AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.2002.42
Data decisione, Autorità:
21.02.2003, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
35.2002.00042
mm/cd
Lugano
21 febbraio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Maurizio Macchi,
vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 5 giugno 2002 di
__________,
rappr. da: avv. __________,
contro
la decisione del 7 maggio 2002 emanata da
__________,
rappr. da: avv. __________,
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 2
dicembre 1968, __________ - all'epoca alle dipendenze dell'Impresa di
costruzioni __________ in qualità di manovale - è rimasto coinvolto in un
incidente della circolazione stradale, riportando una frattura del plateau
tibiale della gamba destra.
Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni di legge.
Per
tenere conto dei postumi infortunistici residuali, l'assicurato è stato posto
al beneficio di una rendita di invalidità del 50% a contare dal 31 ottobre 1971
(cfr. doc. _).
1.2. Il 28 marzo
1996, rispettivamente, il 5 novembre 1999, __________ è stato vittima di due
ulteriori eventi infortunistici, i quali hanno interessato, fra l'altro, anche
il ginocchio destro (cfr. XIII 1 e 2).
In
ambedue i casi, l'Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità.
1.3. Nel corso
del mese di settembre 2000, , che nel frattempo era entrato alle
dipendenze dell'Impresa di costruzioni __________ in qualità di magazziniere -
ha annunciato all' una ricaduta (cfr. doc. _).
Il dott.
__________ ha fatto stato di una recrudescenza dei disturbi localizzati al
ginocchio destro ed ha certificato una completa inabilità lavorativa a far
tempo dal 14 settembre 2000 (cfr. doc. _).
1.4. Preso atto
delle risultanze della visita di controllo effettuata il 26 marzo 2001 dal
dott. __________ (cfr. doc. _), l'Istituto assicuratore, con scritto
raccomandato del 27 aprile 2001, ha assegnato all'assicurato un termine
scadente il 15 maggio 2001 per comunicare la propria decisione relativamente al
prospettato intervento di impianto di una protesi totale del ginocchio destro,
rendendolo peraltro attento delle conseguenze giuridiche in caso di rifiuto
(cfr. doc. _).
In data 6
agosto 2001, l'assicurato, per il tramite del proprio patrocinatore, ha
informato l'__________ circa il proprio rifiuto di sottoporsi al suddetto
intervento operatorio (cfr. doc. _).
1.5. In data 10
dicembre 2001, __________ è stato periziato dal PD dott. __________, __________
di chirurgia del ginocchio presso la Clinica di chirurgia ortopedica
dell'Ospedale __________ (cfr. doc. _).
Con
decisione formale del 5 marzo 2002, l'assicuratore LAINF ha dichiarato
l'assicurato nuovamente abile al lavoro nei limiti della rendita di invalidità
del 50% a decorrere dal 1° giugno 2002 (cfr. doc. _).
A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. ), l'_________, in data 7 maggio 2002, ha ribadito il contenuto
della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.6. Con
tempestivo ricorso del 5 giugno 2002, __________, sempre patrocinato dall'avv.
, ha chiesto che l' venga condannato, in via principale,
"… a procedere alla trattazione del caso, prescindendo dall'obbligo nei
confronti dell'assicurato di sottoporsi all'intervento di impiantazione della
protesi totale del ginocchio destro ed evitando l'adozione di qualsivoglia
decurtazione delle prestazioni a motivo della mancata sottoposizione a tale
intervento terapeutico" e, in via subordinata, "… a procedere alla
trattazione del caso valutando le prestazioni che spetterebbero all'assicurato
considerato l'attendibile esito dell'intervento di impiantazione della protesi
totale del ginocchio destro" (cfr. I, p. 6s.)
In via
provvisionale, il ricorrente ha postulato che l'Istituto assicuratore venisse
condannato a corrispondergli indennità giornaliere corrispondenti ad una totale
inabilità lavorativa dal 1° maggio 2002 e fino all'emanazione della sentenza
(cfr. I, p. 7).
Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno delle
proprie pretese ricorsuali:
"
(…).
Nel caso concreto giova accertare che nessun
medico ha dato una qualsivoglia garanzia di riuscita dell'operazione, men
che meno l'ha data il dott. __________, il quale se ne guarda dal confermare
tale aspetto. Tale aspetto neppure é stato valutato nella decisione su
opposizione.
Inoltre, circostanza ancora più importante,
stante le limitazioni che comunque permarrebbero a carico del signor
__________, questi potrebbe svolgere soltanto una parte, che lui valuta minima
dei lavori di magazziniere che era tenuto a svolgere.
Anche tale aspetto non è stato in alcun modo
valutato nella decisione su opposizione, la quale tende, in modo invero
capzioso, a sottostimare l'incapacità che comunque ne risulterebbe. In effetti
__________ non potrebbe più passare da un piano all'altro (giacché collegata da
una scala) che è tenuto a percorrere fino a decine di volte al giorno, come si
accerta nel rapporto ispettivo del 18.4.2000, vale a dire in tempi non
sospetti.
