AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2003.32
Data decisione, Autorità:
11.12.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
32.2003.32
BS/tf
Lugano
11 dicembre
2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il vicepresidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 18 aprile 2003 di
rappr. da: ____________
contro
la decisione del 7 aprile 2003 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
nato nel 1975, il 10/13 settembre 2000 ha inoltrato una richiesta di
prestazioni AI per adulti (avviamento e riformazione professionale e mezzi
ausiliari), motivata da metatarsalgie invalidanti ai piedi (doc. AI _).
Con
decisione 4 ottobre 2001, cresciuta in giudicato, l’Ufficio assicurazione
invalidità (in seguito: UAI) ha negato il diritto alla consegna di supporti
plantari (doc. AI _).
Per quel
che concerne le altre prestazioni richieste, esperiti gli accertamenti di
natura economica e medica del caso, con decisione 17 febbraio 2003
l’amministrazione ha negato la concessione di provvedimenti professionali
essendo infatti l’incapacità al guadagno inferiore al 20%, osservando in
particolare quanto segue:
"
Le persone assicurate hanno diritto alla
formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la
riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere
presumibilmente conservata o migliorata, in modo essenziale (art. 17 della
Legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (LAI)).
Nel caso in cui in un'attività esigibile, la
perdita di guadagno a causa dell'invalidità non raggiunga in modo durevole il
20% almeno, non c'è diritto ad una riformazione.
● Secondo le nostre verifiche non è il
caso.
● Dalla documentazione medico-specialistica acquisita
all'incarto, ed in particolare dalla perizia eseguita dal Dr. __________ in
data 12.06.2002, si evince che la professione di cameriere, esercitata fino
all'insorgenza del danno alla salute, non è più esigibile in misura completa
infatti potrebbe essere svolta per una durata di 4-5 ore al giorno con regolari
pause per sedersi. Attività generiche non richiedenti qualifiche professionali
specifiche e rispecchianti le indicazioni mediche sono esigibili in misura
completa e gli permettono di conseguire un reddito annuo ammontante a Fr.
36'474.- che, confrontato con quanto avrebbe guadagnato senza il danno alla
salute (Fr. 40'800.-) porta ad una perdita della capacità di guadagno del 10%
circa." (Doc. AI _)
1.2. A seguito
dell'opposizione interposta dall’assicurato (doc. AI _), l’UAI, in data 7
aprile 2003, ha emanato una decisione su opposizione e confermato la reiezione
del versamento di prestazioni assicurative (doc. AI _).
1.3. Con
tempestivo ricorso 18 aprile 2003, __________ ha postulato l'annullamento della
decisione su opposizione ed il conseguente diritto ad una rendita e, in via
subordinata, a dei provvedimenti professionali.
Contestando le conclusioni peritali del dr. __________, nonché il reddito da
invalido determinato dall’amministrazione, il ricorrente ha segnatamente
evidenziato quanto segue:
"
Le conclusioni del perito sono del tutto
teoriche e avulse dalla realtà: difatti, seguendo le indicazioni del perito, il
ricorrente ha più volte tentato di riprendere l'attività di cameriere, non
riuscendovi poiché dopo poche ore la pianta dei piedi diventa "nera"
e non gli consente più alcun movimento. Non solo, ma nessun datore di lavoro
assume un cameriere che può lavorare solo 4-5 ore e che, per di più, deve
sedersi a riposarsi fra un servizio e l'altro!
Questo a dimostrazione di quanto poco attendibile
siano le valutazioni mediche effettuate dal perito, che non tengono conto della
reale situazione, e fatte proprie dall'Ufficio AI. Pertanto, si chiede che sia
esperita una nuova perizia medica.
