AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.2005.69
Data decisione, Autorità:
13.03.2006, TCA
Titolo:
Ricorso del datore di lavoro contro decisione dell'assicuratore di negare a un suo dipendente le prestazioni in relazione a dei disturbi insorti a distanza di circa 2 anni dall'infortunio. Negata al datore di lavoro la legittimazione ricorsuale.
Raccomandata
Incarto n.
35.2005.69
mm/DC/td
Lugano
13 marzo 2006
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Maurizio Macchi, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 25 agosto 2005 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 25 maggio
2005 emanata da
in relazione al
caso
CO 1
rappr. da: RA 1
PI 1
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. Il 6
febbraio 2003, PI 1 – dipendente dell’Impresa di costruzioni __________ di __________
in qualità di manovale e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso l’CO 1 – è scivolato su una lastra di ghiaccio ed è caduto sul fianco
destro, riportando, secondo il certificato 6 febbraio 2003 del dott. __________,
una contusione del gluteo e della coscia destra.
L’Istituto
assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha regolarmente
corrisposto le prestazioni di legge.
L’assicurato
è stato in grado di riprendere il proprio lavoro a decorrere dal 14 febbraio
2003 (doc. 6).
1.2. Nel corso
del mese di febbraio 2005, all’CO 1 è stata annunciata una ricaduta dell’evento
infortunistico del 6 febbraio 2003, determinata dall’apparizione di dolori a
livello del ginocchio destro e al rachide lombo-sacrale (doc. 7, 8 e 9).
Una RMN
eseguita il 25 febbraio 2005 ha in particolare mostrato una lesione di II.
grado del corno posteriore del menisco mediale e del corno anteriore del
menisco laterale (doc. 15).
1.3. Sentito il
parere del medico __________ (doc. 17), con decisione formale del 6 aprile
2005, l’assicuratore infortuni ha negato il proprio obbligo a prestazioni
relativamente ai disturbi oggetto dell’annuncio di ricaduta del 14 febbraio
2005 (doc. 18).
A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurato personalmente (doc. 23),
rispettivamente, dal datore di lavoro (doc. 24), l’CO 1, in data 25 maggio
2005, ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 31).
1.4. Con
tempestivo ricorso del 25 agosto 2005, completato in data 24 ottobre 2005, la
ditta __________ ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione
impugnata, argomentando:
"
2. Esposizione dei fatti
Il 6 febbraio 2003 PI 1 scivola su una lastra di
ghiaccio e cade pesantemente sulla gamba destra. Il 8 febbraio 2003 in seguito
a forti dolori alla gamba destra e con il ginocchio destro gonfio si reca al
Pronto Soccorso di __________. A causa del gonfiore non viene fatta nessuna
radiografia al ginocchio. Riceve delle stampelle da usare per muoversi e deve
rimanere assente dal lavoro fino al 23 febbraio 2003.
Il 14 febbraio 2003 la __________ annuncia il
caso alla CO 1 secondo le indicazioni del signor Giunta che dichiara che
durante la caduta si è fatto male sia al gluteo che al ginocchio destro.
(Alleghiamo annuncio del 14.2.2003).
In data 19.2.2003 la CO 1 ci scrive che ha esaminato
il nostro annuncio d'infortunio e lo accetta. (Alleghiamo decisione CO 1).
In seguito PI 1 si lamenterà diverse volte sui
cantieri e in ufficio dei dolori (sopportabili) al ginocchio destro. Tutt'oggi
dichiara che in seguito alla caduta del 6.2.2003 ha sempre avuto disturbi al
ginocchio destro.
- Motivazione
PI 1 è una persona con un grande senso del dovere
e della lealtà.
Lui non voleva possibilmente mancare dal lavoro e
perciò attendeva le vacanze per farsi curare. Nell'agosto e nel dicembre 2003 è
stato visitato e trattato (infiltrazioni) al ginocchio destro da un medico in
Italia nel suo studio privato. Purtroppo le ricevute non sono più
rintracciabili. L'unico documento che il signor PI 1 ha potuto inviarci e che
per noi vale come conferma di una sua visita specialistica in relazione ai suoi
disturbi al ginocchio destro è datato 4.8.2003. (Alleghiamo copia del documento
rilasciato dall'Ospedale __________ di __________).
