AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
34.2000.22
Data decisione, Autorità:
05.11.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
34.2000.00022
MB/nh
Lugano
5 novembre 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Giovanna Roggero-Will, Raffaele Guffi
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 18 maggio
2000 di
__________,
rappr. da: __________,
contro
Cassa Pensioni __________,
in materia di previdenza professionale
ritenuto, in
fatto
1.1. Dal 1966 al
1995 __________, domiciliato a __________ (I), ha svolto attività lavorativa
presso la ditta __________ che ai fini dell'attuazione della previdenza
professionale dei propri dipendenti è affiliata alla Cassa pensioni __________.
1.2. Con effetto
dal 1. giugno 1991 l'assicurato è stato posto al beneficio di una mezza rendita
di invalidità, mentre dal 1 giugno 1994 di una rendita intera (I).
L'ammontare
della rendita intera è stato fissato in fr. 7'964 annui, pari al doppio
dell'importo della mezza rendita (doc. _).
1.3 __________,
rappresentato __________, in data 18 maggio 2000 ha presentato petizione al TCA
nei confronti della Cassa pensioni della ditta __________, adducendo che essa
non gli avrebbe fornito sufficienti precisazioni in merito all'ammontare della
rendita di invalidità - che in un certificato in suo possesso risulterebbe di
importo superiore - rispettivamente all'importo del capitale di vecchiaia.
1.4 Con risposta
16 giugno 2000 la Cassa pensioni convenuta ha proposto al TCA di respingere la
petizione, scusandosi dapprima di aver emesso in buona fede un certificato di
assicurazione malgrado l'assicurato fosse già invalido e adducendo quanto segue
a motivazione della proposta:
"
Il 31.01.1985, la ditta __________ ci dichiarava
per
l'1.1.1985, per il signor __________, un salario
mensile assicurato di fr. 2'000.‑‑ (vedi domanda d'ammissione
all'assicurazione allegata).
L'inizio dell'invalidità è stata notificata da
parte della Ditta __________ il 23 luglio 1990 (vedi lettera allegata).
La rendita Al ha inizio il 01.01.1991.
Facciamo osservare che il certificato
d'assicurazione che la controparte allega è stato rilasciato l'8 febbraio 1993.
Questo certificato d'assicurazione è senza valore dato che l'assicurato era già
invalido in quel momento.
Inoltre, per errore nostro, il salario mensile
assicurato su questo certificato d'assicurazione risulta di fr. 3000,‑‑
(vedi allegati della Petizione). In base a questo salario errato, le prestazioni
figuranti sul certificato d'assicurazione sono notevolmente eccessive.
Anche la decisione dell'Al del 5.03.1993 dimostra
che il salario mensile dovrebbe trovarsi tra i fr. 2'000.‑‑ e fr.
2'400.‑‑:
Reddito annuo medio determinante in base al 1991 fr. 45'120.‑
deduzione di coordinamento LPP per il 1991 fr. 19'200.‑
Salario annuo coordinato secondo la LPP nel 1991 fr. 25'920.‑
Salario mensile assicurato per la LPP nel 1991 fr.
2'160.‑
Il salario assicurato mensile di fr. 3000.‑‑,
figurante sul certificato d'assicurazione dell'8 febbraio 1993, è un chiaro ed
evidente errore da parte nostra di cui l'assicurato ed il suo rappresentante
avrebbero dovuto prendere nota ed avvisarci immediatamente.
Di conseguenza alleghiamo tutti i conteggi
trimestrali che la Cassa pensioni ha elaborato dal 1985 al 1990, dove si può
vedere che per il __________ sono stati versati i contributi su un salario
assicurato di:
per gli anni 1985, 1986 e 1987 fr.
2'000.‑
1988 fr.
2'200.‑
1989 fr.
2'300.‑
1990 fr.
2'400.‑
Sulle differenze del capitale di vecchiaia non ci
vogliamo soffermare troppo, perché queste differenze risultano da un lato negli
errori fatti sul certificato d'assicurazione e dall'altro lato dalla
fluttuazione del tasso d'interesse sull'avere di vecchiaia, che, fino al 1994,
era del 4,00%, poi è passato nel 1995 al 4,75%, e poi è stato ridotto nel 1998
al 4,00%.
