AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2002.120
Data decisione, Autorità:
06.02.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n.
32.2002.120
mm
Lugano
6 febbraio
2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Ivano Ranzanici, Raffaello Balerna (in sostituzione del gd Raffaele Guffi,
astenuto)
redattore:
Maurizio Macchi, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso dell'11 settembre
2002 di
rappr. da: __________
rappr. da: __________
contro
la decisione del 10 luglio 2002 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 15
marzo 2002, __________, nata nel 1984, rappresentata dal padre, ha preteso
dall'assicurazione per l'invalidità l'assunzione dei costi relativi ad un
prospettato intervento chirurgico di correzione dei seni, in ragione
dell'esistenza di una loro notevole differenza di sviluppo
(cfr.
doc. _).
1.2. Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, l'UAI, con decisione formale del
10 luglio 2002, ha negato all'assicurata il diritto al rimborso delle spese per
l'intervento correttivo di chirurgia plastica (cfr. doc. _).
1.3. Con
tempestivo ricorso dell'11 settembre 2002, __________, sempre rappresentata dal
padre, a sua volta patrocinato dall'avv. __________, ha chiesto che l'autorità
amministrativa venga condannata a prendere a proprio carico il provvedimento
sanitario atto a correggere l'asimmetria mammaria, osservando:
"
(…)
… Con decisione del 10 luglio 2002, qui
impugnata, l'UAI ritiene che nel caso particolare dei provvedimenti sanitari
richiesti, segnatamente un intervento di chirurgia estetica, è solo possibile
nella misura in cui questo coinciderebbe con una compromissione dello
svolgimento della propria attività lavorativa, ciò che nel caso concreto non
sarebbe.
… La prima censura che viene mossa all'indirizzo
della decisione impugnata è la circostanza che neppure si è provveduto a
valutare l'aspetto che nel caso di specie ci si trovi davanti ad un'infermità
congenita e pertanto soggetta all'art. 1 OIC. Quantunque la disfunzione della
ghiandola mammaria non rientri nella casistica enumerata nell'OIC, nel caso
particolare tutti i medici consultati - tra l'altro degli specialisti - hanno
avuto modo di specificare che l'affezione di __________ alla ghiandola mammaria
è di natura congenita. Il Tribunale federale ha avuto modo di specificare che
si tratta di un'affezione congenita, perché vengano concessi i provvedimenti
sanitari richiesti.
Già per questo motivo il ricorso dovrebbe essere
accolto e la decisione annullata con riconoscimento dei provvedimenti sanitari,
segnatamente le spese per un intervento di chirurgia correttiva ai seni a
favore di __________.
… La seconda censura che qui viene mossa attiene
la verifica posta in atto riguardo le possibili compromissioni di natura
invalidante conseguenti all'aspetto estetico ai seni di cui soffre __________.
Orbene nel frattempo __________ è stata chiamata
a fare capo ad un medico psichiatra, circostanza che verrà documentata.
Il Tribunale federale ha avuto modo di accertare
che in applicazione dei disposti di cui agli articoli 5 e 12 LAI laddove il
danno estetico comporti una sofferenza di natura psichica al punto che
danneggerà in maniera rilevante la formazione e quindi verosimilmente la
capacità lavorativa dell'assicurato (si faccia riferimento alla decisione TFA
in re S. c/ UAI VD del 27.3.2001), devono essere assunti i provvedimenti
sanitari segnatamente la correzione chirurgica estetica, qui richiesta.
… Sulla scorta della documentazione che verrà di
seguito prodotta tale aspetto verrà senz'altro accertato, per il che, posto che
il presente gravame dovrà essere completato, si richiede un termine di 30
giorni per procedervi, si richiede altresì nel merito l'accoglimento del
medesimo." (I)
1.3. Il TCA ha
implicitamente concesso alla ricorrente un termine di 30 giorni per completare
l'atto di ricorso, termine trascorso infruttuoso (cfr. II e III).
1.4. L'UAI, in
risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, facendo valere
quanto segue:
"
(…)
Innanzitutto si rimprovera all'amministrazione il
fatto di non aver considerato l'affezione come infermità congenita.
Orbene, in base all'art. 13 cpv. 1 LAI, sino al
compimento dei 20 anni gli assicurati hanno diritto ai provvedimenti sanitari
necessari per la cura delle infermità congenite. Il secondo capoverso della
medesima disposizione aggiunge che il Consiglio federale ha la facoltà di
delimitare i provvedimenti previsti nel capoverso 1.
