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Numero d'incarto:
52.1995.509
Data decisione, Autorità:
27.11.1995, TRAM
Incarto n.
52.95.00509
DP 235/95
cm
Lugano
27 novembre 1995
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo
Crivelli
statuendo
sul ricorso 12 settembre 1995 di
rappr.
da: avv. __________
contro
la
decisione 22 agosto 1995, no. 4294, del Consiglio di Stato che respinge
l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 28 marzo 1995
con cui il municipio di __________ gli ha rilasciato la licenza edilizia per
riattare uno stabile del nucleo (part. __________ RF), negandogli tuttavia il
permesso di formare due terrazze;
viste le risposte:
-
20 settembre 1995 del Consiglio di
Stato;
-
29 settembre 1995 del comune di
__________;
-
11 ottobre 1995 del Dipartimento
del territorio;
letti
ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il 20 ottobre 1994
__________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di riattare e
ristrutturare un vecchio stabile ad uso abitativo situato nella zona del nucleo
di villaggio (zona NV; part. no. __________ RF). Il progetto, concordato con la
CBN, prevedeva fra l'altro di formare due terrazze: una a livello del tetto,
mediante eliminazione di una falda, l'altra a livello del primo piano, rendendo
piana ed agibile la copertura della tettoia situata nel cortile.
Raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, il
municipio ha rilasciato la licenza richiesta, escludendo tuttavia le terrazze.
B. Con giudizio 22 agosto 1995
il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa
interposta da __________ contro il diniego della licenza per le terrazze.
Dopo aver escluso che il preavviso favorevole della CBN obbligasse
il municipio a concedere il permesso, il Governo ha in sostanza ritenuto che
l'art. 32 NAPR di __________ vietasse la formazione di terrazze piane.
C. Contro il predetto giudizio
governativo il soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio della licenza
anche per le terrazze.
Il ricorrente rimprovera anzitutto al municipio di aver
violato il principio della buona fede, costringendolo inutilmente a sottoporre
alla CBN il progetto che avrebbe inoltrato.
Nel merito nega per contro che le disposizioni di PR vietino
la formazione di terrazze come quelle previste dal progetto in discussione.
D. Il ricorso è avversato dal
Consiglio di Stato e dal municipio di __________, che chiede la conferma del
giudizio impugnato con argomenti di cui semmai si dirà più avanti.
considerato, in
diritto
- La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente e la
tempestività dell'impugnativa sono chiaramente date (art. 21 LE; 43, 46 PAmm).
Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.
- Vista l'ampia
documentazione fotografica e planimetrica annessa alla domanda di costruzione,
il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18
PAmm).
Il sopralluogo chiesto dal ricorrente non appare invero atto
a procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per
il giudizio. Tanto meno si rende necessaria l'audizione di testi genericamente
sollecitata dal ricorrente.
- Prima di eventualmente
esaminare se la licenza debba essere rilasciata in base al principio della
buona fede invocato dal ricorrente, occorre stabilire se il permesso non possa
essere accordato in forza delle NAPR.
3.1. L'attività edilizia nella zona del nucleo di vecchia
formazione di __________ è retta dall'art. 32 NAPR, che fra l'altro dispone:
"...
-
Ogni
intervento in questa zona è sottoposto alle prescrizioni generali specificate
qui di seguito ed alle disposizioni indicative per ciascuna unità immobiliare
trascritte negli elaborati grafici e descrittivi allegati (schede), riservato
il preavviso dell'autorità cantonale competente.
-
Prescrizioni
e norme edificatorie generali:
a) -
Tutte le proposte d'intervento sulla zona NV sono condizionate al rispetto
delle caratteristiche strutturali e tipologiche preesistenti e devono inquadrarsi
correttamente nell'ambiente naturale e costruito circostante:
...
...
c) I
tetti devono essere a falde; la loro copertura deve essere eseguita con coppi o
con tegole in laterizio ondulate di colore rosso.
Le
misure in altezza delle gronde e dei colmi, come il loro andamento direzionale,
non devono essere superiori alle quote trascritte sulle relative schede indicative
allegate.
...
- Direttive indicative per la zona IV
4.1. Esse
precisano le principali caratteristiche e i tipi di intervento indicativi per
le singole unità immobiliare del Nucleo di Vecchia formazione.
