AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
36.2003.102
Data decisione, Autorità:
09.02.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
36.2003.102+106-107
cr/sc
Lugano
9 febbraio
2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattrice:
Cinzia Raffa, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 10 novembre
2003 di
-
-
-
2, 3 rappr.
da: __________
contro
Cassa malati __________
in materia di assicurazione contro le
malattie
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
nato il __________ 1960, sua moglie __________, nata il __________ 1960 e loro
figlia __________, nata il __________ 1987, sono assicurati obbligatoriamente
contro le malattie presso la Cassa Malati __________ a partire dal 1° marzo
1991.
Essi
beneficiano inoltre, sempre a partire dal 1° marzo 1991, delle coperture
complementari presso la Cassa Malati __________.
1.2. In data 3
novembre 2003 l'assicuratore malattia __________ ha inviato a __________, per
tutta la famiglia, tre lettere recanti l'intestazione "Sospensione delle
assicurazioni complementari secondo la Legge federale sul contratto
d'assicurazione (LCA)", del seguente tenore:
"
Nonostante la nostra intimazione al pagamento,
conforme alle disposizioni dell'art. 20 LCA, lei non ha ancora provveduto al
pagamento degli importi citati qui sotto. Le indirizziamo quindi la presente
per ricordarle che è scaduto il termine di 14 giorni indicato nel nostro
precedente scritto. La informiamo di conseguenza che le sue assicurazioni
complementari LCA, citate nell'allegato conteggio, sono sospese.
Le facciamo notare che se dovesse
malauguratamente essere colpito da una malattia o da un infortunio non potrà pretendere
ad alcuna prestazione, ma resterà in ogni modo sempre debitore degli arretrati.
Le ricordiamo che il pagamento dell'arretrato non dà diritto alla copertura
assicurativa con effetto retroattivo, ma permette solamente di rimetterla in
vigore.
La preghiamo di utilizzare il bollettino di
versamento in calce per regolare gli importi dovuti entro l'ultimo termine
di 10 giorni. In caso contrario agiremo per via esecutiva contro di lei. Le
ricordiamo che abbiamo anche la possibilità di disdire le categorie, citate
nell'allegato conteggio, secondo i termini dell'articolo 21 LCA."
(Doc. _)
Tramite questi scritti __________ ha quindi
intimato agli assicurati di versare gli importi dei premi per l'assicurazione
complementare (LCA) ancora dovuti e pari rispettivamente a fr. 109.30 (cfr.
doc. _), fr. 109.30 (cfr. doc. _) e fr. 79.90 (cfr. doc. _), entro un ultimo
termine di dieci giorni, pena l'avvio di una procedura d'incasso forzato,
ricordando nel contempo alla famiglia __________ che essendo già scaduto infruttuoso
il primo termine di quattordici giorni concesso per pagare quanto risultava
scoperto, l'assicuratore malattia ha sospeso le prestazioni complementari LCA
degli assicurati.
1.3. Con
petizione del 10 novembre 2003 __________, a nome anche della moglie __________
e della figlia __________, si è rivolto al TCA chiedendo il ripristino delle
assicurazioni complementari della famiglia __________ sospese da __________ con
comunicazione del 3 novembre 2003, poiché i presunti premi scoperti a suo
carico dell'assicurazione complementare relativi ai mesi compresi fra settembre
e dicembre 2002 sono stati da lui regolarmente pagati (cfr. doc. _).
1.4. Con tre
precetti esecutivi (PE) n. __________ (cfr. doc. _), __________ (cfr. doc. _) e
__________ (cfr. doc. _) fatti spiccare dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti di
__________ in data 11 dicembre 2003, la Cassa malati __________ ha escusso
__________ - a nome anche della moglie __________ e della figlia __________ -
per i summenzionati premi dell'assicurazione complementare rimasti, secondo
l'assicuratore malattia, impagati. La creditrice ha chiesto il pagamento
rispettivamente di fr. 64.30 oltre interessi del 5% dal 29 novembre 2003,
riferiti ai premi LCA dovuti da __________ per il periodo compreso fra il 1° settembre
2002 e il 31 dicembre 2002, oltre a fr. 45 di spese di sollecito (cfr. doc. _);
di fr. 64.30 oltre interessi del 5% dal 29 novembre 2003, riferiti ai premi LCA
dovuti da __________ per il periodo compreso fra il 1° settembre 2002 e il 31
dicembre 2002, oltre a fr. 45 di spese di sollecito (cfr. doc. _) e di fr.
