AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
39.2000.59
Data decisione, Autorità:
12.03.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
39.2000.00059
rs/sc
Lugano
12 marzo 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
presidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella
Sartoris
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 11 agosto 2000 di
__________,
rappr. da: __________,
contro
la decisione del 3 agosto 2000 emanata da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in
fatto
1.1. __________
ha beneficiato dall'anno 1998 di un assegno integrativo a favore dei suoi
figli.
Dal 1°
settembre 1999 esso ammontava fr. 104.-- al mese a favore unicamente della
figlia __________ (cfr. doc._ agli atti dell'amministrazione). L'assegno è poi
stato ridotto a partire dal 1° giugno 2000 a fr. 75.-- mensili (cfr. doc. _
agli atti dell'amministrazione).
1.2. Con
decisione del 3 agosto 2000 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di
seguito la Cassa) ha rifiutato l'erogazione dell'assegno integrativo, in quanto
il reddito determinante della famiglia __________ supera il fabbisogno (cfr. doc_
agli atti dell'amministrazione).
1.3. In data 11
agosto 2000 l'assicurata, tramite il Patronato _________, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espressa:
"
Alla nostra patrocinata, il sopraccitato
Istituto, in data 3/8/2000, ha rifiutato le prestazioni di assegno integrativo.
(DOC. _). Questo è avvenuto nonostante che il marito dell'istante si trovi in
stato di malattia di lunga durata e percepisca indennità di perdita di guadagno
relativamente basse rispetto al nucleo familiare (DOC. _,).
Facciamo notare che il nucleo familiare in
oggetto è composto di sei persone: i due coniugi (lavora solo il marito,
attualmente malato), quattro figli, di cui due al diritto agli assegni
familiari, il terzo disoccupato (privo del diritto all'indennità di
disoccupazione), il quarto, invece lavora e può dare un piccolo contributo alla
economia domestica.
MOTIVAZIONE:
Appare chiaro immediatamente che si tratta di un
nucleo familiare con importanti sintomi di disagio economico. Per questo un
intervento sussidiario delle istituzioni può essere un momento indispensabile
per prevenire costi sociali ben più alti.
CONCLUSIONE:
Per gli oggettivi motivi sopra esposti ci
permettiamo di chiedere a codesto lodevole Tribunale una presa di decisione che
annulli quella posta in essere dall'Istituto delle assicurazioni sociali, dando
così una indispensabile speranza a questa famiglia." (Doc. _)
1.4. Con risposta
del 19 dicembre 2000 la Cassa ha proposto di respingere il gravame e ha
osservato:
"
(…)
Dalla documentazione agli atti sono rilevabili i seguenti punti:
a) fino
al 31.08.2000 la ricorrente beneficiava di un assegno integrativo di fr. 75.‑-
mensili (v. decisione del 30.05.2000, valida dal 01.06.2000);
b) il
calcolo che consentiva tale erogazione si riferiva ad un nucleo familiare di 4
persone (genitori + 2 figli), l'assegno riguardava tuttavia solo la figlia
__________ dal momento che la figlia __________ aveva già compiuto i 15 anni;
c) dal
01.09.2000 la figlia __________, non beneficiaria ma considerata nel fabbisogno
vitale della famiglia, ha iniziato il 2° anno d'apprendistato ottenendo un
aumento salariale da fr. 500.‑- a fr. 690.‑- mensili;
d) dalla
stessa data il marito della ricorrente beneficia dell'indennità perdita di
guadagno dall'__________ percependo l'importo di fr. 105.‑ giornalieri.
La decisione contestata, ad eccezione dell'indennità perdita di
guadagno, teneva conto della particolarità della situazione assicurativa.
In sede ricorsuale è stato possibile chiarire l'entità degli
introiti annui dell'indennità perdita di guadagno.
In applicazione delle disposizioni vigenti, la Cassa ha effettuato
due calcoli comparativi, il primo escludendo la figlia __________, il secondo
conglobandola.
