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Numero d'incarto:
52.1995.117
Data decisione, Autorità:
31.03.1995, TRAM
Incarto n.
52.95.00117
DP 70/95
52.95.00134
DP 72/95
leo
Lugano
31 marzo 1995
In
nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso del 28
febbraio 1995 e 6 marzo 1995 di
__________ e __________,
rappr. da: avv. __________
rappr. da: avv. __________
contro
la decisione 14 febbraio 1995 del Consiglio di Stato (n.
895) che conferma sub condicione la licenza edilizia 21 ottobre 1994 rilasciata
dal Municipio di __________ ai ricorrenti __________ per la costruzione di
una casa d'abitazione bifamigliare sulle part. n. __________ e __________ RFD;
viste le risposte:
-
13 marzo
1995 del Consiglio di Stato,
-
14 marzo
1995 del Dipartimento del territorio,
-
17 marzo
1995 di __________,
-
20 marzo
1995 del Municipio di __________,
al ricorso di
__________ e __________;
-
13 marzo
1995 del Consiglio di Stato,
-
14 marzo
1995 del Dipartimento del territorio,
-
22 marzo
1995 del Municipio di __________,
-
23 marzo
1995 di __________ e __________,
al ricorso di
__________;
letti ed
esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Il 20 luglio 1994 __________ e __________ hanno chiesto
al Municipio di __________ il permesso di costruire una casa d'abitazione
bifamigliare sulle part. n. __________ e __________ RFD (zona R3). L'edificio,
stando al progetto, verrebbe strutturato su quattro livelli: uno, parzialmente
interrato (piano cantina), adibito ad autorimessa, magazzino per attrezzi e
locale tecnico, due riservati all'abitazione (pianoterreno, I. piano) ed uno
ancora (sottotetto) destinato a lavanderia/stenditoio.
Alla domanda si è opposto il vicino __________, contestando
l'altezza del terrapieno circostante lo stabile ed il piano mansardato, a suo
avviso, computabile quale SUL in quanto destinabile all'abitazione.
B. Raccolto il preavviso favorevole dell'autorità
cantonale, il 21 ottobre 1994 ha rilasciato la licenza richiesta, assortendola
a diverse condizioni volte soprattutto ad impedire un'utilizzazione abusiva del
sottotetto.
C. Con giudizio 14 febbraio 1995 il Consiglio di Stato ha
evaso a sensi dei considerandi il ricorso inoltrato dall'opponente contro la
licenza, confermandola alla condizione di eliminare i due balconi ed alcune
delle aperture previste nel sottotetto.
Dopo aver rilevato che in corrispondenza dei balconi previsti
al piano sottotetto l'altezza della costruzione supera il limite ammesso dalle
NAPR (10 m), il Consiglio di Stato ha ritenuto che lo stabile disattendesse
anche la distanza prescritta dal confine S dei fondi (m 5,35 invece di 5,50).
Prescindendo da quest'ultimo rilievo, il Governo si è
tuttavia limitato ad imporre le modifiche di cui si è detto sopra, essenzialmente
volte ad assicurare l'inabitabilità dei vani sottotetto.
D. Contro il predetto giudizio governativo insorgono
davanti al Tribunale cantonale amministrativo tanto i rilasciatari della
licenza, quanto l'opponente __________.
a) __________ e __________
contestano le deduzioni del Consiglio di Stato a proposito dell'altezza
dell'edificio in corrispondenza del balcone previsto a livello del sottotetto
nell'angolo NW. Il sorpasso conseguente all'arretramento della falda del tetto
sarebbe irrilevante.
Rilevano inoltre di aver notificato al municipio uno
spostamento della costruzione verso N al fine di sanare il difetto relativo
alla distanza dal confine S.
b) __________ a nega invece che i
numerosi difetti rilevati dal Consiglio di Stato possano essere emendati
subordinando la licenza alle condizioni di cui si è detto sopra. Lo spostamento
dello stabile verso N non potrebbe essere autorizzato con procedura di semplice
notifica. Nonostante le ulteriori clausole accessorie imposte dal Consiglio di
Stato, il piano mansardato rimarrebbe comunque abitabile e quindi computabile
nella SUL.
E. All'accoglimento dei ricorsi si oppone il Consiglio di
Stato che non formula osservazioni.
Il Dipartimento del territorio ed il Municipio di __________
si rimettono invece al giudizio di questo Tribunale.
Considerato, in diritto
- La competenza del Tribunale cantonale amministrativo,
la legittimazione attiva dei ricorrenti e la tempestività dei gravami è indiscutibilmente
data (art. 21 LE, 43, 46 PAmm).
Le impugnative sono dunque ricevibili in ordine.
Date le circostanze, possono essere evase con un unico giudizio
(art. 51 PAmm) senza istruttoria (art. 18 PAmm).
- Distanze da confine
2.1. Giusta l'art. 19 cifra 3 NAPR
di __________, al quale rinvia l'art. 45 NAPR, disciplinante l'edificazione
nella zona R3, la distanza minima dal confine è di m 4 per edifici alti più di
9 m e con facciate di lunghezza non superiore a 15 m.
