ partisse in vacanza.
Risposte - come ben si vede - per nulla indotte o
suggestionate dalle domande, anzi laddove era il caso, in contrapposizione alle
domande (esempi: "ma era vicino all'autostrada? no"; "però
__________ era in vacanza non poteva essere venuto con lei a comprare la
benzina? gli ultimi giorni … l'ha comprata l'ultimo giorno").
6.3. Nel
successivo verbale (PS 166 del 12.3.2003), ancor condotto dal PP e al quale
presenziava il Difensore di __________, oltre agli agenti di PS addetti
all'inchiesta, __________ ha quantificato in litri 100 il quantitativo di
benzina utilizzata per commettere l'incendio in modo spontaneo e totalmente
autonomo rispetto alle domande che gli venivano poste, come ben emerge dal
seguente stralcio delle pagine da 4 a 6 della trascrizione:
" … D: mi spiega come avete fatto per incendiare rispettivamente
per far esplodere l'Osteria __________? Voi volevate incendiare o volevate far
esplodere l'Osteria __________a?
R: incendiare.
Il PP ripete: voi volevate incendiare… come mai è esploso?
R: non lo so.
PP: non lo sa questo.
D: mi spiega come avete fatto per cercare di incendiare l'Osteria
__________?
R: abbiamo buttato benzina dappertutto.
Il PP ripete: avete buttato benzina dappertutto.
D: chi eravate lei e __________ a buttare la benzina?
R: si.
D: avete messo solo benzina o avete messo anche qualcos'altro?
R: solo benzina.
Il PP ripete: solo benzina.
D: tanta benzina?
R: si.
D: quanta più o meno?
R: 100 litri.
Il PP ripete: 100 litri ha detto?
D: l'avete messa in tutti i locali o solo in alcuni locali?
R: dappertutto.
Il PP ripete: dappertutto.
D: avete preparato anche delle micce o qualcosa da accendere per
poi dare fuoco al resto?
R: no.
D: perché noi abbiamo trovato… la Polizia ha trovato qualcosa che
fa pensare che c'era una specie di miccia. L'avete preparata voi?
R: no.
D: è sicuro di questo signor __________?
R: si.
PP: sarà poi qualcosa su cui dovremo ancora tornare… "
Nel seguito il Procuratore è tornato sulla
questione dell'acquisto della benzina con le seguenti domande per nulla
suggestive:
" … D:
Dove siete andati a comprare la benzina?
R: alla Shell.
Il PP ripete: alla Shell, alla stazione di servizio della Shell?
R: si.
D: della Shell di dove?
R: …..vicino a __________.
Il PP ripete: vicino a __________? Ha detto così?
R: fa segno con la testa di si.
D: con chi è andato a comprare la benzina?
R: con __________.
Il PP ripete: con __________?
R: si.
D: con __________?
R: si.
D: e poi dove l'avete messa la benzina?
R: in cantina.
Il PP ripete: ha detto in cantina.
D: chi l'ha messa in cantina la benzina?
R: io e lui.
D: lei e __________?
R: si.
D: si ricorda quando avete fatto questo lavoro?
R: il 21.
Il PP ripete: il 21?
D: Lei vuole dire il 21 dicembre?
R: si.
D: si ricorda a che ora?
R: 8 e mezza le 9.
Il PP ripete: verso le 8 e mezza 9, sta dicendo, di sera?
R: fa cenno con la testa di si. … "
Il Procuratore pubblico ha poi fatto presente a
__________ che un controllo fatto dalla Polizia in quel luogo, a quella data e
a quell'ora aveva dato esito negativo, per il che ha chiesto a __________ se
alle volte non si sbagliasse in ordine alla data (e __________ ha ribadito che
era il 21) o in ordine alla stazione di servizio, al che __________ ha risposto
dapprima che era possibile, indi "non ho idea" e poi "non sono
pratico", ribadendo però per finire che era a __________.
Così si legge infatti nel seguito della
trascrizione PS 166:
" … PP:
la Polizia ha fatto un controllo a quell'ora presso la stazione di servizio
Shell che dice lei, e non risulta un acquisto di circa 100 litri di benzina a
quell'orario li. E' possibile che lei si sbagli?
R: ma… può anche darsi
Il PP ripete: può anche darsi, sta dicendo.
D: Potrebbe darsi che lei si sbagli di giorno.
R: non si comprende cosa dice.
PP: non ho capito scusi.
R: è il 21.
D: è sicuro che è il 21, dice lei, o potrebbe anche essere un altro
giorno?
R: no.
PP: lei dice il 21.
D: è possibile che si sbagli di stazione di servizio?
R: si.
D: quale altra stazione di servizio potrebbe essere stata?
R: non ho idea.
Il PP ripete: non ha idea….
Questo è un po' strano perché se lei va a
comprare 100 litri di benzina, per poi.. che sono poi destinati ad incendiare
un locale uno dovrebbe ricordarsi dove ha comprato quella benzina?
R: non sono pratico
D: come?
R: non sono pratico.
Il PP ripete: non è pratico?… sì però più o
meno dove l'ha comprata, in quale paese.
R: non me lo ricordo.
D: ma si ricorda se era __________ dove ha comprato questa benzina?
R: al distributore grande.
Il PP ripete: ad un distributore grande, dice.
D: Ma era a __________ questo distributore?
R: si.
PP: anche qui dovremo poi tornare su questo argomento.
D: chi ha pagato la benzina?
R: lui.
D: chi?
R: lui.
Il PP ripete: lui…, lui chi?
R: __________.
Il PP ripete: lui __________.
D: ha pagato a contanti o a pagato con una carta di credito?
R: a contanti.
Il PP ripete: a contanti, dice. …"
Lungi quindi dal farsi condizionare da quanto il
Procuratore Pubblico gli andava prospettando, ben è parso alla Corte che
__________ abbia reagito alle domande in modo lineare e indipendente, tenendo
ben ferma la data del 21 (che il PP gli metteva in dubbio), senza escludere di
essersi sbagliato per la stazione di benzina, ma dando per questo una
motivazione logica, ovvero che non era pratico della zona, anche se per lui di
un distributore grande sito a __________ si trattava.
Interrogato poi su quel che aveva fatto il
pomeriggio del 31.12.2002 (quando - secondo __________ - si sarebbero entrambi
recati a comprare i litri 17 di benzina all'AGIP di __________), __________ ha
dato risposte che ha mantenuto anche nel seguito e anche in aula. Si legge
infatti nella stessa trascrizione PS 166 a p. 14:
" … D: senta un po', il 31 dicembre cioè prima di incendiare il
__________, lei si è incontrato nel corso appunto nel pomeriggio del 31 con
__________?
R: si.
D: dove vi siete incontrati?
R: al bar.
D: quale bar.
R: all'albergo.
D: intende dire all'albergo a __________?
R: fa segno di si con la testa.
D: come mai vi siete incontrati li?
R: così. Per parlare.
D: per parlare di che cosa?
R: della sera.
D: dell'incendio?
R: si…. e per mangiare.
D: per parlare dell'incendio e per parlare di dove andare a
mangiare?
R: si.
D: avete solo parlato o siete anche andati da qualche parte insieme
quel pomeriggio?
R: all'albergo __________.
D: siete andati all'albergo __________? Quel
pomeriggio?
R: fa segno di si con la testa.
D: e cosa siete andati a fare all'albergo
stazione?
R: a bere una birra
D: a…?
R: a bere una birra.
Il PP ripete: a bere una birra?
D: quindi lei e __________ quel pomeriggio siete andati all'albergo
__________ a bere una birra. E giusto?
R: fa segno di si con la testa.
D: poi avete fatto qualcos'altro?
R: no. …. Non si comprende cosa dice….
PP: non ho capito.
R: mi ha portato all'Osteria e dopo lui se ne è
andato.
Il PP ripete: dopo lui se ne è andato. Non ho
capito quest'ultima cosa.
D: dopo che siete stati all'albergo __________ dove siete andati?
R: mi ha portato indietro.
D: l'ha portata indietro dove?
R: all'Osteria.
D: e dopo cos'ha fatto?
R: se ne è andato.
Il PP ripete: se ne è andato.
D: mentre lei cos'ha fatto?
R: sono rimasto in camera.
D: è rimasto all'Osteria? Nella sua stanza?
R: si.
D: lei e __________ non vi siete fermati da qualche parte a fare
benzina quel pomeriggio?
R: no.
D: è sicuro di questo?
R: si.
D: lei quel pomeriggio ha fatto vedere a __________ dove stavano i
fusti con la benzina?
R: no.
D: però __________ sapeva dove stava la benzina?
R: si.
D: come faceva a saperlo?
R: glielo avevo detto io.
D: __________ sapeva che lei era andato a
comprare la benzina?
R: si.
D: voi avete scassinato anche le porte dell'Osteria __________, per
far sembrare che c'era stato uno scasso?
R: si.
D: chi lo ha fatto questo?
R: io.
D: lo ha fatto lei? Ma quando?
R: durante il giorno.
D: lo stesso giorno o un altro giorno?
R: lo stesso.
Il PP ripete: lo stesso giorno.
D: la mattina il pomeriggio oppure la sera?
R: il pomeriggio
Il PP ripete: il pomeriggio.
D: era presente anche __________ quando lei…
R: no.
D: lo ha fatto da solo?
R: si.
D: lo ha fatto quando __________ era già ripartito in Italia, cioè
era già ritornato a casa sua o l'ha fatto prima che vi incontraste all'albergo
a __________?
R: dopo.
D: dopo, quando lui se ne era già andato?
R: fa segno di si con la testa.
D: lei è già stato cliente dell'Osteria __________? È andato lì
ogni tanto a bere qualcosa?
R: mai.
D: sapeva dov'era però l'Osteria __________?
R: no. …"
È appena qui il caso di accennare che la versione
testè riprodotta di __________ sugli scassi effettuati il 31.12.2002, dopo che
__________ era già partito è coerente con il fatto, riferito da __________,
secondo cui, quando lasciò il __________ verso le 17:00, __________ non notò segno
alcuno di scasso. Essa è altresì assai più lineare delle dichiarazioni rese da
__________ che, in proposito, ha cambiato versione più di una volta (ma di ciò
di si dirà più nel dettaglio nel considerando nr. 7.), arrivando dopo parecchi
verbali ad ammettere che gli scassi li vide solo quando tornò al __________ la
notte del 31.12.2002 per appiccare l'incendio.
6.4. Nella successiva audizione del 20 marzo 2003, anch'essa condotta dal
Procuratore, __________o, lungi dall'adattare le sue risposte a quanto già gli
era stato comunicato dal PP il 12.3. (ovvero che non risultava alla Polizia un
acquisto di 100 litri di benzina a __________), è andato avanti a ribadire
quanto già detto sin dall'inizio, ovvero di aver utilizzato per l'incendio
circa 100 litri di benzina, pagata da __________, comprata a __________, presso
la Shell e aggiungendo i seguenti particolari:
-
che l'acquisto fu fatto in una volta sola,
-
che la benzina venne riposta in dieci bidoni,
-
che
__________ pagò all'automatico e non alla cassa, per contanti, utilizzando
banconote da fr. 50.-.
Per consentire a chi legge di verificare parola
per parola che a __________ il PP non pose domande suggestive, è qui d'uopo
riprodurre anche il seguente stralcio (PS 172, a partire da p. 4):
" … D:
quanta benzina ha utilizzato per incendiare il __________?
R: cento litri circa.
Il PP ripete: cento litri circa ha detto?
R: fa segno di si con la testa.
D: chi ha pagato la benzina?
R: __________.
Il PP ripete: __________?
R: fa segno di si con la testa.
D: dove siete andati a comperare la benzina?
R: a __________.
Il PP ripete: a __________?
R. fa segno di si con la testa.
D: si ricorda come si chiamava la stazione di
servizio?
R: la Shell.
Il PP ripete: Shell ha detto?
R: fa segno di si con la testa.
D: avete comperato la benzina tutta in una volta sola o avete fatto
diversi viaggi?
R: tutta in una volta.
D: quanti bidoni avevate con voi?
R: dieci.
D: erano bidoni di che tipo?
R: in plastica.
D: di che colore?
R: bianchi.
D: __________ ha pagato all'automatico o ha
pagato alla cassa?
R: automatico.
D: ha pagato a contanti o con una carta di
credito?
R: contanti.
D: si ricorda che banconote ha
utilizzato, se banconote da 10, da 50, da 100?
R. da 50.
Il PP ripete: banconote da 50?
R: fa segno di si con la testa.
D: si ricorda il giorno in cui siete andati a prendere la benzina,
che giorno era?
R: venti...
Il PP ripete: il venti?
R: il ventuno.
Il PP ripete: il ventuno?
R: fa segno di si con la testa.
D: e che ora erano?
R: le otto, circa le otto.
Il PP ripete: circa le otto?
R. fa segno di si con la testa.
D: __________ cioè __________ detto __________ veniva a trovarla al
__________?
R: si.
D: sapeva che lei abitava al __________?
R: si.
D: __________ sapeva che bisognava incendiare
il __________?
R: si.
D: chi lo aveva detto al __________ che bisognava incendiare il
__________?
R: io.
D: é sicuro che non sia stato il __________ a dirle che c'era il
__________ che voleva incendiare il __________?
R: si.
D: si che cosa?
R: sono sicuro.
D: il 31 dicembre, cioè l'ultimo giorno dell'anno, si é incontrato
con __________ nel corso del pomeriggio?
R: si.
D: dove vi siete incontrati?
R: all'alber...
D: all'albergo, all'albergo __________?
R: si.
D: che cosa avete poi fatto quel pomeriggio?
R: ...a bere ...
D: avete parlato anche dell'incendio?
R: no.
D: quel pomeriggio...
R. si.
D: avete parlato dell'incendio?
R: si.
D: poi cosa avete fatto, avete bevuto una birretta, e poi dopo cosa
avete fatto?
R: se ne é andato.
Il PP ripete: se ne é andato?
R: fa segno di si con la testa.
D: non siete andati insieme da qualche parte?
R: a __________.
D: siete andati insieme a __________?
R: fa segno di si con la testa.
D: dove?
R: al bar.
D: al bar? quale bar?
R: della stazione.
D: non siete andati quel pomeriggio
all'Osteria __________?
R: no.
Il PP ripete: non siete andati?
R: no.
D: non siete andati insieme a fare benzina?
R: no. … "
Va peraltro qui segnalato che fino al 20.3.2003,
__________, quando gli era stato domandato, aveva dichiarato di non sapere il
motivo per il quale __________ gli aveva chiesto di incendiare il __________
(il che non è certo segno di malanimo). Quando poi ha accennato
all'assicurazione, l'ha fatto inizialmente in termini dubitativi e solo in
seconda battuta ha dato atto di averlo saputo da __________.
Così si è espresso __________ nel già citato PS
172, alle pagine da 8 a 9:
" … D: senta però __________ le ha detto perché voleva incendiare
il __________?
R: no. Forse per l'assicurazione.
D: glie l'ha detto questo?
R: non me lo ha detto ma ho capito.
D: e come ha fatto a capirlo questo? Lei ha detto prima, che vi
siete incontrati diverse volte in macchina lei e __________ per discutere
dell'incendio. Penso che lei glielo abbia chiesto a __________ perché le
chiedeva di farle fare un lavoro di quel tipo li?
R: per l'assicurazione.
D: glielo ha detto __________ questo?
R: si.
D: lo ha detto solo a lei o lo ha detto anche a __________?
R: a __________.
D: quindi ve lo ha detto a tutti e due che era per l'assicurazione?
R: si.
D: e lei lo ha detto a qualcun altro che __________ voleva
incendiare per via dell'assicurazione?
R: no.
D: il __________ lo sapeva però?
R: si.
D: il __________ sapeva che __________ voleva incendiare il
__________ per via dell'assicurazione?
R: si, gliel'ho detto io.
Il PP ripete: glielo ha detto lei.
D: per quanto riguarda l'incendio lei l'ultima volta mi ha detto
che avete buttato benzina dappertutto, é vero?
R: fa segno di si con la testa.
D: mi spiega come facevate a dare fuoco, quale era il vostro piano
per dare fuoco, come facevate?
R: con un pezzo di carta.
D: e come funzionava la cosa? Accendeva un pezzo di carta e poi lo
buttava?
R: si.
D: e poi cosa facevate voi dopo, una volta acceso il pezzo di
carta, lei e __________ cosa avreste fatto?
R: ce ne siamo andati.
D: e dove volevate andare?
R: io in Italia.
Il PP ripete: lei in Italia?
D: quella sera stessa, o il giorno dopo?
R: il giorno dopo.
D: e dove avrebbe pernottato lei?
R. alb... stazione.
D: all'albergo stazione?
R: si.
D: a __________?
R: si.
D: e __________ invece dove sarebbe andato?
R: in Italia.
Il PP ripete: in Italia.
D: sarebbe tornato a casa sua?
R: si. … "
6.5. Gli inquirenti (isp. __________ e comm. __________) sono tornati
a __________ ad interrogare __________ sulla questione della benzina (e su
altre cose che sono registrate nella trascrizione in PS 176) il 27.3.2003.
Per la quarta volta __________ ha loro ribadito
di aver acquistato la benzina con il __________ il giorno 21, attorno alle otto
e mezza di sera, a __________, dando nel seguito, a nuove domande, le relative
risposte nei termini seguenti (cfr. PS 176 dall'inizio):
" … D: ecco allora signor __________, lei ha acquistato la benzina
con chi?
R: con __________.
L'Isp. ripete: con __________.
D: é sicuro di aver acquistato la benzina con
__________?
R: si.
L'Isp. ripete: si.
D: l'acquisto della benzina é avvenuto quando?
R: il ventuno.
D: il 21 di dicembre?
R. si.
D: il 21 di dicembre del 2002 attorno a che
ora?
R: otto e mezza.
D: otto e mezza alla sera?
R. si.
D: quindi attorno alle venti e trenta e esattamente dove? Lei ci
può indicare in quale distributore esattamente?
R: a __________.
D: era a __________?
R. prima.
L'Isp. ripete: prima di __________.
D: quindi percorrendo la strada da __________ in direzione di
__________ si trovava da che parte?
R: sulla destra.
L'Isp. ripete: sulla destra.
D: dunque era prima di __________ o siete già entrati nel comune di
__________, lei si ricorda?
R: fa segno di no con la testa.
L'Isp. ripete: non si ricorda più.
D: si ricorda se prima di arrivare alla stazione di servizio avete
oltrepassato un viadotto dell'autostrada?
R: no.
D: non l'avete oltrepassato o non si ricorda?
R: non ricordo...
L'Isp. ripete: non si ricorda.
D: lei ricorda di che colore erano i cartelli indicanti la stazione
di benzina?
R: verdi.
L'Isp. ripete: verdi.
D: e la stazione di benzina aveva vicino qualche cosa di
particolare tipo un ristorante, un piazzale?
R: non mi ricordo.
L'Isp. ripete: non si ricorda. …"
Analizzando le suddette domande e le relative
risposte la Corte (come un qualsiasi terzo che legga la trascrizione in parola)
ha di certo capito che per gli inquirenti si trattava in primis di riverificare
le indicazioni date da __________ sulla Shell di __________, risp. di
identificare quale altro distributore della zona potesse entrare in linea di
conto per l'acquisto di benzina di cui parlava __________. Certo è che
__________ ha risposto a domande già postegli in precedenza in modo univoco e
costante e a quelle nuove in modo autonomo, per nulla imbeccato dagli
inquirenti.
Il giorno successivo (cfr. PS 177 del 28.3.2003)
il PP ha riproposto a __________ le stesse domande ottenendo le stesse
risposte, ovvero che la benzina l'avevano comprata lui e __________, il 21.12.,
alla Shell di __________.
Già si è detto nel considerando che precede (nr.