Inoltre ci si domanda come questi possa tenere la
pulizia del capannone, trasportare degli oggetti, che evidentemente non sono di
poco conto e peso (assi da cantiere, materiale di vario tipo, tutto
notoriamente pesante) stante le limitazioni cui soffre, segnatamente all'inginocchiamento,
all'accovacciamento e nel sollevare dei pesi.
Va altresì detto che __________ ha ormai 61 anni.
L'età non può essere disattesa nella sua importanza, laddove di deve valutare
in concreto l'esigibilità.
Ne discende che in alcun modo può essere ritenuta
esigibile l'operazione paventata.
Quand'anche si volesse ritenere esigibile
l'operazione di impiantazione, è palese che essa non comporterebbe, quand'anche
avesse l'esito positivo auspicato, il completo recupero della capacità
lavorativa e conseguentemente lucrativa, del signor __________. Ciò è
confermato in termini espliciti dal referto del dott. __________. Ne discende
che in tutti i casi sarebbero dovute delle prestazioni consecutive all'esito
attendibile di dette misure, come dispone espressamente l'art. 61 cpv. 2 Oainf.
Al soggetto del guadagno esigibile, posto che
debba essere preso in conto il guadagno conseguibile da parte di un uomo di
mezza età, vi è da dire che le limitazioni sono tante e tali che non risulta
ragionevolmente esigibile un'attività quale quella ritenuta esigibile da parte
del signor __________, neppure leggera. Non può poi neppure essere disatteso
che questi disponeva già in precedenza di una mezza rendita di invalidità, che
comunque ne comprometteva il proprio stato di salute.
Vi è peraltro da chiedersi se, posto il fatto che
il signor __________ ha sempre svolto la propria attività presso la ditta
__________, ove ancora è occupato, non debba essere ritenuta detta attività,
senza spendersi in valutazioni circa il reddito teorico conseguibile. Ciò in
conformità alla giurisprudenza (DTF 117 V 18 e DTF 126 V 76), la quale dispone
che, qualora l'assicurato disponga di un posto di lavoro l'accertamento del
reddito da invalido debba comunque essere valutata in concreto, come nel caso
in esame. (…)" (I).
1.7. In data 12
giugno 2002, il TCA ha respinto l'istanza presentata dall'assicurato tendente
ad ottenere il ripristino dell'effetto sospensivo (cfr. II).
1.8. L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. VI).
1.9. In replica,
__________ si è essenzialmente riconfermato nelle proprie allegazioni e
conclusioni (cfr. IX).
1.10. In corso di
causa, il TCA ha interpellato il dott. __________, il quale è stato invitato a
rispondere ad alcuni quesiti attinenti all'esigibilità dell'intervento di
impianto di una protesi totale al ginocchio destro (cfr. XIV).
La
risposta del medico di circondario dell'__________ è pervenuta il 30 settembre
2002 (cfr. XV + allegati).
Le parti
hanno avuto modo di formulare le loro osservazioni in merito (cfr. XVII e
XVIII).
1.11. In data 24
ottobre 2002, questa Corte ha chiesto al PD dott. __________ di pronunciarsi -
rispondendo a taluni quesiti - a proposito dell'esigibilità dell'intervento di
impianto di protesi (cfr. XIX).
Il
rapporto allestito dal dott. __________ è datato del 9 dicembre 2002 (XXI).
L'Istituto
assicuratore convenuto ha preso posizione il 3 gennaio 2002 (cfr. XXIII),
mentre __________ è rimasto silente.
in
diritto
2.1. Il TCA
è chiamato a stabilire, in ultima analisi, se è a torto o a ragione che l'__________
ha confermato al 50% il grado dell'invalidità presentata da __________.
2.2. Giusta
l’art. 118 cpv. 1 LAINF le prestazioni assicurative per infortuni anteriori
all’entrata in vigore della presente legge e per malattie professionali insorte
prima di questa data sono effettuate secondo il diritto precedente.
Dottrina
e giurisprudenza hanno chiarito che questa disposizione di diritto transitorio
si applica, segnatamente, alle rendite di invalidità nate sotto il vecchio
diritto, le quali continuano così ad essere rette dalla LAMI, in particolare
dall’art. 80 cpv. 2 per quel che riguarda la loro revisione (cfr. Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 313 e giurisprudenza ivi citata).
In
concreto, la rendita di invalidità di cui beneficia __________ ha preso inizio
nel 1971 (cfr. consid. 1.1.), allorquando non era ancora entrata in
vigore la LAINF (1° gennaio 1984).
La
fattispecie deve quindi essere esaminata alla luce delle disposizioni contenute
nella LAMI.
2.3. Secondo
l'art. 80 cpv. 1 LAMI:
" Se, dopo la costituzione della rendita, l'incapacità al lavoro
aumenta o diminuisce notevolmente, la rendita sarà per l'avvenire aumentata o
diminuita in proporzione, od anche del tutto soppressa".
La
revisione della rendita di invalidità presuppone che dopo la sua costituzione
sia intervenuto un mutamento sostanziale dell'incapacità di guadagno, ossia
dell'invalidità: l'istituto della revisione ha dunque per scopo l'adeguamento
della rendita alle mutate circostanze.
