AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2002.76
Data decisione, Autorità:
29.01.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
32.2002.76
BS/sn
Lugano
29 gennaio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il vicepresidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 14 giugno 2002 di
rappr. da: __________
contro
la decisione del 28 maggio 2002 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
nato nel 1941, esercita l’attività di agricoltore indipendente.
A seguito del persistere di diverse affezioni - che gli hanno causato dal 1998
alcuni periodi di inabilità lavorativa indennizzati dalla cassa malati
__________ a titolo di indennità giornaliera (cfr. doc. AI _) - in data 25
ottobre 1999 __________ ha presentato una domanda volta ad ottenere delle
prestazioni AI per adulti (doc. AI _).
1.2. Esperiti gli accertamenti di
natura medica ed economica, di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto, con progetto di decisione 15 marzo 2002, l’Ufficio
assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda dell’assicurato in quanto
“ dagli atti medici specialistici acquisisti all’incarto risulta che il
danno alla salute, di cui lei è portatore, non giustifica un’incapacità
lavorativa tale da generare una rendita” (doc. AI _).
Con osservazioni 25 aprile 2002 , per il tramite dell’, ha
contestato il progetto di decisione.
Rilevando come nella perizia 22 giugno 2001 il dr. __________ abbia attestato un’incapacità al lavoro del
50% almeno nell’attività di agricoltore, egli ha pertanto postulato il riconoscimento
di una mezza rendita (doc. AI _).
Mediante decisione formale 28 maggio 2002 l’amministrazione ha confermato la
reiezione della domanda di prestazione, osservando quanto segue:
"(…)
In risposta alle osservazioni presentate in data 25 aprile 2002
precisiamo che in base alla perizia del Prof. __________ vi è un'incapacità del
20% nella sua professione causata da tutte le patologie all'infuori della
cecità all'occhio destro; per quanto disturbo è stata richiesta una perizia al
Dr. __________, specialista FMH oftalmologia, che ritiene non vi siano
impedimenti al lavoro di agricoltore dati dal problema oftalmologico.
Precisiamo inoltre che l'inabilità del 20% è riferita alla
professione di agricoltore, piuttosto pesante, e quindi in altre professioni
più leggere l'esigibilità potrebbe essere superiore e permettere di recuperare
in misura completa la capacità di guadagno." (doc. _)
1.3. Contro la succitata
decisione amministrativa è tempestivamente insorto , sempre
rappresentato dall’, chiedendo l’erogazione di una mezza rendita.
Egli ribadisce la validità della perizia del dr. _________, sostenendo che il
giudizio del dr. __________ in merito all’assenza di impedimenti al lavoro dal
punto di vista oftalmologico non è sufficientemente motivato.
Pertanto, sulla base della valutazioni del dr. __________, nonché dei medici
curanti, risulterebbe un’incapacità lavorativa del 50% nell’attività di
agricoltore.
1.4. Mediante risposta 26 giugno
2002 l’UAI ha proposto la reiezione del gravame, osservando in particolare:
"(…)
In casu, il dottor __________ ha effettuato una perizia
internistica, nell'ambito della quale è stato considerato l'insieme dei
disturbi presentati dal ricorrente.
II perito è giunto alla conclusione che la cecità all'occhio
destro implica un'inabilità lavorativa pari al 30%. Le rimanenti patologie
causano invece un'aggiuntiva inabilità lavorativa del 20%.
II dottor __________ ha per contro concluso che la problematica
all'occhio destro non ostacola il ricorrente nello svolgimento della propria
attività.
Per quanto attiene all'incidenza che la cecità all'occhio destro
comporta in merito alla capacità lavorativa, esiste quindi una discrepanza fra
le due valutazioni peritali.
