Change-of-use permit annulled for procedural defects

52.1998.168Altro tribunale7 dic 1998Partially Granted

Sintesi

The commune appealed against a cantonal government decision that had granted private co-owners permission to sell a dwelling as a secondary residence. The administrative court held that the matter was a planning/building dispute and that the appeal was admissible. It then found that the municipal authority had issued the change-of-destination authorization without respecting the ordinary procedure required by the cantonal building legislation. This procedural defect was serious and could not be cured. The government decision was therefore annulled in the relevant part, and the file was remitted to the municipality for a fresh decision under the proper procedure. No costs or party compensation were imposed.

Regest

Art. 1 LE, 21 LE, 4 RLE; change-of-destination permit and mandatory procedure: a decision authorizing a use change of a building governed by planning restrictions must be issued through the ordinary procedure prescribed by the LE and implementing regulations. A total disregard of essential procedural rules constitutes a grave and evident defect that cannot be cured and requires annulment. Where the appeal succeeds because of the appellant's procedural violations, court costs and party compensation may be waived. The authority seized may remit the matter to the municipality for a new decision in accordance with the proper procedure (consid. 1-2).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.1998.168

Data decisione, Autorità: 07.12.1998, TRAM

Incarto n. 52.98.00168

Lugano 7 dicembre 1998

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 15 giugno 1998 del

Comune di __________ patrocinato da: avv. __________

contro

la decisione 26 maggio 1998, no. 2346, del Consiglio di Stato che annulla la decisione 31 marzo 1998 con cui il municipio di __________ ha negato a __________ e __________ il permesso di vendere la loro casa d'abitazione quale residenza secondaria;

viste le risposte:

  • 24 giugno 1998 del Consiglio di Stato;

  • 17 agosto 1998 di __________, e __________;

preso atto della replica 11 settembre 1998 del Comune di Sonvico e delle dupliche:

  • 23 settembre 1998 del Consiglio di Stato;

  • 14 ottobre 1998 di __________, e __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. I resistenti __________ e __________ sono comproprietari di una casa d'abitazione di 4 ½ locali (part. no. __________ RF), situata nel nucleo di __________ ed assoggettata all'obbligo di mantenimento della destinazione residenziale primaria sancito dall'art. 24 NAPR.

Il 14 novembre 1997 i resistenti hanno chiesto al municipio un'autorizzazione in deroga per vendere la casa quale residenza secondaria. La domanda è stata respinta con decisione 4 dicembre 1997, confermata dal Consiglio di Stato con giudizio 21 gennaio 1998, cresciuto in giudicato.

B. Il 14 marzo 1998 i resistenti hanno nuovamente chiesto al municipio il permesso di vendere la casa quale residenza secondaria, sostenendo di aver tentato invano di venderla come abitazione primaria ed adducendo di non essere in grado di mantenerla con questa destinazione.

Il 31 marzo 1998 il municipio ha nuovamente respinto la richiesta, ritenendo insoddisfatti i presupposti per la concessione di una deroga. Contro questa decisione i richiedenti si sono aggravati davanti al Consiglio di Stato, ponendo in evidenza le difficoltà incontrate nel tentativo di vendere la casa come abitazione primaria.

C. Con giudizio 26 maggio 1998 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, annullando la decisione impugnata ed accordando agli insorgenti il permesso rivendicato.

In sostanza, il Governo ha ritenuto dati i presupposti dell'art. 24 cifra 4 lett. d NAPR, che permette al municipio in casi eccezionali di accordare deroghe ai vincoli di destinazione qualora la conservazione dell’uso abitativo primario comporti un sacrificio economico eccessivo per il proprietario.

D. Contro il predetto giudizio governativo si è aggravato davanti al Tribunale cantonale amministrativo il comune di __________, chiedendo il ripristino della decisione municipale annullata.