5.) che gli inquirenti, con le loro ricerche, sono poi approdati alla Tamoil di
__________ dove hanno trovato le ricevute dei due rifornimenti delle 19:57,
risp. delle 20:01.
Secondo la Corte, le due ricevute
"vestono" in modo solido e sicuro le dichiarazioni di __________
relative all'acquisto del 21.12. In ogni caso è del tutto infondata siccome
priva di un qualsiasi serio riscontro, l'ipotesi che __________ abbia pilotato
gli inquirenti nell'individuazione del distributore, così come è del tutto
escluso che gli inquirenti abbiano con domande suggestive indotto,
consapevolmente o inconsapevolmente, __________ ad inventarsi tale acquisto
(speculando sul fatto che, cercando, cercando, qualcosa avrebbero pur trovato)
per aiutarli ad incastrare __________. Secondo la Corte le dichiarazioni di
__________ circa l'acquisto di benzina del 21.12.2002 sono state da lui rese in
totale spontaneità ed autonomia. Il fatto che abbia sbagliato il nome del
distributore e della località è prova di buona fede e non del contrario.
D'altro canto __________ quando gli è stato prospettato un suo possibile
errore, è stato possibilista proprio sulla stazione di servizio ("non sono
pratico") ma non sulla data e sull'orario. Il fatto che gli inquirenti
abbiano impiegato circa un mese per fare una perquisizione al distributore
Tamoil di __________ (paese che dista pochissimi chilometri da __________) non
è sicuramente un elemento che ha un qualche nesso con la questione della
credibilità di __________, nè che la possa inficiare o indebolire specie ove si
consideri che di distributori nella zona ricompresa tra __________ ne esistono
parecchi (cfr. le foto allegate al verbale 4.6).
Ciò che veramente conta è che __________ ha
parlato dell'acquisto di benzina fatto con __________ in modo spontaneo e
autonomo, senza suggerimenti di sorta, in un momento in cui dagli inquirenti
tale questione era considerata chiusa e risolta dopo che __________ aveva loro
riferito dell'acquisto del 31.12.2002, perdipiù "documentato" dal
rollino dell'Agip di __________.
Ciò che conta è che, tosto riferito dell'acquisto
da lui effettuato il 21.12.2002 con __________, __________ l'ha circostanziato
dando risposte sempre univoche e costanti, mantenendole anche dopo che il
Procuratore Pubblico l'aveva informato che le ricerche effettuate a __________
dalla Polizia erano negative. Lungi dal farsi suggestionare egli ha ribadito le
risposte di sempre, ammettendo per il nome Shell e per la località di potersi
sbagliare (non era pratico della zona), ma non per la data. Per finire gli
inquirenti la ricevuta di due inconsueti rifornimenti di benzina risalenti alle
20:00 circa del 21.12.2002, le hanno trovate. Non erano presso la Shell di
__________, bensì presso la Tamoil di __________, ma per chi conosce la zona,
l'errore non è di grande momento. Quanto poi alla volontà di incastrare
__________, essa non emerge nullamente dalle dichiarazioni rese da __________,
ma non sembra esser stata così pressante neppure per gli inquirenti, visto il
tempo impiegato per arrivare dalla Shell di __________ alla Tamoil di
__________.
Nella medesima audizione del 27.3.2003 (già
citato PS 176), gli interroganti, concluse le domande sulla localizzazione
della stazione di servizio, hanno - come già cennato - posto a __________ anche
domande nuove come risulta dalla trascrizione in parola, dalla fine della
pagina 2 in avanti:
" … D:
chi ha pagato la benzina?
R: il __________.
L'Isp. ripete: il __________.
D: l'ha pagata all'automatico o alla cassa?
R: all'automatico.
D: all'automatico, questo perché la cassa era
chiusa?
R: si.
L'Isp. ripete: si.
D: lei si ricorda quanti franchi ha speso il
__________?
R: duecento.
L'Isp. ripete: duecento franchi.
D: e ha fatto quanti litri?
R. cento.
L'Isp. ripete: cento litri.
D: ha fatto anche benzina alla sua auto?
R: si.
L'Isp. ripete: si.
D: si ricorda che tipo di benzina ha fatto
__________?
R: no.
L'Isp. ripete: no.
D: e si ricorda con che modalità ha pagato all'automatico, con che
banconote?
R: da cinquanta.
L'Isp. ripete: da cinquanta franchi.
D: siete andati con l'auto del __________?
R: si.
D: si ricorda che auto é?
R: cento sessanta quattro.
D: cento sessanta quattro, un Alfa Romeo?
R: fa segno di si con la testa.
D: di che colore?
R: bianca.
L'Isp. ripete: bianca. …"
Si rinuncia qui a riprodurre le domande poste dal
PP nell'audizione successiva del 28.3.2003, perchè esse ripropongono nella
sostanza domande già poste in precedenza che hanno da parte di __________
ricevuto le già note risposte, ovvero (PS 177 p. 6) che la benzina l'aveva
comprata con __________ e con nessun altro alla Shell di __________ (n.d.r.
__________ è un evidente lapsus subito corretto), il 21.12.2002, in quantità di
100 litri, pagati da __________, in contanti all'automatico, benzina che poi
riposero in cantina.
6.6. Ciò premesso, occorre per la completezza, tornare all'audizione del
27.3.2003, per sottolineare alcuni elementi emersi da tale interrogatorio. In
quella sede, __________ ha ribadito che __________ aveva pagato la benzina
all'automatico, dopodiché, alla domanda volta a sapere se ciò era dovuto al
fatto che la cassa era chiusa ha risposto di sì. Alla domanda a sapere quanti
franchi avesse speso __________, __________ ha risposto fr. 200.-, domanda
questa che non gli era mai stata posta in precedenza. Indi __________ ha
ribadito che l'acquisto fu di cento litri. Dato che la benzina, in Ticino,
costa all'incirca fr. 1.30-1.35 al litro, agli interroganti è bastato un
semplice calcolo per saltare alla domanda successiva, quella a sapere se
__________ avesse "fatto anche benzina alla sua auto". __________ ha
risposto di sì.
La Difesa di __________ ha criticato la domanda
siccome suggestiva.
Ma così non è! A posteriori essa può al più
essere considerata "infelice", nondimeno essa non ha suggestionato
__________ che anche nel seguito ha continuato a ribadire che l'acquisto fu di
100 litri e la somma spesa di fr. 200.-, mai cambiando di versione. Quanto agli
interroganti va detto che il 27.3.2003, quando posero la suddetta domanda,
ancora non avevano nè individuato, nè perquisito la Tamoil di __________. Essi
non avevano il 27.3.2003 la più pallida idea che di lì a una decina di giorni
avrebbero trovato due ricevute per due forniture di complessivi litri 150 circa
pagate in totale fr. 200.-. Ciò significa, a non averne dubbio, che la domanda
"ha fatto (n.d.r. __________) anche benzina alla sua auto", quando è
stata posta, non era per nulla capziosa nè suggestiva. Era solo logica e
sensata formulata in totale buona fede, a partire dalle stesse risposte che
stava loro dando la persona che interrogavano cioè il __________. Con quella
domanda gli interroganti non hanno inteso "aggiustare" nulla, perchè
a quella data, il rollino per loro nemmeno esisteva e quindi nemmeno sapevano
che v'era qualcosa da aggiustare. Solo sapevano che 100 litri non costano fr.
200.-. Così come non vi furono secondi fini nella domanda posta dagli
interroganti, nemmeno vi fu malizia - a mente della Corte - nella risposta
affermativa di __________, prova ne è che nel verbale del giorno successivo
(ovvero del 28.3.2003; PS 177 p. 6 e ss.) condotto dal PP, __________ non ha
cambiato di una virgola la sua deposizione, ribadendo per la quinta volta che
nelle già descritte circostanze di tempo e di luogo lui e __________ comprarono
litri 100 di benzina che portarono nella cantina del __________. Nessuno degli
interroganti ripropose in quella sede la domanda del prezzo complessivo pagato
e neppure la domanda a sapere se __________ aveva anche fatto benzina alla sua
macchina, col che __________ ad esse nemmeno ebbe l'occasione di rispondere nè
in altro modo la cercò, a riprova che nessuno dava un peso particolare o
insolito (tantomeno malizioso) alla suddetta domanda.
Dell'audizione eseguita dagli agenti __________ e
__________ l'8.4.2003 vi è in atti un riassunto che nulla riferisce sulla
questione della benzina. Poichè la Difesa di __________ ha eccepito che
__________, benchè rinchiuso alla Überwachungsstation, ha dimostrato in quella
sede di essere stato al corrente dell'arresto del nipote __________ o
quantomeno del fatto che costui era uscito dal carcere (cfr. PS 181: al punto
8, ove si legge:
"▪ __________ nega di aver detto al
nipote __________ di aver ricevuto ordine di incendiare il __________ da parte
del __________ e del __________. A domanda a sapere come mai __________ avrebbe
detto una cosa del genere, se non vera, risponde che ha detto così per poter
uscire dal carcere…" e all'ultimo punto, ove
si legge: "▪ __________ chiede come mai, se siamo convinti che
__________ sia implicato nella storia, non lo arrestiamo. A precisazione che
nessuno gli ha mai detto che non lo abbiamo già arrestato, __________ dice di
essere stanco, e quindi sospendiamo l’audizione…") va detto, per la
chiarezza, che __________ è stato visitato a __________ dalla sorella
__________ e dal cognato __________ e da una zia __________ proprio quel
27.3.2003 alla presenza degli agenti ticinesi (cfr. classeur __________, sep.
8). Può dunque esser stato solo in quel (sorvegliato) contesto che egli ha
saputo dell'arresto e del successivo rilascio del nipote __________ e ciò
doveva anche esser noto ai verbalizzanti giacchè alla risposta di __________
non hanno obiettato, mentre che essi hanno prontamente obiettato alle parole di
__________ su __________, puntualizzando che nessuno (e quindi non loro nè i
parenti durante le visite precedenti, sempre sorvegliate) mai gli aveva detto
se __________ era o no stato arrestato.
6.7. Tornando invece all'acquisto della benzina di cui è discorso nel
presente considerando, si ha - come già descritto in quello che precede - che
intorno al 10 aprile 2003 gli inquirenti hanno trovato presso il distributore
Tamoil di __________ il rollino di cui si è detto che hanno sequestrato.
Quando quindi gli interroganti sono tornati da
__________ l'11.4.2003 erano a loro ben chiari i dati registrati sullo
scontrino, che __________ aveva peraltro illustrato nel dettaglio nel suo
verbale del giorno prima.
Come risulta dalla trascrizione PS 186 a p. 5, il
Procuratore ha informato quasi subito __________ del ritrovamento di uno
scontrino presso un distributore (che non era la Shell) relativo all'acquisto
di un certo quantitativo di benzina, senza aggiungere ulteriori dettagli.
Ricevuta risposta a domande che a __________
erano già state - salvo alcune - poste in precedenza (ovvero che il
quantitativo acquistato era di circa 100 litri, che la stazione stava sulla
destra andando verso __________, che l'insegna era verde, che erano le
otto-otto e trenta, che __________ aveva pagato all'automatico, in ragione di
fr. 200.-, che alla stazione non erano in quel momento presenti altri clienti,
che __________ si sbagliava nel dire che avevano comprato la benzina il
31.12.2002), nel seguito il Procuratore Pubblico ha introdotto il discorso
della Tamoil, nei seguenti termini (che vale qui la pena di riprodurre in
esteso; PS 186 p. 6):
" … D: noi in effetti abbiamo trovato uno scontrino dove risulta
che sono stati acquistati un certo quantitativo di benzina alle otto di sera.
L'abbiamo trovato presso la stazione di servizio della Tamoil. E' possibile che
la benzina sia stata acquistata presso la Tamoil?
R: si.
D: é possibile?
R: si.
D: avete fatto benzina solo per portarla al __________ o é stata
fatta benzina anche all'automobile?
R: anche all'automobile.
D: non é stata fatta all'automobile?
R: si.
D: ah, anche all'automobile?
R: si.
D: si ricorda quanta benzina all'automobile?
R: no.
D: si ricorda se avete pagato alla cassa o
all'automatico?
R: all'automatico.
D: e quanto avete pagato?
R: duecento franchi.
D: duecento franchi?
R: si.
D: chi ha pagato?
R: __________.
D: c'erano presenti altri clienti?
R: no.
D: eravate gli unici?
R: si.
D: non c'erano altre macchine quando voi avete fatto benzina?
R: no.
D: __________ dice che la benzina l'avete comperata il 31 dicembre,
cioè l'ultimo giorno dell'anno, per un totale di 15-20 litri. Chi ha ragione?
R: si sbaglia.
D: __________ si sbaglia?
R: fa segno di si con la testa.
D: il 31 dicembre lei non é andato a far
benzina con __________?
R: no. …"
Diversamente dagli agenti di Polizia che
interrogarono __________ il 27.3.2003, il Procuratore Pubblico ha posto a
__________ la domanda se fosse stata fatta benzina solo per portarla al
__________ oppure se fosse stata fatta anche all'automobile in modo a sè
stante, senza cioè ricollegarla - come avevano fatto gli agenti - a un
precedente calcolo aritmetico e soprattutto ponendo a __________ la domanda in
forma alternativa. Avuta la risposta che benzina era stata fatta anche
all'automobile, il Procuratore ha riproposto la domanda come se avesse capito
il contrario, ovvero che non era stata fatta all'automobile, al che __________
l'ha contraddetto con un sì. L'interrogante gli ha chiesto ulteriore conferma
ponendo la domanda nei seguenti termini "ah, anche all'automobile".
Avuto ancora un sì come risposta, il PP ha chiesto a __________ se ricordava
quanto benzina fosse stata messa nell'automobile. __________ ha risposto di no,
il che porta a pensare che __________ non è stato a fare tanti calcoli, nè
semplici nè complessi, e tantomeno a fare profonde riflessioni in vista di
elaborare chissà quale strategia processuale. Ciò emerge bene dalla
trascrizione dell'audizione qui in discorso, davanti al PP, dell'11.4.2003, ma
anche da quella del 27.3.2003 davanti agli agenti di Polizia e da quelle
precedenti. Nelle difficili condizioni di salute in cui versava (e di cui fan
fede i certificati medici già evocati e le videoregistrazioni), tutto porta a
ritenere che, in quel marzo/aprile 2003, __________ rispondeva (spesso con
monosillabi o con singole parole, non essendo in grado di articolare frasi
qualche po' compiute) alle domande che gli venivano poste sulla base dei suoi
ricordi, cioè per quel che aveva visto e vissuto prima dell'incendio, risp. per
quel che ne ricordava, per nulla preoccupato di (o attento ad) assecondare gli
interroganti, risp. di capire loro eventuali "teoremi" al fine di
rispondere di conseguenza. Quel che dalle trascrizioni emerge è che, nella
sostanza, a partire dal 5/6.3.2003, egli ha risposto secondo verità, e ciò con
particolare riferimento all'acquisto fatto il 21.12.2002 insieme a __________
della benzina per incendiare il __________.
Secondo la Difesa di __________, gli inquirenti
avrebbero avuto sin dai primi giorni dell'inchiesta un "teorema" in
testa, quello cioè che l'incendio era stato commissionato da __________ per
truffare l'assicurazione. Quand'anche sia stato così (la Corte non lo può
sapere) quel che è certo è che le audizioni di __________ sono state condotte
con totale trasparenza e limpidezza. La Corte, che pure ha passato al setaccio
tutte le varie trascrizioni (ivi comprese quelle del 20.6.2003 e del 13.8.2003
in cl. 3 sub. 4.6, 4.7 e 4.8) non vi ha ravvisato nessun elemento che faccia
pensare che __________ abbia in qualche modo percepito quel "teorema"
e risposto di conseguenza (nel confronto del 13.8.2003 con __________ di cui al
doc. 4.8 si è pure rifiutato di rispondere). La Corte esclude in particolare
che __________ abbia sin dall'inizio inventato di sana pianta la storia
dell'acquisto del 21.12.2002 dei 100 litri di benzina, solo per aiutare gli
inquirenti ad incastrare __________.
Fosse stato così, __________ non avrebbe risposto
per ben cinque volte che l'acquisto lui e __________ l'avevano fatto alla Shell
di __________. Dopo che il 12.3.2003 gli fu detto dal PP che presso la Shell le
ricerche avevano avuto esito negativo, __________ ben avrebbe potuto smettere
di nominare tale stazione. Invece ha continuato a rispondere secondo ciò che
lui ricordava. Gli era rimasta in mente la Shell di __________ ed è andato
avanti a ripeterlo. Ha dichiarato, ogni volta che gli è stato chiesto, che si
trattava del 21.12., che l'ora era quella intorno alle 20:30-21:00 (o alle
20:30 circa, o alle 20:00-20:30), che i litri comprati e portati in cantina
erano circa 100, che __________ pagò all'automatico, che usò banconote da fr.
50.-, che la cassa era chiusa, che in totale __________ spese fr. 200.-. Ha
ricordato che __________ fece anche benzina alla sua auto, non ha ricordato
quanti litri avesse messo nel suo serbatoio e tutto questo prima che gli
inquirenti trovassero il rollino presso la Tamoil di __________ e in ogni caso
prima che gli inquirenti l'abbiano messo al corrente dei dati che sul rollino
figuravano. Tutti questi elementi li ha presi dalla sua memoria, da ciò che
aveva visto, risp. che ricordava di aver visto senza essere stato imboccato da
nessuno, tantomeno dagli interroganti che, lungi dal forzarlo, hanno semmai -
come ha spiegato il Procuratore Pubblico nella sua requisitoria - tardato ad
attivarsi anche perchè per loro la questione della benzina era già stata chiusa
e per così dire "risolta" con __________, nei sopralluoghi e nei
verbali del periodo 14-16.1.2003. Quando si sono seriamente attivati hanno
trovato presso la Tamoil di __________ un rollino con registrati dei dati più
significativi di quelli registrati dallo scontrino dell'AGIP di __________,
indicato da __________ come quello relativo al suo acquisto del 31.12.2002.
La Corte, che ha potuto comparare entrambe le
versioni ed entrambi i rollini, ha per forza di cose dovuto rimarcare che
l'acquisto di __________ è avvenuto a poche ore dall'incendio, in pieno giorno
essendo di pomeriggio, con un via vai di macchine che si fermavano al
distributore (per cui qualcuno avrebbe anche potuto notare e ricordarsi di un
tipo con una Tempra con targhe italiane che non aveva fatto benzina al
serbatoio ma solo aveva rifornito delle taniche), recandosi poi egli stesso
alla cassa a pagare i fr. 22.60 o gli euro corrispondenti. Trattasi a ben
vedere di un comportamento (quello che si desume dalla versione di __________ e
dal relativo rollino) molto scoperto, per nulla cauto e guardingo, appena si
consideri che chi lo metteva in atto, comprava benzina per farci un incendio
col che una certa esigenza di passare il più possibile inosservato ce l'aveva!
Il comportamento descritto da __________, secondo la Corte, è senz'altro più
consono al comportamento di lui che, riaccompagnato __________ al __________,
ripresa la via di casa, si è fermato ad un distributore e ha fatto un po' di
benzina alla propria macchina, visto che in Ticino essa è comunque più
conveniente che in Italia.
Ha riattaccato la pompa definitivamente a litri
16.99, il che va benissimo per un italiano che fa sempre benzina quando passa
dal Ticino (per via della convenienza) anche quando ne ha già un buon
quantitativo nel serbatoio, oppure per chi non vuole o non può spendere più di
fr. 20-21.- per volta.
Litri 16.99 sono un tantino misurati per uno, il
__________, che è andato lì con tre taniche, una da dodici litri e due da
cinque, per comprare la benzina da usare per un incendio. Non perchè litri
16.99 non bastino! Certo che no! Come ha detto il dr. __________ "einige
Liter nach oben" bastano. Litri 16.99 è soltanto una misura un po' strana
e scarna per rapporto ai 22 litri di capacità delle taniche a disposizione.