- Conclusioni
La CO 1 ha ragione a dire che il signor PI 1 ha
continuato a lavorare, ma questo non vuol dire che non aveva dolori al
ginocchio. Inoltre lui ha consultato dei specialisti senza chiedere nessun
risarcimento alla CO 1. Lui sopportava il dolore finché in data 14 febbraio
2005 ha dovuto rimanere a casa perché non si reggeva più in piedi a causa del
ginocchio destro malridotto. In quell'occasione il signor PI 1 si è scusato con
la __________ per non aver resistito fino al prepensionamento, ma che purtroppo
doveva interrompere il lavoro per farsi operare. Il suo senso al dovere e la
sua onestà lo ha indotto a rientrare al lavoro il 9 maggio 2005 per poi andare
in prepensionamento il 31.5.2005!"
(IV)
1.5. PI 1, quale
parte interessata, ha formulato le seguenti osservazioni in merito al contenuto
del ricorso presentato dal suo ex datore di lavoro:
"
Dichiaro che il 6 febbraio 2003 sono scivolato
su una lastra di ghiaccio davanti a casa sbattendo la gamba e il ginocchio
destro. La CO 1 aveva accettato il caso il 19.2.2003 ed io ero rimasto assente
dal lavoro fino al 23 febbraio 2003.
Comunque anche dopo essere rientrato al lavoro ho
sempre accusato dolori al ginocchio, ma ho ugualmente continuato a lavorare. Ho
consultato degli specialisti in ortopedia a spese mie e ho fatto delle cure nei
periodi di vacanza per non dovermi assentare ulteriormente dal lavoro. Ho fatto
fare delle infiltrazioni al ginocchio destro il 4.8.2003. (Unico documento in
mio possesso). Confermo che i forti dolori che mi hanno indotto ad interrompere
nuovamente il lavoro il 9 maggio 2005 sono sicuramente in relazione al mio
infortunio del 6.2.2003. Per questo mio problema di salute dal 17.3.2005 al
19.3.2005 sono stato ricoverato all'istituto clinico "__________" a __________
per operare il menisco al ginocchio destro."
(VI)
1.6. L’CO 1, in
risposta, ha postulato che venga negata la legittimazione ricorsuale alla ditta
__________, donde l’irricevibilità della sua impugnativa e, nel merito, che la
medesima venga integralmente respinta.
Per
quanto riguarda l’eccezione di carenza di legittimazione attiva, l’Istituto
assicuratore convenuto ha espresso le considerazioni seguenti:
"
In merito alla legittimazione attiva della
ricorrente, datrice di lavoro del signor PI 1, assicurato presso la convenuta,
l'CO 1 la contesta recisamente.
In effetti, in virtù della recentissima
giurisprudenza federale in materia (sentenza del TFA del 24 maggio 2005 in re
M., U 18/05), la convenuta evidenzia come la datrice di lavoro non sia il
destinatario materiale della decisione litigiosa. Riconoscerle il diritto al
ricorso in tale ambito equivarrebbe a riconoscere i diritti procedurali, in
particolare il diritto di prendere conoscenza del dossier.
È noto che in materia di prestazioni assicurative
LAINF, l'incarto contiene dati personali sensibili relativi allo stato
valetudinario dell'assicurato, segnatamente i rapporti medici. Si tratta di
dati protetti dal nostro ordinamento giuridico, così come prevede il diritto
alla protezione della personalità.
Allo stadio della procedura probatoria, i diritti
alla protezione della personalità dell'assicurato entrerebbero inevitabilmente
in conflitto con i diritti di parte del datore di lavoro.
La convenuta rileva altresì come i diritti della
personalità dell'assicurato debbano anche prevalere sugli interessi economici
del datore di lavoro relativi ad una decisione di rifiuto di prestazioni, come
nel caso in rassegna (doc. 18). Da notare poi che in concreto, la ricorrente
dispone di un'assicurazione perdita di guadagno in caso di malattia dall'ottavo
giorno presso la __________ di __________ (doc. 29) e inoltre che ci si trova
confrontati con un infortunio non professionale, i cui premi sono pagati dal
lavoratore stesso.
Visto quanto sopra esposto, la datrice di lavoro
non dispone della legittimazione attiva per ricorrere e pertanto il suo ricorso
è irricevibile."
(VII)
1.7. In data 7
dicembre 2005, l’__________ ha precisato quanto segue:
"
Purtroppo non riusciamo a raccogliere ulteriori
prove da mettere a vostra disposizione. Con la presente notiamo che la CO 1
mette in dubbio la dichiarazione del signor PI 1 con la quale specifica che si
tratta di un infortunio con successiva ricaduta. Non siamo d'accordo pertanto
che debba intervenire l'assicurazione malattia.