Riassunti i fatti salienti, l'insorgente contesta che siano dati i presupposti per la concessione di una deroga fondata sull'art. 24 cifra 4 lett. d NAPR. I resistenti non avrebbero affatto provato che il mantenimento della residenza primaria comporti un sacrificio economico eccessivo. A suo avviso, i resistenti avrebbero semplicemente trovato un acquirente intenzionato ad utilizzare l’immobile come residenza secondaria e disposto a corrispondere un prezzo allettante, superiore a quello reperibile in caso di vendita ad indigeni.

E. All'accoglimento del ricorso si è opposto il Consiglio di Stato senza formulare particolari osservazioni.

Ad identica conclusione sono pervenuti i resistenti __________ e __________, contestando partitamente le tesi dell'insorgente con argomenti volti a sottolineare le difficoltà economiche in cui verserebbero a seguito dell'obbligo di mantenere l'attuale destinazione residenziale primaria dell'immobile.

F. In sede di replica e di dupliche le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle rispettive tesi, allegazioni e domande.

Considerato, in diritto

  1. L’impugnativa, tempestivamente inoltrata dal comune, legittimato a ricorrere, è ricevibile in ordine giusta l'art. 21 LE; norma, applicabile alla fattispecie quale norma speciale rispetto all'art. 208 LOC, richiamato dal Consiglio di Stato per fondare la sua competenza.

La vertenza è infatti di natura edilizia.

Oggetto del contendere, non è il rilascio di un'autorizzazione in deroga per vendere la casa quale abitazione secondaria, bensì il rilascio di una licenza edilizia per modificare l'attuale destinazione residenziale primaria dello stabile sulla scorta di una deroga ai vincoli sanciti dall'art. 24 NAPR. Vincoli di natura pianificatoria, che si configurano quale restrizioni della proprietà.

  1. Ferma questa premessa d'ordine, occorre subito rilevare che la decisione municipale impugnata è stata adottata senza minimamente rispettare la procedura (ordinaria) prescritta dalla LE per il rilascio di permessi per cambiamento di destinazione (art. 1 LE; 4 RLE).

La totale inosservanza delle regole di procedura sancite dalla LE configura un vizio grave ed evidente, che non può essere sanato. Già per questo motivo il ricorso va quindi accolto, annullando l'autorizzazione rilasciata dal Consiglio di Stato in deroga all'art. 24 NAPR di __________ per vendere la casa come abitazione secondaria, ovvero per cambiarne l'attuale destinazione residenziale primaria.

Va per contro respinta la domanda di ripristinare la decisione 31 marzo 1998 con cui il municipio di __________ ha negato ai resistenti il permesso richiesto. Il provvedimento, annullato dal Consiglio di Stato per tutt'altri motivi mediante il dispositivo no. 1.1. del giudizio impugnato non può essere confermato perché adottato in violazione di norme procedurali essenziali, quali sono quelle della LE che disciplinano il rilascio di licenze edilizie per cambiamento di destinazione.

Gli atti vanno quindi retrocessi al municipio di __________, affinché renda una nuova decisione secondo la procedura prescritta dagli art. 4 e seg. RLE, badando in particolare a sollecitare i resistenti a fornire le informazioni mancanti sul prezzo dell'immobile offerto in vendita.

Dato che l’esito è da imputare agli errori procedurali posti in essere dall’insorgente, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e dall’assegnazione di ripetibili.

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 21, LE ; 24 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è parzialmente accolto.

§. Di conseguenza:

1.1. la decisione 26 maggio 1998, no. 2346, del Consiglio di Stato è annullata limitatamente al dispositivo 1.2.;

1.2. gli atti sono trasmessi al municipio di __________ affinché proceda nel senso indicato dai considerandi.

  1. Non si prelevano né spese, né tassa di giustizia.

  2. Non si assegnano ripetibili.

  3. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster

Parole chiave

planning lawchange of useprocedural defectderogationsecondary residenceremandcourt costs