D'altra parte ha un senso anche la spiegazione di __________, secondo cui non
le ha di certo riempite fino a farle traboccare. Con 10 litri in quella grande
da 12 litri e tre litri e mezzo circa in ciascuna di quelle da 5 litri, questo
rischio non l'ha davvero corso. Di ciò gli si deve dare atto!
Come già cennato al considerando 5. le circostanze
in cui è avvenuto l'acquisto di cui ha narrato __________ sono assai più
coerenti con quelle cautele che l'uso finale della benzina consigliava: di
sera, verso le 20:00 quando in inverno fa ormai buio da qualche ora, presso una
stazione chiusa, poco o nulla frequentata, usando la pompa più discosta dalla
strada, pagando all'automatico in modo cioè da non essere visti nemmeno da una
cassiera. E si badi bene, le indicazioni di base (l'orario, il pagamento
all'automatico perchè la cassa era chiusa, con banconote da fr. 50.-, l'esser
stati in quel momento gli unici clienti) __________ le ha date in tempi non
sospetti, prima cioè del ritrovamento del rollino. Certo, __________ ha parlato
della Shell di __________ e invece il rollino è stato trovato alla Tamoil di
__________, ha parlato di insegne o cartelli verdi (nè la Shell nè la Tamoil
hanno insegne verdi), tuttavia ciò è ben lungi dall'inficiare l'attendibilità
di __________, ovvero di uno che è nato e cresciuto a Mesoraca, che ha vissuto
gli ultimi mesi del 2002 parte presso la sorella a __________ e quattro-cinque
settimane in tutto a __________ presso l'Osteria __________, senza macchina
perchè non la possiede. Per uno, come si è definito lui, "non
pratico" della zona pur sbagliandosi nel nominare la Shell di __________
nondimeno è assai significativo che il suo errore sia stato, geograficamente
parlando, di portata invero ridotta: la zona era infatti quella che lui sin dal
primo verbale aveva indicato quando aveva usato le parole "vicino a __________
". Sulla sponda destra, __________ è l'ultimo comune prima di __________
per chi, venendo da __________e, si muove verso nord. Secondo il Difensore di
__________ neppure vi sarebbe corrispondenza tra l'acquisto di 100 litri di cui
ha sempre parlato __________ e i due rifornimenti da litri 75 cadauno, di cui
fa fede il rollino Tamoil. L'argomentazione non regge. Intanto - come ben
emerge dai verbali di __________ - egli ha sempre parlato di litri cento
acquistati, messi nelle taniche e depositati nella cantina del __________, egli
si è cioè sempre riferito al quantitativo di circa litri cento, utilizzati per
incendiare il __________. Inoltre v'è da dire che trattandosi di un acquisto
all'automatico era ed è praticamente impossibile trovare uno scontrino per
cento litri tout court. L'automatico prende di regola banconote da fr. 10.-,
20.- o 50.- e non dà resto per cui, dovendo utilizzare tali tagli di banconote,
è tecnicamente impossibile acquistare 100 litri con un solo rifornimento.
Per forza di cose taluni dati del rollino, ovvero
gli importi pagati e i quantitativi forniti vanno letti insieme. Provato - come
è provato - che quel 21.12.2002 un unico utente utilizzò per due volte la
colonna numero 1 per comprare benzina, si ha che per l'importo totale di fr.
200.- l'indicazione che aveva fornito nelle sue audizioni il __________ è
compiutamente riscontrata. Per il quantitativo complessivo di litri 150 di
benzina, il riscontro è pure dato perchè le risposte fornite (prima del
ritrovamento del rollino è bene ricordarlo!) da __________ hanno portato su
litri cento acquistati e usati per incendiare il __________ e su un
quantitativo (che lui non ha ricordato) che __________ ha messo nel serbatoio
della sua macchina, la qual cosa è del tutto plausibile perchè __________,
durante la sua assenza ai Caraibi, intendeva - come già accertato - lasciare la
sua Alfa in uso al figlio.
Il rollino della Tamoil "veste" dunque
in modo solido e saldo le dichiarazioni di __________ in punto all'acquisto di
un importante quantitativo di benzina, la sera del 21.12.2002, verso le ore
20:00, ovvero in una data in cui __________ era ancora in Ticino.
Ma ciò che ancor più sostanzia il dire di
__________ (secondo cui __________ era con lui quella sera a fare
quell'acquisto) è il riscontro costituito dai tabulati telefonici relativi al
natel di __________.
Al considerando 5. della presente sentenza si è
già dettagliatamente illustrato il traffico di telefonate in entrata ed in
uscita dal natel in uso a __________ tra le 19:35:07 e le 20:49:45. Già si è
altresì riferito circa le antenne che si sono attivate a fronte di tali
telefonate. Completando gli orari delle telefonate e delle antenne attivate con
gli orari dei rifornimenti alla pompa Tamoil di __________ si ottiene la
seguente tabella:
19:35:07 antenna di __________
19:50:12 antenna di __________
19:55:22 antenna di __________
19:57 primo rifornimento alla Tamoil di
20:01 secondo rifornimento alla Tamoil di
20:17:00 antenna di __________
20:32:11 antenna di __________
20:39:04 antenna di __________
20:44:27 antenna di __________
20:49:45 antenna di __________
Col che non vi possono più essere dubbi sul fatto
che __________ ha detto il vero quando ha affermato che in quella data e in
quell'orario, __________ era con lui "a __________ " (ora sappiamo
che in realtà era poco prima di __________, ovvero a __________) in un
distributore a comprare la benzina per l'incendio. Non può infatti essere un
caso fortuito, una semplice coincidenza, il fatto che il natel di __________
abbia attivato l'antenna di __________ due minuti prima che iniziasse il primo
rifornimento alla Tamoil. Non può essere una casuale combinazione il fatto che
alla sequenza temporale indicata dai tabulati a partire alle 19:35:07 per
arrivare alle 20:49:45 sia corrisposta l'attivazione di antenne che da sud
__________ si spostano verso nord __________ e poi __________) e quindi da nord
si spostano verso sud __________, seguendo il tragitto indicato da __________
(dall'Osteria a __________ e poi da __________ a __________ con ritorno
all'Osteria e poi andata a __________).
Lungi dall'essere delle fortuite coincidenze il
complesso di dati forniti dai tabulati e dal rollino della Tamoil indicano
senza ombra di dubbio che quel che nei suoi interrogatori e, ancora in aula, ha
detto __________ è la verità: ovvero che lui e __________ quella sera, in
esecuzione di accordi tra loro presi, dopo aver caricato sull'Alfa di
__________ delle taniche prese dalla cantina del __________, da __________ si
recarono a __________. Videro che il distributore era aperto e per evitare di
pagare alla cassa, ripresero la strada verso nord, fermandosi a __________.
Durante il tragitto __________ ha parlato al telefono tre volte, utilizzando il
natel di __________, con i suoi parenti __________. Il suo intento era quello
di appurare se suo cognato __________ poteva, l'indomani mattina, accompagnare
__________ e i __________ alla Malpensa. Frattanto a __________ riempirono con
circa 100 litri di benzina le taniche che s'erano portati. Tornarono al
__________ e scaricarono le taniche in cantina. È più o meno durante o in fine
di tale operazione che __________ chiamò __________ invitandolo a raggiungerla
per la cena in via __________ a __________, cosa che essi fecero. A __________
ebbero delle difficoltà (ciò è peraltro ammesso anche da __________) nel
trovare a __________ la via __________, col che vi furono altri due telefoni
tra __________ e __________ per farsi insegnare la strada.
Considerando che __________ e __________ non
possono aver lasciato la stazione di servizio di __________ prima delle
20:05-20:10, che si sono fermati a scaricare al __________ e che alle 20:32 il
natel di __________ era collegato all'antenna di __________, per scrupolo sono
anche stati fatti controllare dalla Polizia i tempi che ci vogliono per
compiere con l'auto il tragitto __________ autosilo di via __________.
Come emerge dal rapporto 26.2.2004 della PS di
Lugano (doc. TPC 33) per il tragitto __________ (__________) - __________
(stazione Tamoil), lungo km. 4,6, ci vogliono all'incirca 5 minuti. Per
compiere il percorso __________ (lungo circa 10 km), a seconda delle strade che
si prendono, ci vogliono dai 12 ai 15 minuti, col che si ha che __________ e
__________ hanno avuto il tempo materiale necessario per compiere il tragitto
__________, fermandosi a __________ a depositare in cantina le taniche di
benzina.
Secondo la Difesa di __________, la versione di
__________ (a dire del quale egli rimase fin verso le 20:10 al Bar __________
di __________, dopodichè prese a bordo della sua Alfa il __________ e si
diresse verso la casa di __________ pure sita a __________ perchè voleva uscire
a cena con lei, parlò con lei al telefono alle 20:17, dopodichè invertì la
direzione di marcia, e passando probabilmente da __________, scese in città
dove ebbe dei problemi per trovare a __________ la via __________o) non sarebbe
in contrasto con l'attivarsi, in sequenza, delle antenne di __________, di
__________ e di __________ e ciò perchè - stando ad una perizia che la Difesa
ha fatto allestire dagli ingegneri __________ e ha prodotto al dibattimento
(cfr. doc. dib. 1) - "è tecnicamente possibile che un utente
posizionato in territorio di __________ potrebbe effettuare e mantenere una
conversazione collegandosi con l'installazione di __________ a" e ciò
perchè, nella buona sostanza, "se la cella più vicina dovesse risultare
sovraccarica, allora l'utente verrà collegato dal sistema di controllo alla
cella libera con maggior ricezione".
Preso atto di ciò, la Corte non ha di certo messo
in dubbio che tale possibilità tecnica teoricamente esista. Sennonchè, nel
concreto caso, la Corte ritiene che le cose non sono andate così. Per ritenere
ciò bisognerebbe interpretare i fatti in modo del tutto eccezionale, se non
addirittura arbitrario. Si dovrebbe cioè ammettere che la prima telefonata di
__________ ai __________ usando il natel di __________ abbia attivato l'antenna
"giusta" rispetto al Bar __________, ovvero quella di __________. La
seconda, invece, per uno stato (putativo) di sovraccarico dell'antenna di
__________e, avrebbe attivato l'antenna più a nord, cioè quella di __________ e
la terza (sempre di __________ con i __________) per un sovraccarico non solo
dell'antenna di __________ ma anche di quella di __________, avrebbe attivato
l'antenna ancora più a nord, ovvero quella di __________. Alle 20:17 poi
(quando __________ sostiene di essersi trovato in auto con __________ diretto
verso la casa di __________a, sita a __________) per una diversa situazione di
sovraccarico si sarebbe attivata l'antenna (sempre a nord rispetto a
__________) di __________. Stranamente, poi, come __________ e __________
arrivarono a __________, di antenne sovraccariche non ve ne furono più perchè
le telefonate fatte durante il tragitto da loro concordemente indicato hanno di
nuovo attivato le antenne "giuste", ovvero quella in centro di via
__________ e poi quella di __________ via __________ (prossima a via
__________). Senza dimenticare che dalle risposte fornite al PP da Sunrise sembra
di poter dedurre che la regola è proprio quella inversa, ovvero che se l'utente
è in un determinato luogo, con più alte probabilità (dell'ottanta, del novanta
per cento) attiverà l'antenna "giusta" rispetto al luogo ove egli si
trova, mentre con una minor probabilità attiverà l'antenna posta a sud (ma non
a nord) rispetto alla sua posizione (cfr. doc. TPC 34).
Orbene, il principio "in dubio pro reo"
non può esser esteso fino al punto di valutare fatti e prove secondo criteri di
straordinarietà, di eccezionalità o financo di arbitrio pur di giungere ad una
conclusione più favorevole all'accusato.
D'altro canto basta dare un'occhiata ai tabulati
relativi al natel in dotazione al negozio di parruccheria sito nello stabile
dell'Osteria __________ (natel che veniva usato come un telefono fisso, salvo
in poche occasioni, ai primi di dicembre del 2002, quando la parrucchiera ne
fece un uso personale) per verificare che, dalla fine di agosto al 21.12.2002
(quando __________ se ne impossessò), esso attivò sempre e solo l'antenna di
__________o, a riprova che di situazioni di sovraccarico sull'arco di ben tre
mesi non se n'è verificata nemmeno una. Che il natel di __________ la sera del
21.12. ne abbia infilate quattro di fila è cosa talmente peregrina da non
potersi in nessun caso prendere in considerazione.
Il fatto è che tutte le sin qui descritte
risultanze processuali portano ad un'unica conclusione, ovvero che - come ha
riferito __________ - la sera del 21.12.2002, nelle note circostanze, lui e
__________ presero delle taniche in cantina, si recarono presso un distributore
di __________. Essendo la cassa aperta, si recarono alla Tamoil di __________
ove riempirono le taniche con circa 100 litri di benzina, quegli stessi che
__________ e __________ il 31.12.2002 utilizzarono per incendiare l'Osteria.
Tornarono a __________, scaricarono le taniche in cantina e poi vennero a
__________. Ciò porta altresì a ritenere accertato che __________ ha mentito
quando ha dichiarato che la benzina per l'incendio la comprarono lui e __________
il pomeriggio del 31.12.2002, il che non sorprende più di tanto stante che
__________ - come si andrà esponendo al considerando che segue - durante
l'inchiesta predibattimentale e in aula, di bugie ne ha dette parecchie, tutte
finalizzate a non coinvolgere __________.
- L'esame
delle deposizioni di __________
7.1. Chiarita
- come già cennato - sin dai primissimi giorni del gennaio 2003 la natura
dolosa dell'incendio causato dalla deflagrazione dei vapori di benzina, benzina
peraltro ritrovata, attraverso le analisi effettuate dal WFD, in tutti i
numerosi reperti esaminati, gli inquirenti, per forza di cose, essendo
__________, intubato, all'Ospedale di __________, hanno iniziato con
l'audizione di __________a, oltre che della __________ e della __________,
della __________, di __________ e di altri. , in particolare, sentito
ben sette volte dagli inquirenti nel periodo in cui era ricoverato
all', ovvero tra l'1.1. ed il 13.1.2003, ha più volte ripetuto di
essere lui e __________ completamente estranei all'incendio, essendosi loro due
trovati verso la mezzanotte, a brindare in un ristorante ed essendo loro
improvvisamente crollato l'edificio in testa.
A dire di __________ (informalmente nella prima
audizione del 1.1.2003 di cui riferisce il riassunto in atti sub PS 005, e poi
registrate le sue dichiarazioni su minidisc il 2.1.2003), egli venne la sera di
San Silvestro con la convivente, un figlio di lei ed un'amica di lei, con
l'auto di quest'ultima, a cenare al __________ e durante la cena si accordò
telefonicamente con un suo amico di nome __________ (di cui avrebbe ignorato il
cognome) di andare a prenderlo, cosa che fece usando la vettura con cui erano
venuti da casa a __________. Incontrato che lo ebbe (in luogo che non conosceva),
il __________ lo condusse in un ristorante, nel quale "… lui [n.d.r.
__________] dormiva lì … è la sincera verità … siamo andati lì a prendere dei
panni, ci siamo fermati a bere un bicchiere e ci siamo trovati sotto le
macerie. Io solo questo vi posso raccontare … " (cfr. per la registrazione
il minidisc citato e, per la trascrizione l'allegato PS 018 alle p. 4 e 5).
Dopodichè, quando l'audizione ormai volgeva al
termine, __________ ha dichiarato di ricordarsi un'altra cosa, col che è
passato a dire (cfr. PS 018 citato alle p. 6, 7 e 8):
" … M: Si, quando siamo arrivati in questo posto io e il mio amico
abbiamo trovato, abbiamo trovato le porte scassate. Eh noi siamo entrati perché
pensavamo che c'era qualcuno a rubare, è per quello ci siamo trovati però non
mi ricordo in che piano eravamo, che poi so che stavamo bevendo qualcosa, e
tutt'a un tratto ci siamo trovati sotto le macerie, questo me lo ricordo.
I: In che senso scassate?
M: Abbiamo trovato le porte aperte, scassate quando siamo
arrivati noi. Pensavamo che c'era qualcuno che stava rubando, e ci siamo
trovati, non mi ricordo in che piano eravamo.
I: Vuoi dire che il __________ non ha aperto con la chiave?
M: No no no no, questo no.
I: Ma aveva una chiave per aprire lui?
M: No.
I: Lei è stato nella camera del __________?
M: No no no no.
I: E le bottiglie? Da dove le avete prese?
M: No non mi ricordo dove l'abbiamo trovata la bottiglia. No no
lui le chiavi non ce l'aveva perché le abbiamo trovate rotte le porte.
I: Le porte
M: Si due porte rotte abbiamo trovato.
I: Ecco ma erano porte che danno verso l'esterno o
all'interno?
M: Non mi ricordo, mi sembra che si apre una dall'interno.
I: Si ma dico una porta per entrare dall'esterno.
M: eh.
I: Poi un'altra all'interno, visto che ha detto che sono due
rotte?
M: Come all'esterno e all'interno?
I: Cioè se io sono all'esterno di uno stabile.
M: eh
I: Per entrare devo passare da una porta.
M: Non mi ricordo perché io ero un po' bevuto pure.
I: Quanto?
M: lo ero un po' bevuto, "sempra" un po' di alcol
addosso, non mi ricordo so solo che avevamo trovato le porte rotte, e poi
abbiamo trovato una bottiglia che stavamo bevendo, e poi a 8 quel punto li non
mi ricordo più niente, perché mi san trovato sotto le macerie.
I: Lei ricorda verso che ora è partito dal ristorante
dov'era con la sua convivente per andare a prendere questo __________?
M: Non mi ricordo gli orari, gli orari non me li ricordo
proprio.
I: Aveva già cominciato a mangiare? A cenare?
M: Sii.
I: Da quanto tempo?
M: Eh, da molto.
I: Da molto, cioè?
M: E non me lo ricordo.
l: Un'ora, più di un'ora?
M: Non me lo ricordo.
I: Eravate piuttosto alla fine della cena 00 ...?
M: E'?
I: Eravate piuttosto alla fine della cena? A metà?
M: Maa, non me lo ricordo.
I: Non se lo ricorda.
In quel ristorante li dov'era a cena lei ha parlato con qualcun
altro, a parte la sua convivente, non conosceva nessuno che era li in quel
ristorante a cena, non ha parlato con nessuno?
M: No.
I: Ha fatto delle altre telefonate?
M: No no no.
Ho chiamato solo a mio fratello a dargli gli auguri, ho
chiamato mio grande fratello che è in Italia, e basta a parte quello.
I: Lei lo ha chiamato come?
M: lo l'ho chiamato.
I: Con il telefono?
M: Si.
I: Quale telefono? ¨
M: Col mio telefono.
I: Col suo?
M: Si.
I: CelIulare?
M: Si.
I: Allora ha telefonato a suo fratello e
poi al __________? .
M: Si.
I: Per chiedergli se voleva venire?
M: A mangiare.
I: Però stavate già mangiando?
M: Noi si, stavamo già mangiando.
I: Ed era già tardi?
M: Si era già tardi, e lui mi fa allora passa a prendermi che
vengo a mangiare pure io. … "
Nel successivo verbale (PS 45, del 7.1.2003),
__________, pur mantenendo intatta la sostanza delle surriprodotte dichiarazioni
volte a far credere di esser stato non già l'autore bensì una vittima
inconsapevole del crollo del __________, ha dovuto per il resto modificare
altre sue dichiarazioni, quelle per così dire di contorno e ciò perché esse
erano in contraddizione con quelle nel frattempo rese dalla __________, dalla
__________ ed anche da terzi, in particolare dal gerente e dai camerieri del
__________.
È così passato a dire che al cenone aveva pure
partecipato __________,
" … ragazzo
che io conosco da circa tre o quattro anni. Lo definisco come amico, il nostro
rapporto andava oltre il lavoro. Io e lui lavoravamo insieme in Italia, lui
faceva il muratore e io facevo l’autista per la ditta __________. __________ mi
aveva contattato sul cellulare, dicendomi che era da solo e mi chiedeva di
passare a prenderlo a __________e, così veniva a mangiare con noi. __________
ha detto che ci aspettava sulla strada. Prima di andare a cena siamo quindi
passati a __________ a prendere il __________. Lui era in strada, sulla strada
principale.
