House construction in historic core zone

52.2005.280Altro tribunale19 ott 2005Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

Three appellants challenged a municipal permit for a single-family house in the traditional core zone of __________. They argued that the plot should be preserved as a free space, that the building’s height and placement were incompatible with the core’s traditional volumes and roofs, and that distance and chimney requirements were unlawful. The cantonal administrative court held that the municipality had not abused its discretion under the local zoning rules: the plot was not a small protected open space and the house’s height remained compatible with the surrounding built fabric. The court also upheld the treatment of the distance issue and confirmed the chimney condition. The appeals were dismissed, with fees and costs shared equally.

Massima Omnilex

Art. 29 cpv. 4 NAPR; discretion of the municipality in identifying protected free spaces and assessing height integration in a traditional core zone. The concept of “small free space” is indeterminate and grants the municipality a margin of appreciation, reviewable only for manifestly unsustainable assessments lacking objective reasons. The same applies to the appraisal of building height and its harmony with the surrounding roofscape and volumes: appellate authorities may not substitute their own assessment absent abuse of discretion or other legal violation. A construction need not be the preferable solution; it suffices that the municipal evaluation remains sustainable and not arbitrary (consid. 2-4).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2005.280

Data decisione, Autorità: 19.10.2005, TRAM

Titolo: Costruzione casa d'abitazione unifamiliare nella zona nucleo

Incarto n. 52.2005.280/285/297

Lugano 19 ottobre 2005

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sui ricorsi

a)

b)

c)

6 settembre 2005 di G__________, , patr. da: avv. A__________,

5 settembre 2005 della S

12 settembre 2005 di O__________, dr. ing.,;

contro

la decisione 17 agosto 2005 del Consiglio di Stato (n. 3882) che respinge l'impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la licenza edilizia 2 maggio 2005 rilasciata dal municipio di __________ a __________ per la costruzione di una casa d'abitazione unifamiliare nella zona del nucleo di __________ (part. 213);

viste le risposte:

  • 13 settembre 2005 del municipio di __________;

  • 19 settembre 2005 di __________;

  • 20 settembre 2005 del Consiglio di Stato;

ai tre ricorsi;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. Dopo che una prima domanda era stata respinta, il 17 novembre 2004 il resistente __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire una casa d'abitazione su un fondo situato ai margini del nucleo di __________ (part. 213), a confine con la zona di protezione del paesaggio.

L'edificio, strutturato su tre livelli, avrebbe una pianta di m 6.40 x 8.00 e sarebbe alto m 7.45 alla gronda.

Alla domanda si sono opposti i ricorrenti __________, proprietaria del fondo sovrastante (part. 213), __________, proprietario di un fondo situato ancor più a monte (part. 618) e la __________ contestando in sostanza l'inserimento dell'edificio nel quadro del nucleo.

Raccolto il preavviso del Dipartimento del territorio, che ha fra l'altro imposto di adeguare la canna fumaria alle raccomandazioni dell'UFAFP, il 2 maggio 2005 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo le opposizioni.

B. Con giudizio 17 agosto 2005 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza, respingendo a sua volta i ricorsi contro di essa interposti dai vicini e dalla __________.

Il Governo ha in sostanza ritenuto che il municipio non avesse abusato della latitudine di giudizio conferitagli dall'art. 29 NAPR in ordine all'inserimento delle nuove costruzioni nel nucleo di __________ dal profilo dell'altezza. Ha inoltre escluso che l'edificio fosse tenuto a rispettare particolari distanze dalla vicina zona di protezione del paesaggio e che il fondo costituisse uno spazio libero da salvaguardare.

C. Contro il predetto giudizio i soccombenti si aggravano davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa licenza.

Con motivazioni analoghe, tutti i ricorrenti ripropongono e sviluppano in questa sede le censure sollevate senza successo in prima istanza. Essi sostengono in particolare che il municipio avrebbe violato il diritto, omettendo di valutare in modo ponderato l'ingombro costituito dal nuovo edificio per rapporto alla posizione marginale e quindi esposta in cui verrebbe a trovarsi. L'altezza dell'edificio non rispetterebbe l'obbligo di tener conto dell'altezza dei fabbricati circostanti e di salvaguardare il ritmo delle volumetrie e delle coperture esistenti, sancito dall'art. 29 NAPR. Un'edificazione contigua alle costruzioni esistenti verso ovest si inserirebbe meglio nel quadro del nucleo.

D. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio, che non formulano particolari osservazioni.