Giusta il
secondo capoverso dell'art. 80 LAMI la rendita può, nei primi tre anni dalla
sua costituzione, essere riveduta in qualunque momento; più tardi soltanto allo
spirare del sesto e del nono anno.
All'infuori
del periodo previsto dalla legge, e quindi anche dopo il nono anno, la
revisione è ammessa dalla prassi e dalla giurisprudenza federale solo qualora,
a causa di una ricaduta o di conseguenze tardive, la cura medica è stata
ripristinata (cfr. STFA del 15 settembre 1983 nella causa A.S. e del 1°
febbraio 1983 nella causa P., non pubblicate).
L'__________
è però tenuto a riprendere la cura solo nei casi urgenti. L'urgenza è data
quando si rende necessario un intervento operatorio immediato o se l'assicurato
soffre di dolori insopportabili (cfr. STFA del 30 novembre 1998 nella causa B.,
U 254/98 e riferimenti ivi citati).
2.4. Giusta
l’art. 48 cpv. 1 LAINF, l’assicuratore può ordinare le misure necessarie alla
cura adeguata dell’assicurato, tenendo equamente conto degli interessi di
quest’ultimo e dei suoi congiunti.
Le
prestazioni assicurative sono totalmente o in parte rifiutate se l’assicurato,
nonostante diffida, si sottrae alla cura o ad un provvedimento d’integrazione
ordinato dall’AI, ai quali si può pretendere si sottoponga e da cui ci si può
attendere un notevole miglioramento della sua capacità di guadagno (art. 48
cpv. 2 LAINF).
A norma
dell’art. 61 cpv. 2 OAINF, l’assicurato, che senza sufficiente motivo rifiuta
cure o provvedimenti d’integrazione cui si può pretendere si sottoponga, ha
diritto solo alle prestazioni che verosimilmente sarebbero dovute considerato
l’attendibile esito di dette misure.
Il cpv. 3
di detto articolo precisa che non sono esigibili cure e provvedimenti
d’integrazione presentanti un pericolo per la vita e la salute.
Dunque,
in applicazione dei citati disposti che risultano essere una concretizzazione
del principio - valido in tutto il settore delle assicurazioni sociali -
secondo cui l'assicurato deve fare tutto quanto ragionevolmente esigibile per
ridurre il danno economico derivantegli dal danno alla salute, la persona che
non mette in atto i provvedimenti da lei ragionevolmente esigibili per poter,
poi, sfruttare al meglio la propria capacità lavorativa è, ciò nonostante,
giudicato per l'attività che potrebbe esercitare dimostrando buona volontà.
Carenze di volontà risultanti da un'anomalia caratteriale non sono prese in
considerazione nell'ambito dell'assicurazione infortuni: possono essere,
tutt'al più, considerate nell'ambito dell'assicurazione malattia se la loro
causa é da ricercare in un'affezione patologica (DTF 101 V 145 consid. 2b; 111
V 239 consid. 1b e 2a; RAMI 1986 p. 56; 1987 p. 105 consid. 2; 1987 p. 393
consid. 2b; 1989 p. 106 consid. 1d; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 91).
2.5. Nella
concreta evenienza, l'Istituto assicuratore convenuto, con l'impugnata
decisione su opposizione, si è rifiutato di aumentare il grado dell'invalidità
presentata dall'assicurato, ritenendo che quest'ultimo sarebbe in grado di
riprendere l'esercizio dell'attività di magazziniere presso l'Impresa di
costruzioni __________, nella stessa misura precedente la ricaduta del
settembre 2000, oppure, in ogni caso, di svolgere un'attività sostitutiva,
leggera dal profilo dell'impegno fisico, grazie alla quale conseguire un
reddito perlomeno equivalente a quello da lui realizzato presso il succitato
datore di lavoro (cfr. doc. _, p. 4).
L'__________
ha espresso la sua valutazione, tenendo conto di quanto dispone l’art. 61 cpv.
2 OAINF, e cioè considerando l'attendibile esito dell'impianto di una protesi
totale al ginocchio destro, intervento giudicato esigibile e, in particolare,
suscettibile di migliorare la capacità lucrativa del ricorrente (cfr. doc. _,
p. 3s.: "Se è innegabile che la __________ non può costringere
l'assicurato a farsi operare è altrettanto innegabile che la __________ deve
esaminare se detto intervento risulta esigibile e, in caso di risposta
positiva, atto a portare un miglioramento della capacità di guadagno vigente.
Alla prima domanda deve essere risposto in modo positivo. (…). L'assicurato è a
tutt'oggi inabile al lavoro al 100%. Ne consegue che deve venir esaminato se,
con l'implantazione della protesi, egli potrà riprendere una qualsiasi attività
lavorativa. A tale quesito, facendo capo al rapporto peritale del dott.
__________, deve essere risposto in modo positivo. L'esigibilità dovrà
quindi venir valutata come se l'assicurato fosse stato operato. (…)" -
la sottolineatura è del redattore).