Inoltre non capiamo perché trattandosi di un
infortunio non professionale di cui i premi vengono pagati dal lavoratore, non
ci venga riconosciuto il diritto di prendere posizione insieme al nostro
lavoratore."
(X)
in
diritto
2.1. In sede di
risposta di causa, l’CO 1 ha chiesto al TCA di dichiarare irricevibile
l’impugnativa del 25 agosto 2005, siccome l’ex datore di lavoro di PI 1 non avrebbe
la legittimazione ricorsuale.
L’assicuratore
infortuni convenuto, fonda la sua tesi sulla sentenza del TFA del 24 maggio
2005 nella causa M., U 18/05, nel frattempo pubblicata in DTF 131 V 298ss. e in
RAMI 2005 U 559, p. 393ss..
2.2. Secondo
l’art. 52 cpv. 1 LPGA, le decisioni emanate in virtù dell’art. 49 LPGA possono
essere impugnate facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate
(fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali).
L’art. 56
cpv. 1 LPGA prevede che le decisione su opposizione e quelle contro cui
un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso.
Competente
è il tribunale delle assicurazioni del Cantone dove l’assicurato o il terzo è
domiciliato nel momento in cui interpone ricorso (art. 58 cpv. 1 LPGA).
L’art. 59
LPGA stabilisce che ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione
o dalla decisione su opposizione e ha un interesse degno di protezione al suo
annullamento o alla sua modificazione.
La
legittimazione ricorsuale prevista dall’art. 59 LPGA corrisponde a quella di
cui all’art. 103 lett. a OG (cfr. U. Kieser, op. cit., N. 2 ad art. 59), secondo
il quale ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione
impugnata ed ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla
modificazione della stessa, di modo che è applicabile la
giurisprudenza resa a proposito di quest’ultima disposizione.
La
giurisprudenza considera degno di protezione ai sensi dell’art. 103 lett. a OG,
ogni interesse pratico o giuridico a domandare la modificazione o
l’annullamento della decisione impugnata che può fare valere una persona
toccata da quest’ultima. L’interesse degno di protezione consiste pertanto
nell’utilità pratica che l’accoglimento dell’impugnativa procurerebbe al
ricorrente o, in altri termini, nel fatto di evitare un pregiudizio economico,
ideale, materiale o di altra natura che la decisione impugnata gli cagionerebbe
(cfr. DTF 130 V 196, consid. 3 e riferimenti ivi citati).
L’interesse
deve essere diretto e concreto. In particolare, la persona deve trovarsi in un
rapporto sufficientemente stretto con la decisione; ciò non è il caso di colui
che è toccato soltanto in modo indiretto o mediato.
Questo
presupposto assume un particolare significato quando la decisione non viene
impugnata dal suo destinatario in senso materiale, ma da un terzo (DTF 130 V
560, consid. 3.3).
2.3. Nel passato,
in materia di assicurazione contro gli infortuni, la giurisprudenza ha ammesso
che il datore di lavoro che ha pagato i premi d’assicurazione e anticipato il
salario di un dipendente, è toccato (e perciò possiede un interesse degno di
protezione al suo annullamento) da una decisione che contesta a quest’ultimo la
qualità di assicurato oppure che nega l’esistenza di un infortunio (cfr. DTF
120 V 38ss., DTF 106 V 219, consid. 1; RAMI 1989 U 73 p. 239, consid. 1b; A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die
Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 416; U. Kieser, op. cit., N. 29 ad
art. 52 e N. 11 ad art. 59; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 284; cfr., pure, STCA del 30
agosto 2004 nella causa L., inc. n. 35.2004.55, consid. 2.8., cresciuta
in giudicato).
