AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.2000.19
Data decisione, Autorità:
16.05.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
35.2000.00019
mm
Lugano
16 maggio 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Maurizio Macchi
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 27 giugno 2000 di
__________,
rappr. da: __________,
contro
la decisione del 10 aprile 2000 emanata
da
__________,
rappr. da: __________,
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 25
ottobre 1999, il datore di lavoro di __________, la ditta , ha
annunciato all' che il proprio dipendente, il 15 ottobre 1999, ha
avvertito un forte dolore al pollice della mano sinistra, all'atto di spingere
uno stampo (in fase di montaggio) sul piano della pressa (cfr. doc. _).
Il 21
ottobre 1999, __________ è stato sottoposto ad un intervento chirurgico presso
l'Ospedale regionale di __________, nel corso del quale il dottor __________ ha
constatato la rottura sottocutanea del tendine estensore lungo del pollice
sinistro su degenerazione (cfr. doc. _).
1.2. Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, l'Istituto assicuratore, con
decisione formale 11 febbraio 2000, ha negato il
proprio obbligo contributivo, giacché non si sarebbe in presenza né di un
infortunio né di una lesione parificata ai postumi d'infortunio (cfr. doc. _).
A seguito
dell'opposizione interposta dal Sindacato __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. ), l'_________, in data 10 aprile 2000, ha sostanzialmente
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.3. Con
tempestivo ricorso 27 giugno 2000, , sempre patrocinato
dall', ha chiesto che l'__________ venga condannato a riconoscergli
le prestazioni legali a dipendenza dell'infortunio del 15 ottobre 1999 (cfr. I,
p. 9).
Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:
"
(…).
Per quel che concerne il caso in esame, la
__________ deve dimostrare che:
- la lesione è attribuibile indubbiamente a
fenomeni degenerativi;
e
- la lesione non è dovuta ad un fattore esterno
straordinario.
Per quel che concerne il primo aspetto, il signor
__________ si è rivolto ad uno specialista in medicina legale e delle
assicurazioni, dott. __________, che l'ha sottoposto ad un'accurata visita,
prescrivendo un'ecografia tendinea al pollice destro (doc. _).
Come risulta dal rapporto dello specialista (doc.
_), l'ecografia dimostra l'integrità del tendine controlaterale, esente da
qualsiasi tipo di degenerazione.
Appare assai arduo comprendere come in un
soggetto sano come il ricorrente possa essere insorta in forma spontanea una
malattia degenerativa del tendine del pollice sinistro, mentre il tendine del
pollice di destra presenta una sostanziale regolarità, compresi i tessuti molli
peritendinei.
Per quanto riguarda, invece, il secondo aspetto,
alla luce anche del supplemento al rapporto elaborato dalla ditta __________,
il signor ______ ha subito un infortunio, poiché il trauma è stato idoneo a provocare la lesione riportata, vista la
dinamica stessa dell'evento.
La __________ non ha nemmeno valutato l'ipotesi
dell'evento infortunistico.
(…).
Ci sembra proprio di poter sostenere che la
dinamica dell'evento che ha colpito il signor __________ sia paragonabile a
quella risolta con sentenza RAMI 1993, U162, p. 53ss. consid. 3.
Infatti, nel caso di specie, il fatto che il
ricorrente stava effettuando il montaggio di uno stampo sul piano pressa, che
lo stampo in questione presentava un peso di circa 400 kg e che, soprattutto,
in conseguenza dell'elevato peso dello stampo il signor __________ perdeva la
presa su un piede e, scivolando indietro, caricava tutto il suo peso e lo
sforzo che stava facendo sul pollice della mano sinistra, provocando
l'istantanea lesione del tendine, non è certo un fatto usuale per un'attività
lavorativa come la sua, né abituale, né prevedibile.
Non rientra certamente nella consuetudine del
lavoro esercitato dall'assicurato, che un simile oggetto improvvisamente prema
con tutto il suo peso sul pollice di una mano.
La torsione innaturale dell'arto infortunato costituisce,
in analogia anche alla giurisprudenza pubblicata in RAMI 1991 U122, pag. 145
consid. 3c, il fattore esterno straordinario.
