AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
52.2001.413
Data decisione, Autorità:
24.05.2002, TRAM
Incarto n.
52.2001.00413
Lugano
24 maggio
2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 22 novembre 2001 del
Comune di __________
patr. da: avv__________
contro
la decisione 6 novembre 2001 (no. 5209) del
Consiglio di Stato, che ha accolto l'impugnativa presentata da __________
avverso la risoluzione 6 febbraio 2001 con la quale il municipio di
__________ l'ha diffidato dall'utilizzare la carraia comunale al mapp.
__________ per accedere con veicoli a motore ai mapp. __________ e __________
di sua proprietà;
viste le risposte:
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Nell'autunno
del 1985 __________, allora proprietaria del mapp. __________ di __________, ha
chiesto al municipio il permesso di costruirvi una casa monofamiliare e di
sistemare la carraia comunale (mapp. __________) che conduce al fondo, in modo
che fosse percorribile con veicoli a motore. Il 31 luglio 1986 l'esecutivo comunale
ha autorizzato entrambi gli interventi, escludendo qualsiasi sua partecipazione
finanziaria per il ripristino e l'allargamento del mapp. __________, censito
dal PR locale quale superficie di circolazione prevalentemente pedonale. La
strada - si legge nelle clausole particolari della licenza edilizia rilasciata
all'epoca - sarebbe rimasta di proprietà comunale e il traffico avrebbe potuto
svolgersi regolarmente.
Il municipio ha ribadito esplicitamente
quest'ultima garanzia in una lettera indirizzata a __________ il 18 dicembre
1986.
La sistemazione della strada ha comportato
l'allargamento della carreggiata e l'invasione di alcuni terreni privati posti
lungo il suo tracciato, con seguiti litigiosi che qui non occorre evocare nel
dettaglio.
B. Il 18 marzo
1998 __________ e __________ hanno acquistato il mapp. __________, posto
accanto alla loro casa d'abitazione (mapp. __________).
Raccolto il preavviso favorevole
dell'autorità cantonale, il 24 marzo 1999 il municipio di __________ ha
rilasciato la licenza richiesta limitatamente alla trasformazione della casa
d'abitazione, condizionandola alla formazione di una pista di accesso al cantiere
attraverso il mapp. __________ di __________, in modo da risparmiare la parte
iniziale della stradina comunale al mapp. __________.
Terminati i lavori, il municipio ha ingiunto
ai proprietari dei mapp. __________ e __________ di impedire il passaggio di
veicoli a motore sui loro fondi posti ai lati della carraia. Con decisione 6
febbraio 2001 assortita della comminatoria prevista all'art. 292 CP ha inoltre
diffidato formalmente __________ ed i suoi inquilini dal far capo al mapp.
__________ ed alla carraia per accedere con autovetture alle case d'abitazione
erette sulle part. __________ e __________. Per impedire materialmente il passaggio
dei veicoli, l'esecutivo ha fatto anche posare un paletto metallico all'imbocco
della carraia comunale.
C. Con
pronunzia 6 novembre 2001 il Consiglio di Stato ha annullato la risoluzione municipale
del 6 febbraio 2001, accogliendo l'impugnativa contro di essa interposta da
__________.
L'autorità di ricorso di prime cure ha
ritenuto in sostanza che la carraia, inclusa nel locale piano del traffico
quale superficie di circolazione ancorché prevalentemente pedonale,
configurabile quale bene amministrativo di uso comune e sistemata con ingenti
investimenti a cura di privati, non potesse essere chiusa agli autoveicoli, tanto
più che in passato il municipio aveva garantito ai confinanti la possibilità di
percorrerla con mezzi a motore. Donde l'annullamento della controversa
decisione, priva di base legale e lesiva del principio della buona fede.
D. Avverso il
predetto giudizio governativo il comune di __________ è insorto innanzi al
Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento con contestuale
conferma della risoluzione municipale emanata il 6 febbraio 2001.
Secondo il ricorrente, la carraia non è mai
stata destinata ai veicoli a motore. Nel PR è stata definita "superficie
di circolazione prevalentemente pedonale" al pari di ogni altra strada
insuscettibile di accogliere traffico veicolare come i sentieri proprio perché
non si prestava per la sua stessa conformazione ad essere percorsa da automezzi.