… omissis … omissis …
Quindi al ristorante di __________ siamo andati
io, la __________, la __________, il figlio della __________ e il __________.
Eravamo in cinque in totale.
… omissis … omissis …
La cena al ristorante è durata un bel po’. Prima
di mezzanotte, il __________ mi ha chiesto se lo accompagnavo dai suoi parenti,
credo cugini, che però non so dove abitano. Mi ha detto che voleva andare a far
loro gli auguri. Io avevo le chiavi della macchina della __________, alla quale
l’ho chiesta in prestito. __________ non aveva la patente, per cui non poteva
guidare. Preciso che sia la __________ che la __________ conoscono il
__________, perché il __________ abita a __________, e inoltre il fratello del
__________, __________, è convivente della __________.
__________ e io siamo partiti. Abbiamo lasciato
la __________, il figlio e la __________ al ristorante. Ho spiegato loro che
accompagnavo il __________ dai parenti per gli auguri e poi saremmo ritornati.
Io mi sono messo alla guida. __________ è salito sul sedile lato passeggero.
Siamo partiti in direzione __________. Poi __________ mi ha chiesto se lo
accompagnavo per cambiarsi la giacca che si era sporcata. Lui indossava una
giacca, tipo bello, nera, lucida. Lui mi ha spiegato dove dovevo andare. Siamo
quindi arrivati in un posto dopo __________e, il luogo dove c’è stato il
crollo. Lui mi aveva spiegato come raggiungere il posto. Lui non mi ha detto
che aveva lì una camera. Sono io che sono arrivato a questa conclusione, in
quanto aveva cambiato la giacca. Da quello che so io è da diverso tempo che lui
è in Svizzera.
… omissis … omissis …
Mentre ci trovavamo all'interno del locale e
__________ stava aprendo la bottiglia, ci è crollato addosso. È successo il
finimondo. … "
__________ non ha mancato già in quell'occasione
di mettere a verbale che quella, rispetto alle sue precedenti versioni, era la
verità, verità che nel seguito ha dovuto modificare più volte, sempre
assicurando che l'ultima era la verità.
Si legge infatti nel citato verbale (PS 45, a p.
4):
" … Devo
dire che durante le due precedenti audizioni io ero un po’ sotto anestesia e
sotto chock. Adesso mi sono messo in riga, ho riflettuto su quanto successo.
Quanto ho detto oggi è la verità. Io sono stato contattato dal __________, la
sera del 31 dicembre 2002, mentre ero ancora a casa. Mi ha chiesto se andavamo
a cena insieme, ed è per questa ragione che abbiamo deciso di venire in
Svizzera, affinché potesse venire a cenare con noi. Prima che lui telefonasse,
volevamo andare a cena in Italia.
Domanda:
Lei ha detto che, mentre si trovava al
Ristorante, aveva chiamato telefonicamente dal suo cellulare suo fratello e il
__________; cosa ha da dichiarare in questo senso?
Risposta:
La cosa è come ho detto io adesso, perché il
__________ era con noi a cena al Ristorante. Ho chiamato solo mio fratello,
__________.
Domanda:
Ci può dire che numero di telefono ha suo
fratello?
Risposta:
E’ il __________... . Non ricordo esattamente.
Finisce con __________.
… omissis … omissis …
Domanda:
Lei ha realizzato adesso che cosa è successo?
Risposta:
Non so cosa dire, non so rispondere. Sicuramente
non è stato un terremoto.
Ci deve essere stato qualcosa che ha causato
questo casino. Magari la Scientifica riuscirà a dare una spiegazione a questa
storia.
Gli interroganti mi invitano a dire la verità e a
non tacere aspetti importanti per l’accertamento dei fatti.
Dichiaro che se io sapevo qualcosa ve l’avrei già
detto. Quello che so ve l’ho detto. Vorrei solo uscire da questo incubo. Sono
giorni che ci penso a quello che è successo. E’ andata come ho detto, altre
cose non ce ne sono assolutamente. … "
Nel seguito del verbale, __________ ha negato di
conoscere l'Osteria __________, risp. di esserci mai stato in precedenza (p.
12) e ciò benchè nei suoi effetti personali gli inquirenti avessero trovato un
biglietto da visita dell'EP, ha altresì negato di aver accompagnato il
__________ al ristorante Stazione di __________ dove quest'ultimo prese una
camera (p. 13, 14 e 15), tutte cose che ha poi dovuto rettificare nel seguito.
Ha pure negato di conoscere __________ (p. 19) e
nel verbale successivo (PS 053 p. 4), ha altresì dichiarato di non averne mai
sentito nominare il nome, circostanze che ha ribadito nel verbale 059 a p. 5 e
a p. 6, aggiungendo categoricamente: "Io ho detto la verità. Non ho altro
da aggiungere…". Nel seguito ha mentito sul fatto (contestatogli) di
essere già venuto a __________ a incontrare __________ il pomeriggio del
31.12.2002 e financo sulla provenienza del Nokia trovato sulla sua persona
quando fu estratto dalle macerie (disse di averlo acquistato a __________ da
uno sconosciuto, quando invece l'aveva avuto da __________ alcuni giorni prima;
cfr. PS 059 p. 10, PS 064 p. 4).
Nel verbale PS 064, p. 5 e ss, dopo aver ribadito
la tesi del "disastro", del "crollo" inatteso e inopinato,
ha dato atto che sia lui sia __________ erano fumatori di Marlboro (circostanza
ammessa da entrambi anche al dibattimento). Avuto riguardo alla permanenza al
__________ nei minuti prima dell'evento, __________ aveva nel citato verbale PS
064 p. 7 dichiarato: "… Io ho fumato. Non so se __________ abbia fumato o
meno…", circostanza che poi, in aula, entrambi hanno negato.
Sulla domanda postagli nel citato verbale PS 064
a p. 9, volta a sapere se durante la giornata o la serata del 31 dicembre 2002,
avesse fatto benzina, __________ ha implicitamente escluso di aver fatto
benzina per la vettura della __________, dichiarando invece di aver fatto il
pieno, ma in Italia, alla sua Fiat Tempra.
Non ha minimamente accennato ad un acquisto fatto
all'AGIP di __________. Si legge infatti in detto verbale:
" … Domanda:
Durante la giornata o la serata del 31 dicembre
2002, lei ha fatto benzina?
Risposta:
No, solo alla mia macchina, la FIAT Tempra, però
l'ho fatta in Italia.
Domanda:
Quindi lei ha fatto benzina durante quel giorno?
Risposta:
Sì, ho fatto benzina normale, senza piombo,
novantacinque ottani.
Domanda:
Dove ha fatto benzina, e quando esattamente?
Risposta:
Ho fatto benzina a __________, in provincia di
__________, all’automatico. Potevano essere le 1800/1830 del 31 dicembre 2002.
Trattasi della stazione di servizio che è sulla provinciale, prima del
ristorante __________, sulla destra venendo da __________.
Domanda:
Che quantità di benzina ha fatto?
Risposta:
Ho fatto cinquanta euro. Ero quasi vuoto e dopo
era quindi quasi pieno.
Domanda:
Quando ha fatto benzina, è entrato in contatto
con questa sostanza in qualche modo?
Risposta:
Non ho avuto contatto con la benzina, anche se ad
un certo momento qualche goccia è uscita dal serbatoio, perché era praticamente
pieno.
Domanda:
Come si spiega che gli accertamenti tecnici
preliminari hanno permesso di stabilire che in più punti e in più locali
dell’Osteria __________ vi era della benzina?
Risposta:
Io non me lo so spiegare. Non ho girato il
locale. Sono rimasto sempre all’entrata, e non ho sentito puzza di benzina.
Domanda:
Lei, nella sua auto, aveva una tanica di benzina?
Risposta:
No. Poi siamo venuti con la macchina della
__________, mica ero con la mia macchina.
Domanda:
E nella macchina della __________ avevate una
tanica di benzina?
Risposta:
No. Sono sicuro poiché per poterci stare in
cinque ho dovuto smontare il seggiolino dei bambini, che ho riposto nel baule
della macchina, aprendo il baule.
Domanda:
__________, con sé, aveva una tanica di benzina?
Risposta:
Che sappia io no.
Domanda:
Non le sembra che dovrebbe sapere se __________
avesse o meno la tanica, visto che, come lei ha dichiarato, è rimasto tutto il
tempo con lei?
Risposta:
Non aveva nessuna tanica.
Domanda:
Come si spiega che gli accertamenti tecnici
preliminari hanno permesso di stabilire che sul suo stivaletto destro, sui suoi
pantaloni e sulla sua cintura sono state rinvenute tracce di benzina?
Risposta:
Non lo so. Avrò toccato da qualche parte che c’era
benzina.
Domanda:
Lei sa che la benzina evapora?
Risposta:
Sì.
Gli agenti interroganti mi invitano a riflettere
e mi invitano a di dire la verità, facendomi notare come troppe sono le
coincidenze strane in tutta questa faccenda.
Dichiaro di aver detto la verità. …"
Sennonchè la più gran parte delle sue precedenti
dichiarazioni erano bugiarde come egli stesso ha implicitamente ammesso nella
sua ottava audizione, avvenuta il 14.1.2003, dopo essere stato tradotto alle
Pretoriali di __________, giacchè il verbale PS 065 si apre con il seguente
significativo prologo:
" … Ho
chiesto di poter parlare con urgenza agli agenti interroganti, che sono quindi
venuti a __________, dove sono detenuto.
… omissis … omissis …
Intendo confessare quanto successo. Chiedo agli
interroganti e al Magistrato di tener conto della mia situazione. Ho una
famiglia in Italia, con due figli. In carcere sapete com’è la vita. Io così non
ce la faccio più, visto che ho anche dei problemi salute.
Ammetto che siamo stati io e __________ a dar
fuoco all'Osteria. La cosa è nata poiché il proprietario del locale,
__________, che io non conosco, ha fatto uno sgarro a __________ soggiornava da
qualche giorno al Osteria __________, in una camera. La sua intenzione era
passare le feste natalizie, per poi andare in Italia a costituirsi alla Polizia
e pagare il suo debito con la giustizia italiana. Prima della chiusura avvenuta
attorno al 20 dicembre 2002, __________ aveva detto a __________ che doveva
andarsene, perché lui chiudeva il locale per le vacanze e partiva. In sostanza
ha detto a __________ di trovarsi un'altra sistemazione. Da precisare anche che
__________O, visto che si trovava a __________, aveva chiesto un favore al
proprietario, che fra l'altro è un suo compaesano di Mesoraca, di fargli un
favore e di lasciarlo soggiornare fino almeno alla fine dell'anno. Il titolare
dell'Osteria non lo ha comunque voluto aiutare. Da qui è nato dell'odio nei
confronti di __________. lo sono andato un paio di volte al __________, quando
c'era su il __________. Visto che erano tutti compaesani, andavamo però a bere
nel bar a fianco, quello dove sono andato a prenderlo la sera del 31 dicembre
2002, il __________. Vengo informato che questo esercizio pubblico è l'albergo
__________ di __________. __________ mi aveva raccontato la storia. Già quando
ero andato a bere con lui, mi aveva accennato alla storia. Mi aveva perfino
raccontato di aver proceduto allo scasso della porta sul retro (n.d.r.: bugia perchè è provato che la
serratura della porta sul retro era ancora integra alle 17:00 del 31.12.2002!), per poter accedere alle camere, anche se non aveva le chiavi e il
locale era chiuso. Mi ha raccontato anche che il mattino se ne andava presto,
per non farsi notare. __________ aveva deciso di far pagare a __________,
proprietario dell'Osteria, il torto subito. Lui l'aveva presa sul personale, se
l'era presa male. Erano paesani, si conoscevano da tanto tempo. __________ non
accettava di essere stato abbandonato nel momento del bisogno e di essere
lasciato in mezzo alla strada. Già il pomeriggio del 31 dicembre 2002, nel
pomeriggio, mi ero incontrato con il __________ al __________. Avevamo bevuto
qualcosa insieme.
E' in questa occasione che __________ ha deciso
di bruciare il locale, e ha chiesto il mio aiuto, perchè lui non aveva neanche
la macchina. Io mi sono lasciato trascinare, e ho deciso di aiutarlo. Nel
locale abbiamo trovato tre latte bianche, vuote, tipo quelle che si utilizzano
per il detersivo. Le abbiamo messe nella mia macchina, la FIAT Tempra, e siamo
andati a riempirle di benzina, al distributore AGIP di __________, quello che
andando verso __________ si trova sulla sinistra. Siamo poi ritornati a
__________, abbiamo nascosto le latte dentro ad uno sgabuzzino, e poi siamo
andati a bere una birra nel locale a fianco, il __________. Sono rimasto
d'accordo con __________ che ci saremmo rivisti alle 2030/2100, e che dopo cena
avremmo fatto il lavoro. lo poi sono rientrato in Italia, dove avevo delle
faccende famigliari da sbrigare. Ho lasciato il __________ lì al __________,
attorno alle 1530/1600.
Alla sera, come ho già raccontato, sono venuto in
Svizzera con la __________, il figlio, la __________, con l'auto della
__________, questo perché non ero sicuro che la mia potesse passare la dogana,
in quanto era un po' "smarmittata". Siamo passati al __________ a
prendere il __________. Poi siamo andati al __________ a __________ a cena. Era
__________ che conosceva quelli del __________, che sono suoi paesani. Ci siamo
fermati a chiedere se c'era posto per cinque, e visto che c'era ci siamo
fermati a mangiare lì. Siamo arrivati al __________ che potevano essere le 2030
circa. Abbiamo mangiato fino alle ore 2300 circa. Ho chiesto alla __________ se
mi poteva prestare la macchina, perché __________ doveva andare in visita dai
parenti. Abbiamo preso questa scusa, perché le ragazze erano all'oscuro di
tutto quanto. Quindi la __________ mi ha dato le chiavi e io e __________ siamo
andati verso __________. Prima di andare a __________ ci siamo fermati
all'albergo che non so come si chiama.
Vengo informato che si tratta dell'albergo
__________ di __________. Il proprietario stava chiudendo, però ci ha fatto
entrare lo stesso. __________ ha preso una camera per una notte, perché diceva
che all'indomani sarebbe andato lì, visto che l'Osteria l'avremmo bruciata, e
lui non aveva più un tetto. Il proprietario dell'albergo gli ha dato una chiave
di una camera, non ricordo che numero, e __________ gli ha dato la carta
d'identità, per registrarsi. Da lì siamo poi andati a __________. lo ho
parcheggiato la macchina sul piazzale del retro del ristorante. Tutti e due
siamo entrati dalla porta sul retro, che era aperta in quanto era stata
scassinata, e siamo saliti al primo piano, dove c'erano le camere. Avevamo
deciso di spargere un po' di benzina, poi di buttare un cerino, di salire in
macchina e di andarcene. Abbiamo sparso benzina al primo piano. Poi siamo scesi
nel bar, abbiamo sparso benzina anche lì. E poi siamo andati in cantina, per
vedere cosa c'era. Quando eravamo in cantina, ci siamo accorti che su di sopra
aveva preso fuoco. Stavamo scappando, quando ci è crollato tutto addosso.
Come già detto, chiedo alla Polizia e al
Procuratore di tener conto della mia situazione, che sono malato e ho bisogno
di lavorare. Inoltre se quelli vengono a sapere il motivo per il quale abbiamo
dato fuoco al __________ me la faranno pagare, anche se sono in carcere. Ho
paura anche per la mia famiglia in Italia, per i bambini, perchè quelli hanno
compaesani anche nella zona dove abito. …"
Nel seguito, a p. 6, __________, dopo aver
ribadito di aver dato una mano nell'incendio al __________ anche se "…
all'inizio non volevo proprio …" è passato a dire che __________ gli
chiese aiuto "… nel senso che l'incendio l'avrebbe appiccato lui, ma mi chiedeva
di accompagnarlo dapprima a prendere la benzina e poi sul posto dopo cena …
" (laddove non è da dimenticare che __________ era effettivamente privo di
macchina, per cui, per muoversi, aveva davvero bisogno che qualcuno gli desse
un passaggio). Essendo la circostanza ben nota a __________, quest'ultimo l'ha
evidentemente sfruttata per dare un senso al suo dire, ovvero per giustificare
in qualche modo il fatto - da lui asserito ma tutt'altro che scontato - di aver
egli di botto deciso di aiutare __________ senza un personale tornaconto, solo
per aiutarlo a prendersi una vendetta per uno "sgarro" che anche a
__________ appariva di primo acchito invero banale e insignificante, contro un
tale che __________ conosceva pochissimo.
Col che, risoltosi a "confessare",
__________ ha tentato inizialmente di attribuirsi il meno impegnativo ruolo di
"autista". Così si è espresso __________ in PS 070, quello stesso
14.1.2003, davanti al PP e in presenza del suo Difensore:
" … [n.d.r.]
__________ mi chiese quindi se ero d'accordo di aiutarlo a bruciare l'esercizio
pubblico del __________I. Evidentemente non era nostra intenzione farlo
esplodere, ma solo incendiarlo e, quindi, bruciarlo. Io sul momento gli dissi
che non me la sentivo di partecipare a questa impresa poiché desideravo passare
le feste tranquillamente con la mia famiglia. Egli poi mi convinse, dicendomi
che sarebbe entrato lui da solo nell'edificio, e che io l'avrei atteso di fuori
in macchina. Avrebbe pensato lui a dare fuoco e subito dopo ce ne saremmo andati.
Allora io mi feci convincere… "
Sennonchè, poi, in realtà scese dall'auto ed
entrò nell'Osteria spargendo a sua volta benzina in vari locali, col che anche
questi dettagli dimostrano come __________ sia di natura insincero e reticente
(e - come si vedrà nel seguito - anche omertoso), col che egli mente o comunque
altera e distorce la verità anche quando professa di voler tutto confessare,
come ben dimostra anche il seguente passo del suo verbale del 24.1.2003 (PS 083
p. 7):
" … Domanda:
Chi ha preso l’iniziativa di andare ad acquistare
la benzina durante il pomeriggio del 31 dicembre 2002 e di andare ad
immagazzinarla subito, durante il pomeriggio, nella cantina del __________?
Risposta:
Praticamente abbiamo deciso assieme. Lui mi ha
proposto di andare ad acquistare la benzina, di depositarla subito nel locale,
e poi, ad una certa ora della sera, di mettere in atto l’incendio. Io ho
accettato. Il primo momento non ci volevo neanche andare. Poi però __________
mi ha convinto.
Domanda:
Cosa le ha promesso __________ in cambio del suo
aiuto nella messa in atto dell’incendio?
Risposta:
Assolutamente niente. L’ho fatto senza nessun
interesse, dico la sincera verità. … "
Salvo poi, in successivi verbali, prospettare
un'altra e diversa "sincera verità", quella cioè che in realtà
collaborò con __________ per denaro, perché c'era in vista una ricompensa di
cui tanto lui quanto la __________ e i di lei figli avevano bisogno.
