Fence qualifies as boundary structure, not subject to setback rules

52.2000.166Altro tribunale17 ago 2000Granted

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The appellant hereditary community challenged the refusal to authorize an iron fence to be placed in front of a neighbor’s window so as to block access to its balcony. The municipality and the State Council refused, relying on the setback rule for buildings with openings and on fire-safety concerns. The Administrative Court held that the fence was a boundary structure, not a building, so the setback rule of Article 29 NAPR did not apply. It also rejected abuse-of-rights and fire-safety arguments. The appeal was therefore upheld, the two prior decisions annulled, and the matter remitted to the municipality to issue the permit. Costs and party compensation were imposed on the neighbor.

Massima Omnilex

Art. 29 NAPR; boundary structures and setback requirements; abuse of rights and fire-safety objections. Public-law distance rules governing buildings do not apply to works of enclosure. Such structures may, in principle, be erected on the boundary even toward a neighboring building with openings, unless the exercise of the property right is abusive. The assessment of building conformity is confined to restrictions burdening the parcel to be built on; the fact that a neighboring building may lose an access route or an escape path does not by itself justify refusal of the permit. Fire-safety issues affecting the neighbor’s building are to be addressed, if necessary, by measures imposed on that building, not by limiting the applicant’s building possibilities (consid. 2-4).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2000.166

Data decisione, Autorità: 17.08.2000, TRAM

Incarto n. 52.2000.00166

Lugano 17 agosto 2000

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 19 giugno 2000 di

Comunione ereditaria fu __________ patr. da: avv. __________

contro

la decisione 23 maggio 2000 del Consiglio di Stato (n. 2109) che respinge l'impugnativa presentata dalla ricorrente avverso la risoluzione 9 febbraio 2000 con cui il municipio di Intragna le ha negato il permesso di posare un'inferriata sul balcone della sua casa d'abitazione (part. no. __________ RF);

viste le risposte:

  • 27 giugno 2000 del Consiglio di Stato;

  • 27 giugno 2000 del municipio di __________;

  • 04 luglio 2000 di __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che la comunione ereditaria ricorrente è proprietaria di uno stabile d'appartamenti situato nel nucleo d'__________ (part. n. __________ RF); il resistente è invece proprietario dello stabile vicino (part. n. __________ RF), parzialmente contiguo, la cui facciata E forma un angolo retto con quella N del primo;

che la facciata E della costruzione del resistente presenta al primo piano una finestra, risultante dalla riduzione di una porta, attraverso la quale si può di fatto accedere al balcone che corre lungo la facciata N dello stabile della ricorrente;

che il 25 settembre 1999 la ricorrente ha chiesto al municipio di Intragna il permesso di posare un'inferriata davanti alla finestra in questione, a 5 cm dalla facciata, al fine evidente di impedire che dalla casa del resistente si possa accedere al suo ballatoio passando attraverso la finestra;

che __________ si è opposto alla domanda, ritenendo violata la distanza minima di 4 m prescritta dall'art. 29 NAPR verso edifici con aperture;

che per lo stesso motivo, con decisione 9 febbraio 2000 il municipio di Intragna ha negato la licenza richiesta;

che con giudizio 29 maggio 2000 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata dalla comunione ereditaria fu __________;

che il Governo ha in sostanza ritenuto che l'inferriata disattendesse la distanza prescritta dall'art. 29 NAPR, pregiudicasse la sicurezza dell'edificio del resistente, sopprimendo una via di fuga in caso d'incendio e costituisse un abuso di diritto in quanto posata all'unico scopo di molestare il vicino;

che contro il predetto giudizio governativo i soccombenti insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinvio degli atti al municipio affinché rilasci la licenza richiesta;

che gli insorgenti rilevano che lo stabile del resistente dispone di altre vie di fuga in caso d'incendio, negano di abusare del loro diritto di proprietà e sottolineano come l'inferriata non pregiudichi minimamente il conseguimento delle finalità perseguite dalle norme sulle distanze;

che all'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, il municipio di __________ e il resistente __________, che contesta dettagliatamente le tesi dell'insorgente;

considerato, in diritto

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dei ricorrenti, agenti in giudizio come comunione ereditaria, e la tempestività del ricorso sono date; il ricorso è dunque ricevibile in ordine giusta l'art. 21 LE;

che il giudizio può essere reso sulla base degli atti (art. 18 PAmm): l'eloquente documentazione fotografica rende superfluo l'esperimento del sopralluogo chiesto dai ricorrenti;

che nella zona del nucleo di Intragna l'art. 29 NAPR stabilisce le seguenti distanze:

· a confine se non vi sono aperture, altrimenti a m 1.50 da confine sul fondo aperto;