Ad identica conclusione perviene il beneficiario della licenza edilizia, contestando in dettaglio le tesi degli insorgenti con argomenti che per quanto necessario saranno discussi qui appresso.

Considerato, in diritto

  1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione attiva della __________ e della ricorrente __________, proprietaria un fondo contermine e già opponente, è certa (art. 43 PAmm). Quella di __________ è invece opinabile, essendo questo ricorrente proprietario di un fondo situato ad una ventina di metri da quello della resistente, dal quale è separato dal fondo della ricorrente __________. La questione può comunque rimanere aperta, poiché gli altri due ricorsi, tempestivi (art. 46 PAmm), devono comunque essere esaminati nel merito.

1.2. I ricorsi possono essere evasi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi e dell'oggetto della contestazione emerge chiaramente dai piani e dalle fotografie allegate alla domanda di costruzione. Il sopralluogo chiesto dai ricorrenti non appare dunque atto a procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

  1. 2.1. Giusta l'art. 29 cpv. 4 NAPR di __________, nella zona del nucleo tradizionale (NV), dovranno essere salvaguardati piccoli spazi liberi ancora esistenti, quali, corti, orticelli ecc.

La norma mira essenzialmente a mantenere liberi quei piccoli spazi che contribuiscono a caratterizzare il tessuto edilizio del nucleo. Essa non definisce né la posizione, né l'estensione degli spazi liberi che devono essere salvaguardati. Lascia al municipio il compito di individuarli concretamente.

Il concetto di piccolo spazio libero è di natura indeterminata. Esso riserva quindi al municipio una certa latitudine di giudizio ai fini della definizione concreta delle superfici che devono essere preservate dall'edificazione. Latitudine di giudizio, che le istanze di ricorso sono tenute a rispettare, anche perché riferita all'applicazione di una norma del diritto comunale autonomo. Censurabili, da questo profilo, sono quindi soltanto le valutazioni palesemente insostenibili, in quanto fondate su considerazioni estranee od altrimenti prive di ragioni oggettive. Non basta che la qualifica attribuita al fondo sia opinabile e che una diversa valutazione risulti magari preferibile.

2.2. In concreto, non si può rimproverare al municipio di aver abusato della latitudine di giudizio conferitagli dall'art. 29 cpv. 4 NAPR, negando al fondo della resistente la qualifica di spazio libero. La valutazione operata dall'autorità comunale appare del tutto sostenibile.

Il fondo dedotto in edificazione, di 713 mq, è invero già parzialmente occupato da edifici, ma presenta verso est una superficie ancora inedificata (sub p), relativamente ampia, che verrebbe ulteriormente estesa mediante la demolizione di due fabbricati secondari (sub E ed I). Non si tratta quindi di un piccolo spazio racchiuso tra le costruzioni, che contribuisce a caratterizzare il tessuto edilizio del nucleo.

Vanno quindi disattese le censure riproposte in questa sede dal ricorrente __________ con riferimento all'edificabilità del fondo dal profilo della salvaguardia degli spazi liberi.

  1. 3.1. Secondo l'art. 29 cpv. 4 NAPR di __________, l'altezza degli edifici deve tener conto di quella generale dei fabbricati circostanti e dell'andamento generale dei tetti del nucleo, al fine di salvaguardare il ritmo delle volumetrie e delle coperture esistenti.

La prescrizione, disciplinante lo sviluppo verticale degli edifici, precisa l'obbligo generale di adattare le costruzioni all'aspetto tradizionale del nucleo, sancito dalla stessa norma.

Come giustamente annota il Consiglio di Stato, essa mira a salvaguardare l'identità del tessuto edilizio presente nella zona del nucleo. Al fine di assicurare la necessaria flessibilità, essa conferisce al municipio un certo potere d'apprezzamento in ordine alla limitazione degli ingombri verticali. Essa appartiene inoltre al diritto comunale autonomo. Il Consiglio di Stato, che di per sé può rivedere liberamente l'apprezzamento (art. 56 PAmm), deve quindi limitarsi a verificare che il municipio non sia incorso in una violazione del diritto segnatamente sotto il profilo dell'abuso di potere (art. 61 PAmm). Non può sostituire il suo apprezzamento a quello del municipio, ma deve limitarsi ad accertare che la decisione non sia insostenibile, in quanto fondata su considerazioni estranee alla materia, sprovvista di valide ragioni o altrimenti lesiva dei diritti costituzionali. Ove non sussista una simile violazione del diritto, esso non può annullare una decisione del municipio senza esporsi al rimprovero di essersi arrogato un potere di cognizione che contraddice il principio dell'autonomia comunale. Irrilevante, al riguardo, è il fatto che l'apprezzamento esercitato dal Consiglio di Stato conduca a conclusioni altrettanto sostenibili o addirittura preferibili (DTF 96 I 369 seg, consid. 4; STA 17.1.2000 in re B; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 56 PAmm, n. 3.).