34.90 oltre interessi del 5% dal 29 novembre 2003, riferiti ai premi LCA dovuti
da __________ per il periodo compreso fra il 1° settembre 2002 e il 31 dicembre
2002, oltre a fr. 45 di spese di sollecito (cfr. doc. _).
Il 15
dicembre 2003 __________ ha interposto opposizione ai citati PE, anche a nome
della moglie __________ e della figlia __________ (cfr. doc. _, doc. _ e doc.
_).
1.5. Nella
propria risposta del 12 gennaio 2004 la Cassa malati __________ si è così
espressa:
"
(…)
I.- Fatti
- Il Signor __________, sua moglie e
sua figlia beneficiano, dal
1° marzo 1991,
presso __________, di assicurazioni complementari rette dalla LCA.
-
Tramite
lettere del 3 novembre 2003, __________ ha informato gli assicurati che le loro
assicurazioni complementari erano sospese in quanto, in seguito alle
intimazioni legali, per i premi da settembre a dicembre 2003 (n.d.r.: 2002) non
era stato effettuato alcun pagamento entro il termine legale.
-
Non
è contestato che il Signor __________ ha effettuato i versamenti relativi ai
premi del litigio.
-
Tuttavia,
questi importi sono stati imputati, tramite le scritture contabili, al
pagamento di arretrati.
-
Il
10 novembre 2003, il Signor __________ ha depositato una petizione presso il
Tribunale delle assicurazioni. Su richiesta di quest'ultimo, l'ha completata in
data 19 novembre 2003.
-
Parallelamente,
il 15 dicembre 2003, sono stati notificati agli assicurati tre precetti
esecutivi per i premi del litigio. Quest'ultimi hanno fatto opposizione lo
stesso giorno.
II. Diritto
-
Trattandosi
della ricevibilità della petizione, il convenuto lascia la decisione al
Tribunale.
-
Se
il Tribunale dovesse ammettere la ricevibilità della domanda, il convenuto
aderirà, per mettere termine a questo litigio, alla petizione nella misura in
cui si limita a chiedere che sia constatato che i membri della famiglia
__________ non sono debitori dei premi LCA per i mesi da settembre a dicembre
2002 nonché delle relative spese di richiamo. Il convenuto annullerà quindi
ugualmente la sospensione delle assicurazioni complementari degli assicurati.
-
In
base a quanto sopra esposto, il convenuto rinuncia a determinarsi più
ampiamente sulla questione.
__________ chiede venga quindi
giudicato:
I.- Constatare
che __________, __________ e __________ non sono debitori dei premi, per il
periodo che va da settembre a dicembre 2002, delle loro assicurazioni
complementari concluse presso __________.
II. Constatare
che __________, __________ e __________ non sono debitori delle spese di
richiamo relative ai premi da settembre a dicembre 2002.
II. Ordinare
a __________ che annulli quindi le sospensioni delle assicurazioni
complementari di __________, __________ e __________.
III. Rifiutare il ricorso per le
rimanenti questioni.
IV. Protestate spese e
ripetibili." (Doc. _)
1.6. In data 23
gennaio 2004 __________ ha osservato:
"
(…)
- Nella
risposta di parte, la cassa malati __________ non spiega com'è stato pagato il premio
LCA di ottobre 2002. Tra i nostri giustificativi non risulta il pagamento;
quindi posso dedurre che l'hanno compensato, ma non si sa con cosa.
Secondo
me ci può essere un legame con il versamento effettuato in doppio dall'USSI
(vedi incarto no. +). Per questo motivo voglio che venga
allestito un estratto conto dettagliato LCA, il quale chiarirà le transazioni
effettuate dalla __________ (mai comunicatomi).