Dalle
tavole processuali emerge che - allo scopo di chiarire se l'intervento di
impianto protetico proposto dal dott. _, spec. FMH in chirurgia
ortopedica (cfr. doc. , p. 2), fosse o meno esigibile ai sensi dell'art. 48
LAINF - l' ha predisposto l'allestimento di una perizia a cura del PD
dott. __________, __________ di chirurgia del ginocchio presso la Clinica di
chirurgia ortopedica dell'Ospedale __________.
Nel suo
referto del 18 dicembre 2001, questo specialista ha affermato che l'impianto di
una protesi totale al ginocchio destro, costituisce ormai il solo provvedimento
terapeutico che possa ancora essere raccomandato (cfr. doc. _, p. 5: "Aus
chirurgisch-orthopädischer Sicht kann bei der folgenden Situation nur noch der
Einbau einer Knietotalprothese empfohlen werden. (…)").
Sempre
secondo il dott. __________, presupponendo un risultato operatorio coronato da
successo, dall'impianto di una protesi totale vi sarebbe da attendersi un
miglioramento dell'attuale situazione di totale incapacità lavorativa. D'altro
canto, alfine di non compromettere l'integrità a lungo termine della protesi,
nell'esercizio dell'abituale attività di magazziniere, l'assicurato dovrebbe
evitare di salire le scale, di sollevare pesi, d'inginocchiarsi nonché
d'accovacciarsi (cfr. doc. _, p. 6).
In sede
di ricorso, __________ ha contestato che l'intervento proposto
dall'assicuratore LAINF possa essere definito come esigibile, segnatamente
poiché, visti gli impedimenti funzionali descritti dal dott. __________, egli
sarebbe comunque fortemente limitato nell'esercizio dell'attività di
magazziniere (cfr. I, p. 4).
Ai fini
dell'istruttoria di causa, e al fine di chiarire la questione riguardante
l'esigibilità dell'intervento protetico, questa Corte ha interpellato,
dapprima, il medico di circondario dell'__________ e, successivamente, anche il
PD dott. __________.
Al dott.
__________, il TCA ha sottoposto i seguenti quesiti:
"
(…)
-
Alla luce della letteratura scientifica, qual è il tasso di riuscita
in caso di operazione per l'installazione di una protesi totale al ginocchio?
-
L'età del paziente in che maniera incide sulle possibilità di
riuscita dell'intervento? Quid nel caso di un paziente dell'età dell'assicurato
(61 anni)?
-
Qual è di regola la durata della riabilitazione postoperatoria e in
che cosa consiste? Quale ruolo gioca l'età del paziente?
(…)"
(XIV).
Queste le
risposte fornite dal medico di fiducia dell'__________:
"
(…)
Vorrei rispondere alle sue domande su base della
letteratura e della mia esperienza.
- Il tasso di
riuscita di una protesi totale al ginocchio dipende da diversi fattori:
a) Modello o tipo di protesi
b) Esperienza dell'operatore
c) Attività del paziente
d) Inalterabilità (fino a 10 anni).
In considerazione di tutti questi fattori, una
protesi totale del ginocchio globalmente "tiene" fino a 10 anni nella
misura dell'85%.
- In un paziente
anziano oltre i 75 anni con poca attività, la durata sarà maggiore paragonando
invece con un giovane paziente più attivo.
Per una protesi totale i 61 anni d'età sono
l'ideale.
- La
riabilitazione dopo un'operazione per una protesi totale del ginocchio dipende
anche un po’ dal concetto dell'operatore:
-
l'ospedalizzazione dura circa 10 giorni
-
la deambulazione con stampelle 6-8 settimane
-
la deambulazione normale con quasi un'attività
normale viene
raggiunta dopo 3-4 mesi.
Per quanto concerne l'età del paziente, si può
affermare che più anziano è il paziente, più lungo sarà il tempo di
riabilitazione.
(…)"
(XV).
Il Prof.
__________ è invece stato invitato a rispondere alle seguenti domande:
"
(…)
Ai fini dell'istruttoria di causa, la invitiamo a
volere rispondere (se preferisce, in lingua tedesca) ad alcuni quesiti
attinenti al prospettato intervento di impianto di una protesi totale al
ginocchio destro (cfr. perizia del 18.12.2001 qui acclusa, risposta al quesito
n. 3):
-
Qual è la durata dell'intervento operatorio?
-
Quali sono i rischi per la salute dell'assicurato connessi a questa
operazione?
-
L'impianto di una protesi totale può oggigiorno essere considerata
un'operazione di routine?
-
Alla luce della documentazione scientifica, qual è il tasso di
riuscita per l'impianto di una protesi totale al ginocchio?
-
L'età del paziente in quale maniera incide sulle possibilità di
riuscita dell'intervento? Quid nel caso di un paziente dell'età
dell'assicurato (61 anni)?
-
Qual è di regola la durata della riabilitazione postoperatoria e in
che cosa consiste? Quale ruolo gioca l'età del paziente?
-
L'________ ha sostenuto che una protesi totale del ginocchio,
nell'85% dei casi, ha una tenuta massima di 10 anni. Qual è la sorte del
ginocchio, una volta trascorsi questi 10 anni?