Pure errato è il calcolo del reddito da non
invalido. Infatti, secondo la giurisprudenza, occorre considerare i redditi
ipotetici conseguibili al momento determinante in cui viene emessa la decisione
(cfr. sentenza TCA del 4 maggio 2000 nella causa G.C., 32.1999.17; RCC 1991
pag. 332; RCC 1989 pag. 123; RCC 1980 pag. 320). L'Ufficio AI non poteva dunque
tenere conto, a titolo di reddito ipotetico senza l'invalidità, dell'ultimo
reddito percepito nel corso del 2000, bensì doveva considerare il reddito che
il ricorrente avrebbe potuto conseguire nella professione di cameriere, se non
fosse divenuto invalido, al momento determinante in cui è stata resa la
decisione, ossia nel febbraio 2003. Orbene, detto reddito, come indicato nella
opposizione, è quello previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro
dell'industria alberghiera e della ristorazione (CCNL 98), pari a CHF 52000.-
(tredicesima mensilità compresa)." (Doc. _)
1.4. Mediante
risposta 5 maggio 2003 l’UAI ha per contro chiesto la reiezione del ricorso,
osservando che:
"
Per quanto attiene alla valutazione economica,
si vorrebbe comunque precisare che il momento determinante per il calcolo del
grado di invalidità non è quello in cui viene emessa la decisione, bensì quello
in cui sorge il diritto alla rendita, così come recentemente stabilito dal TFA
in ambito di assicurazione infortuni (concetto comunque valido anche in ambito
d'assicurazione invalidità). Per quanto attiene al periodo che intercorre fra
la nascita del diritto e l'emanazione della decisione, l'assicurazione deve
soltanto verificare non siano subentrate modifiche di rilievo dei termini di
riferimento (DTF 128 V 174).
Il ricorrente continua inoltre a proporre quale
reddito teorico senza invalidità la somma di fr. 52'000.-, come da CCL.
Quest'ultimo dato si riferisce però alla categoria "collaboratori con
formazione professionale superiore o particolare responsabilità".
L'assicurato, come già rilevato in sede di opposizione, non vanta una lunga
esperienza lavorativa e, soprattutto, non possiede un certificato di capacità.
Ne discende che la categoria di riferimento sarebbe semmai la prima
("collaboratori senza apprendistato professionale").
Anche il diritto a provvedimenti di riqualifica
professionale, come già si è avuto modo di sottolineare, non è dato, non
raggiungendo il grado d'invalidità il livello minimo richiesto (si rammenta
comunque che la consulente in integrazione ha ritenuto che l'assicurato possa
proporsi senza difficoltà sul mercato dal lavoro)." (Doc. _)
in diritto
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.
Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.
Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.
2.3. Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita d’invalidità,
rispettivamente a dei provvedimenti di riformazione professionale.
2.4. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:
-
un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e
-
la conseguente
incapacità di guadagno.
Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%.
Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
M. Valterio, op. cit., pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D.
Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.
Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete
(SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito va precisato che, secondo una
sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per
il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su
opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque
tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se
nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente
subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa
eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un’ulteriore raffronto dei redditi
prima di decidere.
Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3
febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18
ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr.
11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA
inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.5. Secondo
l’art. 17 LAI, l’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività
lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con
questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o
migliorata, in misura essenziale.
Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111
consid. 2b; AHV Praxis 1997 p. 80 consid. 1b; SVR 1998 IV Nr. 24).
Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI
" per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di
formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità.”
Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta
dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite
del possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV
p. 230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio,
Droit et pratique de l'AI, Les prestations, Losanna 1985, pag. 136; DTF 99 V
34; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pagg.
127/128). Di regola è dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario
allo scopo integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non
tuttavia ad una formazione professionale nettamente superiore o che supera le
esigenze medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb;
Meyer-Blaser, op. cit. pag. 128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti
assicurare una riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid.
2a). La misura dev’essere quindi adeguata e deve esistere una proporzione
ragionevole tra i costi che provoca e il risultato che ci si può attendere
(Meyer-Blaser, op. cit., pagg. 130/131).
2.6. Nel caso in
esame, l’UAI ha incaricato il dr. __________ (__________) di valutare lo stato
di salute dell’assicurato e di accertare l’eventuale inabilità lavorativa.
Dal referto 12 giugno 2002 (doc. AI _) risulta che lo specialista in chirurgia
ortopedica e ortopedia, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi, nonché
le constatazioni obiettive, ha accertato, quale affezione invalidante, delle
metatarsalgie bilaterali esistenti dal 1998.
