Lack of standing to challenge building permit in village core

52.1995.36Altro tribunale31 mar 1995Inadmissible

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The Administrative Court of Ticino dismissed a neighbor's appeal against a municipal permit for renovation in a village core. It held that the appellant lacked standing because his parcels were non-contiguous, not visible from the building, and the 30-meter notice requirement did not itself confer appeal rights. In obiter, the court stated that the balcony and enlarged windows were compatible with the village-core provision and did not amount to an abuse of municipal discretion. Costs and party compensation were imposed on the appellant.

Massima Omnilex

Art. 21 LE; Art. 36 NAPR; standing to appeal against a building permit in a village-core zone. A neighbor has recourse standing only if his legal position is sufficiently closely and directly affected; ownership of non-contiguous land, especially where the project is not even visible, is generally insufficient. The statutory duty to notify nearby owners of the building application does not create a presumption of standing. Under Art. 36 NAPR, core-zone aesthetics confer a broad municipal margin of appreciation; review authorities may intervene only for unlawful abuse of that discretion (consid. 2). Minor façade alterations such as a small balcony or enlarged openings are permissible if they preserve the pre-existing structural and typological characteristics.

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.1995.36

Data decisione, Autorità: 31.03.1995, TRAM

Incarto n. 52.95.00036 DP 309/94 leo

Lugano 31 marzo 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso del 28 ottobre 1994 di


rappr. da: avv. __________

contro

la decisione 12 ottobre 1994 del Consiglio di Stato (n. 8847) che evade a' sensi dei considerandi l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 25 luglio 1994 con cui il Municipio di __________ rilascia a __________ il permesso di riattare uno stabile situato nel nucleo del paese (part. n. __________ RF);

viste le risposte:

  • 4 novembre 1994 del Municipio di __________;

  • 14 novembre 1994 di __________;

  • 15 novembre 1994 del Consiglio di Stato;

  • 16 novembre 1994 del Dipartimento del territorio;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che il 29 aprile 1994 __________ ha chiesto al Municipio di __________ il permesso di ristrutturare e riattare uno stabile abitativo situato nel nucleo del paese (part. n. __________ RF); l'intervento prevedeva fra l'altro di realizzare un balcone di m 1 x 1,70 e di ingrandire due finestre sulla facciata N;

che la domanda è stata avversata dal ricorrente, proprietario di fondi situati nel raggio di 30 m dallo stabile dedotto in riattazione;

che, raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, il 25 luglio 1994 il Municipio di __________ ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alla condizione che la facciata a N fosse in pietra a vista e quella a S intonacata;

che con giudizio 12 ottobre 1994 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza subordinandola alla condizione che i serramenti esterni venissero realizzati in legno naturale o verniciato (con l'obbligo di sottoporre preventivamente al municipio i relativi campioni);

che il Governo ha in sostanza ritenuto che le modifiche previste sulla facciata N non violassero le prescrizioni dell'art. 36 NAPR, disciplinante l'edificazione nella zona del nucleo;

che contro questo giudizio il soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga annullato assieme alla controversa licenza;

che l'insorgente ripropone e sviluppa in questa sede le censure sollevate senza successo in prima istanza; la formazione di un piccolo balcone e l'ingrandimento di due aperture sulla facciata N disattenderebbero, a suo avviso, le caratteristiche strutturali e tipologiche esistenti;

che all'accoglimento del ricorso si sono opposti il Consiglio di Stato, il Municipio di __________ ed il beneficiario della licenza con argomenti che verranno semmai ripresi più avanti;

che delle risultanze del sopralluogo esperito si dirà per quanto necessario nei seguenti considerandi;

che con le conclusioni le parti si sono confermate nelle rispettive tesi, allegazioni e domande;

considerato, in diritto

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è pacificamente data dall'art. 21 LE;

che il ricorrente, domiciliato a __________, non dispone per contro della legittimazione a ricorrere;

che in quanto proprietario di fondi non confinanti (part. n. __________ e __________ RF), discosti da quello dedotto in edificazione, l'insorgente non appartiene infatti a quella limitata e qualificata cerchia di persone la cui situazione risulta collegata con l'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto sufficientemente stretto ed intenso; al riguardo basta considerare che lo stabile del resistente non è nemmeno visibile dai fondi dell'insorgente;

