Municipality could not compel ramp based on generic license reference

52.1996.16Altro tribunale9 feb 1996Granted

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The owner of a renovated building challenged a municipal order, upheld by the Council of State, requiring plans for a wheelchair ramp at the entrance portico. The administrative court held that the municipal decision did not actually order construction of the ramp, but only the submission of plans. It further found that the generic reference to accessibility norms in the building permit did not amount to a specific condition allowing the authorities to demand post hoc rectification. Because the works matched the approved plans and no basis for partial revocation of the permit was shown, the appeal was allowed and both lower decisions were annulled. The municipality had to pay CHF 800 in costs.

Massima Omnilex

Art. 34 bis LE 1973; Art. 30 LE 1993; rectification of completed building works and generic accessibility reference in the building permit. A mere reference in a building permit to accessibility provisions does not constitute a specific licensing condition empowering the authority to order ex post the construction of architectural adaptations. Where the executed works conform to the approved plans, corrective measures are admissible only if the requirements for a (partial) revocation of the permit are met. If the municipal decision merely requests submission of plans for verification, it cannot be upheld as an order to build. (consid. 2-4)

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.1996.16

Data decisione, Autorità: 09.02.1996, TRAM

Incarto n. 52.96.00016 DP 6/96 leo

Lugano 9 febbraio 1996

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 11 gennaio 1996 di


rappr. da: __________

contro

la decisione 6 dicembre 1995 (n. 6610) del Consiglio di Stato che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 8 settembre 1995 con cui il municipio di __________ le ha ordinato di presentare un piano di dettaglio per la costruzione di una rampa per carrozzine sui tre scalini che delimitano il portico del suo stabile, a confine con via __________;

viste le risposte:

  • 19 gennaio 1996 del comune di __________;

  • 23 gennaio 1996 del Consiglio di Stato;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. La ricorrente __________ (__________) è proprietaria di un complesso di edifici situato all'angolo tra __________ e Via __________ (part. n. - RF). L'edificio che si affaccia su __________ presenta a pianterreno un ampio porticato aperto al transito dei pedoni.

Con domanda 7 marzo 1991 la __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di ristrutturare gli stabili in questione. I piani annessi alla domanda prevedevano fra l'altro di abbassare il piano di calpestio del porticato sul versante E, sopprimendo due scalini esistenti a metà percorso e realizzandone tre nuovi sul confine con via __________.

Il 24 marzo 1992 il Dipartimento del territorio ha rilasciato l'autorizzazione cantonale a costruire, richiamando il preavviso 13 gennaio 1992 dell'Ufficio autorizzazioni a costruire, che postulava il rispetto delle misure a favore degli invalidi motulesi ed imponeva la realizzazione di un __________ accessibile con carrozzella.

Il 3 aprile 1992 il municipio di __________ ha a sua volta rilasciato la licenza richiesta, facendo riferimento all'autorizzazione cantonale a costruire.

B. Terminati i lavori di ristrutturazione, il municipio di __________ si è accorto che i tre scalini realizzati a confine con via __________ costituivano un ostacolo per le carrozzelle e gli invalidi motulesi.

Con decisione 8 settembre 1995, dichiarata immediatamente esecutiva, l'autorità comunale ha quindi ordinato alla ricorrente di presentare un piano di dettaglio ed esecutivo per la costruzione di una rampa destinata a facilitare il transito delle carrozzine e degli invalidi motulesi.

C. Con giudizio 6 dicembre 1995 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso inoltrato dalla __________ contro il succitato provvedimento, confermando "di conseguenza, la decisione 8 settembre 1995 del municipio di __________, con la quale, ... è stato imposto di formare una rampa per carrozzine ed handicappati ...".

In sostanza, il Governo ha ritenuto che la mancanza della rampa costituisse una palese disattenzione delle condizioni poste alla base del permesso accordato alla ricorrente. Il semplice richiamo dell'art. 34 bis LE 1973 avrebbe dovuto indurla a realizzare il manufatto in questione.

D. Contro il predetto giudizio governativo la soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo l'annullamento della decisione 8 settembre 1995 del municipio di __________.

In sostanza, l'insorgente sostiene di essersi attenuta al permesso ricevuto, che non prevedeva la realizzazione della rampa. La mancanza di questo manufatto non sarebbe stata rilevata nemmeno in occasione del sopralluogo effettuato dagli esperti dell'UPI alla fine di luglio del 1995 in presenza di rappresentanti dell'autorità comunale.

E. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato, che non formula osservazioni e dal municipio di __________, che contesta succintamente le tesi dell'insorgente.

Considerato, in diritto

  1. Il ricorso, tempestivo in ordine giusta gli art. 21 LE, 43 e 46 PAmm, può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). Data la natura delle questioni poste a giudizio, le prove richieste (sopralluogo, testi) non appaiono in effetti atti a procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti.