Appaiono nella fattispecie dati anche i singoli
elementi costitutivi dell'infortunio, ai sensi dell'articolo 9 cpv. 1 OAINF.
Infine, come più sopra evidenziato, la __________
non ha dimostrato che la lesione del legamento sia attribuibile indubbiamente a
fenomeni degenerativi e perciò sono dati gli elementi affinché la lesione
corporale subita dal signor _______ sia ugualmente equiparata in ogni caso ad
un infortunio" (I).
1.4. In risposta,
l'__________ ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui di dirà, all'occorrenza, nei considerandi di diritto (cfr. III). L'Istituto
assicuratore convenuto ha altresì prodotto il rapporto 3 agosto 2000 del
proprio medico di circondario, il dottor __________.
1.5. In replica,
__________ si è riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni,
chiedendo, segnatamente, che il TCA avesse ad interpellare il dottor __________
dell'__________ in merito all'eziologia della rottura del tendine estensore
(cfr. V).
1.6. In data 8
settembre 2000, il ricorrente ha versato agli atti una dichiarazione, datata 29
agosto 2000, del proprio datore di lavoro (cfr. VI e doc. _).
1.7. Con
ordinanza 2 ottobre 2000, questa Corte ha ordinato una perizia giudiziaria a
cura del dottor __________, __________ della Clinica d'ortopedia dell'Ospedale
cantonale di __________ (cfr. VII).
1.8. In data 2 aprile
2001, il dottor __________ ha consegnato al TCA il proprio referto peritale
(XIV), il quale è stato immediatamente intimato alle parti per osservazioni
(cfr. XV).
1.9. __________
ha preso posizione il 9 aprile 2001 (cfr. XVI) mentre l'__________, da parte
sua, lo ha fatto il 27 aprile 2001 (cfr. XVII).
in
diritto
2.1. In concreto,
il TCA deve esaminare se è a torto o a ragione che l'assicuratore LAINF
convenuto ha negato la propria responsabilità relativamente alla lesione tendinea
lamentata da __________ in data 15 ottobre 1999.
2.2. Le parti
appaiono discordi riguardo alla questione di sapere se l'evento del 15 ottobre
1999 presenta o meno le caratteristiche di un infortunio ai sensi di legge
(cfr., ad esempio, I, p. 8 e III, p. 4).
Da parte
sua, lo scrivente Tribunale ritiene di potersi tranquillamente esimere
dall'approfondire oltre la suddetta problematica, giacché - alla luce delle
chiare risultanze peritali - l'Istituto
assicuratore convenuto, anche qualora dovesse effettivamente difettare il
fattore esterno straordinario, dovrebbe comunque assumere il caso a titolo di
lesione parificata ai postumi d'infortunio giusta l'art. 9 cpv. 2 lett. f
OAINF.
2.3. L’art. 9
cpv. 2 OAINF - nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997,
applicabile, in casu, in forza dell’art. 147a OAINF - prevede che se non
attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, le
seguenti lesioni corporali, il cui elenco é definitivo, sono equiparate
all’infortunio, anche se non dovute a un fattore esterno straordinario:
a. fratture;
b. lussazioni
di articolazioni;
c. lacerazioni
del menisco;
d. lacerazioni
muscolari;
e. stiramenti
muscolari
f. lacerazioni
dei tendini;
g. lesioni
dei legamenti;
h. lesioni
del timpano.
L'elenco
è esaustivo: esso non può essere fatto oggetto di un'interpretazione estensiva,
in particolare per analogia (DTF 114 V 208ss. consid. 3c;
RAMI 1988 p. 372 e 375; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992,, p. 58; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht,
Berna 1985, p. 202).
La nozione di lesione parificata ad infortunio persegue lo scopo
d’attenuare, in favore dell’assicurato, il rigore risultante dalla distinzione
che il diritto federale opera fra malattia ed infortunio. Gli assicuratori
infortuni LAINF devono assumersi un rischio che, in ragione della succitata
distinzione, dovrebbe in principio essere coperto dall’assicurazione malattie
(SVR 1998 UV22, p. 81s.; DTF 123 V 44 e 45 consid. 2b, 116 V 155 consid. 6c,
114 V 301 consid. 3c; RAMI 1988 U57 p. 373 consid. 4b; A. Bühler, Die unfallähnliche
Körperschädigung, in SZS 1996, p. 84).