A tale scopo è quindi stata emanata l'Ordinanza
sulle infermità congenite (OIC), che presenta un elenco esaustivo delle
infermità congenite riconosciute dall'AI.
In altri termini, l'AI prende a carico
un'infermità congenita solo se questa figura nell'OIC.
L'asimmetria dei seni non rientra nella lista
citata.
Se i presupposti di cui all'art. 13 LAI non sono
soddisfatti, occorre ancora esaminare se il provvedimento possa essere
riconosciuto in base all'art. 12 LAI. Detta disposizione sancisce il diritto a
provvedimenti sanitari, se questi sono finalizzati non alla cura vera e propria
del male, ma direttamente all'integrazione professionale, e sono altresì atti a
migliorare in modo duraturo e sostanziale la capacità al guadagno, o a evitare
una diminuzione sostanziale di tale capacità.
Con tale norma si intende quindi delimitare il
campo di applicazione dell'assicurazione invalidità da quello
dell'assicurazione malattia.
Presupposto essenziale affinché una misura medica
venga presa a carico dall'AI è che sussista un'invalidità, intesa come
diminuzione della capacità di guadagno provocata da un danno alla salute.
Nel caso di minorenni che non esercitano ancora
un'attività professionale, è sufficiente che l'invalidità sia probabile (cfr.
Dir. concernente le misure mediche reintegrative, marg. 32, cfr. anche art. 5
cpv. 2 LAI).
Da quanto sovraesposto si può agevolmente dedurre
che gli interventi di chirurgia estetica non soddisfano generalmente i
requisiti posti dall'art. 12 LAI, in quanto non tendono a correggere
un'anomalia che impedisce di per sé l'esercizio di un'attività lucrativa. Un
riconoscimento della prestazione postulata può semmai entrare in linea di conto
allorquando il difetto estetico cagiona una sofferenza morale tale da poter
effettivamente compromettere la capacità di guadagno (si pensi ad esempio ad
una importante deturpazione del viso).
Per quanto attiene al problema che qui ci occupa,
è chiaro che un'asimmetria dei seni può effettivamente provocare disagio.
Trattasi però di problematiche che interessano semmai i rapporti sociali
dell'assicurata, e non quelli lavorativi.
Si rilevi infine che la Direttiva concernente le
misure mediche reintegrative dichiara espressamente che le operazioni di
rimodellamento del seno non rappresentano delle misure mediche reintegrative ai
sensi dell'art. 12 LAI (cfr. marg. 1029)." (IV)
1.5. In replica,
l'avv. __________ ha chiesto l'allestimento di una perizia giudiziaria "…
al soggetto della situazione e delle conseguenze invalidanti della patologia
congenita della signorina __________. In subordine, egli ha postulato che venga
consultata la dott.ssa __________, attiva presso lo Studio dello psichiatra
__________ (cfr. VI).
1.6. In corso di
causa, il TCA ha interpellato la Divisione assicurazione invalidità dell'UFAS,
allo scopo di sapere se l'asimmetria mammaria "… è già stata qualificata
come evidente ai sensi dell'art. 1 cpv. 2 seconda frase OIC oppure se,
nel frattempo, è eventualmente stata avviata una procedura di riconoscimento in
virtù della stessa disposizione" (VII).
La
risposta dell'UFAS è pervenuta il 10 gennaio 2003 (cfr. VIII).
Alle
parti è stata concessa la facoltà di prendere posizione al riguardo.
L'UAI ha
dichiarato di non avere osservazioni da formulare
(cfr. X).
L'assicurata è rimasta silente.
in
diritto
2.1. L'oggetto
della lite è circoscritto alla questione a sapere se l'UAI abbia o meno
correttamente negato il proprio obbligo contributivo relativamente al
prospettato intervento di chirurgia ricostruttiva.
2.2. La legge
sull'assicurazione per l'invalidità prevede l'erogazione di provvedimenti
sanitari in generale (art. 12 LAI) ed in caso di infermità congenita in
particolare (art. 13 LAI).