Dopo aver, infatti, ancora nel verbale del
24.1.2003, PS 083, a p. 19, insistito nel dire che "io ho fatto questa
cazzata solo per amicizia nei confronti del __________, perché lui mi ha
chiesto aiuto…", senza ricevere nulla in cambio e senza prendere
precauzioni perché si è "lasciato trasportare", nel verbale del
6.2.2003 (PS 109, p. 1) reso al Procuratore in presenza del suo Difensore,
__________ è pervenuto a correggere le sue dichiarazioni (non solo quelle sulla
sua reale motivazione ma anche quelle ripetutamente sostenute secondo cui la
porta sul retro del __________ e quella cosiddetta "divisoria" egli
le aveva viste forzate, scassinate, già nel pomeriggio del 31.12.2002, fatto
non vero giacchè __________ inquilino fisso del __________, aveva trovato la
serratura della porta sul retro integra sia alle 15:00 quando era rincasato,
sia alle 17:00 quando era ripartito per andare a lavorare) nei seguenti
termini:
" … Il
pomeriggio del 31.12.2002 sono arrivato a __________ verso le 14.30 circa.
__________ si trovava presso l’Hotel __________. Precedentemente ci eravamo
sentiti al telefono e lui mi aveva chiesto di raggiungerlo all’albergo
__________. Preciso che l’ultima volta che ero stato in Svizzera prima del
31.12.2002 doveva essere stato qualche giorno prima di Natale ovvero il 22 o 23
di dicembre. Normalmente mi vedevo di sovente con __________ e ci incontravamo
in Svizzera a bere qualche cosa o mangiare qualche cosa. In due o tre
circostanze sono stato con lui anche all'Osteria __________ nel corso del mese
di dicembre. Arrivato a __________ (il giorno 31.12.2002) raggiunsi il
__________ che stava seduto a un tavolo all’interno del bar dell’Hotel
__________.
… omissis … omissis …
… io ho bevuto una birra e __________ un caffè …
omissis … siamo quindi usciti dal ristorante e abbiamo preso una macchina,
dirigendoci verso il piazzale dell’Osteria __________. Siamo quindi scesi
dall’auto e insieme siamo andati a prendere i bidoni per la benzina. __________
faceva strada. Io evidentemente non sapevo dove si trovassero i bidoni, non ero
mai stato nella cantina dell’Osteria. Devo dire che in passato era già capitato
anche a me di imboccare la porta sul retro dell’EP per recarmi al bar. Mi
risulta che la utilizzavano anche altri avventori. Ripeto, comunque, che io non
ero mai stato prima di allora né in cantina né nelle stanze al primo piano.
__________ mi ha portato direttamente in cantina dove abbiamo trovato i tre
bidoni che sarebbero serviti per metterci la benzina. Per me era chiaro che
__________ sapesse che in cantina stavano i tre bidoni. Tant’è vero che quando
siamo arrivati al piazzale disse fermati qui che andiamo a prendere i bidoni
nel ristorante.
D: la porta d’entrata all’EP com’era?
R: la porta era aperta. Non ho visto __________
avere delle chiavi di accesso all’EP. Ripeto __________ l’ha aperta con
facilità. Non ho notato segni di scasso. Può darsi che qualcuno, prima del
nostro arrivo, abbia aperto la porta per noi.
A domanda dell’avv. __________ preciso che questa
è la versione corretta e che quelle che ho dato in precedenza e che il PP oggi
mi ha contestato, sono errate. Avevo riferito altre versioni perché avevo
paura. Pensavo evidentemente che le precedenti versioni erano a me più
favorevoli.
D: facciamo fatica a credere che lei si sia
lasciato coinvolgere in questa vicenda, assumendo considerevoli rischi, senza
sapere chi aveva aperto la porta dell’EP in vista del nostro arrivo e del
nostro lavoro.
R: dopo aver ancora riflettuto alla questione,
devo dire che quando __________ al bar mi propose di andare a prendere la
benzina per incendiare l’Osteria __________ e per farla pagare al __________,
pensai invece subito che questo non era il vero motivo ma che tra __________ e
__________ c’era un accordo. Non sapevo evidentemente che tipo di accordo ci
potesse essere.
D: lei sa se __________ dormiva presso
l’Osteria __________?
R: in effetti so che __________ dormiva presso
l’Osteria __________ dove poi io andavo a trovarlo regolarmente. Fu in una di
queste circostanze che __________ mi spiegò che dormiva li.
D: perché lei non credette alla spiegazione
del movente che le diede __________?
R: non ci credetti perché lui dormiva presso
l’Osteria __________ già da diverso tempo e perché __________ e __________
oltre che a essere compaesani erano anche amici. Inoltre non si va a bruciare
un immobile per il semplice fatto che uno ad un certo punto, partendo in
vacanza, uno non ti lascia più per qualche giorno la stanza per dormire.
… omissis … omissis …
D: in che stato si trovava la porta di
collegamento tra l’atrio dell’accesso posteriore con l’Osteria vera e propria? (n.d.r. cosiddetta porta divisoria)
R: il pomeriggio la porta era aperta ma intatta.
La sera quando siamo ritornati per gettare la benzina nei locali la porta
risultava manifestamente forzata. Si notavano chiaramente le ammaccature. Mi
rendo conto che si è trattato di una messa in scena.
D: ha una qualche idea di chi possa essere
stato?
R: no, non lo so. … "
A proposito del movente va segnalato che già nel
verbale di Polizia del 24.1.2003 (PS 083), a p. 16, a precisa contestazione
degli interroganti __________ aveva risposto:
" … Gli interroganti
mi fanno rilevare come, malgrado tutto, l’impressione è che vi sia un movente
ben più importante.
Dichiaro che anche io trovo tutta questa storia
strana. Effettivamente, per uno sgarro che alle nostre latitudini sembra
insignificante, mi sembra un po’ esagerato bruciare un ristorante. E’ possibile
che il movente sia più importante, anche se i calabresi ce l’hanno per vizio.
Comunque se ci sono altre ragioni, __________ non me le ha dette. Se fosse
così, si è preso gioco anche di me. …"
Sennonchè, reinterrogato il 7.2.2003, __________
ha dovuto ancora una volta rettificare anche la versione già resa al PP il
6.2.2003 e da lui testualmente definita "versione corretta", passando
ad ammettere - come già cennato - di essersi associato a __________ nel
commettere l'incendio per danaro, ovvero perché gli era stata promessa una
ricompensa.
Così si è espresso __________ il 7.2.2003 (PS
114) dopo aver lui stesso definito "spontanea" la sua nuova
dichiarazione:
" … Ieri
sono stato interrogato dal Procuratore Pubblico, al quale ho confermato quanto
detto qui in Polizia. Ho avuto modo di chiarire un dettaglio sulle porte del
__________. Durante il pomeriggio del 31 dicembre 2002, quando io e __________
siamo andati a prendere le taniche in cantina e poi, dopo averle riempite di
benzina, le abbiamo riportate nella cantina del __________, le porte erano
aperte. Mentre la sera ho notato che erano state scassate, o meglio, ho visto i
segni di scasso. Io, come ho già detto al Magistrato, non so dire come mai il
pomeriggio le porte erano aperte, mentre la sera vi erano questi segni di
scasso.
Dopo aver conferito con gli interroganti sono
disposto a fare una dichiarazione spontanea che ho sottaciuto fino a questo
momento; sono le ore 1500 e mi spiego.
Quando __________ mi ha proposto di incendiare
con lui l’Osteria __________ di __________e, lo stesso __________ mi aveva
promesso per la mia partecipazione la somma di Frs. 10'000.--. Io ho accettato
questa situazione poiché mi trovavo in ristrettezze finanziarie. Il denaro, se
tutto andava bene, mi sarebbe stato da __________ nei giorni successivi
all’evento. Ripeto, non ho fatto prima questa dichiarazione per l’integrità
personale dei miei cari. Ribadisco che come giustificazione __________ mi disse
che voleva fargliela pagare a __________ perché praticamente lo aveva lasciato
sulla strada perché non voleva lasciargli la camera al __________. Preciso che
io, vista la proposta sulla somma di denaro che era considerevole, ho chiesto a
__________ dei dettagli sul perché. Lui non mi ha voluto rispondere, dicendomi
unicamente di andare con lui e di non preoccuparmi. Lui non ha voluto
assolutamente darmi una spiegazione. Chiaramente io avevo capito che forse lo
sgarro, giustificazione che mi era stata data da __________, non era quella
giusta. Ho pensato a qualcosa di più importante che però non sono in grado di
riferire perché non ne sono stato messo al corrente. Devo dire che questa
proposta mi era stata fatta nel pomeriggio del 31 dicembre 2002, dopo le ore
1400, allorquando mi sono incontrato con il __________ al bar del __________.
… omissis … omissis …
Ritornando al discorso precedente, quando
__________ mi ha proposto la somma di Frs. 10'000.—(preciso che ha sempre
parlato di franchi svizzeri e non di Euro), gli ho chiesto dove andava a
prendere quella somma. Lui non mi ha dato nessuna spiegazione, dicendomi che
erano fatti suoi.
Mi sembra anche strano che per mettere in atto
questo incendio, sia stata scelta la fine rispettivamente l’inizio dell’anno.
__________, durante il pomeriggio, mi aveva detto che era meglio che farlo in
questa circostanza, perché poi magari non mi avrebbe più trovato, o magari non
avrebbe più avuto la mia disponibilità.
Io ho anche accettato, poiché __________ mi aveva
assicurato che all’interno dell’immobile non vi erano persone e quindi non ci
sarebbero stati dei pericoli particolari.
Per il momento non ho altro da aggiungere.
Intendo solo dire che se non ho fatto prima questa dichiarazione è perché avevo
paura per me e per la mia famiglia. … "
Col che si ha che __________ pur cosciente delle
stranezze e bizzarrie della sua ultima versione (capì che la storia dello
"sgarro" non era quella giusta e pensò a qualcosa di più importante
ma ciononostante solo blandamente ne chiese conto a __________, amico suo, col
quale aveva un rapporto di totale fiducia, gli chiese dove mai sarebbe andato a
prendere la bella somma di fr. 10'000.- ma, poiché l'altro gli avrebbe risposto
che erano fatti suoi, non approfondì oltre, gli sembrò strana la scelta della
notte di San Silvestro, ma anche su quello non stette ad arzigogolare)
nondimeno non si trattenne dal rifilarla agli interroganti definendola
"spontanea" e di nuovo protestando la sua paura e quella per la sua
famiglia per i rischi cui, a causa di essa, si esponeva.
Deposizione che ha nuovamente corretto il
12.2.2003 (PS 123) quando si è finalmente deciso a rivelare, in tutto il suo
acume, la sua acutezza e profondità, al colto e all'inclita, il
"__________ - pensiero":
" …Effettivamente
mi é sembrato strano un compenso così alto anche perché __________ non aveva
una lira. Dentro di me ho pensato che poteva essere il __________ (gerente del
locale) a versare questo compenso, perché aveva interesse nel far bruciare il
suo locale allo scopo di prendere il soldi dell’assicurazione. Io ho fatto
questo pensiero anche perché forse __________ non si fidava completamente di me
e non mi ha fornito altri particolari. Convengo anche con il verbalizzante che
per un “piccolo sgarro”, così come mi era stato detto da __________ mi sembrava
eccessivo mettere a fuoco un locale pubblico con tutte le conseguenze.
… omissis … omissis …
A richiesta dei verbalizzanti dico che
effettivamente per avermi (n.d.r. il __________) proposto la somma di Frsv.
10'000.- per collaborare ad incendiare il locale sicuramente vi era qualche
cosa di più importante di un “semplice sgarro”. Sinceramente non so dire cosa
vi sia “dietro” a tutta questa storia. …",
laddove ancora una volta, __________ fa
dell'avverbio "sinceramente" un uso quantomeno personale e
inflazionato!
Che __________ sia venuto la notte di San
Silvestro a __________, a incendiare un immobile in pieno paese senza
conoscerne il motivo è evidentemente cosa che lui può di certo sostenere ad
oltranza, finchè vuole. Che gli altri (e in particolare la Corte giudicante)
gli possano/debbano credere è tutt'altra storia e, di fatto, su questo punto
egli non è stato creduto, non tanto e non solo perché __________ quando ha
potuto essere interrogato (e al 12.2.2003 interrogabile ancora non era) l'ha
coinvolto anche nelle discussioni preliminari che ci furono con __________ per
organizzare l'incendio (prima cioè che il __________ partisse per __________),
ma anche e soprattutto perché __________ non è un novellino qualsiasi che si
presta ad appiccare un incendio senza ben sapere il perché ed il percome.
__________ è uno che ha espiato in Italia quattro anni e mezzo di carcere per
traffico di droga dopo essere stato processato e condannato insieme ad altri
otto coimputati (cfr. doc. TPC 28).
__________ è uno che ha negato (PS 123, p. 3) e
nega di esser affiliato ad un'organizzazione criminale tipo mafia, camorra e
'ndrangheta, nondimeno ha dato e dà atto che "… sono le Autorità italiane
che mi hanno ritenuto appartenere a una di queste organizzazioni… ".
Anche a voler prescindere dal fatto di come egli
si sia potuto fare una simile "reputazione" presso le Autorità
italiane, si ha che egli stesso ha raccontato che
" … devo
dire che una volta, non ricordo quando, é stata bruciata la vettura della mia
ex moglie __________, all’epoca ero stato interrogato dai Carabinieri e
rinviato a giudizio; sono stato assolto con formula piena per non aver commesso
il reato. L’accusa era di incendio colposo. … " (cfr. PS 123, p. 4).
Chi ha tutto questo genere di esperienze alle
spalle (processuali e carcerarie, ma anche di frequentazioni, di conoscenze, di
ambienti malavitosi), sa sempre bene con chi "lavora" e perché e
quanto guadagna e chi è che lo paga. Chi ha questo tipo di esperienze non va in
giro la notte di San Silvestro ad incendiare edifici per amicizia, senza sapere
bene se e quando verrà pagato, soprattutto se si è preso la briga di cautelarsi
lasciando a casa la propria macchina e procurando invece di venire a __________
con quella di un'altra persona (la __________) che, perdipiù ha dovuto invitare
con la famiglia al "cenone" di San Silvestro, prendendosi a carico il
costo di fr. 100.- a cranio (senza il bere) per cinque persone, spendendo così
più di fr. 500.- in una sola sera, ovvero più di mezzo milione di vecchie lire
a fronte di un asserito salario di manovale di 2 milioni e mezzo al mese!
Chi ha alle spalle siffatte esperienze, sa bene
come destreggiarsi durante gli interrogatori, sa bene quali sono i suoi
irrinunciabili obiettivi, per salvaguardare i quali viene a priori accettato il
rischio di dare versioni manifestamente assurde e insensate, sapendo che non
saranno né potranno essere credute. Quando, dopo sette deposizioni in cui ha
cercato di "chiamarsi fuori", __________ ha capito che con tutta la
benzina che s'era versato sui pantaloni e sulle scarpe, alla versione
dell'innocenza doveva per forza rinunciare, allora ha finto di collaborare. In
realtà ha solo ammesso quel che ormai era già chiaro e lampante, ovvero che lui
e __________, pescati con le proverbiali mani nel sacco, ovvero intrappolati
nelle macerie dell'incendio, ne erano stati gli autori. Dopo l'ammissione di
colpa per sé e per __________, lo scopo di __________ è diventato quello di
"tener fuori" in un modo o nell'altro __________. Per farlo ha dovuto
dire le cose più assurde, ha dovuto dire e poi rettificare e poi di nuovo
correggere, smentirsi più volte, impegolandosi in versioni sempre meno
plausibili, sapendo che non sarebbe stato creduto, ma altrettanto deciso a non
"tradire" __________.
Tale suo atteggiamento è stato ben palese al
dibattimento, al quale __________ ha partecipato senza muovere un dito per
difendere sè stesso e la propria credibilità, facendosi ammonire per questo
financo dal suo Difensore. Ha così riproposto la tesi (piena di assurdità e di
contraddizioni) cui era giunto in sede d'istruttoria formale dopo continue
rettifiche e correzioni, di aver parlato con __________ di un non meglio
nominato "locale da bruciare" già settimane prima, discorso mai più
ripreso fino al 31.12.2002, quando improvvisamente __________ gli avrebbe
chiesto aiuto per bruciare il __________ quella stessa notte, per vendicarsi di
uno sgarro fattogli da __________, sgarro che a __________ parve troppo banale
e insignificante per esser vero, nondimeno, poiché __________ gli promise un
compenso di fr. 10'000.- (che __________ sapeva che __________ non era in grado
di pagargli, per cui pensò che in realtà a pagare sarebbe stato __________
possibile mandante dell'incendio per incassare l'assicurazione) ,
seduta stante accettò, col che con __________ si sarebbe recato all'Agip di
__________ dove avrebbe lui () comprato una ventina di litri di
benzina che misero in tre taniche e che depositarono nella cantina dell'Osteria
__________, dopodiché la notte, dopo il cenone al __________, tornarono a
__________ e sparsero la benzina nei vari locali finchè furono sorpresi dal
fuoco e sotterrati dalle macerie senza poter scappare. Questa in estrema
sintesi la versione
data da __________ in aula, frutto di ben
venticinque verbali, durante
i quali ha sempre protestato di star dicendo la
verità (salvo modificarla la volta successiva), nonostante la sua paura per le
conseguenze, per sé, per la convivente, per gli altri suoi familiari. Non
avendo lui mai coinvolto nessuno nell'incendio se non sé stesso e __________ (a
sua volta confesso sin dalla sua seconda audizione del 5-6.3.2003), non si
capisce perché __________ abbia più volte protestato di avere tanta paura. In
un verbale e in aula ha dichiarato che "quelli" di cui aveva tanta
paura erano "i __________ " e che la paura gli veniva dal fatto che
"quelli" venissero a sapere del motivo per il quale lui e __________
gli avevano bruciato il locale, ovvero, parrebbe di capire, per vendetta.
Sennonchè, nel seguito, __________ ha dichiarato di non aver creduto nemmeno
lui alla storia dello "sgarro", bensì di aver pensato che tra
__________ e __________ c'era stato un accordo di fare l'incendio per incassare
l'assicurazione, col che la tanto pretestata paura o non è mai esistita o
poteva solo essere quella connessa con l'eventuale coinvolgimento di __________
nell'incendio. Ma __________, il __________, per l'incendio non l'ha mai
chiamato in causa, anzi, caricando a sè stesso l'acquisto della benzina, l'ha
manifestamente scagionato. Col che si ha che __________ tutte le volte che ha
addotto di aver avuto paura per sè e per i propri familiari ha palesemente
mentito.
A giudizio della Corte, non ha senso temere
ritorsioni o vendette da parte di qualcuno che non solo non si è accusato, ma
che addirittura si è scagionato, per cui il quesito che è rimasto aperto,
secondo la Corte, è un altro: quello cioè a sapere se l'atteggiamento
processuale di __________ non sia alle volte "interessato", se cioè con
il suo omertoso silenzio egli non abbia di proposito cercato di favorire
l'assoluzione di __________, così da consentirgli di incassare l'assicurazione
e di finalmente pagargli la sudata ricompensa. Già si è detto che la Difesa di
__________ ha ricondotto la "denuncia mendace" che __________ avrebbe
consumato nei confronti di __________ all'interesse di __________ di farsi
passare al processo come un semplice esecutore materiale, come un gregario di
__________.
A ben guardare, però, non si può certo negare che
l'interesse di __________ a "tener fuori" __________ sia di quelli
ben più corposi e sostanziosi.
