Reconstruction of accessory building may be authorized despite setback limits

52.2001.103Altro tribunale15 giu 2001Granted

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The Ticino Administrative Court allowed the appeal against the State Council. The case concerned the renovation of a small storage structure between two neighboring houses. The appellants had replaced a glazed wall with masonry, substituted the sloping roof with a reinforced-concrete slab, and installed heating and a washing machine. The State Council had annulled the permit in sanatoria, treating the work as an unlawful new construction violating setback distances. The court held that Art. 3 cpv. 2 NAPR permits reconstruction of pre-existing buildings on their former footprint, including accessory buildings, provided the volume is not appreciably increased. It therefore annulled the governmental decision, confirmed the municipal permit, and charged costs to the neighbor.

Massima Omnilex

Art. 3 cpv. 2 NAPR; reconstruction of pre-existing buildings notwithstanding non-compliance with setback rules. The provision has general scope and applies also to accessory buildings. It authorizes reconstruction on the former building envelope even where statutory distances are not respected, provided the volume is not appreciably increased. Minor volumetric enlargements incidental to functional adaptation may be tolerated when compensated by reductions elsewhere. Such an intervention is not to be equated with a prohibited substantial transformation of an existing illegal structure under Art. 39 RLE, but constitutes permissible continuation of a pre-existing building arrangement (consid. 2-3).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2001.103

Data decisione, Autorità: 15.06.2001, TRAM

Incarto n. 52.2001.00103

Lugano 15 giugno 2001

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 2 aprile 2001 di

__________ e __________ patr. da: avv. __________

contro

la decisione 13 marzo 2001 del Consiglio di Stato (n. 1194) che annulla la licenza edilizia 12 settembre 2000 rilasciata dal municipio ai ricorrenti per la ristrutturazione di un manufatto (ripostiglio) sulla part. n. __________ RF;

viste le risposte:

  • 10 aprile 2001 del Consiglio di Stato;

  • 12 aprile 2001 del municipio di __________;

  • 30 aprile 2001 di __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. a. I ricorrenti __________ e __________ sono comproprietari di una casa d'abitazione, situata a __________ nella zona di __________ (part. n. __________ RF), ad una distanza di circa m 1.50 dalla casa d'abitazione della resistente __________, che sorge direttamente sul confine del fondo contermine sul lato SW (part. n. __________ RF). Lo spazio fra i due fondi era occupato da un manufatto adibito a ripostiglio, chiuso da serramenti vetrati e dotato di un tetto ad una falda, appoggiato alle facciate degli stabili delle parti in lite, rispettivamente ad un muro che li unisce sul lato verso monte.

b. Senza alcun permesso, nei primi mesi del 2000 i ricorrenti hanno ristrutturato il ripostiglio, sostituendo la parete vetrata con una in muratura dotata di porta metallica e posando al posto del tetto una soletta in cemento armato sorretta sul lato SW da un muro appoggiato alla facciata dello stabile della resistente. Nel vano così ricavato hanno istallato l'impianto di riscaldamento (bruciatore) ed una macchina da lavare.

c. Analogamente sollecitati dal municipio, il 10 maggio 2000 i ricorrenti hanno chiesto il rilascio della licenza in sanatoria per l'opera eseguita abusivamente. Alla domanda si è opposta __________, contestando l'intervento soprattutto dal profilo delle distanze dal confine e tra edifici.

d. Con decisione 12 settembre 2000 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, ritenendo che l'intervento fosse da configurare alla stregua di un semplice lavoro di miglioria di una costruzione accessoria.

B. Con giudizio 13 marzo 2001 il Consiglio di Stato ha annullato la licenza in sanatoria, accogliendo il ricorso contro di essa interposto dalla vicina opponente.

In sostanza, il Governo ha escluso che l'opera potesse essere considerata accessoria e che l'intervento potesse essere configurato come un semplice lavoro di miglioria di una costruzione esistente in contrasto con il diritto. Ha quindi annullato la licenza siccome lesiva delle distanze prescritte per le costruzioni principali.

C. Contro il predetto giudizio governativo i soccombenti si aggravano davanti a questo tribunale, chiedendo il ripristino della licenza annullata.

Secondo i ricorrenti, il manufatto sarebbe di natura accessoria, mentre la ristrutturazione rientrerebbe nei limiti di una di un lavoro di trasformazione non sostanziale, ammesso dall'art. 39 RLE.

D. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato che non formula osservazioni. Il municipio ne postula invece l'accoglimento rinviando alle osservazioni presentate in prima istanza.

Ad opposta conclusione perviene la vicina __________, che contesta in dettaglio le tesi dei ricorrenti con argomenti che per quanto necessario saranno discussi qui appresso.

Considerato, in diritto

  1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione attiva dei ricorrenti, beneficiari della licenza annullata, è certa. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi e dell'oggetto della contestazione emerge chiaramente dai piani annessi alla domanda di costruzione e dalle fotografie prodotte dalla resistente. Il sopralluogo chiesto dai ricorrenti non appare quindi atto a procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti ai fini del giudizio.

