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52.2000.286 ΓÇó Setback derogation for one-storey roof raise upheld
52.2000.286Altro tribunale14 dic 2000Dismissed
The Ticino Administrative Court dismissed a neighbor’s appeal against a building permit for the elevation of a single-family house. The court held that Art. 9.2.3 NAPR allows a one-storey roof raise to preserve the existing boundary distance for buildings erected before the zoning plan entered into force, provided the other zoning limits are respected. The project met the height, occupancy, and exploitation indices. Arguments based on Art. 123 LAC and on openings in the facade were rejected as private-law objections outside the permit procedure. Court costs of CHF 800 were charged to the appellant.
Art. 9.2.3 NAPR; derogation from the minimum boundary distance for one-storey elevations of buildings erected before the entry into force of the zoning plan. The provision constitutes an exception to the general setback rule of Art. 9.2 NAPR and applies when the existing building is merely raised by one storey and all other zoning requirements of the zone are satisfied (consid. 2). Private-law provisions, including those governing neighborhood relations and facade openings, do not affect the administrative assessment of a building permit and must be pursued before the civil courts (consid. 3).
AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.2000.286
Data decisione, Autorità: 14.12.2000, TRAM
Incarto n. 52.2000.00286
Lugano 14 dicembre 2000
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 6 novembre 2000 di
contro
la decisione 17 ottobre 2000 del Consiglio di Stato (no. 4522), che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la licenza edilizia 11 luglio 2000 rilasciata dal municipio di __________ a __________ per la sopraelevazione di una casa d'abitazione (part. no. __________ RF);
viste le risposte:
13 novembre 2000 di __________;
14 novembre 2000 del Consiglio di Stato;
29 novembre 2000 del municipio di __________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
che il resistente __________ è proprietario di una casa d'abitazione monofamigliare, costruita nel 1961 e situata a __________, in località __________ (zona R2, part. no. __________ RF);
che l'edificio, strutturato su due livelli e dotato di un tetto piano, è alto m 5.83 verso valle e m 3.32 verso monte; su questo lato dista circa 2 m dal confine con il fondo (part. no. __________ RF), inedificato, di proprietà del ricorrente __________;
che il 17 maggio 2000 __________ ha chiesto al municipio il permesso di sopraelevare l'immobile sino ad un'altezza di m 4.90 sul lato a monte, rispettivamente m 7.41 sul lato a valle, dotandolo di un tetto a falde;
che alla domanda si è opposto __________, contestandola dal profilo della distanza dal confine verso il suo fondo;
che, raccolto il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, l'11 luglio 2000 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, ritenendo l'intervento conforme alla facilitazione prevista dall'art. 9.2.3 NAPR, che permette di sopraelevare di un piano gli edifici costruiti prima dell'entrata in vigore del PR ad una distanza da confine inferiore a quella prescritta;
che con giudizio 17 ottobre 2000 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza, respingendo il ricorso contro di esso inoltrato dall'opponente;
che il Governo ha, a sua volta, ritenuto l'intervento conforme all'art. 9.2.3 NAPR, rinviando l'insorgente a far valere in sede civile le contestazioni riguardanti l'apertura di finestre;
che contro il predetto giudizio governativo il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendogli di annullarlo assieme alla controversa licenza;
che l'insorgente rileva che l'art. 123 LAC considera nuova fabbrica anche il semplice innalzamento di una costruzione; applicabile al caso sarebbe quindi l'art. 9.2 NAPR, che impone alle nuove costruzioni di rispettare una distanza minima di 3 m dal confine; distanza che, a suo avviso, sarebbe applicabile anche alle nuove aperture;
che il Consiglio di Stato, il municipio di __________ ed il beneficiario della licenza edilizia si oppongono al ricorso senza formulare osservazioni;
considerato, in diritto
che il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta l'art. 21 LE e può essere deciso sulla base degli atti (art. 18 PAmm) con succinta motivazione, siccome palesemente infondato;
che a norma dell'art. 9.2 NAPR di __________ edifici alti fino a m 7.50 e lunghi fino a m 16.00 devono rispettare una distanza di almeno 3 m dal confine;
che secondo l'art. 9.2.3 NAPR, nel caso particolare di sopraelevazioni di un unico piano di edifici sorti prima dell'entrata in vigore del PR le distanze dal confine possono essere mantenute alla condizione che siano rispettate tutte le altre disposizioni di zona;
che, come indica il suo marginale "deroga alla distanza da confine per sopraelevazione di edifici", la norma succitata introduce a favore degli edifici sorti prima dell'entrata in vigore del PR un'eccezione alla distanza minima dal confine fissata dall'art. 9.2 NAPR;
che la casa del resistente:
· sorge a m 2 invece che a m 3 dal confine verso il fondo del ricorrente;
· è stata costruita nel 1961, prima dell'entrata in vigore del PR (1986);
· verrebbe innalzata di un piano, da m 5.83 a m 7.41;
che l'intervento risponde pienamente alle condizioni poste dall'art. 9.2.3 NAPR per la concessione di una licenza in deroga alla distanza minima dal confine: l'altezza rientra nel limite della zona (m 7.50), gli indici di occupazione (17 %) e di sfruttamento (0.39) sono inferiori a quelli prescritti (30 %; 0.4);
che del tutto prive di fondamento sono le censure sollevate dall'insorgente sulla base dell'art. 123 LAC: norma di diritto privato, del tutto inapplicabile nell'ambito della procedura di rilascio della licenza edilizia;
che manifestamente improponibili, in quanto fondate sul diritto privato, sono pure le censure sollevate dal ricorrente in relazione alle aperture previste nella facciata prospiciente al confine;
che il ricorso, destituito di qualsiasi fondamento, per non dire temerario, va quindi senz'altro respinto;
che la tassa di giustizia è a carico del ricorrente.
Per questi motivi,
visti gli art. 21 LE; 9 NAPR di __________; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm;
dichiara e pronuncia:
Il ricorso è respinto.
La tassa di giustizia di fr. 800.-- è a carico del ricorrente.
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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