-
Le condizioni attuali del ginocchio destro dell'assicurato (a
prescindere dunque dal prospettato intervento), gli consentirebbero di
esercitare un'attività lavorativa in posizione prevalentemente seduta? Se sì,
in quale misura (%)?
(…)"
(XIX).
Questo il
contenuto del rapporto 9 dicembre 2002, allestito dal dott. __________:
"
(…).
- Qual è la durata dell'intervento operatorio?
Der Einbau einer unkomplizierten Knie-Totalprothese dauert ungefähr 1
Std. 30 Min.
- Quali sono i rischi per la
salute dell'assicurato connessi a questa operazione?
Aus orthopädischer Sicht müssen im
Zusammenhang mit dem Einbau einer Knie-Totalprothese im Wesentlichen folgende
Probleme angesprochen werden: Wundheilungsstörung, neurovaskuläre Läsionen,
Infektionen, Bewegungseinschränkung und Thromboembolie.
Ad Wundheilungsstörung: Bei nicht
vorgeschädigter Haut und atraumatischer Operationstechnik ist die Inzidenz
dieser Komplikation weit unter 1%.
Ad neurovaskuläre Komplikationen: In
diesem Zusammenhang ist eine Inzidenz von 0.5% für eine Peronealnervenläsion zu
veranschlagen.
Bei atraumatischer Operationstechnik ist
eine Gefässläsion sehr unwahrscheinlich.
Ad
Infektion: Eine durchschnittliche Inzidenz für eine tiefe periprothetische
Knieinfektion liegt bei etwa 2%.
Ad
Kniesteife: Die Kniesteife (leicht bis schwer) ist von verschiedenen
technischen, aber u.a. auch Patientenfaktoren (Motivation in
Rehabilitationsphase) abhängig.
Ad
Thromboembolie: Die phlebographisch nachzuweisende tiefe
Venenthrombosen-Inzidenz beträgt mit medikamentöser Prophylaxe bei KnieTotalprothesen
ungefähr 25%.
- L'impianto di una protesi totale può
oggigiorno essere considerata un'operazione di routine?
Ja.
Die Knie-TP wird in den USA bereits häufiger als die Hüft-TP implantiert. Die
Erfolge sind statistisch mindestens so gut, möglicherweise besser.
- Alla luce della letteratura scientifica,
qual è il tasso di riuscita per l'impianto di una protesi totale al ginocchio?
Die
Knie-Totalprothetik (wie auch die Hüft-Totalprothetik) gilt als eine der
erfolgreichsten orthopädischen Eingriffe. Die
(Kaplan-Meyer)
Ueberlebensrate beträgt nach 10 Jahren, je nach Studie, deutlich über 95%.
- L'età del paziente in quale maniere incide sulle
possibilità di riuscita dell'intervento?
Grundsätzlich
gilt, dass die Indikation zum Einbau einer
Knie-Totalprothese je
älter der Patient ist, desto besser gestellt werden kann. Bei einem 61jährigen
Patienten darf, wenn alle konservativen Massnahmen ausgeschöpft sind bzw. damit
nicht ein erträglicher Zustand erreicht werden kann, die Indikation zu einer
Knie-Totalprothese gestellt werden.
- Qual è di regola la durata della riabilitazione
postoperatoria e in che cosa consiste?
Qual ruolo gioca l'età del paziente?
Die
intensive Rehabilitation dauert in der Regel 3 Monate. Je besser der Allgemeinzustand des Patienten ist,
desto schneller wird die gute Gehfähigkeit wieder erreicht.
- L'__________ ha sostenuto che una protesi
totale del ginocchio, nell'85% dei casi, ha una tenuta massima di 10 anni. Qual
è la sorte del ginocchio, una volta trascorsi questi 10 anni?
Patienten
mit Zustand nach Einbau einer Knie-Totalprothese sollten regelmässig, d.h. alle
2 - 3 Jahre eine
Röntgenkontrolle durchführen, damit Früh- und Spätlockerungen rechtzeitig
diagnostiziert werden können. Damit kann gelegentlich ein früher
Prothesenwechsel mit einer Standardprothese durchgeführt werden. Ansonsten sind
in der heutigen Zeit bereits viele Revisionsprothesen-Modelle auf dem Markt,
die - abhängig von der Lockerungsproblematik - zum Einsatz kommen können. Die
Langlebigkeit von Revisionsprothesen kann zur Zeit noch nicht definitiv
abgeschätzt werden.
- Le
condizioni attuali del ginocchio destro dell'assicurato (a prescindere dunque
dal prospettato intervento), gli consentirebbero di esercitare un'attività
lavorativa in posizione prevalentemente seduta? Se sì, in quale misura (%)?
Unsere Untersuchung fand am 10.12.01, d.h.
also ziemlich genau vor einem Jahr statt. Aufgrund der damals angegeben
Beschwerden wäre der Patient in einem Beruf, wo er mehrheitlich sitzend
arbeiten kann, zu 100% arbeitsfähig. Unter Frage 3 wurde damals erwähnt, dass
der Leidensdruck aufgrund der nur gelegentlichen Einnahme von peroralen
Analgetika als noch nicht sehr gross eingeschätzt werden konnte"
(XXI).