Anche la partecipazione agli utili, che può
variare di anno in anno dallo 0% all'1,00%, comporta modifiche della somma del
capitale di vecchiaia.
La Cassa
pensioni ha quindi concluso che
"
In questo caso si tratta di una serie di
malintesi e di un certificato d'assicurazione che non avrebbe mai dovuto essere
rilasciato. Nella nostra sede centrale a __________ è possibile che il defunto
responsabile non si sia accorto dell'errore sul certificato assicurativo, ma
poi nei suoi calcoli ha introdotto il giusto salario assicurato mensile di fr.
2'400.‑‑.
L'AVS/AI nel 1991 si basa chiaramente su un
reddito annuo medio di fr. 45'120.‑‑ che corrisponde a Fr. 2'160.‑
della LPP. Ciò prova che il salario usato nei calcoli di fr. 2'400.‑ è
giusto.
Se il signor __________ non fosse disposto ad
accettare la situazione attuale, dovremo rivedere tutti i nostri calcoli
insieme all'AVS che ha certamente registrato i salari giusti tra il 1985 ed il
1990. In questo caso dovremmo però eventualmente ridurre leggermente il salario
assicurato.
Altrimenti siamo disposti a lasciare le cose come
sono per non creare ulteriori spese amministrative."
1.5 Con replica
26 giugno 2000 l'assicurato ha precisato che
" La
petizione del 18.05.2000 a questo Lodevole Tribunale è stata inoltrata proprio
perché la posizione assicurativa del signor __________, in relazione alla sua
rendita Al, non è mai stata chiarita dalla Cassa, nonostante le insistenti
richieste di spiegazione da parte del signor __________ fin dal mese di aprile
1992.
Mal si comprende l'atteggiamento della Cassa la
quale insiste nell'affermare che il certificato di assicurazione rilasciato nel
1993 (doc. _) sia stato compilato in modo errato (da un funzionario ora
deceduto e che quindi non può difendersi) quando anche i certificati
antecedenti riportano un salario mensile assicurato superiore ai fr. 2'000
(salario annuo diviso 12). (doc. _). Sul certificato d'assicurazione rilasciato
in data 08.02.1991 è indicato un salario mensile assicurato di fr. 3'000.‑.
Addirittura per l'anno 1992 al signor __________
sono stati rilasciati 3 certificati:
Sul primo (11.02.1992) è indicato un salario
mensile assicurato di fr. 2'900.‑‑. Sul secondo (11.02.1992) è
indicato un salario mensile assicurato di fr. 2'800.‑‑. Sul terzo
(30.10.1992) è indicato un salario mensile assicurato di fr. 2'900.‑‑.
Anche se per ipotesi il certificato
d'assicurazione rilasciato nell'aprile del 1993 (Doc. _) fosse stato redatto in
modo sbagliato, facciamo rilevare che dal 1983 (data dell'iscrizione, resa
obbligatoria dalle disposizioni del CCL, del signor __________ alla Cassa
pensione __________) sul salario percepito dall'assicurato è stato regolarmente
trattenuto l'importo indicato nei vari certificati d'assicurazione.
Riteniamo quindi che al signor __________ debba
essere versata una prestazione commisurata al premio pagato.
L'ammontare della rendita d'invalidità viene
calcolato in funzione dell'avere di vecchiaia determinante che comprende:
• l'avere di vecchiaia acquisito dall'assicurato fino alla
nascita del diritto alla rendita d'invalidità, e
• la somma degli accrediti di vecchiaia, senza interessi, per
gli anni mancanti fino all'età del pensionamento , calcolata sull'ultimo
salario coordinato dell'assicurato valevole quando lo stesso disponeva ancora
della sua piena capacità di guadagno.
Riteniamo quindi errato basare il calcolo del
capitale di vecchiaia per gli anni mancanti sul salario medio usato per il
calcolo della rendita AVS. E' facilmente comprensibile che i salari percepiti dal signor
__________ agli inizi della sua attività lavorativa in Svizzera erano
nettamente inferiori ai salari percepiti nell'anno 1990 e seguenti. Infatti come
si può evincere dagli estratti conto AVS (doc. _) il salario percepito nel 1990
risulta essere di fr. 47'879.-.
Per il 1991, pur lavorando al 50%, il salario
percepito è di fr. 30'373.‑ Per il 1992 (lavoro 50%) salario percepito
29'327.‑(doc. _).