2.3. A norma
dell'art. 12 cpv. 1 LAI, l'assicurato ha diritto ai provvedimenti sanitari
destinati non alla cura vera e propria del male ma direttamente
all'integrazione professionale e atti a migliorare in modo duraturo e
sostanziale la capacità al guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di
tale capacità. Di regola, per cura vera e propria dell'affezione si intende la
guarigione o il miglioramento di un fenomeno patologico labile. L'assicurazione
per l'invalidità, di principio, prende a proprio carico unicamente le misure
terapeutiche atte a eliminare o a correggere degli stati patologici stabili, o
perlomeno relativamente stabili, oppure delle perdite di funzione, a condizione
che tali misure permettano di prevedere un successo durevole e importante ai
sensi dell'art. 12 cpv. 1 LAI (cfr. DTF 120 V 279 consid. 3a e riferimenti ivi
citati; Pratique VSI 2000, p. 301 consid. 2a).
La
succitata disposizione legale persegue lo scopo di delimitare il campo di
applicazione dell'assicurazione per l'invalidità da quello dell'assicurazione
contro le malattie e gli infortuni. Tale delimitazione si fonda sul principio
secondo il quale la cura di una malattia o di una lesione, a prescindere dalla
durata dell'affezione, appartiene, in primo luogo, al campo dell'assicurazione
contro le malattie e gli infortuni (DTF 104 V 81, consid. 1, 102 V 41 consid.
1; RCC 1981 p. 159 consid. 3a).
2.4. Secondo
l'art. 13 LAI, gli assicurati, fino al compimento dei 20 anni, hanno diritto ai
provvedimenti sanitari necessari per la cura delle infermità congenite (cpv.
1).
Il
Consiglio federale designa mediante ordinanza quali sono le infermità congenite
per le quali tali provvedimenti sono concessi. Esso ha la facoltà di escludere
le prestazioni se le infermità sono di poca importanza (cpv. 2).
Facendo
uso della delega di competenze di cui sopra, l'Esecutivo federale ha emanato
l'ordinanza sulle infermità congenite (OIC).
Questa
autorità dispone di un largo potere di apprezzamento che le permette di optare
per una regola generale (art. 1 OIC) o, nel caso di talune infermità, per dei
criteri particolari, prendendo eventualmente in considerazione anche degli
aspetti di ordine pratico (cfr. RDAT II-1999, n. 65 = AHI-Praxis 1999, p.
166ss.; DTF 105 V 22, consid. b).
Secondo
l'art. 1 cpv. 1 OIC, per infermità congenite giusta l'articolo 13 LAI si
intendono le infermità esistenti a nascita avvenuta. La sola predisposizione a
una malattia non è considerata infermità congenita. Il momento in cui
l'infermità è accertata non ha importanza.
Giusta
l'art. 1 cpv. 2 OIC, le infermità congenite sono enumerate nell'elenco in
allegato. Il Dipartimento federale dell'interno può qualificare delle infermità
congenite evidenti, che non figurano nell'elenco in allegato, come infermità
congenite giusta l'articolo 13 LAI.
Sono
reputati provvedimenti sanitari necessari alla cura di un'infermità congenita
tutti i provvedimenti ritenuti validi dalla scienza medica e intesi a
conseguire nel modo più semplice e funzionale lo scopo terapeutico (art. 2 cpv.
3 OIC).
Come ogni
altra misura di integrazione, il trattamento medico delle infermità congenite è
subordinato al principio della proporzionalità. Affinché un provvedimento possa
essere posto a carico dell'assicurazione per l'invalidità, esso deve essere
appropriato e necessario per raggiungere lo scopo prefissato (cfr. Pratique VSI
2001, p. 77 consid. 4b; U. Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, Zurigo 1997, p. 105s.).
2.5. Nel caso di
specie, __________ è affetta da una asimmetria mammaria (cfr. doc. _).
Tale
patologia non figura nell'elenco delle infermità congenite allegato all'OIC,
circostanza che è stata riconosciuta anche dalla ricorrente stessa (cfr. I, p.
2: "Quantunque la disfunzione della ghiandola mammaria non rientri
nella casistica enumerata nell'OIC, …" - la sottolineatura è del
redattore).
In
effetti, la cifra 113 di questo elenco prevede unicamente la presa a carico di
una amastia congenita (assenza della ghiandola mammaria) oppure di una atelia
congenita (assenza della mammella), ma non di una asimmetria mammaria.
Come
visto, giusta l'art. 1 cpv. 2 seconda frase OIC, il Consiglio federale
ha delegato al DFI la facoltà di qualificare delle infermità congenite
evidenti, che non figurano nell'elenco in allegato, come infermità congenite
giusta l'art. 13 LAI. La disposizione ha lo scopo di assicurare un pronto
adeguamento ai progressi della medicina e, quindi, permettere che nuove
affezioni congenite possano essere riconosciute come tali senza dover attendere
una revisione dell'apposita lista tramite l'esecutivo (cfr. RCC 1965, p. 386).