2.6. Esaminata la
documentazione presente all'inserto, in particolare il contenuto del referto 9
dicembre 2002 del PD dott. __________ (cfr. XXI), questo Tribunale ritiene che
l'impugnata decisione dell'Istituto assicuratore convenuto, mediante la quale è
stato negato un aumento del grado di invalidità, meriti di essere confermata,
perlomeno nel suo risultato.
A
prescindere dalla questione a sapere se l'intervento protetico proposto dall'__________
(ed osteggiato da __________ a), sia o meno ragionevolmente esigibile,
questione che può quindi rimanere insoluta - i presupposti per procedere ad una
revisione della rendita di invalidità ex art. 80 LAMI non appaiono adempiuti.
In
effetti - come verrà dimostrato qui di seguito - anche senza l'intervento
chirurgico, esercitando un'attività confacente, il ricorrente potrebbe
realizzare un reddito perlomeno equivalente a quello da lui conseguito,
lavorando con un rendimento del 50%, presso la ditta __________.
Rispondendo
al quesito n. 8, lo specialista dell'__________ ha dichiarato che - nonostante
i postumi infortunistici presenti a livello del ginocchio destro - __________
sarebbe in grado di esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo,
un'attività da svolgere in posizione prevalentemente seduta (cfr. XXI, p. 3:
"Aufgrund der damals angegeben Beschwerden wäre der Patient in einem
Beruf, wo er mehrheitlich sitzend arbeiten kann, zu 100% arbeitsfähig.
Unter Frage 3 wurde damals erwähnt, dass der Leidensdruck aufgrund der nur
gelegentlichen Einnahme von peroralen Analgetika als noch nicht sehr gross
eingeschätzt werden konnte" - la sottolineatura è del redattore).
Il TCA
non ha ragioni per scostarsi dall'apprezzamento espresso dal Prof. __________,
ragioni che, del resto, neppure l'insorgente è riuscito a mettere in luce.
È vero
che il sanitario ha sottolineato il fatto che la sua valutazione si fonda sulla
situazione constatata in occasione del consulto del 10 dicembre 2001 (cfr.
XXI). Nondimeno, dagli atti di causa non risulta che le condizioni di salute di
__________ siano sostanzialmente mutate fra il mese di dicembre 2001 ed il mese
di maggio 2002 (data in cui è stata emanata la decisione impugnata).
D'altro
canto, a mente di questa Corte, si deve ritenere che le opportunità di reperire
un'attività che sia conciliabile con i disturbi accusati dall'assicurato nonché
con le sue condizioni personali, non devono essere considerate irrealistiche o
eccezionali ai sensi della giurisprudenza federale (cfr. RCC 1991, p. 332
consid. 3c).
Non si
ignorano certo le difficoltà che presenta il mercato del lavoro svizzero.
Tuttavia, ciò rappresenta un elemento estraneo all’invalidità. In effetti,
secondo dottrina e giurisprudenza, l’assicurato deve compiere ogni sforzo per
valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (STFA 10.9.1998 in re S.
inedita; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996 U 240 p. 96; SVR 1995 UV 35 p. 106
consid. 5b e riferimenti). Se, malgrado tale impegno, un’occupazione confacente
all’interessato non é reperibile in concreto, questo é dovuto alla congiuntura
del momento, per la quale, considerata la nozione di mercato equilibrato del
lavoro, né assicurazione contro gli infortuni né quella per l'invalidità sono
tenute a rispondere (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b, P.
Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Tesi Friborgo
1995, p. 83). In tale ipotesi deve semmai intervenire l'assicurazione contro la
disoccupazione.
Parimenti
estranei all'invalidità sono l'età e la mancanza di formazione
dell'interessato, fattori che, di per sé, non possono influire sulla sua
determinazione. Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha, in
effetti, stabilito che l'assicurazione per l'invalidità - ma lo stesso vale
anche per l'assicurazione infortuni - non è tenuta a rispondere, qualora
l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a
causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare
concretamente un'occupazione (giurisprudenza ancora confermata con la STFA del 9 maggio 2001 nella causa D., I 147/01;
cfr., pure, STFA del 2 dicembre 2002 nella causa C., U 388/01).
2.7. Dalle tavole
processuali emerge che, prima della ricaduta del mese di settembre 2000,
__________ lavorava (e ciò sin dal 1971) quale magazziniere presso l'Impresa di
costruzioni __________ nella misura del 50% (presenza sull'arco dell'intera
giornata a rendimento ridotto), guadagnando approssimativamente la metà di
quanto avrebbe percepito lavorando con un pieno rendimento (fr.
2'013.45.--/mese per 13 mensilità, anziché fr. 4'000.-- circa/mese per 13
mensilità, ossia fr. 52'000.-- all'anno, cfr. XIII 2, doc. _ e _, nonché il
doc. _).
Egli è
peraltro al beneficio di una rendita di invalidità LAINF corrispondente ad
un'incapacità lucrativa del 50%, corrispostagli a partire dal 31 ottobre 1971
(cfr. doc. _).