2.4. Nella DTF 130 V 560, l’Alta
Corte ha stabilito che il datore di lavoro non è legittimato a interporre
opposizione contro una decisione di diniego di rendita dell’Ufficio AI per il
solo fatto che l’assegnazione di una rendita ridurrebbe il suo obbligo di
continuare a versare il salario o gli permetterebbe di chiedere il pagamento
nelle mani di terzi ed ha in particolare sottolineato che:
"
4.1 Falls der Versicherte eine Rente der Invalidenversicherungzugesprochen
erhält, wird die Beschwerdegegnerin von ihrer Pflicht zur Lohnfortzahlung
teilweise befreit. Diese Rechtsfolge ist gesamtarbeitsvertraglich vorgesehen
und würde (in anderem Rahmen) auch von Gesetzes wegen eintreten (Art. 324b OR
ist bei Zusprechung einer Rente der Invalidenversicherung anwendbar, sofern die
Erwerbseinbusse direkt auf die Invalidität zurückgeht [nicht veröffentlichtes
Urteil S. des Bundesgerichts vom 28. April 1998, 4C.499/1997]). Laut der
vorstehend wiedergegebenen Rechtsprechung genügt dieses wirtschaftliche
Interesse jedoch bei einer Drittbeschwerde "pro Adressat" für sich
allein nicht, um die Legitimation zu begründen, sondern es ist zusätzlich
erforderlich, dass der Beschwerdegegnerin aus der streitigen Verfügung ein
unmittelbarer Nachteil erwächst. Die zitierten, die Legitimation des
Arbeitgebers bejahenden Urteile begründeten dieses Ergebnis einerseits mit den
direkten Auswirkungen des Entscheids auf seine Leistungspflicht gegenüber der
versicherten Person und andererseits mit dem engen
Zusammenhang der jeweiligen Versicherung zum konkreten Arbeitsverhältnis. Ein
solcher wurde neben der Arbeitslosenversicherung insbesondere für die
obligatorische Unfallversicherung, welche ebenfalls eine Arbeitnehmerversicherung
darstellt (vgl. Art. 1a UVG), sowie hinsichtlich einer von der Arbeitgeberin
für ihr Personal abgeschlossenen Krankentaggeldversicherung bejaht. Diese
Beurteilung lässt sich jedoch nicht auf die Eidgenössische
Invalidenversicherung übertragen. Letztere ist als Versicherung für die gesamte
Bevölkerung konzipiert (Art. 1b IVG in Verbindung mit Art. 1a AHVG) und vom
Bestehen eines Anstellungsverhältnisses unabhängig. Im bereits zitierten
Entscheid BGE 110 V 150f. Erw. 2c wurde denn auch die Legitimation des
Arbeitgebers zur Anfechtung einer die Versicherteneigenschaft seiner
Angestellten in der AHV/IV/EO betreffenden Verfügung verneint und dies unter
anderem, in bewusstem Gegensatz zur obligatorischen Unfallversicherung, mit der
Rechtsnatur dieser Versicherungszweige begründet. Das Gericht erwog, letztere
seien einzig im Interesse der versicherten Personen geschaffen worden und
dienten nicht dem Zweck, die Arbeitgeberin von irgendwelchen rechtlichen
Verpflichtungen zu entlasten (BGE 110 V 151 Erw. 2c). Im Zusammenhang mit der
Anfechtung einer Leistungsverfügung ist die Legitimation nicht anders zu
beurteilen. Die Verbindung zwischen der umstrittenen Verfügung und dem der Beschwerdegegnerin
entstehenden wirtschaftlichen Nachteil weist somit nicht bereits deshalb die
praxisgemäss erforderliche Unmittelbarkeit auf, weil das wirtschaftliche
Interesse der Beschwerdegegnerin ihre Eigenschaft als Arbeitgeberin betrifft.
(…).
4.4 Wie das BSV zu Recht darlegt, erschiene die
Bejahung einer generellen Rechtsmittellegitimation der zur Lohnfortzahlung
verpflichteten Arbeitgeber im Rentenbereich der Invalidenversicherung auch mit
Blick auf die damit verbundenen Parteirechte, etwa bezüglich Akteneinsicht, als
problematisch. Während der rechtserhebliche Sachverhalt in den Bereichen der Arbeitslosenversicherung,
der obligatorischen Unfallversicherung -
jedenfalls solange die Lohnfortzahlungspflicht des
Arbeitgebers andauert -,der Krankentaggeldversicherung und der Familienzulagen
in der Landwirtschaft regelmässig vergleichsweise klar begrenzt ist, hat die
Invalidenversicherung den Gesundheitszustand einer Person in seiner Gesamtheit
zu berücksichtigen. Die damit verbundenen Untersuchungen und deren Ergebnisse
weisen deshalb ein weit höheres Mass an persönlichkeitsrechtlicher Sensibilität
und Relevanz auf. Die einschränkende Regelung der Berechtigung zur
Geltendmachung des Anspruchs in Art. 66 IVV trägt diesem Umstand Rechnung (vgl.
BGE 120 V 438 Erw. 2b mit Hinweisen). Dieser Aspekt spricht ebenfalls dagegen,
die Legitimation des Arbeitgebers im Rahmen der geltenden Normenlage generell
zu bejahen. Falls eine Relativierung des persönlichkeitsschutzrechtlichen Gesichtspunktes
zu Gunsten anderer Interessen als angezeigt erschiene, wäre es Sache der Organe
von Gesetz- oder allenfalls Verordnungsgebung, die Rechtsgrundlagen
entsprechend auszugestalten."