Nondimeno,
la summenzionata regola non significa che tutte le affezioni chiaramente
congenite che vengono annunciate e che non sono contenute nell'allegato all'OIC
debbano essere riconosciute come tali dal Dipartimento. Come al Consiglio
federale, a quest'ultima autorità spetta in effetti un ampio potere di
apprezzamento, fermo restando come esso debba essere esercitato fondandosi su
criteri sostenibili, motivi seri e obiettivi, evitando cioè soluzioni
arbitrarie o discriminatorie (cfr. RDAT II-1999 n. 65, consid. 2b nonché la
dottrina e giurisprudenza ivi menzionate).
Interpellata,
al proposito, dal TCA (cfr. VII), la Divisione assicurazione invalidità
dell'UFAS ha affermato che l'asimmetria mammaria non costituisce un'affezione
congenita recentemente scoperta, rispettivamente, descritta, tale da
giustificare l'avvio di una procedura di riconoscimento secondo l'art. 1 cpv. 2
seconda frase OIC. Piuttosto, é scientemente che l'asimmetria
mammaria non è stata menzionata alla cifra 113 dell'elenco allegato all'OIC
(cfr. VIII).
Questa
Corte giudica pertinenti le considerazioni espresse dall'UFAS e ritiene,
pertanto, di potervi aderire.
Del resto,
non può essere ignorato che lo stesso TFA, in una sentenza del 27 marzo 2001
nella causa S., I 475/00, riguardante una fattispecie del tutto analoga a
quella sub judice, ha semplicemente constatato che l'affezione in
questione non era compresa nell'elenco allegato all'OIC, per finalmente negare
l'applicabilità dell'art. 13 LAI (cfr. consid. 2).
D'altro
canto, quando l'insorgente sostiene che, secondo la giurisprudenza federale,
"… da un profilo probatorio basta che venga accertato da uno specialista che
si tratta di un'affezione congenita, perché vengano concessi i provvedimenti
sanitari richiesti" (cfr. I, p. 2), essa ignora che l'evocata
giurisprudenza, in realtà, si riferisce alle infermità congenite che già
figurano nell'elenco allegato all'OIC (cfr. RCC 1963, p. 354 consid. 1; M.
Valterio, Droit et pratique de l'AI, p. 121).
In esito
alle considerazioni che precedono, occorre concludere che l'assicurata non ha
diritto al trattamento dell'affezione in virtù dell'art. 13 LAI.
2.6. Appurato che
__________ non ha diritto alla cura della patologia di cui è portatrice in
virtù dell'art. 13 LAI, occorre ancora esaminare se esista o meno un diritto
alla presa a carico dei costi del prospettato intervento correttivo fondato
sull'art. 12 LAI, in relazione con l'art. 5 cpv. 2 LAI (la sua età è infatti
inferiore a 20 anni).
Il TCA
constata che, in più occasioni, la nostra Alta Corte federale ha avuto modo di
decidere in merito a fattispecie analoghe a quella che qui ci occupa.
