Closing-hour derogation denied for lack of local need

52.1995.472Altro tribunale2 ott 1995Dismissed

Sintesi

The operator of a public house challenged the Department of Institutions' refusal to grant a derogation extending closing time until 01:00 daily. The Administrative Court held the appeal admissible but dismissed it on the merits. It found no objective local or tourist necessity justifying an exception under Art. 36 LEP: the municipality was small, not a traffic junction, and the area was industrial rather than tourist-oriented. The fact that the premises stood near two discos did not suffice, and the request mainly served to improve business profitability. Costs of CHF 500 were imposed on the appellant.

Regest

Art. 36 LEP; derogation from statutory closing hours for public establishments; requirement of local or tourist need. A derogation is an exceptional measure intended to mitigate the rigidity of the general rule only where objective circumstances make the strict application contrary to the public interest or disproportionately burdensome. The decisive criterion is the existence of particular local or tourist needs; the operator's economic interest or wish to attract nocturnal clientele is irrelevant. Whether an exceptional situation exists is a question of law freely reviewable on appeal; the choice of measures, once such a situation is established, falls within administrative discretion and is reviewable only for abuse (consid. on Art. 36 LEP).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.1995.472

Data decisione, Autorità: 02.10.1995, TRAM

Incarto n. 52.95.00472 DP 201/95 cm

Lugano 2 ottobre 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretario:

Gardo Petrini

statuendo sul ricorso 16 agosto 1995 di


rappr. da: st.leg. __________

contro

la decisione 31 luglio 1995(n. 118/95) con cui il Dipartimento delle istituzioni ha respinto l'istanza 20 maggio 1995 presentata dall'insorgente intesa ad ottenere una proroga dell'orario di chiusura fino alle ore 01.00 tutti i giorni;

vista la risposta 22 agosto 1995 del Dipartimento delle istituzioni;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che con istanza 20 maggio 1995, la manutenzione , titolare della patente d'esercizio pubblico relativa al "" a __________, ha presentato al Dipartimento delle istituzioni una richiesta tendente all'ottenimento di una deroga agli orari di chiusura fino alle ore 01.00;

che il Dipartimento delle istituzioni con risoluzione 31 luglio 1995 ha respinto l'istanza, preavvisata negativamente sia dal Municipio che dalla polizia cantonale di __________, ritenendo che non sussistessero necessità locali, turistiche e del traffico tali da giustificare una deroga d'orario;

che la __________ impugna ora la predetta risoluzione dipartimentale davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento;

che a detta dell'insorgente la presenza nelle immediate vicinanze del suo locale di due discoteche di notevole richiamo quali l' "" e il "" giustificherebbe la sua richiesta di concessione di un prolungo d'orario fino alle ore 01.00;

che il Dipartimento delle istituzioni postula la conferma della decisione impugnata, riconfermando sostanzialmente gli argomenti ivi addotti;

considerato, in diritto

che il ricorso, tempestivo, é ricevibile in ordine giusta l'art. 60 LEP e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);

che giusta l'art. 36 LEP:

"Gli esercizi pubblici non possono, di regola, essere aperti prima delle ore 6.00 e devono essere chiusi e sgomberati a mezzanotte al più tardi, ritenuto, per i datori di alloggio, l'obbligo di accogliere ospiti e la facoltà di servir loro cibi e bevande a qualsiasi ora. Il Dipartimento, sentito il Municipio interessato e tenuto conto delle esigenze locali e turistiche, d'ufficio o su richiesta, può stabilire o concedere deroghe d'orario per determinati periodi dell'anno.";

che le disposizioni sulla possibilità di concedere deroghe mirano ad attenuare il rigore di determinate norme, quando, in circostanze particolari, una loro rigida applicazione si riveli contraria all'interesse pubblico o pregiudichi eccessivamente l'interesse del privato senza che l'interesse pubblico lo giustifichi;

che la concessione di deroghe d'orario dipende in primo luogo dall'esistenza di particolari necessità locali o turistiche e non dalla situazione economica dell'esercente che, per sopperire alla mancanza di clientela durante l'orario di apertura, intende rivolgersi ad una potenziale clientela notturna;

che le "esigenze locali o turistiche" richieste dalla legge (art.36 LEP) devono comprovare oggettivamente l'opportunità che in una certa regione o in un certo comune si consenta la deroga di orario per uno o più esercizi pubblici (cfr. STA 6 febbraio 1987 in re B.);

che la questione a sapere se sussista una situazione eccezionale legittimante la concessione di una deroga è prevalentemente questione di diritto e può quindi essere esaminata liberamente da parte dell'autorità di ricorso;

che, per contro, nel caso in cui si ammetta l'esistenza di una situazione eccezionale, la questione volta a stabilire quali provvedimenti permettano di porvi rimedio é soprattutto rimessa al potere discrezionale dell'autorità decidente ed é quindi sindacabile unicamente sotto il profilo della violazione di diritto per abuso di potere;

che l'esercizio pubblico del ricorrente é ubicato a __________ (versante ) a poche centinaia di metri dalle discoteche "" e "__________";

che il comune di __________ è un agglomerato di medie-piccole dimensioni, conta circa 1000 abitanti (cfr. annuario ufficiale 95/96), e non si trova alla confluenza di importanti vie di comunicazioni;

che la zona in cui si trova l'esercizio dell'insorgente, a carattere prettamente industriale, non può nemmeno considerarsi a vocazione turistica, per cui un'esigenza di ristoro di questa natura dopo la mezzanotte non entra in considerazione;

che il semplice fatto di trovarsi vicino a due discoteche non é d'altro canto sufficiente per giusticare un'esigenza locale di ristorazione oltre il normale orario di chiusura;

che, nel caso concreto, con la deroga d'orario richiesta la ricorrente si ripropone non tanto di soddisfare particolari esigenze di ristorazione di carattere locale o turistico, quanto piuttosto di rendere economicamente più interessante la gestione del proprio esercizio, attirando verso il suo ristorante una maggiore clientela notturna;

che in tali circostanze si deve negare che la situazione della ricorrente rivesta carattere di eccezionalità;

che, pertanto, la conclusione alla quale é giunto il Dipartimento delle istituzioni non può che essere confermata, siccome immune da violazioni del diritto;

che spese e tassa di giudizio seguono la soccombenza;

Per questi motivi,

visti gli art. 36 e 60 LEP; 3, 18, 18, 28, 60 e 61 PAmm,

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso é respinto.

  2. Le spese e la tassa di giustizia di fr. 500.-- (cinquecento) sono a carico della ricorrente.

  3. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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