Si tratta
ora di verificare se l'assicurato, sul mercato generale del lavoro, é ancora in
grado di realizzare perlomeno un reddito annuo di circa fr. 26'175.--
(fr. 2'013.45.-- x 13).
2.7.1. Per
quel che concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido
conseguibile da manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e
non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato
del lavoro equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti,
ha stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV 55 p.
183, che il reddito annuo ammonta:
per il 1992 fr. 34'000.--
per il 1993 fr. 34'500.--
per il 1994 fr. 35'000.--
per il 1995 fr. 35'000.--
Lo scrivente TCA ha, poi,
escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996,
l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re M.). Simile aumento è,
poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18 marzo 1998 in re O.), per il 1998
(STCA 19 giugno 1998 in re M.) e per il 1999 (cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re
C.).
Nel passato, questi parametri
sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella sentenza pubblicata
in RAMI 1998 U 292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.).
In una sentenza del 27
ottobre 1999 nella causa S., pubblicata in SVR 2000 IV 21, il TCA ha
riconfermato la propria giurisprudenza, dopo avere constatato che i salari di
riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i risultati
dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio federale di
statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 p. 51s.; Pratique VSI 2000
p. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito dall'Alta
Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 p. 55-56; Pratique VSI 2000
p. 85-86).
La
giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è
stata oggetto di una completa verifica da parte del
Tribunale federale delle assicurazioni (cfr., a tale proposito, D. Cattaneo,
Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel campo delle assicurazioni
sociali, in RDAT II-2001, p. 593 segg. (p. 602-606)).
In una sentenza del 30 giugno
2000 nella causa B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il 24 luglio 2000 - l'Alta
Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del suo
esame:
" (…)
3.- b) Contrariamente all'__________, l'autorità giudiziaria
cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che
riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo
alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si
riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del
Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata
alla pubblicazione.
4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza
stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in
primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato.
Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo,
possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti dalle
statistiche salariali.
La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.
Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza,
che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare - percentuale che
è stimata e deve essere succintamente motivata dall'amministrazione -, il
giudice delle assicurazioni sociali non può senza valido motivo sostituire il
proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione. (n.d.r., in quella
sentenza il TFA ha operato una riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai
giudici cantonali).
5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo
cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro
equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.
In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione
amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati
all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla
recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai
provvedimenti professionali in lite".
(STFA succitata).
2.7.2. Partendo
dalla constatazione che l'applicazione di dati salariali statistici
validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA (cfr., fra le
più recenti, STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00 e del 30 aprile
2002 nella causa P., U 241/00) - si rivela essere discriminante per gli
assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più
bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito da non invalido è
quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro
Cantone senza il danno alla salute, questo TCA, in una sentenza del 4 settembre
2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV n.
35 - successivamente confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STCA
del 17 aprile 2001 nella causa B. e del 22 maggio 2001 nella causa M.) -
sentito preliminarmente il parere del direttore dell'Ufficio federale di
statistica, dottor __________, ha così precisato la propria giurisprudenza:
" In
data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor __________,
__________ dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente
tenore:
"(…)
Il Tribunale federale delle
assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in
molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da
invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di
salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.
Al riguardo vengono in particolare
utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996,
cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996" pag. 17, e
per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).
Al fine di applicare la giurisprudenza
federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine
di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario
conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute), mi occorre sapere:
Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone?
(…)" (cfr. doc. _)
Il dottor ____________ ha così risposto in data 14 agosto 2000:
"
(…)
Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.
In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.
I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:
-
Nel 1998
(settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo
esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi
al mese (cfr. tabella TA13).
-
È ancora
possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa
categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il
settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di
lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).
A titolo di confronto Le invio anche
la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato),
ripartiti stavolta per settore economico (…)" (cfr. doc. _).
Al fine di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino,
Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media
nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe
effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno
alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati
statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella
nostra regione.
Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome
la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale
statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un
uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per
utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un
risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36;
DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).
Del resto, il TFA, nella sua giurisprudenza, ha per lungo tempo
giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel Cantone in cui
opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton concerné";
sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag.
185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".
Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21, il TCA ha al
riguardo precisato:
"
La necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del
Ticino risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato
del 28 settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. __________ del 14 agosto
1999 «Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare,
dati disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle
condizioni sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati
aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:
«(…)
Su scala federale la statistica
ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la
struttura dei salari in Svizzera.
A livello regionale, le informazioni di
cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la struttura dei
salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al lettore che
nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e per
quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni
supplementari.
Il calcolo dei dati regionali (grandi
regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione dell'economia svizzera,
schema che, come noto, presenta diversità anche importanti rispetto al Ticino.
Non si è certi tuttavia in che misura
questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.
