AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
52.2000.160
Data decisione, Autorità:
16.08.2000, TRAM
Incarto n.
52.2000.00160-183
Lugano
18 agosto 2000
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi
9 giugno (a) e 11 luglio 2000 (b) di
entrambi patr. da: avv. __________
contro
(a) la decisione 24 maggio 2000 del Presidente del
Consiglio di Stato (no. 2213) che respinge l'istanza di concessione
dell'effetto sospensivo all'impugnativa presentata dagli insorgenti avverso
la risoluzione 21 aprile 2000 con cui il municipio di __________ ha ordinato
la chiusura immediata della residenza __________ a __________;
(b) la decisione 27 giugno 2000 del Consiglio di
Stato (n. 2740) che respinge le impugnative presentate dagli insorgenti
avverso la risoluzione 21 aprile 2000 con cui il municipio di __________ ha ordinato
la chiusura immediata della residenza __________;
viste le risposte:
al ricorso di cui sub a
al ricorso di cui sub b
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. La
__________ è conduttrice di tutti gli appartamenti mono e bilocali della residenza
__________, situata a __________, nel quartiere di __________. __________ è
l'amministratore unico della società.
Da diversi anni gli appartamenti sono
occupati da giovani donne, provenienti da paesi sudamericani o dell'est
europeo, che, entrate in Svizzera come turiste, vi soggiornano per qualche mese
allo scopo, notorio, di esercitarvi la prostituzione, adescando i clienti nel
bar __________, situato a pianterreno dello stesso immobile.
Da tempo, le attività delle prostitute
insediatesi nella residenza __________ suscitano vivaci proteste fra gli
abitanti del quartiere, molestati dalle immissioni che ne derivano e
preoccupati per il progressivo degrado dell'ambiente circostante.
Una vasta operazione di bonifica, condotta
dalla polizia nel 1999, si è risolta con l'espulsione dalla Svizzera delle
prostitute soggiornanti abusivamente nella residenza. In breve tempo, le prostitute
espulse sono tuttavia state sostituite da altre operatrici del sesso.
B. Nella notte
tra il 15 ed il 16 aprile 2000 è stata uccisa una prostituta nella vicina residenza
__________, uno stabilimento del tutto simile a quello in esame.
Prendendo lo spunto da questo fatto di
sangue, il 20 aprile 2000 il municipio ha ordinato "la chiusura
immediata della residenza ______ sino a chiarimento della situazione
d'illegalità palesemente esercitata all'interno dell'albergo, rispettivamente
all'ingiunzione delle relative misure da parte delle competenti autorità sia
penali che amministrative".
L'ordine si richiamava all'art. 107 LOC,
ravvisando nell'attività esercitata dalle ragazze straniere stabilitesi nella
residenza Bellariva "una grave minaccia sia all'ordine pubblico,
rispettivamente alla quiete pubblica che all'integrità fisica delle persone".
L'ordine di chiusura era comunque
relativizzato dalla concessione, fatta alle ragazze, di continuare a
soggiornare nelle camere loro locate fino ad inchiesta conclusa. In pratica,
esso era quindi ridotto ad un divieto d'accesso all'immobile "da parte
di estranei e di terze persone, in particolare di potenziali clienti".
Il provvedimento disponeva che un eventuale
ricorso non avrebbe esplicato effetto sospensivo.
Per gli stessi motivi, il municipio ha
contemporaneamente decretato la chiusura immediata del bar __________.
C. Contro
queste decisioni la __________ ed __________ sono insorti davanti al Consiglio
di Stato, chiedendo, in via provvisionale, che al ricorso fosse concesso
l'effetto sospensivo preventivamente revocato dal municipio. Davanti allo
stesso Consiglio si sono pure aggravati la __________, titolare
dell'autorizzazione a gestire il bar __________ ed il suo gerente __________,
contestando l'ordine di chiusura immediata dell'esercizio pubblico e
sollecitando a loro volta la concessione dell'effetto sospensivo.