- Pertanto
chiedo che la __________ non invii più nessun richiamo fino a che codesto
Tribunale non avrà emanato una decisione in merito." (Doc. _)
1.7. Pendente
causa il TCA ha chiesto a __________ di precisare quanto segue:
"
Nel vostro scritto 12 gennaio 2004, qui allegato
in copia, al punto 2 si legge che "…__________ ha informato gli assicurati
che le loro assicurazioni complementari erano sospese in quanto per i premi da
settembre a dicembre 2003 non era stato effettuato alcun pagamento entro
il termine legale".
Nello stesso scritto, tuttavia, a pagina 2, si
legge che __________ chiede al Tribunale di "constatare che __________,
__________ e __________ non sono debitori dei premi per il periodo che va da
settembre a dicembre 2002 delle loro assicurazioni complementari
concluse presso __________ ".
Ai fini del giudizio, vi invitiamo a comunicarci,
entro il termine di 5 giorni dalla ricezione del presente scritto, se i
ricorrenti sono debitori di altri premi relativi alle loro assicurazioni
complementari oltre a quelli concernenti i mesi compresi fra settembre e
dicembre 2002, premi questi ultimi dei quali la Cassa malati __________ ha
riconosciuto che __________, __________ e __________ non sono debitori.
Vi trasmettiamo pure, per conoscenza, copia dello
scritto 23 gennaio 2004 di __________ al TCA (cfr. Doc. _), con la facoltà di
presentare ev. osservazioni scritte entro il termine di 5 giorni."
(Doc. _)
Tramite scritto datato 3 febbraio 2004 __________
ha risposto:
"
Accusiamo ricevuta del vostro scritto del 28
gennaio 2004, ricevuto il 29 gennaio, il quale ha ritenuto tutta la nostra
attenzione.
In tempo utile, vi informiamo che il riferimento
all'anno 2003 al punto 2 del nostro scritto del 12 gennaio 2004 è dovuta ad una
inavvertenza redazionale.
In effetti, ci riferivamo evidentemente ai premi
da settembre a dicembre 2002 in quanto solamente quest'ultimi
costituiscono l'oggetto del litigio. D'altra parte, i documenti citati nel
nostro allegato menzionavano espressamente i premi da settembre a dicembre
dell'anno 2002 (_ a _ dell'attore).
Per il resto, la lettera dell'attore del 23
gennaio 2004 non induce a commenti particolari da parte nostra e rinunciamo
quindi a presentare delle osservazioni complementari." (Doc. _)
Il doc. _ e il doc. _ sono stati trasmessi, per
conoscenza, all'assicurato (cfr. doc. _).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., __________).
Nel
merito
2.2. L'assicurazione
contro le malattie è stata regolamentata, sino al 31 dicembre 1995, dalla LAMI,
sostituita, con effetto a decorrere dal 1° gennaio 1996, dalla nuova legge
federale sull'assicurazione malattie (LAMal).
Secondo quanto disposto dall'art. 1 LAMal,
l'assicurazione sociale contro le malattie comprende l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione di indennità giornaliera
facoltativa.
La LAMal si applica soltanto all'assicurazione
malattia sociale così definita e, contrariamente a quanto succedeva in ambito
LAMI, le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati sono diventate
di diritto civile e sono rette, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal,
dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
Alla netta divisione materiale fra assicurazione
sociale contro le malattie e assicurazioni complementari operata dalla LAMal
corrisponde un'altrettanto netta cesura dei rimedi giuridici: se per la prima
le vie di diritto sono quelle previste dalla procedura amministrativa, per le
seconde sono da intraprendere le vie di diritto previste per i litigi di
diritto civile (SPIRA, Le nouveau régime de l'assurance-maladie complémentaire,
Revue suisse d'assurances/ Schweizerische Versicherung-Zeitschrift 1995, N.
7/8, pagg. 192-200; SPIRA, Le contentieux de la nouvelle assurance-maladie,
Sécurité sociale 5/1995, pagg. 256-259; GREBER, Quelques questions relatives à
la nouvelle loi fédérale sur l'assurance-maladie, in: Revue de droit
administratif et de droit fiscal, 3/4, 1996, pagg. 225-251).