Per
ammettere l’esistenza di un nesso di causalità naturale, é sufficiente che
l’evento infortunistico sia parzialmente all’origine del danno alla salute (DTF
123 V 45 consid. 2b, 117 V 360 consid. 4a). D’altro canto, le lesioni enumerate
all’art. 9 cpv. 2 OAINF devono avere avuto una causa esterna, senza la quale
non si può parlare di lesione assimilata ad infortunio (DTF 123 V 45 consid.
2b, 116 V 147s. consid. 2c, 114 V 301 consid. 3c; RAMI 1988 U57 p. 373 consid.
4b; Bühler, op. cit., p. 87).
In
presenza di una lesione corporale compresa fra quelle enumerate all'art. 9 cpv.
2 OAINF e di un evento repentino, è necessario stabilire la causa di tale
lesione. In particolare, si tratta di determinare se essa può essere
considerata come "attribuibile indubbiamente
a una malattia o a fenomeni degenerativi".
Già la
precedente versione dell'art. 9 cpv. 2 OAINF - rimasta in vigore sino al 31
dicembre 1997 - prevedeva la medesima formulazione
per quanto riguarda le fratture ossee. Secondo A. Maurer, una malattia va presa
in considerazione unicamente quando essa é chiaramente - vale a dire senza alcun
dubbio - la causa della frattura (cfr. Maurer, op. cit., p. 203: "Eine Erkrankung
wird nur berücksichtigt, wenn sie eindeutig, d.h. zweifelsfrei,
die Ursache des Bruches bildet. Dies trifft also nicht zu, sobald ernsthafte Zweifel
an einer Krankheit als Ursache bestehen").
Un parere
analogo è pure stato enunciato da A. Bühler, a mente del quale la natura
morbosa, rispettivamente, degenerativa della lesione deve essere dimostrata con
certezza e non solo secondo il criterio della verosimiglianza preponderante. La
prova in tal senso può venire ammessa soltanto qualora la frattura in questione
sia stata causata esclusivamente e solo da fattori patologici o degenerativi.
Il summenzionato autore giunge pertanto alla conclusione che una simile prova
non è fornita qualora un evento infortunistico sia stato dimostrato in modo attendibile e a quest'ultimo non si possa negare
un significato causale - anche se debole - per la frattura.
Bühler
ha, infine, precisato che l'onere di provare che la lesione è indubbiamente ed
unicamente dovuta a malattia o a degenerazione, incombe all'assicuratore
LAINF (Bühler, op. cit., p. 116: "Die diesbezügliche Beweislast trägt
der Unfallversicherer, weil die ausschliesslich pathologische Kausalität einer Knochenfraktur
eine anspruchshindernde Tatfrage betrifft").
A mente
di questa Corte, i suevocati principi - elaborati in relazione alle fratture di
cui alla lett. a dell'art. 9 cpv. 2 OAINF - sono ora applicabili anche
alle altre lesioni corporali, tenuto conto della modifica in vigore a far tempo
dal 1° gennaio 1998 (cfr. J. M. Frésard, L'assurance-accidents
obligatoire, p. 19, in SBVR).
2.4. Nel caso di
specie, l'__________ ha negato l'esistenza di una lesione parificata ai postumi
di un infortunio, sostenendo che la lesione tendinea riportata da __________ è
indubbiamente imputabile a fenomeni degenerativi.
Per fare
ciò, l'Istituto assicuratore convenuto si è essenzialmente fondato
sull'apprezzamento enunciato dal proprio medico di circondario, il dottor
__________, spec. FMH in chirurgia:
"
Il rapporto operatorio del dr. __________ come
pure il nostro apprezzamento del 9.2.2000, dal lato medico evidenzia in
modo oltremodo chiaro, la natura esclusivamente degenerativa
dell'affezione del tendine estensore lungo del pollice sinistro.
Trattasi quindi di una questione prettamente
medica, per cui le considerazioni del signor __________, per quanto riguarda
l'aspetto della causalità, non sono minimamente atte ad incriminare la
natura indubbiamente degenerativa della patologia documentata.