Che, nelle descritte circostanze, __________ non
abbia nulla da temere da __________, emerge anche bene dal fatto - giustamente
rilevato anche dal Difensore di __________ - che il taglio delle gomme
dell'auto subito nel marzo 2003 dalla __________ è assai verosimilmente da
ascrivere a una "vendetta" di __________, mentre che il tentativo di
incendio messo in atti da sconosciuti a una casa dei __________ sita a __________,
lungi dal potersi ricollegare ai __________, ben può trovare origine in un
contenzioso che i __________ hanno avuto con i precedenti proprietari
dell'immobile. Anche da questo profilo, la più volte protestata paura di
__________ verso __________ appare pretestuosa.
7.2. Tornando
all'esame di dettaglio di ulteriori dichiarazioni rese da __________, si ha che
costui (dopo aver ribadito in ben quattro verbali, ovvero in PS 127, 134, 159,
175, di aver aiutato __________ senza esser al corrente di eventuali
retroscena) solo nel verbale del 29.3.2003 (PS 178) ha dato atto di un fatto
mai menzionato in precedenza. Ha cioè ammesso (cosa che ha ribadito anche in
aula) che __________ già durante il mese di novembre gli aveva detto che
"… dovevamo incendiare un locale …" senza precisargli di quale locale
si trattasse. Al che __________ gli avrebbe dichiarato il suo accordo e gli
avrebbe detto di fargli "sapere quando si doveva fare il lavoro". E
sarebbe stato per eseguire quel lavoro che __________ l'avrebbe chiamato il
31.12.2002.
Nello
stesso verbale, a p. 3, è poi questione di un certo __________ che __________
ha dichiarato di conoscere, precisando:
" … è una
persona che io non ho mai frequentato. Lo conosco solo di vista, perché suo
fratello __________, che aveva una carrozzeria a __________, era mio amico, e
quando avevo necessità mi rivolgevo a lui per le riparazioni del mio veicolo.
So che __________ ha dei problemi in Italia poiché correo di __________ in
alcune rapine in Italia. Ho appreso ciò leggendo il giornale, un paio di giorni
dopo il suo arresto. Non ricordo quando è avvenuto il provvedimento restrittivo
della libertà personale.
… omissis … omissis …
A richiesta dei verbalizzanti a sapere se nel
corso del mese di novembre 2002 ho raggiunto __________ con la mia vettura FIAT
Tempra in compagnia di __________ e __________ e, rispondo nel senso che ho sì
raggiunto __________ con __________, ma non con __________. Io non giravo
assieme a lui e non l'ho portato mai da nessuna parte qui in Svizzera. …"
Salvo poi doversi puntualmente smentire nel
verbale del 10.4.2003 (PS 184 p. 3) ove ha dovuto ammettere (perché gli
inquirenti avevano avuto l'informazione da colleghi italiani) di essere venuto
in Ticino, verosimilmente all'Osteria __________ di __________, il 5.11.2002
con __________ e __________.
Tornando al "lavoro" che __________ gli
avrebbe prospettato già nel novembre del 2002, si ha che __________, presente
il suo Difensore, davanti al PP l'8.4.2003 ha dichiarato (cfr. PS 180,
confermato anche in aula; cfr. registrazione a partire dal punto 2:30:35 di
lunedì pomeriggio 15.3.2004):
" … sono
stato contattato da __________ verso la fine di novembre 2002. Ci eravamo
incontrati presso il bar dell’albergo __________. __________ mi disse che c’era
da bruciare un locale, ma non mi disse ancora esattamente quale. Aggiunse che
mi avrebbe fatto sapere ulteriormente quando e dove eseguire il “lavoro”. Io
gli chiesi cosa ci avremmo guadagnato per il nostro servizio ed egli mi disse
che prendevamo qualche cosa a testa. Non si parlò di cifre precise, ma io
pensai che potevano essere un fr. 10'000.- a testa. Preciso che in
quell’occasione __________ mi disse che abitava all’Osteria __________ dal
__________ e che questi gli aveva dato ospitalità dal momento che era latitante
in Italia.…"
Poiché - come ha avuto modo di commentare la
Pubblica Accusa in sede di requisitoria - non v'è motivo per ritenere che
__________ abbia usato nel riferire il suo suddetto discorso con __________ il
"plurale majestatis" ("io gli chiesi cosa ci avremmo
guadagnato per il nostro servizio ed egli mi disse che prendevamo
qualcosa a testa …), in aula è stato chiesto a __________ di
chiarire cosa intendesse con ciò dire, se cioè il loro discorso non
sottintendesse fin dall'inizio che a pagare sarebbe stato un terzo e non
__________.
__________ ha risposto affermativamente al
quesito. Ha cioè confermato che lui intese proprio quello, ovvero che a pagare
sarebbe stato un terzo. Ha anche aggiunto che lui non seppe "se i soldi
c'erano", il che, a non averne dubbio, è stato buttato lì da __________
tanto per confondere, c'entrando con la domanda (che ha invero ben capito)
postagli come i cavoli a merenda. Ciò che è invece importante ed ammesso è che
__________, in un periodo che egli stesso ha situato verso la fine di novembre
(e, nel verbale 21.8.2003 di confronto con __________, tra la fine di novembre
e i primi di dicembre del 2002) venne tra lui e __________ in discorso il fatto
di "bruciare un locale", dalla qual cosa entrambi avrebbero tratto un
tot di guadagno a testa.
A rigor di logica - ma anche per quanto ammesso
da __________ - un tale discorso implica necessariamente che il
"servizio" viene fatto per conto terzi, per cui a pagarlo
sarà/saranno il terzo/i terzi a beneficio del quale/dei quali il
"lavoro" viene eseguito (e anche __________ - come detto - intese
proprio in questo senso la proposta che __________ gli avrebbe fatto).
Al riguardo è invero interessante annotare che, a
fine novembre 2002 o nei primi giorni di dicembre del 2002, non poteva ancora
esser insorto (ammesso e non concesso che poi insorse) il (da __________
pretestato) "sgarro" di __________ verso __________, stante che in
quelle date __________ non aveva ancora minimamente accennato (se mai l'ha
fatto, il che qui si nega) a __________ che doveva lasciare la stanza al
__________. Stando a __________ la richiesta sarebbe da lui stata fatta a
__________ qualche giorno prima della sua partenza per __________, e, in ogni
caso, le chiavi della camera e della porta sul retro se le sarebbe fatte
restituire (il che pure qui si nega) il pomeriggio del 21.12.2002 (cfr. PS 185
p. 9).
Col che si ha che con le surriferite
dichiarazioni, __________ riesce ancora una volta a entrare in contraddizione
con sè stesso.
Ammette che circa un mese prima __________ gli
propose di bruciare un locale per conto di terzi (e quindi non per una
ritorsione sua), ricavando un tot di guadagno a testa, e poi, quando il
31.12.2002, incendiò davvero un locale insieme a __________, pretende che il
movente sia stato una vendetta di __________ per uno "sgarro"
fattogli subire da __________. Ammette che non vi è proporzione tra la banalità
del preteso sgarro e l'incendio del __________, ma pretende di non avere
indagato oltre presso __________, nonostante il reciproco rapporto d'amicizia e
di fiducia che li lega. Pretende di aver partecipato all'incendio per amicizia
ma poi ammette che gli fu promessa una ricompensa. Dà atto che __________ non
aveva il becco di un quattrino per pagargli tale compenso, sospetta che dietro
il pretesto dello sgarro vi sia un accordo di __________ e di __________ per
truffare l'assicurazione, ma non se ne assicura e accetta di incendiare il
__________ caricandosi i costi della serata e della benzina, senza neppure
sincerarsi per chi sta lavorando e su chi lo pagherà. Salvo poi disperarsi
davanti agli inquirenti per la paura di ciò che i __________ faranno a lui e
alla sua famiglia quando sapranno del suo ruolo nella vicenda.
Senza dimenticare che __________ e __________
hanno entrambi affermato di non aver mai avuto tra loro inimicizie di sorta e
che è certo che passarono la serata del 21.12.2002 in piena armonia, con
__________ che si premurava di trovargli un passaggio gratis fino alla
Malpensa, cosa che in effetti gli procurò nientemeno che nella persona del
fratello di __________. Quest'ultimo - evidentemente - dice di non averne
saputo nulla e fa il finto tonto! La realtà è che tante contraddizioni, tante
menzogne e tante insensatezze hanno per __________ avuto un unico palese scopo:
"tener fuori" __________. Resosi conto che più non poteva "tener
fuori" sè stesso, __________ ha messo insieme la "confessione"
di cui si è detto, inventandosi la storia dello "sgarro", con tanto
di consequenziali corollari, in primis l'"odio" di __________ che
esigeva "vendetta" e poi "l'acquisto" della ventina di
litri di benzina necessari per fare l'incendio. E al riguardo è illuminante il
fatto che il primo a non credere (ancor prima che l'incendio fosse appiccato)
alla storia dello "sgarro" sia proprio stato lui, quello che l'ha
inventata, ovvero __________. Primo ed unico a parlare di "sgarro" e
di "vendetta", __________ è colui che da subito ha invece pensato (si
fa' per dire) che c'era un accordo tra __________ e __________ per intascare i
soldi dell'assicurazione (il che - guarda caso - è proprio ciò che è andato
dichiarando dal marzo del 2003 in poi, il __________!)
Falso lo "sgarro" e falsi quindi i suoi
corollari, a partire dal movente di "vendetta" fino alla asserita
circostanza di aver procurato __________ (e __________) la benzina per
l'incendio nel pomeriggio del 31.12.2002. Funzionale e coerente con la falsa
storia inventata da __________ per "tener fuori" __________,
l'affermazione si affloscia del tutto a fronte del fatto - provato - che in
realtà la benzina per fare l'incendio fu già procurata da __________ e
__________ il 21.12.2002.
Col che si ha, per finire, tutto ben ponderato e
valutato, che i fatti devono essere accertati così come è stato indicato da
__________, ovvero che - in estrema sintesi - la notte del 31.12.2002, in
assenza di __________ partito per __________ ma d'intesa con lui, __________ e
__________ hanno versato nei locali del __________, decine e decine di litri di
benzina (intorno ai 100 litri in totale, all'uopo acquistati a __________ il
21.12.2002 da __________ e __________). Siffatto spargimento di benzina ha
rapidamente prodotto dei vapori che, entrati in contatto con una scintilla,
diedero luogo ad una esplosione e ad un rogo che distrussero totalmente lo stabile,
provocando danni a terzi, valutabili intorno al milione di franchi e creando
pericolo per l'incolumità pubblica. __________ e __________ agirono per
incarico di __________ (che promise loro per il "lavoro" una
ricompensa (dell'ordine di fr. 10'000.-) affinchè quest'ultimo, di ritorno da
__________, simulando di essere stato vittima di un incendio causato da mano
ignota, potesse riscuotere il risarcimento previsto dalle polizze assicurative
stipulate, truffa che __________ non potè consumare a motivo del suo arresto e
poichè la laboriosa inchiesta ha permesso di provare il suo ruolo di mandante
del criminoso evento.
- In
diritto
8.1. Dei
reati di incendio e di esplosione
Giusta l'art. 221 cpv. 1 CP chiunque cagiona
intenzionalmente un incendio, se dal fatto deriva danno alla cosa altrui o
pericolo per l'incolumità pubblica, è punito con la reclusione.
La pena è invece della reclusione non inferiore a
tre anni se il colpevole mette scientemente in pericolo la vita o l'integrità
delle persone (art. 221 cpv. 2 CP).
Commette incendio colposo giusta l'art. 222 CP
chiunque per negligenza cagiona un incendio, se dal fatto deriva danno alla
cosa altrui o pericolo per l'incolumità pubblica. La pena è quella della
detenzione o della multa (cpv. 1). La pena è invece quella della detenzione se
il colpevole mette per negligenza in pericolo la vita o l'integrità delle
persone (cpv. 2).
Giusta l'art. 223 cifra 1 CP commette invece il
reato di esplosione intenzionale chiunque intenzionalmente cagiona esplosione di
gas, benzina, petrolio o materie simili e mette con ciò scientemente in
pericolo la vita o l'integrità delle persone o l'altrui proprietà. La pena -
come per l'incendio intenzionale - è quella della reclusione.
Se ne è derivato soltanto un danno di lieve
importanza, può essere pronunciata la detenzione.
La pena è della detenzione o della multa se il
colpevole ha agito per negligenza (art. 223 cifra 2 CP).
L'incendio intenzionale è la prima di una serie
di disposizioni che reprimono la creazione di un pericolo comune segnatamente
attraverso l'uso delle forze naturali come il fuoco, il gas, gli esplosivi,
l'acqua o l'elettricità (Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II,
2002, ad art. 221 n. 1 p. 21).
Nei reati di messa in pericolo, il pericolo che essi
presuppongono è dato, quando secondo il corso abituale delle cose, è probabile
o molto possibile che il bene giuridico protetto venga violato (DTF 123 IV
130).
Nel Messaggio del CF del 1918 l'incendio è
definito come un "fuoco che ha preso un certo sviluppo in modo da
sottrarsi al potere di colui che l'ha cagionato; egli non può più domare
l'elemento distruttore e non può dirsi dove i suoi effetti cesseranno" (FF
1918 II 51-52).
La giurisprudenza ha altresì chiarito che, perché
vi sia incendio, il fuoco deve aver raggiunto un'ampiezza tale da non poter più
essere spento da colui che l'ha acceso (sentenza TF del 23.08.2001 in re A.,
6S.309/2001; DTF 117 IV 285; 107 IV 182; 105 IV 129; 85 IV 227).
Sapere se il fuoco ha assunto una tale importanza
è una circostanza di fatto (DTF 117 IV 285, 105 IV 130). Perché vi sia incendio
non è necessario che l'oggetto di cui è questione fiammeggi, basta che lo
stesso si consumi a causa del fuoco, ad esempio per combustione lenta (DTF 105
IV 130 consid. b) oppure che dalla combustione si sprigioni un fumo intenso.
Cagiona un incendio ai sensi della citata norma
("cause un incendie", "eine Feuersbrunst verursacht") chi
appicca il fuoco (in generale con un'azione, se ha agito in una posizione di
garante anche con un'omissione), poco importa il mezzo utilizzato (un cerino,
un accendino, il surriscaldamento di un apparecchio), rispettivamente la
sostanza utilizzata (ad esempio la benzina che è l'accelerante per eccellenza)
o altro procedimento che favorisce lo sviluppo o la propagazione del fuoco
(Corboz, op.cit., vol. II note 4, 5 e 6 ad art. 221).
Il comportamento dell'autore deve essere la causa
naturale ed adeguata dell'incendio. Se esso risulta da un'altra causa, in
specie da una causa che relega in secondo piano il ruolo giocato dal
comportamento dell'accusato, non si può che ritenere il tentativo giusta gli
art. 21-23 CP (Corboz, op.cit., n. 13 e 14 ad art. 221).
L'incendio intenzionale è un'infrazione di
risultato. Pertanto affinchè esso sia oggettivamente realizzato è necessario
che l'autore abbia causato un danno alla cosa altrui oppure, in alternativa,
che l'incendio abbia causato un pericolo per l'incolumità pubblica (Corboz,
op.cit., n. 15 ad art. 221).
Soggettivamente, l'autore deve aver avuto
l'intenzione di causare un incendio. Il dolo eventuale è sufficiente. Se invece
l'autore ha agito per negligenza, la norma applicabile è quella dell'art. 222
CP.
L'esplosione di cui è questione all'art. 223 CP
si caratterizza come la liberazione di energia da una pressione, con effetti
distruttivi verso l'esterno (Rehberg, Strafrecht IV, p. 39, Corboz, op.cit.,
nota 4 ad art. 223). La norma elenca le sostanze che possono causare
l'esplosione, ovvero i gas, la benzina, il petrolio e simili, per distinguere
che essa non è applicabile alle esplosioni cagionate con materia esplosive, nel
qual caso tornano applicabili gli art. da 224 a 226 del Codice penale.
L'esplosione è intenzionale quando l'autore
provoca scientemente una delle due conseguenze previste dalla legge. Il dolo
eventuale non è sufficiente. Il reato può essere commesso per negligenza, sia
che l'autore non ha voluto l'esplosione pur dovendola e potendola prevedere,
sia che l'autore ha voluto l'esplosione ma non le conseguenze, pure potendole e
dovendole prevedere.
La questione del concorso tra il reato di
incendio intenzionale e quello di esplosione in dottrina è controversa. Secondo
taluni autori, il reato di incendio intenzionale prevale e assorbe quello di
esplosione, a meno che il pericolo causato dall'esplosione vada oltre quello
causato dall'incendio. Secondo Corboz (op.cit. II vol., nota 56 ad art. 221),
incendio ed esplosione sono due nozioni distinte, ma i due eventi possono
intervenire anche in concorso reale.
Nel caso qui in giudizio, l'atto di accusa imputa
a __________, __________ e __________, entrambi i descritti reati, ovvero il
reato d'incendio intenzionale (per aver intenzionalmente cagionato l'incendio
dell'Osteria __________, causandone la distruzione in danno del proprietario
signor __________ e creando pericolo per l'incolumità altrui, spargendo benzina
nei locali i cui vapori si accesero anticipatamente con conseguente esplosione)
ed il reato di esplosione intenzionale (cagionata dall'accensione dei vapori di
benzina da loro versata nei vari locali), commessa scientemente mettendo in
pericolo l'altrui proprietà e commessa per negligenza mettendo in pericolo la
vita e l'integrità delle persone, in particolare del giovane __________.
Trattasi, a non averne dubbio, di una costruzione un po' complicata, laddove
pare di capire che, secondo la Pubblica Accusa, l'azione criminosa imputata
sembra essere nei due reati la medesima (l'aver cioè gli autori sparso benzina
all'interno dei locali del __________, sapendo che essa avrebbe sviluppato dei
vapori che si sarebbero accesi dando luogo sia all'incendio che
all'esplosione), laddove l'incendio, distruggendo l'Osteria __________, ha
creato danno al proprietario e pericolo all'incolumità pubblica mentre che
l'esplosione ha messo in pericolo la "proprietà altrui" e la vita e
l'incolumità di persone, in particolare di __________.
In sede di requisitoria, la Pubblica Accusa ha
dedotto il dolo diretto degli autori in ordine al reato di esplosione dal fatto
che essi hanno utilizzato un quantitativo tale di benzina (100 litri circa) che
da solo implicava la loro consapevolezza e la volontà di produrre, quale
risultato, l'esplosione.
A tale tesi si sono opposte le Difese di
__________ e di __________, a giudizio delle quali i loro assistiti mai hanno
voluto l'esplosione, prova ne sarebbe il fatto che essi stessi ne furono
sorpresi, rimanendo intrappolati nelle macerie.
A mente dei citati Difensori, il comportamento di
__________ e di __________ andrebbe qualificato o come incendio intenzionale o
come tentativo di incendio intenzionale (quest'ultimo eventualmente in concorso
con il reato di esplosione per negligenza, solo però se il tentativo non
consumasse il reato per negligenza).
Che il reato di esplosione intenzionale imputato
al punto 2. dell'atto d'accusa si scontra con l'accertamento fattuale secondo
cui __________ e __________ (ma neppure __________) non hanno mai voluto far
esplodere l'Osteria __________ bensì hanno voluto solo incendiarla, è palese. È
possibile che utilizzando un tale grande quantitativo di benzina essi si siano
assunti il rischio di farla esplodere, ma l'ipotesi non merita di essere
ulteriormente indagata giacchè il dolo eventuale non è sufficiente per il reato
di cui all'art. 223 CP.
Già da questo profilo, __________, __________ e
__________ hanno da essere prosciolti dal reato di esplosione intenzionale.
Resta a questo punto da esaminare se essi hanno commesso incendio intenzionale
o - come hanno argomentato i Difensori di __________ e di __________ - tentato
incendio intenzionale, eventualmente in concorso con il reato di esplosione
colposa.
All'atto della discussione dibattimentale, erano
note alle parti (che le hanno citate) e alla Corte due sentenze di tribunali di
altri Cantoni (cfr. in particolare la decisione del 30.8.1994 dell'Amtsgericht
di Soletta-Lebern e la decisione del 3.7.1997 del Kreisgericht di Berna-Laupen,
confermata in appello dalla 2. Strafkammer dell'Obergericht di Berna il
16.1.1998) che hanno giudicato casi per certi aspetti analoghi a quello qui in
esame.