Giusta l'art. 47 cpv. 2-4 della legge federale
sulla sorveglianza degli istituti di assicurazione privata (LSA; modificata in
occasione dell'adozione della LAMal il 1° gennaio 1996) per le contestazioni
relative all'assicurazione complementare all'assicurazione sociale contro le
malattie, i Cantoni prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il
giudice accerta d'ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.
Il 1° gennaio 1996 è entrata in vigore la Legge
di applicazione della LAMal (LCAMal) che all’art. 75 prevede che:
" le
contestazioni degli assicuratori tra di loro, con i loro membri o con terzi
concernenti le assicurazioni complementari all’assicurazione sociale contro le
malattie o altri rami d’assicurazioni, praticati da assicuratori autorizzati
all’esercizio ai sensi della LAMal e delle relative Ordinanze, sono decise dal
Tribunale cantonale delle assicurazioni.
È applicabile per analogia la Legge di procedura
per le cause davanti al TCA."
Nel caso di specie non è contestato (doc. _, doc.
_, doc. _ e doc. _) che, con effetto a decorrere dal 1° marzo 1991, le parti
hanno concluso un contratto di assicurazione sottoposto alla LCA.
In queste circostanze, trattandosi di prestazioni
complementari ai sensi dell'art. 12 cpv. 2 e 3 LAMal (MAURER, Das neue
Krankenversicherungsrecht, ed. Helbing et Lichtenhahn 1996, pag. 134) - ambito
nel quale le casse malati e gli altri istituti assicurativi non sono
autorizzati ad emanare decisioni - questo TCA è competente a statuire sulla
petizione presentata dall'interessato in base all'art. 75 cpv. 1 e 2 LCAMal.
2.3. Oggetto
della lite è il presunto mancato pagamento da parte della famiglia __________
dei premi dell'assicurazione complementare relativi ai mesi compresi fra
settembre e dicembre 2002 e la conseguente sospensione da parte della Cassa
malati __________ degli obblighi contrattuali nei confronti degli assicurati.
2.4. L'art. 20
LCA, a cui rinvia espressamente l'art. 1 CGA, concerne l' "Obbligo della
diffida. Conseguenze della mora" dell'assicurato (cfr. nota marginale del
disposto di legge). Esso prevede che nel caso in cui il premio non sia stato
pagato alla scadenza o entro il termine di rispetto concesso dal contratto, il
debitore debba essere diffidato per iscritto a sue spese e sotto comminatoria
delle conseguenze della mora, ad effettuare il pagamento entro quattordici
giorni dall'invio della diffida (cpv. 1). Se la diffida rimane senza effetto,
l'obbligazione dell'assicuratore è sospesa a datare dalla scadenza del termine
di diffida (cpv. 3).
La LCA regola il tema della mora contrattuale in
maniera diversa rispetto alle disposizioni del Codice delle Obbligazioni (CO)
nella misura in cui non fa dipendere la validità della mora dalla ricezione da
parte del debitore della diffida. Nonostante la nota marginale dell'art. 20
LCA, la diffida non è obbligatoria; essa diviene necessaria se l'assicuratore
intende ottenere la sospensione dei suoi obblighi contrattuali (TC SG in RUA XI
n. 23; TC VD in RUA VI n. 107; TC NE in RUA VI n. 113, citati in: CARRÉ, Loi
fédérale sur le contrat d'assurance, Losanna 2000, pag. 210 ad art. 20 LCA).
Se l'assicuratore non notifica una diffida al
debitore, il primo non può liberarsi dei suoi obblighi nel caso in cui si
produca un nuovo evento e neppure può recedere dal contratto (KUHN/MONTAVON,
Droit des assurances privées, Losanna 1994, pag. 197).