D'altronde l'attività svolta dal signor
__________ non è tale che si può nemmeno ipotizzare la presenza di una malattia
professionale (si tratterebbe comunque di un'affezione non di lista)!
Dal lato medico-infortunistico e -assicurativo,
dev'essere integralmente confermata la decisione dell'11.2.2000" (doc. _).
In sede
di ricorso, __________ ha prodotto la perizia di parte 10 giugno 2000 allestita
dal dottor ______, spec. in medicina legale e delle assicurazioni a
________, il quale - dopo aver sottoposto l'assicurato, segnatamente, ad
un'ecografia tendinea al pollice destro - ha messo in dubbio la correttezza
della tesi difesa dal medico di fiducia dell':
"
(…).
L'idoneità del trauma è dimostrata, il Sig.
__________ stava spingendo, con tutte le sue forze, uno stampo di circa 400 kg;
improvvisamente perdeva la presa del piede di spinta e repentinamente caricava
con tutto il suo peso e l'energia della spinta sul pollice sinistro che veniva
piegato all'interno causando la rottura tendinea in oggetto.
Da ciò si evince che:
-
il trauma è stato idoneo a provocare la
lesione riportata dal sig. __________,
-
non vi è prova concreta che la lesione
riportata dal sig. __________ sia dovuta ad una precedente degenerazione
tendinea al tendine del pollice sinistro, l'ecografia del tendine
controlaterale dimostra l'integrità dello stesso tendine a destra.
-
se anche vi fosse stata, per ipotesi,
precedente parziale degenerazione tendinea, essa era: a) sconosciuta
all'assicurato, b) non rilevabile se non con accertamenti mirati su sospetto,
c) non rilevata nemmeno alla visita specialistica subita dall'infortunato in
occasione del ricovero, d) precedentemente ininfluente sull'attività lavorativa
dell'infortunato stesso.
Per tutto questo la __________ non può esimersi
dal riconoscimento dell'infortunio e dal conseguente addossarsi delle spese per
la cura e per tutto è quanto compreso nella legge sull'assicurazione contro gli
infortuni" (doc. _).
Il dottor
__________ ha ancora avuto modo di commentare criticamente le considerazioni
enunciate dal sanitario privatamente consultato dall'insorgente:
"
Il dr. __________ parte dal "fatto"
che l'assicurato sia stato vittima di un infortunio il 13.10.1999 (recte 15.10.1999), benché trattisi di una questione
puramente giuridica-amministrativa, dunque un argomento che non compete ad un
medico, neppure specialista in medicina legale e delle assicurazioni.
Dal lato medico-scientifico stupisce non poco il
fatto che il prefato medico da una parte riconosce la chiara diagnosi
intraoperativa di "rottura sottocutanea dell'estensore lungo del pollice
sinistro su degenerazione", mentre dall'altra nega la natura
degenerativa in base ad un esame ecotomografico blando, dello stesso tendine
della parte controlaterale.
Effettivamente l'assenza di ovvie alterazioni
degenerative a livello del tendine opposto, non dimostra in nessun modo,
tanto meno prova il carattere traumatico della tenopatia degenerativa.
Per contro la descrizione intraoperativa chiara e
dettagliata del dott. __________ è provante per un'eziologia esclusivamente
degenerativa della tenopatia in questione.
Le successive argomentazioni, fatte sulla base di
varie citazioni della LAINF e soprattutto OAINF (del 20.12.1972, benché
essa in vigore soltanto dal 1984!), dal lato medico-assicurativo, non
sono pertinenti, per sostenere una responsabilità della __________. Questo vale
soprattutto per dei criteri fatti valere, ma ininfluenti sulla causalità, come:
a) degenerazione sconosciuta all'infortunato
b) non rilevabile se non con accertamenti mirati
su sospetto
c) non rilevato alla visita specialistica subita
dall'infortunato in occasione del ricovero
d) affezione precedentemente ininfluente
sull'attività lavorativa dell'infortunato.