Per il 1993 (lavoro al 50%) salario percepito fr.
29'057.‑‑.
Se a questi importi aggiungiamo la parte (50%)
liberata dal pagamento dei premi per incapacità lavorativa, il salario cosi
calcolato risulta sicuramente essere superiore ai fr. 2'400.‑ mensili
indicati dalla Cassa.
Tanto è vero che anche la stessa AVS ha
modificato l'importo del salario assicurato portandolo dai citati fr. 45'120.‑
a fr. 46'560.‑ con decisione 09.01.1995 (doc. _) e rispettivamente a fr.
47'760.‑ con decisione 20.12.1996 (doc. _).
Visto quanto sopra possiamo ritenere che l'avere
di vecchiaia determinante per il calcolo della rendita d'invalidità spettante
al signor __________ sia superiore a quello calcolato dall'assicuratore.
Per quanto riguarda il calcolo della
sovrassicurazione, la somma delle indennità percepite dal nostro assistito,
risulta essere ben al di sotto del 90% del salario ipotetico che il signor
__________ avrebbe potuto percepire senza la menomazione fisica."
1.6 La Cassa
pensioni ha presentato la duplica in data 19 agosto 2000, precisando
" Da
parte nostra non siamo assolutamente disposti a regalare al signor __________
un aumento di rendita che si basa su un salario assicurato annuo di fr. 36'000,
che sarebbe stato percepito nel 1991.
Anche se l'attore in causa avrebbe percepito veramente questo
salario, non avrebbe diritto alle prestazioni derivanti da esso, perché la
causa d'invalidità risale al 1990."
1.7 Pendente
causa il TCA ha chiesto alla Cassa pensioni convenuta di trasmettergli le basi
legali del rapporto di previdenza ed ha effettuato ulteriori accertamenti, che
sono stati trasmessi alle parti per le osservazioni (X-XIX). Questa Corte ha
pure assunto agli atti l'incarto AI.
1.8 In data 31
gennaio 2001 l'__________ ha formulato alcune osservazioni che sono state
trasmesse alla controparte (XXV).
in
diritto
In ordine
2.1 L'assicurato
chiede che venga verificato in questa sede l'ammontare della rendita intera di
invalidità che gli viene versata dal giugno 1994. Egli chiede pure che venga
verificato l'ammontare del capitale di vecchiaia, calcolato tenendo conto della
liberazione dal pagamento dei premi. (doc. _). La seconda richiesta consiste in
un'azione di accertamento, non di un'azione condannatoria.
Dottrina
e giurisprudenza ammettono che l'art. 73 cpv. 1 LPP consenta la possibilità di
proporre un'azione di accertamento (DTF 120 V 301 consid. 2a; RDAT I-1994 p.
198, DTF 119 V 13, DTF 118 V 102, DTF 117 V 320, DTF 115 V 372, DTF 112 Ia 185,
SZS 1992 pag. 234, SZS 1992 pag. 294; Riemer, Das Recht der beruflichen
Vorsorge in der Schweiz, § 6 n° 4, pag. 128; Meyer, "Die Rechtswege nach
dem BVG" in RDS 1987 I pag. 614; Helbling, Les institutions de prévoyance
et la LPP, pag. 401; Schwarzenbach-Hanhart, "Die Rechtspflege nach dem
BVG" in SZS 1983 pag. 183).
Conformemente
alle condizioni alle quali la legge e la giurisprudenza sottopongono la
ricevibilità di un'azione di accertamento in materia amministrativa (DTF 114 V
202, DTF 110 Ib 215, RAMI 1991 pag. 315, RCC 1990 pag. 469, RCC 1989 pag.