che la semplice notifica dell'avviso di pubblicazione della domanda di costruzione non impone ancora di riconoscergli la potestà ricorsuale; l'obbligo di notificare l'avviso di pubblicazione ai proprietari noti che si trovano nel ragione di 30 m dalla costruzione sancito dall'art. 6 cpv. 3 LE 1991 (nella versione in vigore sino al 15 marzo 1995) non istituisce una presunzione in favore del riconoscimento della legittimazione attiva;

che già per questo motivo, il ricorso, di per sé tempestivo, va dichiarato irricevibile;

che, abbondanzialmente, si può comunque rilevare che l'impugnativa andrebbe in ogni caso respinta anche nel merito siccome destituita di qualsiasi fondamento;

che le doglianze sollevate dall'insorgente in relazione al mancato esperimento del sopralluogo da parte del Consiglio di Stato, quand'anche fossero fondate, sarebbero in effetti superate dalla visita in luogo esperita da parte di questo Tribunale;

che nel merito va invece rilevato che l'art. 36 cifra 2 NAPR di Carabietta nella zona del nucleo ammette "nuove costruzioni, ricostruzioni, riattamenti o trasformazioni a condizione che si rispettino le caratteristiche strutturali e tipologiche preesistenti";

che, come giustamente ricorda il Consiglio di Stato, la norma è volta a preservare l'identità del nucleo mediante l'imposizione di vincoli di natura estetica che riservano all'autorità comunale un significativo margine discrezionale; margine che le autorità di ricorso sono tenute a rispettare, limitandosi a censurare unicamente quelle decisioni che violano il diritto sotto il profilo dell'abuso di potere;

che nel caso in esame la decisione del municipio di autorizzare la formazione di un minuscolo balcone sulla facciata N non procede da un esercizio abusivo del potere discrezionale che l'art. 36 cifra 2 NAPR gli riserva; il fatto che simili balconi vengano solitamente realizzati sulla facciata S degli edifici non basta a far apparire insostenibile il provvedimento censurato, il manufatto non si pone peraltro in contrasto né con le caratteristiche tipologiche e strutturali degli edifici circostanti, né con quelle specifiche dello stabile del resistente;

che altrettanto infondate sono le censure che l'insorgente solleva in relazione all'ingrandimento di due aperture sulla facciata N del medesimo stabile; si tratta di un intervento di riordino formale dell'espressione architettonica di questa facciata che contrariamente a quanto assume l'insorgente, non banalizza per nulla l'aspetto esterno dell'edificio: anche da questo punto di vista le deduzioni del Consiglio di Stato sfuggono quindi palesemente alla critica del ricorrente;

che l'esecuzione in mattoni anziché in pietra viva dell'appoggio del nuovo tetto sulla facciata N costituisce una difformità che esula dai limiti del presente giudizio; spetterà semmai all'autorità comunale porvi rimedio;

che, così stando le cose, la decisione governativa impugnata, immune da violazioni del diritto, va senz'altro confermata;

che la tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza;

Per questi motivi;

visti gli art. 21 LE, 36 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm,

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è respinto.

  2. Le spese e la tassa di giustizia di fr. 800.-- (ottocento) sono a carico del ricorrente che rifonderà al resistente fr. 1'200.-- (milleduecento) a titolo di ripetibili.

Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo:

Il presidente: Il segretario:

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

standingbuilding permitvillage coremunicipal discretionfaçade alterationsneighbor appealcosts

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the appellant had standing to challenge the permit

Decisione estratta

No. As owner of non-contiguous land, not even visible from the project site, he lacked a sufficiently close and direct interest; the 30-meter notification rule did not create standing.

Motivazione estratta

Standing requires a qualified, concrete connection to the decision. Mere service of the publication notice is insufficient.

Questione giuridica chiave

Whether the permit violated the village-core zoning rule by allowing a balcony and enlarged openings

Decisione estratta

In any event, no violation was shown. The municipality retained discretion under the core-zone rule and did not abuse it by authorizing the balcony and façade changes.

Motivazione estratta

The measures preserved the building's typological and structural characteristics and did not make the exterior banal; review bodies may intervene only for abuse of discretion.

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