2.5. Nella
DTF 131 V 298, concernente un datore di lavoro che aveva
interposto opposizione contro la decisione di assegnare a un suo dipendente una
rendita di invalidità di un’entità inferiore rispetto a quanto auspicato, la I.
Camera del TFA ha esaminato la questione a sapere se la giurisprudenza resa in
materia di assicurazione per l’invalidità (la succitata DTF 130 V 560), debba
trovare applicazione anche nell'assicurazione contro gli infortuni oppure no.
L'Alta
Corte, prendendo in considerazione motivi attinenti alla funzione della rendita
di invalidità e alla protezione dei dati personali dell’assicurato, ha negato
al datore di lavoro un interesse degno di protezione a inoltrare opposizione
contro una decisione di rendita dell’assicurazione contro gli infortuni.
Essa ha
peraltro esplicitamente lasciato aperta la questione a sapere se ragioni
relative alla protezione dei dati personali non giustificherebbero un riesame
della giurisprudenza qui citata al considerando 2.4..
Queste,
in particolare, le considerazioni sviluppate dal TFA nella pronunzia appena
menzionata:
"
(…).
5.3 Le problème se pose dès lors de savoir s'il convient de suivre
en l'espèce la jurisprudence découlant de l'ATF 130 V 560 ou celle citée ci-dessus
en matière d'assurance-accidents.
5.3.1 Le droit de recours que la jurisprudence a reconnu à
l'employeur dans le domaine de l'assurance-accidents est étroitement lié, d'une
part, au contrat de travail, spécialement aux obligations découlant des art. 324a et 324b CO, et, d'autre part, à l'indemnité
journalière de l'assurance-accidents (Alexandra Rumo-Jungo, Bundesgesetz über
die Unfallversicherung, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, 3ème éd. Zurich 2003, p. 416).
5.3.2 Selon l'art. 324b CO, si le
travailleur est assuré obligatoirement, en vertu d'une disposition légale,
contre les conséquences économiques d'un empêchement de travailler qui ne
provient pas de sa faute mais est dû à des raisons inhérentes à sa personne,
l'employeur ne doit pas le salaire lorsque les prestations d'assurance dues
pour le temps limité couvrent les quatre cinquièmes au moins du salaire
afférent à cette période (al. 1). Si les prestations d'assurance sont
inférieures, l'employeur doit payer la différence entre celles-ci et les quatre
cinquièmes du salaire (al. 2). Dès lors, dans l'hypothèse où
l'assurance-accidents refuse d'intervenir, l'employeur a un devoir légal de
verser le salaire, conformément à l'art. 324a CO.
Le salaire dû par l'employeur selon les art.
324a et 324b CO a pour but de couvrir la perte de gain consécutive à un
empêchement de travailler pour une durée limitée. L'indemnité journalière de
l'assurance-accidents est une prestation à caractère temporaire qui vise à
compenser la perte de salaire en raison d'une incapacité de travail. Aux
conditions requises, elle est remplacée par une rente dès qu'il n'y a plus lieu
d'attendre de la continuation du traitement médical une sensible amélioration
de l'état de l'assuré et que les éventuelles mesures de réadaptation de l'assurance-invalidité
ont été menées à terme (art. 19 al. 1 LAA). En cas de refus de
l'assureur-accidents de prendre en charge le cas, la jurisprudence a donc admis
jusqu'à présent que l'employeur peut avoir un intérêt direct pour former
opposition afin que l'assuré obtienne une indemnité journalière qui a pour
vocation de se substituer au salaire qu'il serait tenu de verser ou d'avancer.
5.3.3 La rente de l'assurance-accidents a une toute autre fonction
que l'indemnité journalière. Elle vise à compenser l'invalidité, c'est à dire l'incapacité
de gain totale ou partielle qui est présumée permanente ou de longue durée
(art. 8 al. 1 LPGA). Sous réserve de révision avant l'âge de 65
ans pour les hommes et de 62 ans pour les femmes (art. 22
LAA), elle a un caractère viager. Dans la plupart des cas, le
temps limité selon l'art. 324b CO (en fonction des années
de service) ou selon un régime conventionnel plus favorable au travailleur est éteint
quand naît un droit à la rente d'invalidité selon la LAA (voir Philippe Gnaegi,
Le droit du travailleur au salaire en cas de maladie, thèse Neuchâtel, 1996, p.