Anche in quei casi, infatti, all'esplosione e
all'incendio si era giunti a causa del saturarsi ed esplodere di vapori di
benzina. In entrambi i citati casi già l'atto d'accusa aveva imputato agli
accusati solo il reato di cui all'art. 221 CP (e non anche quello di cui
all'art. 223 CP), e la condanna è stata in effetti pronunciata per incendio
intenzionale.
Nella citata decisione dell'Amtsgericht di
Soletta, i giudici si sono espressamente richiamati alla DTF 105 IV 130, per
ricordare che nella nozione di incendio di cui all'art. 221 CP rientrano
situazioni diverse che vanno dal fuoco aperto alla combustione lenta. Nella
citata sentenza del TF è fatto esplicito riferimento all'incendio che si
configura come "offene Flamme, oppure al "Verglühen" e al
"Verglimmen", per dire che non è tanto questa o quella modalità che
conta, quanto piuttosto l'ampiezza che essa ha raggiunto, che deve cioè essere
tale da non poter più essere dominata dal suo autore.
In una decisione, non pubblicata, del 9.1.2003
del Tribunale federale (1P. 461/2002) riferendosi ad una fattispecie in cui
l'autore aveva sparso una grande quantità di benzina che era evaporata
producendo, miscelandosi con l'aria, un miscuglio esplosivo che aveva cagionato
un incendio, l'alta Corte federale ha utilizzato l'efficace locuzione di
"explosionsartiger Brand" a voler manifestamente indicare "un
incendio di tipo esplosivo", che si è cioè prodotto attraverso la modalità
dell'esplosione (piuttosto che attraverso le altre modalità evocate dalla DTF
105 IV 130, del fuoco aperto, della combustione lenta che produce fumi intensi,
della carbonizzazione, ecc.). Ricondurre l'agire di __________, __________ e
__________ al reato di incendio intenzionale è parso in tali condizioni,
conforme alla giurisprudenza federale e cantonale citata, oltre che alla
materialità dei fatti accertati che portano tanto dal lato oggettivo che da
quello soggettivo ad un agire di __________ e di __________a, d'intesa con
__________, finalizzato all'incendio dell'Osteria __________.
È vero che nel concreto caso l'esplosione
(ancorchè commessa per negligenza) ha causato non solo danni al proprietario
dello stabile, bensì anche a terzi, in primis a quanti hanno subito la
frantumazione delle vetrate dei loro appartamenti, oppure la lesione delle
facciate delle loro case, rispettivamente a quanti, avendo parcheggiato le loro
auto in via __________, le hanno ritrovate ammaccate dai detriti piombati qua e
là. Questo "ulteriore danno" non va necessariamente ricondotto al
reato di esplosione per negligenza in concorso reale con il reato di incendio
intenzionale, bensì restando nel solco delle citate giurisprudenze cantonali,
esso può essere considerato nel reato di incendio intenzionale ex art. 221 CP,
consumato e non solo tentato come adombrato dalle Difese di __________ e di
__________.
La soluzione di dare alla presente fattispecie la
configurazione giuridica di incendio intenzionale tentato in concorso con
esplosione (consumata) per negligenza è apparsa alla Corte invero
insoddisfacente e neppure tecnicamente corretta. Non v'è chi non veda, infatti,
come il risultato voluto dagli autori (ovvero l'incendio e la distruzione
dell'Osteria __________) sia stato, nel caso di specie, in tutto e per tutto
realizzato. L'incendio è scoppiato perché __________ e __________ hanno sparso
nei vari locali all'incirca cento litri di benzina. Sapevano - ed è del resto
notorio - che la benzina è estremamente volatile ed infiammabile. Sapevano che
sarebbe bastata una scintilla per scatenare l'incendio. Negano di averla accesa
loro, ma se non l'hanno fatto è solo perchè, nell'aria satura di vapori di
benzina, una scintilla li ha infiammati (i vapori) qualche secondo o minuto
prima che lo facessero loro. Non fossero stati "anticipati", è fuor
di dubbio che l'avrebbero fatto loro di lì a qualche istante. Prima dovevano
finire di versare gli ultimi litri di benzina e poi dovevano portarsi fuori
dalla porta secondaria per mettersi al riparo. Si sono sbagliati sui tempi.
Credevano di avere il tempo per porre loro stessi in salvo ed invece l'incendio
è partito prima. Il loro è stato comunque un errore irrilevante dal punto di
vista del nesso di causalità: volevano incendiare il __________ e versando
litri e litri di benzina hanno creato le condizioni perché l'incendio
scoppiasse. Non avessero versato ovunque benzina, i vapori non si sarebbero
così rapidamente, nè creati nè saturati, per cui quand'anche un frigo od un
congelatore o qualsiasi altro apparecchio, entrando in funzione, avesse
prodotto una scintilla, essa sarebbe stata del tutto innocua. __________ e
__________ (con l'accordo di __________) hanno creato una pericolosissima
situazione di inammissibile rischio, per cui il risultato deve essere loro
imputato (cfr. Stratenwerth, Allg. T.I, Die Straftat, 1996, §9, nota 82, 117 IV
58, 109 IV 94).
Il reato da loro commesso è quindi quello di
incendio intenzionale consumato e non solo tentato (eventualmente in concorso
col reato di esplosione colposa).
8.2. Del
reato di tentata truffa
La Corte ha ritenuto dato il reato di tentata
truffa (per __________ e __________ commesso nella forma della complicità) in
applicazione della giurisprudenza del Tribunale federale di cui alla nota
sentenza 75 IV 175. Secondo l'Alta Corte federale, nella truffa
all'assicurazione commessa mediante l'incendio di una cosa propria,
l'esecuzione del reato comincia non con l'inoltro dell'avviso di sinistro,
bensì col fatto di incendiare la cosa.
Nella concreta fattispecie la Corte ha
considerato solo il reato di tentata truffa in danno della __________, giacchè
l'atto d'accusa, verosimilmente per una dimenticanza, ha omesso di imputare a
__________ e ai suoi complici anche l'ulteriore reato di tentata truffa in
danno della __________, presso cui __________ aveva assicurato il mobilio e le
apparecchiature contenute nel negozio di parruccheria.
Che __________ e __________ abbiano incendiato lo
stabile in cui era sita l'Osteria e, dal 1.9.2002, il suddetto negozio,
d'intesa con __________, per consentire a quest'ultimo di incassare le somme
assicurate è già stato accertato nei considerandi che precedono. Che
l'esecuzione materiale dell'incendio, con la piena consapevolezza e volontà di
consentire a __________ di truffare l'assicurazione, costituisca una
partecipazione importante di __________ e di __________ non solo al reato principale
d'incendio, ma anche a quello di tentata truffa è fuori discussione.
Altrettanto certo e sicuro è che __________ avrebbe annunciato il sinistro
all'assicurazione se non fosse egli stesso stato arrestato siccome gravemente
indiziato di esser coinvolto nell'incendio dello stabile.
Indipendentemente dall'inchiesta penale che ci
sarebbe comunque stata anche senza il ritrovamento di __________ e di
__________ sotto le macerie, a motivo del fatto che l'incendio era provatamente
di origine dolosa, se __________ non ha inoltrato l'avviso di sinistro ciò è da
ricondurre, per sua stessa dichiarazione, solo ad un motivo esterno (cfr.
verbale del 30.1.2003, PS 086, p. 6):
" Non ho
ancora avvisato l'assicurazione di quanto successo, visto che sono rientrato
ieri sera e questa mattina sono stato convocato in Polizia."
Dopo quel verbale, __________ è stato arrestato
con le imputazioni di incendio intenzionale, esplosione e tentata truffa (cfr.
classeur 4/16 separazione 2, doc. 2.3) dopodichè l'inoltro dell'avviso di sinistro
si è reso di tutta evidenza inutile oltre che verosimilmente inopportuno.
D'altro canto, l'omissione di tale formalità,
dato il grande clamore che l'esplosione/incendio di __________ aveva suscitato
in Ticino, non ha, ad esempio, impedito a __________, liquidatore di sinistri
presso la __________, di recarsi sul luogo del sinistro, il giorno di
Capodanno, per farsi di persona un'idea di ciò che era successo e dei
presumibili oneri che sarebbero derivati alla sua assicurazione.
A dire di __________, quando vi sono elementi per
ritenere che il danno sarà importante, le assicurazioni solgono intervenire al
più presto senza nemmeno attendere l'avviso di sinistro.
Resta il fatto - accertato in aula attraverso le
deposizioni di __________ e __________ - che la questione del risarcimento a
__________ in base alle polizze da lui sottoscritte illo tempore, ritornerebbe
immediatamente attuale tosto che __________ venisse da un Tribunale prosciolto
dall'accusa di essere in qualche modo coinvolto nell'incendio del __________, e
ciò a prescindere dal mancato inoltro dell'avviso di sinistro (per dire della
relativa portata di detta formalità per rapporto al realizzarsi, senza colpa
dell'assicurato, dell'evento assicurato).
A ciò aggiungasi che __________, già a partire
dal primo verbale (ma anche nel seguito ed ancora al dibattimento) ha mentito
dichiarandosi estraneo all'incendio e negando di aver voluto truffare
l'assicurazione (PS 086, p. 32). Nel primo verbale, addirittura, aveva
prudentemente preso le distanze anche da __________ (PS 086, p. 7) e
soprattutto da __________ (PS 086, p. 8: "L'ho riconosciuto dalle
trasmissioni televisive. Ho sentito che i giornalisti dicevano che era mio
compaesano, ma io non lo sapevo neppure") perchè già allora presumeva
che essi non sarebbero stati in grado di rendere plausibile la loro presenza
sul luogo dell'evento.
D'altra parte anche __________ e __________,
nelle loro prime audizioni, hanno mentito agli inquirenti, __________, in PS
18, p. 6, tentando altresì di far loro credere che lui e __________ entrarono
nell'Osteria perchè trovarono le porte scassate col che "pensavamo che
c'era qualcuno a rubare".
Tutto ciò per dire che, dopo l'incendio, per
__________ soprattutto, ma anche per __________ che non l'ha mai direttamente coinvolto
(per __________ quantomeno nella prima iniziale audizione del 25.2.2003) la
questione di "tornare indietro" non si poneva più.
Per __________ e __________, il loro ruolo si era
del resto in gran parte esaurito cagionando l'incendio.
Per __________, il piano criminoso era ormai a
metà eseguito: l'edificio era bruciato e con esso erano andati distrutti tutto
il mobilio, le attrezzature, l'inventario e quant'altro di sua proprietà v'era
all'interno, col che egli non aveva più nulla da gestire e tantomeno da
vendere.
È soltanto un impedimento esterno (ovvero il suo
arresto) che ha reso l'inoltro dell'avviso di sinistro impossibile e, nel
seguito, inutile e financo inopportuno. In tali condizioni, valutati nel loro
insieme, l'incendio dello stabile con tutto il suo contenuto e le successive
menzogne rese agli inquirenti (e ancora alla Corte al dibattimento) non possono
essere considerati alla stregua di atti preparatori, bensì essi costituiscono i
primi atti di esecuzione del reato di truffa, nella forma cioè del tentativo.
8.3. Dei
reati minori
Sottoscrivendo con __________ un contratto di
lavoro attestante un salario diverso da quello tra loro due internamente
pattuito (e nel seguito realmente corrisposto), __________ ha pacificamente
commesso il reato di falsità in documenti ex art. 251 CP.
Sottoscrivendo egli stesso l'istanza per
l'ottenimento dell'autorizzazione alla gestione dell'esercizio pubblico
allegando alla stessa il falso contratto di lavoro suddetto (cfr. gli allegati
allo scritto 1.4.2003 dell'Ufficio dei permessi al Ministero pubblico in PS 001
al rapporto di complemento 30.6.2003), __________ ha ingannato il/i preposto/i
al rilascio di siffatta autorizzazione che non l'avrebbe/ro rilasciata se
avesse/ro saputo che in realtà la remunerazione, e quindi il ruolo e la
presenza della gerente all'interno dell'EP erano fittizi.
Gli stessi funzionari, nel loro scritto 1.4.2003,
hanno confermato ciò al MP. D'altro canto gli art. 81 e 82 del regolamento
della legge sugli esercizi pubblici annoverano tra i compiti del gerente la sua
presenza nell'EP e impongono l'esercizio dell'attività a tempo pieno. Così
agendo, __________ ha commesso il reato di conseguimento fraudolento di una
falsa attestazione ex art. 253 CP.
Tra i due reati il concorso è reale (DTF 107 IV
129, 81 IV 248; Trechsel, Kurzkommentar, nota 6, ad art. 253 CP, Boog, Basler
Kommentar, StGB II n. 14, p. 1451).
- La
commisurazione della pena
Per costante giurisprudenza, il giudice commisura
la pena alla colpa del reo tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita
anteriore e delle condizioni personali di lui (art. 63 CP). La gravità della
colpa è il criterio fondamentale per la fissazione della pena. A tale riguardo
entrano in considerazione numerosi fattori: movente e circostanze esterne,
intensità del proposito (determinazione) o della negligenza, risultato
ottenuto, assenza di scrupoli, modi di esecuzione del reato, entità del
pregiudizio arrecato volontariamente, durata o reiterazione dell'illecito,
ruolo in seno a una banda, recidiva, difficoltà personali o psicologiche e così
via. Per quanto riguarda l'autore, in particolare, occorre considerare la sua
situazione familiare e professionale, l'educazione ricevuta e la formazione
seguita, l'integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la
reputazione in genere. Anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato
entra in linea di conto, compresa la collaborazione con gli inquirenti e la
volontà di emendamento (DTF 124 IV 47 consid. 2d con rinvio a DTF 117 IV 112
consid. 1 e 116 IV 289 consid. 2a). Criteri ispirati alla parità di trattamento
con casi analoghi hanno invece una portata relativa (DTF 124 IV 47 consid. 2c),
mentre esigenze di prevenzione generale svolgono solo un ruolo di second'ordine
(DTF 118 IV 350 consid. 2g).
L'art. 68 n. 1 CP dispone inoltre che quando il
reo incorre in più pene privative della libertà, il giudice lo condanna alla
pena
prevista per il reato più grave aumentandola in
misura adeguata, ma non più della metà della pena massima comminata e senza
andar oltre al massimo legale della specie di pena.
Nella fattispecie in esame la colpa degli
accusati va avantutto valutata considerando l'estrema gravità oggettiva del
reato di incendio commesso che ha causato danni consistenti a terzi e pericolo per
l'incolumità pubblica.
I fatti in questione hanno creato nella
popolazione di __________ profondo allarme sociale e viva preoccupazione.
Soprattutto ne hanno sofferto quegli abitanti delle case vicine che la notte di
San Silvestro, mentre salutavano festosi con le loro famiglie il nuovo anno si
sono viste crollare in frantumi i vetri delle loro finestre, arrivare sassi
come proiettili contro le loro case e (per il giovane __________) financo
contro la propria persona, spegnersi le luci per poi dover assistere al rogo
imponente dell'Osteria __________, confidando nelle capacità dei pompieri di
spegnerlo.
Dal profilo oggettivo la colpa dei condannati è
particolarmente grave perchè essi hanno agito senza scrupoli, con grave sprezzo
della sicurezza altrui.
Hanno preparato in cantina litri e litri di
benzina (che __________ e __________ hanno materialmente riversato nei vari
locali), incuranti e noncuranti delle conseguenze, tutti e tre fortemente
determinati a realizzare il loro obiettivo, ovvero a distruggere col fuoco lo
stabile, ben sapendo di arrecare rilevanti danni a terzi e di creare pericolo
per l'incolumità pubblica, mossi da un unico movente, il danaro. Per __________
si trattava del danaro dell'assicurazione, per __________ e __________ della
ricompensa che si aspettavano. Egoisti, arroganti e spregiudicati,
comportandosi come consumati banditi, __________ e __________ hanno pianificato
e realizzato senza remore di sorta il loro disegno criminoso, passando le
ultime ore cenando in allegria presso il __________ come se nulla fosse,
portandosi dietro a cena due donne ed un ragazzo, assentandosi all'ora
stabilita con una scusa qualsiasi come se il "lavoro" che andavano a
fare fosse una cosa da nulla e non già uno dei crimini più gravi del Codice
penale.
Del pari senza ritegno nè ripensamenti, giunti a
__________, pur notando che in strada v'erano persone che sparavano petardi e
mortaretti, sono entrati nell'edificio, passando all'atto.
Egoista, spregiudicato ed anche vile, __________
non ha avuto scrupolo alcuno nell'assoldare due personaggi del genere pur di
concretizzare il suo disegno criminoso, curando bene di mettere tra lui e loro,
nel fatidico momento, migliaia di chilometri di distanza. Senza dire che
dell'incendio egli non è stato solo il mandante, ma vi ha, prima di partire,
attivamente contribuito acquistando quei cento litri di benzina che sono stati,
a non averne dubbio, la causa del disastro.
Esaminate da questo profilo, le proposte di pena
formulate dalla Pubblica Accusa non sono sembrate alla Corte per nulla
eccessive o esagerate, bensì esse sono apparse come ragionate e proporzionate
rispetto alla gravità oggettiva e soggettiva dei reati commessi.
Se dette proposte sono state, per finire, dalla
Corte di qualche po' ridotte, ciò è avvenuto soprattutto per tener conto
dell'avvenuto proscioglimento degli accusati dal reato di esplosione descritto
al punto 2. dell'atto d'accusa.
Per __________, oltre la descritta mancanza di
scrupoli nel farsi mandante di un incendio, oltre il ruolo materiale avuto
nell'acquistare i cento pericolosissimi litri di benzina, oltre il movente
egoistico, la Corte ha dovuto considerare che a delinquere in siffatto modo è
stato un uomo più che quarantenne, con responsabilità di padre, un uomo che in
Ticino, nonostante il povero bagaglio scolastico col quale quivi è arrivato,
qualche chance pure l'ha avuta, riuscendo a passare dal mestiere, sicuramente
più faticoso, di operaio salariato a quello, sicuramente più gratificante, di
indipendente, di gestore di bars. Ben altro comportamento ci si sarebbe potuti
attendere da lui che, invece, ha dato prova di tenere in dispregio le regole
della convivenza civile, dapprima alloggiando clandestinamente un latitante e
poi affidando a costui e a un altro pregiudicato l'incarico di incendiare il
__________, ben consapevole di creare considerevole danno all'anziano padrone
di casa ma anche pericolo per l'incolumità altrui, soprattutto per quella
comunità di __________ presso la quale egli aveva scelto di condurre la sua
vita professionale. Furbo (di una furberia losca, cinica e vigliacca),
__________ ha aspettato a __________ che la Polizia gli comunicasse, la notte
di San Silvestro, quella che nei suoi piani sarebbe dovuta essere l'attesa
buona notizia, ovvero la facile scorciatoia verso il danaro dell'assicurazione.