Con distinte decisioni del 24 maggio 2000 il
Presidente del Consiglio di Stato ha respinto le domande di concessione
dell'effetto sospensivo, ritenendo che la gravità delle turbative riscontrate
dal municipio di __________ e l'urgenza di porvi rimedio giustificassero
l'adozione di misure immediatamente esecutive.
D. Contro
queste decisioni del Presidente del Governo i soccombenti sono ulteriormente
insorti davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento
e postulando nuovamente la concessione dell'effetto sospensivo. In sostanza,
gli insorgenti negano che siano date le premesse per decretare e mantenere l'immediata
esecutività del provvedimento censurato.
All'accoglimento dei ricorsi si sono opposti
il Consiglio di Stato, che non ha formulato osservazioni, ed il municipio di
__________, che ha contestato partitamente le tesi degli insorgenti.
E. Con unico
giudizio del 27 giugno 2000 il Consiglio di Stato ha poi respinto le impugnative
inoltrate dalla __________ e da __________, rispettivamente dalla __________ e
da __________ contro il merito degli ordini di chiusura.
Il Governo ha in sostanza ritenuto che i
disagi arrecati al quartiere di __________ dall'attività esercitata
abusivamente dalle prostitute insediatesi nella residenza __________ e facenti
capo al bar __________ per l'acquisizione della clientela fossero di una
gravità tale da giustificare l'adozione di provvedimenti drastici, fondati
sulla clausola generale di polizia. La chiusura immediata del bar __________ ed
il divieto d'accesso alla sovrastante residenza __________, nelle particolari
circostanze del caso concreto, costituirebbero misure necessarie ed adeguate per
ristabilire l'ordine e la quiete pubblica.
F. Contro il
predetto giudizio governativo si sono aggravati davanti al Tribunale cantonale
amministrativo la __________ ed __________, chiedendone l'annullamento, in via
principale, per nullità, ed in via subordinata per infondatezza della
controversa risoluzione municipale. Chiedono inoltre che venga loro riconosciuta
un'indennità di fr. 15'000.-- a titolo di ripetibili.
Riallacciandosi al ricorso inoltrato contro
la decisione del Presidente del Consiglio di Stato, di cui si è detto sopra, i
ricorrenti ripropongono in questa sede l'eccezione di nullità del provvedimento
impugnato siccome privo della firma del sindaco: eccezione che il Consiglio di
Stato ha lasciato inevasa. Contestato il rigetto della richiesta di
sopralluogo, gli insorgenti negano poi che fossero date le premesse per ordinare
la chiusura immediata della residenza __________. L'ordine pubblico non sarebbe
minacciato da alcun pericolo grave, imminente e non altrimenti evitabile. L'ordine
di chiusura, privo di limiti temporali certi, sarebbe comunque sproporzionato.
Prova ne sarebbe che lo stesso Consiglio di
Stato, nei considerandi del giudizio, ha rilevato un netto miglioramento della
situazione, prospettado l'ipotesi di una revoca del provvedimento.
G. Il ricorso
della __________ e di __________ è avversato dal Consiglio di Stato, che ne
postula il rigetto senza formulare osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il
municipio di __________, contestando le tesi degli insorgenti con argomenti che
verranno discussi qui appresso.
H. La
__________ e __________ hanno dal canto loro dichiarato di rinunciare a ricorrere
contro la decisione 27 giugno 2000 del Consiglio di Stato.
Considerato, in
diritto
- 1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 208 LOC e
21 LPAmm.
Sebbene il divieto d'accesso alla residenza
__________ colpisca in primo luogo le prostitute sublocatarie degli
appartamenti, alla __________ può essere riconosciuta la legittimazione attiva.