I due calcoli sono riproducibili come segue:
Calcolo famiglia biparentale con 1 figlio
FABBISOGNO
105 Contributo assicurazione malattia 1381
111 Pigione lorda annua 7080
134 Pigione ammessa 7080
130 Fabbisogno vitale 30120
TOTALE FABBISOGNO 38581
SOSTANZA
200 Libretti di risparmio e di deposito 971
221 Altri debiti 19000
222 Parte sostanza non computabile 55000
TOTALE SOSTANZA 0
REDDITO
305 Indennità giornaliere da assicurazioni 38325
312 Interesse libretto e deposito risparmio
15
318 Assegno di base 2196
TOTALE REDDITO 40536
Calcolo famiglia biparentale con 2 figli
FABBISOGNO
105 Contributo assicurazione malattia 1633
111 Pigione lorda annua 9440
134 Pigione ammessa 9440
130 Fabbisogno vitale 37950
TOTALE FABBISOGNO 49023
SOSTANZA
200 Libretti di risparmio e di deposito 971
221 Altri debiti 19000
222 Parte sostanza non computabile 55000
TOTALE SOSTANZA 0
REDDITO
300 Reddito da attività dipendente 7737
305 Indennità giornaliere da assicurazioni 38325
312 Interesse libretto e deposito risparmio
15
318 Assegno di base 4392
TOTALE REDDITO 50469
Da quanto precede si evince che entrambi i calcoli determinano il
rifiuto delle prestazioni a contare dal 01.09.2000. La decisione contestata,
con le rettifiche apportate, merita quindi conferma. Allo stesso risultato si
sarebbe giunti conglobando la figlia __________."
(Doc. _)
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel
merito
2.2. Oggetto del
contendere è l'assegnazione a __________ i di un assegno integrativo a favore
della figlia __________.
L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:
" Il
genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno (integrativo), per il
figlio, se cumulativamente:
a) ha la custodia
del figlio;
b) ha il domicilio nel
Cantone da almeno tre anni;
c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta
dell'eventuale
assegno di base nonché degli eventuali obblighi
alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle
prestazioni
complementari all'AVS/AI.
Se entrambi i
genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha
diritto all'assegno.
Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il
figlio è considerato per il calcolo della prestazione."
Secondo
l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF
" Per
l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizione
della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15.
Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazioni nel calcolo.”
L’art. 33
del Regolamento LAF (Reg. LAF), adottato dal Consiglio di Stato il 5 febbraio
1997, prevede che
" Nei
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie."
2.3. L’art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia l’art.
24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC il 1
gennaio 1998, prevede che le spese riconosciute si compongono di un importo
destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, fino al 31
dicembre 2000 al minimo per le persone sole, a fr. 14’860.--, per i coniugi,
almeno fr. 22’290.-- e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una
rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 7’830. Per i due primi figli si
prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri
figli due terzi ciascuno ( fr. 5'220.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr.
2'610.--).
Dal 1°
gennaio 2001 il fabbisogno è di fr. 15'280.--, fr. 22'920.-- rispettivamente
fr. 8050.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari
all'AVS/AI del 18 settembre 2000).
Viene
inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese
accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie,
non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una
richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).
Per quanto
riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett. b
cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per
pigione fino a concorrenza di un importo annuo corrispondente, fino al 31
dicembre 2000, a fr. 13'800.-- per coniugi e le persone con figli.
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Dal 1°
gennaio 2001 tale importo è pari a fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01
sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre
2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).
Vanno
pure computate secondo l’art. 3b cpv. 3 LPC le
"a. spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza
del reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e
interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo
dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della
Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. …..
e. pensioni alimentari versate in virtù del
diritto di famiglia (cpv. 3)."
Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tener conto per il
calcolo della PC e, quindi, dell’assegno integrativo e di prima infanzia
comprendono
" b. il
reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione
ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile
eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale
sostanza;
d. le rendite, le
pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite
dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni
familiari
g. le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."
Per
quanto riguarda invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni
della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo
di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa
entrata (art. 28 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51) e consid. 2.2.
2.4. L'assicurata
sostiene in particolare che nel calcolo dell'assegno integrativo non si è
tenuto conto che il marito si trova in stato di malattia di lunga durata e
percepisce delle indennità giornaliere relativamente basse rispetto al nucleo
familiare costituito dai due genitori e da quattro figli (cfr. consid. 1.3.).
Si tratta
dunque innanzitutto di stabilire se l'amministrazione ha correttamente
effettuato il calcolo prendendo in considerazione un nucleo familiare di sole
tre persone.
2.5. Giusta
l'art. 25 LAF l'assegno integrativo è riconosciuto per il figlio che non ha
ancora compiuto i 15 anni.