L'avv. __________ dall'altro canto con il suo
ricorso del 25.6.2000, dal lato medico riprende unicamente l'argomento
(scientificamente non valido) della unilateralità rinviando pure a delle
"degenerazioni non meglio specificate", ignorando completamente che
il dott. __________i, esclusivamente per via dell'estesa degenerazione
importante del tendine, ha dovuto resecare la struttura tendinosa sulla
lunghezza di ben 3 cm, ricorrendo ad un trapianto sano" (III 1).
2.5. Allo scopo
di finalmente chiarire la fattispecie da un profilo medico, questa Corte ha
ordinato una perizia giudiziaria, affidandone l'allestimento al dottor
__________, __________ della Clinica d'ortopedia dell'Ospedale cantonale di
__________ (cfr. VII).
Va
immediatamente osservato come il perito giudiziario si sia distanziato
dall'apprezzamento manifestato dal medico di circondario dell'______,
affermando che, in casu, la rottura tendinea è riconducibile, con grande
verosimiglianza, all'evento del 15 ottobre 1999. Il dottor __________ -
fondandosi su un esteso studio della letteratura scientifica - ha pure
relativizzato il contenuto del rapporto operatorio 21 ottobre 1999 del dottor
__________ (cfr. doc. _), su cui il dottor __________ aveva essenzialmente
costruito la propria tesi (cfr. doc. _).
Questa la
sua valutazione della fattispecie:
"
Aus der Anamnese geht hervor, dass obgenannter
Patient bis zu seinem Ereignis am 15.10.1999 völlig beschwerdefrei war. Er hat
auch vorher keine Sportarten betrieben, die extreme Belastungen im Bereiche der
Hände zur Folge gehabt hätten. Das am 15.10.1999 erlittene Ereignis während der
Arbeit hatte unmittelbar eine schmerzhafte Reaktion im Bereiche des linken
Daumens ausgelöst, was eindeutig auf einen Zusammenhang zwischen diesem
Ereignis und der daraus resultierenden Verletzung im Daumenbereich hindeutet.
Die während der Operation festgestellte starke Auffaserung der Sehne wurde vom
Chirurgen als degenerativ interpretiert, was aber nicht so eindeutig gemacht
werden darf, dies bestätigt auch unser Handchirurg im Hause auf Anfrage.
Eine ausgedehnte Literaturrecherche zeigt, dass
praktisch alle Fälle von sogenannten spontanen Rupturen der Extensor pollicis
longus Sehne auf traumatische Ursachen zurückzuführen sind, so entweder
nicht-dislozierte Radiusfrakturen, anatomisches vorstehendes Tuberculum
llisteri oder aber Vorschädigungen der Sehne durch chronische Polyarthritis und
ähnliche Entzündungen.
In der beiliegenden Literatur finden sich
Einzelbeschreibungen von Verletzungen der Extensor pollicis longus Sehne nach
relativ leichten Distorsionen des Handgelenkes, wie sie unser Patient erlitten
hat.
Der intraoperative Befund mit stark ausgefranster
Sehne wird auch in der Literatur häufig beschrieben und scheint zu diesen
Verletzungmustern zu gehören, sodass ohne histologische Untersuchung rein aus
makroskopischem Aspekt nicht auf eine primäre Degeneration geschlossen werden
darf, insbesondere wenn keinerlei synovitische Veränderungen in den
Sehnenscheiden zu beobachten sind.
Aus den obgenannten Gründen bin ich deshalb der
Ansicht, dass die Ruptur der Extensor pollicis longus Sehne bei unserem
Patienten als Unfallfolge zu werten ist und deshalb durch die __________ zu
übernehmen ist" (XIV, p.
3).
L'esperto designato dal TCA ha avuto
modo di ribadire la propria opinione, rispondendo ai quesiti postigli dalle
parti:
"
Sind die von Dr. __________ erhobenen
Verletzungen, nach dem Grad der Wahrscheinlichkeit, eindeutig auf eine
Erkrankung oder auf eine Degeneration gemäss Art. 9 Abs. 2 UVV (Version
1.1.1998) zurückzuführen?
Begründung?