  1. L'edificazione nella zona di __________ è retta dall'art. 26 NAPR, che rinvia all'art. 25, disciplinante l'attività edilizia nella zona di costruzione intensiva.

Per la distanza tra edifici fa stato l'art. 3 cpv. 1 lett. d NAPR, che la fissa in 6 m. Quella da confine è invece di 3 m (art. 4 cpv. 1 lett. c NAPR). Restano riservate le facilitazioni previste dall'art. 11 NAPR in tema di distanze applicabili alle costruzioni accessorie: a confine o a m 1.50 verso un fondo aperto, in contiguità o a 3 m verso un edificio senza aperture, rispettivamente a 4 m verso un edificio con aperture.

"Fatta eccezione per le zone in riva al lago", dispone poi l'art. 3 cpv. 2 NAPR, "gli edifici preesistenti possono essere ricostruiti sui vecchi ingombri anche quando le suddette distanze non sono rispettate, purché il loro volume non venga aumentato in maniera apprezzabile".

La disposizione, stando al commento annesso alle NAPR, "mira innanzitutto a favorire il mantenimento e il ripristino dei nuclei tradizionali. A tal fine", soggiunge il suddetto commento, "viene ammesso un lieve aumento dei volumi per consentire soluzioni più razionali ed adeguate, ad esempio per la creazione di servizi igienici o di impianti di riscaldamento". In sostanza, l'ordinamento sancito dall'art. 3 cpv. 2 NAPR permette di autorizzare interventi volti a perpetuare le costruzioni preesistenti in contrasto con il diritto posteriore. Va quindi oltre quanto dispone l'art. 39 RLE, che, di principio, permette soltanto di ripararare e mantenere le costruzioni esistenti in contrasto con il diritto, escludendo i lavori di trasformazione sostanziali.

L'art. 3 cpv. 2 NAPR è di portata generale. Esso si applica tanto alle costruzioni principali, quanto a quelle accessorie. Non v'è invero motivo plausibile per limitarne il campo d'applicazione alle costruzioni principali.

  1. Nell'evenienza concreta, il controverso intervento rientra indubitabilmente nel quadro degli interventi ammissibili in base all'art. 3 cpv. 2 NAPR. Esso si configura infatti come un intervento di ricostruzione di un manufatto preesistente in contrasto con la distanza minima di 4 m, prescritta dall'art. 11 cpv. 4 NAPR per le costruzioni accessorie per rapporto ad edifici con aperture, qual è la casa della resistente. Il modico aumento dell'ingombro sul lato rivolto verso valle, conseguente alla sostituzione del tetto ad una falda con una soletta piana, rientra nei limiti di una ragionevole tolleranza ed è compensato dalla riduzione della volumetria sul lato opposto.

Indipendentemente dalla questione a sapere se il manufatto sia da configurare come costruzione accessoria e se l'intervento rientri nei limiti dei lavori ammissibili secondo l'art. 39 RLE, già per questo motivo, l'impugnativa va pertanto accolta, annullando la decisione governativa censurata e ripristinando la licenza rilasciata in sanatoria dal municipio ai ricorrenti.

La tassa di giustizia e le ripetibili di entrambe le istanze sono a carico della resistente secondo soccombenza.

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 3, 11, 25, 26 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza:

1.1. la decisione 13 marzo 2001 del Consiglio di Stato (n. 1194) è annullata.

1.2. la licenza edilizia 12 settembre 2000 rilasciata ai ricorrenti dal municipio di __________ è confermata.

  1. La tassa di giustizia di fr. 1'000.- è a carico della resistente, che rifonderà ai ricorrenti fr. 1'500.- a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.

  2. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

planning lawsetback distancesaccessory buildingreconstructionpermit in sanatoriabuilding permitvolume increasecosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the renovation of the pre-existing outbuilding could be authorized under Art. 3 cpv. 2 NAPR despite non-compliance with setback distances.

Decisione estratta

Yes. Art. 3 cpv. 2 NAPR applies generally to both principal and accessory buildings and allows reconstruction on the old footprint even where distances are not met, so long as the volume is not appreciably increased.

Motivazione estratta

The work was a reconstruction of an existing structure that already infringed the applicable distance requirements. The slight increase in volume caused by replacing the sloping roof with a flat slab fell within reasonable tolerance and was offset by a reduction on the opposite side.

Questione giuridica chiave

Whether the municipal permit in sanatoria should be restored.

Decisione estratta

Yes. The State Council's annulment was set aside and the municipal building permit was confirmed.

Motivazione estratta

Because the intervention was permissible under the planning rules, the governmental decision lacked a basis.

Questione giuridica chiave

Allocation of court costs and party compensation.

Decisione estratta

The respondent neighbor must pay the justice fee and reimburse the appellants' party costs for both instances.

Motivazione estratta

Costs follow the losing party.

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