Tuttavia, l'invio di una diffida non è soggetto
ad alcun termine se non a quello di due anni previsto dall'art. 46 LCA,
trascorso il quale il diritto dell'assicuratore al pagamento del premio si
prescrive (TC VD in RUA IX n. 52; RUA III n. 95, in: CARRÉ, op. cit., pag. 212
ad art. 20 LCA). L'assicurato, infatti, non si trova in mora per il solo fatto
che il premio è scaduto: è necessario ancora che l'assicuratore lo diffidi. La
diffida deve informare il debitore in modo esplicito e completo su tutte le
conseguenze del ritardo nel caso in cui l'assicurato non adempia ai suoi
obblighi nel termine concessogli (HASENBOEHLER, in: Kommentar zum
schweizerischen Privatrecht, Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag (VVG),
Basilea 2001, n. 42 ad art. 20 LCA; DTF 128 III 186, in particolare consid. 2).
Una diffida che non indica le conseguenze del mancato adempimento degli
obblighi è irregolare e non può produrre gli effetti che non sono stati citati
(DTF 128 III 186).
La legge accorda comunque al debitore un termine
legale di quattordici giorni (termine di grazia) per provvedere al pagamento.
Questo termine non inizia a decorrere dalla notifica della diffida ma dal
momento del suo invio (STF in RUA XVIII n. 13, in: CARRON, La loi fédérale sur
le contrat d'assurance, Friburgo 1997, n. 179 pag. 61; KUHN/ MONTAVON, op.
cit., pagg. 189-193).
Contrariamente a quanto è previsto dal CO la
messa in mora diventa effettiva – e l'assicurato deve pure degli interessi
moratori - se, alla scadenza del termine legale, il debitore non ha ancora dato
seguito al pagamento del premio. Qualora il termine di grazia venga a scadere
infruttuosamente gli obblighi dell'assicuratore vengono sospesi (art. 20 cpv. 3
LCA).
La sospensione dura fino al pagamento completo
del premio, oltre accessori, a meno che un'intenzione diversa risulti dall'attitudine
dell'assicuratore (DTF 112 II 463; DTF 103 II 204). Il pagamento, o
semplicemente la maturazione, di un altro premio intervenuta successivamente a
quello che è stato oggetto della diffida, non hanno alcun effetto sulla
sospensione. Ad ogni modo l'assicuratore è tenuto ad accettare il pagamento di
un premio posteriore, a meno che non intenda recedere dal contratto,
possibilità questa cui non è obbligato (DTF 103 II 204).
Se, invece, il debitore adempie al suo obbligo
contrattuale versando nei quattordici giorni di tempo di cui alla diffida il
premio dovuto all'assicuratore, egli si sottrae alle conseguenze della mora. A
tal proposito si osserva che l'obbligo dell'assicuratore di fornire le sue
prestazioni resta salvaguardato durante tutto il termine legale (termine di
grazia) per gli eventi che potrebbero sopraggiungere durante questo periodo.
Tale obbligo permane anche se, più tardi, emergesse che la diffida è rimasta
senza effetto (art. 20 cpv. 3 LCA). Se allo scadere del termine di grazia il debitore
ha pagato solo una parte del premio scaduto, bisogna ritenere che egli non ha
adempiuto ai suoi obblighi contrattuali. In tal caso, gli obblighi
dell'assicuratore sono sospesi (art. 20 cpv. 3 LCA), anche se la parte ancora
dovuta rappresenta una piccola porzione dell'intero premio arretrato
(KUHN/MONTAVON, op. cit., pagg. 194 e 195). A dipendenza delle circostanze
rimangono tuttavia riservate le intenzioni diverse dell'assicuratore (DTF 112
II 463).
Va rammentato infine che se l'assicuratore ha incassato
il premio corrispondente al nuovo periodo d'assicurazione, ciò non significa
che egli abbia rinunciato a ricevere i premi dovuti per i periodi anteriori, e
ancor meno che rinunci a sospendere le proprie obbligazioni (KUHN/MONTAVON, op.
cit., pag. 189 segg.).