Essa è infatti toccata in misura sufficientemente diretta e concreta dal
provvedimento censurato, che la pregiudica nei suoi diritti di locataria degli
appartamenti. Incerta è invece la potestà ricorsuale di __________, semplice
amministratore unico della società ricorrente, e quindi toccato soltanto
indirettamente dal provvedimento impugnato. La legittimazione attiva di questo
ricorrente va comunque ammessa almeno nella misura in cui è gravato da tasse di
giustizia.
I ricorsi della __________ e di __________,
tempestivi, sono dunque ricevibili in ordine. Su quello inoltrato dalla
__________ e dal gerente del bar __________ contro la decisione del Presidente
del Consiglio di Stato verrà statuito con separato giudizio.
1.2. Le impugnative possono essere decise
con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti, senza istruttoria
(art. 18 PAmm).
Le decisioni del Presidente del Consiglio di
Stato statuenti su domande di concessione dell'effetto sospensivo a ricorsi
proposti contro provvedimenti dichiarati immediatamente esecutivi dalla legge o
dall’autorità decidente vanno di principio emanate sulla base dei soli atti di
causa (Borghi Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 21
PAmm, n. 1 c). Ciò non significa che i fatti allegati dall’autorità a suffragio
del provvedimento adottato siano da considerare senz’altro provati. Il
carattere sommario di queste procedure non dispensa né il presidente del
Governo, né il Tribunale cantonale amministrativo in caso di ricorso contro la
decisione di quest’ultimo, dall’obbligo di procedere ad un’attenta verifica
della fattispecie sulla base degli elementi a disposizione. Verifica che,
comunque, deve rimanere nei limiti di un giudizio d’apparenza.
Esente da violazioni del diritto di essere
sentito è pure il rifiuto del Consiglio di Stato di dar seguito alla richiesta
di sopralluogo avanzata dai ricorrenti. Per consentire al giusdicente di
formarsi un'idea attendibile della situazione reale che ha indotto il municipio
ad adottare il provvedimento censurato occorrerebbe, in effetti, esperire un
sopralluogo non preannunciato, quando la residenza è occupata dalle turiste del
sesso ed il bar in attività, dando poi alle parti la possibilità di prendere
posizione sulle constatazioni effettuate. Una visita in luogo, nelle
circostanze attuali, con il bar chiuso e la residenza vuota, appare
manifestamente inidonea a procurare notizie utili ed attendibili sui termini
fattuali della vertenza.
Analogamente, nemmeno davanti al Tribunale
cantonale amministrativo si giustifica l'assunzione di prove. Questo tribunale
conosce peraltro a sufficienza le attività connesse al bar __________, di cui
ha già avuto modo di occuparsi (STA 17.5.99 in re A. SA e P.L.). L'esperimento
di un sopralluogo non appare quindi atto a procurare la conoscenza di ulteriori
fatti rilevanti per il giudizio. Per gli stessi motivi vanno respinte le
eccezioni di violazione del diritto di essere sentiti, sollevate dai ricorrenti
in relazione al rifiuto del presidente del Consiglio di Stato di assumere
questa prova.
- 2.1.
Giusta l'art. 118 cpv. 3 LOC, il sindaco, nei casi urgenti, prende i
provvedimenti necessari, sottoponendo il suo operato, non appena possibile alla
ratifica del municipio.
La norma in questione conferisce al capo
dell'esecutivo comunale il potere di adottare provvedimenti urgenti, rientranti
nella sfera di competenze del municipio. Essa è analoga ad altre disposizioni,
che attribuiscono al presidente di un organo collegiale la facoltà di adottare
misure di prima urgenza, al fine di evitare quei ritardi che subentrerebbero
qualora la decisione dovesse essere sottoposta agli altri membri del collegio.