33-34) e in materia civile (DTF 115 II 482, DTF 114 II 255, DTF 110 II 253;
Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, n° 1.3.2.8
ad art. 43 LOG), essa è proponibile solo se il suo autore ha un interesse degno
di protezione alla costatazione immediata di un rapporto giuridico litigioso
(DTF 120 V 301 consid. 2a; DTF 119 V 13, DTF 118 V 102, DTF 117 V 320, DTF 115
V 231, DTF 115 V 373, SZS 1992 pag. 234; Murer/Stauffer/Rumo, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, pag. 283; Guldener, Schweizerisches
Zivilprozessrecht, pag. 207). Un interesse di fatto è sufficiente, purché si
tratti di un interesse attuale e immediato (DTF 117 V 320, DTF 115 V 373, DTF
114 V 202-203).
L'esistenza
di un interesse degno di protezione è ammesso quando l'assicurato sarebbe
incline, in ragione della sua ignoranza quanto all'esistenza, all'inesistenza o
all'estensione di un diritto o di un obbligo di diritto pubblico, a prendere
delle disposizioni o, al contrario, a rinunciarvi, con il rischio di subire un
pregiudizio da questo fatto (DTF 118 V 102, SZS 1992 pag. 234 consid. 1b, STFA
22 maggio 1991 in re K.).
Al
contrario, non sussiste un interesse degno di protezione quando l'azione di
accertamento è volta all'esame astratto o teorico di norme previdenziali (RDAT
I-1993 pag. 233ss, DTF 110 Ib 215, DTF 108 Ib 22; Gossweiler, Die Verfügung im
schweizerischen Sozialversicherungsrecht, pag. 32-33; Rhinow-Krähenmann,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, § 36 B III, pag. 109;
Grisel, Traité de droit administratif, pag. 867).
L'interesse
degno di protezione fa pure difetto quando è proponibile un'azione condannatoria
(DTF 120 V 302 consid. 2a; RDAT I-1994 p. 199).
Questa
restrizione si applica tanto all'azione di accertamento del diritto civile (DTF
114 II 255, SJ 1988 pag. 589; Poudret, Commentaire de la loi fédérale
d'organisation judiciaire, n° 1.3.2.8 ed art. 43 LOG, pag. 120; Habscheid,
Schweizerisches Zivilprozess- und Gerichtsorganisationsrecht", n° 434,
pag. 158; Staehelin/ Sutter, Zivilprozessrecht nach den
Gesetzen der Kantone Basel-Stadt und Basellandschaft, §
13 n° 21, pag. 141; Poudret, Procédure civile vaudoise, n° 2 ad art. 265 CPC)
che a quella del diritto amministrativo (DTF 119 V 13, SZS 1994 p. 67, DTF 108
Ib 546, SZS 1992 pag. 294-295, BJM 1987 pag. 308), nel senso che il diritto di
ottenere una decisione di accertamento è sussidiaria a quella condannatoria
(RDAT I-1994 p. 199; DTF 119 V 13, DTF 108 Ib 546, ZBl 1989 pag. 482; Grisel,
Traité de droit administratif, pag. 867; Rhinow/Krähenmann, Schweizeri- sche
Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, § 36 III d pag. 110; Moor, Droit
administratif, vol. II, pag. 110; Gueng, "Zur Tragweite des Festellungsanspruchs
gemäss Art. 25 VwG" in SJZ 1971 pag. 373 ad lett. d). In simili casi
l'accertamento del rapporto giuridico è una condizione del giudizio di condanna
e non ha, come tale, portata autonoma (RDAT I-1994 p. 199; SJ 1988 pag. 589,
DTF 96 II 131).
2.2 L'avere di
vecchiaia viene posto alla base del calcolo della rendita di vecchiaia (art. 14
LPP) ed è disciplinato dagli art. 15 e 16 LPP.
Per
l'art. 15 LPP
1L'avere di vecchiaia consta:
a. degli
accrediti di vecchiaia inerenti al periodo in cui l'assicurato apparteneva
all'istituto di previdenza, interessi compresi;
b. dell'avere
di vecchiaia versato dagli istituti precedenti e accreditato all'assicurato,
interessi compresi.
2Il Consiglio federale stabilisce il saggio minimo
d'interesse, tenendo conto delle possibilità d'investimento.
Secondo
l'art. 11 OPP2 inoltre
"
1 L’istituto
di previdenza deve tenere un conto individuale di vecchiaia per ogni
assicurato, da cui risulti l’avere di vecchiaia secondo l’articolo 15 cpv. 1
LPP.
2 Alla fine
dell’anno civile si devono accreditare sul conto individuale di vecchiaia:
a.
l’interesse annuo calcolato sull’avere di
vecchiaia esistente alla fine dell’anno civile precedente;
b.
gli accrediti di vecchiaia senza interessi per
l’anno civile trascorso.