Lo scrivente Ufficio ha reputato opportuno seguire il parere
espresso dal dottor __________, innanzitutto a motivo del fatto che lo
specialista interessato è maggiormente in grado di stabilire quale sia
l'ampiezza e la qualità visiva che una visione monoculare implica. Inoltre,
anche a giudizio dello scrivente Ufficio (ed in particolare del Servizio medico
regionale), una visione monoculare non limita in misura rilevante un'attività
quale è quella di agricoltore.
A parer nostro il dottor __________ sembra dal canto suo aver
effettuato piuttosto una valutazione di tipo infortunistico (l'OAINF
attribuisce alla perdita di un occhio un tasso di menomazione pari appunto al
30%).
Risultando in definitiva una percentuale di incapacità lavorativa
globale pari al 20%, il rifiuto di prestazioni è giustificato." (doc. _)
1.5. Con scritto 12 luglio 2002
l’insorgente ha indicato i mezzi di prova da esperire (V).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Oggetto
del contendere è l’eventuale riconoscimento a __________ di una mezza rendita
AI.
2.3. Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità,
Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b).
Ne consegue che gli articoli citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.
2.4. A norma dell'art. 4 cpv. 1
LAI l'invalidità, nel senso della legge, è l'incapacità al guadagno presunta
permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o
psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:
· un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
· la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G.
Scartazzini, Le rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 216ss).
Va inoltre precisato che,
secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera
se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
La misura dell'incapacità
di guadagno è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla perdita che
l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato del lavoro,
ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può ragionevolmente
pretendere, la residua forza di lavoro.
Infatti l'art. 28 cpv. 2
LAI prevede che:
"
l'invalidità è determinata stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la
manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del
lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido."
(metodo ordinario di calcolo
dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e giurisprudenza citata).
Ne consegue che
l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di guadagno
effettiva. Infatti, bisogna tenere conto, nel calcolo dell'incapacità di
guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura minore
di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche della
circostanza opposta.
2.5. Nel caso in
esame, __________ è stato sottoposto ad una visita peritale a cura del dr.
__________, specialista in oftalmologia, al fine di accertare un’eventuale
capacità lavorativa.
Nel referto non datato, ma ricevuto dall’UAI il 2 aprile 2001, lo specialista
ha concluso come segue:
" L'anamnesi tenuta dal paziente e i differenti esami
complementari
effettuati nel mio studio permettono di
concludere ad un evento vascolare acuto avvenuto nel gennaio 1998.
Questo evento vascolare ha portato a delle
modificazioni definitive dei fotorecettori dell'area centrale maculare che sono
irreversibili.
Dal punto di vista assicurativo, l'occhio destro
del paziente è da considerarsi legalmente cieco, senza che vi siano possibilità
di miglioramento né possibilità di trattamento all'ora attuale." (Doc. AI
_)
L’amministrazione
ha inoltre ordinato l’esecuzione di una perizia internistica affidata al prof.
dr. __________, primario di medicina interna all’Ospedale __________.
Con referto 22 giugno 2001, il succitato sanitario ha fornito la seguente diagnosi:
"• Stato da trombosi della vena retinica dell'occhio dx e
conseguente
cecità dell'occhio dx.
• Ipertensione
arteriosa non trattata
• Stato da
stapedotomia dx e sordità mista dell'orecchio sx per otosclerosi
• Ernia
iatale, gastrite cronica, stato da ulcera duodenale.
• Alterazioni
degenerative (spondilosi, discopatie diffuse) a livello della colonna cervicale
e lombare
• Stato da
morbo di Scheuermann della colonna toracale con formazioni
di gibbo
• Depressione."
(doc._)
Per quel
che concerne la problematica agli occhi, il dr. __________ ha riscontrato una
cecità dell’occhio destro a seguito di una trombosi dell’arteria retinale e che
“la perdita dell’occhio destro conferisce un’invalidità lavorativa del 30%”.
Per quel che concerne le altre patologie riscontrate, il primario ha precisato:
"Quale fattore di rischio cardiovascolare è da rilevare la
presenza in
un'ipertensione arteriosa, non trattata, che
potrebbe peggiorare durante gli sforzi che il paziente produce durante la sua
attività di contadino. L'ipertensione arteriosa necessita di cure mediche e in
ogni caso limita attualmente la capacità lavorativa del paziente.