Tuttavia,
per la determinazione dell’importo dell’assegno l'art. 34 Reg.LAF vengono
considerati anche i figli:
a) se
non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25
anni.
Secondo
l'art. 24 Reg.LAF è considerata formazione ai sensi dell'art. 21 lett. a) LAF:
a) la
formazione scolastica presso una scuola, pubblica o privata, in Svizzera;
b) la
formazione professionale presso una scuola, un centro o un istituto, pubblici o
privati, in Svizzera;
c) la
formazione empirica in Svizzera.
Il
diritto all'assegno sussiste unicamente se il figlio dedica alla formazione la
maggior parte del suo tempo durante un periodo determinato, ma al minimo per un
mese consecutivo (art. 24 cpv. 2 Reg. LAF). Giusta l’art. 24 cpv. 3 Reg. LAF
spetta al titolare del diritto attestare che il figlio segue una formazione,
producendo a tale scopo un certificato ufficiale.
2.6. Per quanto
riguarda il concetto di “formazione professionale”, nel Messaggio relativo
all'introduzione di una nuova legge sugli assegni di famiglia del 19 gennaio
1994, il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha definito come formazione
professionale “una qualsiasi formazione di tipo scolastico, volta all'ottenimento
di un diploma per l'esercizio di una professione" (cfr. consid. 2.7 della
sentenza del TCA del 20 ottobre 1998 nella causa S., parzialmente pubblicata in
RDAT I-2000 pag. 384), richiamando al proposito - per analogia - le Direttive
federali relative al diritto alla rendita AVS degli orfani che seguono una
formazione professionale.
La legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996 va dunque interpretata,
su questo aspetto, rifacendosi essenzialmente ai concetti sviluppati a
proposito della rendita per orfani di cui agli art. 25 e segg. LAVS.
Secondo
l'art. 25 cpv. 5 LAVS:
" Per
figli ancora in formazione, il diritto alla rendita dura fino al termine della
stessa, ma al più tardi fino a 25 anni compiuti. Il Consiglio federale può
stabilire che cosa si intende per formazione."
U. Kieser
(in "Bundesgesetz über die Alters und Hinterlassenversicherung".
Collezione Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherung. Ed. Schultess
Polygraphicher Verlag, Zurigo 1996) ha così riassunto la giurisprudenza
federale relativa a questa disposizione dell'AVS:
"
Ausbildung
Allgemeines
Zweck der Bestimmung über den Anspruch auf
Waisenrente während der Ausbildung ist die Förderung der beruflichen Ausbildung
(EVGE 1950 62).
Begriff der Ausbildung
Der gesetzliche Begriff der Ausbildung kann
verstanden werden im Sinne der beruflichen Ausbildung; anderseits geht es um
Ausbildung aber auch dort, wo entwerder zum vornherein kein spezieller
Berufsabschluss beabsichtigt und nur die Ausübung des betreffenden Berufes
angestrebt wird oder wo es sich um eine Ausbildung handelt, die vorerst nicht
einem speziellen Beruf dient. Unter allen Umtänden ist eine systematische
Vorbereitung auf eines der genannten Ziele hin erforderlich, und zwar auf der
Grundlage eines ordnungsgemässen, rechtlich oder zumindest faktisch anerkannten
(üblichen) Lehrganges. In allen Fällen muss sich sodann die strittige Vorkehr
in dem von der Rechtsprechung umschriebenen Masse auf die Erwerbseinkünfte
auswirken (108 V 56 f. E. 1c). Eine systematische Ausbildung verlangt, dass die
betreffende Person die Ausbildung mit dem ihr objektiv zumutbaren Einsatz
betreibt, um sie innert nützlicher Frist erfolgreich hinter sich zu bringen
(104 V 68). Dabei setzt die Ausbildung den Willen voraus, einem im voraus
festgelegten Programm zu folgen, und die Absicht, dieses zu Ende zu führen (ZAK
1974 486).
