Warning to remove timber was not an appealable decision

52.2002.437Altro tribunale18 feb 2003Inadmissible

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The Cantonal Administrative Court held that the challenged government act was only a warning/diffida following an earlier unappealed restoration order requiring removal of timber from a streambed. Because the warning merely repeated the existing obligation and the consequence of non-compliance, it did not qualify as an appealable decision. The court therefore dismissed the appeal as inadmissible without examining the remaining procedural requirements or the merits of the appellants' arguments. Due to the incorrect indication of remedies, no court fee or costs were imposed.

Massima Omnilex

Art. 5 PA; art. 34 cpv. 5 PAmm: admissibility of appeal against enforcement warning/diffida. A warning issued after a binding administrative order, granting a further deadline for compliance and reiterating the threat of substitute performance at the obligor's expense, is not a decision because it does not alter the legal position of the addressee but merely recalls the existing duty. The incorrect indication of remedies in the challenged act cannot confer appealability on an objectively non-decisional measure. The authority must examine admissibility ex officio and declare the remedy inadmissible without reaching the merits (consid. 2).

Testo completo

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Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2002.437

Data decisione, Autorità: 18.02.2003, TRAM

Incarto n. 52.2002.437

Lugano 18 febbraio 2003

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Werner Walser

segretario:

Paolo Bianchi, vicecancelliere

statuendo sul ricorso 30 ottobre 2002 di

__________ e __________,

Contro

la risoluzione 15 ottobre 2002, no. 4817, del Consiglio di Stato, che diffida __________ a procedere alla rimozione del legname depositato nell'alveo del riale __________ a __________;

vista la risposta 18 novembre 2002 del Dipartimento del territorio, Divisione dell'ambiente;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che nel corso del mese di aprile del 2002, le competenti autorità forestali hanno accertato che sulla part. no. __________ RF di __________, di proprietà della qui ricorrente __________, è stato effettuato un taglio di alberi non autorizzato;

che il legname è stato depositato, almeno in parte, nell'alveo del riale __________ e sulle sue sponde, provocando rischi di formazione di uno sbarramento e di erosione delle sponde, in caso di piena del corso d'acqua;

che, il Consiglio di Stato, con decisione 20 agosto 2002, rimasta inimpugnata, ha ordinato alla ricorrente di rimuovere il legname depositato nell'alveo del fiume entro 15 giorni, con la comminatoria dell'esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligata;

che, rilevata l'inadempienza dell'astretta, con risoluzione 15 ottobre 2002 il Consiglio di Stato l'ha diffidata ad adottare i provvedimenti di ripristino, con l'avvertenza che, trascorso infruttuosamente il nuovo termine quindicinale impartitole, si sarebbe proceduto all'esecuzione sostitutiva;

che contro la predetta diffida __________ e il figlio __________ si aggravano ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, sostenendo, in particolare, di non poter dar seguito all'ordine di rimozione prima della primavera del corrente anno;

che all'accoglimento del gravame si oppone la Divisione dell'ambiente, in rappresentanza della Sezione forestale e del Consiglio di Stato, con argomentazioni che, per quanto necessario, verranno riprese nel seguito;

considerato, in diritto

che, prima di entrare nel merito di un'istanza o di un ricorso, l'autorità esamina d'ufficio l'adempimento dei presupposti processuali (art. 3 PAmm);

che, per principio, possono formare oggetto di ricorso soltanto le decisioni, ovvero i provvedimenti fondati sul diritto pubblico, adottati iure imperii dall'autorità in un caso concreto per costituire, modificare o annullare diritti od obblighi oppure per constatarne l'esistenza, l'inesistenza o l'estensione (cfr. RDAT II-1994, n. 8 e 16; DTF 114 Ia 463 consid. 2; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 1 N. 4);

che non costituiscono una decisione nel senso appena citato del termine semplici avvisi, comunicazioni, informazioni, orientazioni, direttive o avvertimenti (Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd., n. 35.B.II.c e rif.);

che, in particolare, dopo una decisione di base che impone un obbligo, la procedura di esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato comporta una diffida, ossia un formale avvertimento con l'assegnazione di un termine dilatorio all'obbligato per adempiere tale incombenza (cfr. Scolari, Diritto amministrativo, Parte generale, 2a ed., n. 1002);

che, come risulta esplicitamente dall'art. 34 cpv. 5 PAmm, la diffida costituisce un atto inappellabile, in quanto non modifica la situazione giuridica dell'astretto, ma si limita a ribadire l'obbligo impostogli e le conseguenze del mancato ossequio (cfr. Borghi/Corti, op. cit., ad art. 34, n. 5d; Scolari, loc. cit.);

che, nel caso concreto, nella risoluzione impugnata sono chiaramente ravvisabili gli estremi di una diffida inappellabile, pedissequa alla decisione di ripristino 20 agosto 2002;

che, in effetti, constatata l'inadempienza dell'insorgente, il Governo le ha assegnato un nuovo termine di quindici giorni per dar seguito all'ordine impartitole, ribadendo la comminatoria dell'esecuzione d'ufficio a sue spese;

che la natura definitiva del provvedimento è del resto rettamente indicata sia in epigrafe, sia nel dispositivo n. 1 della pronuncia del Consiglio di Stato;

che, in contraddizione con tali indicazioni, il dispositivo n. 3 della risoluzione governativa segnala la facoltà di impugnare la stessa dinanzi a questo Tribunale;

che un'errata indicazione dei rimedi di diritto non può in alcun caso conferire carattere di decisione impugnabile ad un atto che oggettivamente non ne presenta le caratteristiche, essendo tale presupposto inderogabilmente stabilito dalla legge e quindi sottratto alla disposizione delle parti;

che il ricorso va pertanto dichiarato irricevibile per difetto di decisione ai sensi dell'art. 5 PA, senza esaminare la sussistenza degli ulteriori presupposti processuali, né entrare nel merito delle censure addotte con il gravame;

che l'erronea indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso permette comunque agli insorgenti di andare esenti dal pagamento di tassa di giustizia e spese.

Per questi motivi,

visti gli art. 5 PA; 3, 18, 28, 34, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è irricevibile.

  2. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese.

  3. Intimazione a:

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

administrative appealinadmissibilityappealable decisionenforcement warningsubstitute executionprocedural admissibilitystream protection

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the government's warning granting a further 15-day deadline to remove timber was an appealable decision.

Decisione estratta

No. The warning was merely an inappealable enforcement notice that did not change the appellants' legal position.

Motivazione estratta

A diffida after a prior binding order only reiterates the existing duty and the consequences of non-compliance. Under Art. 34 cpv. 5 PAmm it is not a decision; an incorrect statement of remedies cannot make a non-decision appealable.

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