· minimo m 3.00 verso un edificio senza aperture o in contiguità;

· minimo m 4.00 verso un edificio con aperture;

che la norma in questione recepisce in parte l'ordinamento delle distanze sancito dagli art. 120 e 124 LAC, adattandolo alle esigenze del diritto edilizio comunale;

che le norme di diritto pubblico volte a disciplinare le distanze fra edifici non si applicano alle opere di cinta; riservato il caso dell'abuso di diritto, quest'ultime possono essere erette sul confine, indipendentemente dall'esistenza di edifici, con o senza aperture, sul fondo vicino (Scolari, Commentario, II. ed., ad art. 39 LE, n. 1183);

che la controversa inferriata va configurata come un'opera di cinta: essa serve infatti ad impedire che dalla finestra del resistente si possa accedere al balcone della comunione ereditaria ricorrente; non è un edificio;

che, in quanto opera di cinta, il manufatto può sorgere a confine verso il fondo del resistente;

che, contrariamente a quanto assume il Consiglio di Stato, la posa dell'inferriata non integra gli estremi dell'abuso di diritto;

che la ricorrente si limita infatti ad esercitare il suo diritto di proprietà, rispettando i diritti del vicino qui resistente; in particolare, permettendo alla finestra di ricevere ancora luce ed aria;

che diversa potrebbe essere la valutazione se al posto dell'inferriata fosse costruito un muro;

che il pericolo d'incendio, paventato dal Consiglio di Stato, non costituisce un valido motivo per negare la licenza richiesta;

che la conformità degli interventi edilizi va infatti esaminata soltanto per rapporto alle restrizioni della proprietà che gravano sul fondo dedotto in edificazione;

che dalle esigenze di sicurezza dello stabile del resistente in tema di protezione contro gli incendi non possono di principio derivare limitazioni delle possibilità edificatorie del fondo della ricorrente;

che la ricorrente è tenuta ad adottare i provvedimenti atti ad evitare che il fuoco si propaghi dal suo stabile a quello del vicino, ma non è tenuta ad assicurare al vicino vie di fuga verso il suo fondo;

che se la posa dell’inferriata rende lo stabile del resistente insicuro dal profilo delle norme antincendio, spetterà al municipio ordinare le misure necessarie per renderlo conforme;

che non potendosi applicare alle opere di cinta le distanze prescritte dall'art. 29 NAPR, il ricorso va quindi accolto, annullando la decisione municipale impugnata e quella governativa che la conferma siccome lesive del diritto;

che gli atti vanno rinviati al municipio di __________ affinché rilasci la licenza richiesta;

che la tassa di giustizia e le ripetibili sono poste a carico del resistente secondo soccombenza (art. 28, 31 PAmm);

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 29 NAPR di Intragna; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza:

1.1. la decisione 23 maggio 2000 del Consiglio di Stato e al decisione 9 febbraio 2000 del municipio di __________ sono annullate;

1.2. gli atti sono rinviati al municipio di __________ affinché rilasci alla ricorrente la licenza richiesta;

  1. La tassa di giustizia e le spese di fr. 600.-- sono a carico del resistente, che rifonderà fr. 900.-- alla ricorrente a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.

  2. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

zoningboundary structuresetback distanceabuse of rightsfire safetypermit refusaladministrative appealparty costs

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the appeal was admissible

Decisione estratta

The court had jurisdiction, the appellants had standing as an hereditary community, and the appeal was timely.

Motivazione estratta

The procedural requirements were met under the applicable administrative procedure rules.

Questione giuridica chiave

Whether the iron fence was subject to the setback distance of Article 29 NAPR

Decisione estratta

No. The structure was a boundary fence, not a building, and therefore the building setback rules did not apply.

Motivazione estratta

Public-law distance rules regulate buildings; boundary fences may be erected on the boundary unless there is abuse of rights.

Questione giuridica chiave

Whether the permit request constituted an abuse of rights

Decisione estratta

No abuse of rights was shown.

Motivazione estratta

The appellant merely exercised its property right while still leaving the neighbor’s window light and air; the fence was not equivalent to building a wall.

Questione giuridica chiave

Whether fire-safety concerns justified refusal of the permit

Decisione estratta

No. Fire-safety concerns on the neighbor’s building did not limit the appellant’s building rights on its own land.

Motivazione estratta

The appellant had to prevent fire spread from its own building, but was not required to provide escape routes across its property for the neighbor.

Questione giuridica chiave

Costs and compensation

Decisione estratta

Costs and party compensation were charged to the respondent.

Motivazione estratta

The respondent was unsuccessful and had to bear the legal costs under the applicable administrative procedure rules.

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