3 Se si
realizza un evento assicurato o se l’assicurato lascia l’istituto di previdenza
nel corso dell’anno si devono accreditare sul conto di vecchiaia:
a.1
l’interesse previsto nel capoverso 2 lettera a
calcolato proporzionalmente fino all’insorgenza dell’evento assicurato o del
caso di libero passaggio secondo l’articolo 2 della legge federale del 17
dicembre 19932 sul libero passaggio (LFLP);
b.
gli accrediti di vecchiaia senza interessi fino
all’insorgenza dell’evento assicurato o fino all’uscita dell’assicurato".
Secondo
il TFA la rendita di invalidità secondo l'art. 26 cpv. 3 LPP è vitalizia e
quindi non si trasforma in rendita di vecchiaia al raggiungimento dell'età del
pensionamento (DTF 118 V 100; STFA del 24 luglio 2001 nella causa P., B 48/98,
non pubblicata).
Alla luce
di quanto sopra esposto questa Corte ritiene che l'assicurato non ha un
interesse degno di protezione all'accertamento dell'ammontare del capitale di
vecchiaia, in quanto egli, in base alla situazione attuale di invalido al 100%,
non avrà diritto, al momento del pensionamento, alla rendita di vecchiaia, ma
alla rendita di invalidità che percepisce tuttora ed il cui importo verrà
esaminato nei prossimi considerandi (cfr. consid. 2.3 e seg.).
Inoltre
non si può affermare - poiché neppure l'interessato l'ha mai sostenuto - che
nel caso in cui non venisse a conoscenza dell'ammontare del capitale di
vecchiaia egli sarebbe incline a prendere delle disposizioni o, al contrario, a
rinunciarvi, con il rischio di subire un pregiudizio da questo fatto. Egli si è
infatti limitato a chiedere la verifica a questo Tribunale.
Occorre
peraltro ancora precisare che, nell'ipotesi in cui l'invalidità dell'assicurato
dovesse in tutto o in parte scomparire e quindi potrebbe ridiventare attuale un
eventuale diritto alla rendita di vecchiaia, l'attore potrà far verificare
l'ammontare del capitale di vecchiaia al momento della nascita della rendita.
In effetti l'art. 14 OPP2 stabilisce che
"
1 Nella
prospettiva di un possibile reinserimento nella vita attiva, l’istituto di previdenza
deve continuare a tenere il conto di vecchiaia di un invalido a cui versa una
rendita, fino al momento in cui questi ha raggiunto l’età conferente il diritto
alla rendita di vecchiaia.
2 L’avere di
vecchiaia dell’invalido deve fruttare interesse.
3 Il salario
coordinato durante l’ultimo anno d’assicurazione (art. 18) serve da base di
calcolo degli accrediti di vecchiaia durante l’invalidità.
4 Se il
diritto a una rendita d’invalidità si estingue in seguito a scomparsa
dell’invalidità, l’assicurato ha diritto a una prestazione di libero passaggio
il cui importo corrisponde al suo avere di vecchiaia."
Ritenuto che nel caso concreto l'attore non può
avvalersi di un interesse degno di protezione all'accertamento del capitale di
vecchiaia, su questo punto la petizione è irricevibile.
Nel
merito
2.3. Unico
oggetto del contendere è quindi l'ammontare della rendita intera di invalidità
della previdenza professionale erogata all'attore dal giugno 1994.
In proposito l'assicurato sostiene che i
certificati di assicurazione non sono univoci, in quanto un documento
riporterebbe l'importo di fr. 9'290.85 (doc. _), mentre l'ammontare della
rendita versata è di soli fr. 7'964 (doc. _).
Dal canto
suo il fondo di previdenza evidenzia che il certificato rilasciato l'8 febbraio
1993 (doc. _) è errato, in quanto il salario assicurato di fr. 3'000 è troppo
elevato.
La LPP,
che prevede delle disposizioni minime (art. 6 e 49 cpv. 1 LPP), a cui non è
possibile derogare a sfavore degli assicurati, stabilisce le modalità di
calcolo della rendita AI della previdenza professionale obbligatoria all'art.
24 cpv. 2 e 3, come segue:
" 1L'assicurato
ha diritto alla rendita intera di invalidità se, nel senso dell'Al, è invalido
per almeno i due terzi e alla mezza rendita se è invalido per almeno la metà.