Il perito ha poi espresso la seguente valutazione:
"
Ritengo che questo giovane paziente non abbia
esaurito le possibilità terapeutiche. Dal punto vista chirurgico il Dr.
__________ esclude un intervento di osteotomia del calcagno. Sono perfettamente
d'accordo che un'osteotomia a livello calcaneare qui non sia indicata.
Sono peraltro dell'idea che un'osteotomia
metatarsale secondo Helal sia in questo caso indicata. Penso che in caso di un
buon risultato di un simile intervento il paziente possa anche riprendere il
suo lavoro di cameriere in misura completa. Devo anche notare che il paziente
continua a riferire di non desiderare alcuna rendita e di non essere neanche
molto interessato ad un cambio professionale in quanto ama il suo lavoro di
cameriere e ritiene di farlo anche bene.
Il suo desiderio è quindi di poter sistemare la
problematica dei piedi per poter se possibile continuare nella sua attuale
professione." (Doc. AI _)
Rilevando
che attualmente il peritando non può rimanere a lungo in piedi e camminare per
lunghi tratti, che è quindi costretto a sedersi frequentemente e che non può
mantenere un’abilità lavorativa per oltre due ore, il dr. __________ ha
concluso come segue:
"
In conclusione ritengo che a questo giovane
ragazzo si debba proporre ulteriori trattamenti medici per risolvere il
problema non soltanto sul posto di lavoro ma anche nella vita privata. Il
paziente infatti è molto limitato anche in qualsiasi altra attività, non può ad
esempio più andare a ballare.
Ritengo che in questo senso un'osteotomia secondo
Helal metatarsale eventualmente prima ad un piede e se il risultato dovesse
buone anche all'altro piede sia fortemente consigliabile. Consiglierei
eventualmente quindi una visita super-specialistica presso il Dr. __________,
specialistica ortopedico in chirurgia del piede presso la Clinica __________ a
Zurigo.
Personalmente sono convinto che se il risultato
di questo intervento fosse buono il paziente potrebbe riprendere il proprio
lavoro in misura completa.
Dal punto di vista amministrativo se i
provvedimenti medici non dovessero dare buoni risultati ritengo che tutto
sommato il paziente possa essere reintegrato in attività che gli possono far
alternare la posizione seduta alla posizione in piedi nella percentuale di
un'ora in piedi e di ¼ d'ora – ½ ora seduto nel corso di tutta una
giornata." (Doc. AI _)
La
valutazione economica è stata eseguita dalla consulente in integrazione
professionale (in seguito: consulente).
Basandosi sulla succitata perizia ortopedica, con rapporto 23 febbraio 2003
essa ha ritenuto che:
"
La situazione complessiva, ovvero danno alla
salute e le conseguenti limitazioni fisico-motorie, non ci permettono di
argomentare per l'applicazione di provvedimenti d'integrazione professionale
dell'assicurazione invalidità; il signor __________ non ha una perdita di
capacità di guadagno sufficiente ad "aprire" il diritto a beneficiare
di finanziamenti per una riqualifica professionale secondo la LAI.
Nell'ambito dell'iscrizione al collocamento il
signor __________ ha avuto modo di beneficiare di numerose previste dalla LADI: un corso collettivo di
Bilancio personale e professionale presso la __________; una consulenza
individuale a carico della LADI in Orientamento professionale con il signor
__________ dell'Ufficio cantonale dell'orientamento scolastico e professionale;
un corso intensivo – 14 giorni – di Informatica office base presso la
__________; un secondo corso intensivo – 19 giorni – di comunicazione al PC
presso la __________; un Programma occupazionale __________ presso la città di
__________ centro di pronto intervento.
(….)
Nel caso specifico non ci sono i presupposti per
l'applicazione di provvedimenti d'integrazione professionali; il danno alla
salute stesso, il livello salariale e formativo raggiunto precedentemente al
manifestarsi di tale danno, ci permettono di stabilire che il signor __________
possa collocarsi normalmente sul mercato del lavoro in attività generiche
semplici e ripetitive senza la necessità di applicare provvedimenti
d'integrazione professionale a carico dell'AI; gli è normalmente accessibile il
settore industriale, quello dalla logistica e dei trasporti leggeri."