244). Le plus souvent, d'ailleurs, le contrat de travail a déjà été résilié. En
effet, le temps écoulé entre l'accident et le passage au régime de la rente a continuellement
augmenté au cours des dernières décennies. Entre 1998 et 2002, cet intervalle était
en moyenne de 4,7 années (Statistique des accidents LAA 1998-2002, dix-septième
période quinquennale d'observation de la SUVA et troisième période quinquennale
d'observation de tous les assureurs LAA, Lucerne 2004, p. 69). La rente de
l'assureur-accidents n'est pas plus en rapport avec la relation de travail
qu'une rente de l'assurance-invalidité. En outre, l'intérêt économique de
l'employeur à former opposition ne porte que sur une partie infime de l'objet
du litige s'agissant d'une décision portant sur une rente viagère. En
définitive, sous l'angle de l'intérêt du tiers (employeur) qui est requis pour
former opposition, la situation juridique en matière de rentes de
l'assurance-accidents est semblable à celle qui prévaut pour la rente de
l'assurance-invalidité. Elle commande par conséquent une même solution. Pour
cette raison déjà, il convient de dénier à l'employeur la qualité pour former
opposition : l'intérêt ne se trouve pas dans un rapport suffisamment étroit et
direct avec l'objet du litige.
6.1Une extension du droit d'opposition de l'employeur aux cas de décisions
de rente de l'assurance-accidents se justifie d'autant moins qu'elle poserait
problème sous l'angle de la protection des données (voir ATF 130 V 569 consid.
4.4; RAMA 2002 no U 464 p. 435 consid. 4b/cc et RAMA 2003 no U 495 p. 400
consid. 5.4.1). En particulier, cette extension serait difficilement compatible
avec les art. 328 et 328b CO, relatifs à la protection
de la personnalité du travailleur, et de la loi fédérale du 19 juin 1992 sur la
protection des données (LPD; RS 235.1), entrée en vigueur le 1er juillet
1993 (voir aussi ATF 123 III 134 consid. 3b/cc). Ainsi, selon
l'art. 328b première phrase CO, introduit dans la loi par le ch. 2 de l'annexe
à la novelle du 19 juin 1992, l'employeur ne peut traiter des données concernant
le travailleur que dans la mesure où ces données portent sur les aptitudes du travailleur
à remplir son emploi ou sont nécessaires à l'exécution du travail (Kurt Pärli,
Datenaustausch zwischen Arbeitgeber und Versicherung, Problematiche Bearbeitung
von Arbeitnehmergesundheitsdaten bei der Begründung des privatwirtschaftlichen
Arbeitsverhältnisses, in REAS 2004 p. 32; voir aussi Matthias
Horschik, Krankentaggeldversicherung und Datenschutz, in : Datenschutz im
Gesundheitswesen, Forum droit de la santé, Zurich 2001, p. 154) . La protection
de l'art. 328b CO s'exerce non seulement pendant les
rapports de travail, mais également après la fin de ceux-ci, sans limitation de
temps (Brunner/Bühler/Waeber/Bruchez, Commentaire du contrat de travail,
3ème édition, Lausanne 2004, note 4 ad art. 328b).
6.2 La reconnaissance du droit de l'employeur de former opposition
lui conférerait en même temps les droits d'une partie à la procédure, en particulier
le droit de prendre connaissance du dossier. En matière de rentes d'invalidité,
le dossier contient notoirement des données sensibles relatives à l'état de santé
de l'assuré (rapports médicaux, expertises médicales). Même si, comme en
l'espèce, le travailleur a pu, dans un premier temps, donner son accord à la consultation
du dossier par son employeur, ses droits à la protection de la personnalité entreraient
inévitablement en conflit avec les droits de partie de l'employeur au stade de
la procédure probatoire. Il en serait ainsi, par exemple, si l'autorité - tenue
de par la loi d'établir d'office les faits - venait à ordonner une expertise
médicale ou à requérir le dossier d'un autre assureur social, par exemple
l'assurance-invalidité.
Ces motifs, tirés de la protection des données, plaident également
contre un intérêt méritant d'être protégé de l'employeur à former opposition à
une décision de rente de l'assurance-accidents. On peut d'ailleurs se demander s'ils
ne justifieraient pas un réexamen de la jurisprudence en matière d'assurance-accidents
cité plus haut (supra consid. 5.2). Cette question peut toutefois demeurer
indécise en l'espèce."