Se la lunghezza della facciata supera i 15 m, soggiunge la
cifra 4 della stessa norma, "la distanza dal confine deve essere aumentata
di 30 cm per ogni m o frazione sino ad un massimo di metà delle altezze".
2.2. In concreto, la costruzione
avversata, lunga m 19,40 ed alta 10 m, verrebbe a sorgere a m 5,35 dal
confine S. Richiamandosi all'art. 19 NAPR, il Consiglio di Stato ha ritenuto
che la distanza minima di 4 m dovesse essere aumentata di m 1,50 in
considerazione della lunghezza della facciata.
La deduzione non può essere condivisa, poiché non tien conto
del fatto che il supplemento è prescritto soltanto sino ad un massimo di metà
dell'altezza, ovvero, in concreto, sino ad un massimo di 5 m.
Ne discende che contrariamente all'assunto del Consiglio di
Stato (rimasto peraltro senza conseguenze a livello di dispositivo), la
costruzione non dev'essere spostata verso N.
- Sottotetto/SUL
3.1. Secondo l'art. 38 cpv. 2 LE non
vengono computate come SUL tutte le superfici non utilizzate o non utilizzabili
per l'abilitazione o il lavoro come le cantine, i solai, gli essiccatoi e le lavanderie
delle abitazioni. Decisive ai fini dell'inclusione di una determinata
superficie nel computo della SUL sono le caratteristiche oggettive dei locali.
Poco importa che un locale venga utilizzato o meno per l'abitazione: determinante
è la possibilità oggettiva di utilizzarlo per questo scopo (RDAT 1991 I N. 32).
3.2. Controversa, nel caso in
esame, è la questione a sapere se gli ampi vani del sottotetto, destinati a
lavanderia, solaio e stenditoio, siano computabili come SUL.
Allo scopo di assicurarne l'inabilità il municipio ha imposto
a titolo di condizione della licenza di lasciarli allo stato grezzo, senza
allacciamenti al riscaldamento ed all'acqua potabile.
Il Consiglio di Stato ha inasprito le condizioni imponendo
l'eliminazione delle aperture e dei balconi previsti negli angoli SW e NE (con
conseguente prolungamento delle falde del tetto).
La condizione, contrariamente a quanto assumono le parti per
motivi diametralmente opposti, merita di essere confermata.
Considerata la struttura dei locali del sottotetto, in buona
parte alti più di 2 m, l'eliminazione dei balconi e delle finestre appare
invero come una cautela doverosa per renderli oggettivamente inabitabili e
prevenire utilizzazioni abusive. Gli stessi ricorrenti, __________, pur
chiedendo l'annullamento del giudizio impugnato, non sollevano peraltro
particolari contestazioni in relazione all'obbligo di sopprimere i balconi.
L'unica contestazione che sollevano concerne infatti l'altezza e si riferisce
al balcone nell'angolo SW. L'obbligo di eliminare questo manufatto per assicurare
l'inabitabilità del sottotetto è rimasto del tutto incontestato. L'obbligo di
sopprimere il balcone nell'angolo NE è addirittura accettato.
La condizione in esame, contrariamente a quanto assume il ricorrente
__________, non procede d'altro canto da uno stravolgimento del principio di
proporzionalità. Le modifiche imposte sono tutto sommato contenute entro limiti
ragionevoli, non toccano la situazione dei vicini, non alterano in misura
apprezzabile l'aspetto esterno dell'edificio e sono facilmente realizzabili.
Sotto questo profilo, entrambi i ricorsi vanno quindi
respinti.
- Altezza
I ricorrenti __________ contestano anche l'obbligo di
prolungare la falda del tetto nell'angolo SW sino alla quota della gronda del
resto della facciata.
A torto, perché i limiti di altezza delle costruzioni devono
di principio essere rispettati su tutta la lunghezza della facciata. Computabili
nell'altezza sono anche gli attici (cfr. art. 43 RLE). Eccezioni sono ammesse
soltanto per corpi tecnici o per la formazione di aree di disimpegno volte a
permettere l'accesso a locali sotterranei (cfr. Scolari, Commentario della LE,
ad art. 13-14 N. 12 seg.).
Anche su questo punto il giudizio governativo va quindi confermato.
- Numero dei piani
Richiamandosi all'art. 44 RLE il ricorrente __________
contesta infine il numero dei piani della costruzione avversata.
La censura è infondata, poiché l'art. 45 NAPR di __________
non stabilisce in modo vincolante il numero massimo di piani. Il marginale
"zona residenziale a 3 piani" ha una valenza meramente indicativa.
- Così stando le cose, entrambi i ricorsi vanno
respinti.
Dato l'esito, la tassa di giustizia va suddivisa fra le parti
in egual misura.
Le ripetibili si ritengono invece compensate.
Per questi
motivi;
visti gli art. 21, 38, LE; 19, 45
NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm,
dichiara e
pronuncia:
-
I ricorsi sono respinti.
-
Le spese e la tassa di giustizia di fr. 1'200.--
(milleduecento) è posta per metà a carico del ricorrente __________ e per
l'altra metà, in solido, a carico di __________ e __________.
-
Non si assegnano ripetibili.
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale
amministrativo:
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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