Keinen Anspruch auf eine Rente hat, wer zwar einer
Ausbildung obliegt, jedoch den grösseren Teil seiner Zeit einer erwerblichen
Tätigkeit widmet. Dabei wird als Kriterium auf einen Einkommensvergleich (und
nicht auf einen Zeitvergleich) abgestellt. Von Ausbildung kann demnach
gesprochen werden, wenn der Versicherte ein Gehalt erhält, welches - nach Abzug
der Ausbilgunskosten - um mehr als 25 Prozent tiefer liegt als die übliche
Anfangsbesoldung eines Mittarbeiters derselben Branche (109 V 106 E. 2a). Nicht
massgebend ist jedoch, ob der Rentenansprecher ein Arbeitsentgelt bezieht,
welches die Eltern von der Unterhaltspflicht ganz oder teilweise befreit (106 V
152 E. 3b).
Die Fortsetzung der Studien zur Erlangung eines
höheren Universitätsgrades wie des Diploms oder Doktorats steht der Gewährung
einer Rente nicht entgegen (109 V 105 f. E. 1).
Wer sich - nach Abbruch einer Ausbildung - ins
Ausland begibt, um dort seine Sprachkenntnisse zu verbessern, ohne dass eine
weitere, ausreichend festehend Ausbildung in Aussicht genommen wird, befindet
sich nicht in Ausbildung (102 V 210 E. 2)." (pag. 142-144)
In una
sentenza di principio pubblicata in DTF 108 V 54 e in RCC 1983 pag. 54 il TFA
ha in particolare stabilito che
" Si
considera che un assicurato segue una formazione scolastica o professionale
anche nei casi in cui la frequenza di scuole o corsi non persegue a priori lo
scopo di conseguire un determinato diploma professionale, ma solo quello di
esercitare una certa professione oppure quando si tratta di una formazione che
non prepara direttamente a una determinata professione. Sono però necessari la
preparazione sistematica in vista del raggiungimento di uno di questi scopi,
con la frequenza regolare, riconosciuta de jure o de facto, ed effetti
rilevanti (dal punto di vista pratico) sui redditi dell'attività
esercitata."
Questo
principio è stato ribadito dal Tribunale federale delle assicurazioni anche in
una sentenza del 13 novembre 1998 nella causa P. e F., pubblicata in SZS 2000
pag. 537.
L'Alta
Corte, sempre nella decisione sopra menzionata, pubblicata in DTF 108 V 54, ha
poi sottolineato quanto segue:
" Des
arguments valables peuvent être allégués en faveur de ces deux conceptions.
D'une part, il semble indiqué, dans le domaine de l'AVS/AI, de comprendre la
notion légale d'"Ausbildung" dans le sens de "formation
professionnelle" (premier groupe de cas); d'autre part, il faut considérer
que l'on a affaire à un apprentissage ou à des études aussi dans les cas où
l'on ne vise pas, d'emblée, à l'obtention d'un diplome professionnel déterminé,
mais seulement à l'exercice futur d'un certain métier (deuxième groupe) ou bien
lorsqu'il s'agit d'une formation qui ne prépare pas, d'emblée, à une profession
déterminée (troisième groupe), soit parce que la mesure en question constitue
seulement une base générale pour un certain nombre de professions, soit parce
qu'elle est conçue uniquement dans le sens d'une formation générale (par
exemple maturité).
En ce qui concerne la
formation professionnelle au sens étroit (premier groupe), il faut s'en tenir à
la définition adoptée en dernier lieu dans cet arrêt ne doivent être reconnus
comme constituant une "Ausbildung" au sens de l'article 25 , 2e
alinéa, LAVS que s'ils peuvent préparer l'intéressé à une formation
professionnelle au sens étroit (premier groupe) - peu importe qu'une telle
formation soit ensuite réellement donnée à l'intéressé; peu importe aussi qu'en
apprenant une profession, celui-ci ait vraiment l'intention de l'exercer plus
tard - ou s'ils visent simplement à l'acquisition d'une formation au sens des
groupes 2 et 3.
Cependant, il faut
alors, dans tous les cas, et tout spécialement là où il ne s'agit pas d'une
formation professionnelle à proprement parler, que l'intéressé reçoive une
préparation systématique en vue d'atteindre l'un de ces buts (exercice d'une
profession sans diplôme selon le deuxième groupe; connaissances préliminaires
ou l'exercice d'une profession ou formation générale selon le troisième
groupe), et cela sur la base d'une formation régulière, reconnue de jure ou de
facto ou habituelle. Dans tous les cas, la mesure en cause doit en outre avoir
une influence (importante selon la définition donnée par la jurisprudence) sur
les gains tirés de l'activité exercée (cfr. arrêt D.S., ATF 106 V 149, consid.
1, à la fin, avec référence; RCC 1981, p. 157)."