Contro le decisioni adottate dal sindaco
giusta l'art. 118 cpv. 3 LOC non sono dati rimedi ordinari. Impugnabili,
secondo l'art. 208 LOC, sono soltanto le decisioni degli organi comunali, ovvero
del municipio e del legislativo comunale (art. 9 LOC). Deducibile davanti al
Consiglio di Stato è quindi soltanto la decisione con cui il municipio ratifica
il provvedimento adottato dal sindaco.
2.2. Nell'evenienza concreta, l'ordine di
chiusura della residenza __________, impartito alla __________ per il tramite
del suo amministratore unico, pur essendo formalmente intestato al municipio, è
stato adottato dal sindaco di quindicina (art. 104 cpv. 1 LDEP) e firmato per
delega dal vicesindaco (art. 120 LOC). Il municipio l'ha ratificato nella
seduta del 4 maggio successivo.
Anche se formalmente claudicante, a causa
dell'erronea indicazione dell'autorità da cui promana, la decisione in esame,
adottata dal sindaco in base all'ipotesi prefigurata dall'art. 118 cpv. 3 LOC,
sfugge all'eccezione di nullità sollevata dai ricorrenti siccome fatta
successivamente propria dal municipio,.
- 3.1.
Giusta l'art. 47 PAmm il ricorso ha effetto sospensivo a meno che la legge o la
decisione impugnata non dispongano altrimenti. In questo caso, soggiunge la norma,
il ricorrente può chiedere al presidente dell'autorità di ricorso la
sospensione della decisione.
Di regola, le decisioni dell'autorità
amministrativa crescono in giudicato formale e diventano esecutive soltanto al
momento in cui scadono inutilizzati i termini di ricorso.
La legge stessa o l'autorità decidente
possono tuttavia prevedere che la decisione sia immediatamente esecutiva,
ovvero esplichi effetti sin dal momento in cui viene notificata agli
interessati. La provvisoria esecutività delle decisioni non ancora cresciute in
giudicato formale è sostanzialmente equiparabile ad una misura cautelare, volta
a permettere alla decisione di esplicare effetti materiali già prima della scadenza
del termine d'impugnazione (RDAT 1990 n. 29; Borghi Corti, op. cit., ad art. 47
n. 2).
Il conferimento della provvisoria
esecutività ad una decisione da parte dell'autorità decidente ha carattere
eccezionale. Esso deroga infatti al principio generale, stabilito dalla legge,
che fa dipendere l'esecutività delle decisioni dalla scadenza infruttuosa dei
termini di ricorso. L'autorità decidente, che intende revocare preventivamente
l'effetto sospensivo attribuito dalla legge al ricorso, deve procedere ad
un’accurata ponderazione degli interessi contrapposti. Essa deve in particolare
porre a confronto l'interesse di chi è gravato da una decisione sfavorevole ad
evitare di doverne sopportare le conseguenze prima che essa cresca in giudicato
formale con l’interesse di chi postula che il provvedimento esplichi effetti
materiali sin dal momento in cui viene notificato al suo destinatario.
Nell'ambito di questa ponderazione d’interessi, l'autorità amministrativa deve
soprattutto evitare che l'anticipata esecuzione dell’atto determini, senza
ragionevole necessità, situazioni di fatto irreversibili o comunque
difficilmente modificabili in caso di accoglimento del ricorso.
Riservate le limitazioni poste
dall’autonomia comunale, il presidente del Consiglio di Stato, chiamato a
statuire su una domanda di sospensione di una decisione dichiarata
immediatamente esecutiva per disposizione della legge o dell'autorità che l'ha
adottata, fruisce in linea di massima di pieno potere cognitivo. Il potere
d’esame del Tribunale cantonale amministrativo, chiamato a pronunciarsi su
impugnative proposte contro decisioni che accolgono o respingono simili
domande, è invece circoscritto alla violazione del diritto, in particolare
sotto il profilo dell’abuso di potere. Da questo profilo, esso deve in
particolare limitarsi a verificare che la decisione, mediante la quale il
presidente del Governo respinge o accoglie la domanda di concessione o di ripristino
dell’effetto sospensivo negato dalla legge o preventivamente revocato
dall’autorità decidente, non discenda da una ponderazione degli interessi
contrapposti insostenibile, in quanto fondata su considerazioni estranee alla
materia, sprovvista di giustificazioni oggettive o altrimenti lesiva dei
principi fondamentali del diritto amministrativo.