(la sottolineatura è del
redattore)
2.6. Nella concreta evenienza,
mediante la decisione su opposizione contro la quale la ditta __________ ha
interposto ricorso a proprio nome (ossia non in rappresentanza del suo ex dipendente),
l’Istituto assicuratore convenuto si è rifiutato di assumere la ricaduta
annunciatagli nel corso del mese di febbraio 2005 e, con ciò,
esso ha negato a PI 1, divenuto totalmente inabile al lavoro a contare dal 12
febbraio 2005, (segnatamente) il diritto all’indennità giornaliera (cfr. doc.
18).
Così come
l’Alta Corte ha sottolineato al considerando 5.3.2 della DTF 131 V 298, l’indennità giornaliera ha lo scopo di sgravare il datore
di lavoro dall’obbligo legale di versare il salario (cfr. art. 324a CO), qualora il proprio
dipendente sia impedito senza sua colpa di lavorare.
Pertanto,
nel caso in cui l’assicuratore infortuni neghi il proprio obbligo a
prestazioni, come è stato il caso nella presente fattispecie, spetta al datore
di lavoro indennizzare la perdita di salario imputabile all’incapacità
lavorativa, in modo tale che, perlomeno da questo profilo, a quest’ultimo deve
essere riconosciuto un interesse diretto a impugnare la relativa decisione
(cfr., in questo senso, anche la DTF 120 V 38, consid. 2b:
“Angesichts ihrer in Art. 324a OG festgehaltenen und beim
Ausbleiben der vereinbarten Versicherungsleistungen allenfalls aktuell
werdenden Lohnfortzahlungspflicht ist ihr Interesse an der Aufhebung oder
Änderung der angefochtenen Verfügung vom 7. März 1991 auch als schutzwürdig im
Sinne von Art. 103 lit. a OG zu qualifizieren. Wiederholt hat das Eidg.
Versicherungsgericht bei im wesentlichen mit dem vorliegenden Fall
vergleichbaren Umständen denn auch die Beschwerdeberechtigung eines Arbeitgebers
gegen die an seinen Angestellten gerichtete leistungsverweigernde Verfügung des
Unfallversicherers anerkannt (BGE 106 V 222 Erw. 1; RKUV 1989 Nr. U 73
S. 239 Erw. 1b“)).
2.7. Il TCA deve ancora
valutare se ragioni attinenti alla protezione dei dati personali
dell’assicurato/dipendente, si oppongono a che venga riconosciuta al datore di
lavoro la legittimazione a ricorrere.
Nella DTF
131 V 298 - riguardante una decisione di rendita nell’assicurazione contro gli
infortuni -, la nostra Corte federale ha risposto positivamente all’interrogativo
appena sollevato.
In
effetti, ammettere il diritto del datore di lavoro di presentare opposizione
comporterebbe il riconoscimento a quest’ultimo dei diritti legati alla qualità
di parte alla procedura, primo fra tutti quello di consultare l’incarto.
Ora, in
materia di rendita di invalidità, è notorio che l’incarto contiene dei dati
sensibili, specificamente quelli relativi allo stato di salute
dell’assicurato/dipendente, di modo che i diritti alla protezione della
personalità di quest’ultimo entrerebbero inevitabilmente in conflitto con i
diritti di parte del datore di lavoro.
Secondo
il TFA, ciò depone a sfavore di un interesse degno di protezione del datore di
lavoro ad opporsi a una decisione di rendita dell’assicurazione contro gli
infortuni.
L’Alta
Corte ha lasciato espressamente aperta la questione a sapere se una tale
conclusione non debba essere estesa anche ad altri ambiti dell’assicurazione
contro gli infortuni, specificatamente a quelli trattati dalla DTF 106 V 219 e dalla
RAMI 1989 U 73, p. 239:
"
On peut d'ailleurs se demander s'ils ne
justifieraient pas un réexamen de la jurisprudence en matière
d'assurance-accidents cité plus haut (supra consid. 5.2). Cette question peut
toutefois demeurer indécise en l'espèce."
(consid. 6.2)
e poi
ancora:
"
En cas de refus de l'assureur-accidents de prendre
en charge le cas, la jurisprudence a donc admis jusqu'à présent que
…"
(consid. 5.3.2 – il corsivo é del redattore)
Chiamata
a pronunciarsi, questa Corte osserva quanto segue.
In base
all’art. 19 cpv. 1 LAINF, il passaggio dal regime delle prestazioni di corta
durata (cura medica e indennità giornaliera) a quello delle prestazioni di
lunga durata (rendita di invalidità e indennità per menomazione all’integrità) avviene
al termine della cura medica (o meglio quando non sussistono più misure
terapeutiche suscettibili di migliorare sensibilmente le condizioni di salute
della persona assicurata).