Per i prossimi anni è inoltre probabile
che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione, riesca a mettere
a disposizione delle regioni un numero più elevato di informazioni. Per il
Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati lo schema di
ponderazione della struttura economica cantonale»"
Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre prendere in
considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se si tratta
di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr. Pratique
VSI 2000 pag. 84-85):
"
Dans ce cas, en raison des inégalités de salaires entre
les deux sexes révélées par les statistiques, il faut se référer, pour les
femmes, aux salaires des femmes et, pour les hommes, aux salaires des hommes.
Il n'est pas question de se baser sur une valeur moyenne entre les salaires des
femmes et des hommes. (…)"
(STCA succitata - la
sottolineatura è del redattore).
2.7.3. __________ è
completamente inattivo ormai dal mese di settembre 2000.
Quando,
come nel caso di specie, non è possibile fondarsi sulla situazione salariale
concreta dell'assicurato, in ossequio alla più recente giurisprudenza federale,
occorre basarsi sui dati statistici e, concretamente, sull'inchiesta svizzera
sulla struttura dei salari 2000 (l'ultima edizione disponibile), edita
dall'Ufficio federale di statistica.
Dalla
tabella TA13 (più favorevole all'assicurato rispetto alla tabella TA1) risulta
che un uomo, svolgendo nel 2000 un'attività semplice e ripetitiva in Ticino,
avrebbe potuto conseguire, mediamente, un salario mensile lordo pari a fr.
4'027.-- (considerando soltanto il settore privato, visto che __________ non ha
evidentemente accesso a quello pubblico), quindi, riportandolo su 41.8 ore
(cfr., per quest'ultimo aspetto, STFA del 10 agosto 2001 nella causa R., I
474/00, consid. 3 c/aa), a fr. 4'208.21 oppure a fr. 50'498.-- per l'intero
anno (fr. 4'208.21 x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa,
cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa B., p. 5 consid. 3a).
Il TFA
raccomanda, in seguito, di esaminare le circostanze specifiche del caso
concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, ecc.) e, se del
caso, di procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio.
La riduzione massima consentita dalla giurisprudenza ammonta al 25%, percentuale
che consente "… di tener conto delle varie particolarità che possono
influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V 75, consid. 5b/cc).
Nella
concreta evenienza, lo scrivente TCA può esimersi dall'esaminare più da vicino
quest'ultimo aspetto, poiché - anche se si dovesse ritenere, per pura ipotesi
di lavoro, la riduzione massima del 25% - il ricorrente non avrebbe, comunque,
diritto ad un aumento della rendita di invalidità di cui è al beneficio (50%).
In
effetti, svolgendo un'attività professionale adeguata, a tempo pieno e con un
rendimento completo, __________ potrebbe conseguire un reddito annuo lordo pari
a fr. 37'873.50 (corrispondente al 75% di fr. 50'498.--), ossia un
reddito addirittura superiore a quello percepito presso la ditta ____________ (fr. 26'175.--/anno circa, cfr. consid. 2.6. in fine).
Con il
proprio gravame, l'assicurato fa tuttavia valere che il tasso di invalidità
dovrebbe essere stabilito considerando la sua situazione lavorativa presso
l'Impresa di costruzioni __________ (cfr. I, p. 5: "Vi è peraltro da
chiedersi se, posto il fatto che il signor __________ ha sempre svolto la
propria attività presso la ditta___________, ove ancora è occupato, non
debba essere ritenuta detta attività, senza spendersi in valutazioni circa il
reddito teorico conseguibile. Ciò in conformità alla giurisprudenza (DTF
117 V 18 e DTF 126 V 76), la quale dispone che, qualora l'assicurato disponga
di un posto di lavoro l'accertamento del reddito da invalido debba comunque
essere valutata in concreto, come nel caso in esame" - la sottolineatura è
del redattore e IX).
Il TCA
non può condividere questa tesi.
Infatti,
una delle condizioni necessarie affinché la perdita di guadagno concreta possa
essere considerata perdita di guadagno computabile, è quella che l'interessato
eserciti un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve ritenere
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua (cfr. RAMI 1991 U
130, p. 270ss. consid. 4a). Questa condizione è espressione del principio generale
del diritto delle assicurazioni sociali che obbliga l'assicurato ad
intraprendere tutto quanto può da lui essere ragionevolmente preteso per
ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze delle sue affezioni
invalidanti (DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52
consid. 3d e 114 V 285 consid. 3).
Il TFA ha
confermato esplicitamente tali concetti in una sentenza del 9 maggio 2001 nella
causa D., I 147/01:
"
b) In una recente sentenza, questo Tribunale ha
ribadito che di principio il reddito da invalido va determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale
("Soziallohn"; DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti ivi citati).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato
non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da
invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b; Omlin, Die Invalidität in
der obligatorischen Unfallversicherung, tesi Friborgo 1995, pag. 215)"
(STFA
succitata, consid. 2b).
Ora, in
concreto, a mente del TCA il grado dell'invalidità presentata dall'insorgente
non può essere determinato con riferimento all'attività di magazziniere presso
la ditta ___________, attività che egli non è peraltro neppure più in grado di
esercitare, siccome è stato dimostrato che l'assicurato, sul mercato generale
del lavoro, è in grado di meglio valorizzare la sua residua abilità lavorativa.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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