Ad
esempio, in una sentenza del 22 settembre 1976 nella causa W., pubblicata in
RCC 1977, p. 124s., il TFA ha negato il diritto al rimborso dei costi per un
intervento di chirurgia plastica correttiva, ad un'assicurata affetta da
un'asimmetria mammaria, affermando che i difetti estetici, in genere, non
incidono negativamente sulla capacità lucrativa, riservati i casi eccezionali
in cui essi sono all'origine di sofferenze psicologiche che influenzano, a loro
volta, l'attitudine dell'interessato ad esercitare un'attività lucrativa:
"
(…)
En effet, il ne s'agit pas ici de savoir si une
mesure paraît souhaitable pour des motifs personnels ou humanitaires, mais bien
plutôt de décider si l'AI doit, oui ou non, prendre en charge les frais en
vertu des prescriptions légales. Tout droit à des mesures de réadaptation de
l'AI suppose - selon l'article 8, 1er alinéa, LAI - que le requérant est
invalide ou menacé d'une invalidité imminente. L'invalidité, c'est l'incapacité
de gain permanente ou de longue durée, causée par une atteinte à la santé
physique ou mentale qui résulte d'une infirmité congénitale, d'une maladie ou
d'un accident (art. 4, 1er alinéa, LAI). Les mineurs sans activité lucrative
sont déjà réputés invalides lorsque l'atteinte à leur santé aura probablement
pour conséquence une incapacité de gain (art. 5, 2e alinéa, LAI). Ainsi que le
TFA l'a constaté à plusieurs reprises, les défauts d'ordre esthétique,
n'influencent généralement pas la capacité de gain. Cependant, ils peuvent,
exceptionnellement, avoir un effet indirect sur elle lorsqu'ils sont la cause
de souffrances morales qui influencent, à leur tour, l'aptitude à exercer une
activité lucrative (RCC 1971, p. 361 et 1975, p. 36). Du point de vue de l'AI,
ces défauts ne peuvent être pris en considération que s'ils sont graves à tel
point qu'il faut prévoir une diminution effective et sensible de l'aptitude de
l'intéressé à exercer un métier ou à accomplir sa besogne habituelle. Or, même
en tenant compte de la souffrance morale que pouvait provoquer, chez l'assurée,
le développement inégal des seins, il est improbable qu'il en soit résulté,
objectivement, une réduction importante de la capacité de gain." (RCC 1977 succitata, consid. 2)
Più di
recente, il TFA ha ancora deciso in questo stesso senso, nella già citata
sentenza del 27 marzo 2001 nella causa S., I 475/00, concernente un'assicurata,
affetta da un'anomalia del seno (seno tubulare destro e aplasia del seno
sinistro), che aveva preteso dall'AI una presa a carico dei costi per
un'operazione di chirurgia plastica:
"
(…)
c) En l'occurrence, même si l'on doit admettre
que l'intimée peut souffrir moralement de la malformation de sa poitrine dans
une mesure non négligeable, le dossier ne contient aucun élément permettant de
considérer - au degré de la vraisemblance prépondérante requis en matière
d'assurance sociale (ATF 121 V 47 consid. 2a, 208 consid. 6b) - qu'elle est
perturbée par le développement inégal de ses seins au point que sa capacité de
gain future serait entravée. Cela est d'autant plus vrai que cette anomalie peut
être aisément dissimulée dans un contexte professionnel. En particulier, l'intimée
n'était pas suivie sur le plan psychique par un psychologue ou un psychiatre. A
cet égard, contrairement à ce qu'ont retenu les premiers juges, on ne saurait admettre
d'une manière générale, que les troubles psychologiques qui pouvaient résulter
des difformités physiques avaient un caractère moins invalidant en 1976 qu'à l'heure
actuelle (cf. consid. 3b ci-dessus). Le fait qu'une telle affection revête un caractère
invalidant ou non résulte bien plutôt de l'analyse de l'ensemble des circonstances
dans chaque cas individuel.
Cela étant, l'office était fondé à nier (implicitement)
le droit de l'assurée à la prise en charge de l'opération envisagée au titre
des mesures médicales prévues à l'art. 12 al. 1 LAI."
(STFA del 27.3.2001,
succitata)
Nella
presente fattispecie, dalle tavole processuali non emergono elementi tali da
condurre ad una soluzione diversa da quella ritenuta dal TFA nelle sentenze
citate. In effetti, non è dimostrato che __________ sia a tal punto disturbata
dalla malformazione di cui è portatrice, che la sua capacità lucrativa futura
ne sarà probabilmente ostacolata.
Intanto,
dalla richiesta di prestazioni AI del 15 marzo 2002 si evince che __________ ha
potuto seguire una normale formazione scolastica (cfr. doc. _) - circostanza
che è stata, del resto, confermata anche dal suo medico curante, nel
certificato del 15 aprile 2002 (cfr. doc. _, p. 1) - senza peraltro necessitare
di un sostegno psicologico.
Il dott.
__________, nel ricostruire l'anamnesi, ha poi ricordato che l'assicurata ha
presentato, a partire dalla pubertà, uno sviluppo anormale dei seni e che tale
asimmetria, citiamo: "… porta sempre più a problemi: costume da bagno,
rapporti con compagni, diminuita stima di sé. Aspetti che non si possono più
semplicemente "nascondere" con protesi nel reggiseno o
altro" (doc. _, p. 2).
Il TCA
non dubita certo che l'insorgente soffra moralmente a causa dell'affezione che
presenta. È, nondimeno, improbabile che da uno sviluppo asimmetrico dei seni -
ossia da un difetto di natura estetica che, in un contesto lavorativo, potrà
essere facilmente dissimulato - ne risulti una riduzione considerevole della
sua capacità di guadagno.