II signor __________ presenta inoltre delle
patologie gastroduodenali (ernia iatale, gastrite cronica, stato da ulcera duodenale)
che si manifestano con disturbi dispeptici e che causano inappetenza e
diminuzione ponderale. II dimagrimento e l'astenia limitano pure sicuramente la
capacità lavorativa del paziente.
Alle patologie descritte si aggiungono
alterazioni degenerative della colonna cervicale, toracale e lombare che
causano una sintomatologia algica e una diminuzione dei movimenti della
colonna.
Inoltre i numerosi disturbi descritti hanno
provocato una lieve depressione reattiva.
Per tutte queste considerazioni, ritengo che,
oltre all'invalidità del 30% causata dalla perdita dell'occhio dx, la capacità
lavorativa risulta ulteriormente ridotta almeno nella misura del 20% in seguito
all'ipertensione arteriosa, alle alterazioni del tratto gastroduodenale, con
importante riduzione dello stato generale e nutrizionale, alle degenerazioni
della colonna vertebrale. Tenuto conto del lavoro pesante di agricoltore,
ritengo che la capacità lavorativa del paziente non supera attualmente il 50%,
per cui ritengo giustificata
l'attribuzione di una mezza rendita
d'invalidità." (Doc. AI_)
Non
ritenendo la perizia del dr. __________ convincente per quel che concerne
l’incapacità lavorativa dal punto di vista oftalmologico, l’UAI ha nuovamente
contatto il dr. __________.
Su domanda dell’amministrazione, il 4 marzo 2002 lo specialista in oftalmologia
ha risposto che “ il paziente può eseguire la sua attività di agricoltore
anche senza l’occhio destro” (doc. AI _).
Ritenendo che l’acuità visiva all’occhio destro non limita l’attività dell’assicurato,
l’amministrazione ha dunque ritenuto un’inabilità lavorativa del 20% unicamente
per motivi internistici, così come concluso dal dr. __________ ed ha respinto
la domanda di prestazioni.
2.6. Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione
delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31;
Pratique VSI 3/1997 pag. 123).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili ((DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332 ).
Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p.
188; RAMI 1993 p. 95).
Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157).
Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).
Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p.
230).
2.7. Dopo un
attento esame degli atti depositati, questo TCA ritiene che la fattispecie in
esame non sia stata correttamente accertata e questo per i motivi che seguono.
2.7.1 Innanzitutto
occorre evidenziare come l’amministrazione non abbia proceduto ad una
valutazione delle mansioni componenti il lavoro di agricoltore in proprio
esercitata dall’assicurato, né indicato quali sono le limitazioni funzionali
riscontrate in siffatta attività dopo l’insorgenza del danno alla salute, né
proposto eventuali interventi al fine di migliorare la capacità lavorativa,
rispettivamente al guadagno dell’interessato conformemente il “metodo
straordinario” di calcolo dell’invalidità applicato generalmente agli
assicurati con attività indipendente, in particolare quelli attivi
nell’agricoltura (cfr. STCA 18 agosto 1999 nella causa re A.Z., inc.
32.1995.251).
In tal caso l’invalidità è stabilita secondo la riduzione del rendimento
nella situazione concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag.
121s, Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Losanna 1985, p.
199). Perciò l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni
economiche dovute alla riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove
si svolge l’attività dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151).
Secondo il metodo
straordinario vengono paragonate le attività svolte prima e dopo la
sopravvenienza del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato
a coloro i quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI
1998 p. 122 consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo
metodo consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene stabilito
direttamente sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla
base di tale raffronto, si constata l’impedimento dovuto al danno, poi si
valutano gli effetti di tale impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo
straordinario; Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 p.
213ss consid. 2b; DTF 104 V 138; ZAK 1987 p. 260s. consid. 2a; DTF 105 V 151).