In quella
sentenza, esprimendosi a proposito di un'assicurata, che, dopo avere acquisito
la formazione di maestra di ginnastica, aveva frequentato un corso di ceramica
a Firenze, ha così concluso:
" Il
reste à examiner si l'on peut attribuer au cours de céramique le caractère
d'une préparation systématique, c'est-à-dire si l'intimée a acquis des
connaissances dans cette branche par un apprentissage régulier, reconnu de jure
ou du moins de facto, et habituel (cf. fin du consid. 1c).
A ce propos, il serait
nécessaire d'avoir des indications plus précises sur le cours en question (date
à laquelle l'intimée a commené et terminé ce cours; nombre de jours de travail
par semaine; horaire journalier; lieu; frais occasionnés, possibilités de
gain). On doit savoir en outre quels étaient le but et le programme du cours,
le genre de l'enseignement (théorique, pratique), les exigences posées; on doit
avoir aussi des précision sur l'organisateur, l'organisme responsable,
l'effectif et les qualifications du personnel enseignait, éventuellement son
statut, le nombre de cours et de participants par année, les modalités de l'adjudication.
Le dossier ne donnant
que des informations incomplètes sur ces points-là, le recours de la caisse est
admis par le TFA dans ce sens que l'affaire est renvoyée au juge cantonal pour
complément d'enquéte et nouveau jugement." (RCC 1983 pag. 200-201)
In
una sentenza del 20 aprile 1983 pubblicata in RCC 1984 pag. 415 seg. il TFA ha
ricordato che se, parallelamente a un apprendistato o agli studi, l'interessato
esercita un'attività lucrativa e occorre esaminare se questa é preponderante,
il criterio quantitativo determinante é costituto dal confronto dei redditi e
non da quello temporale ed ha precisato:
" La
jurisprudence, sanctionnant le N° 193 des Directives concernant les rentes,
refuse le droit à la rente pour celui qui étudie tout en consacrant la plus
grande partie de son temps à une activité lucrative. Le critère, qui est
quantitatif, est fondé sur une comparaison de revenus et non pas sur une
comparaison de temps. On est en présence d'une formation professionnelle -
fondant le droit à la rente - lorsque l'intéressé perçoit un revenu
sensiblement inférieur à celui qu'un travailleur qualifié toucherait dans les
mêmes circonstances ou la même branche. La rémunération est réputée beaucoup
moins élevée si elle est, après déduction des frais de formation, inférieure de
plus de 25 pour cent à la rémunération initiale usuelle d'un tel travailleur
(ATF 108 V 54 = RCC 1983, p. 198, consid. 1a, et les arrêts cités)." (RCC
1984 pag. 417)
In una
sentenza del 13 aprile 1978 pubblicata in DTF 104 V 64 (a proposito del
carattere formativo di un corso serale) il TFA aveva in particolare stabilito:
" (...)
Gewiss genügt es für
die systematische Berufsvorbereitung nicht, dass eine Person rein formell die
dafür nötigen Schulen und Praktika absolviert. Die systematische Vorbereitung
im Sinne der Rechtsprechung verlangt darüber hinaus, dass die betreffende
Person die Ausbildung mit dem ihr objektiv zumutbaren Einsatz betreibt, um sie
innert nützlicher Frist erfolgreich hinter sich zu bringen. (...)
Der Kinderrentenanspruch
setzt nach der Rechtsprechung aber nicht nur die systematische Vorbereitung auf
die künftige Erwerbstätigkeit voraus. Kumulativ wird verlangt, dass der Sohn
oder die Tochter, für die eine Kinderrente verlangt wird, "mit Rücksicht
auf den vorherrschenden Ausbildungschrakter" ein um mehr als 25%
geringeres Arbeitsentgelt erhält, als eine voll ausgebildete Person orts- und
branchenüblich erreichen würde. Das bedeutet, dass die Ausbildung die Ursache
für den wesentlich geringeren Verdienst sein muss." (DTF 104 V 68-69)
Infine,
in una sentenza del 23 febbraio 1993, pubblicata in DTF 119 V 36, il TFA,
statuendo in materia di diritto agli assegni familiari, ha precisato che
l'interpretazione del concetto di "formazione professionale"
dev'essere molto ampia, confermando, comunque, la necessità di una preparazione
sistematica per poter parlare di "formazione professionale".