Alla luce di quanto precede, dunque, quando il
premio arretrato non venga versato prima della scadenza del termine legale di
quattordici giorni, la mora del debitore diventa effettiva. Ciò comporta la
sospensione degli obblighi dell'assicuratore (art. 20 cpv. 3 LCA). Tuttavia un
contratto sospeso nei suoi effetti non equivale ad un contratto estinto o
rescisso; significa invece semplicemente che gli obblighi
dell'assicuratore sono sospesi, mentre il contratto d'assicurazione in
quanto tale resta vigente.
La sospensione degli obblighi dell'assicuratore
interviene a discapito dell'assicurato che resta debitore del premio. Si
ribadisce quindi che, di regola, l'assicuratore non ha obblighi nei confronti
dell'assicurato se un evento si produce dopo la scadenza infruttuosa del
termine legale di diffida (quattordici giorni) (KUHN/MONTAVON, op. cit., pag.
198 e seg.; HASENBOEHLER, op. cit., nn. 19-32 ad art. 21 LCA, pag. 334 segg.).
2.5. Nel caso
concreto, gli importi dovuti da __________, __________ e __________ relativi ai
premi dell'assicurazione complementare per i mesi compresi fra settembre e
dicembre 2002 sono stati dapprima oggetto di diffida da parte di __________,
con invito a voler saldare il dovuto entro quattordici giorni. Successivamente,
non avendo __________ dato seguito a tale diffida, giusta l'art. 13 CGA e
quindi in virtù del predetto art. 20 cpv. 3 LCA, gli obblighi della Cassa
malati __________ sono stati sospesi a decorrere dalla data di scadenza del
termine di diffida, come comunicato alla famiglia __________ tramite tre
lettere del 3 novembre 2003 (cfr. doc. _, doc. _ e doc. _). Il sopraggiungere
di una situazione di ritardo nel pagamento dei premi non ha – come visto - per
effetto la rescissione del contratto d'assicurazione, ma unicamente la
sospensione della protezione assicurativa (HASENBOEHLER, op. cit., n. 78 ad
art. 20 LCA, pag. 327; DTF 103 II 204, 208 = SVA XIV n. 32 pag. 150 = Pra 1977
pag. 478).
L'11 dicembre 2003 parte convenuta ha fatto
spiccare dall'Ufficio esecuzioni di __________ tre precetti esecutivi nei
confronti di __________, __________ e __________ (cfr. doc. _, doc. _ e doc.
_). __________, a nome di tutta la famiglia, ha interposto il 15 dicembre 2003
tempestiva opposizione.
2.6. L'art. 21
LCA prevede che:
"
Quando l'assicuratore non abbia richiesto nelle
vie legali il premio arretrato entro due mesi dalla scadenza del termine
fissato all'articolo 20 della presente legge si ritiene che sia receduto dal
contratto e abbia rinunciato al pagamento del premio (cpv. 1)
Se l'assicuratore ha richiesto il premio o l'ha
accettato più tardi, la sua responsabilità rinasce dal momento in cui il premio
arretrato venga pagato con interessi e spese (cpv. 2)."
Qualora gli effetti del contratto siano sospesi
(art. 20 cpv. 3 LCA) e l'assicuratore non intenti una procedura esecutiva nei
due mesi che fanno seguito alla scadenza del termine di grazia, v'è dunque la
presunzione irrefragabile – che esclude l'apporto della prova del contrario
(STF in RUA VIII n. 109, in: CARRÉ, op. cit., pag. 218 ad art. 21 LCA) - che
egli voglia recedere dal contratto e quindi che rinunci al pagamento del premio
arretrato (TComm. ZH in RUA XIV n. 33, in: CARRON, op. cit., n. 194 pag. 67),
fatto comunque salvo quanto prescritto al capoverso 2 dell'art. 21 LCA.
Il contratto , ai termini dell'art. 21 cpv. 1
LCA, si estingue ex nunc e non ab initio. Anziché attendere che la
presunzione irrefragabile sia effettiva (presunzione di rescissione),
l'assicuratore ha la possibilità di dichiarare espressamente che vuole recedere
dal contratto. Per far ciò, egli non deve aspettare che sia trascorso il
periodo di due mesi, ma può dichiarare la sua volontà immediatamente
(KUHN/MONTAVON, op.cit., pag. 199).