3.2. Con decisione 21 aprile 2000, fondata
sull’art. 107 LOC, il sindaco di __________ ha in concreto vietato ad estranei,
in particolare ai clienti delle prostitute insediatesi negli appartamenti della
__________, di accedere alla residenza __________. Il provvedimento è stato
dichiarato immediatamente esecutivo.
Con la risoluzione 24 maggio 2000, qui in
esame, il presidente del Consiglio di Stato ha respinto la domanda di
sospensione del provvedimento, nel frattempo ratificato dal municipio,
ritenendo in sostanza che l’interesse generale all’immediata esecutività del
divieto prevalesse sull’interesse della società ricorrente a permettere alle
sue locatarie di continuare indisturbate la loro attività.
Il divieto in questione, così com'è stato
configurato dal municipio, va ricondotto alla cosiddetta clausola generale di
polizia. Questa clausola abilita l'autorità esecutiva ad adottare, indipendentemente
dall’esistenza di un’esplicita base legale, provvedimenti urgenti, volti a
ristabilire l’ordine pubblico perturbato od a preservare i beni di polizia
minacciati da pericoli gravi, imminenti, che non possono essere evitati con i
mezzi messi a disposizione dalla legge. Essa costituisce un rimedio di natura
sussidiaria, al quale l'autorità amministrativa può far capo soltanto quando le
misure previste dalla legge non sono atte a ristabilire l'ordine od a sventare
il pericolo che incombe su un determinato bene di polizia (DTF 111 Ia 247; RDAT
1990 n. 3; Imboden Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., n.
134 B I seg.; Rhinow Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung; Erg.
Bd., ibidem).
Considerate le finalità perseguite, i
provvedimenti retti dalla clausola generale di polizia devono essere immediatamente
esecutivi. Provvedimenti urgenti destinati a scongiurare pericoli gravi,
imminenti e non altrimenti evitabili devono necessariamente esplicare effetti
sin dal momento in cui sono adottati. Lo esige l’urgenza che li caratterizza e
che costituisce un presupposto per la loro adozione. Ammettere che simili
provvedimenti diventino esecutivi soltanto dopo la scadenza infruttuosa del
termine di ricorso o dopo il rigetto definitivo di eventuali impugnative significherebbe
negare implicitamente il requisito dell’urgenza.
A meno che la legge concretamente
applicabile escluda preventivamente l’effetto sospensivo di un eventuale
ricorso, tali provvedimenti vanno quindi abbinati ad una clausola che li
dichiari immediatamente esecutivi.
Analogamente, deve di principio essere
respinta qualsiasi domanda rivolta al presidente del Consiglio di Stato di
sospenderne l’esecuzione durante la procedura di ricorso. Una diversa soluzione
costituirebbe un’inammissibile anticipazione del giudizio di merito, poiché,
disconoscendo la necessità di un'esecuzione immediata, verrebbe nel contempo
implicitamente negata anche l'esistenza di un pericolo grave, immediato e non
altrimenti evitabile, suscettibile di giustificare l'adozione di misure urgenti
fondate sulla clausola generale di polizia.
Resta comunque riservata al presidente del
Consiglio di Stato la possibilità di adottare adeguate misure cautelari durante
la procedura di ricorso in caso di mutamento delle circostanze che avevano
giustificato l'adozione dei provvedimenti censurati.