Non è poi andata come si era prospettato nel senso che la Polizia l'ha sì
avvertito dell'avvenuto incendio ma anche del fatto che due persone erano
rimaste intrappolate sotto le macerie. E di nuovo, da quel momento, __________
ha dato prova che il cinismo e l'egoismo erano e sono la sua vera natura. È
rimasto nell'isola caraibica, a suo dire, perchè tanto qui non sarebbe servito
a nulla (consiglio che gli avrebbe dato lo stesso agente di Polizia) e per
finire di curarsi i denti, il che gli ha comunque lasciato il tempo di vedere
come evolvevano nel frattempo le cose in Ticino, sul fronte dell'inchiesta e su
quello dei due feriti. Quando è tornato, per prima cosa, non ha trovato di
meglio che negare financo di conoscere i nomi dei suoi correi, mettendo in atto
sin dal primo interrogatorio quell'atteggiamento processuale pervicacemente
negatorio e bugiardo che ha mantenuto durante tutti i mesi dell'inchiesta e poi
al dibattimento. Di una tale struttura del carattere e di un siffatto
comportamento processuale la Corte ha dovuto tener conto nella commisurazione
della pena giacchè essi sono il segno evidente che __________ è ben lungi
dell'aver preso coscienza della sua colpa, che in lui non è sin qui maturato
nessun senso di resipiscenza per l'enormità del suo agire e che egli, ancora
oggi, ha scelto di investire ogni sua energia nell'unico obiettivo che gli
importa, quello di "farla franca", di sottrarsi alla condanna e nel
contempo di tornare a vestire quel ruolo di "vittima" dell'inspiegabile
odio di due sconsiderati e quindi in diritto di incassare il risarcimento
dell'assicurazione. Tutto ciò ben pesato, considerato il concorso di reati ex
art. 68 CP, i precedenti di __________ in Svizzera (ancorchè per reati minori)
e in Italia, il carcere preventivo sofferto, la sua situazione personale,
familiare e sociale, appare per lui equa ed adeguata, e per nulla severa, la
pena di anni quattro e mesi sei di reclusione, che, già per la misura, deve
essere espiata.
Anche la colpa di __________ è grave sia dal
profilo oggettivo che soggettivo. Già si è detto della mancanza di scrupoli da
lui evidenziata la sera di San Silvestro. A ciò aggiungasi che egli è
pesantemente pregiudicato in Italia, paese in cui si è fatto presso le Autorità
di Polizia un'inquietante reputazione. Uomo dalla vita professionale incerta e
precaria, __________a, per sua stessa ammissione, non ha esitato un attimo
nell'accettare la proposta di venire in Ticino ad incendiare uno stabile, la
notte di San Silvestro, portandosi dietro, a mo' di alibi (di "vaso di
fiori" si diceva una volta) la sua stessa donna ed il di lei figlio e pure
una seconda donna e ciò allo scopo di dare all'esterno un'impressione di
normalità, di famiglia festosa intenta a festeggiare l'anno nuovo, in realtà
attento a poter disporre di un auto che non potesse essere ricollegata a lui.
Di __________ va altresì sanzionato
l'atteggiamento processuale apertamente omertoso e bugiardo. Pur tenendo conto
che egli per sè è confesso e che, quando ancora __________ giaceva incosciente
all'ospedale, egli ha pur ammesso che a versare la benzina erano stati lui e
__________, nondimeno - come già ampiamente illustrato al considerando 7. -
egli, durante tutti i mesi dell'inchiesta, più aldilà della citata ammissione
di colpa, nulla ha messo in atto per collaborare con gli inquirenti nel
chiarire i retroscena dell'incendio.
Su quasi tutto il resto egli ha ostinatamente
mentito. Tutto ben considerato, anche il carcere preventivo sofferto (ivi
compresi i giorni dall'1.1.2003 all'8.1.2003 quando l'ordine d'arresto gli è
stato formalmente notificato), la sua più generale situazione personale,
familiare e sociale, il fatto che nell'incendio egli stesso ha subito lesioni,
appare per lui adeguata una pena di anni tre e mesi sei di reclusione, che, già
per la misura, deve esser espiata.
Siffatta pena tiene altresì debito conto del
fatto che __________ pur avendo eseguito materialmente l'incendio per trarne un
compenso in danaro, non era lui, bensì il mandante __________, che ne avrebbe
ricavato il guadagno maggiore e ciò standosene ben lontano e senza correre quei
rischi che invece han corso in modo minore __________ e con le note gravi
conseguenze __________.
Invocando proprio tali gravi conseguenze, la
Difesa di __________ ha chiesto per il suo assistito, ex art. 66 bis CP,
l'esenzione da ogni pena. La Corte non ha ritenuto date nel concreto caso le
premesse per un'esenzione di pena, già perchè quello commesso da __________ è,
avuto riguardo alla pena comminata che è quella della reclusione (da uno a
venti anni), uno dei reati intenzionali tra i più gravi previsti dal CP.
Perdipiù la Corte ha dovuto considerare che prima
di rifugiarsi in Ticino, __________, pesantemente pregiudicato e financo
recidivo ex art. 67 CP, ha condotto in Italia vita scioperata, abusando, per
sua stessa ammissione, per anni di alcool e di eroina, che nel nostro paese
egli è venuto per sfuggire a dei mandati di cattura contro di lui emessi in
Italia per aver commesso due rapine, che, giunto a __________, altro non ha
fatto che girovagare per i bars della zona, conducendo vita oziosa e dissipata,
e financo abusando di cocaina, che, tosto che __________ gliene ha dato
l'occasione, subito si è dato da fare per chiamare __________ e discutere con
lui di "bruciare" un locale "traendone un guadagno a
testa", cosa che, senza scrupoli nè remore, ha, nei modi noti, messo
effettivamente in atto. Anche __________ deve, come il correo __________,
rispondere di un comportamento particolarmente grave e scellerato, indice di
particolare mancanza di scrupoli.
Nel seguito, però, __________ è cambiato. Dopo le
reticenze della prima audizione, __________ è pervenuto a confessare la sua
colpa e a collaborare con gli inquirenti dando loro quegli elementi che,
opportunamente riscontrati, hanno consentito di chiarire i retroscena di un
evento criminoso che ha particolarmente scosso e preoccupato il Cantone. Di
tale sua collaborazione la Corte ha ritenuto di dover tener particolare conto.
Anche delle dure conseguenze patite con l'incendio che l'hanno portato in
pericolo di morte e a sopportare sofferenze fisiche rilevanti fino all'attuale
sua situazione che ancora lo vede incapace di camminare, la Corte ha tenuto
debito conto, applicando l'art. 66 bis CP come motivo di attenuazione di pena.
Tutto ben pesato, anche la situazione personale,
familiare e sociale di lui, la Corte ha ritenuta adeguata la pena di anni due
di reclusione, pena che, già per la misura, deve anch'essa essere espiata.
Formalmente __________ è stato arrestato il
1.10.2003, nondimeno egli ha vissuto dal 1.1.2003, a causa del grave stato di
malattia, in situazione analoga a quella di chi è privato della libertà, per il
che la Corte ha risolto di computare nella pena inflittagli non solo il carcere
preventivo formalmente sofferto dal 1.10.2003, ma anche il periodo delle varie
ospedalizzazioni a partire dal 1.1.2003.
Nei confronti di __________, di __________ e di
__________ è stata altresì pronunciata la pena accessoria dell'espulsione dal
territorio svizzero, ai sensi dell'art. 55 CP.
A mente della Corte l'espulsione deve essere
pronunciata non solo nei confronti di __________ e di __________ che non hanno
legami di sorta con il nostro paese, nel quale sono venuti solo a pesantemente
delinquere (il __________ perdipiù da latitante per sfuggire alla giustizia del
suo paese) ma anche nei confronti di __________.
Data la particolare gravità dei reati commessi,
detta pena è stata fissata in anni quindici per __________ e per __________ e
in anni dieci per __________. Per quest'ultimo, la Corte ha infatti dovuto
tener conto dell'effetto mitigatorio imposto anche per la pena accessoria
dall'art. 66 bis CP.
A pronunciare l'espulsione anche nei confronti di
__________, la Corte è pervenuta previa ponderazione degli opposti interessi.
A fronte del diritto soggettivo di __________ di
restare nel nostro Paese dopo trenta anni di permanenza (anni durante i quali,
salvo che per i descritti periodi di disoccupazione, ha lavorato e ha cresciuto
un figlio ormai maggiorenne), la Corte ha ritenuto preminenti le accresciute ed
imperiose esigenze di tutela dell'ordine pubblico che __________ ha gravemente
violato con la commissione del reato d'incendio.
Che quello in giudizio sia un reato
particolarmente grave emerge, oltre che dal già descritto quadro di pena, anche
dalla circostanza che esso si configura, nel nostro ordinamento penale, quale
reato "di comune pericolo", posto a protezione della sicurezza e
dell'incolumità pubbliche. Tanto più esse sono state nel caso di specie da
__________ insidiate e minacciate ove si considerino le modalità con le quali
egli ha agito, particolarmente pericolose e sciagurate. Stando ai fatti
accertati, __________ ha infatti incaricato il compaesano __________ (persona
che egli sapeva latitante e alla quale egli ha dato nondimeno clandestinamente
rifugio) e l'amico di questi, __________, di incendiare in piena notte, e
perdipiù in una notte particolare qual è quella di San Silvestro, un edificio
ubicato in pieno paese, in zona abitata, a pochi metri da altri stabili, taluni
dei quali a più piani e a più appartamenti. All'uopo __________ ha curato
l'acquisto e ha riposto in cantina ben cento litri di benzina, ovvero un
quantitativo invero ingente che ha, per finire, provocato una violenta
esplosione e un rogo con fiamme alte fino a otto metri, delle quali hanno avuto
ragione, dopo ore di duro lavoro, ben trentasei vigili del fuoco intervenuti
con tutte le loro attrezzature.
Della situazione di pericolo per la collettività
venutasi a creare e degli effetti devastanti dell'evento fanno ampiamente stato
la documentazione fotografica in atti e i filmati visionati dalla Corte.
Procurato tale sconsiderato quantitativo di
benzina, __________ è partito in vacanza per __________, lasciandolo nelle mani
dei due soggetti di cui si è detto, incurante e noncurante delle conseguenze.
Così agendo, egli ha dimostrato di tenere in
sommo spregio la sicurezza e l'incolumità pubblica, col che l'espulsione di lui
è doverosa e indispensabile a tutela di detti superiori beni e valori e ciò
anche se __________ in Ticino vive da anni al beneficio del permesso di
domicilio. Secondo giurisprudenza e dottrina, il giudice deve mostrarsi
restrittivo nel pronunciare l'espulsione di uno straniero che è da tempo ben
integrato in Svizzera. Sennonchè - come ben è emerso dalla presente inchiesta e
dal dibattimento - l'integrazione di __________ nel nostro paese è più di
apparenza che di sostanza. Certo egli è di lingua madre italiana e in Ticino si
parla l'italiano ma - per quel che si è visto in aula - qui comincia e - a ben
guardare - finisce l'integrazione di __________.
Pur prescindendo dai saldi rapporti che egli ha -
giustamente - mantenuto col suo paese d'origine, si ha che __________ anche in
Ticino ha in prevalenza frequentato ambienti di compaesani e comunque di
meridionali.
Da quando __________ ha preso a gestire locali
pubblici, egli ne ha sempre fatto - per sua ammissione - dei ritrovi di paesani
e di meridionali e anche quando lui stesso, nel suo tempo libero, ha
frequentato dei bars, ha sempre preferito locali frequentati da questo tipo di
clientela. È in detti ambienti che egli è in realtà integrato, perchè è in essi
che egli ritrova se non le sue radici, quantomeno la sua mentalità.
Mentre che per __________ e per __________,
l'espulsione è stata pronunciata siccome effettiva (e ciò a motivo del
pronostico totalmente negativo che deve essere su di loro fatto, già per i loro
precedenti), a __________ la Corte ha risolto di concedere il beneficio della
sospensione condizionale della pena accessoria, fissandogli un periodo di prova
di anni cinque. A tale decisione la Corte è giunta considerando non del tutto
sfavorevole il pronostico relativo alla futura condotta in Svizzera di
__________, in primo luogo confidando sull'effetto monitorio che dovrebbe avere
su di lui l'espiazione della pena privativa della libertà. In secondo luogo,
stante che parecchi membri della sua famiglia - il figlio ed i genitori in
particolare - vivono in Ticino, l'appoggio che essi, anche dopo il suo rilascio
dal carcere, potrebbero dargli, non va sottovalutato sia dal punto di vista
affettivo e logistico, sia nel facilitare il suo reinserimento professionale e
sociale.
Su concorde richiesta della Pubblica Accusa e dei
Difensori di __________ e di __________, le pretese delle parti civili sono
state rinviate al competente foro civile.
Rispondendo A. per __________,
affermativamente a tutti i quesiti, meno che ai quesiti n. 1.1.1., 1.1.1.1.,
1.2., 2.1., venendo a cadere il quesito n. 3.;
B. per
__________, affermativamente a tutti i quesiti, meno che ai quesiti n.
1.1.1., 1.1.1.1., 1.2., 3., 4.1., venendo a cadere il quesito n. 5.;
C. per
__________, affermativamente a tutti i quesiti, meno che ai quesiti n.
1.1.1., 1.1.1.1., 1.2., 2., venendo a cadere il quesito n. 3.;
D. per
le confische, affermativamente al quesito posto;
visti gli art. 18, 21, 25,
35, 41, 55, 58, 63, 65, 66, 66bis, 67, 68, 69, 146, 221, 223, 251, 253 CP;
9 e ss. CPP e 39 TG
sulle spese;
dichiara e
pronuncia:
-
i, __________ e __________
sono
coautori colpevoli di
incendio
intenzionale
per avere, agendo in
correità tra loro,
__________ quale
mandante, __________ e __________ quali esecutori materiali,
cagionato
intenzionalmente l'incendio dello stabile di cui al mappale nr. __________RFD
di __________, di proprietà di __________,
stabile in cui era
sita l'Osteria __________,
provocandone la
distruzione totale con ingente danno per il proprietario, nonchè provocando
danni a terzi e pericolo per l'incolumità pubblica,
a __________, la notte
tra il 31.12.2002 ed il 1.1.2003,
e meglio come
descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
-
è autore colpevole di tentata truffa,
__________ e
__________ sono autori colpevoli di
complicità in
tentata truffa,
per avere,
agendo tutti e tre a
scopo d'indebito profitto,
organizzando
__________, __________ e __________,
l'incendio dello
stabile in cui era sita l'Osteria __________ con conseguente distruzione, oltre
che dello stesso, anche degli arredi, dell'inventario ed interruzione
dell'attività, assicurati da __________ presso la __________,
procurando __________
di esser assente all'estero quando __________ e __________ passarono all'atto,
di guisa da farlo apparire come un sinistro commesso da terzi sconosciuti,
__________ e
__________ aiutato __________ e __________ tentato di fraudolentemente indurre
i responsabili della __________ a corrispondergli un risarcimento (per il
mobilio e per l'interruzione dell'attività) in realtà non dovuto,
a __________, nel
corso del dicembre 2002 e la notte sul 1.1.2003,
e meglio come
descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
-
è autore colpevole di
falsità in
documenti e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione
per avere,
agendo a scopo di
indebito profitto,
attestato in un
documento, contrariamente alla verità,
un fatto di importanza
giuridica,
e meglio per avere
sottoscritto con __________, titolare di un certificato di capacità per la
gestione di un esercizio pubblico,
un contratto di lavoro
che prevedeva la corresponsione di un salario superiore a quello effettivamente
pattuito,
nonchè per avere,
presentando lo stesso
all'Ufficio cantonale dei permessi,
ingannato il preposto
a detto ufficio in ordine alla retribuzione e alla presenza a tempo pieno della
gerente presso l'Osteria __________,
inducendolo a
rilasciargli l'autorizzazione alla gestione d'esercizio pubblico,
a __________ e in
altre località, tra il 30.11.2000 e il 6.12.2000,
e meglio come
descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
-
__________,
__________ e __________ sono prosciolti dall'imputazione di esplosione di cui
al punto 2. dell'AA, nonché da quelle subordinate loro prospettate al
dibattimento.
-
Di
conseguenza:
5.1. __________
è condannato:
5.1.1. alla
pena di 4 (quattro) anni e 6 (sei) mesi di reclusione, nella quale è computato
il carcere preventivo sofferto;
5.1.2. all'espulsione
dal territorio svizzero per anni 15 (quindici).
5.2. __________,
beneficiando dell'attenuante di cui all'art. 66bis CP ed essendo recidivo, è
condannato:
5.2.1. alla
pena di 2 (due) anni di reclusione, nella quale è computato il carcere
preventivo sofferto, nonché il periodo dei ricoveri ospedalieri, ovvero dal
1.1.2003;
5.2.2. all'espulsione
dal territorio svizzero per anni 10 (dieci).
5.3. __________
è condannato:
5.3.1. alla
pena di 3 (tre) anni e 6 (sei) mesi di reclusione, nella quale è computato il
carcere preventivo sofferto, nonché il periodo del ricovero ospedaliero, ovvero
dal 1.1.2003;
5.3.2. all'espulsione
dal territorio svizzero per anni 15 (quindici).
- La
tassa di giustizia di fr. 8'000.-- e le spese processuali
sono a carico dei
condannati in solido in ragione di 2/8 ciascuno e a carico dello Stato in
ragione dei rimanenti 2/8.
-
L'esecuzione
della pena accessoria d'espulsione inflitta a __________ è sospesa
condizionalmente con un periodo di prova d'anni 5 (cinque).
-
Le Parti
civili sono rinviate al foro civile competente.
-
È
ordinata la confisca degli oggetti menzionati e dei documenti sequestrati dalla
Polizia.
-
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.
Distinta spese: Tassa
di giustizia fr. 8'000.--
Inchiesta
preliminare fr. 34'042.25
Spese
diverse fr. 4'109.20
Testi fr. 126.40
Perito fr. 1'523.--
Interprete fr. 210.--
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--
fr. 48'110.85
============
Distinta
spese a carico di __________
Tassa di
giustizia fr. 2'000.--
Inchiesta
preliminare fr. 8'510.60
Spese diverse fr. 22.60
Testi fr. 31.60
Perito fr. 380.75
Interprete fr. 52.50
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 25.--
fr. 11'023.05
============
Distinta
spese a carico di __________
Tassa di
giustizia fr. 2'000.--
Inchiesta
preliminare fr. 8'510.55
Spese diverse fr. 3'100.90
Testi fr. 31.60
Perito fr. 380.75
Interprete fr. 52.50
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 25.--
fr. 14'101.30
============
Distinta
spese a carico di __________
Tassa di
giustizia fr. 2'000.--
Inchiesta
preliminare fr. 8'510.55
Spese diverse fr. 963.10
Testi fr. 31.60
Perito fr. 380.75
Interprete fr. 52.50
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 25.--
fr. 11'963.50
============
Distinta
spese a carico dello Stato
Tassa di
giustizia fr. 2'000.--
Inchiesta
preliminare fr. 8'510.55
Spese diverse fr. 22.60
Testi fr. 31.60
Perito fr. 380.75
Interprete fr. 52.50
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 25.--
fr. 11'023.--
============
Intimazione a:
-
c/o Penitenziario cantonale, 6904 Lugano
-
c/o avv. __________
-
c/o Penitenziario cantonale, 6904 Lugano
-
Lugano
-
procuratore
pubblico __________
-
Ministero
Pubblico, Via Pretorio 16, 6901 Lugano
-
Comando
della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali),
Via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
-
Ministero
Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona
-
Sezione
dell'esecuzione delle pene e delle misure, cp
238,
6807
Taverne
-
Sezione
dei permessi e dell'immigrazione, Ufficio stranieri,
6501
Bellinzona
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(PC)
-
(rappr. PC)
terzi implicati
- _PC1
- _PC2
- _PC3
- _PC4
- _PC5
- _PC6
- _PC7
- _PC8
- _PC9
- _PC10
- _PC11
- _PC12
- _PC13
- _PC14
- _PC15
- _PC16
- _PC17
- _PC18
- _PC19
- _PC20
- _PC21
- _PC22
- _PC23
- _PC24
- _PC25
- _PC26
- _PC27
- _ASSG1
- _ASSG2
- _ASSG3
- _ASSG4
- _ASSG5
- _ASSG6
- _ASSG7
- _GILA1
- _GILA2
- _PERI1
- _TEST1
- _TEST2
- _TEST3
- _INTE1
- _PC28
Per la Corte delle assise criminali
La Presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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