L'Alta
Corte ha, in particolare, stabilito che:
"
Nel caso di interruzione della formazione per un
anno o più, e se inoltre l'interessato esercita durante detta interruzione
un'attività lucrativa che non serve alla preparazione (ad esempio un
pre-tirocinio) per una seconda formazione professionale, non può essere
affermato che il figlio sia in fase formazione o stia per intraprendere la
formazione. Durante detto periodo il diritto all'assegno familiare deve essere
negato."
2.7. Nelle
"Direttive federali sulle rendite dell'assicurazione federale per la
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità" (318.104.01i/DR), valide dal 1.
gennaio 1997, l'UFAS, in merito al diritto alla rendita agli orfani che seguono
una formazione scolastica o professionale (cfr. marginali 3257 e segg.), ha
precisato che:
"Per le scuole e i corsi, il
genere dell'istituto scolastico e lo scopo della formazione professionale non
hanno nessuna importanza; si considera che l'allievo di una scuola secondaria e
lo studente universitario o di un istituto superiore seguano una formazione
allo stesso modo di una ragazza che segue un corso bimestrale di economia
domestica. In particolare è sufficiente anche frequentare una scuola o un corso
senza perseguire a priori lo scopo di conseguire un determinato diploma
professionale, ma solo per esercitare una determinata professione, oppure che
si tratti di una formazione che non prepara direttamente a una determinata
professione. Sono però sempre necessari la preparazione sistematica in vista
del raggiungimento di uno di questi scopi tramite corsi regolari e riconosciuti
de iure o de facto, e ripercussioni su eventuali redditi dell'attività
lucrativa negli ambiti figuranti al n° 3263segg. (RCC 1983, p. 198).
Non sono invece considerate come
persone che seguono una formazione, quelle il cui scopo principale è il
conseguimento di un guadagno e che frequentano solo accessoriamente scuole o
corsi nonché gli studenti la cui occupazione principale consiste nell'esercizio
di un attività lucrativa. Quando si deve esaminare se l'attività lucrativa
esercitata parallelamente alla formazione è predominante, il criterio
quantitativo determinante è costituito dal confronto dei redditi e non da
quello temporale. La formazione professionale è quindi predominante quando
l'interessato consegue un reddito sensibilmente inferiore rispetto a quello
ottenuto da un salariato qualificato nello stesso ramo e nella stessa regione
(RCC 1984, p. 415).
Il tirocinio ai sensi della legge
federale sulla formazione professionale non è l'unica forma di formazione
professionale. è' considerata
come formazione professionale ogni attività avente per scopo la preparazione
sistematica ad un'attività lucrativa futura e durante la quale, tenendo conto
del carattere formativo, la persona interessata può conseguire solo un reddito
sensibilmente inferiore a quello di una persona con una formazione
professionale completa nello stesso ramo e nella stessa regione (p. es. salario
d'apprendista, indennità per opere di volontariato). Non ha importanza se una
tale attività sia esercitata per acquisire determinate conoscenze preliminari (
p.es. conoscenze linguistiche), in vista di un tirocinio, per imparare una
professione o per acquisire capacità professionali particolari (p.es.
specializzazione nella professione appresa).
Un soggiorno linguistico all'estero
può essere considerato parte integrante della formazione solo se presenta una
sufficiente connessione con lo scopo professionale previsto (RCC 1977, p. 280).
Per il riconoscimento di una
preparazione sistematica a una professione non è sufficiente che l'interessato
segua solo formalmente le scuole e i corsi pratici previsti a tale scopo. Egli
deve piuttosto svolgere tale formazione con tutto lo zelo che ci si può
aspettare, in modo da terminarla con successo entro termini normali (RCC 1978,
p. 561).
Il salario di una persona che ha
iniziato una formazione professionale è considerato sensibilmente inferiore a
quello di una persona con una formazione completa se al momento
dell'assegnazione della rendita (RCC 1960, p. 292), dedotte le spese
particolari di formazione, esso è inferiore di oltre un quarto al salario
iniziale usuale nella regione e nel ramo considerati per un salario con una
formazione completa (RCC 1981, p. 156).
Per salario e reddito di riferimento
si intende il reddito conseguito con un'attività in cui predomini il carattere
della formazione professionale (salario d'apprendista, indennità per opere di
volontariato).
Se una persona dedica la maggior
parte del suo tempo ad un'attività lucrativa, non è lecito dedurre dal reddito
eventuali spese per corsi di formazione professionale seguiti parallelamente e
considerare il risultato quale reddito di riferimento (RCC 1977, p. 199)."