Ich verweise auf meine Bemerkungen im Abschnitt
Beurteilung. Gemäss Angabe in der Literatur und auch Angabe von unserem
Handchirurgen ist es so, dass aspektmässig makroskopisch bei einem riss der
Extensor pollicis longus Sehne es häufig zu Anfransungen der Sehne kommt,
sodass dieses Kriterium allein nicht erlaubt, auf eine degenerative Ursache zu
schliessen. Traumatische Rupturen der Extensor pollicis longus Sehne fransen
häufig aus und nur wenn zusätzliche Zeichen einer Erkrankung (Synovitis,
bekannte Polyarthritis oder ähnliches) vorhanden sind, darf von einer
degenerativen Ruptur gesprochen werden.
Falls nein: aus welchen Gründen teilen Sie die
Meinung von Dr. __________ nicht?
Wie bereits im Punkt 2. beschrieben und aus der
Literatur ersichtlich sowie aus einem persönlichen Gespräch mit unserem
Handchirurgen Dr. ______ besteht beim Patienten ein eindeutiges Unfallereignis,
für die Ruptur dieser Sehne braucht es keine massive Krafteinwirkung. Es
genügen Distorsionen mässigen Ausmasses um die sehne zum Rupturieren zu
bringen, im weiteren ist der makroskopische Aspekt der Ausfransung der Sehne
nicht pathagnomonisch für eine eindeutige Erkrankung oder Degeneration wenn
andere Zeichen dafür fehlen, was hier der Fall ist.
Nach der von ihm als nötig gehaltenen klinischen
Feststellungen, soll der Experte sagen welche die Natur und die Entität der vom
Beschwerdeführer zugezogenen Verletzungen sind und unter welchen Störungen hat
er gelitten und welche die heutigen Symptome sind, infolge des am 15. Oktober
1999 vorgefallenen Ereignisses?
Der Patient hat sich bei der zugezogenen
Distorsion des Handgelenkes eine Ruptur der Sehne des Extensor pollicis longus
zugezogen. Die Ursache ist meines Erachtens und auch literaturmässig bestätigt
mit grosser Wahrscheinlichkeit das Unfallereignis, da beim Patienten keinerlei
Vorerkrankungen bekannt sind. Auch der intraoperative Befund zeigt keine
Erkrankungszeichen, die Ausfransung der Sehne ist bei dieser Sehne auch im
traumatischen Zustand typisch (Aussage Dr. __________, Handchirurg,
Kantonsspital __________). Zum heutigen Zeitpunkt hat der Patient keinerlei
Beschwerden mehr von Seiten des erlittenen Ereignisses vom 15.10.1999"
(XIV, risposta ai quesiti n. 2 e 3 di parte convenuta e n. 1 di
parte ricorrente).
Tutto ben
considerato, questa Corte non vede alcuna ragione che le imponga di scostarsi
dalle conclusioni a cui é giunto il dottor __________. In effetti, il suo
referto peritale non contiene contraddizioni. D’altra parte, esso presenta
tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere
riconosciuto, ad un apprezzamento medico, piena forza probante (cfr. RAMI 1991
U133, p. 311ss. consid. 1b): in particolare, l’esperto giudiziario ha espresso
il suo apprezzamento in modo chiaro, motivato e convincente, dopo aver
proceduto ad un esame approfondito del caso.
In
siffatte condizioni, si deve ritenere assodato che l'evento dell'ottobre 1999
ha giocato, con grande verosimiglianza, un ruolo causale per la rottura del
tendine estensore lungo del pollice sinistro. In applicazione dei principi
dottrinali evocati al considerando 2.3. (cfr., in particolare, A. Bühler, op.
cit., p. 116: "Demgemäss ist der Beweis einer ausschliesslich pathologischen
Kausalität eines Knochenbruches nicht geleistet, wenn ein unfallähnliches
Ereignis glaubwürdig dargetan ist und diesem die Bedeutung einer - wenn auch schwachen
- Mitursache für die Auslösung der Fraktur nicht zweifelsfrei abgesprochen werden
kann"), l'assicuratore LAINF convenuto non ha, quindi, saputo fornire la prova che la lesione tendinea in
questione è stata causata esclusivamente e solo da fattori morbosi o
degenerativi.