Se l'assicuratore recede effettivamente dal
contratto, qualunque sia il modo in cui ciò avvenga (per dichiarazione
dell'assicuratore o alla scadenza del termine di due mesi), giusta l'art. 21
cpv. 1 LCA egli perde automaticamente ogni diritto a ricevere i premi arretrati
ed a rivendicare le prestazioni precedentemente fornite. V'è dunque una
finzione della rinuncia da parte dell'assicuratore per il recupero dei premi
arretrati (KUHN/MONTAVON, op. cit., pag. 198 e seg.; HASENBOEHLER, op. cit.,
nn. 4-18 ad art. 21 LCA, pag. 330 segg.).
Se l'assicuratore non ha intenzione di recedere
dal contratto può pretendere dal debitore che quest'ultimo dia seguito ai suoi
obblighi. Ciò significa che può esigere dall'assicurato l'esecuzione del
contratto e quindi il pagamento del premio ormai scaduto. Onde evitare che si
crei una situazione di presunzione di rinuncia all'adempimento contrattuale
(art. 21 cpv. 1 LCA), il creditore può introdurre al competente ufficio una
procedura esecutiva atta a recuperare il premio arretrato. Il creditore deve
agire nel periodo di due mesi che ha fatto seguito alla diffida legale di
pagamento. Infatti, se in questo lasso di tempo l'assicuratore non si attiva
per recuperare il premio, sussiste la presunzione prevista dalla legge secondo
cui l'assicuratore ha rinunciato al contratto; ciò significa pure che
quest'ultimo ha perso il diritto a recuperare il premio arretrato (TC ZG in RUA
XIX n. 30, in: CARRON, op. cit., n. 189 pag. 65).
Se l'assicuratore, trascorso il termine legale di
grazia di quattordici giorni, sceglie di ottenere il pagamento del premio - e
quindi di non rinunciare al contratto – e concede ancora del tempo
all'assicurato prima di procedere con il recupero del premio, il contratto
rimane ugualmente sospeso conformemente all'art. 20 cpv. 3 LCA (STF in RUA V n.
124, in: CARRÉ, op. cit., pag. 220 ad art. 21 LCA).
Nell'eventualità in cui la procedura esecutiva
abbia avuto esito favorevole o che il creditore abbia accettato più tardi il
pagamento del premio arretrato, gli obblighi dell'assicuratore rinascono dal
momento in cui l'importo del premio arretrato è stato interamente pagato (ex
nunc), comprese le spese e gli interessi moratori (art. 21 cpv. 2 LCA) -
anche se gli ammontari di questi ultimi dovessero essere esigui (DTF 112 II
463). Il pagamento non esplica effetti retroattivi a partire da quando gli
obblighi dell'assicuratore sono stati sospesi (TD BE in RUA XIII n. 91, in:
CARRON, op. cit., n. 196 pag. 67).
Gli obblighi dell'assicuratore rinascono dunque
soltanto a condizione che egli abbia accettato più tardi il pagamento del premio
scaduto (KUHN/MONTAVON, op. cit., pag. 202).
Come indicato in precedenza, se l'assicuratore
accetta il pagamento del nuovo premio prima che il premio arretrato sia stato
soluto, ciò non significa che egli rinunci alla sospensione del contratto.
L'assicuratore può prevalersi della sospensione della copertura anche se il
precetto esecutivo teso al recupero del premio scaduto è notificato dopo il
pagamento del nuovo premio (DTF 103 II 204).
Pertanto, la sospensione della copertura
assicurativa si ripercuote sugli obblighi dell'assicuratore, e né la scadenza
né il pagamento di un premio susseguente hanno per effetto che la garanzia
contrattuale fornita dall'assicuratore torni in vigore (DTF 103 II 204, STF in
RUA XIV n. 32, in: CARRON, op. cit., n. 188 pag. 65). Il rapporto
d'assicurazione fra l'assicuratore e l'assicurato rinasce soltanto per accordo
delle parti (STF in RUA VIII n. 25/109, in: CARRÉ, op. cit., pag. 218 ad art.