3.3. Ferme queste premesse, la valutazione
operata dal presidente del Consiglio di Stato circa la gravità del pericolo per
l'ordine pubblico, in particolare per la quiete pubblica e l'integrità fisica
delle persone, costituito dal bordello insediatosi abusivamente nella residenza
__________ non resiste in concreto alla critica.
Per giustificare l'immediata esecutività del
divieto in contestazione, il municipio si è richiamato al fatto di sangue di
cui si è detto in narrativa, all'attività esercitata dalle prostitute in
contrasto con le norme della LDDS ed alle lamentele degli abitanti del quartiere.
Nessuno di questi motivi rende tuttavia verosimile l'esistenza di un pericolo
grave, imminente e non altrimenti evitabile per i beni di polizia che il
municipio reputa minacciati dall'attività delle operatrici del sesso
stabilitesi nella residenza __________. Il fatto di sangue, del tutto fortuito,
siccome attribuibile all'insania di un singolo cliente, si è verificato in un
altro postibolo e non può costituire un valido motivo per un intervento
immediatamente esecutivo. Parimenti insufficienti al riguardo sono le lamentele
degli abitanti del quartiere, che ormai da lungo tempo denunciavano la
situazione venutasi a creare. Né l'immediata esecutività del provvedimento
impugnato può essere giustificata dal carattere illecito dell'attività svolta
dalle inquiline della residenza. Tanto meno quando si consideri che producendo
davanti al Consiglio di Stato gli elenchi delle inquiline regolarmente
notificatigli dalla __________, il municipio non può evidentemente pretendere
di essere venuto soltanto a quel momento a conoscenza dell'irregolarità della
loro posizione per rapporto alle disposizioni della LDDS. Con la risposta alla
domanda di concessione dell'effetto sospensivo, inoltrata dalla __________ al
presidente del Consiglio di Stato, l'autorità comunale ha ulteriormente
prodotto i rendiconti dei controlli effettuati dalla polizia nel quartiere nei
primi mesi di quest'anno. Nemmeno questi rendiconti sono tuttavia idonei a
suffragare la necessità di conferire immediata esecutività al divieto in
questione. Da questi atti emerge infatti soltanto che la polizia ha elevato
numerose contravvenzioni per infrazione di divieti di sosta o di posteggio.
Dall'apposita rubrica "rumori molesti" non emerge per contro alcun
intervento.
In mancanza di qualsiasi elemento atto a
rendere quantomeno verosimile l'esistenza di un pericolo grave, incombente e
non altrimenti evitabile per "l'ordine pubblico, in particolare per la
quiete pubblica e per l'integrità fisica delle persone", la decisione
del municipio di conferire immediata esecutività al divieto d'accesso alla
residenza __________ deve quindi essere annullata al pari della decisione con
cui il presidente del Consiglio di Stato ha respinto la domanda di conferimento
dell'effetto sospensivo.
- Gli stessi
motivi che giustificano l'annullamento della decisione del presidente del
Consiglio di Stato e di quella del municipio di togliere preventivamente
l'effetto sospensivo ad un eventuale ricorso portano ad accogliere anche
l'impugnativa inoltrata dalla __________ e dal suo amministratore unico contro
il giudizio con cui il Governo ha confermato il divieto d'accesso alla
residenza __________.
L'attività delle prostitute che soggiornano
nell'immobile è sicuramente illecita dal profilo delle norme della LDDS, che
vietano agli stranieri di esercitare attività lucrative senza permesso. È anche
possibile che essa non sia nemmeno conforme alla legislazione edilizia ed
ambientale dal profilo delle immissioni moleste, materiali ed immateriali che
comporta. Benché significativi, gli inconvenienti connessi a questa attività
non costituiscono tuttavia una minaccia per i beni di polizia suscettibile di
giustificare l'adozione di provvedimenti fondati sull'art. 107 LOC.