2La
rendita d'invalidità è calcolata secondo l'aliquota di conversione valida per
la rendita di vecchiaia. Il pertinente avere di vecchiaia consta:
a. dell'avere
di vecchiaia acquisito dall'assicurato sino alla nascita del diritto alla
rendita d'invalidità
b. della somma
degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento
dell'età che dà diritto alla rendita, senza gli interessi.
3Tali accrediti di vecchiaia sono calcolati sul salario
coordinato dell'assicurato durante l'ultimo anno d'assicurazione nell'istituto
di previdenza."
Il
salario coordinato è la parte di salario che va assicurata secondo la LPP (art.
8 LPP). Nel 1990/1991 l'importo minimo assicurato era di fr. 19'200 quello
massimo di fr. 57'000, mentre nel 1992 esso oscillava da fr. 21'600 a fr.
64'800 e nel 1993/1994 da fr. 22'560 a fr. 67'680.
Per gli
assicurati invalidi nella misura del 50% ai sensi della LAI gli importi limite
fissati negli art. 2, 7, 8, 46 LPP sono ridotti a metà (art. 4 OPP2).
L'art. 18
OPP2, che stabilisce cosa si deve intendere con salario coordinato ai sensi
dell'art. 24 cpv. 3 LPP (cfr. Commento al progetto dell'OPP2 p. 21; Le calcul
des prestations assurées selon la LPP, RCC 1985 p. 200ss.), prevede che:
" 1In
caso di decesso o d'invalidità, il salario coordinato durante l'ultimo anno
d'assicurazione corrisponde all'ultimo salario coordinato annuo, fissato per il
calcolo degli accrediti di vecchiaia (art. 3 cpv. 1).
2Se l'istituto di previdenza si discosta dal salario
annuo per determinare il salario coordinato (art. 3 cpv. 2), deve prendere in
considerazione il salario coordinato degli ultimi dodici mesi. Nel caso in cui
l'assicurato appartenesse all'istituto da meno tempo, il salario coordinato si
ottiene convertendo il salario relativo a questo periodo in salario annuo.
3Se durante l'anno precedente l'insorgenza dell'evento
assicurato, l'interessato non ha fruito completamente della sua capacità di
guadagno a causa di malattia, infortunio o per altri motivi analoghi, il
salario coordinato è calcolato in base a un salario corrispondente a una
capacità di guadagno completa."
I
capoversi 2 e 3 si fondano sull'art. 34 cpv. 1 lett. a LPP, secondo cui il
Consiglio federale disciplina il calcolo delle prestazioni in casi speciali,
segnatamente se l'anno di assicurazione determinante secondo l'art. 24 cpv. 3
LPP è incompleto o durante questo periodo, l'assicurato non fruiva della sua
completa capacità al guadagno (SZS 1997 p. 473 consid. 3a; commento all'OPP2 p.
21).
2.4 Per l'art.
49 LPP inoltre
" 1Nell'ambito
della presente legge, gli istituti di previdenza possono strutturare
liberamente le prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione.
2Se un istituto di previdenza concede prestazioni
superiori a quelle minime, alla previdenza più estesa s'applicano soltanto le
disposizioni sull'amministrazione paritetica (art. 51), sulla responsabilità
(art. 52), sul controllo (art. 53), sul fondo di garanzia (art. 56 cpv. 1 lett.
c, cpv. 2‑5, art. 56a, art. 57 e 59), sulla vigilanza (art. 61, 62 e 64),
sulla sicurezza finanziaria (art. 65 cpv. 1, art. 67, 69 e 71 ), sul
contenzioso (art. 73 e 74) e sulle disposizioni penali (art. 75‑79)."
Secondo
l'art. 50 cpv. 1 lett. a LPP inoltre gli istituti di previdenza emanano, tra
l'altro, disposizioni sulle prestazioni.
2.5 Per l'art.
11.3 del regolamento in vigore dal 1. gennaio 1990 (doc. _):
" L'importo
della rendita d'invalidità si calcola in funzione dell'avere di vecchiaia
determinante che comprende:
‑ l'avere
di vecchiaia acquisito dall'assicurato fino alla nascita
del
diritto alla rendita d'invalidità, e
‑ la
somma degli accrediti di vecchiaia, senza interessi, per gli anni mancanti fino
all'età del pensionamento, calcolata sull'ultimo salario coordinato dell'assicurato
valevole quando lo stesso disponeva ancora della sua piena capacità di
guadagno.