(Doc. AI _)
Determinando
infine sia il reddito da valido che da invalido, ammontanti rispettivamente a
fr. 40’800 e fr. 36'474 (stato 2000), la consulente ha calcolato una residua
capacità al guadagno dell’89,40%.
L’UAI ha
fatto proprie le succitate conclusioni e ha quindi respinto, mediante la
decisione impugnata, la concessione di provvedimenti integrativi professionali,
presentando __________ un’invalidità inferiore al 20%.
2.7. Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).
Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).
Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.
Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di
ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità
dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).
Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. Meyer-Blaser, op.
cit., pag. 111).
2.8. Nel caso in
esame, questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuto il dr._______, specialista in chirurgia ortopedica
ed ortopedia.
Egli ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall’assicurato
sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a conclusioni
logiche e motivate in merito alla parziale abilità lavorativa nella precedente
professione di cameriere, e alla totale abilità in altre attività lucrative
consone ai limiti funzionali esposti in sede peritale.
Va
inoltre rilevato che il dr. __________ ha sottolineato la possibilità di
migliorare la capacità lavorativa mediante un intervento chirurgico,
(osteotomia metatarsale secondo __________), consigliando pertanto il
ricorrente di rivolgersi presso la Clinica __________.
Va
parimenti confermata la valutazione economica.
Nel dettagliato ed esaustivo rapporto 10 febbraio 2003 la consulente,
tendendo conto delle risultanze peritali – in particolare le limitazioni
funzionali ai piedi -, ha rettamente evidenziato come l’assicurato possa essere
normalmente integrato in attività generiche ripetitive, segnatamente nel
settore industriale, della logistica e dei trasporti leggeri.
Non va del resto dimenticato che il ricorrente ha beneficiato di diverse misure
professionali finanziate dall’assicurazione disoccupazione, tra cui un corso
collettivo di bilancio personale e professionale presso la __________, un
orientamento professionale – in cui sono emerse diverse attività esigibili -,
due corsi di informatica e un programma occupazionale (cfr. doc. AI _), per
cui, come evidenziato dalla consulente, egli può essere inserito senza
difficoltà in un mercato equilibrato del lavoro.
Vero che il ricorrente è affetto da metatarsalgie ad entrambi i piedi, ma è
altrettanto vero che vi sono numerose professioni, ad esempio nella settore
industriale, le quali non necessitano una costante postura eretta o il
percorrere lunghi tratti a piedi.
2.9. Al fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il
metodo ordinario dell’art. 28 LAI (cfr. consid. 2.4), occorre porre in
confronto il reddito che l’assicurato avrebbe conseguito senza il danno alla
salute quale cameriere (reddito da valido) con quello risultante dalle attività
leggere ripetitive non qualificate (reddito da invalido).
2.9.1. Per quel che concerne il salario da valido, nel rapporto 4
novembre 2002 la consulente ha preso in considerazione l’importo annuo di fr.
48’000.--- (3'400.-- al mese, senza tredicesima) dichiarato il 27 settembre
2000 dall’ex datore di lavoro (sub. doc. AI _).
L’assicurato ritiene invece che, senza il danno alla salute, egli avrebbe
percepito, secondo il contratto collettivo nazionale di lavoro dell’industria
alberghiera e della ristorazione (CCNL 98 – stato 2002), un salario di almeno
fr. 52'000 (tredicesima inclusa).
Va innanzitutto rilevato che, secondo costante giurisprudenza, nell'ambito
della valutazione del salario ipotetico, eventuali sviluppi o avanzamenti
professionali possono essere presi in considerazione a condizione che la loro realizzazione
appaia altamente probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri
una probabile ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che
egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse
divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non
bastano in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in
relazione al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso
passi concreti (Pratique VSI 1998 pag. 174-175 = SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a;
RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser, op.cit., pag. 206-207).
