Late-closing derogation for public establishment granted

52.1994.34Altro tribunale23 feb 1995Granted

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The operator of a public establishment appealed the Department of Institutions’ refusal to grant a Friday and Saturday closing-time derogation until 01:00. The Department relied on public-order concerns and municipal reports, but the tribunal held that those reports related to 1993 and that the file showed no new disturbances in 1994; the police commander confirmed this. Finding the evidence insufficient, the court held that the Department had abused its discretion under Art. 36 LEP. The appeal was allowed, the refusal annulled, and the matter sent back so that the requested authorization be issued. No costs or party compensation were awarded.

Massima Omnilex

Art. 36 LEP; refusal of a derogation from public establishment closing hours on grounds of public order. A derogation may be denied only if the risk to public order is established by sufficiently reliable indications making the danger certain or at least highly probable. A mere negative municipal opinion or dated police reports, uncorroborated by current evidence of disturbances, is insufficient. Where the file discloses no recent incidents and the authority ignores the relevant factual development, the refusal constitutes an abuse of discretion (consid. 3-5).

Testo completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.1994.34

Data decisione, Autorità: 23.02.1995, TRAM

Incarto n. 52.94.00034 DP 349/94 leo

Lugano 23 febbraio 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

segretario:

Gardo Petrini, vicecancelliere

statuendo sul ricorso del 12 dicembre 1994 di


contro

la decisione 25 novembre 1994 (n. 171/1994) con cui il Dipartimento delle istituzioni ha respinto l'istanza 15 settembre 1994 presentata dall'insorgente intesa ad ottenere una deroga dell'orario di chiusura fino alle ore 01.00 per i giorni di venerdì e sabato;

vista la risposta 15 dicembre 1994 del Dipartimento;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che con istanza 15 settembre 1994, la __________, titolare della patente d'esercizio pubblico relativa all'omonimo locale a __________, ha presentato al Dipartimento delle istituzioni una richiesta tendente all'ottenimento di una deroga agli orari di chiusura fino alle ore 01.00 per i giorni di venerdì e sabato;

che il Dipartimento delle istituzioni con risoluzione 25 novembre 1994 ha respinto l'istanza, preavvisata negativamente dal Municipio, per motivi attinenti la tutela dell'ordine pubblico;

che la __________ impugna ora la predetta risoluzione dipartimentale davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento;

che in sostanza l'insorgente afferma che nel corso del 1994 il suo locale non più dato adito ad alcuna lamentela per turbamenti dell'ordine pubblico e ciò grazie soprattutto al cambiamento di gerenza;

che il Dipartimento delle istituzioni postula la conferma della decisione impugnata, riconfermandosi negli argomenti ivi addotti;

Considerato, in diritto

che il ricorso, tempestivo, é ricevibile in ordine giusta l'art. 60 LEP e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);

che giusta l'art. 36 LEP:

"Gli esercizi pubblici non possono, di regola, essere aperti prima delle ore 6.00 e devono essere chiusi e sgomberati a mezzanotte al più tardi, ritenuto, per i datori di alloggio, l'obbligo di accogliere ospiti e la facoltà di servir loro cibi e bevande a qualsiasi ora. Il Dipartimento, sentito il Municipio interessato e tenuto conto delle esigenze locali e turistiche, d'ufficio o su richiesta, può stabilire o concedere deroghe d'orario per determinati periodi dell'anno.";

che nel caso di specie l'autorità dipartimentale ha negato l'autorizzazione senza nemmeno esaminare se dal profilo dell'avvicendamento l'esercizio della ricorrente potesse beneficiare di una deroga, ritenendo prevalente l'esigenza di tutelare la quiete pubblica;

che affinché possa assurgere a motivo di diniego dell'autorizzazione eccezionale di deroga, le molestie devono essere confortate da sufficienti riscontri (indizi) probatori tali da far apparire come certa o comunque molto verosimile la messa in pericolo della quiete pubblica;

che l'autorità di prime cure ha fondato il proprio giudizio di diniego sulla base di quanto emerge dai rapporti di servizio allestiti dalla polizia comunale di __________;

che tuttavia le molestie riportate nei suddetti rapporti risalgono al 1993, mentre per il 1994 non v'é traccia agli atti che lasci intuire il verificarsi di nuove turbative: situazione del resto confermata anche dal comandante di polizia nel suo scritto 26 gennaio 1995;

che il preavviso negativo formulato dal Municipio non basta a sostanziare le pretese turbative se non é suffragato da sufficienti elementi probatori;

che in concreto il dipartimento ha abusato del proprio potere di apprezzamento nel rifiutare la concessione della proroga d'orario per motivi inerenti la tutela della quiete pubblica siccome questa, come visto, non risulta più minacciata dal ritrovo dell'insorgente;

che di conseguenza la risoluzione dipartimentale impugnata non può essere tutelata;

che il rilascio di un'ulteriore deroga d'orario all'esercizio della ricorrente non costituisce un provvedimento atto a minacciare l'interesse pubblico protetto dall'art. 36 cpv. 1 LEP, né tantomeno si rivela lesivo del principio dell'avvicendamento: il locale dell'insorgente non avendo mai beneficiato di un prolungamento d'orario;

che il ricorso va pertanto accolto, annullando la decisione di diniego della droga e rinviando gli atti al Dipartimento affinché rilasci l'autorizzazione richiesta;

visti gli art. 36 e 60 LEP; 3, 18, 18, 28, 60 e 61, 65 PAmm,

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza:

1.1. la decisione 25 novembre 1994 del dipartimento delle istituzioni é annullata;

1.2. gli atti sono rinviati al Dipartimento affinché rilasci alla ricorrente l'autorizzazione richiesta.

Non si prelevano né spese né tassa di giustizia e non si assegnano ripetibili.

Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo:

Il presidente: Il segretario:

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

public orderclosing hoursderogationadministrative discretionevidencepublic establishmentappealannulment

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the refusal of a closing-time derogation for the establishment was justified by public-order concerns.

Decisione estratta

The refusal was unjustified because the alleged disturbances were not supported by sufficient evidence and no new disorder was shown for 1994.

Motivazione estratta

Under Art. 36 LEP, derogations may be refused only if public-order risks are established by sufficiently reliable indications. The service reports concerned 1993, while the file and the police commander’s letter showed no new disturbances in 1994. The municipal negative opinion alone was insufficient, so the Department abused its discretion.

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