4.2. Le
direttive indicative relative sono riportate sulle "schede" indicative
(allegati B/1 e seg.).
La scheda descrittiva concernente il fondo del ricorrente
prescrive il restauro con vincolo parziale in considerazione dell'interesse
urbanistico-ambientale dello stabile. A tale scopo vieta aggiunte ed
ampliamenti (scheda 13.1.) ed impone la conservazione integrale dello stato di
fatto relativo ai livelli di copertura (scheda 13.2.).
Le disposizioni qui riprodotte conferiscono all'autorità
comunale un limitato margine d'apprezzamento in ordine all'individuazione degli
interventi ammissibili nella zona del nucleo. Censurabili da parte
dell'autorità di ricorso in quanto lesive del diritto sono unicamente le
decisioni del municipio che procedono da un esercizio scorretto del potere
discrezionale conferitogli dalle norme succitate.
2.2. In concreto, il diniego del permesso di sostituire due
tetti a falde con altrettante coperture a terrazza non procede da un esercizio
abusivo della scarsa latitudine di giudizio che l'art. 32 NAPR e la scheda
indicativa concernente l'edificio in esame riservano all'autorità comunale. Non
appare invero insostenibile affermare che la trasformazione delle falde dei
tetti in coperture terrazzate disattenda "le caratteristiche strutturali e
tipologiche preesistenti" che l'art. 32 cifra 3 lett. a) NAPR impone di rispettare.
Tanto meno viola una simile deduzione il chiaro precetto di coprire gli edifici
con tetti a falde sancito dall'art. 32 cpv. 3 lett c) NAPR.
Né il diniego del permesso contrasta in qualche modo con il
vincolo di conservare integralmente lo status quo relativo ai livelli di
copertura, sancito dalla scheda indicativa concernente il fondo del ricorrente.
Ne discende che dal profilo del diritto vigente, la decisione
censurata sfugge alle critiche del ricorrente e va senz'altro confermata.
Non senza rilevare che lesiva del diritto sarebbe
verosimilmente una decisione che ammettesse la formazione delle controverse
terrazze.
- Resta quindi da esaminare
se la licenza debba essere concessa in applicazione del principio della buona
fede invocato dall'insorgente .
3.1. Il principio della buona fede obbliga l'autorità a
mantenere le sue promesse: in casi eccezionali anche in contrasto con il principio
di legalità. Il principio della buona fede protegge in particolare la fiducia
che il privato ripone nelle assicurazioni dategli dall'autorità o in un
atteggiamento della stessa che poteva far nascere precise aspettative (DTF 114
Ia 107, 213; 111 b 124; Rhinow Krähennann, Schweiz. Verwaltungsrechtsprechung,
Erg. Bd. N 74 B IX; Scolari, Diritto amministrativo, vol. I N 178).
3.2. Nel caso in esame, il ricorrente si richiama ad uno
scritto con cui il municipio di __________ gli aveva comunicato che la domanda
di costruzione era stata trasmessa alla CBN per esame preliminare e che
quest'istanza lo invitava a prendere contatto con essa, in modo da apportare al
progetto alcune correzioni volte a qualificare l'intervento dal profilo
architettonico.
Orbene, un simile scritto non permette affatto all'insorgente
di richiamarsi al principio della buona fede per ottenere una licenza contraria
al diritto edilizio comunale. Pur lasciando trasparire una certa disponibilità
dell'autorità comunale a trovare una soluzione ragionevole al problema posto
dalla domanda pendente, dallo scritto in questione non è deducibile alcuna
intenzione del municipio a recepire passivamente il preavviso della CBN,
abdicando alle precise competenze assegnategli dall'art. 32 NAPR. Lo scritto
non era per nulla atto a suscitare aspettative degne di tutela in ordine al
rilascio della licenza da parte del municipio.
Anche da questo profilo il ricorso va quindi senz'altro
respinto.
- Così stando le cose il
giudizio governativo impugnato, immune da violazioni del diritto, va senz'altro
confermato.
La tassa di giustizia segue la soccombenza.
Per
questi motivi,
visti
gli art. 21 LE; 32 NAPR di __________; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm
dichiara e pronuncia:
-
Il ricorso è respinto.
-
Le spese e la tassa di
giustizia di fr. 800.-- sono a carico del ricorrente.
-
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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