Il fatto che sia un bene amministrativo non è decisivo, dato che simili oggetti
possono essere utilizzati unicamente nei limiti della loro destinazione. Il
resistente __________ non può d'altronde appellarsi al principio della buona
fede, vuoi perché è sempre stato informato del carattere pedonale della
carraia, vuoi perché non è mai stato destinatario di alcuna assicurazione
dell'autorità circa la possibilità di percorrerla con veicoli a motore.
L'insorgente ha annotato infine che il
controverso provvedimento è volto ad evitare un uso illecito della carraia a
tutela della sicurezza degli utenti, rispettivamente della struttura stessa,
non adeguata a sopportare un transito veicolare regolare. Sarebbe quindi
sorretto da un interesse pubblico prevalente e in quanto fondato sull'art. 107
LOC da una base legale sufficiente.
E. All'accoglimento
del gravame si è opposto il Consiglio di Stato, che ha sollecitato la conferma
della decisione impugnata senza formulare particolari osservazioni.
Ad identica conclusione sono pervenuti
__________ e __________, i quali hanno avversato partitamente le tesi del ricorrente
con argomentazioni che saranno riprese, per quanto necessario, in appresso.
Considerato, in
diritto
- La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente
e la tempestività dell'impugnativa sono incontestabilmente date dagli art. 208
cpv. 1 LOC, nonché 43 e 46 PAmm.
Il ricorso è dunque ricevibile in ordine e
può essere deciso sulla base degli atti, senza procedere ad accertamenti
istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm). L'ampia documentazione fotografica prodotta
dalle parti consente infatti di farsi un'idea precisa della situazione
esistente in loco senza dover esperire un sopralluogo.
- 2.1. A
norma di legge, i beni comunali si suddividono in beni amministrativi (art. 176
lett. a LOC) e in beni patrimoniali (art. 176 lett. b LOC). I beni amministrativi
sono quelli che servono all'adempimento di compiti di diritto pubblico, sono in
principio inalienabili e non possono essere costituiti in ipoteca (art. 177
LOC). I beni patrimoniali sono invece quelli privi di uno scopo pubblico
diretto; possono essere alienati, purché non siano pregiudicati gli interessi
collettivi (art. 178 LOC). Giusta l'art. 179 cpv. 1 LOC il municipio provvede
alla conservazione e all'amministrazione dei beni comunali in modo che gli
stessi siano messi a beneficio della collettività senza pregiudicarne la
consistenza. I cosiddetti beni di uso comune rientrano nel novero dei beni amministrativi
così come definiti all'art. 176 lett. a LOC (RDAT I-1993 N. 8).
2.2. La
carraia al mapp. __________ di proprietà del comune di __________ è censita dal
PR locale quale superficie di circolazione prevalentemente pedonale. La via è
aperta al pubblico e in quanto tale si configura alla stregua di un bene di uso
comune la cui utilizzazione è retta dal diritto pubblico (cfr. Scolari, Diritto
amministrativo, parte speciale, N. 569; RDAT I-1996 N. 5 e rinvii; STA 25
luglio 2001 in re R.). Lo sfruttamento della strada per il transito regolare di
veicoli a motore da e per le proprietà __________ (mapp. __________ e
__________) non rientra però nel quadro di un impiego ordinario della
struttura, che nello stato di fatto e di diritto in cui si trova attualmente è
percorribile solo da pedoni o al più da qualche mezzo leggero di dimensioni
ridotte. La sua utilizzazione quale via di accesso veicolare ai fondi citati
eccede l'impiego per il quale è stata messa a disposizione della collettività,
dando luogo ad un uso speciale che il comune può assoggettare a preventiva autorizzazione
anche in assenza di una base legale (cfr. RDAT cit., ibidem). Nell'ordinamento
comunale, la competenza a rilasciare simile autorizzazione spetta al municipio
in applicazione dell'art. 107 cpv. 2 lett. c LOC. Il consenso del legislativo
non è invece necessario, salvo in caso di cambiamento di destinazione ai sensi
dell'art. 13 cpv. 1 lett. h LOC (cfr. per maggiori dettagli in merito RDAT
citata, consid. 2.2. con rinvii, relativo al testo previgente dell'art. 13 cpv.