2.8. Come emerge dall'art. 24 cpv.
1 Reg. LAF (cfr. consid. 2.5.) e dalla citazione del Messaggio del Consiglio di
Stato (cfr. consid. 2.6.) nell'ambito della legislazione ticinese sugli assegni
di famiglia è stato introdotto un esplicito riferimento alla formazione di tipo
scolastico.
È infatti considerata
formazione ai sensi dell'art. 21 lett. a) LAF:
- la formazione scolastica presso una scuola, pubblica o privata, in Svizzera
(lett. a);
- la formazione professionale presso una scuola, un centro o un istituto,
pubblici o privati, in Svizzera (lett. b);
- la formazione empirica in Svizzera (lett. c), cioè quella "destinata ai
giovani di ambo i sessi in grado di esercitare un'attività lavorativa
nell'ambito dell'azienda, ma che, a causa di particolari difficoltà personali,
non sono in grado di seguire un apprendistato nonostante il sostegno
pedagogico, psicologico e sociale ricevuto durante la sua scolarità
obbligatoria" (cfr. art. 1 del Regolamento sulla formazione empirica e sul
tirocinio pratico del 18 giugno 1985; doc. _).
Da questo punto di vista
la legislazione cantonale è dunque più restrittiva rispetto all'art. 25 LAVS
(cfr. la giurisprudenza citata al consid. 2.6. e DTF 102 V 210 = RCC 1977 pag.
281 in cui il TFA ha ricordato che "la jurisprudence constante, reprise
par la pratique administrative, a conféré une acception large aux termes
d'apprentissage ou d'études, les englobant dans la notion générale de formation
professionnelle").
2.9. Nell'evenienza concreta, se
le ulteriori condizioni per l'ottenimento fossero adempiute (cfr. consid.
2.2.), potrebbe essere erogato un assegno integrativo solo a favore di
_________, nata il 13 settembre 1986 (cfr. consid. 2.5.; doc. _ agli atti
dell'amministrazione).
Gli altri tre fratelli,
__________ (4 novembre 1982), __________ (19 luglio 1979) e __________ (18
settembre 1977), infatti, hanno già più di 15 anni.
Sulla base dell'art. 34
Reg.LAF, nel calcolo dell'assegno integrativo non va, inoltre, tenuto conto del
fabbisogno minimo, delle spese e dell'eventuale reddito di __________ e
__________, in quanto essi hanno rispettivamente 21 e 23 anni e non sono più in
formazione (cfr. consid. 1.3. e 2.5.).
Per quanto concerne la figlia
__________ (4.11.1982), va osservato che essa, al momento dell'emanazione della
decisione impugnata, non aveva ancora 18 anni e stava svolgendo il secondo anno
di apprendistato di impiegata d'ufficio presso uno studio legale di __________
(cfr. consid. 1.4.; doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Il
tirocinio scelto dalla figlia dell'assicurata costituisce una formazione
professionale ai sensi dell'art. 7 lett. a) della Legge federale sulla
formazione professionale. Esso è infatti compiuto in un'azienda privata
frequentando nel contempo una scuola professionale.
Pertanto alla luce di
quanto sopra esposto (cfr. consid. 2.5.; 2.6.; 2.7. e 2.8.), occorre concludere
che __________ è ancora in formazione.
Di conseguenza, in
applicazione dell'art. 34 Reg.LAF (consid. 2.5.), la penultima figlia della
famiglia __________ per principio dovrebbe essere considerata nel calcolo
dell'assegno.
2.10. Giusta l'art. 3a cpv. 6 LPC,
applicabile per analogia al calcolo dell'assegno integrativo (cfr. art. 28 cpv.
1 LAF; consid. 2.2.), per il calcolo della prestazione complementare annua, non
si tiene conto dei figli i cui redditi determinanti superano le spese
riconosciute.
Inoltre l'art. 8 cpv. 2
OPC prevede che conformemente all'articolo 3a capoverso 6 LPC, non è tenuto
conto, nel calcolo della prestazione complementare annua, dei figli che possono
pretendere una rendita per orfano o dare diritto a una rendita per figli
dell'AVS o dell'AI e i cui redditi determinanti raggiungono o superano le spese
riconosciute. Per stabilire di quali figli non bisogna tener conto, si
confrontano i redditi determinanti e le spese riconosciute dei figli
suscettibili di essere eliminati dal calcolo.