Una determinata limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve
tuttavia forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità
(Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a).
2.7.2. Inoltre, le valutazioni
mediche agli atti non sono del tutto concludenti.
Per quel
che concerne la problematica oftalmologica, occorre rilevare come la
valutazione formulata il 4 marzo 2002 dal dr. __________a, ossia che “ il
paziente può eseguire la sua attività di agricoltore anche senza l’occhio destro”
(doc. AI _), non risulti essere motivata.
Vero che la visione da un solo occhio non costituisce giocoforza una
pregiudizio alla capacità lavorativa e che questo va valutato a dipendenza del
tipo di attività lucrativa esercitata dalla persona assicurata (cfr. Pratique
VSI 2000 pag. 300 nel caso di un capovenditore; STCA inedita 31 ottobre 2001
nella causa A:C.,inc. 32.2001.68, impiegata d’ufficio e STCA inedita 31 agosto
2001 nella causa S.H., inc. 32.2001.47, consulente fiscale e).
Tuttavia, in casu, secondo questa Corte, l’esigibilità del ricorrente ad
esercitare la professione di agricoltore nonostante la cecità all’occhio
sinistro merita una valutazione approfondita.
Va segnatamente rilevato che l’agricoltore fa uso di diversi macchinari
(falciatrice, trebbiatrice ecc.) che possono risultare pericolosi se non
impiegati in modo preciso, conformemente alle disposizioni di sicurezza
applicabili.
Del resto
le mansioni segnalate dall’assicurato nel ricorso, quale il tracciare le linee
di semina delle coltivazione, la guida del trattore nelle serre, possono
verosimilmente essere compromesse da una visione monoculare.
Tuttavia non può essere fatto riferimento al parere del prof. _________, ossia
che “la perdita dell’occhio destro conferisce un’invalidità lavorativa del
30%”. A prescindere dal fatto che egli non è specialista nella materia che
ci interessa, questo TCA condivide il parere espresso dall’amministrazione nel
ritenere che il citato sanitario verosimilmente abbia effettuato una
valutazione infortunistica. Infatti, secondo l’allegato 3 relativo al calcolo
dell’indennità per menomazione dell’integrità, di cui al rinvio dell’art. 36
cpv.2 OAINF, alla perdita della vista da un occhio viene attribuito un tasso di
menomazione appunto del 30%.
Va invece prestata adesione alla valutazione fatta dal perito in merito
all’incapacità lavorativa del 20% per motivi internistici e reumatologici,
poiché si basa su un approfondito e completo esame di tutte le affezioni
lamentate dall’assicurato legate all’ipertensione arteriosa, alle alterazioni
del tratto gastroduodenale ed alle degenerazioni della colonna vertebrale,
atteso che la depressione reattiva non è stata ritenuta invalidante poiché
giudicata di entità lieve.
2.7.3. In
conclusione, alla luce dei succitati considerandi, l’amministrazione, a cui
l’incarto verrà retrocesso, dovrà esperire un’inchiesta economica - per il
tramite dell’ispettorato AI - al fine di procedere ad un approfondito confronto
delle singole attività svolte all’assicurato prima e dopo l’insorgenza del
danno alla salute conformemente a quanto esposto al consid. 2.7.1., integrata
da un’approfondita valutazione oftalmologica che dovrà in particolare
pronunciarsi sull’ammissibilità, dal profilo medico, delle risultanze di
suddetta inchiesta.
Sulla base delle risultanze, l’UAI si determinerà, mediante un nuovo
provvedimento, in merito all’eventuale diritto alla rendita.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é accolto ai sensi dei
considerandi.
§ La decisione impugnata è annullata.
2.- Gli atti
vengono rinviati all’amministrazione affinché proceda conformemente ai
considerandi e renda un nuovo provvedimento.
3.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’UAI verserà all’assicurato fr. 1'000.— di ripetibili.
4.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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