La rendita d'invalidità è calcolata a partire da questo avere di
vecchiaia determinante prendendo in considerazione la stessa aliquota di
conversione della rendita di vecchiaia."
Per
l'art. 5 del regolamento inoltre
"5.1. Il
salario coordinato serve per fissare i contributi, stabilire gli accrediti di
vecchiaia, per calcolare le prestazioni di vecchiaia e di libero passaggio.
5.2. E'
considerato salario coordinato il salario annuo soggetto all'AVS che è compreso
tra l'importo massimo della rendita semplice AVS e il triplo di questo importo.
Se il salario coordinato è inferiore ad 1/8 di questa rendita, sarà arrotondato
a questo importo.
Per
gli assicurati che secondo l'Al hanno un'attività del 50 %, questi importi
saranno ridotti della metà (deduzione di coordinazione).
5.3. Il
salario coordinato può essere trovato con l'aiuto della "tabella per il
calcolo del salario mensile coordinato e dei contributi mensili dei
salariati". Questa tabella verrà aggiornata ad ogni cambiamento delle
deduzioni di coordinazione o dei tassi di contribuzione. La tabella è parte
integrante del regolamento.
Nel
salario mensile assicurato, secondo l'art. 5.1, sono già tenuti in
considerazione l'importo di coordinazione, le indennità delle vacanze pagate, e
la 13. mensilità. Per l'uso della tabella è necessario partire dal salario base
orario, mensile o annuo.
5.4. Il
salario coordinato viene fissato all'inizio dell'anno, rispettivamente al
momento dell'annuncio di entrata dell'assicurato tenendo in considerazione il
salario AVS dell'anno corrente. Eventuali supplementi di salario occasionali
non sono da tenere in considerazione.
In
generale il salario coordinato rimane invariato per tutto l'anno civile."
2.6 In casu la
mezza rendita erogata con effetto dal 1 giugno 1991 è stata calcolata in base
ad un salario di fr. 28'800 annui (fr. 2'400 mensili doc. _; doc. _),
conseguito nel 1990 (doc. _; doc. _) e nel 1991 (doc. _) e quindi conformemente
alle disposizioni della LPP (art. 18 cpv. 1 e 3 OPP2) e del regolamento (cfr.
consid. 2.1 e RCC 1985 p. 202 e 203).
L'importo
della rendita intera, erogata dal 1994, aumenta al doppio di quello della mezza
rendita (cfr. doc. _ e _). Anche la rendita intera si fonda su un salario annuo
di fr. 2'400 mensili, pari a fr. 28'800 annui.
La Cassa
pensioni, per calcolare la rendita intera di invalidità, ha pertanto tenuto
conto dello stesso salario annuo assicurato posto alla base della mezza rendita
e meglio quello di fr. 2'400 conseguito nel 1990 e 1991.
Come già
accennato (cfr. consid. 2.3) la LPP prevede delle disposizioni minime, a cui
non si può derogare a sfavore dell'assicurato. Alla luce dell'art. 24 LPP e 18
OPP2 va quindi tenuto conto del fatto che, per il calcolo della rendita intera,
gli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti relativi alla parte valida al
50% (cfr. art. 4 e 18 cpv. 1 e 3 OPP2) vanno calcolati in base all'ultimo
salario annuo e quindi a quello percepito nel 1993 (o nel 1994), mentre l'avere
di vecchiaia dal 1991 al 1994 dev'essere stabilito in base ai redditi da valido
da lui percepiti durante questi anni (cfr. RCC 1985 p. 200ss alcuni esempi di
calcolo della rendita) che, come verrà precisato al prossimo considerando, sono
più elevati del salario conseguito nel 1990/1991.
In simili
circostanze il calcolo della rendita così come effettuato dalla Cassa convenuta
non è corretto, in quanto non conforme alla LPP e pertanto non può essere
confermato.