21 LCA). Grazie al solo pagamento, l'assicurato non può infatti rimettere
unilateralmente in vigore il contratto: il pagamento va infatti accettato da
parte dell'assicuratore (art. 21 cpv. 2 LCA).
2.7. Nella
fattispecie in esame, come visto, __________, anche a nome della moglie
__________ e della figlia __________, ha sempre sostenuto di nulla dovere a
__________ per presunti premi relativi ai mesi da settembre a dicembre 2002
dell'assicurazione complementare rimasti impagati, in quanto egli ha sempre
provveduto a pagare siffatti importi (cfr. doc. _ e doc. _).
Quest'affermazione dell'assicurato è del resto
stata pienamente confermata dalla Cassa malati __________, la quale, nella
risposta di causa del 12 gennaio 2004, ha riconosciuto che gli appartenenti
alla famiglia __________ non sono debitori di nessun premio arretrato dell'assicurazione
complementare (cfr. doc. _).
Di conseguenza, alla luce di questa presa di
posizione, __________ non avrebbe dovuto diffidare gli assicurati a pagare
entro un termine di quattordici giorni i premi relativi ai mesi compresi fra
settembre e dicembre 2002; non avrebbe dovuto comunicare agli assicurati che a
causa del mancato pagamento entro il termine fissato degli importi scoperti
__________ avrebbe proceduto a sospendere nei loro confronti il rapporto
assicurativo e non avrebbe dovuto infine far spiccare dal competente Ufficio
esecuzioni i precetti esecutivi nei confronti degli assicurati, ritenuto che
non esisteva e non esiste nessun importo scoperto concernente i premi
dell'assicurazione complementare della famiglia __________, come ammesso dall'assicuratore
malattia nella risposta di causa del 12 gennaio 2004 (cfr. doc. _) e ribadito
ancora da __________, rispondendo ad un'esplicita richiesta del TCA volta ad
accertare se, oltre ai premi relativi ai mesi compresi fra settembre e dicembre
2002 vi fossero altri premi scoperti a carico della famiglia __________ (cfr.
doc. _), nello scritto del 3 febbraio 2004 (cfr. doc. _).
Alla luce di quanto precede, la petizione del 2
settembre 2002 va accolta e va di conseguenza annullata la sospensione del
contratto di assicurazione complementare, concluso dagli assicurati a partire
dal 1° marzo 1991, stabilita da __________ negli scritti del 3 novembre 2003
(cfr. doc. _, doc. _ e doc. _).
2.8. La
presente sentenza è definitiva siccome non sono dati gli estremi, e meglio i
valori di causa, per un ricorso in riforma al Tribunale Federale di Losanna.
Secondo
l'art. 47 cpv. 4 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente
all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni
del diritto in materia di contratto d'assicurazione.
Con
lettera del 14 agosto 2003 l'UFAP ha rammentato al TCA l'obbligo di trasmettere
tutte le sentenze inerenti il diritto privato emesse, precisando che l'ufficio
federale delle assicurazioni private non ha la facoltà di ricorrere contro le
stesse.
Alla luce
della LSA e dello scritto dell'UFAP, s'impone la notifica anche della presente
sentenza all'autorità di sorveglianza.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- La
petizione è accolta.
1.1. Di
conseguenza, __________, __________ e __________ non sono debitori nei
confronti di __________ dei premi dell'assicurazione complementare relativi ai
mesi compresi fra settembre e dicembre 2002.
Pertanto,
il contratto d'assicurazione complementare concluso con la Cassa Malati
__________ da __________, __________ e __________ esplica i suoi effetti per
__________, senza nessuna interruzione, fin dalla stipulazione (ovvero dal 1°
marzo 1991).
1.2. L’opposizione interposta
ai PE dell'UE di __________ n. __________, n. __________e n.
__________notificati il 15 dicembre 2003 per presunti premi impagati
dell'assicurazione complementare relativi ai mesi compresi fra settembre e
dicembre 2002 è confermata.
2.- Non si percepisce
tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione
alle parti ed all'UFAP, Berna.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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