1 lett. h LOC, che parlava di commutazione dell'uso e del godimento).
2.3. Simile impostazione la si ritrova nel
vigente regolamento comunale (RC) di __________, a norma del quale l'amministrazione
dei beni comunali - così come suddivisi e definiti nella LOC (cfr. art. 91 e
92) - spetta al municipio (art. 94 cpv. 1). I beni di uso comune - precisa
l'art. 96 RC - soggiacciono all'utilizzazione collettiva, intesa di regola in
modo libero, gratuito e uguale per tutti. L'utilizzazione accresciuta soggiace
invece a preventiva autorizzazione, accordata di regola se non vi si oppongono
motivi preponderanti di ordine pubblico, di sicurezza o di igiene e previa
valutazione degli interessi in gioco; l'autorizzazione può essere subordinata a
condizioni, segnatamente per prevenire danni ai beni pubblici o di terzi (art.
97 RC). L'atto di autorizzazione determina le condizioni, la durata,
l'estensione, le modalità d'esercizio dell'utilizzazione nonché l'importo della
tassa regolamentare (art. 99 cpv. 1 RC).
Il RC di __________ è entrato in vigore il
23 aprile 2002, posteriormente dunque all'adozione del provvedimento dedotto in
giudizio. Il RC vigente all'epoca prevedeva comunque prescrizioni analoghe.
L'art. 100 vRC stabiliva infatti che l'amministrazione dei beni comunali
spettava al municipio, il quale poteva emanare norme di polizia per
disciplinarne l'uso e la protezione, limitando o vietando usi incompatibili con
l'interesse generale. L'art. 101 specificava poi che ognuno poteva utilizzare i
beni amministrativi conformemente alla loro destinazione, nel rispetto della
legge e dei diritti altrui. L'uso speciale era ammissibile solo se conforme o
almeno compatibile con la loro destinazione generale (art. 102 lett. a vRC);
l'uso di poca intensità era soggetto ad autorizzazione (art. 102 lett. b vRC),
rilasciata dal municipio (art. 100 vRC) per la durata massima di un anno (art.
102 lett. f vRC) previa considerazione degli interessi in gioco, in particolare
l'interesse pubblico all'utilizzazione del bene secondo la sua destinazione
(art. 102 lett. e vRC).
2.4. Il transito di autovetture e di veicoli
a motore di categoria superiore sul mapp. __________ configura un uso speciale
di poca intensità dell'impianto soggetto in quanto tale ad autorizzazione. Il
ricorrente però non ha mai ottenuto l'autorizzazione di usare la carraia
comunale come accesso veicolare alle sue proprietà. Nel contesto della domanda
di costruzione relativa alla trasformazione ed all'ampliamento dell'edificio
che insiste sul mapp. __________, __________ ha invero sollecitato il permesso
di realizzare otto posteggi esterni, richiesta che potrebbe anche essere
interpretata come implicita istanza di rilascio di un'autorizzazione per usare
la carraia comunale che porta al mapp. __________ come accesso veicolare. Il
municipio ha tuttavia negato il proprio assenso, concedendo la licenza edilizia
solo per la sistemazione dello stabile e condizionandola alla formazione di
un'apposita pista provvisoria per raggiungere il cantiere. Di riflesso, si è
pure rifiutato di accordare all'istante una qualsiasi autorizzazione per
percorrere la carraia con veicoli a motore.
2.5. Quanto al permesso di costruzione
rilasciato nel 1986 alla precedente proprietaria __________, era sicuramente
lesivo del diritto laddove dava modo al privato di mettere a posto ed utilizzare
la strada comunale in funzione dei propri bisogni. Gli interventi alle strade
comunali non sottostanno infatti alla legge edilizia, ma sono assoggettati di
principio all'esperimento della procedura di approvazione dei progetti prevista
dalla legge cantonale sulle strade del 23 marzo 1983 (Lstr; cfr. art. 1, 2, 4
cpv. 2, 6 cpv. 1 e 6, 32 e 33 Lstr; Scolari, Commentario, N. 662 ss.). Non
soggiacciono alla stessa i soli lavori di semplice manutenzione o di ripristino
di opere distrutte da eventi naturali o da altre cause, ossia quei lavori
prevalentemente intesi a conservare lo stato e l'uso delle strade esistenti e
che non modificano in modo apprezzabile né l'opera né l'aspetto dei luoghi
(cfr. messaggio 4 maggio 1982 concernente il progetto di legge sulle strade, in
RVGC, sessione ordinaria autunnale 1982, vol. 4, p. 2495 ss.; RDAT II-1993 N.
