Challenge to court fee for administrative appeal

52.2001.65Altro tribunale27 mar 2001Dismissed

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The appellant sought annulment of the CHF 400 court fee imposed by the Cantonal Government after an unsuccessful appeal against a municipal decision accepting a vice-mayor's resignation. The Administrative Court held that the only matter before it was the fee, not the merits of the municipal resignation issue. Applying Art. 28 PAmm, it found no abuse of discretion: the case involved no particularly weighty public interest, the appellant's good faith did not justify free proceedings, and the fee was set near the statutory minimum. The appeal was dismissed, and a reduced fee of CHF 200 was charged to the appellant.

Massima Omnilex

Art. 28 PAmm; judicial fees in non-pecuniary administrative proceedings; scope of review for abuse of discretion. The authority deciding costs enjoys a relatively broad margin of appreciation when fixing the fee to be borne by the unsuccessful party. Review is limited to violations of law, in particular abuse of discretion. Exemption from costs is justified only where overriding public interests are shown. Mere invocation of the public interest or good faith does not suffice; the party seeking judicial intervention must at least render plausible that it acted without personal advantage in defence of a public interest of significant weight. A fee situated near the statutory minimum and commensurate with the administrative effort is not abusive.

Testo completo

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Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2001.65

Data decisione, Autorità: 27.03.2001, TRAM

Incarto n. 52.2001.00065

Lugano 27 marzo 2001

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 26 febbraio 2001 di


contro

la decisione 6 febbraio 2001 (n. 612) del Consiglio di Stato che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 17 ottobre 2000 con cui il municipio di __________ ha accettato le dimissioni del vicesindaco;

richiamato l'art. 48 PAmm;

ritenuto, in fatto

che il 2 ottobre 2000 __________ ha rassegnato le dimissioni dalla carica di vicesindaco di __________, adducendo motivi di politica locale (clima politico eccessivamente teso);

che, dopo aver interpellato la Sezione enti locali, il 17 ottobre 2000 il municipio ha accettato le dimissioni, designando il municipale __________ alla carica diventata vacante;

che contro questa decisione è insorto davanti al Consiglio di Stato il consigliere comunale __________, chiedendogli di verificarne la legittimità;

che con decisione 6 febbraio 2001, succintamente motivata, il Consiglio di Stato ha respinto l'impugnativa, ritenendo che il municipio non avesse abusato del potere d'apprezzamento conferitogli dalla legge in ordine alla valutazione della pertinenza e del fondamento dei motivi addotti dal vicesindaco per giustificare le dimissioni dalla carica;

che contro la predetta risoluzione governativa __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendo l'annullamento della tassa di giustizia di fr. 400.-- posta a suo carico;

che l'insorgente rileva di aver agito a tutela dell'interesse generale, limitandosi a sollecitare una verifica della legittimità della risoluzione municipale adottata;

considerato, in diritto

che giusta l'art. 48 PAmm l'autorità di ricorso può decidere con breve motivazione di respingere i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati;

che oggetto di contestazione, in concreto, è unicamente la tassa di giustizia applicata dal Consiglio di Stato a carico del ricorrente;

che secondo l'art. 28 cpv. 1 lett. a PAmm il Consiglio di Stato può applicare alle decisioni che rende in procedimenti amministrativi di carattere non pecuniario una tassa di giustizia variante da fr. 10.-- a fr. 5'000.--;

che le tasse di giustizia devono rispettare il principio della copertura dei costi e quello dell'equivalenza (Borghi Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 28 PAmm, n. 2); la tassa applicata deve in particolare risultare adeguatamente commisurata al dispendio amministrativo occasionato dall'impugnativa;

che nella determinazione della tassa di giustizia da porre a carico della parte che soccombe l'autorità decidente fruisce di un margine discrezionale relativamente ampio, il cui esercizio può essere censurato da parte delle istanze di ricorso soltanto nella misura in cui possono esservi ravvisati gli estremi di una violazione del diritto sotto il profilo di un abuso del potere d'apprezzamento;

che la rinuncia a porre i costi dell'amministrazione della giustizia a carico della parte che, a torto, ne ha sollecitato l'intervento si giustifica soltanto di fronte ad interessi preponderanti;

che non basta proclamarsi defensor civitatis per andare esenti da tasse di giustizia in caso di soccombenza; per rivendicare con successo la gratuità del procedimento chi sollecita senza successo questo servizio dello Stato deve almeno rendere verosimile di aver agito in buona fede e senza alcun tornaconto personale, a tutela di interessi pubblici degni della massima considerazione nell'ambito di questioni opinabili e meritevoli di essere sottoposte ad un sindacato di legittimità da parte delle istanze di ricorso;

che l'indiscriminata gratuità dei procedimenti ricorsuali, promossi senza successo da sedicenti tutori dell'interesse pubblico, arrischierebbe altrimenti di ledere l'interesse generale a chiamare gli utenti dei servizi dell'amministrazione a contribuire alla copertura dei costi;

che, nell'evenienza concreta, anche volendo concedere all'insorgente di aver agito in buona fede e non per quella che potrebbe essere considerata semplice smania di protagonismo, si deve negare che la tassa di giustizia applicata dal Consiglio di Stato proceda da un esercizio abusivo del potere d'apprezzamento conferitogli dall'art. 28 PAmm in ordine alla sua determinazione;

che l'interesse pubblico che l'insorgente ha preteso di tutelare con l'impugnativa inoltrata al Consiglio di Stato non è di particolare rilievo;

che la questione sollevata dall'insorgente è peraltro diversa da quella relativa all'avvicendamento nella carica di vicesindaco, predisposto in contrasto con la legge da altri municipi all'inizio della legislatura;

che i costi effettivi provocati dal ricorso, sono valutabili in un multiplo della tassa in contestazione, che si situa in prossimità del limite inferiore fissato dall'art. 28 cpv. 1 lett. a PAmm;

che, stando così le cose, il ricorso va senz'altro respinto;

che il rigetto in limine della presente impugnativa permette di contenere la tassa di giustizia nei minimi termini;

Per questi motivi,

visti gli art. 208 LOC; 3, 18, 28, 48, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è respinto.

  2. La tassa di giustizia di fr. 200.- è a carico dell'insorgente.

  3. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

administrative appealcourt feediscretioncost equivalencepublic interestgood faithmunicipal officelocal government

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the Government's court fee of CHF 400 for the administrative appeal was an abuse of discretion and had to be annulled or reduced.

Decisione estratta

No. The fee was near the statutory minimum, reflected the costs caused, and did not show abusive use of discretion.

Motivazione estratta

A fee under Art. 28 PAmm must respect cost coverage and equivalence. Waiver of costs is justified only by overriding public interests. Acting in good faith is not enough; the public interest invoked was not particularly significant, and the amount was modest in relation to the administrative effort.

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