Con le
proprie osservazioni 27 aprile 2001, l'__________ ha fatto valere che il perito
giudiziario avrebbe disatteso "… il fatto che egli non è stato chiamato a
valutare la causalità con un infortunio bensì unicamente se la lesione al
tendine estensore del pollice era o meno indubbiamente di natura degenerativa
rispettivamente morbosa". In questo ordine d'idee, l'assicuratore
infortuni ha postulato che il TCA abbia a nuovamente interpellare il dottor
__________, affinché quest'ultimo si determini "… in merito ai quesiti
effettivamente posti" (cfr. XVII).
Lo
scrivente TCA ritiene, da parte sua, assolutamente superfluo dare seguito al
richiesto complemento peritale, nella misura in cui questo ulteriore passo non
permetterebbe d'entrare in possesso di nuovi elementi di valutazione. In
effetti, riconoscendo che l'evento 15 ottobre 1999 ha rivestito rilevanza
causale, il dottor , di fatto, ha già risposto all'interrogativo
sollevato dall'. Infatti, egli ha negato che la rottura tendinea sia
riconducibile esclusivamente a fattori degenerativi. Del resto, il perito
giudiziario ha pure indicato che presso l'assicurato sono sconosciute delle
affezioni preesistenti e che il reperto intraoperativo non ha mostrato segni di
morbosità (cfr. XIV, risposta al quesito n. 1 di parte ricorrente).
2.6. Perché la
lesione possa essere posta a carico dell'_____ in forza dell'art. 9 cpv. 2
lett. f OAINF, occorre, però, ancora verificare se essa è stata cagionata da un
evento repentino ed involontario.
Infatti,
le lesioni corporali di cui all'art. 9 cpv. 2 sono paragonate ad infortunio se
presentano tutti gli elementi caratteristici dell’infortunio, eccezion fatta
del fattore esterno straordinario (art 9 cpv. 2 OAINF a contrario).
Dunque,
in particolare, esse devono essere state cagionate da un evento repentino e
involontario (RAMI 1989 160ss. consid. 3b; 1988 372ss., consid. 4a e 4b; A. Maurer,
op. cit., p. 202; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit. p. 58).
Il
fattore scatenante può essere quotidiano e discreto. Necessario è che si tratti
di un evento improvviso: ad esempio, un movimento violento o l’alzarsi da
seduti che provoca una delle lesioni ritenute dall'art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr.
DTF 116 V 148).
Il
fattore scatenante deve avere le caratteristiche proprie dell’evento
infortunistico dal punto di vista temporale: “fehlt es an einem solchen unmittelbaren
Geschehen und ist die Verletzung vielmehr wiederholten, im täglichen Leben erfolgten
Mikrotraumata zuzuschrieben, die allmähliche Abnützung und schliesslich das Ausmass
einer die Behandlung erforderlichen Schädigung bewirken, liegt kein Unfall sondern
eine Krankheit vor” (RAMI 1990, 285ss, consid 2c; 1988 372ss, consid 4b in
fine; DTF 114 V 301ss, consid 3c).
In
concreto, è certamente verosimile che la lesione in questione sia sopravvenuta in coincidenza con lo sforzo profuso
dall'assicurato per spingere uno stampo del peso di circa 400 kg sul piano
della pressa. Al proposito, non va dimenticato che __________ ha costantemente
dichiarato che i dolori nella regione del pollice sinistro sono apparsi all'istante
(cfr. doc. _ e XIV, p. 1). Il criterio della
repentinità è dunque soddisfatto, aspetto in merito al quale l'__________ non
ha, del resto, sollevato alcuna obiezione (cfr. STCA 18.9.1996 in re A. P. c/
Zurigo Assicurazioni, in cui questa Corte ha ammesso il carattere repentino (e
involontario) del gesto volto a spingere un'autovettura su una strada innevata
in leggera salita).
Altrettanto
indubitale è l’elemento involontario dell’evento scatenante.
Dunque,
la patologia presentata dal ricorrente va posta a carico dell'Istituto
assicuratore convenuto in applicazione dell'art. 9 cpv. 2 lett. f OAINF.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é accolto.
§ L'__________
è condannato a riconoscere il proprio obbligo contributivo in relazione alla
lesione del tendine estensore lungo del pollice sinistro lamentata
dall'assicurato il 15 ottobre 1999.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L'__________
verserà all'assicurato l'importo di fr. 1'000.-- a titolo di ripetibili.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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