39 e 41). La costruzione, sistemazione e manutenzione di una strada comunale
spetta esclusivamente all'ente locale proprietario dell'opera (cfr. art. 4 cpv.
2 Lstr e, per quanto attiene più specificatamente alla manutenzione, art. 37
ss. Lstr). Il municipio di __________ non poteva quindi delegare al privato la
sistemazione della carraia in cambio dell'autorizzazione a farne un uso
speciale. Ad ogni buon conto, quell'autorizzazione viziata è da tempo scaduta e
in mancanza di un suo rinnovo l'attuale proprietario non può prevalersene con
successo per percorrere il mapp. __________ alla guida di veicoli a motore.
2.6. Poste queste premesse, la decisione 6
febbraio 2001 con la quale il municipio di __________ ha proibito formalmente a
__________ di utilizzare la carraia per accedere con autovetture alle case
d'abitazione erette sulle part. __________ e __________ merita di essere
tutelata siccome dotata di sufficiente base legale e rispettosa del principio
di proporzionalità. In quanto fondata sugli art. 107 LOC e 100 vRC la misura si
configura infatti alla stregua di un tipico provvedimento di polizia volto ad
evitare che persone prive della necessaria autorizzazione abbiano a fare un uso
speciale di un bene amministrativo al fine di soddisfare esigenze private.
- La
particolarità della fattispecie merita tuttavia un'ulteriore, breve
considerazione, legata al fatto che la carraia al mapp. __________ -
qualificata come strada di servizio con accesso veicolare nel contesto
dell'attuale revisione del PR comunale - attraversa già ora un comprensorio
residenziale parzialmente edificato privo di altre infrastrutture viarie.
L'art. 19 LPT prescrive infatti che le zone
edificabili sono equipaggiate dall'ente pubblico nei termini previsti dal
programma di urbanizzazione (cpv. 2). Se l'ente pubblico non urbanizza le zone
edificabili nei termini previsti, deve permettere ai proprietari fondiari di
provvedere da sé all'urbanizzazione dei fondi secondo i piani approvati
dall'ente pubblico oppure di anticipare le spese di urbanizzazione giusta il
diritto cantonale (cpv. 3). Posto che l'urbanizzazione comprende la
realizzazione di accessi sufficienti, di principio spetta quindi al comune di
__________ sistemare e mantenere la carraia comunale in modo che possa essere
percorsa con veicoli a motore, previo esperimento delle procedure necessarie
(cfr. art. 32 ss. Lstr, 13 cpv. 1 lett. g LOC, 20 ss. Lespr). Se il comune si
sottrae ai propri obblighi, al proprietario interessato non resta altro che
adire l'autorità di vigilanza per ottenere il rispetto del diritto federale
(art. 19 LPT) e cantonale (art. 77-82 LALPT; cfr., sull'argomento, RDAT I-2000
N. 30).
- Sulla
scorta di quanto precede il ricorso va accolto, annullando il giudizio governativo
impugnato e confermando la risoluzione resa il 6 febbraio 2001 dal municipio di
__________.
La tassa di giustizia e le ripetibili
seguono la soccombenza del resistente (art. 28 e 31 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 19 LPT; 107, 208 LOC; 77-82 LALPT; 32
ss. Lstr; 94 ss. RC di __________; 18, 28, 31, 43 e 46 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
- Il ricorso
è accolto.
§ Di
conseguenza:
1.1. la decisione 6 novembre 2001 (no. 5209) del
Consiglio di Stato è annullata;
1.2. la risoluzione 6 febbraio 2001 del
municipio di __________ è confermata.
-
La tassa di
giustizia di fr. 800.- è posta a carico del resistente __________, con l'ulteriore
obbligo di versare al comune ricorrente fr. 1'000.- a titolo di ripetibili.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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