Del
resto, con certificato del 21 giugno 2002, indirizzato all'UAI, lo stesso dott.
__________ ha definito come semplicemente possibile il fatto che
l'asimmetria mammaria inciderà negativamente sullo sviluppo psichico della sua
paziente e, quindi, anche su un'adeguata formazione professionale prima e su
un'adeguata attività lavorativa poi (cfr. doc. _).
In sede
di ricorso, __________ ha indicato di avere fatto capo, nel frattempo, ad uno
specialista in psichiatria, riservandosi espressamente di documentare tale
circostanza (cfr. I, p. 3).
Nonostante
che il TCA le avesse implicitamente concesso un termine di 30 giorni per
completare l'atto di ricorso (cfr. consid. 1.3.), l'assicurata è rimasta
silente.
In sede
di replica, __________ ha chiesto l'esecuzione di una perizia giudiziaria
oppure, in subordine, che venga interpellata tale dott.ssa __________, attiva
presso lo studio dello psichiatra __________ (cfr. VI).
Da parte
sua, questa Corte ritiene di potersi esimere dal dare seguito agli atti
istruttori richiesti dalla ricorrente, nella misura in cui da essi non vi è da
attendersi che scaturiscano dei nuovi elementi di valutazione, suscettibili di
sovvertire l'esito del presente giudizio.
Al
proposito, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella
causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA
del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella
causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
In
particolare, dagli atti contenuti nell'incarto non emerge il benché minimo
indizio che possa indurre a credere che __________, a causa della nota
asimmetria dei seni, sia a tal punto destabilizzata dal profilo psichico, da
compromettere seriamente la sua futura capacità lucrativa.
In questo
ordine di idee, di rilevante importanza appare la circostanza che l'assicurata
è stata in grado di seguire una normale formazione scolastica (dalla richiesta
di prestazioni AI del 15.3.2002 [cfr. doc. _, p. 2] risulta che essa, dal 1999,
frequenta il liceo; cfr., pure, il doc. _ in cui il dott. __________ ha
risposto negativamente alla questione a sapere se lo stato di salute
della sua paziente incide sulla frequenza scolastica o sulla formazione professionale),
senza necessitare di alcun tipo di sostegno.
Ora, non
è evidente comprendere le ragioni per cui, dopo aver compiuto senza problemi la
propria formazione, l'assicurata dovrebbe improvvisamente presentare degli
impedimenti di ordine psicologico nell'ambito professionale, tali da provocare
un'incapacità di guadagno.
Del
resto, le difficoltà di natura psichica che l'insorgente pretende presentare,
rappresenterebbero uno stato di salute labile e non potrebbero, già solo per
questo motivo, giustificare una presa a carico dei provvedimenti atti alla loro
guarigione o al loro lenimento (cfr. la giurisprudenza citata al consid. 2.3.,
nonché la STFA del 29 novembre 2002 nella causa B., I 339/01, consid. 3.2.2.).
D'altro
canto, con il proprio comportamento, l'assicurata ha violato il dovere di
collaborare delle parti che limita il principio inquisitorio reggente la
procedura in materia di assicurazioni sociali (cfr. DLA 2001 N. 12 p. 145; RAMI
1994 p. 211; AHI Praxis p. 212; DLA 1992 p. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26
consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52
consid. 4a; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in
Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 12; R. Spira, Le contentieux des
assurances sociales fédérales et la procédure cantonale, in Recueil de
jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984, p. 16; M. Kurmann, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz, in Luzerner Rechtsseminar
1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, p. 5 ss.).
Il dovere
di collaborare comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le
parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere
ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza
o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dovere sopportare le
conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA del 18 settembre 2001 nella causa
C.R.W., 264/99; STFA del 5 settembre 2001 nella causa F.C., U 94/01; STFA del 9
maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 9 maggio 2001 nella causa G.L.;
DTF 125 V 195 consid. 2; SVR 1995 AHV Nr. 57 p. 164 consid. 5a; RAMI 1993 p.
158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113;
G. Beati, Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali, Introduzione e
principi generali, La recente giurisprudenza del TFA, in Relazioni tra
diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, p. 1 seg. (3)).
Su questi
aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, Les assurances sociales en Suisse,
Losanna 1995, p. 827-828 e Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht,
Berna 1997, p. 339-341, il quale rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht
dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter)
erstellt werden kann”.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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