Orbene, rettamente l’amministrazione ha fatto notare come il salario annuo di
fr. 52'000.--, così come risulta dall’art. 10 CCNL 98 riportato nell’
opposizione 10 marzo 2002 (doc. AI _), si riferisca ai “collaboratori con
formazione professionale superiore o particolare responsabilità” e che
l’assicurato non vanta una lunga esperienza lavorativa, tantomeno possiede un
certificato di capacità, motivo per cui non rientra nella succitata categoria.
Né del resto vi sono dei concreti indizi che possono condurre ad una
maggiorazione salariale a seguito di una probabile ascesa professionale.
Per questi motivi al calcolo effettuato dall’amministrazione va prestata
adesione.
2.9.2. Riguardo al salario
da invalido, considerato che l'assicurato
non ha mai intrapreso un’attività adeguata, la determinazione di tale reddito
può essere ricavata dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio
federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali
regioni e categorie di lavoro (VSI 2002 pag. 68 consid. 3b, DTF 126 V 76
consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).
Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza
federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione
personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico
che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF
126 V 80 consid. 5b/cc, recentemente confermato in VSI 2002 pag. 64).
In applicazione dei succitati criteri, secondo costante giurisprudenza di
questo Tribunale, conformemente ai dati statistici salariali (valore mediano)
pubblicati dall'Ufficio federale di statistica ("L'enquête suisse sur la
structure des salaires 2000"), il salario ipotetico nel 2000 conseguibile
in attività leggera e ripetitiva adeguata esercitata a tempo
pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari,
che possono arrivare al massimo al 25% (DTF 124 V 323; VSI 2000 pag. 85
e, soprattutto, STFA inedita del 9 maggio 2000 nella causa A, I 482/99),
riportato su 41,8 ore (cfr. “La vie économique”
2/2002”, Tabella B9.2, pag. 88), nel
settore privato corrisponde a fr. 50’498.-- (fr. 4027 : 40 x 41,8 x 12) per gli
uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella
TA 13 privato), mentre che nel settore privato e pubblico l’ammontare è di fr.
51'702.-- (fr. 4123: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2925:
40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato e pubblico).
Ora, dal più volte citato rapporto dalla
consulente (doc. AI _) si evince un reddito da invalido, determinato sulla base
dei succitati dati statistici ufficiali, di fr. 36’474.—, inclusa una riduzione
di rendimento del 15%.
Dal raffronto tra tale dato ed i fr. 40’800.— di reddito da valido, l’amministrazione ha
determinato un’incapacità al guadagno dell’11,60%. Volendo tener conto della
tredicesima (secondo l’art. 12 CCNL 98 il lavoratore ha diritto al 100% della
tredicesima a partire dal 3.o anno di lavoro), l’incapacità al guadagno
risulterebbe del 17,4% (44'200 – 36'474 x 100 : 44'200)
Sebbene per il raffronto dei redditi l’UAI non ha preso in considerazione il
momento dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. consid. 2.4), in casu
febbraio 2002 (la decorrenza dell’anno di carenza risale infatti al 1.02.2001,
data in cui il dr. __________ ha fatto iniziare una parziale incapacità
lavorativa, doc. AI _ pag. 2), ma l’anno 2000 (doc. AI _), questa circostanza
non permette tuttavia di assegnare delle prestazioni assicurative, essendo
poco verosimile che con i dati di reddito aggiornati al 2002 l’assicurato
presenta un grado d’invalidità pensionabile (40%), e neppure un’incapacità al
guadagno almeno del 20% che gli permetterebbe di beneficiare una riqualifica
professionale, quando si consideri inoltre, in merito a quest’ultimo punto,
come la consulente non abbia rettamente individuato i presupposti per
l’applicazione di provvedimenti d’integrazione professionali visto l’ampio
novero delle attività lucrative a cui il ricorrente, nonostante il danno alla
salute, avrebbe accesso senza difficoltà.
In conclusione, sulla scorta di quanto esposto sopra, la decisione su opposizione contestata merita
conferma, mentre il ricorso dev’essere respinto.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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