  2. Preliminarmente giova rilevare che con la decisione 8 settembre 1995 qui in esame il municipio di __________ si è limitato ad ordinare la presentazione di piani per la costruzione di una rampa per carrozzine e disabili. Non ha imposto alla ricorrente di costruire la rampa. Le ha semplicemente ingiunto di sottoporgli i relativi piani "per verifica ed autorizzazione". In definitiva, l'autorità comunale ha quindi soltanto sollecitato l'insorgente a sottoporle una proposta per eliminare il difetto riscontrato. Non le ha fissato un termine per soddisfare la richiesta, né ha predeterminato le conseguenze di un'eventuale inadempienza. Ha unicamente stabilito che un eventuale ricorso non avrebbe avuto effetto sospensivo.

Travisando la portata del provvedimento impugnato, il Consiglio di Stato ha invece ritenuto che il municipio di __________ avesse imposto alla __________ di formare una rampa per carrozzine ed handicappati. Ha quindi "confermato" una decisione che l'autorità comunale, in realtà, non ha mai preso.

Al di là di queste precisazioni sull'oggetto del presente giudizio, si tratta di esaminare la legittimità della richiesta avanzata dal municipio di __________ e dal Consiglio di Stato nei confronti della ricorrente affinché la scalinata di accesso ai portici venga dotata di una rampa per carrozzine ed invalidi motulesi.

  1. Tanto il municipio di __________, quanto il Consiglio di Stato ravvisano nella mancanza della rampa una violazione della condizione della licenza rinviante all'art. 34 bis LE 1973; norma ripresa dall'art. 30 LE 1993, che nell'ambito di interventi edilizi su edifici pubblici od accessibili al pubblico impone di tener conto dei bisogni degli invalidi motulesi. Le precedenti istanze hanno quindi ritenuto dati i presupposti per l'adozione di un provvedimento di rettifica.

La pretesa è infondata.

La scalinata realizzata dalla ricorrente è infatti conforme ai piani approvati. Il fatto che possa eventualmente essere considerata irrispettosa dell'art. 34 bis LE 1973 non giustifica ancora l'adozione immediata di provvedimenti di rettifica. Contrariamente a quanto assumono le precedenti istanze, il semplice richiamo di questa disposizione contenuto nella licenza non può in effetti essere considerato alla stregua di una condizione della stessa, suscettibile di legittimare l'autorità ad imporre la realizzazione di qualsiasi sorta di accorgimento architettonico destinato a facilitare gli spostamenti degli invalidi motulesi. Da questo profilo l'unica condizione che la licenza poneva alla ricorrente aveva per oggetto un servizio igienico. Al momento del rilascio della licenza ed ancora più tardi, in occasione di un sopralluogo esperito dall'UPI in collaborazione con l'UTC di __________ mentre erano in corso i lavori di costruzione della scala, l'asserita disattenzione delle prescrizioni a favore degli invalidi motulesi è passata inosservata. E' quindi chiaramente malvenuta l'autorità a prevalersi del generico rinvio all'art. 34 bis LE 1973, contenuto nella licenza, per ordinare alla ricorrente, a lavori ultimati, di adottare misure di cui nessuno prima di allora aveva avvertito la mancanza.

L'imposizione di rettifiche di opere edilizie realizzate secondo piani approvati in contrasto con il diritto materialmente applicabile è peraltro ammissibile soltanto nella misura in cui siano dati i presupposti per una revoca (parziale) della licenza accordata. Evenienza, questa, che l'autorità comunale, in concreto nemmeno ipotizza.

  1. Ferme queste premesse, il ricorso va quindi senz'altro accolto, annullando le decisioni delle precedenti istanze, siccome palesemente lesive del diritto.

Dato l'esito si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia. Le ripetibili seguono invece la soccombenza.

Per questi motivi,

visti gli art. 34 bis LE 1973; 21, 30 LE 1993; 3, 18, 28, 31, 60, 65 PAmm,

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza sono annullate:

1.1. la decisione 8 settembre 1995 del municipio di __________;

1.2. la decisione 6 dicembre 1995 (n. 6610) del Consiglio di Stato.

  1. Il comune di __________ rifonderà alla ricorrente fr. 800.-- a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.

  2. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

planning lawaccessibilitybuilding permitrectificationadministrative appealpublic worksdisabled accesscosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the municipality could require the submission of plans for a ramp for wheelchair users after completion of the works.

Decisione estratta

The impugned municipal decision did not order construction of the ramp itself, only submission of plans for verification and authorization; in any event, the later rectification demand was unlawful on the facts.

Motivazione estratta

The lower authorities misread the municipal order and relied on a generic reference to Art. 34 bis LE 1973 as if it were a specific license condition. The works were completed in accordance with approved plans, and the alleged accessibility defect had been overlooked at licensing and during inspections. Rectification is admissible only if the conditions for partial revocation of the license are met, which was not even alleged.

Questione giuridica chiave

Whether the Council of State could confirm a supposed order to build a ramp that the municipality had not issued.

Decisione estratta

No; the government confirmed a decision that had not actually been taken by the municipality.

Motivazione estratta

The municipal order was limited to submitting plans and did not impose a construction duty, set a deadline, or fix consequences for non-compliance.

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