3.2. Nel caso concreto, la decisione del municipio non appare per nulla insostenibile. L'altezza della casetta in discussione non si scosta in misura significativa da quella degli edifici circostanti, alcuni dei quali presentano ingombri notevolmente più consistenti. Non si può ragionevolmente sostenere che non tenga debitamente conto dell'altezza generale degli altri fabbricati presenti in quel particolare comparto del nucleo. Il ritmo delle volumetrie e delle coperture esistenti non viene alterato in misura apprezzabile. Vero è che la costruzione, in quanto insistente su un fondo situato ai margini del nucleo, è particolarmente esposta alla vista dall'esterno. L'altezza relativamente contenuta del fabbricato esclude tuttavia che vi si possa ravvisare un intervento inconciliabile con l'obbligo di integrare convenientemente le nuove costruzioni nell'aspetto tradizionale del nucleo. Il fatto che un'edificazione in contiguità con le costruzioni esistenti verso ovest possa per certi aspetti apparire preferibile non permette di concludere che lo stabile in oggetto disattenda tale obbligo.

Per quanto opinabile possa apparire agli occhi degli insorgenti, la valutazione operata dal municipio circa l'inserimento della nuova costruzione nel tessuto del nucleo tradizionale non integra affatto gli estremi della violazione del diritto sotto il profilo dell'abuso di potere. Essa va quindi confermata.

4.Per quanto riguarda le censure sollevate dai ricorrenti in relazione alle distanze dalla zona di protezione, è sufficiente un rinvio alle pertinenti considerazioni sviluppate dal Consiglio di Stato, che questo tribunale fa proprie.

5.Quanto all'altezza del camino, contestata dal ricorrente __________, basta rilevare che il preavviso del Dipartimento del territorio, richiamato dalla licenza in esame, subordina il rilascio del permesso all'obbligo di rispettare le raccomandazioni dell'UFAFP. Il camino dovrà quindi innalzarsi sino a 50 cm oltre il colmo del tetto.

  1. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, i ricorsi vanno quindi respinti.

La tassa di giustizia e le ripetibili sono suddivise fra i ricorrenti in parti uguali.

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 29 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. I ricorsi sono respinti.

2.La tassa di giustizia di fr. 1'500.- è suddivisa in parti uguali fra i ricorrenti.

  1. Le ripetibili di fr. 1'800.- sono suddivise in parti uguali fra i ricorrenti.

  2. Intimazione a:

;

patr. da:; ; ; .

terzi implicati

  1. CO 1 1 patrocinata da: PA 1
  2. CO 2 2 patrocinato da: PA 2
  3. CO 3
  4. CO 4
  5. CO 5

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

planning permissionhistoric coremunicipal discretionbuilding heightfree space preservationlandscape protectionchimney requirementscost allocation

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the municipality abused its discretion by treating the building plot as not requiring preservation as a small free space in the core zone.

Decisione estratta

No abuse of discretion: the plot was not a small enclosed free space characteristic of the historic core.

Motivazione estratta

Art. 29(4) NAPR leaves the identification of protected free spaces to the municipality; the plot was already partly built up and still included a relatively large undeveloped area, to be enlarged by demolition of secondary structures.

Questione giuridica chiave

Whether the approved building violated the core-zone rule on height and integration into the traditional built fabric.

Decisione estratta

No violation: the municipality's assessment of height and integration was sustainable.

Motivazione estratta

The house’s height did not significantly exceed surrounding buildings and did not appreciably disturb the rhythm of volumes and roofs; although the site is exposed at the edge of the core, the building remained compatible with the traditional appearance.

Questione giuridica chiave

Whether the permit had to be annulled because of distances to the landscape protection zone and chimney height.

Decisione estratta

No. The distance objection failed, and the chimney had to comply with the territorial department's instructions, namely to rise 50 cm above the roof ridge.

Motivazione estratta

The court adopted the State Council’s reasons on distances; as to the chimney, the permit expressly subject to UFAFP recommendations was sufficient to ensure compliance.

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