Pertanto,
prima che la decisione di rendita possa essere presa, trascorre sovente lungo
tempo dall’evento assicurato, di modo che spesso l’incarto dell’assicurato
comprende dell’abbondante documentazione medica (certificati, rapporti e
perizie mediche), accumulata nel corso degli anni, contenente dati, sensibili, sul
suo stato di salute.
È vero
che quando la decisione impugnata viene invece resa in regime di prestazioni di
corta durata, come è il caso nella presente fattispecie, il tempo trascorso dal
sinistro è più breve, di modo che nel dossier dovrebbe pure figurare una
documentazione medica quantitativamente minore.
Ciò non
toglie che i dati ivi contenuti possano essere altrettanto sensibili e,
pertanto, degni di essere protetti.
Si pensi,
ad esempio, ai casi in cui la persona assicurata, vittima di un infortunio, nel
decorso post-traumatico sviluppa delle turbe di natura psichica, ciò che induce
di frequente l’assicuratore LAINF a predisporre degli accertamenti psichiatrici,
i quali forniscono generalmente informazioni riguardanti aspetti molto intimi
della vita del peritando.
In esito
a queste considerazioni, secondo il TCA, sono adempiuti i presupposti per
applicare la giurisprudenza di cui alla DTF 131 V 298 anche ai casi come quello
sub judice, in cui la decisione impugnata è stata resa in una fase
precedente a quella in cui vengono definite le prestazioni di lunga durata.
Riconoscere
al datore di lavoro la legittimazione ricorsuale significherebbe riconoscergli
pure i diritti legati alla qualità di parte alla procedura, diritti che entrerebbero
in conflitto con quelli alla protezione della personalità del
lavoratore/assicurato, tutelati dalle specifiche disposizioni del CO, così come
da quelle previste dalla legge federale sulla protezione dei dati.
Al
riguardo si potrebbe obiettare che l’ostacolo potrebbe venir superato se il
lavoratore/assicurato autorizzasse l’assicuratore LAINF a permettere al datore
di lavoro di consultare il suo incarto (cfr. art. 19 cpv. 1 lett. b della legge
federale sulla protezione dei dati).
In realtà,
si tratta di una soluzione difficilemente attuabile, nella misura in cui
sovente il lavoratore/assicurato avrà piuttosto interesse a evitare che il
proprio datore di lavoro, consultando il dossier che lo riguarda, venga a
conoscenza di circostanze attinenti alla sua sfera più intima.
Questa
soluzione provocherebbe inoltre innumerevoli difficoltà di carattere
amministrativo siccome, di fronte a un ricorso inoltrato da un datore di
lavoro, il Tribunale dovrebbe chiedere ogni volta al lavoratore se accorda o no
il consenso alla consultazione del suo incarto da parte del datore di lavoro.
In
realtà, la questione della legittimazione ricorsuale del datore di lavoro va
risolta in astratto e per tutti i casi.
Decisivo
è infine il fatto che l’assicurato toccato personalmente dalla decisione ha
diritto di ricorrere e che può farlo, se lo desidera, anche facendosi
rappresentare dal suo datore di lavoro (cfr. STCA del 30 agosto 2004 succitata,
consid. 2.8.).
Non a
caso, la possibilità che il lavoratore autorizzi il datore di lavoro a
consultare i suoi atti personali, non è stata neppure esaminata dal TFA nelle
pronunzie menzionate in precedenza. L’Alta Corte ha piuttosto posto giustamente
l’accento sugli artt. 328 e 328b CO a tutela della sfera privata del lavoratore
e ha precisato che un’eventuale estensione dei diritto del datore di lavoro in
questo ambito, necessita dell’intervento del legislatore (cfr. DTF 130 V 560,
consid. 4.4 in fine).
Infine va
sottolineato che la soluzione che nega la legittimazione ricorsuale al datore
di lavoro, potrebbe essere diversa qualora le prestazioni venissero rifiutate in
quanto l’assicuratore LAINF nega la qualità di assicurato oppure l’esistenza di
un infortunio - così come è stato il caso nelle fattispecie giudicate in DTF
106 V 222 e RAMI 1989 U 73, p. 239 – nella misura in cui, essendovi in gioco
l’assunzione stessa del caso, l’incarto della persona infortunata di norma non
contiene ancora dati sensibili.
Tale
questione non necessita comunque di una risposta in questa sede.
In
conclusione, all’__________ deve venir negata la legittimazione ricorsuale, di
modo che l’impugnativa da essa presentata va dichiarata irricevibile.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é irricevibile.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
PI 1
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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