2.7 Per quanto
riguarda l'ammontare del salario da porre alla base del calcolo della rendita
rendita intera - in particolare degli accrediti di vecchiaia fino al
pensionamento - non vi è ragione di non considerare l'importo di fr. 3000
mensili e quindi fr. 1500 per l'abilità lavorativa al 50%, come indicato
dall'assicurato. Non vi sono infatti indizi agli atti per cui il reddito
conseguito nel 1993 al 50% dovrebbe essere inferiore. Dai documenti richiamati
d'ufficio agli atti pendente causa e prodotti dalla Cassa convenuta risulta
infatti che già nel 1992 il salario di fr. 1'200 (a metà tempo, nel 1990 e
1991, doc. _) si era incrementato a fr. 1'450 (doc. _, fr. 2900 a tempo pieno).
Questi dati trovano conferma anche nel certificato di assicurazione (doc. _ e _).
Dal 1. trimestre del 1993 il salario è poi aumentato a fr. 1'500 a metà tempo e
quindi a fr. 3'000 a tempo pieno (doc. _).
In simili
condizioni si deve considerare provato, con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nelle assicurazioni sociali (SVR 1996 KV Nr. 85 p. 269;
SVR 1996 LPC Nr. 22 p. 263ss; DTF 121 V 208 consid. 6a; RAMI 1994 p. 210/211)
che nel 1993, quale anno precedente l'assegnazione della rendita intera di
invalidità, il salario al 100% sarebbe stato di fr. 3000, come indicato
dall'assicurato e quindi il salario da porre alla base del calcolo degli
accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al pensionamento è di fr.
1500.
Del
resto, come giustamente indicato dall'attore, questo è il salario pagato dal
datore di lavoro, notificato alla Cassa e sulla cui base sono stati prelevati i
contributi. Correttamente quindi egli ha diritto di ricevere prestazioni
fondate sui questo salario e sui relativi contributi versati. Non va in
proposito neppure dimenticato che questi salari non sono mai stati contestati
dalla convenuta precedentemente alla fissazione della rendita.
Alla luce
di questi fatti l'ammontare della rendita intera non può quindi essere pari al
doppio della mezza rendita. In effetti così facendo non si terrebbe conto,
nell'avere di vecchiaia, degli accrediti di vecchiaia versati dal 1991, data
dell'assegnazione della mezza rendita, al 1993, per l'attività svolta a metà
tempo, calcolati su un salario maggiorato. Inoltre gli accrediti fino al
pensionamento verrebbero fissati su un salario inferiore.
Alla luce
della documentazione prodotta agli atti si deve quindi concludere che il
certificato d'assicurazione di cui al doc. _ è errato solo nella misura in cui
non indica che l'assicurato è inabile al lavoro al 50% e che quindi solo il 50%
del salario è assicurato.
In
proposito va infatti rilevato che secondo l'art. 15 OPP2 (cfr. anche STFA del
20 luglio 1994 in re R p. ; 6 marzo 1999 in re A.T):
"
Se l'assicurato beneficia di una mezza rendita d'invalidità, l'istituto
di previdenza divide l'avere di vecchiaia in due parti uguali. Una metà sarà
trattata secondo l'articolo 14. L'altra è assimilata all'avere
di vecchiaia di un assicurato che esercita un'attività lucrativa a tempo
completo e in caso di scioglimento del rapporto di lavoro è trattata secondo
gli articoli 3‑5 LFLP)."
In simili
condizioni nella misura in cui la petizione è ricevibile, dev'essere accolta.
La
rendita intera di invalidità con effetto dal mese giugno 1994 a cui ha diritto
__________ va calcolata fondandosi sull'avere di vecchiaia accumulato dalla
data dell'assegnazione della mezza rendita, il 1 giugno 1991, alla data della
nascita della rendita intera, tenuto conto di un salario al 50% di fr. 1'200
nel 1991, di fr. 1'450 nel 1992 e di fr. 1'500 nel 1993. Gli accrediti di
vecchiaia fino al pensionamento vanno stabiliti in base ad un salario di fr.
1'500 al 50%.
2.8 Visto
l'esito della procedura la Cassa pensione __________ verserà a __________ fr.
1'800 a titolo di spese ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Nella
misura in cui è ricevibile, la petizione è accolta.
§ L'ammontare
della rendita intera di invalidità della previdenza professionale, assegnata a
__________ con effetto dal 1993 dev'essere stabilita in base ai criteri fissati
al consid. 2.7.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa pensione __________ verserà a __________
fr. 1'800 a titolo di ripetibili.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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