Per ristabilire una situazione conforme al
diritto dovrebbe in effetti bastare una più attenta vigilanza delle autorità di
polizia competenti in materia di stranieri, abbinata all'adozione di provvedimenti,
fondati sulla LDDS e volti ad espellere dalla Svizzera quelle operatrici del
sesso, che, pretestando inesistenti motivi turistici, si insediano in edifici
residenziali od alberghieri, trasformandoli abusivamente, con l'interessata
compiacenza dei proprietari, in stabilimenti destinati all'esercizio della
prostituzione; un'attività commerciale non sempre compatibile con la funzione
assegnata dal PR alla zona di situazione dell'immobile.
All'infuori della scarsità di personale a
disposizione delle autorità di polizia, non è tutto sommato dato di vedere
quali difficoltà si frappongano all'attuazione di simili interventi. I
nominativi e il luogo di soggiorno di queste "turiste" sono
generalmente noti all'autorità se non già dal momento in cui entrano in
Svizzera, quantomeno a partire dal momento in cui vengono annunciati alle
istanze di controllo da parte del datore di alloggio. Gli elenchi dettagliati
delle "inquiline", che la __________ inviava regolarmente all'ufficio
controllo abitanti di __________, ne sono una prova evidente. A partire da quel
momento, un controllo anche solo sommario del territorio, dovrebbe permettere,
senza che occorranno laboriose indagini, di stabilire se queste donne, solitamente
giovani, non accompagnate da terzi e provenienti da paesi conosciuti come
esportatori di prostitute, si trattengano nel nostro paese per dedicarsi al mestiere
più antico del mondo o per conoscerne le attrazioni turistiche. In definitiva,
ci si può ragionevolmente aspettare che le autorità di polizia dispongano
almeno di quelle informazoni che pervengono senza alcuna difficoltà alla
clientela di queste donne.
Al di fuori delle misure che già la LDDS
mette a disposizione dell'autorità, ulteriori possibilità d'intervento per
ripristinare una situazione conforme al diritto sono date dalla legislazione
sulla pianificazione del territorio, da quella in materia di protezione
dell'ambiente, da quella sulla polizia delle costruzioni ed eventualmente da
quella sugli esercizi pubblici: ordinamenti, che, a determinate condizioni,
permettono al municipio o all'autorità cantonale, nell'ambito delle rispettive
competenze, di inibire la formazione e l'attività, non preventivamente
autorizzate, di questo genere di stabilimenti.
Offrendo la legge all'autorità
amministrativa adeguate basi legali per porre rimedio agli inconvenienti
derivanti dalla prostituzione, si deve necessariamente escludere che vi sia
spazio per l'adozione di misure fondate sulla clausola generale di polizia. Clausola,
alla quale è data comunque ricorso soltanto quale ultima ratio, quando
l'ordine pubblico perturbato non può essere salvaguardato o ristabilito con
altri mezzi.
Il divieto d'accesso alla residenza
__________, impartito dal municipio con riferimento ai clienti delle prostitute
che vi soggiornano, va quindi annullato siccome lesivo del diritto al pari
della decisione governativa che lo conferma.
- Dato
l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia.
Le ripetibili, commisurate all'effettivo
valore della causa ed al dispendio lavorativo che simili ricorsi possono
obbiettivamente occasionare, vanno poste a carico del comune.
Per questi motivi,
visti gli art. 107, 208 LOC; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65
PAmm;
dichiara
e pronuncia:
- I ricorsi
sono accolti.
§. Di conseguenza, sono annullate:
1.1. la decisione 21 aprile / 4 maggio 2000 con
cui il municipio di __________ ha vietato agli estranei l'accesso alla
residenza __________;
1.2. la decisione 24 maggio 2000 (2213) del
presidente del Consiglio di Stato.
1.3. la decisione 27 giugno 2000 (n. 2740) del
Consiglio di Stato.
-
Non si
prelevano né spese, né tassa di giustizia.
-
Il comune
di __________ rifonderà ai ricorrenti fr. 1'500.- a titolo di ripetibili di entrambe
le istanze.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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