Nelle "Direttive
federali sulle prestazioni complementari all'AVS e AI, valide dal 1° gennaio
1998, l'UFAS in merito ai figli di cui non si tiene conto (cfr. marginali 2055;
2056) ha precisato:
" Per
stabilire di quali figli non bisogna tener conto si deve procedere a calcoli
comparativi (inglobando ed escludendo il figlio in questione). Se dal calcolo
globale (inglobando il figlio) risulta una PC più elevata, si tiene conto di
questo figlio. Se invece includendo il figlio la PC diminuisce, questo figlio
non dev'essere preso in considerazione. Se per la soppressione si devono tenere
in considerazione due o più figli, si deve procedere a calcoli comparativi
successivi per ognuno di questi figli.
Procedendo al calcolo comparativo - nella
variante che non tiene conto del figlio né dei suoi redditi e delle sue spese
-, come pure in caso di esclusione del figlio dal calcolo della PC, le rendite
per figli, analogamente alle rendite per orfani, non devono o non devono più
essere computate ai genitori."
Nel caso di specie,
lavorando presso uno studio legale, __________, consegue un reddito da attività
lucrativa dipendente e riceve una retribuzione mensile, che dal 1° settembre
2000, ammonta a fr. 690.-- lordi (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Nella decisione impugnata
la Cassa ha proceduto al calcolo dell'assegno integrativo tenendo conto
soltanto dei coniugi __________ e della figlia minore __________ (cfr. doc. _
agli atti dell'amministrazione).
Nella risposta di causa
l'amministrazione ha per contro applicato al calcolo dell'assegno quanto
indicato dalle Direttive relative alle PC. Sono stati effettuati, infatti, due
conteggi: il primo considera solo i due genitori e __________, mentre il
secondo ingloba anche la penultima figlia __________. Sono stati dunque
computati pure il fabbisogno, le spese e il reddito di quest'ultima (cfr.
consid. 1.4.).
Dal secondo calcolo emerge
che il fabbisogno della famiglia __________, in rapporto al conteggio
effettuato computando tre persone, è aumentato maggiormente rispetto
all'incremento dei redditi disponibili. Dopo aver fatto fronte al fabbisogno
resterebbe, dunque, a disposizione della famiglia dell'assicurata un importo
meno elevato di quello che rimarrebbe se non si considerasse __________.
E' vero che, in entrambi i
casi i redditi superano il fabbisogno. Il calcolo corretto è comunque quello
proposto dalla Cassa che tiene conto pure della figlia ancora in formazione.
2.11. L'assicurata nell'atto di
ricorso non ha contestato gli importi computati dalla Cassa a titolo di spese e
di reddito, ad eccezione del reddito da attività dipendente, sostenendo che il
marito dal mese di settembre 2000 percepisce delle indennità giornaliere per
malattia (cfr. consid. 1.3.).
Nella decisione impugnata
l'amministrazione ha computato a titolo di reddito da attività lucrativa la
somma annua di fr. 37'720.-- percepita dal marito della ricorrente lavorando
presso il negozio di alimentari __________ (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione).
A questo importo, visto
che il calcolo dell'assegno deve essere effettuato tenendo conto delle due
figlie minori (cfr. consid. 2.9.), è stato aggiunto quanto guadagnato dalla
figlia __________ presso la studio legale dove svolge l'apprendistato,
corrispondente a fr. 7'737.-- annui netti (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione).
Ci si potrebbe chiedere se
non si debba tenere conto di un importo più elevato a titolo di reddito
computando le indennità giornaliere per perdita di guadagno versate al marito
dall'assicurazione __________ (cfr. doc. _), come peraltro proposto dalla Cassa
nella risposta di causa (cfr. consid. 1.4.). La questione può, nel caso di
specie, rimanere indecisa, in quanto i redditi sono comunque più elevati del
fabbisogno, già conteggiando il salario percepito da __________ presso il
__________ (redditi di fr. 49'864.-- e fabbisogno di fr. 49'023.--).
In simili condizioni,
dunque, malgrado la censura sollevata dall'assicurata relativa al numero di
figli da considerare nel calcolo dell'assegno integrativo sia risultata
parzialmente fondata, il ricorso dev'essere respinto, in quanto i redditi
superano il fabbisogno.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è respinto.
2.- Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione alle parti.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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